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mercoledì 21 giugno 2017
lunedì 19 giugno 2017
MONZA. IL CANDIDATO SINDACO ALLEVI A CACCIA DI OCCUPANTI ROM (NEL PALAZZO DI MARONI)
Oltre alla stupidità denunciata nel video a me fa schifo il modo, l'assenza di umanità, il disprezzo. Invadendo senza rispetto (non sono le forze dell'ordine) n posto dove presumibilmente ci sono anche dei bambini. Se guardate bene su un letto cè un orsacchiotto di pezza...
MONZA - LEGA NORD E IL CANDIDATO SINDACO ALLEVI CONTRO I ROM
Video
diretta in pompa magna, toni gravi di Allevi e Lega Nord...ma gli unici
che possono chiedere lo sgombero del palazzo (e che avrebbero dovuto
tenerlo in buono stato!) sono i proprietari ovvero Regione Lombardia,
quindi Maroni!
Ora immaginatevi questi al governo della città...
Ora immaginatevi questi al governo della città...
Commenti
3 di 9
Alessandro Gerosa Quelle
sono le condizioni per cui un Sindaco può sempre chiedere un'ordinanza.
Ma la responsabilità di denunciare l'occupazione e chiedere
l'intervento delle FFOO da che mondo e mondo è dei proprietari.
Qui sopratutto è ridicolo avere lì presente l'Assessore Regionale, quindi consapevole di quanto sta avvenendo, che chiede al Sindaco di intervenire senza averlo già fatto lei...
RimuoviQui sopratutto è ridicolo avere lì presente l'Assessore Regionale, quindi consapevole di quanto sta avvenendo, che chiede al Sindaco di intervenire senza averlo già fatto lei...
giovedì 15 giugno 2017
I ROM SULLE (5) STELLE?
Vesna Baxtali Vuletic ha pubblicato qualcosa in 3 gruppi.
Idea Rom Onlus
15 h ·
I ROM SULLE (5) STELLE?
E' di ieri la presa di posizione del leader del M5S, Beppe Grillo, su vari temi fra cui quello dei Rom a Roma.
Lo fa con un post sul blog firmato Movimento 5 Stelle: "Ora a Roma si cambia musica".
E' di ieri la presa di posizione del leader del M5S, Beppe Grillo, su vari temi fra cui quello dei Rom a Roma.
Lo fa con un post sul blog firmato Movimento 5 Stelle: "Ora a Roma si cambia musica".
Non sorprende il solito accento su ciò che di negativo può essere
addossato ai Rom mentre, invece, non si fa una sola parola su quanto di
negativo possa essere responsabilità di altri.
A partire dalle discriminazioni, passando per la segregazione abitativa monoetnica nei campi, arrivando agli intollerabili episodi di razzismo alimentati da media e politici con ampi consensi popolari.
E questo post, nei toni e nei contenuti, non fa che amplificare la percezione negativa dei Rom, quasi avessero l'appannaggio di ogni colpa riferita alla condizione di emarginazione in cui vivono nei campi nomadi.
Grillo si agita nello spiegare che l'intera operazione in fase d'avvio a Roma è di pura convenienza economica: i soldi li mette l'Europa, se non facciamo nulla dovremo pagare le multe!
Quindi, verrebbe da pensare, se l'Europa non mettesse soldi e non facesse multe, si potrebbe andar avanti con il degrado dei campi nomadi?
Si parla di censimenti, manco non ce ne fossero stati a ripetizione nel corso degli anni, e di chiusura dei campi nomadi, partendo dai quelli della Monachina e La Barbuta. Senza spiegare cosa si farà di quelle famiglie. Anzi, prefigurando il solito scenario da castigo a cui sottomettere quelli con le macchine belle o dediti all'accattonaggio.
Anche questa volta il problema, lo scandalo, la vergogna è tutta solo per i Rom? Come al solito.
Viste le premesse ci sembra il solito scenario, dove si alza molta polvere, si gettano per strada le famiglie e non si conclude nulla. Dandone alla fine la colpa agli stessi Rom. Ma magari non è così, forse è solo una (sbagliata) strategia comunicativa. Staremo a vedere, a partire dai fatti concreti che, meglio di tante parole, sveleranno le reali intenzioni del Sindaco e della giunta romana.
Ecco comunque di seguito il post tratto dal blog del Movimento 5 Stelle:
-----
Partiamo subito da una premessa: finora nessuno aveva messo mano al problema dei campi rom, perché per molti non era un problema, ma un affare. Vedi Mafia Capitale. Il MoVimento 5 Stelle a Roma ci ha messo la faccia e ne va fiero. E chi in questi giorni dice che regaliamo soldi ai rom, mente sapendo di mentire. Roma era l’unica capitale europea ad avere ancora campi rom. Diciamo "era" perché grazie a noi è iniziata la fine dei campi, delle roulotte e dei caravan in mezzo alle strade della città, gli incendi occasionali, i "furti" di corrente agli edifici limitrofi. In breve: stop all’illegalità e al degrado.
Di fronte a una emergenza di questo tipo, prodotta da decenni di malgoverno di Roma, le strada è una: smantellare i campi e creare le condizioni affinché l'emergenza non si ripresenti fra qualche anno. Il M5S ha fatto entrambe le cose, senza chiedere un solo euro ai romani. I fondi ottenuti grazie a un bando che abbiamo vinto, circa 3,8 milioni di euro, sono dell'Unione europea e sono vincolati. L’Ue ci mette a disposizione questi soldi a patto che siano destinati esclusivamente all’integrazione delle popolazioni Rom. Se non li usiamo per chiudere i campi rom, li perderemo.
Questo lo vogliamo dire forte e chiaro a tutti quei partiti, Meloni in testa, che in questi anni non hanno mosso un dito e adesso si permettono di diffondere falsità, solo per trarne un debole vantaggio politico e mediatico. L'alternativa quale sarebbe? Lasciare che nascano nuovi campi a Roma? Restare fermi? Perdere i soldi che ci ha dato l'Ue? Quando si smantella un campo rom, cosa credete che farebbe la vecchia politica? Farebbe scomparire le famiglie da un momento all'altro? No, le trasferirebbero in un altro campo o un'altra area per un nuovo insediamento. E dopo aver smantellato anche quello? Ne individuerebbero un altro ancora! Sono 20 anni che va avanti questa storia e intanto l'Ue continua a farci pagare multe. Questo significa una sola cosa: che a pagare le sanzioni sono le tasse dei romani. E' quello che hanno sempre fatto le precedenti amministrazioni, da Rutelli a Veltroni, passando per Alemanno e Marino.
Stop. Questa storia si chiude qua. Ora a Roma si cambia musica. Chiusura dei campi rom, censimento di tutte le aree abusive e le tendopoli. Chi si dichiara senza reddito e gira con auto di lusso è fuori. Chi chiede soldi in metropolitana, magari con minorenni al seguito, è fuori. In più sarà aumentata la vigilanza nelle metro contro i borseggiatori. Nessuno prima d'ora aveva mai affrontato il problema in questo modo. Il servizio applicato è capillare e copre tutta la città. Iniziamo a chiudere i primi due di nove campi ancora presenti a Roma. Lo diciamo subito: ci vorrà tempo. Queste non sono operazioni che si fanno dall’oggi al domani. Qualsiasi tecnico specializzato vi dirà che serviranno mesi. Come per tutto quello che la vecchia politica ha lasciato a Roma, anche in questo caso il MoVimento 5 Stelle non ha la bacchetta magica. Ma ha la libertà di fare le cose che dovevano essere fatte 20 anni fa. E allora iniziamo: i campi della Monachina e La Barbuta verranno chiusi. Parliamo di 700 persone che risiedevano qui.
Infine, giusto per mettere le cose in chiaro: l’obiezione secondo cui daremmo 800€ ai rom è falsa: nessun cittadino romano pagherà un centesimo. L'altra invece, secondo cui ai rom saranno assegnate case popolari è, allo stesso modo, falsa. Una pura invenzione. La procedura per l’assegnazione delle case popolari è e resta identica per tutti: anche i rom dovranno sottostare alle stesse regole di un qualunque cittadino.
Solo il buon senso, in assenza di un sistema mediatico oggettivo e imparziale, può aiutare a comprendere veramente come stanno le cose. E noi siamo certi che i romani sapranno distinguere tra le urla di un Salvini e il lavoro di un'amministrazione che per la prima volta, a Roma, ha iniziato a rimettere in ordine le cose.
(Fonte: Blog Movimento 5 Stelle)
A partire dalle discriminazioni, passando per la segregazione abitativa monoetnica nei campi, arrivando agli intollerabili episodi di razzismo alimentati da media e politici con ampi consensi popolari.
E questo post, nei toni e nei contenuti, non fa che amplificare la percezione negativa dei Rom, quasi avessero l'appannaggio di ogni colpa riferita alla condizione di emarginazione in cui vivono nei campi nomadi.
Grillo si agita nello spiegare che l'intera operazione in fase d'avvio a Roma è di pura convenienza economica: i soldi li mette l'Europa, se non facciamo nulla dovremo pagare le multe!
Quindi, verrebbe da pensare, se l'Europa non mettesse soldi e non facesse multe, si potrebbe andar avanti con il degrado dei campi nomadi?
Si parla di censimenti, manco non ce ne fossero stati a ripetizione nel corso degli anni, e di chiusura dei campi nomadi, partendo dai quelli della Monachina e La Barbuta. Senza spiegare cosa si farà di quelle famiglie. Anzi, prefigurando il solito scenario da castigo a cui sottomettere quelli con le macchine belle o dediti all'accattonaggio.
Anche questa volta il problema, lo scandalo, la vergogna è tutta solo per i Rom? Come al solito.
Viste le premesse ci sembra il solito scenario, dove si alza molta polvere, si gettano per strada le famiglie e non si conclude nulla. Dandone alla fine la colpa agli stessi Rom. Ma magari non è così, forse è solo una (sbagliata) strategia comunicativa. Staremo a vedere, a partire dai fatti concreti che, meglio di tante parole, sveleranno le reali intenzioni del Sindaco e della giunta romana.
Ecco comunque di seguito il post tratto dal blog del Movimento 5 Stelle:
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Partiamo subito da una premessa: finora nessuno aveva messo mano al problema dei campi rom, perché per molti non era un problema, ma un affare. Vedi Mafia Capitale. Il MoVimento 5 Stelle a Roma ci ha messo la faccia e ne va fiero. E chi in questi giorni dice che regaliamo soldi ai rom, mente sapendo di mentire. Roma era l’unica capitale europea ad avere ancora campi rom. Diciamo "era" perché grazie a noi è iniziata la fine dei campi, delle roulotte e dei caravan in mezzo alle strade della città, gli incendi occasionali, i "furti" di corrente agli edifici limitrofi. In breve: stop all’illegalità e al degrado.
Di fronte a una emergenza di questo tipo, prodotta da decenni di malgoverno di Roma, le strada è una: smantellare i campi e creare le condizioni affinché l'emergenza non si ripresenti fra qualche anno. Il M5S ha fatto entrambe le cose, senza chiedere un solo euro ai romani. I fondi ottenuti grazie a un bando che abbiamo vinto, circa 3,8 milioni di euro, sono dell'Unione europea e sono vincolati. L’Ue ci mette a disposizione questi soldi a patto che siano destinati esclusivamente all’integrazione delle popolazioni Rom. Se non li usiamo per chiudere i campi rom, li perderemo.
Questo lo vogliamo dire forte e chiaro a tutti quei partiti, Meloni in testa, che in questi anni non hanno mosso un dito e adesso si permettono di diffondere falsità, solo per trarne un debole vantaggio politico e mediatico. L'alternativa quale sarebbe? Lasciare che nascano nuovi campi a Roma? Restare fermi? Perdere i soldi che ci ha dato l'Ue? Quando si smantella un campo rom, cosa credete che farebbe la vecchia politica? Farebbe scomparire le famiglie da un momento all'altro? No, le trasferirebbero in un altro campo o un'altra area per un nuovo insediamento. E dopo aver smantellato anche quello? Ne individuerebbero un altro ancora! Sono 20 anni che va avanti questa storia e intanto l'Ue continua a farci pagare multe. Questo significa una sola cosa: che a pagare le sanzioni sono le tasse dei romani. E' quello che hanno sempre fatto le precedenti amministrazioni, da Rutelli a Veltroni, passando per Alemanno e Marino.
Stop. Questa storia si chiude qua. Ora a Roma si cambia musica. Chiusura dei campi rom, censimento di tutte le aree abusive e le tendopoli. Chi si dichiara senza reddito e gira con auto di lusso è fuori. Chi chiede soldi in metropolitana, magari con minorenni al seguito, è fuori. In più sarà aumentata la vigilanza nelle metro contro i borseggiatori. Nessuno prima d'ora aveva mai affrontato il problema in questo modo. Il servizio applicato è capillare e copre tutta la città. Iniziamo a chiudere i primi due di nove campi ancora presenti a Roma. Lo diciamo subito: ci vorrà tempo. Queste non sono operazioni che si fanno dall’oggi al domani. Qualsiasi tecnico specializzato vi dirà che serviranno mesi. Come per tutto quello che la vecchia politica ha lasciato a Roma, anche in questo caso il MoVimento 5 Stelle non ha la bacchetta magica. Ma ha la libertà di fare le cose che dovevano essere fatte 20 anni fa. E allora iniziamo: i campi della Monachina e La Barbuta verranno chiusi. Parliamo di 700 persone che risiedevano qui.
Infine, giusto per mettere le cose in chiaro: l’obiezione secondo cui daremmo 800€ ai rom è falsa: nessun cittadino romano pagherà un centesimo. L'altra invece, secondo cui ai rom saranno assegnate case popolari è, allo stesso modo, falsa. Una pura invenzione. La procedura per l’assegnazione delle case popolari è e resta identica per tutti: anche i rom dovranno sottostare alle stesse regole di un qualunque cittadino.
Solo il buon senso, in assenza di un sistema mediatico oggettivo e imparziale, può aiutare a comprendere veramente come stanno le cose. E noi siamo certi che i romani sapranno distinguere tra le urla di un Salvini e il lavoro di un'amministrazione che per la prima volta, a Roma, ha iniziato a rimettere in ordine le cose.
(Fonte: Blog Movimento 5 Stelle)
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Vesna Baxtali Vuletic ha condiviso la foto di Idea Rom Onlus nel gruppo: "QUANDO CADONO i MURI ".
Queste posizioni espresse da Beppe Grillo mi ricordano i progetti fallimentari realizzati a Torino. Tutti volevano selezionare e distinguere i Rom buoni dai cattivi, ma alla fine li hanno sbattuti quasi tutti in mezzo alla strada.
Basta con la politica dei furbi che anno sono interesse ad alimentare l'odio anti rom per raccattare qualche consenso!
Poi la gente si lamenta della diffusione di campi nomadi abusivi ricreati proprio dalle famiglie sgomberate... Ma in realtà è la politica e la maggioranza della cittadinanza a volere proprio questo, pur facendo sempre cadere la colpa su noi Rom. 
Vesna Baxtali Vuletic ha condiviso la foto di Idea Rom Onlus nel gruppo: Io sto con i rom.
Queste posizioni espresse da Beppe Grillo mi ricordano i progetti fallimentari realizzati a Torino. Tutti volevano selezionare e distinguere i Rom buoni dai cattivi, ma alla fine li hanno sbattuti quasi tutti in mezzo alla strada.
Basta con la politica dei furbi che anno sono interesse ad alimentare l'odio anti rom per raccattare qualche consenso!
Poi la gente si lamenta della diffusione di campi nomadi abusivi ricreati proprio dalle famiglie sgomberate... Ma in realtà è la politica e la maggioranza della cittadinanza a volere proprio questo, pur facendo sempre cadere la colpa su noi Rom.
mercoledì 14 giugno 2017
LA SINDACA DI TORINO ANNUNCIA IL SUPERAMENTO DEI CAMPI, CON UN NUOVO REGOLAMENTO
Vesna Baxtali Vuletic ha condiviso la foto di Idea Rom Onlus nel gruppo: Io sto con i rom.
14 h ·
Ad annunciarlo la sindaca di Torino, Chiara Appendino, durante il consiglio comunale di lunedì.
“Entro fine giugno presenterò il nuovo regolamento, più incisivo e
rigoroso, su via Germagnano”. Lo ha annunciato la sindaca di Torino,
Chiara Appendino, riferendo in Consiglio comunale a proposito del campo
nomadi di Via Germagnano a Torino.
Mentre è tuttora in elaborazione il progetto per il superamento dei campi esistenti.
Ad annunciarlo è Chiara Appendino, che in consiglio comunale ha ribadito che l'amministrazione sta lavorando "su due fronti, il primo dei quali rappresentato dalle attività di contenimento e presidio di una situazione difficile, con la collaborazione del Comitato interforze e dell’AMIAT per la rimozione dei rifiuti". Sonia Schellino, assessore alle Politiche Sociali, ha ricordato come spesso e volentieri i rifiuti inquinanti vengano scaricati abusivamente da privati che pur di non smaltirli regolarmente preferiscono affidarli ai nomadi.
“Stiamo lavorando a un progetto, quando sara’ pronto lo finanzieremo, ma poi ci vuole da parte di tutti senso di responsabilita’ e onesta’ intellettuale – ha esortato la sindaca – “Questo significa che chi ha diritti non può essere sbattuto in mezzo ad una strada e non vorrei trovarmi davanti tra un mese consiglieri comunali che mi criticano, dicendo che le soluzioni abitative vanno date prima ad altri”. "Si sta lavorando per soluzioni che tengano conto del fatto che le persone hanno dei diritti", ha concluso il sindaco.
(Fonti: Aska News, Diario di Torino, Torino Oggi)
Mentre è tuttora in elaborazione il progetto per il superamento dei campi esistenti.
Ad annunciarlo è Chiara Appendino, che in consiglio comunale ha ribadito che l'amministrazione sta lavorando "su due fronti, il primo dei quali rappresentato dalle attività di contenimento e presidio di una situazione difficile, con la collaborazione del Comitato interforze e dell’AMIAT per la rimozione dei rifiuti". Sonia Schellino, assessore alle Politiche Sociali, ha ricordato come spesso e volentieri i rifiuti inquinanti vengano scaricati abusivamente da privati che pur di non smaltirli regolarmente preferiscono affidarli ai nomadi.
“Stiamo lavorando a un progetto, quando sara’ pronto lo finanzieremo, ma poi ci vuole da parte di tutti senso di responsabilita’ e onesta’ intellettuale – ha esortato la sindaca – “Questo significa che chi ha diritti non può essere sbattuto in mezzo ad una strada e non vorrei trovarmi davanti tra un mese consiglieri comunali che mi criticano, dicendo che le soluzioni abitative vanno date prima ad altri”. "Si sta lavorando per soluzioni che tengano conto del fatto che le persone hanno dei diritti", ha concluso il sindaco.
(Fonti: Aska News, Diario di Torino, Torino Oggi)
AMNESTY INTERNATIONAL E EUROPEAN ROMA RIGHTS CENTER: DONNE INCINTE E BAMBINI ROM RESTANO SENZA ALLOGGIO IN ITALIA MA LA COMMISSIONE EUROPEA CONTINUA A NON INTERVENIRE
COMUNICATO STAMPA
CS130-2017
AMNESTY INTERNATIONAL E EUROPEAN ROMA RIGHTS CENTER: DONNE INCINTE E BAMBINI ROM RESTANO SENZA ALLOGGIO IN ITALIA MA LA COMMISSIONE EUROPEA CONTINUA A NON INTERVENIRE
Al termine di una ricerca condotta in Italia, Amnesty International ha denunciato che una serie di sgomberi illegali di insediamenti rom ha lasciato senza un alloggio decine di persone estremamente vulnerabili, tra cui donne incinte, bambini e neonati. Queste violazioni dei diritti umani sono state documentate pochi giorni prima che la Commissione europea rinunciasse ancora una volta a sanzionare il governo italiano per la discriminazione nei confronti dei rom.
Nel corso della sua recente ricerca in Italia, Amnesty International ha visitato insediamenti rom e incontrato famiglie che, negli ultimi mesi, avevano visto i loro alloggi distrutti ed erano state sottoposte a sgombero forzato.
Amnesty International ha incontrato una donna al settimo mese di gravidanza rimasta senza tetto dopo che, due settimane fa, il suo alloggio nel campo informale di Germagnano (Torino) era stato demolito. La demolizione di un altro alloggio è iniziata mentre un bambino di nove anni stava ancora dormendo all’interno: si è salvato solo perché le grida della madre sono riuscite a fermare il bulldozer.
Insieme al Centro europeo per i diritti dei rom, Amnesty International continua a chiedere alla Commissione europea di iniziare finalmente una procedura legale contro l’Italia, in modo da impedire ulteriori sgomberi forzati e il perpetuarsi della segregazione dei rom.
“Molti abitanti dell’insediamento di Germagnano hanno il terrore di lasciare i loro alloggi, persino per recarsi dal dottore, perché al ritorno potrebbero trovarli distrutti. La paura di perdere quella che è la loro abitazione è sempre presente, dato che vengono spostati da un luogo a un altro in un circolo senza fine di sgomberi forzati. Lo stesso accade in decine di altri insediamenti nel resto dell’Italia. È davvero giunto il momento che l’Unione europea chiami l’Italia a rispondere del suo operato e fornisca giustizia ai rom che subiscono segregazione e discriminazione”, ha dichiarato Fotis Filippou, vice direttore di Amnesty International per l’Europa.
Il 14 giugno il Collegio dei commissari dell’Unione europea ha svolto la sua riunione mensile per discutere se lanciare procedure d’infrazione nei confronti degli stati che violano le norme comunitarie. Ancora una volta, è stato deciso di non intraprendere alcuna azione contro l’Italia, nonostante fossero state messe a disposizione prove schiaccianti di violazioni dei diritti umani ai danni dei rom. Ad aprile, il Financial Times aveva rivelato che la procedura era stata sino ad allora ripetutamente bloccata “per evitare una dannosa polemica pubblica”.
Nel settembre 2012 la Commissione europea aveva lanciato una fase di pre-infrazione, o procedura “pilota” contro l’Italia per il trattamento dei rom ai sensi della Direttiva anti-discriminazione, in riferimento agli sgomberi forzati, ai campi mono-etnici e alla discriminazione nell’accesso alle graduatorie per l’assegnazione degli alloggi popolari. Già all’epoca le prove a disposizione erano numerosissime. Nonostante ne siano continuate a emergere ancora altre, a quasi cinque anni di distanza la procedura d’infrazione non è stata ancora avviata.
Negli ultimi mesi molti dei residenti dell’insediamento informale di Germagnano sono stati vittime di sgombero forzato e più volte sono rimasti privi di alloggio.
Le autorità locali sostengono che, a seguito del decreto giudiziario che aveva ordinato il sequestro di terreni occupati, sono stati demoliti solo gli alloggi abbandonati. Amnesty International ha tuttavia documentato una situazione assai differente, come nel caso di un ragazzo di 17 anni svegliato e obbligato a raccattare le sue cose prima che l’alloggio venisse demolito.
Senza preavviso adeguato, consultazione genuina e messa a disposizione di un alloggio alternativo come previsto dal diritto internazionale, le persone sottoposte a sgombero forzato sono attualmente senza tetto, costrette a sostare in strutture sovraffollate con amici e parenti o in altri rifugi improvvisati come le tende. Tra le persone rimaste senza alloggio, Amnesty International ha documentato casi di persone con disabilità, bambini e famiglie con neonati.
L’Italia ha una lunga storia di sgomberi forzati e di segregazione dei rom nei campi. A Germagnano pare sia andata come nel quartiere napoletano di Gianturco, dove il 7 aprile numerose famiglie rom hanno subito uno sgombero forzato: 130 rom, tra adulti e minori, sono stati collocati nel campo segregato di via del Riposo mentre ad altre centinaia di persone non è stata offerta alcuna alternativa.
Il 7 aprile 2017 l’Associazione 21 luglio ha reso pubblici i drammatici dati del suo Rapporto annuale: vi si legge che 28.000 rom hanno subito sgomberi forzati, sono stati posti in campi segregati o costretti a vivere in altre strutture alloggiative d’emergenza.
Questi numeri illustrano chiaramente le tante violazioni del diritto all’alloggio inflitte ai rom. Circa 18.000 rom vivono in 149 campi di 88 località diverse, altri 10.000 in campi informali dove subiscono spesso ripetuti sgomberi forzati: 250 solo nel 2016.
“L’Italia viola la Direttiva anti-discriminazione ogni giorno attraverso sgomberi forzati in assenza di un’alternativa alloggiativa adeguata e costringendo i rom a vivere in ambienti minacciosi, ostili e degradanti. La procedura d’infrazione contro l’Italia è necessaria da tempo. Cos’altro occorre alla Commissione europea per passare all’azione?” ha dichiarato Ðorđe Jovanović, presidente del Centro europeo per i diritti dei rom.
FINE DEL COMUNICATO
Roma, 14 giugno 2017
CS130-2017
AMNESTY INTERNATIONAL E EUROPEAN ROMA RIGHTS CENTER: DONNE INCINTE E BAMBINI ROM RESTANO SENZA ALLOGGIO IN ITALIA MA LA COMMISSIONE EUROPEA CONTINUA A NON INTERVENIRE
Al termine di una ricerca condotta in Italia, Amnesty International ha denunciato che una serie di sgomberi illegali di insediamenti rom ha lasciato senza un alloggio decine di persone estremamente vulnerabili, tra cui donne incinte, bambini e neonati. Queste violazioni dei diritti umani sono state documentate pochi giorni prima che la Commissione europea rinunciasse ancora una volta a sanzionare il governo italiano per la discriminazione nei confronti dei rom.
Nel corso della sua recente ricerca in Italia, Amnesty International ha visitato insediamenti rom e incontrato famiglie che, negli ultimi mesi, avevano visto i loro alloggi distrutti ed erano state sottoposte a sgombero forzato.
Amnesty International ha incontrato una donna al settimo mese di gravidanza rimasta senza tetto dopo che, due settimane fa, il suo alloggio nel campo informale di Germagnano (Torino) era stato demolito. La demolizione di un altro alloggio è iniziata mentre un bambino di nove anni stava ancora dormendo all’interno: si è salvato solo perché le grida della madre sono riuscite a fermare il bulldozer.
Insieme al Centro europeo per i diritti dei rom, Amnesty International continua a chiedere alla Commissione europea di iniziare finalmente una procedura legale contro l’Italia, in modo da impedire ulteriori sgomberi forzati e il perpetuarsi della segregazione dei rom.
“Molti abitanti dell’insediamento di Germagnano hanno il terrore di lasciare i loro alloggi, persino per recarsi dal dottore, perché al ritorno potrebbero trovarli distrutti. La paura di perdere quella che è la loro abitazione è sempre presente, dato che vengono spostati da un luogo a un altro in un circolo senza fine di sgomberi forzati. Lo stesso accade in decine di altri insediamenti nel resto dell’Italia. È davvero giunto il momento che l’Unione europea chiami l’Italia a rispondere del suo operato e fornisca giustizia ai rom che subiscono segregazione e discriminazione”, ha dichiarato Fotis Filippou, vice direttore di Amnesty International per l’Europa.
Il 14 giugno il Collegio dei commissari dell’Unione europea ha svolto la sua riunione mensile per discutere se lanciare procedure d’infrazione nei confronti degli stati che violano le norme comunitarie. Ancora una volta, è stato deciso di non intraprendere alcuna azione contro l’Italia, nonostante fossero state messe a disposizione prove schiaccianti di violazioni dei diritti umani ai danni dei rom. Ad aprile, il Financial Times aveva rivelato che la procedura era stata sino ad allora ripetutamente bloccata “per evitare una dannosa polemica pubblica”.
Nel settembre 2012 la Commissione europea aveva lanciato una fase di pre-infrazione, o procedura “pilota” contro l’Italia per il trattamento dei rom ai sensi della Direttiva anti-discriminazione, in riferimento agli sgomberi forzati, ai campi mono-etnici e alla discriminazione nell’accesso alle graduatorie per l’assegnazione degli alloggi popolari. Già all’epoca le prove a disposizione erano numerosissime. Nonostante ne siano continuate a emergere ancora altre, a quasi cinque anni di distanza la procedura d’infrazione non è stata ancora avviata.
Negli ultimi mesi molti dei residenti dell’insediamento informale di Germagnano sono stati vittime di sgombero forzato e più volte sono rimasti privi di alloggio.
Le autorità locali sostengono che, a seguito del decreto giudiziario che aveva ordinato il sequestro di terreni occupati, sono stati demoliti solo gli alloggi abbandonati. Amnesty International ha tuttavia documentato una situazione assai differente, come nel caso di un ragazzo di 17 anni svegliato e obbligato a raccattare le sue cose prima che l’alloggio venisse demolito.
Senza preavviso adeguato, consultazione genuina e messa a disposizione di un alloggio alternativo come previsto dal diritto internazionale, le persone sottoposte a sgombero forzato sono attualmente senza tetto, costrette a sostare in strutture sovraffollate con amici e parenti o in altri rifugi improvvisati come le tende. Tra le persone rimaste senza alloggio, Amnesty International ha documentato casi di persone con disabilità, bambini e famiglie con neonati.
L’Italia ha una lunga storia di sgomberi forzati e di segregazione dei rom nei campi. A Germagnano pare sia andata come nel quartiere napoletano di Gianturco, dove il 7 aprile numerose famiglie rom hanno subito uno sgombero forzato: 130 rom, tra adulti e minori, sono stati collocati nel campo segregato di via del Riposo mentre ad altre centinaia di persone non è stata offerta alcuna alternativa.
Il 7 aprile 2017 l’Associazione 21 luglio ha reso pubblici i drammatici dati del suo Rapporto annuale: vi si legge che 28.000 rom hanno subito sgomberi forzati, sono stati posti in campi segregati o costretti a vivere in altre strutture alloggiative d’emergenza.
Questi numeri illustrano chiaramente le tante violazioni del diritto all’alloggio inflitte ai rom. Circa 18.000 rom vivono in 149 campi di 88 località diverse, altri 10.000 in campi informali dove subiscono spesso ripetuti sgomberi forzati: 250 solo nel 2016.
“L’Italia viola la Direttiva anti-discriminazione ogni giorno attraverso sgomberi forzati in assenza di un’alternativa alloggiativa adeguata e costringendo i rom a vivere in ambienti minacciosi, ostili e degradanti. La procedura d’infrazione contro l’Italia è necessaria da tempo. Cos’altro occorre alla Commissione europea per passare all’azione?” ha dichiarato Ðorđe Jovanović, presidente del Centro europeo per i diritti dei rom.
FINE DEL COMUNICATO
Roma, 14 giugno 2017
martedì 13 giugno 2017
Sempre su Grillo e i Rom
Il blog di Grillo - Tutta la verità sui campi Rom
lunedì 12 giugno 2017
zingari - NEVERENDINGPHOTOMASTERCLASS
domenica 11 giugno 2017
Torino. A un passo dal pogrom | Contropiano
TORINO, A UN PASSO DAL POGROM
da Idea Rom
Al grido di “vi uccidiamo”, “siete animali”, “vi cacceremo via”, tre
giorni fa, il 6 giugno, i comitati anti-rom hanno manifestato a ridosso
del campo nomadi di Strada dell’Aeroporto a Torino.
Improvvisamente e senza preavviso una colonna di persone, animate da isteria collettiva e odio razziale e munite di torce accese, è spuntata minacciosa dall’oscurità: rituali che, purtroppo, si ripetono sempre più frequentemente in una “ordinarietà” che li sta progressivamente svuotando della loro essenza criminosa. Nel cielo notturno le fiaccole erano puntate come dei riflettori. Poi alcune sono state lanciate in direzione del campo, fortunatamente troppo lontano per poter essere raggiunto, provocando il panico generale.
“Nessuno aveva preavvisato le famiglie del campo a proposito della manifestazione – racconta Vesna Baxtali Vuletic, presidente di Idea Rom Onlus – con il risultato che alcune donne erano sole al campo con i bambini. Nessun veicolo delle forze dell’ordine era presente preventivamente all’ingresso del campo nomadi per presidiare eventuali situazioni di emergenza.”
Alcune frange del corteo si sono poi staccate, dirigendosi verso le abitazioni più isolate e costringendo molte persone alla fuga in mezzo ai rovi e in direzione del fiume. I bambini sono fuggiti a piedi lungo la tangenziale, tra le macchine che sfrecciavano ad altissima velocità. Molti di loro si sono persi e sono stati poi ritrovati dopo alcune ore, pieni di graffi causati, durante la fuga, dagli arbusti.
C’è una sola parola che restituisce efficacemente quanto accaduto: pogrom, metastasi di un sistema che criminalizza rom, migranti, senza casa, poveri, disoccupati e che esercita il potere in modo sadico, al punto da modificare anche la percezione che i più deboli hanno di sé e della realtà, riducendoli a un sentimento d’impotenza, di fragilità, di solitudine, la condizione dei “sottouomini”.
Il razzismo e la xenofobia possono dare impulso ad accessi di violenza collettiva, a vere e proprie “liturgie” di massa scandite sulla dialettica amico/nemico, a scenari sinistri di cui, purtroppo, la nostra storia è costellata. Gli psicologi delle masse spesso hanno spiegato l’adesione a rituali xenofobi collettivi, riconducendoli alla ricerca di un rifugio di fronte al senso di smarrimento. “Il cerimoniale permette a un gruppo di comportarsi in un modo simbolicamente ordinato così da dare l’impressione di rivelare un universo ordinato; ogni particella acquista la sua identità mediante la semplice interdipendenza con le altre” (Erik Erikson).
Eppure varrebbe la pena interrogarsi non solo sul “perché” le cose accadono ma anche sul “come”.
Quel “come” non è riconducibile solo agli aspetti irrazionali. Sono i dispositivi politici, le strutture giuridiche e le macchine amministrative che fanno apparire accettabile, “ordinario”, se non addirittura socialmente giustificabile, il volto della persecuzione. È quanto si sta verificando col nuovo decreto Minniti – Orlando che rappresenta la “normalizzazione” di una politica che criminalizza i deboli e gli antagonisti e rivela, senza grattare troppo il fondo del barile, un processo in atto di fascistizzazione della società.
(Fonte: Patrizia Buffa - Contropiano)
Improvvisamente e senza preavviso una colonna di persone, animate da isteria collettiva e odio razziale e munite di torce accese, è spuntata minacciosa dall’oscurità: rituali che, purtroppo, si ripetono sempre più frequentemente in una “ordinarietà” che li sta progressivamente svuotando della loro essenza criminosa. Nel cielo notturno le fiaccole erano puntate come dei riflettori. Poi alcune sono state lanciate in direzione del campo, fortunatamente troppo lontano per poter essere raggiunto, provocando il panico generale.
“Nessuno aveva preavvisato le famiglie del campo a proposito della manifestazione – racconta Vesna Baxtali Vuletic, presidente di Idea Rom Onlus – con il risultato che alcune donne erano sole al campo con i bambini. Nessun veicolo delle forze dell’ordine era presente preventivamente all’ingresso del campo nomadi per presidiare eventuali situazioni di emergenza.”
Alcune frange del corteo si sono poi staccate, dirigendosi verso le abitazioni più isolate e costringendo molte persone alla fuga in mezzo ai rovi e in direzione del fiume. I bambini sono fuggiti a piedi lungo la tangenziale, tra le macchine che sfrecciavano ad altissima velocità. Molti di loro si sono persi e sono stati poi ritrovati dopo alcune ore, pieni di graffi causati, durante la fuga, dagli arbusti.
C’è una sola parola che restituisce efficacemente quanto accaduto: pogrom, metastasi di un sistema che criminalizza rom, migranti, senza casa, poveri, disoccupati e che esercita il potere in modo sadico, al punto da modificare anche la percezione che i più deboli hanno di sé e della realtà, riducendoli a un sentimento d’impotenza, di fragilità, di solitudine, la condizione dei “sottouomini”.
Il razzismo e la xenofobia possono dare impulso ad accessi di violenza collettiva, a vere e proprie “liturgie” di massa scandite sulla dialettica amico/nemico, a scenari sinistri di cui, purtroppo, la nostra storia è costellata. Gli psicologi delle masse spesso hanno spiegato l’adesione a rituali xenofobi collettivi, riconducendoli alla ricerca di un rifugio di fronte al senso di smarrimento. “Il cerimoniale permette a un gruppo di comportarsi in un modo simbolicamente ordinato così da dare l’impressione di rivelare un universo ordinato; ogni particella acquista la sua identità mediante la semplice interdipendenza con le altre” (Erik Erikson).
Eppure varrebbe la pena interrogarsi non solo sul “perché” le cose accadono ma anche sul “come”.
Quel “come” non è riconducibile solo agli aspetti irrazionali. Sono i dispositivi politici, le strutture giuridiche e le macchine amministrative che fanno apparire accettabile, “ordinario”, se non addirittura socialmente giustificabile, il volto della persecuzione. È quanto si sta verificando col nuovo decreto Minniti – Orlando che rappresenta la “normalizzazione” di una politica che criminalizza i deboli e gli antagonisti e rivela, senza grattare troppo il fondo del barile, un processo in atto di fascistizzazione della società.
(Fonte: Patrizia Buffa - Contropiano)
12 commenti
Commenti
Enrico Olivieri E
poi sempre in quel giorno...odivo orde.... di F16 sorvolare il campo
.... e bombardare con missili tomahawk.... senza alcun preavviso ....
fortunatamente i fumi sprigionati dai fuochi benedetti ..offuscavano la
vista.degli esperti piloti ... e ci donavano il,tempo di metterci
in,salvo .... e vissero tutti felici e contenti
Idea Rom Onlus Questo
s****** che parla di legalità è un avanzo di galera, va a fare il
cretino allo stadio e chiede la liberazione di Speziale, l'assassino del
carabiniere Raciti ucciso nello stadio di Catania.
Gazmen Gazmen Berisha E
un diritto sacrosanto diffendersi sia dall fummo tosico che brucciano
sia contro l'anientamento dai nazifascisti,creare immediatamente una
forza di combatenti pronti all martirio e eliminare sta feccia
italofascista,sono dei sottoumani,creare il pron...Altro...
Idea Rom Onlus Gazmen Gazmen Berisha
scusa ma noi siamo assolutamente contrari ad ogni azione o reazione
violenta. Non crediamo sia quello il modo per poter ottenere dignità e
diritti. Ti preghiamo di evitare commenti di questo tipo sulla nostra
pagina. Puoi fare tutte le critiche che vuoi, anche contro di noi, ma
non incitare per favore alla violenza. Spero tu possa capirci.
Sasha Petternik Meno
male ché qualcuno e fato gusta cosa! Si poveri voi tutti sono rasisti
vi odiano a voi poveri bravi solo rubate case nostre! Mi viene voglia
piangere! Maledeti delikventi!
Idea Rom Onlus Sasha
se vuoi perdere tempo a scrivere stupidaggini forse è meglio che vai
sulla pagina di Forza Nuova. Quelli sono un po' più simile a te, un po'
scemi un po' fascisti!
Flavia de Paoli Le forze dell'ordine devono proteggere le persone.

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sabato 10 giugno 2017
L'INCIVILTA' E IL RAZZISMO AVANZANO
IERI SERA A TORINO
Manifestazione dei comitati a ridosso del campo nomadi di strada Aeroporto a Torino.
Non sono state lanciate molotov, ma solo alcune fiaccole accese, in direzione del campo nomadi ma fortunatamente a molta distanza da questo.
... Altro...
Manifestazione dei comitati a ridosso del campo nomadi di strada Aeroporto a Torino.
Non sono state lanciate molotov, ma solo alcune fiaccole accese, in direzione del campo nomadi ma fortunatamente a molta distanza da questo.
... Altro...
Commenti
4 di 85
Vesna Baxtali Vuletic Manifestanti,
fascisti e tranquilli cittadini, molti sparpagliati all'interno dei
comitati di quartiere, che bloccano gli interventi dei vigili del fuoco.
In questi giorni vanno tutti sotto le bandiere di Forza Nuova......Altro...
In questi giorni vanno tutti sotto le bandiere di Forza Nuova......Altro...
Massimo Ugolini Non
si fanno le manifestazioni per una persona uccisa in un incidente
automobilistico. Se l'investitore ha sbagliato pagherà. Se ha sbagliato
per dolo pagherà per quello, se ha sbagliato per colpa pagherà per
quello. Ogni anno in italia i morti per inc...Altro...
Noemi Beganovic andate voi a fanculo sbrutti stronzi italiani
Roberto Malini Oltre
al razzismo, male ormai fuori controllo in Italia, si leggono in questa
sequenza di commenti minacce gravi che andrebbero quantomeno
stigmatizzate, se non segnalate all'autorità. Bisogna opporsi
all'intolleranza, ma in nessun caso con manifestazioni di odio e
violenza assolutamente censurabili. Bisogna combattere il razzismo,
invece, con le ragioni del diritto e della civiltà.

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