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sabato 30 aprile 2016
i funerali dei due sinti - il razzismo corre nei titoli
il titolo sopra è mio (Paolo)
Pra’ assediata - “Sotto scorta” i familiari del killer, Pra’ assediata per i funerali dei due sinti | Liguria | Genova | Il Secolo XIX
Pra’ assediata - “Sotto scorta” i familiari del killer, Pra’ assediata per i funerali dei due sinti | Liguria | Genova | Il Secolo XIX
Firma la petizione · Ministro della cultura : Conoscere e riconoscere due momenti di un unico movimento virtuoso · Change.org
venerdì 29 aprile 2016
SINTOFOBIA
Dalla pagina Facebook di Yuri Del Bar
La sintofobia è la nuova frontiera del razzismo
L'odio razzista nei confronti di noi persone appartenenti alla minoranza linguistica sinta è sempre in agguato. E' una forma di razzismo costruita non più come in passato da una presunta inferiorità genetica ma da una presunta inferiorità culturale. Ne sono una riprova i commenti postati sulla pagina Facebook della Gazzetta di Mantova alla notizia che l'Amministrazione comunale ha stanziato 95mila euro per fare la manutenzione straordinaria degli impianti nell'Area abitata dalle famiglie povere mantovane, appartenenti alla minoranza linguistica sinta.
Noi sinti secondo i tanti commenti siamo esseri inferiori che commettono i peggiori reati contro la collettività. Da quello che si legge siamo un'entità astratta, per alcuni “nomadi”, che non deve proprio esistere, come di fatto teorizzavano gli “scienziati della razza” in Italia e in Germania alla fine degli Anni Trenta del secolo scorso.
Il giochino razzista è sempre lo stesso: le vittime (in questo caso noi sinti) diventano nella vulgata corrente dei carnefici, invertendosi le parti. Se fossero stati stanziati 95mila ero per la manutenzione straordinaria delle case popolari nessuno avrebbe espresso discorsi d'odio, ma essendo stanziati dei soldi per le “case popolari” che hanno costruito per noi sinti, il cosiddetto “campo”, ecco che parte immediatamente la sintofobia. Qualsiasi azione dell'Amministrazione che coinvolga anche solo uno di noi, diventa nel dibattito pubblico immediatamente materia per le peggio esternazioni razziste.
Ma le forme di razzismo e discriminazione a cui siamo sottoposti continuamente non è solo la sintofobia, ci sono forme più sottili che negano il nostro esistere. Per esempio in Italia c'è un'amnesia generalizzata (Anpi e Istituti di storia in prima fila) sul contributo dato da noi sinti alla Liberazione del nostro Paese. Pochissimi in Italia conoscono la storia di Giuseppe “Tarzan” Catter, partigiano sinto, ucciso dai fascisti nell’Imperiese, il suo distaccamento ne prese il nome. Quasi nessuno conosce che i Martiri di Vicenza erano partigiani sinti, come Walter “Vampa” Catter, fucilato insieme ad altri sinti l’11 novembre 1944. Come nessuno a Mantova conosce la storia dei “Leoni di Breda Solini”, formazione partigiana costituita unicamente da sinti italiani fuggiti dal campo di concentramento di Prignano sul Secchia (MO) e che operò proprio nel mantovano.
Mentre vediamo accadere tutte questo, assistiamo all'incapacità della Magistratura nel perseguire e sanzionare queste nuove forme di razzismo e vediamo le Istituzioni depotenziare tutti gli strumenti al contrasto del razzismo.
Yuri Del Bar
Associazione Sucar Drom
25 aprile - partigiani rom e sinti dimenticati?
Discriminazione e stereotipi: una lettera diffida Marchini
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#roma
Minori rom, la scuola che fallisce | Cronaca | www.avvenire.it
I rom sono antipatici a quasi tutti - Il Post
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#roma,
#sinti
giovedì 28 aprile 2016
Buonanno condannato per le frasi razziste contro i rom - Famiglia Cristiana
Quanti minori rom vanno a scuola a Roma? I dati dell'associazione 21 Luglio
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"LIBERI" DI SLOGGIARE I ROM
mercoledì 27 aprile 2016
Paure, lacerazioni e speranze lungo le rive dello Stura | Gruppo Abele
Scolarizzazione rom. “Segregazione abitativa alla base di un decennio di fallimenti”
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#segregazionerom
martedì 26 aprile 2016
99 Domande sulla popolazione romanì
LO SQUALLIDO 25 APRILE DEL LEGHISTA LEPORE
lunedì 25 aprile 2016
25 aprile: a Milano Lega Nord annuncia 'ruspa' su campo rom via Idro
C'è chi festeggia ricordando i propri padri e i loro valori e chi ha solo macerie da spianare...Paolo
25 aprile: a Milano Lega Nord annuncia 'ruspa' su campo rom via Idro - Adn-kronos - iltempo
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domenica 24 aprile 2016
OMAGGIO AI PARTIGIANI ROM E SINTI, EROI DIMENTICATI
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#alexiansantinospinelli,
#RESISTENZAROMSINTI
LEGITTIMA DIFESA. Dichiarazione di Patrizio Gonnella, presidente di Antigone
Progetto per l'integrazione dei minori rom, seminario a Bologna | Minori.it - Centro nazionale di documentazione e analisi per l'infanzia e l'adolescenza
sabato 23 aprile 2016
Polish monument to Roma Holocaust victims hacked up - National
venerdì 22 aprile 2016
Convegno: "A partire dai bambini rom, sinti e caminanti"
"Ultimo Banco": il 27 aprile la presentazione della nuova ricerca(Associazione 21 luglio)
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#associazione21luglio,
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#roma,
#ultimobanco
Roma Slavery: The Case for Reparations | Roma
Naga - Buonanno condannato
leggi qui: Naga - Buonanno condannato
mercoledì 20 aprile 2016
Cronache di ordinario razzismo - I Ricordi del Fiume
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#evictions,
#IRICORDIDELFIUMEM #TORINO,
#LARGOSTURA,
#SGOMBERI
martedì 19 aprile 2016
The ROMEDIA FOUNDATION is announcing a 2016 call for INTERNSHIP applications for Roma and non Roma university students and young graduates | ROMEDIA FOUNDATION
Xerrada sobre l'Holocaust a Sabadell - FAGiC
Razzismo: l' europarlamentare Buonanno condannato (Evviva!!!!)
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#buonanno,
#buonannocondannato,
#RAZZISMO
lunedì 18 aprile 2016
24/4 Serata dedicata a Alexian Santino Spinelli e alla musica rom
Minori rom apolidi: dall’invisibilità giuridica alla cittadinanza italiana?
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#apolidia,
#MINORIROMAPOLIDI,
#rom,
#roma
71 Years Ago - rroma.org
domenica 17 aprile 2016
Rappresentazioni sociali del romanès
leggi qui: Ricerche
Roma Cultural Magazine - Aprile 2016
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#fondazioneromanì,
#romaculturalmagazine
DZELEM DZELEM, INNO INTERNAZIONALE DEI ROM
Giugliano, i rom portano il Comune in tribunale. Oggi prima udienza | Teleclubitalia
Al via Lab Rom, laboratori di confronto sul tema rom e sinti
ANCORA DOPO VIA IDRO
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#campinomadi,
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#roma,
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#VIAIDRO
LA DIAGNOSI E LA CURA - Fondazione romanì
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Tutto il dibattito pubblico è concentrato sui campi nomadi che tutti vogliono teoricamente smantellare, ma nulla cambia, troppi soggetti utilizzano il tema rom quale strumento per la propaganda e per interessi personali. Recenti inchieste in diverse città Italiane dimostrano come il tema rom è oggetto di un approccio sbagliato.
“Predicano bene e razzolano male”, mentre il disagio si riversa irrimediabilmente sulla quotidianità di tutti i cittadini. Migliorare la condizione della minoranza romanì e la coesione socio-culturale con tutti i cittadini, è molto più semplice di quando si possa immaginare. Infatti qualche giorno fa la Fondazione romanì Italia ha descritto UNA proposta concreta, chiara e normale. Perchè tanto odio verso la minoranza romanì? La responsabilità è da attribuire alla diffusione ad arte di disinformazioni e distorsioni culturali, che conducono verso una sbagliata lettura dei bisogni e quindi proposte pubbliche e rivendicazioni inutili e sbagliate. Quando la diagnosi è sbagliata, la cura non produce benefici. Per la minoranza romanì le rivendicazioni e la proposta pubblica sono basate su un approccio “multiculturalistico-differenziato” che radicalizza l'esclusione e blocca qualsiasi forma di inclusione relazionale e culturale. Per forare l'opacità e l'ostracismo verso la minoranza romanì bisogna imparare dal passato, ed è essenziale trovare e sviluppare una relazione socio-culturale con un nuovo e moderno modello di promozione dell'impegno sociale, del dialogo interculturale, degli strumenti e delle metodologie di intervento della politica sociale e culturale. Un articolato lavoro sul campo per avviare “processi”, le cui dinamiche sono collocate dentro le comunità, che sappiano produrre e condividere metafore/narrazioni e rompere un "conformismo" fatto di tacito consenso delle convinzioni sociali e culturali. Sviluppare un diverso modello di sviluppo degli interventi per la minoranza romanì con processi per condurre la persona a ritrovare l'essenza di comunità, con azioni per rinsaldare il legame individuo-comunità-società, che consenta alle persone di recuperare relazioni e spazi nei quali essere ed agire, sviluppando un senso di appartenenza alla comunità. Per influenzare le problematiche sociali e culturali, abbiamo bisogno di influenzare gli ambienti sociali e culturali. Il folclorismo e/o la "partecipazione convenzionale" non influenzano gli ambienti, ma confermano i pregiudizi e le immagini mentali. La sfida di Fondazione romanì Italia è di contribuire ad aprire nel contesto un impatto alle resistenze al cambiamento, e rendere visibile un cambio di paradigma nelle politiche. Dr. Nazzareno Guarnieri - Presidente Fondazione romanì Italia
Abbiamo bisogno del Vs. aiuto per continuare a realizzare le nostre azioni
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Fondazione romanì ItaliaVia Rigopiano n. 10/B - 65124 Pescara tel. 085 9155070 - 3277393570 - 3299135259 | ||
OsservAzione - Palermo: dalla "Favorita" alla città, strada necessaria!
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#rom,
#roma
OsservAzione - Il "campo sosta" di Masseria del Pozzo a Giugliano in Tribunale!
OsservAzione - Un ghetto tira l’altro, I rom di Giugliano nella trappola di De Luca e Alfano
sabato 16 aprile 2016
venerdì 15 aprile 2016
Romani heroes rediscovered! « Romani Early Years Network – REYN
giovedì 14 aprile 2016
martedì 12 aprile 2016
lunedì 11 aprile 2016
Giornata della popolazione rom celebrata a Faenza con la Fondazione Romanì
SECONDO LA FEDERAZIONE ROMANI' LE SOLE DENUNCE HANNO IL FIATO CORTO
Proiezione psicologica?Gran parte degli eventi promossi nella Giornata Internazionale della popolazione romanì hanno...
Pubblicato da Romanipè Italia su Lunedì 11 aprile 2016
Le procès de Budapest | ARTE
Une immersion glaçante au coeur du procès de quatre néonazis accusés d'avoir assassiné six Roms en 2008-2009. Un documentaire coup de poing sur la montée de l'extrême droite en Hongrie.
Le procès de Budapest | ARTE
Le procès de Budapest | ARTE
Roma Health Care – Macedonia « Romani Early Years Network – REYN
Legendární metalová skupina Sepultura podpořila Romy u příležitosti Mezinárodního dne - Romea.cz
Un interviu nepublicat | Valeriu Nicolae
sabato 9 aprile 2016
IDEA ROM E ASSOCIAZIONE 21 LUGLIO
Pubblicato da Paolo Teruzzi su Sabato 9 aprile 2016
Taraf de Haidouks- Tony Gatlif - Gadjo Dilo
8/4 GIORNATA ROM E SINTI A PAVIA
Etichette:#rom, #roma, #sinti, #culturaromsinti
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#rom,
#sinti
LUMIJAKERE RROMA: International Romani Day – Zingarica Collection Released
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#LINGUA ROMANI'' #ROMANI CHIB,
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venerdì 8 aprile 2016
8/4 romanò dives
8 aprile. ROMANO' DIVES, giornata internazionale dei ROM. In ricordo del primo congreso romanì che si tenne vicino a...
Pubblicato da Alberto Panaro su Venerdì 8 aprile 2016
Le elezioni a Milano e i voti dei Rom
Pubblicato da Paolo Cagna Ninchi su Sabato 2 aprile 2016
Sociale - Rom e sinti incontrano Conferenza Regioni, rispettare accordi - Regioni.it
On International Roma Day, a Call for Courage and Clarity | Open Society Foundations (OSF)
ERIAC press release on the 45th anniversary of the first World Romani Congress | Roma
8 Aprile Giornata Internazionale dei Rom
Petition update · Video: Evicted Roma from Via Idro put in terrible waste land! · Change.org
giovedì 7 aprile 2016
Isernia: Sfilano gli abiti di Sara Cetty nell'ambito del I° Festival Internazionale Della Cultura Sinti e Rom La costumista del film interamente girato ad Agnone Oltre la linea gialla
OsservAzione - 8/4/16 Il "Campo rom" di Masseria del Pozzo in Tribunale!
mercoledì 6 aprile 2016
FONDAZIONE ROMANI': DALLA MEMORIA STORICA UNA VISIONE STRATEGICA
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8 Aprile 2016 la Fondazione romanì Italia promuove la Giornata Internazionale della popolazione romanì alle ore 10,00 presso la Sala Bigari del Comune di Faenza (RA). 8 aprile si celebra la giornata internazionale della minoranza romanì, in ricordo del primo storico congresso mondiale tenutosi nel 1971 a Orpington Chelsfield, nei pressi di Londra, che vide riuniti intellettuali e politici delle comunità romanès in rappresentanza di vari paesi, stabilendo la denominazione ufficiale “rom” (romanò - romanì- romanipè) per tutte le proprie comunità, il “romanés” per la lingua, la bandiera romanì (una ruota indiana rossa su sfondo verdeazzurro) e l’inno nazionale Gelem Gelem. 8 aprile deve essere celebrato per ribadire l'unità politico-culturale della minoranza romanì e per tracciare con chiarezza la via del futuro per migliorare le condizioni di vita delle comunità romanès. Con queste motivazioni la Fondazione romanì Italia celebra ogni anno questa giornata, assegna il premio Ciavò romanò e presenta proposte per tracciare il futuro. Quest'anno presentiamo "Dalla memoria storica, una visione strategica" La memoria storica incide sui processi di acculturazione ed inculturazione, contribuisce ad orientare l'evoluzione culturale, lo sviluppo dell'appartenenza culturale e la consapevolezza di essere un "soggetto" destinatario di diritti e doveri. E' facile dimostrare che la memoria storica come fonte di conoscenza non è stata produttrice di sapienza: l'uomo stolto, impegnato nelle sue guerre politiche, religiose, territoriali, ed ha dimostrato di non aver imparato ad evitare ciò che nel passato lo ha penalizzato. Non è importante solo ciò che si ricorda o l'atto di ricordare in sé: il nodo fondamentale è il motivo consapevole che porta un uomo a porsi davanti al suo passato e alla storia, cercando di trarre da essa una strategia di comportamento per la vita nel futuro. Senza memoria storica, una comunità, un popolo, le persone rischiano di perdere e smarrire il significato e il senso profondo della propria identità culturale. Il nostro tempo è caratterizzato da uno sviluppo tecnologico e scientifico vertiginoso che ha ricadute immediate sulla vita quotidiana e su una società in cui sono venute meno "le grandi narrazioni" che avevano giustificato ideologicamente la coesione sociale e ne avevano ispirato le utopie. La consapevolezza di tutte le comunità romanès di essere un unico popolo rappresenta il baricentro dell'azione politica e culturale, per contrastare chi soffia sulla divisione per fini strumentali e speculativi, generando ostacoli all'esercizio dei diritti. - La memoria storica mette chiaramente in evidenza che nel corso degli anni il tema delle comunità romanès è stato oggetto di numerose distorsioni politiche e culturali, di gravi violazioni costituzionali ed istituzionali: molti hanno agito senza coerenza tra i dichiarati principi costituzionali e la loro effettiva applicazione; tante organizzazioni politiche hanno utilizzato stereotipi e pregiudizi verso le comunità romanès per alimentare la propaganda; tanti hanno utilizzato le comunità romanès per nutrire il personale narcisismo ed interessi personali. Gli enti locali da diversi decenni per la minoranza romanì estremizzano i concetti di “garanzia”, di “riparazione” e di “assistenza” del “welfare state” e le esperienze sul campo mettono in evidenza lo strutturale fallimento di questo modello di sviluppo degli interventi che non ha prodotto i benefici sperati ed ha sviluppato una mentalità assistenziale. Con queste distorsioni ed un approccio “multiculturalista-differenziato” della tematica romanì i classici interventi di alfabetizzazione, mediazione culturale, assistenzialismo, politiche differenziate e folclorismo sono l'ennesimo fattore di criticità che radicalizza “l'ostracismo” verso tutta la minoranza romanì, con elementi di rifiuto e di apartheid tesi ad escluderla, consapevolmente e deliberatamente, da qualsiasi forma di inclusione relazionale e culturale a livello personale e di comunità. La fragilità del tessuto socio-relazionale con la minoranza romanì alimenta problematiche che creano un circolo vizioso fatto di esclusione, marginalizzazione, discriminazione, e generano anomia, spersonalizzazione e frammentazione. E' urgente un agire politico e culturale, nella dimensione interculturale, che metta in crisi i paradigma della "proposta pubblica” e le rivendicazioni. Un articolato lavoro sul campo con un modello di interventi basato sullo sviluppo delle comunità, avviando “processi”, piuttosto che “prestazioni”, per dare risposte anche ai bisogni qualitativi di tipo immateriali, le cui dinamiche sono collocate dentro le comunità. “Per influenzare le problematiche sociali e culturali, abbiamo bisogno di influenzare gli ambienti sociali e culturali”, facendo interagire conoscenze di tipo oggettivo e soggettivo e diversificare i punti di vista, processi che consentono la creazione di legami tra le persone, i gruppi e le organizzazioni. Avviare processi dinamici di sviluppo delle comunità che sappiano produrre e condividere metafore e narrazioni che rendano pensabili nuovi ruoli e nuovi copioni, per rompere un "conformismo" fatto di tacito consenso delle convinzioni sociali e culturali che alimenta discriminazione, stereotipo e pregiudizio. Un lavoro di sviluppo delle comunità fondato su un approccio interculturale, sui principi della giustizia sociale, della legalità come cultura dei diritti esigibili, della valorizzazione delle risorse di tutte le componenti sociali, con la strategia della partecipazione attiva e qualificata del rom, specifica e non esclusiva, laddove i requisiti etici, morali e professionali sono fondamenti imprescindibili. Un lavoro di sviluppo delle comunità non vuoldire sbarazzarsi del welfare state, quanto piuttosto di dare ad esso un senso più compiuto, sviluppando la vocazione autonoma delle comunità, una maggiore responsabilizzazione e protagonismo. Esistono tutte le premesse necessarie per avviare processi di “welfare community”, tocca alle stesse istituzioni dello "stato sociale" assolvere oggi ad una funzione di “maternage”, sostenendo le comunità a ritrovare e realizzare quella essenza di comunità. E' la memoria storica ad imporre la ricerca di nuovi approcci, nuove strategie e nuove soluzioni, nella dimensione interculturale, tra le diverse comunità del territorio, che diano risposte efficaci ai bisogni materiali ed esistenziali, di tipo immateriali, delle comunità, con processi di sviluppo le cui dinamiche sono all'interno delle comunità stesse e delle differenze culturali. L'esigenza di un significativo legame comunitario è il bisogno più importante degli stessi bisogni materiali. E' la memoria storica ad imporre di abbandonare le classiche “PRESTAZIONI” per le comunità romanès, ed avviare PROCESSI di communty welfare, con specifiche azioni in ciascuna area sociale con il supporto a tempo determinato. Azioni basate sulla definizione e condivisione di percorsi indivuali e di comunità, sull'analisi riflessiva della comprensione dei bisogni del soggetto e del contesto, sull'evoluzione interculturale del conflitto identario, sull'auto-determinazione delle scelte da fare, sulla definizione del ruolo sociale. La nostra proposta avvia processi per un cambiamento di paradigma delle politiche pubbliche e delle rivendicazioni per la minoranza romanì. Per esempio è la memoria storica ad imporre di abbandonare la segregante e differenziata politica abitativa, orizzontale o verticale che sia, in cui vivono tante famiglie delle comunità romanès, che da molti decenni occupa tutto lo spazio del dibattito pubblico, politico e mediatico, ed avviare una specifica azione di community welfare, con uno specifico approccio di “Housing first”. Un approccio di Housing first basato sulla costruzione di un programma di supporto condiviso, per il tempo necessario, tra l'ente locale e la famiglia, la quale compartecipa al pagamento dell'affitto fino al tempo necessario della piena autonomia. Il modello di Housing first, nato negli Stati Uniti, suscita molto interesse e dal 2006 si diffonde in alcuni Stati Europei anche con iniziative nel programma europeo PROGRESS. Il modello di Housing first si fonda sostanzialmente sul riconoscimento della casa come diritto umano primario, ed è integrato da due presupposti ontologici: la dimensione individuale che riconosce alla persona la capacità di acquisire uno stato di benessere psico-fisico pur in presenza di gravi condizioni di esclusione sociale e culturale la dimensione ambientale che collega l'efficacia della stabilità abitativa al ripristino attorno alla persona della struttura relazionale e comunitaria rappresentata dalla disponibilità di una casa, dal supporto dell’equipe pubblico-privato per definire il proprio ruolo sociale, dall’interazione socio-culturale e dalla comunità. Molte ricerche hanno documentato che la disponibilità di una “normale” abitazione è una - conditio-sine-qua-non – che incide positivamente sul benessere socio-relazionale e psico-fisico delle persone, rende possibile l'avvio di processi di auto-stima e empowerment, migliora la disponibilità e le opportunità di inclusione sociale, di identità culturale, di appartenenza ad una comunità. Queste ricerche hanno documentato il successo di inziative che sono precisamente il contrario di quando è stato fatto e continua ad essere fatto ancora oggi per le comunità romanès. La nostra proposta è una sfida che, avvalorando principi e valori che ispirano la politica sociale e culturale, possa portare a rinnovare gli strumenti e le metodologie di intervento, con processi per condurre la persona a ritrovare l'essenza di comunità ed azioni per rinsaldare il legame individuo-comunità-società che consenta alle persone di recuperare relazioni e spazi nei quali essere ed agire, sviluppando un senso di appartenenza alla comunità. La nostra proposta vuole contribuire ad aprire nel contesto sociale, politico, culturale ed economico italiano un impatto alle resistenze al cambiamento, e rendere visibile un cambio di paradigma nelle politiche per il contrasto alla esclusione sociale e culturale, alla discriminazione. Infine, la nostra proposta non è un assunto astratto oppure una delle tante denunce convenzionali, ma una visione strategica che concretamente stiamo realizzando. | ||
Fondazione romanì ItaliaVia Rigopiano n. 10/B - 65124 Pescara tel. 3299135259 - 3277393570 | ||
SINTI IN VIAGGIO PER IL DIRITTO E LA CULTURA: INTERVENTO DEL PRESIDENTE SERGIO MATTARELLA
KHETAUN – a step towards inclusion of Romani children in quality preschool education « Romani Early Years Network – REYN
8/4 giornata mondiale della minoranza romanì
8 aprile - Giornata Internazionale della minoranza romanìDalla memoria storica, una visione strategicaNella storia dei...
Pubblicato da Romanipè Italia su Martedì 5 aprile 2016
OsservAzione - La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo interviene su un imminente sgombero a Roma
lunedì 4 aprile 2016
Naga - La lettera: "Finalmente, nonostante le vostre cause, i rom di Via Idro li hanno sgomberati e, in fondo, non me ne frega niente"
domenica 3 aprile 2016
8 APRILE - PAVIA : GIORNATA INTERNAZIONALE ROM SINTI E CAMMINANTI
Pubblicato da Paolo Teruzzi su Domenica 3 aprile 2016
ROM E SINTI, UN LIBRO PER BATTERE I PREGIUDIZI
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#alexiansantinospinelli,
#rom,
#roma,
#sinti
CULTURA – Marry when you are ready, a Isernia il I Festival della cultura rom e sinti | Molise Network
Rom e sinti: Associazione “21 luglio”, “35mila rom continuano a vivere in condizioni di emergenza abitativa” | AgenSIR
ROM, QUESTI SCONOSCIUTI
Pubblicato da Paolo Teruzzi su Domenica 3 aprile 2016
Etichette:#rom, #roma, #sinti, #culturaromsinti
#alexiansantinospinelli,
#rom,
#roma,
#ROMQUESTISCONOSCIUTI
I bambini della cartiera di Via Salaria: vitalità e passione per la scuola
sabato 2 aprile 2016
U Velto - Il Mondo, notizie ed immagini dai mondi sinti e rom: Django Reinhardt, dalla chitarra manouche al grande jazz
venerdì 1 aprile 2016
4/2 PRESENTAZIONE DI "ROM QUESTI SCONOSCIUTI"
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#alexiansantinospinelli,
#ROMQUESTISCONOSCIUTI
DON MARCO CHE VIVE COI ROM
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#BRUGHERIO,
#DONMARCOFREDIANI,
#rom,
#roma
Ai confini della Romania per portare quindici paia di stivali - Valeriu Nicolae - Internazionale
Celebrazione Giornata Internazionale della popolazione romanì e consegna del Premio Ciavò romanò 2016
Celebrazione Giornata Internazionale della popolazione romanì e consegna del Premio Ciavò romanò 2016http://www.fondazioneromani.eu/attivita/progetti/102-progetto-8-aprile
Pubblicato da Romanipè Italia su Venerdì 1 aprile 2016
Commemoració dels 600 anys de l’arribada del poble gitano a Catalunya - FAGiC
Rom e sinti in Italia: Rapporto Annuale Associazione 21 luglio
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