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giovedì 28 giugno 2018

La Fondazione romanì Italia querela Salvini per istigazione all'odio razziale - Iacchite.com

La Fondazione romanì Italia querela Salvini per istigazione all'odio razziale - Iacchite.com

In Spagna si manifesta contro Salvini

SPAGNA • Centinaia di persone in piazza da Madrid a Barcellona contro le dichiarazioni del ministro degli Interni italiano sul censimento della popolazione rom
Gitani contro Salvini
Luca Tancredi Barone
BARCELLONA
Centinaia di persone ieri hanno marciato in centro a Barcellona al grido di «Stop antigitanismo» e «Salvini dimissioni». Il popolo gitano ha reagito riempiendo le strade di molte città spagnole, tra cui Madrid e molte città dove vivono le comunità romanì da più di 600 anni, «sei secoli di persecuzione», hanno ricordato i manifestanti.
La piccola marcia nella capitale catalana si è mossa dalla sede della commissione europea, nel centrale Passeig de Gràcia, fino al consolato italiano, in carrer Mallorca, dove sono stati ricevuti dalla console Gaia Danese.
Martedì era stato l’ambasciatore italiano a Madrid Sannino a ricevere una delegazione dei manifestanti impegnandosi a trasmettere il contenuto del manifesto alle autorità italiane. Nel documento, presentato anche alla delegazione Ue, si specifica che «le dichiarazioni di Salvini sono inaccettabili» e si citano gli articoli 3 e 54 della costituzione italiana: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge» e tutti devono rispettare la costituzione e le leggi, «con disciplina e onore».
Alla manifestazione ha partecipato un piccolo gruppo di italiani dietro un cartello «Non in nostro nome» e la bandiera dell’associazione AltraItalia. C’erano il sindacato Ugt, qualche politico di Esquerra Republicana e l’assessora del comune di Barcellona all’immigrazione, interculturalità e diversità Lola López. E un ritratto di Salvini vestito come Hitler con un cartello: «No al nazismo – che non si ripeta la stessa storia».
Secondo stime europee, la popolazione rom spagnola conta circa 700mila persone, di cui quasi la metà in Andalusia, contro i 100mila che si stima vivano in Italia.

giovedì 21 giugno 2018

SALVINI, TACHES AL TRAM!

Per caso ho trovato questo post ironico che avevo indirizzato a Salvini quando nel 2009 aveva proposto carrozze separate sui mezzi pubblici x italiani e stranieri (pensa te!).
Intanto la mia famiglia si è ulteriormente "complicata" con due nipotini italo-indiani, un nipotino italo-cubano, un genero che ha un fratello adottivo albanese ecc. ecc. Ci converrà comperare un bus tutto per noi!
Tra l'altro ho parenti a Zurigo, a Parigi e in Canada. Purtroppo ho peso i contatti con quelli dell'Argentina e del Brasile. Poi dicono che cosa c'entriamo noi con l'immigrazione!












Però Salvini ne ha fatta di strada da allora! La cultura paga sempre!

11/05/2009
Per Matteo Salvini - Quesito (in dialetto): su che carrozza deve viaggiare la mia famiglia?

Caro Salvini, te scrivi in dialett inscì te capiset (ma te'l set de bun el dialet?). Mi sun munsciasch e de brughé (monzese/brugherese) de tut i generasiun (serum minga nobili e rivi domà ai mè trisnoni). Dumà mia nona materna l'era “furestera”, ma de Bust Arsizi. Per la mia mié l'è pusé dificil. Sua mama e i so antenà in de Lisùn. El so papà l'era de Milan (el parlava propi de milanesùn) ma i so de lu eren del Veneto (teruni de l'alta Italia, se diseva una volta).
I mè do tusann però in indian (adutà)! La pusè granda adèss la specia un fiulìn. El papà del mascèt l'è propi briansoeu.
Se poeu vegn anca la mia neuda (la tusa de mia surèla) ven foeura un alter catabui (un casino) perché lé l'ha spusà un bagai de Cuba! Per furtuna per adess a gann no de fioeu e se risparmia un alter prublema.
Fam savè in che manéra podum andà in gir cui mèzi public. Tegn présént che i mè tusann gan la citadinansa italiana ma la pèl un pò scurèta e se ghè in gir i rundi (le Ronde leghiste) poeu dass che ghe tuca andà in la carosa di extracumunitari. El me neudin per adess el so no m'è 'l végnerà foeura!
Te sét un bel sacramént!
PS: ma ti te set propi de Milan o ariùs cumè l'ex diretùr de la Padania, la sindacalista Moro e la mié del Bossi? O magari te vegnet giò cun la pièna de la Val Brembana o i tò antenà purtaven i bricòi (contrabbandieri) in Val Telina...
Ma se ghe pensi ben, a la fin de la féra, me interèsa pu savè nagòt.
A bun cunt, fa un bel mesté.....SALVINI, TACHES AL TRAM! (dedré, inscì se incuntrum no!)
...

lunedì 18 giugno 2018

SALVINI IGNORA UN SACCO DI COSE





























Ignora ad esempio che i flussi di immigrati vengono dall'Africa perché è un continente spezzato dal colonialismo e sfruttato dall'Occidente e dalle multinazionali.
Ignora che "l'emergenza Rom" e i campi "nomadi" sono una invenzione di Maroni che ha stanziato milioni di euro che alla fine hanno foraggiato i criminali di "Roma Capitale".
Ignora che la percentuale di Rom nei campi è insignificante e che tutti sono "certificati".
Ignora che la popolazione Rom è bassissima. Che i Rom e Sinti italiani vivono qui da un sacco di secoli e che hanno fatto il militare e ci furono anche partigiani eroi della Resistenza. Una percentuale elevata vive nelle case, lavora e paga le tasse. Magari evita di far sapere di essere Rom o Sinta per evitare discriminazioni.
Ignora che la gran parte dei Rom che vivono in situazioni "irregolari" sono romeni, comunitari e lui non può espellerli.
Ignora che il Consiglio di Stato ha già decretato che una "schedatura su base etnica" (pratica nazista) è illegale.
Ignora che le difficoltà di frequenza scolastica dei bambini non dipende dalla
cattiva volontà dei genitori ma spesso dalla sequela di sgomberi subiti (costosissimi e inutili).
Ignora che le parole di svalutazione e scherno che spesso profferisce nei confronti degli ultimi diverranno veleno nella convivenza civile del nostro paese.
Ignora il succo della Costituzione italiana e della cultura dell'Occidente che ha "inventato" la democrazia e i diritti  universali.
Ignora perfino le condanne subite da esponenti della Lega per truffa ai danni dello stato.

L'unica giustificazione a sua parziale discolpa è che non ha un livello culturale sufficiente per poter elaborare tematiche complesse.

domenica 21 gennaio 2018

25 aprile 2016 - le ruspe salviniane liberano Milano

alle volte il ridicolo può essere più efficace dell'indignazione (ReteRom Milano)
La liberazione di Milano non fu il 25 aprile del 1945 come sostengono alcuni storici di parte, ma avvenne il 25 aprile 2016 grazie alla rivolta del popolo leghista contro l’occupazione del territorio milanese da parte di alcune case vuote di rom italiani che vi avevano abitato regolarmente dal 1989 al 2016.
Dagli scranni del consiglio comunale il capomanipolo Luca Lepore aveva annunciato baldanzoso:
“Il 25 aprile alle ore 10 faremo la vera liberazione. Basta capannoni e bivacchi, liberiamo Milano dalla delinquenza e dai clandestini”.
Dalle parole ai fatti. Il 25 aprile alle 10 in punto il manipolo degli eroici leghisti guidati da Luca Lepore, forte della sua esperienza in sistemi aerospaziali, atterra con azione fulminea che sorprende le truppe di terra dell’assessore alla sicurezza, Marco Granelli, incaricate della difesa delle postazioni, nel campo di via Idro. Superati d’un balzo gli agguerriti presidi comunali, gli eroi si lanciano muniti solo di sassi e martelli contro le case vuote, che dopo una tenace resistenza cadono sotto l’impeto dei petti padani. Le feroci pareti legno e i potenti vetri delle finestre cedono rapidamente alla furia della ruspa padana.
Milano è finalmente libera.
Alcune immagini dell’epica battaglia.
1) novello Balilla, scaglia il suo sasso contro l’agguerrito nemico, una lastra di vetro
2) una pattuglia di eroici leghisti, che sprezzanti del pericolo e della soverchiante superiorità in uomini e mezzi del nemico, espugna la casamatta avversaria, una robusta persiana di legno.
3) i nostri eroi in posa, in prima fila il capomanipolo Luca Lepore e il suo fido vice Samuele Piscina, l’espressione fiera e soddisfatta di chi ha sconfitto, dopo asperrima battaglia, un nemico terribile, il rom, che corrompeva e infestava la grande metropoli lombarda, ora finalmente ripulita da ogni infiltrazione criminale e mafiosa, da ogni illegalità ma non ancora dal senso del ridicolo, che sarà oggetto di una prossima campagna.
Intanto i due eroi attendono che il comandante supremo, Matteo Salvini, gli appunti sul petto la Ruspa di ghisa, supremo ordine alla viltà padana.

venerdì 29 maggio 2015

SAVERIO TOMMASI RISPONDE A SALVINI

Sono caduto in tentazione e ho di nuovo risposto a Teo. Il fatto è che in questi tempi bui, e di informazione...

Posted by Saverio Tommasi on Giovedì 28 maggio 2015

Salvini e i rom: più che ruspe, informazione

mercoledì 29 aprile 2015

SALVINI DENUNCIATO

speriamo che ci sia giustizia

Posted by Antonella Zarantonello Bianco on Mercoledì 29 aprile 2015