Roma,
Camera deputati 11 Febbraio 2016. Una bellissima giornata. Grazie a
tutti coloro (presenti ed assenti) che hanno collaborato per la sua
realizzazione.
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giovedì 11 febbraio 2016
RICONOSCIMENTO MINORANZA ROMANI'
Riconoscimento lingua romanì - Conferenza stampa di Gianni Melilla
CONFERENZA STAMPA PROPOSTA DI LEGGE MINORANZA LINGUISTICA ROMANI'
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PROPOSTA DI LEGGE STATALE PER IL RICONOSCIMENTO DELLA MINORANZA LINGUISTICA ROMANI'
Giovedì 11 febbraio 2016 alle ore 14.30, presso la Sala stampa della Camera dei Deputati (Piazza Montecitorio - Roma), si svolgerà la conferenza stampa di presentazione della Proposta di legge statale per il riconoscimento della minoranza linguistica romanì e della ricerca universitaria che la sostiene, "Le rappresentazioni sociali del romanés" (Roma, Aracne editrice)
La proposta di
legge, elaborata da un gruppo di studiosi dell'Università degli Studi di
Teramo insieme con la Fondazione romanì Italia e l'Associazione
LEM-Italia (Lingue d'Europa e del Mediterraneo), a lungo divulgata
presso le comunità romanì d'Italia, è stata fatta propria dalla sfera
politica e depositata alla Camera dall'On. Gianni Melilla, primo
firmatario, e da altri venti parlamentari
(http://www.camera.it/leg17/126…).
Alla conferenza stampa interverranno: On. Gianni Melilla, Deputato dell'Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati; On. Arturo Scotto, Presidente del gruppo SEL e SI - Camera dei Deputati; Prof. Luciano D'Amico, Magnifico Rettore Università degli Studi di Teramo; Prof. Giovanni Agresti, Università degli Studi di Teramo; Dott. Pierfranco Bruni, Ministero dei beni artistici, culturali e del turismo; Prof. Vincenzo Pepe, Presidente Nazionale Fare Ambiente; Vesna Vuletic, Associazione Idea rom onlus; Dott.ssa Corsina Depalo, Associazione Eugema onlus; Enzo Abruzzese, Associazione Lav romanò; Dott. Bruno Morelli, Artista rom; Dott. Nazzareno Guarnieri, Fondazione romanì Italia.
(http://www.camera.it/leg17/126…).
Alla conferenza stampa interverranno: On. Gianni Melilla, Deputato dell'Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati; On. Arturo Scotto, Presidente del gruppo SEL e SI - Camera dei Deputati; Prof. Luciano D'Amico, Magnifico Rettore Università degli Studi di Teramo; Prof. Giovanni Agresti, Università degli Studi di Teramo; Dott. Pierfranco Bruni, Ministero dei beni artistici, culturali e del turismo; Prof. Vincenzo Pepe, Presidente Nazionale Fare Ambiente; Vesna Vuletic, Associazione Idea rom onlus; Dott.ssa Corsina Depalo, Associazione Eugema onlus; Enzo Abruzzese, Associazione Lav romanò; Dott. Bruno Morelli, Artista rom; Dott. Nazzareno Guarnieri, Fondazione romanì Italia.
IL PREGIUDIZIO, LA DISCRIMINAZIONE E LE BUFALE RAZZISTE GIRANO IN RETE
Una comunicazione improntata al pregiudizio che capovolge la realtà di una persecuzione
Mi è dispiaciuto trovarla - condivisa - in una pagina Facebook frequentata da persone che dovrebbero conoscere gli esiti della persecuzione razziale e della propaganda intollerante. Questo genere di informazioni non veritiere e improntate a porre un popolo sotto una cattiva luce è l'equivalente moderno dei "Protocolli dei Savi Anziani di Sion".
A Milano e in Italia vive una gente perseguitata, la cui speranza di vita media a causa dell'emarginazione, dell'indigenza e dei continui sgomberi è scesa a 45 anni, contro gli 80 degli italiani.
Eppure, si afferma l'opinione errata che le istituzioni li sostengano e combattano il loro disagio sociale. "Villette ai rom a soli 90 euro al mese": i media principali hanno accolto e diffuso questa notizia. Vogliamo scherzare? - Scrivo nella pagina in cui è stato postato l'articolo, seguito da commenti indignati e offensivi contro i rom e non contro le istituzioni -
Si tratta di un numero esiguo di strutture prefabbricate di bassa qualità concesse a poche famiglie (ottanta individui in tutto), a fronte dello sgombero di migliaia di persone rom che ora sono in marcia verso il nulla. E' un progetto messo in atto per gettare fumo negli occhi dell'Unione europea, che ha stanziato fondi ingenti per l'integrazione dei rom colpiti da indigenza, disagio ed esclusione. Gli "ospiti" pagheranno un affitto da casa popolare, ma saranno controllati come carcerati, giorno e notte, e soggetti ad allontanamemto in base al giudizio di chi li controlla. Nessuna libertà, nessuna dignità, nessuna parità con i vicini. Le famiglie hanno sottoscritto il patto solo perché hanno bambini e malati e non vedono alternative di sopravvivenza. Prima di giudicare un'etnia e un gruppo sociale emarginato e vessato bisognerebbe quantomeno andare a conoscerlo personalmente e verificare la qualità dell'esistenza cui è costretto.
Mi è dispiaciuto trovarla - condivisa - in una pagina Facebook frequentata da persone che dovrebbero conoscere gli esiti della persecuzione razziale e della propaganda intollerante. Questo genere di informazioni non veritiere e improntate a porre un popolo sotto una cattiva luce è l'equivalente moderno dei "Protocolli dei Savi Anziani di Sion".
A Milano e in Italia vive una gente perseguitata, la cui speranza di vita media a causa dell'emarginazione, dell'indigenza e dei continui sgomberi è scesa a 45 anni, contro gli 80 degli italiani.
Eppure, si afferma l'opinione errata che le istituzioni li sostengano e combattano il loro disagio sociale. "Villette ai rom a soli 90 euro al mese": i media principali hanno accolto e diffuso questa notizia. Vogliamo scherzare? - Scrivo nella pagina in cui è stato postato l'articolo, seguito da commenti indignati e offensivi contro i rom e non contro le istituzioni -
Si tratta di un numero esiguo di strutture prefabbricate di bassa qualità concesse a poche famiglie (ottanta individui in tutto), a fronte dello sgombero di migliaia di persone rom che ora sono in marcia verso il nulla. E' un progetto messo in atto per gettare fumo negli occhi dell'Unione europea, che ha stanziato fondi ingenti per l'integrazione dei rom colpiti da indigenza, disagio ed esclusione. Gli "ospiti" pagheranno un affitto da casa popolare, ma saranno controllati come carcerati, giorno e notte, e soggetti ad allontanamemto in base al giudizio di chi li controlla. Nessuna libertà, nessuna dignità, nessuna parità con i vicini. Le famiglie hanno sottoscritto il patto solo perché hanno bambini e malati e non vedono alternative di sopravvivenza. Prima di giudicare un'etnia e un gruppo sociale emarginato e vessato bisognerebbe quantomeno andare a conoscerlo personalmente e verificare la qualità dell'esistenza cui è costretto.
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