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lunedì 20 luglio 2015

LA VOCE DI UN ROM

sono un ragazzo rom e sono cresciuto a napoli a scampia in un campo ma poi al eta di 20 anni sono partito per il nord...

Posted by Sead Dobreva on Lunedì 20 luglio 2015

lunedì 13 luglio 2015

LA STRAGE DEI ROM DI SKOCIC

SREBRENICA, LA STRAGE DEI ROM DI SKOCIC"Io, sopravvissuto camminando sui cadaveri". Quel massacro tre anni prima di...

Posted by Idea Rom Onlus on Lunedì 13 luglio 2015

domenica 12 luglio 2015

NO AI CAMPI ROM



NO AI CAMPI ROM IO VIVO DA QUANDO SONO NATO IN UN CAMPO E NON RIESCO AD IMMAGINARE IL FUTURO DELLA MIA FAMIGLIA IN UN CAMPO IL CAMPO DOVE ABITO IO E FORSE IL PIÙ BELLO DEUROPA MA RIMIANE PUR SEMPRE UN CAMPO GETTO SONO POSTI DOVE LE PERSONE VENGONO ABBANDONATI A SE STESSI I BAMBINI NON ANNO NESSUN FUTURO CERTO POSSONO FREQUENTARE LE SCUOLE ANCHE DA UN CAMPO ROM MA I MIEI NIPOTI MI CHIEDONO PERCHÉ NOI SIAMO MESSI TUTTI INSIEME ATTACCATI UNO SULLALTRO E GLI ALTRI VIVONO FUORI E CI GUARDANO COME MOSTRI CHIUDERE DEFINITIVAMENTE I CAMPI ROM ABUSIVI E NON SAREBBE UN GRANDE PASSO VERSO UNA VERA INTEGRAZIONE CERTO CON UN PIANO SPECIFICO CHE VEDA DACCORDO I ROM E I NON ROM IL GIORNO IN CUI CI SARÀ UNA CONFERMA CHE I CAMPI VERRANNO SUPERATI IO LA MIA FAMIGLIA IL POPOLO ROM IN ITALIA SARA CONTENTO E FINALMENTE FORSE SÌ POTRÀ CHIUDERE QUEL LIBRO DALLA COPERTINA NERA DOVE CI SONO UN SACCO DI DISCRIMINAZIONI E SÌ APRIRÀ IL NUOVO LIBRO FRATELLI INSIEME SENZA RAZZISMO




  • Halilovic Biana Stella Toni tu hai il tuo psiero personale e de bello ma tanttissimi non la pesano come te sai come sononi rom ongino pesa per se chi vive meglio chi peggio ...per ci sono moltti rom integrati che lavorano e ha no una casa e bambini vanno a scuola regolarmente e pesano a un fururo migliore ...e ci sono moltti che non possono nemeno a fitarsi una casa per che non hanno la posibilta per il fatto che non hanno i docomenti .... io peso la coaa migliore che si possa fare per molti rom e dare dirito di un documento in regola di poter lavorare e integrazi come molri stranieri dell mondo ...siamo lunico popolo all mondo che il stato o i stati fanno una fattica a mettwre i regola .....i viaggiante viaggia sempre ma primo poi si stanca e decide di acaprsi e credo che li lui ha bisongo di degrazione umana forze e li che lui sie fermato per essere riconosciuto come uomo della terra e ormai da anni che i rom sono fermi non girano piu come 30 anni fa e ora di dare dirito civile ...carrissimo toni spero come te in un futuro migliore ciao

I RACCONTI DEGLI APOLIDI

«Mi hanno detto: "Se non hai un passaporto, non possiamo rinnovartelo". E io: "Ma come faccio ad avere un passaporto se...

Posted by Associazione 21 luglio on Domenica 12 luglio 2015

sabato 11 luglio 2015

La tendopoli di Cosenza

Faccio il punto sulla fallimentare tendopoli.Una ragazza ha perso la propria bambina al settimo mese di gravidanza,le...

Posted by Luigi Bevilacqua on Sabato 11 luglio 2015

«Sogno che i campi rom non ci siano più»

venerdì 10 luglio 2015

...FORSE UN GESTO DI PROTESTA (!?)

POLEMICHE (PURTROPPO) SULLA RAPPRESENTANZA DEI #ROM

Io non sono un esperto della materia per cui non so chi abbia ragione. Registro solo con un pò di rammarico e per dovere di cronaca queste divisioni. Chi è più addentro valuterà  da sé.

Paolo

foto di Carlo Stasolla.


Negli ultimi 25 anni a Roma i "sedicenti rappresentanti rom" sono stati gli strumenti in mano ad amministratori, partiti e associazioni (anche rom) per la difesa dei rispettivi interessi. "E' la democrazia! - ci è stato ripetuto - I rom vanno ascoltati!".
Mi si dica un luogo, a Roma, dove nell'ultima quarto di secolo una vera rappresentanza di rom ha saputo incidere sulla rivendicazione dei diritti della rispettiva comunità. Un luogo solo. Mi si dica.
Occorre dunque a Roma azzerare ogni "rappresentanza rom" anche se questo comporta lo sdegno ipocrita di quegli stessi amministratori, partiti e associazioni (anche rom) che finora li hanno utilizzati. La vera democrazia e il vero ascolto verso il superamento dei campi passano per il dialogo individuale con ogni famiglia. Senza filtri di nessuno.
Questo è scritto nella proposta di delibera popolare. Per questo siamo stati attaccati dai cosiddetti "rappresentanti di rom, sinti e camminanti" con l'accusa di non averli consultati.






CARLO STASOLLA, L'ASSOCIAZIONE 21 LUGLIO E LE DENUNCE IPOCRITE

Di questo passo Carlo Stasolla dovrebbe richiedere l'abolizione dei sindacati, dei partiti e delle stesse associazioni (una delle quali, l'Associazione 21 Luglio, la dirige proprio lui).
Dovrebbe anche precisare che la sua operazione è diretta ad azzerare gli altri "filtri" per lasciarne uno solo: il suo.
A proposito delle denunce ipocrite, della confusione mentale e dell'autoreferenzialità dell'uomo solo al comando.

  •  Oramai il mondo Rom per Stasolla è come il suo giardino privato, dove decide tutto lui. Critica tutto e tutti ma non consente a nessuno di replicare (tutti quelli che criticano sono "bannati" e insultati alle spalle). A proposito dell'indole democratica che dovrebbe rassicurarci nelle sue relazioni dirette con le singole famiglie. Prestigiatore con le carte truccate!


    • Paolo Cagna Ninchi Mi verrebe da dire "Si, buana" Stassolla" a sentire il solito "bianco" che spiega ai "boveri negri" come gira il mondo e cioè che lui sta sopra e gli altri stanno sotto. Questo è, purtroppo, il sottile razzismo, che non è patrimonio del solo Stassolla ma di troppe associazioni e soprattutto di troppe istituzioni che considerano rom e sinti persone da prendere per mano. Cos'altro è questo disprezzo per il modo di essere delle comunità rom e sinte, questo rifiutarsi di ammettere che 25 anni di assistenzialismo delle istituzioni hanno tolto a rom e sinti la responsabilità delle scelte che li riguardano, questa proposta del dialogo individuale, naturalmente con lo Stassolla di turno, come se rom e sinti non fossero una comunità in grado di avere un'idea di sé del mondo e del modo di starci. Ma è proprio questo che inquieta gli Stassola vari, che rom e sinti prendano in mano il proprio destino togliendolo a quelli che su du esso costruiscono fortune e ricchezze personali.

  • Pavlovic Dijana Caro Carlo, se è così mi spieghi perché un qualsiasi comitato di qualsiasi quartiere è legittimato ad essere rappresentativo dei problemi del quartiere, incontra le istituzioni discute e ha la voce in causa nonostante non rappresenti formalmente tutte le persone che vivono in quel quartiere? Mi spieghi perché questo tipo di azioni viene incoraggiato e glorificato come la partecipazione attiva dei cittadini . E poi sopratutto spiegami perché secondo te per i Rom non dovrebbe essere così. Anzi non devi spiegarlo a me, spiegalo a te stesso e alla tua coscienza di riconosciuto attivista per i diritti umani e di paladino della causa Rom. Ti infastidisce così tanto una semplice e quasi ingenua richiesta da parte dei Rom di essere coinvolti e consultati? Perché? Certo che non esiste una rappresentanza, ma i Rom esistono sai? Sono veri, esseri viventi e sono anche cittadini che vogliono semplicemente partecipare ai processi decisionali che li riguardano. Qual'è il tuo problema? Anche in questo caso la loro posizione vale per lo meno quanto la tua . Da dove viene la tua presunzione di essere l'esperto illuminato che sa qual'è la strada giusta, che si può può permettere di escludere i Rom. Sai che novità i percorsi individuali con ogni famiglia? Sai in quante occasioni ho visto già i "i percorsi individuali", la gente ricattata fregata e sola che dopo poco si è trovata in strada senza niente mentre i politici esultavano di aver liberato la gente dalla segregazione chiudendo il campo. Scendi dal tuo piedistallo immaginario e confrontati con la gente per il cui bene combatti, se non ne sei capace occupati d'altro. Ci sono tante altre sfighe nel mondo che avrebbero bisogno del tuo intervento illuminato. E poi queste letterine e i posti su facebook sono abbastanza irritanti e non sono degni di uno come te. Organizza un incontro pubblico e invita i Rom per confrontarti su questi temi. Questo sì che sarebbe utile.

giovedì 2 luglio 2015

SU A RIVISTA ANARCHICA SPECIALE SULLA CUCINA DI ROM E SINTI