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mercoledì 6 settembre 2017

martedì 15 agosto 2017

Rom abusivi a Milano: uno sgombero ogni 4 giorni. Mille le baracche abbattute - Corriere.it

Mio commento: siamo sicuri che tanti soldi ed energie non potrebbero essere  usati/e meglio?

Cosa deve fare questa gente? Volatilizzarsi? E' una politica crudele ed inutile.

Paolo







Rom abusivi a Milano: uno sgombero ogni 4 giorni. Mille le baracche abbattute - Corriere.it

lunedì 7 novembre 2016

Milano: aggredito perché la moglie è una “zingara” che va in televisione


Pavlovic Dijana
2 h
COMUNICATO STAMPA

Milano: aggredito perché la moglie è una “zingara” che va in televisione

La sera del 4 novembre a Milano il presidente dell’associazione UPRE ROMA (impegnata in attività e progetti contro la discriminazione e per l’inclusione della comunità rom) Paolo Cagna Ninchi è stato aggredito sotto casa da una persona a lui sconosciuta che lo insultava perché sua moglie “è la zingara che va in televisione”. Si tratta di Dijana Pavlovic, nota attivista Rom che da tempo è minacciata e molestata sia sui social network, sia nel quartiere nel quale vive.
Il presidente di UPRE ROMA ha riportato una lesione al timpano dell’orecchio sinistro con conseguente intervento chirurgico e lungo decorso di guarigione.
Si tratta di un crimine d’odio come tanti altri che i Rom e i non rom che “li difendono” (che nella classifica della mentalità razzista sono peggio dei rom stessi) subiscono. Una famiglia normale con un bambino di 7 anni che abita in una periferia di Milano è costretta da tempo a vivere nella paura di scendere sotto casa per portare fuori il cane o a fare la spesa nel supermercato per il solo fatto che è classificata come una famiglia zingara.
Denunciamo come associazione questo crimine a palese sfondo razziale attuato in un clima di odio e di insofferenza che sfoga il proprio malessere sulla fragilità altrui, immigrati o “zingari” che siano, chiediamo a UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale) che intervenga con decisione nel condannare i crimini d’odio e che si impegni per migliorare la legislazione che condanna questi crimini.
Infine sollecitiamo l’amministrazione di Milano, che ha speso grandi parole durante la campagna elettorale sulle periferie, a passare ai fatti. La zona viale Ungheria, luogo dell’aggressione e luogo di mescolanze umane, culturali, di condizioni materiali diverse è abbandonata a se stessa, mai una volante di polizia e di polizia locale (come viceversa nella vicina Santa Giulia, fiore all’occhiello dell’amministrazione e luogo socialmente omogeneo e superprotetto), nessuna telecamera, nessun presidio sociale per giovani o anziani, nessun servizio socio-culturale (nello spazio di 100 metri ci sono si ben cinque bar, luoghi diciamo così di “aggregazione di bravi italiani” – macchinette mangiasoldi, risse tra ubriachi, eccetera - ma per comprare un libro o per andare a un cinema bisogna prendere il tram o la metro). C’è bisogno non di costosi progetti di “riqualificazione urbana” intesi come interventi immobiliari, ma in meno costosi ma più rapidi ed efficaci interventi sulla vivibilità umana di posti che, come viale Ungheria, sono luoghi di solitudine spirituale, di vuoto sociale e culturale che producono esclusione, insofferenza e odio.

martedì 15 marzo 2016

IL FUNERALE DI VIA IDRO

sabato 27 febbraio 2016

LETTERA AL PREFETTO SU SGOMBERO ROM VIA RIPAMONTI (MILANO)

A
prefetto di Milano
Dottor Alessandro Marangoni
Milano, 26 Febbraio 2016

Oggetto: richiesta di chiarimenti su sgombero comunità rom in via Ripamonti


Illustre signor prefetto,
nell’incontro avuto il giorno 19 gennaio abbiamo segnalato la situazione della comunità di rom rumeni provenienti da diversi sgomberi che si erano stabiliti in un’area privata in via Ripamonti, dietro allo IEO.
A proposito di tale comunità era stato annunciato dall’assessorato alla sicurezza il prossimo sgombero e per tale ragione avevamo chiesto a Lei, in occasione del nostro incontro, che questo non avvenisse in condizioni di difficoltà vista la stagione e la presenza di numerosi minori. Avevamo anche chiesto il 2 febbraio
all’assessorato alla sicurezza di essere informati dello sgombero in modo tale da poter contribuire a trovare
le soluzioni possibili in particolare per le famiglie con minori.
Ieri, 25 febbraio, siamo stati informati dalle persone del campo che era in corso lo sgombero e che una decina
di famiglie con minori era stata accolta nei Centri di emergenza sociale ma che erano rimaste escluse
altre famiglie con minori. Per questa ragione ci siamo recati sul posto e abbiamo verificato la presenza di un
gruppo di famiglie con minori (7 bambini da 3 a 12 anni) oltre ad anziani, due persone con problemi di salute
documentati e a una donna incinta.
Da un lato abbiamo cercato di capire il perché di tale esclusione, dall’altro visto il freddo e l’incipiente arrivo
della notte abbiamo chiesto e ottenuto un minimo di assistenza dalla direzione dello IEO che non potendo
ricoverare e famiglie le ha provviste di coperte per affrontare la notte.
In questo quadro Le rivolgiamo la richiesta di avere alcuni chiarimenti in merito a due aspetti.
1) A noi risulta che non sia state rispettate le condizioni previste per gli sgomberi forzati dall’art. 31 della
Carta sociale europea, ratificata dal Parlamento italiano con legge 9 febbraio 1999 n. 30 e cioè:
- previa notifica formale dello sgombero;
- preavviso formale della data di esecuzione;
- proposta di soluzioni abitative alternative;
- non distruzione di tutti i beni personali;
- infine effettuazione dello sgombero non di notte né d’inverno.
2. Tralasciando i modi con i quali sono state trattate persone in condizione di grande fragilità, in particolare
segnaliamo il rifiuto dell’accoglienza nei CES di alcune famiglie con minori, alcune delle quali, in particolare
le famiglie con i bambini più piccoli (3 e 5 anni) in base alla loro testimonianza erano state escluse per la
loro precedente espulsione dal CES di via Lombroso. Il chiarimento che chiediamo a questo proposito riguarda
in base a quali ragioni sia ammissibile esporre a gravi condizioni di rischio dei bambini indipendentemente
da leggi e regolamenti e in dispregio di norme che tutelano da sgomberi forzosi.
Certi della Sua attenzione Le chiediamo la disponibilità a un incontro perché oltre ai chiarimenti richiesti si
possano trovare i modi affinché con la legalità venga anche tutelata l’umanità e il rispetto delle norme che
la tutelano.
Per la Consulta Rom e Sinti di Milano
Dijana Pavlovic
Per l’associazione UPRE ROMA
Paolo Cagna Ninchi
Per l’associazione GRT Italia
Loris Panzeri




I

mercoledì 30 dicembre 2015

BUONE FESTE E MILANO SGOMBERA

5° GRADI DI TEMPERATURA E DIVERSE FAMIGLIE ROM MILANESI, COMPRESI I VECCHI E I BAMBINI, BUTTATE PER STRADA DALLE RUSPE....

Posted by Alberto M. Melis on Mercoledì 30 dicembre 2015