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mercoledì 6 dicembre 2017

Progetto PAL - materiale formativo per giovani Rom


Da: euprojectsINN <
euprojects@innopolis.it>
Date: 5 dicembre 2017 01:55
Oggetto: Progetto PAL - materiale formativo per giovani Rom
A: euprojectsINN <
euprojects@innopolis.it>


Il progetto PAL - Combattere la discriminazione e la Rom-fobia nell'educazione e nel lavoro in Europa (cofinanziato dal REC - Rights, Equality and Citizenship Programme dell'Unione Europea) sta giungendo al termine dopo due anni di attività e di contributi da ben 20 partner provenienti da 9 paesi diversi, tra cui anche il Consorzio Innopolis.

Da maggio a ottobre il Consorzio Innopolis ha organizzato ben quattro corsi di formazione aperti ai giovani Rom e non solo sui temi dell'autoimprenditorialità e dell'occupabilità, con l'obiettivo principale di offrire ai partecipanti competenze, strumenti teorici e pratici e informazioni su come far partire una propria attività imprenditoriale o come meglio posizionarsi sul mercato del lavoro migliorando così le proprie opportunità di trovare un impiego.

L'inclusione all'interno del mercato del lavoro (e le pari opportunità nell'accedere allo stesso, superando così l'ostacolo del pregiudizio) è un passo decisivo verso la piena inclusione dei Rom - la minoranza più importante e consistente d'Europa - nella società.

Proprio per questo motivo il Consorzio Innopolis mette a disposizione i materiali formativi, affinchè possano essere diffusi anche tra quei giovani Roma, e in generale tra tutte le persone interessate, che non hanno potuto partecipare agli incontri.

L'utilizzo dei materiali didattici è libero, purché siano citati l'autore (Consorzio Innopolis) e il progetto PAL, non se ne tragga guadagno e non vengano modificati.

Per maggiori informazioni sul progetto PAL è possibile visitare il sito ufficiale
http://projectpal.eu/

Consorzio Innopolis
Who We Are. Project PAL was created to fight discrimination and anti-Gypsyism in education and employment inside the EU. We are aiming to develop a comprehensive ...




SANT'EGIDIO OTTIENE L'ASSOLUZIONE DEGLI ABITANTI DELLA BARACCOPOLI DI VIA CIMA (MILANO), LA POVERTA' NON E' UN REATO


COMUNICATO STAMPA

COMUNITA' DI SANT'EGIDIO OTTIENE L'ASSOLUZIONE DEGLI ABITANTI DELLA BARACCOPOLI DI VIA CIMA (MILANO), LA POVERTA' NON E' UN REATO


Martedì 5 dicembre 2017. il Tribunale di Milano (Sezione 4° penale, Giudice Dott.ssa M.T. Guadagnino- n° 2518/2017. RG Trib) ha assolto i sette rom romeni per l'occupazione della piccola baraccopoli di via Cima a Milano

In occasione dello sgombero, avvenuto il 15 marzo 2015,  agli occupanti era stato contestato il reato di “invasione di terreni ed edifici” (art. 633 cod. penale), compiuto "insediandosi all’interno di baracche fatiscenti utilizzate come dimora abituale”. Gli imputati sono stati assolti perché “il fatto non costituisce reato”. Il legale della Comunità di Sant'Egidio, che ha difeso i sette rom durante il processo, ha infatti invocato lo stato di necessità, per salvaguardare il diritto fondamentale all’abitazione e per poter così riparare se stessi e le famiglie con bambini, in assenza di effettive alternative possibili e senza causare danni a nessuno (il terreno su cui sorgevano le baracche era - ed è tuttora - inutilizzato).
La baraccopoli di via Cima, seguita dai volontari della Comunità di Sant'Egidio a titolo gratuito dal 2011 al 2015, era abitata da otto famiglie e, nonostante le difficili condizioni di vita, tutti i minori presenti erano iscritti regolarmente dall'asilo nido alle superiori e il loro percorso era accompagnato da Sant'Egidio con un doposcuola svolto presso la Biblioteca di zona e le docce presso la vicina parrocchia. Inoltre erano stati avviati dei percorsi di inserimento lavorativo per gli adulti

La denuncia era stata avviata il giorno dello sgombero e aveva riguardato solo 7 cittadini romeni, tra cui un disabile certificato con invalidità al 100%, poiché gli altri si trovavano, anche il giorno dello sgombero, al lavoro o ad accompagnare i figli a scuola. 
"La sentenza - dichiara la Comunità di Sant'Egidio - è importante perché è un forte "stop" alla criminalizzazione della povertà. Le otto famiglie vivevano nelle baracche non per scelta ma per la povertà e l'assenza di alternative". La prova è data dal fatto che oggi, grazie al sostegno di Sant'Egidio, tutte le otto famiglie vivono in casa, continuano la scolarizzazione dei figli e in ciascuna almeno un componente lavora: "La povertà non si sconfigge con le ruspe o denunce che intasano i tribunali, ma con seri progetti di accompagnamento sociale".

La sentenza è l'occasione per ribadire due urgenze: serve attuare la Strategia Nazionale di Inclusione per Rom, Sinti e Caminanti, approvata nel 2012 e di fatto sostanzialmente inapplicata da allora; occorre garantire i diritti dei baraccati e dei poveri, con particolare attenzione a quelli dei minori.


Per informazioni: 

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dagli stralci letti mi sembra molto interessante (ad es. sulle questioni identitarie e linguistiche). Appena riesco me lo procuro. Paolo

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