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martedì 19 settembre 2017

ROMA: PREOCCUPAZIONI E DUBBI SULLA CHIUSURA DEL PRIMO "CAMPO NOMADI" -

Idea Rom Onlus
ROMA: PREOCCUPAZIONI E DUBBI SULLA CHIUSURA DEL PRIMO "CAMPO NOMADI" - COMUNICATO STAMPA
L'associazione di promozione sociale CITTADINANZA E MINORANZE ha inviato alla Sinda Raggi e all'Assessora Baldassarre la seguente lettera con la quale si richiama l'Amministrazione di Roma Capitale all'osservanza delle norme del Diritto Internazionale ricordando che in caso di violazioni può intervenire l Corte Europea dei Diritti Umani, come avvenuto in passato.

Signora Sindaca, Signora Assessora,
apprendiamo con molta preoccupazione che sarebbe stata fissata al prossimo 30 Settembre la chiusura del Campo River. I motivi di preoccupazione sono almeno tre.
Il primo e più assillante riguarda la futura collocazione delle numerose famiglie che risiedono nel campo. Non è noto né quale sarebbe, né con quali criteri e procedure sia stata individuata e se e come gli/le interessate, cioè le oltre 400 persone che vi abitano, siano state coinvolte nella decisione. Non vorremmo, ma temiamo, che il trasferimento avvenga con il solito deprecato metodo del “prendere o lasciare” come se non si trattasse di cittadini e cittadine, cui la Carta Sociale Europea, La Carta dei Diritti Umani e la Costituzione Italiana riconoscono ben individuati diritti.
E’ ben noto che tale metodo è illegale, tant’è che la Corte Europea dei Diritti Umani lo persegue.
La nostra preoccupazione è aggravata dal fatto – ed è questo il secondo motivo del nostro allarme - che la chiusura del River è presentata come uno dei primi atti di attuazione del “Piano di indirizzo di Roma Capitale per l’inclusione delle Popolazioni Rom, Sinti e Caminanti”. Ma non risulta che essa rientri in un percorso posto in essere per la riabilitazione dei componenti delle famiglie residenti e la loro responsabilizzazione; percorso imprescindibile se si vuole davvero operare per la inclusione sociale di persone costrette a vivere per un lungo periodo in condizioni di apartheid. La chiusura del campo, avulsa da una strategia volta ad integrare pienamente nei diritti di cittadinanza minoranze che ne sono state sinora escluse, fa apparire il superamento dei “campi” previsto dal Piano dell’Amministrazione, come ispirato da motivi di decoro e di ordine pubblico e dall’ opportunità di rispondere alla comprensibile esigenza di “sicurezza” della società maggioritaria, piuttosto che dall’obiettivo di promuovere uno scatto di civiltà dell’intera comunità cittadina, ponendo fine a vergognose pratiche di discriminazione razziale.
Non sono questi gli obiettivi della la Strategia Nazionale cui il Piano Comunale dice di ispirarsi.
Un terzo motivo di preoccupazione riguarda la mancanza di una seria presa in carico da parte del Comune del ruolo e delle responsabilità che l’attuazione della Strategia comporterebbe. Lo attesta il fatto che il Tavolo Comunale, del quale era stata annunciata la costituzione, in realtà è inoperante,sicché è preclusa la partecipazione sia delle comunità Rom Sinti e Caminanti, sia dell’as-sociazionismo e dei Municipi ad una approfondita discussione per la messa a punto delle azioni da svolgere per l’attuazione a livello comunale della Strategia Nazionale,
Sono in ballo dunque questioni di enorme importanza, quali il rispetto del Diritto Internazionale, l’attuazione di valori fondativi della nostra Costituzione, la qualità stessa della nostra democrazia. Per quel che ci riguarda saremmo disponibili ad una seria e fattiva collaborazione qualora se ne presentassero le condizioni che allo stato non appaiono; faremo comunque di tutto per impedire che problemi di esclusione e di emarginazione continuino ad essere affrontati in termini di ordine pubblico.
(Fonte: Cittadinanza e Minoranze)

domenica 11 giugno 2017

TORINO, A UN PASSO DAL POGROM





da Idea Rom
 
Al grido di “vi uccidiamo”, “siete animali”, “vi cacceremo via”, tre giorni fa, il 6 giugno, i comitati anti-rom hanno manifestato a ridosso del campo nomadi di Strada dell’Aeroporto a Torino.

Improvvisamente e senza preavviso una colonna di persone, animate da isteria collettiva e odio razziale e munite di torce accese, è spuntata minacciosa dall’oscurità: rituali che, purtroppo, si ripetono sempre più frequentemente in una “ordinarietà” che li sta progressivamente svuotando della loro essenza criminosa. Nel cielo notturno le fiaccole erano puntate come dei riflettori. Poi alcune sono state lanciate in direzione del campo, fortunatamente troppo lontano per poter essere raggiunto, provocando il panico generale.

“Nessuno aveva preavvisato le famiglie del campo a proposito della manifestazione – racconta Vesna Baxtali Vuletic, presidente di Idea Rom Onlus – con il risultato che alcune donne erano sole al campo con i bambini. Nessun veicolo delle forze dell’ordine era presente preventivamente all’ingresso del campo nomadi per presidiare eventuali situazioni di emergenza.”

Alcune frange del corteo si sono poi staccate, dirigendosi verso le abitazioni più isolate e costringendo molte persone alla fuga in mezzo ai rovi e in direzione del fiume. I bambini sono fuggiti a piedi lungo la tangenziale, tra le macchine che sfrecciavano ad altissima velocità. Molti di loro si sono persi e sono stati poi ritrovati dopo alcune ore, pieni di graffi causati, durante la fuga, dagli arbusti.

C’è una sola parola che restituisce efficacemente quanto accaduto: pogrom, metastasi di un sistema che criminalizza rom, migranti, senza casa, poveri, disoccupati e che esercita il potere in modo sadico, al punto da modificare anche la percezione che i più deboli hanno di sé e della realtà, riducendoli a un sentimento d’impotenza, di fragilità, di solitudine, la condizione dei “sottouomini”.

Il razzismo e la xenofobia possono dare impulso ad accessi di violenza collettiva, a vere e proprie “liturgie” di massa scandite sulla dialettica amico/nemico, a scenari sinistri di cui, purtroppo, la nostra storia è costellata. Gli psicologi delle masse spesso hanno spiegato l’adesione a rituali xenofobi collettivi, riconducendoli alla ricerca di un rifugio di fronte al senso di smarrimento. “Il cerimoniale permette a un gruppo di comportarsi in un modo simbolicamente ordinato così da dare l’impressione di rivelare un universo ordinato; ogni particella acquista la sua identità mediante la semplice interdipendenza con le altre” (Erik Erikson).

Eppure varrebbe la pena interrogarsi non solo sul “perché” le cose accadono ma anche sul “come”.

Quel “come” non è riconducibile solo agli aspetti irrazionali. Sono i dispositivi politici, le strutture giuridiche e le macchine amministrative che fanno apparire accettabile, “ordinario”, se non addirittura socialmente giustificabile, il volto della persecuzione. È quanto si sta verificando col nuovo decreto Minniti – Orlando che rappresenta la “normalizzazione” di una politica che criminalizza i deboli e gli antagonisti e rivela, senza grattare troppo il fondo del barile, un processo in atto di fascistizzazione della società.

(Fonte: Patrizia Buffa - Contropiano)

12 commenti
Commenti
Enrico Olivieri
Enrico Olivieri E poi sempre in quel giorno...odivo orde.... di F16 sorvolare il campo .... e bombardare con missili tomahawk.... senza alcun preavviso .... fortunatamente i fumi sprigionati dai fuochi benedetti ..offuscavano la vista.degli esperti piloti ... e ci donavano il,tempo di metterci in,salvo .... e vissero tutti felici e contenti
Idea Rom Onlus
Idea Rom Onlus Questo s****** che parla di legalità è un avanzo di galera, va a fare il cretino allo stadio e chiede la liberazione di Speziale, l'assassino del carabiniere Raciti ucciso nello stadio di Catania.
Gazmen Gazmen Berisha
Gazmen Gazmen Berisha E un diritto sacrosanto diffendersi sia dall fummo tosico che brucciano sia contro l'anientamento dai nazifascisti,creare immediatamente una forza di combatenti pronti all martirio e eliminare sta feccia italofascista,sono dei sottoumani,creare il pron...Altro...
Idea Rom Onlus
Idea Rom Onlus Gazmen Gazmen Berisha scusa ma noi siamo assolutamente contrari ad ogni azione o reazione violenta. Non crediamo sia quello il modo per poter ottenere dignità e diritti. Ti preghiamo di evitare commenti di questo tipo sulla nostra pagina. Puoi fare tutte le critiche che vuoi, anche contro di noi, ma non incitare per favore alla violenza. Spero tu possa capirci.
Sasha Petternik
Sasha Petternik Meno male ché qualcuno e fato gusta cosa! Si poveri voi tutti sono rasisti vi odiano a voi poveri bravi solo rubate case nostre! Mi viene voglia piangere! Maledeti delikventi!
Idea Rom Onlus
Idea Rom Onlus Sasha se vuoi perdere tempo a scrivere stupidaggini forse è meglio che vai sulla pagina di Forza Nuova. Quelli sono un po' più simile a te, un po' scemi un po' fascisti!
Flavia de Paoli
Flavia de Paoli Le forze dell'ordine devono proteggere le persone.

lunedì 22 maggio 2017

A PROPOSITO DELLA STRAGE DI CENTOCELLE: ALLEANZA O PROPAGANDA?

Prendo da Facebook. Il titolo sopra è mio. Il contenuto sotto è di Idea Rom Onlus
 
Idea Rom Onlus con Sead Dobreva e altre 47 persone.
2 h ·
ALLEANZA O PROPAGANDA?
Dopo la tragica uccisione delle bambine a Roma, finita sotto gli occhi di tutto il mondo, è stata realizzata una manifestazione che dichiarava alcuni obiettivi, ma ne nascondeva altri.
Tant'è che all'indomani è stata lanciata la nascita di una nuova organizzazione Rom con tanto di sponsorizzazioni già accordate. Tutto già pronto da tempo...
Avevo aderito alla manifestazione in segno di solidarietà con la famiglia delle vittime, schiacciata dal dolore per quanto avvenuto e spaventata dalla crescita dell'intolleranza nei nostri confronti.
Ma oggi me ne vergogno.
Qualcuno aveva suggerito il silenzio, in segno di rispetto, ma altri avevano risposto che si trattava di una tragedia che poteva colpire qualsiasi nostra famiglia....
Eppure non si è avuto alcuna pietà per le lacrime di quella madre. E per qualcuno anche questa occasione è stata buona per mettersi nuovamente in mostra e fare le solite foto sorridenti, come ad una festa. Ci mancava solo la fisarmonica o la performance teatrale.
Ma io dico, non si poteva aspettare qualche giorno, separando nettamente le due questioni, proprio per non dar neanche minimamente l'idea di voler strumentalizzare la morte di quelle creature?
E' proprio per questo che oggi non posso stare in silenzio, neppure di fronte ad altri Rom, soprattutto di fronte ad altri Rom, per la vergogna di aver usato questa triste vicenda per altri scopi.
Ci vuole più rispetto e non si possono affrontare i problemi del nostro popolo usando le peggiori tragedie per altri scopi. Eppure vedo fotografie e inni pieni di orgoglio, anzichè un po' di vergogna.
Incredibili, non potevo crederci, eppure succede, mentre a me vengono i brividi pensando a dove si può arrivare con questi metodi.

Vesna Vuletic

Presidente IDEA ROM Onlus, Torino

giovedì 29 dicembre 2016

MILLANTATORI E MENZOGNE SUI MATRIMONI FORZATI A 9 ANNI E SUI MOTIVI DELL'ABBANDONO SCOLASTICO DELLE BAMBINE ROM E SINTE

Idea Rom Onlus


Sono in Italia da quando ero ragazzina e non ho mai visto il matrimonio di bambine Rom e Sinte di 9 anni, tantopiù con adulti.
Da oltre 25 anni mi occupo di Rom più o meno di tutte le comunità e anche in questo periodo non mi è mai successo di vedere matrimoni di questo tipo.
Da quasi 10 anni dirigo anche l'associazione Idea Rom di Torino (https://www.facebook.com/idearom.onlus) costituita da nostre donne di varie origini nazionali e, anche in questo caso, non abbiamo mai affrontato situazioni del genere.
I matrimoni più giovani di cui ho notizia o memoria risalgono a tanti anni fa e, comunque, riguardavano ragazzine e ragazzini, coetanei, di 15-16 anni.
Ma questi, che già erano casi eccezionali nei nostri paesi d'origine, nel tempo sono andati via via riducendosi anche in Italia, fin quasi a scomparire. Oramai la gran parte delle ragazze si sposano più grandi, tra i 17 e i 20-22 anni, scegliendo da sé il proprio sposo e la propria vita affettiva.
Quando i genitori si oppongono (ad esempio per pregressi litigi fra le famiglie), normalmente le ragazze scappano con i fidanzati, mettendoli di fronte al fatto compiuto.
La questione della dote che alcuni intendono o fraintendono come somma per l'acquisto della sposa sarebbe anche da spiegare meglio, poiché nella maggior parte dei casi è puramente simbolica, è circoscritta a pochissimi gruppi dove è praticata da neanche tutte le famiglie. Ci sono in ogni caso nostre comunità dove la tradizione della dote non è neppure mai esistita.
Il dato di riscontro è dato dall'assenza di denuncie e dall'esiguità di segnalazioni ai Tribunali dei Minori, obbligatorie nel casi di matrimoni (anche di fatto) fra minori di 15 anni.
A scanso di equivoci mi tocca precisare che non sono mai stata favorevole ai matrimoni combinati, figuriamoci a quelli forzati o a quelli fra bambini e adulti.
Però certe iniziative, che da alcuni mesi stanno propagandando una presunta emergenza relativa a questo tipo di matrimoni fra i Rom, mi stanno preoccupando perché possono diffondere un ulteriore e infondato pregiudizio sulle nostre comunità, dando spazio a strumentalizzazioni razziste contro tutto il nostro popolo.
Nel tentativo di approfondire e discutere l'argomento non posso inoltre nascondere una certa preoccupazione rispetto alla demonizzazione di cui sono stata oggetto provando a far presente le mie osservazioni.
Ho provato a discutere l'argomento con alcuni promotori del progetto Terni Bori che affronta il tema, registrando reazioni che quasi immediatamente sono scivolate nell'attacco personale, causando la mia immediata collocazione nella categoria di coloro che amano e difendono i matrimoni forzati fra bambini e adulti (!)
A Torino il prgetto Terni Bori è promosso da Stojanovic Vojislav, rappresentante di varie fantomatiche associazioni di cui non c'è alcuna traccia nei registri comunali, provinciali o nazionali (che prevedono revisioni periodiche sull'effettiva esistenza e sulla regolarità della gestione).
Stojanovic, oltre a agitare l'emergenza del problema dei matrimoni forzati fra bambine e adulti Rom, spiegherebbe con questo motivo la ragione dei tanti abbandoni scolastici da parte delle nostre ragazzine.
Peccato si tratti di una curiosa invenzione di Stojanovic, non supportata da alcun dato e o esperienza personale o lavorativa in ambito scolastico.
Da quel che invece ho potuto capire, sulla base di esperienze e progetti pluriennali, questa "emergenza" degli abbandoni scolastici da parte di bambine Rom costrette al matrimonio NON ESISTE.
Esiste piuttosto il serio problema della qualità degli apprendimenti a cui sono sottoposti i nostri bambini nelle scuole in cui siano "etichettati" come "nomadi". E' difatti molto diffusa la consuetudine di abbassare le aspettative formative nei loro confronti, relegati spesso al fondo dell'aula a disegnare dalla mattina alla sera ("perchè vengono a scuola solo per stare al caldo e mangiare un pasto regolare nella mensa"), senza compiti assegnati a casa ("perchè tanto non li farebbero"), senza convocazioni e colloqui con i genitori ("perchè tanto non verrebbero"), senza progettazioni di alcuna ambizione ("perchè l'istruzione scolastica non fa parte della cultura Rom"), ecc..
L'insuccesso e la dispersione scolastica dei nostri bambini, senza alcuna differenza fra maschi e femmine (se ci si riferisce ai dati e non alle fantasie), è dovuto alla bassa qualità degli apprendimenti ricevuti nella scuola dell'obbligo e che non consentono di affrontare con adeguate competenze alcun ciclo di studi superiori.
Senza voler trascurare altri problemi che meriterebbero una più approfondita analisi (dalle condizioni di vita nei campi nomadi al razzismo percepito e subito da questi bambini in tutte le situazioni della propria vita), il dato di riscontro è quello dei bambini che, pur avendo svolto in assoluta regolarità l'intero ciclo scolastico obbligatorio (magari dalle materne, con frequenze continuative del 100% e nessuna bocciatura), alla fine della terza media sanno a malapena leggere e scrivere (e in molti casi neanche quello).
In una città come Torino, dove dal 1978 il Comune e varie associazioni (comprese quelle che volevano e gestivano la "scuola degli zingari") si sono occupate di scolarizzazione degli "alunni nomadi", nessuno ancora si chiede come sia possibile che nessun Rom proveniente dai campi nomadi abbia mai conseguito un diploma superiore quinquennale e tanto meno laureato.
Adesso, invece, sarebbe arrivato Stojanovic a spiegare che i motivi dell'insuccesso scolastico delle bambine (e quello dei bambini?) stia tutto nei matrimoni precoci, forzati e brutali a cui sarebbero sottoposte dalle nostre famiglie...
Superficialità che purtroppo alimenta solo altro razzismo di cui, almeno in questo caso, potevamo farne a meno.
La fragilità degli argomenti è evidente nella fuga da qualsiasi confronto, anche su questi social network dove Stojanovic si adopera con "blocchi" e camuffamenti che impediscono qualsiasi confronto.
Curioso per chi ambisca e si presenti come paladino di cause collettive, soprattutto, se convinto dei propri argomenti sul tema. Invece tutta l'attività si limita a spacciare per incontri di presentazione del progetto alcune riunioni di commissioni comunali su tutt'altri temi, guarnendo il tutto con fotografie in cui ignari consiglieri comunali vengono immortalati in fotografie in cui afferrano borse di stoffa (con il logo del progetto) disseminate qua e là sui tavoli.
Cooptazioni inconsapevoli e strumentalizzazioni degne di un furbastro da strada, non di chi vorrebbe affrontare seriamente problemi seri.
Se questa difficoltà nel mettersi in discussione e queste modalità di strumentalizzazione sono il presupposto di un lavoro che vorrebbe condannare varie presunte colpe collettive dei Rom (dai matrimoni forzati all'abbandono scolastico, ad esempio), siamo a cavallo e non stiamo vedendo nulla di nuovo rispetto all'epoca delle associazioni pro-Rom che ci infangavano per poter meglio accreditare le loro lucrose mediazioni.
VESNA VULETIC
Presidente Idea Rom Onlus

sabato 9 aprile 2016

IDEA ROM E ASSOCIAZIONE 21 LUGLIO

martedì 9 febbraio 2016

MANCONI, I DIRITTI UMANI, GIUGLIANO E I GHETTI TRAVESTITI DA ECO-VILLAGGI
















IDEA ROM ONLUS

A noi, quella dell'eco-villaggio per i Rom di Giugliano voluta dalla Regione Campania, pare la solita soluzione abitativa differenziata e monoetnica pensata, come al solito, solo per i Rom.
Il solito ghetto, insomma, magari infiocchettato nei periodi iniziali, ma inesorabilmente destinato a fallire ribadendo l'emarginazione sociale dei Rom.
Riportiamo di seguito l'imbarazzante comunicato stampa dell'On. Manconi, Presidente della Commissione Diritti Umani del Senato, sull'argomento.
Cosa ne pensate?
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Manconi: Giugliano esempio per superamento dignitoso campi
“Il campo rom di Giugliano sarà smantellato e le famiglie saranno sistemate in un eco-villaggio di 44 alloggi: questo prevede il protocollo firmato ieri a Napoli dal ministro dell’Interno, dal presidente della Regione Campania e dal sindaco di Giugliano. Con la commissione diritti umani del Senato abbiamo seguito in questi anni, attraverso sopralluoghi e audizioni, le vicende di quel campo orribile allestito su una discarica, in completo abbandono”.
E’ quanto dichiara il senatore del Partito democratico Luigi Manconi.
“Oggi speriamo che la soluzione trovata dalle istituzioni competenti sia in grado di restituire dignità a quelle famiglie – afferma Manconi – già residenti in quel territorio da decenni, e di avviare un percorso concreto di autonomia. L’esempio di Giugliano è emblematico di quale sia la situazione in Italia in merito al superamento dei “campi nomadi” e all’attuazione della Strategia nazionale d’inclusione di Rom, Sinti e Caminanti. A ben quattro anni dall’approvazione di quella Strategia sono ormai evidenti i limiti relativi alla mancanza di un referente a livello governativo in grado non solo di coordinare gli interventi tra i diversi ministeri coinvolti, ma di disporre di strumenti efficaci per coadiuvare l’azione degli enti locali sui territori. Il ruolo di questi ultimi si è rivelato cruciale: laddove le amministrazioni hanno deciso di impegnarsi nel superare i campi attraverso percorsi di inclusione abitativa e sociale per le famiglie. In sintesi, è questa la richiesta da me indirizzata oggi al governo con una lettera al Presidente del Consiglio, ai ministri Alfano e Boschi, al sottosegretario al welfare Biondelli e al presidente dell’Anci Fassino: occorre istituire una struttura, dotata di tutti gli strumenti operativi necessari in termini di raggio d’azione e competenze, al fine di operare direttamente nei diversi territori” conclude l’esponente pd.
(Fonte: Comunicati Stampa Senatori PD)