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sabato 12 maggio 2018

Noi rom, scampati all'attentato al nostro camper - Lettera43.it

Noi rom, scampati all'attentato al nostro camper - Lettera43.it: Paura, isolamento, stanchezza. Parla la famiglia rom scampata dall'incendio doloso del camper in cui viveva.

domenica 11 giugno 2017

TORINO, A UN PASSO DAL POGROM





da Idea Rom
 
Al grido di “vi uccidiamo”, “siete animali”, “vi cacceremo via”, tre giorni fa, il 6 giugno, i comitati anti-rom hanno manifestato a ridosso del campo nomadi di Strada dell’Aeroporto a Torino.

Improvvisamente e senza preavviso una colonna di persone, animate da isteria collettiva e odio razziale e munite di torce accese, è spuntata minacciosa dall’oscurità: rituali che, purtroppo, si ripetono sempre più frequentemente in una “ordinarietà” che li sta progressivamente svuotando della loro essenza criminosa. Nel cielo notturno le fiaccole erano puntate come dei riflettori. Poi alcune sono state lanciate in direzione del campo, fortunatamente troppo lontano per poter essere raggiunto, provocando il panico generale.

“Nessuno aveva preavvisato le famiglie del campo a proposito della manifestazione – racconta Vesna Baxtali Vuletic, presidente di Idea Rom Onlus – con il risultato che alcune donne erano sole al campo con i bambini. Nessun veicolo delle forze dell’ordine era presente preventivamente all’ingresso del campo nomadi per presidiare eventuali situazioni di emergenza.”

Alcune frange del corteo si sono poi staccate, dirigendosi verso le abitazioni più isolate e costringendo molte persone alla fuga in mezzo ai rovi e in direzione del fiume. I bambini sono fuggiti a piedi lungo la tangenziale, tra le macchine che sfrecciavano ad altissima velocità. Molti di loro si sono persi e sono stati poi ritrovati dopo alcune ore, pieni di graffi causati, durante la fuga, dagli arbusti.

C’è una sola parola che restituisce efficacemente quanto accaduto: pogrom, metastasi di un sistema che criminalizza rom, migranti, senza casa, poveri, disoccupati e che esercita il potere in modo sadico, al punto da modificare anche la percezione che i più deboli hanno di sé e della realtà, riducendoli a un sentimento d’impotenza, di fragilità, di solitudine, la condizione dei “sottouomini”.

Il razzismo e la xenofobia possono dare impulso ad accessi di violenza collettiva, a vere e proprie “liturgie” di massa scandite sulla dialettica amico/nemico, a scenari sinistri di cui, purtroppo, la nostra storia è costellata. Gli psicologi delle masse spesso hanno spiegato l’adesione a rituali xenofobi collettivi, riconducendoli alla ricerca di un rifugio di fronte al senso di smarrimento. “Il cerimoniale permette a un gruppo di comportarsi in un modo simbolicamente ordinato così da dare l’impressione di rivelare un universo ordinato; ogni particella acquista la sua identità mediante la semplice interdipendenza con le altre” (Erik Erikson).

Eppure varrebbe la pena interrogarsi non solo sul “perché” le cose accadono ma anche sul “come”.

Quel “come” non è riconducibile solo agli aspetti irrazionali. Sono i dispositivi politici, le strutture giuridiche e le macchine amministrative che fanno apparire accettabile, “ordinario”, se non addirittura socialmente giustificabile, il volto della persecuzione. È quanto si sta verificando col nuovo decreto Minniti – Orlando che rappresenta la “normalizzazione” di una politica che criminalizza i deboli e gli antagonisti e rivela, senza grattare troppo il fondo del barile, un processo in atto di fascistizzazione della società.

(Fonte: Patrizia Buffa - Contropiano)

12 commenti
Commenti
Enrico Olivieri
Enrico Olivieri E poi sempre in quel giorno...odivo orde.... di F16 sorvolare il campo .... e bombardare con missili tomahawk.... senza alcun preavviso .... fortunatamente i fumi sprigionati dai fuochi benedetti ..offuscavano la vista.degli esperti piloti ... e ci donavano il,tempo di metterci in,salvo .... e vissero tutti felici e contenti
Idea Rom Onlus
Idea Rom Onlus Questo s****** che parla di legalità è un avanzo di galera, va a fare il cretino allo stadio e chiede la liberazione di Speziale, l'assassino del carabiniere Raciti ucciso nello stadio di Catania.
Gazmen Gazmen Berisha
Gazmen Gazmen Berisha E un diritto sacrosanto diffendersi sia dall fummo tosico che brucciano sia contro l'anientamento dai nazifascisti,creare immediatamente una forza di combatenti pronti all martirio e eliminare sta feccia italofascista,sono dei sottoumani,creare il pron...Altro...
Idea Rom Onlus
Idea Rom Onlus Gazmen Gazmen Berisha scusa ma noi siamo assolutamente contrari ad ogni azione o reazione violenta. Non crediamo sia quello il modo per poter ottenere dignità e diritti. Ti preghiamo di evitare commenti di questo tipo sulla nostra pagina. Puoi fare tutte le critiche che vuoi, anche contro di noi, ma non incitare per favore alla violenza. Spero tu possa capirci.
Sasha Petternik
Sasha Petternik Meno male ché qualcuno e fato gusta cosa! Si poveri voi tutti sono rasisti vi odiano a voi poveri bravi solo rubate case nostre! Mi viene voglia piangere! Maledeti delikventi!
Idea Rom Onlus
Idea Rom Onlus Sasha se vuoi perdere tempo a scrivere stupidaggini forse è meglio che vai sulla pagina di Forza Nuova. Quelli sono un po' più simile a te, un po' scemi un po' fascisti!
Flavia de Paoli
Flavia de Paoli Le forze dell'ordine devono proteggere le persone.

venerdì 30 dicembre 2016

L'ASSESSORE E IL PUNTO DI VISTA ROM

 

Idea Rom Onlus ha aggiunto 6 nuove foto.
L'ASSESSORE E IL PUNTO DI VISTA ROM
Oggi nel social-housing di via Traves, e poi al campo nomadi di via Germagnano, Idea Rom ci è andata con l'assessore comunale ai Diritti e alle Pari Opportunità del Comune di Torino, Marco Giusta.
Per far toccare con mano la situazione di donne e uomini che ogni giorno a Torino vedono negata la propria dignità.
Le famiglie hanno mostrato le proprie condizioni di vita, la difficoltà d'accesso a diritti e opportunità disponibili per qualsiasi altro cittadino a Torino e le molte vessazioni a cui sono costrette dalle attività di controllo quasi sempre ingiustificate e ingiustamente generalizzate.
Hanno soprattutto descritto la condizione esistenziale di chi è sempre sul punto d'essere scacciato, sia che viva in un insediamento spontaneo, sia che viva in strutture assolutamente precarie che sontuosi progetti hanno invece spacciato come soluzioni abitative di lungo periodo.
Sperando che questa occasione possa servire a portare nella Giunta Comunale di Torino un punto di vista finora inascoltato, quello dei Rom a cui nessuno si rivolge per discutere quella condizione di vita e come poter provare a venirne fuori tutti assieme.
Vesna Vuletic
Presidente Idea Rom Onlus

mercoledì 10 febbraio 2016

Appalto campi rom. Terra del Fuoco: "Il Comune sapeva degli alloggi ed approvò" - ArticoloTre | ArticoloTre - Quotidiano online indipendente e di inchiesta

Appalto campi rom. Terra del Fuoco: "Il Comune sapeva degli alloggi ed approvò" - ArticoloTre | ArticoloTre - Quotidiano online indipendente e di inchiesta

CHI MONITORAVA "CITTA' POSSIBILE" SAPEVA DELLE CASE FATISCENTI DI PROPRIETA' DEL "RAS" DELLE SOFFITTE

CHI MONITORAVA "CITTA' POSSIBILE" SAPEVA DELLE CASE FATISCENTI DI PROPRIETA' DEL "RAS" DELLE SOFFITTE

A proposito dell'autoassoluzione di alcune istituzioni che oggi dichiarano di essere parte lesa di eventuali atti illegali connessi alla gestione del progetto "Città Possibile" appena concluso a Torino.
Ecco di seguito un articolo di stampa in cui emergono retroscena appena intravisti nelle prime notizie riportate dai media sull'inchiesta per turbativa d'asta nell'appalto per i campi Rom di Torino:
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Terra del Fuoco: “Il Comune sapeva degli alloggi ed approvò”
Al Comune di Torino sapevano che la soluzione per sistemare i nomadi sgomberati dal campo di lungo Stura Lazio erano gli alloggi di Giorgio Molino, personaggio noto alle cronache giornalistiche come il 'ras delle soffitte'.
E’ quanto emerso nella conferenza stampa convocata da Terra del Fuoco, presso lo studio dell’avvocato Giampaolo Zancan, che assiste Oliviero Alotto, presidente dell’associazione e indagato dalla procura per turbativa d’asta.
"Nei tavoli di coordinamento del progetto – ha affermato Matteo Saccani, esponente dell'associazione – è stata proposta la disponibilità di 16 appartamenti ed è stato fatto notare che la proprietà era di Molino. I rappresentanti del Comune non ebbero nulla a che eccepire, hanno detto che andava bene e di andare avanti”.
Inoltre la proposta degli alloggi di Molino non è stata avanzata da Terra del Fuoco, ma da Aizo (Associazione Italiana Zingari Oggi).
La procura sostiene che quei sedici appartamenti messi a disposizione dall’immobiliarista Giorgio Molino, fossero privi dei requisiti di abitabilità.
Il presidente di Terra del Fuoco, Oliviero Alotto ha sottolineato che "noi ci siamo sempre opposti al trasferimento in alloggi perchè la soluzione non era nello spirito del progetto; quindi ci siamo via via defilati".
La vicenda. Nel 2012 venne firmata una convenzione tra Città e Prefettura per recuperare le risorse stanziate già dal Ministro Maroni per l’emergenza rom in alcune città, decadute dopo un ricorso e quindi reintegrate grazie al prezioso lavoro svolto dalla Città, in collaborazione con Prefettura e Ministero.
La convenzione prevedeva la progettazione delle azioni da compiere e stabilito di sottoporre ogni intervento all’esame preventivo della Prefettura, con una verifica mensile su documentazione e avanzamento lavori.
Nel dicembre 2013 venne istituito un Comitato di indirizzo per definire priorità e coinvolgere pubblico e privato sociale con esperienze specifiche. Un comitato interassessorile che ha coinvolto Polizia Municipale, Assessorato all’Integrazione, Lavori pubblici, Ambiente, Sistema educativo, Prefettura, Regione Piemonte, Questura, Diocesi, Chiesa ortodossa, Compagnia di San Paolo, ecc. Fu confermata la priorità del superamento del sito di Lungo Stura Lazio, oggetto di un’azione specifica, per criticità igienico-sanitarie, rischio idrogeologico e provvedimento di sequestro dell’area.
Nell’ottobre 2013 nella Gazzetta Ufficiale Europea venne pubblicato il bando per il progetto Città possibile, che prevedeva il superamento totale del campo rom di Lungo Stura Lazio, considerando 600 beneficiari (su 800 censiti) e fissando la scadenza del contratto a dicembre 2015.
Durante la scrittura del progetto per la partecipazione alla gara d’appalto, la Rete temporanea di Imprese aveva previsto che Terra del Fuoco si occupasse degli auto recuperi e autodistruzioni, però con il trascorrere del tempo l’associazione si rese conto che il Comune e RTI stavano impostando il progetto emarginando tale direzione, emergeva anche l’assenza di coraggio politico e il progetto perdeva efficacia.
Pertanto Terra del Fuoco decise di rinunciare a parti di appalto preventivamente concordate, rinunciando di conseguenza ai relativi fondi, in quanto si era snaturato lo spirito dell’intervento.
Chiaramente il caso è del tutto politico e come sostiene l’avvocato Zancan “Non si è perseguito neppure l’interesse economico”.
Sta di fatto che Terra del Fuoco non è stata capofila, ruolo dell’associazione Valdocco, del progetto Citta Possibile, inoltre ha gestito una percentuale di fondi minima, lavorando esclusivamente al Dado di Settimo e rinunciando spontaneamente a parti di un appalto già vinto
Un risultato comunque ottenuto è sotto gli occhi di tutti, lo sgombero del campo rom di Lungo Stura Lazio, modello di inclusione sociale, apprezzato e preso ad esempio dal ministero delle Politiche Sociali.
Falso anche che Terra del Fuoco abbia colpevolmente taciuto lo stato delle cose.
Oliviero Alotto aggiunge “Queste cose le abbiamo dette diverse volte e in tempi non sospetti. , in particolare con la lettera appello del 2 ottobre 2014. Pensiamo che se il Comune avesse risposto al nostro appello le cose sarebbero andate diversamente”.
E ancora “Non siamo usciti dal raggruppamento perché questa azione avrebbe causato l’interruzione dell’appalto, con il conseguente danno diretto alle famiglie rom a alla città, impedendo di fatto il superamento del campo di Lungo Stura Lazio. Ci siamo ridimensionati lavorando solamente su ciò che ritenevamo produttivo”.
Infine la frecciata dell’avvocato Giampaolo Zancan alla procura “Le notizie sul procedimento a carico di Oliviero Allotto le abbiamo ottenute da fonti mediatiche, speriamo che i magistrati ritengano opportuno convocarci”.

(Fonte: Articolo Tre)


ANCORA SU "LA CITTA' POSSIBILE"

CHI MONITORAVA "CITTA' POSSIBILE" SAPEVA DELLE CASE FATISCENTI DI PROPRIETA' DEL "RAS" DELLE SOFFITTEA proposito dell'...

Pubblicato da Idea Rom Onlus su Mercoledì 10 febbraio 2016