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sabato 2 gennaio 2016
La deportazione di Rom e Sinti: Milka torna ad Agnone
Etichette:#rom, #roma, #sinti, #culturaromsinti
#deporatazione di rom e sinti,
#porrajmos,
#rom e sinti
venerdì 18 dicembre 2015
SGOMBERI A TORINO - QUALI DIRITTI UMANI?
TORINO CELEBRA LA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI UMANI PROSEGUENDO LA CACCIA AI ROM: 2 SGOMBERI il 10 DICEMBRETorino...
Posted by Idea Rom Onlus on Giovedì 10 dicembre 2015
sabato 21 marzo 2015
ROM E SINTI: CONSIGLI DI LETTURA
martedì 17 febbraio 2015
Gypsy_Roma_European_migrations_from_15th_century_till_nowadays
leggi qui:
https://www.academia.edu/1132677/Gypsy_Roma_European_migrations_from_15th_century_till_nowadays
............
giovedì 12 febbraio 2015
Proposta di legge di iniziativa popolare “NORME PER LA TUTELA E LE PARI OPPORTUNITA’ DELLA MINORANZA STORICO-LINGUISTICA DEI ROM E DEI SINTI"
Rom e Sinti sono la più grande minoranza europea – oltre 12 milioni distribuiti in tutti i Paesi -; non hanno una terra di riferimento, neppure l’India delle lontane origini, non hanno, come altre minoranze, rivendicazioni territoriali, quindi non hanno mai fatto guerre per rivendicare una patria, non hanno sedi di rappresentanza, sono cittadini del luogo nel quale vivono. Rappresentano quindi il perfetto popolo europeo, ma ciononostante sono il popolo più discriminato d’Europa.
In Italia sin dal 1400 Rom e Sinti sono la minoranza storico-linguistica più svantaggiata e più stigmatizzata nonostante gli obblighi internazionali e comunitari dell’Italia e gli interventi di numerose organizzazioni internazionali, tra cui il Consiglio d’Europa, l’OSCE e l’Unione europea. In Italia Rom e Sinti sono circa 150.000, oltre metà cittadini italiani, ma ciononostante continuiamo ad essere considerati fondamentalmente come “estranei” e “nomadi”. Il “nomadismo” moderno è piuttosto rappresentato dall’essere ancora un popolo che vive ai “confini”, non solo fisici, nel tentativo di costruire dei rapporti di pacifica convivenza e di mantenimento della propria identità, che consiste anche in una concezione di vita, che si può anche definire uno stato dell’anima, un modo di vedere il mondo, lo spazio e il tempo che non si possono omologare.
Anche per questa “irriducibilità” all’omologazione, le amministrazioni pubbliche non hanno mai fatto una politica che non fosse quella del contenimento e della marginalizzazione delegandone la gestione al privato sociale. Eppure la partecipazione di rom e sinti alla vita collettiva con il proprio contributo umano e culturale è fondamentale per superare l’esclusione, la marginalizzazione di un popolo che ha attraversato secoli di discriminazione fino allo sterminio razziale e che non deve rimanere confinato nei ghetti fisici e spirituali, nei quali troppo spesso viene relegato destinandolo all’assistenza e non alla propria responsabilità.
La proposta di legge di iniziativa popolare “NORME PER LA TUTELA E LE PARI OPPORTUNITA’ DELLA MINORANZA STORICO-LINGUISTICA DEI ROM E DEI SINTI “presentata da 14 cittadini italiani in rappresentanza di 47 associazioni rom e sinte il 15 maggio 2014 presso la Corte di Cassazione vuole realizzare gli articoli 3 e 6 della Costituzione che prevedono la pari dignità sociale e l’eguaglianza davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di etnia, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali; la tutela di tutte le minoranze storico-linguistiche con apposite norme; contrastare discriminazione e pregiudizio nei confronti della minoranza rom e sinta che sono causa della scarsa integrazione nella società e soprattutto della marginalizzazione sociale ed economica anche per il loro mancato riconoscimento istituzionale come minoranza.
In Italia sin dal 1400 Rom e Sinti sono la minoranza storico-linguistica più svantaggiata e più stigmatizzata nonostante gli obblighi internazionali e comunitari dell’Italia e gli interventi di numerose organizzazioni internazionali, tra cui il Consiglio d’Europa, l’OSCE e l’Unione europea. In Italia Rom e Sinti sono circa 150.000, oltre metà cittadini italiani, ma ciononostante continuiamo ad essere considerati fondamentalmente come “estranei” e “nomadi”. Il “nomadismo” moderno è piuttosto rappresentato dall’essere ancora un popolo che vive ai “confini”, non solo fisici, nel tentativo di costruire dei rapporti di pacifica convivenza e di mantenimento della propria identità, che consiste anche in una concezione di vita, che si può anche definire uno stato dell’anima, un modo di vedere il mondo, lo spazio e il tempo che non si possono omologare.
Anche per questa “irriducibilità” all’omologazione, le amministrazioni pubbliche non hanno mai fatto una politica che non fosse quella del contenimento e della marginalizzazione delegandone la gestione al privato sociale. Eppure la partecipazione di rom e sinti alla vita collettiva con il proprio contributo umano e culturale è fondamentale per superare l’esclusione, la marginalizzazione di un popolo che ha attraversato secoli di discriminazione fino allo sterminio razziale e che non deve rimanere confinato nei ghetti fisici e spirituali, nei quali troppo spesso viene relegato destinandolo all’assistenza e non alla propria responsabilità.
La proposta di legge di iniziativa popolare “NORME PER LA TUTELA E LE PARI OPPORTUNITA’ DELLA MINORANZA STORICO-LINGUISTICA DEI ROM E DEI SINTI “presentata da 14 cittadini italiani in rappresentanza di 47 associazioni rom e sinte il 15 maggio 2014 presso la Corte di Cassazione vuole realizzare gli articoli 3 e 6 della Costituzione che prevedono la pari dignità sociale e l’eguaglianza davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di etnia, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali; la tutela di tutte le minoranze storico-linguistiche con apposite norme; contrastare discriminazione e pregiudizio nei confronti della minoranza rom e sinta che sono causa della scarsa integrazione nella società e soprattutto della marginalizzazione sociale ed economica anche per il loro mancato riconoscimento istituzionale come minoranza.
Il disegno di legge di iniziativa popolare si articola in diversi punti:
1. la specifica tutela del patrimonio linguistico-culturale della minoranza rom e sinta, con istituti analoghi a quelli previsti dalla legge n. 482/1999 per tutte le altre minoranze (diritto allo studio e all’insegnamento della lingua, diffusione della cultura e delle tradizioni storico-letterarie e musicali);
2. l’incentivo e la tutela delle associazioni composte da Rom e Sinti, conforme alla libertà di associazione prevista dall’articolo 18 della Costituzione per favorire la partecipazione attiva e propositiva alla vita sociale, culturale e politica del Paese;
3. il diritto di vivere nella condizione liberamente scelta di sedentarietà o di itineranza, di abitare in alloggi secondo una pluralità di scelte secondo le norme della Convenzione-quadro per la tutela delle minoranze nazionali di Strasburgo dell’1 febbraio 1995, le raccomandazioni del Consiglio d’Europa, dell’OCSE e della Commissione europea e la Strategia nazionale d'inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Caminanti;
4. norme che sanzionino le discriminazioni fondate sull'appartenenza ad una minoranza linguistica in attuazione del principio costituzionale di eguaglianza senza distinzione di lingua e di etnia.
Chi condivide questo appello condivide la convinzione che il riconoscimento della minoranza rom e sinta, della sua storia, della sua cultura, insomma della sua identità consente di accogliere rom e sinti nella comunità più generale insieme con tutte le altre identità che costituiscono il nostro patrimonio nazionale.
1. la specifica tutela del patrimonio linguistico-culturale della minoranza rom e sinta, con istituti analoghi a quelli previsti dalla legge n. 482/1999 per tutte le altre minoranze (diritto allo studio e all’insegnamento della lingua, diffusione della cultura e delle tradizioni storico-letterarie e musicali);
2. l’incentivo e la tutela delle associazioni composte da Rom e Sinti, conforme alla libertà di associazione prevista dall’articolo 18 della Costituzione per favorire la partecipazione attiva e propositiva alla vita sociale, culturale e politica del Paese;
3. il diritto di vivere nella condizione liberamente scelta di sedentarietà o di itineranza, di abitare in alloggi secondo una pluralità di scelte secondo le norme della Convenzione-quadro per la tutela delle minoranze nazionali di Strasburgo dell’1 febbraio 1995, le raccomandazioni del Consiglio d’Europa, dell’OCSE e della Commissione europea e la Strategia nazionale d'inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Caminanti;
4. norme che sanzionino le discriminazioni fondate sull'appartenenza ad una minoranza linguistica in attuazione del principio costituzionale di eguaglianza senza distinzione di lingua e di etnia.
Chi condivide questo appello condivide la convinzione che il riconoscimento della minoranza rom e sinta, della sua storia, della sua cultura, insomma della sua identità consente di accogliere rom e sinti nella comunità più generale insieme con tutte le altre identità che costituiscono il nostro patrimonio nazionale.
Promotori della proposta di legge di iniziativa popolare:
Dijana Pavlovic, Davide Casadio, Saska Jovanovic, Ernesto Grandini, Manuel Solani, Cen Rinaldi, Yose Bianchi, Giorgio Bezzecchi, Concetta Sarachella, Donatella Ascari, Massimo Lucchesi, Carlo Berini, Paolo Cagna Ninchi, Alessandro Valentino
Adesioni:
Alma Adzovic (mediatrice), Osmani Bairan (AIZO), Rita Bernardini (segretaria nazionale Radicali Italiani), Antun Blazevic (Associazione TheaterRom), Paolo Bonetti (Università Bicocca di Milano), Luca Bravi (storico), Marco Brazzoduro (Associazione Cittadinanza e Minoranze), Alberto Buttaglieri (SOS razzismo), Giuseppe Casucci (Dipartimento immigrazione UIL), Roland Ciulin (giornalista), Giuseppe Civati (parlamentare), Furio Colombo (giornalista), Kurosh Danesh (Dipartimento immigrazione CGIL), Chiara Daniele (ricercatrice), Giancarlo De Cataldo (scrittore), Michele Di Rocco (campione europeo pesi leggeri), Roberto Escobar (Università Statale Milano), Paolo Ferrero (segretario Partito della Rifondazione comunista), Eleonora Forenza (europarlamentare), Mercedes Frias (Associazione Prendiamo la parola), Dori Ghezzi (Fondazione Fabrizio De André), Alfonso Gianni (Fondazione Cercare Ancora), Graziano Halilovic (Associazione Roma onlus), Laura Halilovic (regista), Selly Kane (Dipartimento immigrazione CGIL), Curzio Maltese (europarlamentare), Luigi Manconi (presidente Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani), Filippo Miraglia (ARCI), Moni Ovadia (autore-attore), Francesco Palermo (parlamentare), Marco Pannella (Presidente del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito), David Parenzo (giornalista), Loris Panzeri (GRT), Pino Petruzzelli (autore-attore), Marco Revelli (storico e sociologo), Paolo Rossi (autore-attore), Giuseppe Sangiorgi (Istituto Luigi Sturzo), Angela Scalzo (Dipartimento immigrazione UIL), Pietro Soldini (CGIL nazionale), Giovanna Sorbelli (Associazione EU Donna), Barbara Spinelli (europarlamentare), Santino Spinelli (docente, musicista), Gennaro Spinelli (Associazione FutuRom), Carlo Stassolla (Associazione 21 luglio), Voijslav Stojanovic (Associazione Nonsolorom), Vladimiro Torre (Associazione Them Romanò), Antonio Tosi (Politecnico di Milano), Elena Valdini (Fondazione Fabrizio De André), Tommaso Vitale (Direttore scientifico Master “Governing the Large Metropolis” Sciences Po, Parigi), Alex Zanotelli (missionario comboniano).
Dijana Pavlovic, Davide Casadio, Saska Jovanovic, Ernesto Grandini, Manuel Solani, Cen Rinaldi, Yose Bianchi, Giorgio Bezzecchi, Concetta Sarachella, Donatella Ascari, Massimo Lucchesi, Carlo Berini, Paolo Cagna Ninchi, Alessandro Valentino
Adesioni:
Alma Adzovic (mediatrice), Osmani Bairan (AIZO), Rita Bernardini (segretaria nazionale Radicali Italiani), Antun Blazevic (Associazione TheaterRom), Paolo Bonetti (Università Bicocca di Milano), Luca Bravi (storico), Marco Brazzoduro (Associazione Cittadinanza e Minoranze), Alberto Buttaglieri (SOS razzismo), Giuseppe Casucci (Dipartimento immigrazione UIL), Roland Ciulin (giornalista), Giuseppe Civati (parlamentare), Furio Colombo (giornalista), Kurosh Danesh (Dipartimento immigrazione CGIL), Chiara Daniele (ricercatrice), Giancarlo De Cataldo (scrittore), Michele Di Rocco (campione europeo pesi leggeri), Roberto Escobar (Università Statale Milano), Paolo Ferrero (segretario Partito della Rifondazione comunista), Eleonora Forenza (europarlamentare), Mercedes Frias (Associazione Prendiamo la parola), Dori Ghezzi (Fondazione Fabrizio De André), Alfonso Gianni (Fondazione Cercare Ancora), Graziano Halilovic (Associazione Roma onlus), Laura Halilovic (regista), Selly Kane (Dipartimento immigrazione CGIL), Curzio Maltese (europarlamentare), Luigi Manconi (presidente Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani), Filippo Miraglia (ARCI), Moni Ovadia (autore-attore), Francesco Palermo (parlamentare), Marco Pannella (Presidente del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito), David Parenzo (giornalista), Loris Panzeri (GRT), Pino Petruzzelli (autore-attore), Marco Revelli (storico e sociologo), Paolo Rossi (autore-attore), Giuseppe Sangiorgi (Istituto Luigi Sturzo), Angela Scalzo (Dipartimento immigrazione UIL), Pietro Soldini (CGIL nazionale), Giovanna Sorbelli (Associazione EU Donna), Barbara Spinelli (europarlamentare), Santino Spinelli (docente, musicista), Gennaro Spinelli (Associazione FutuRom), Carlo Stassolla (Associazione 21 luglio), Voijslav Stojanovic (Associazione Nonsolorom), Vladimiro Torre (Associazione Them Romanò), Antonio Tosi (Politecnico di Milano), Elena Valdini (Fondazione Fabrizio De André), Tommaso Vitale (Direttore scientifico Master “Governing the Large Metropolis” Sciences Po, Parigi), Alex Zanotelli (missionario comboniano).
venerdì 2 gennaio 2015
RICONOSCIMENTO DI SINTI E ROM: Appello per una legge
RICONOSCIMENTO DI SINTI E ROM: Appello per una legge che riconosca a rom e sinti ...: Rom e Sinti sono la più grande minoranza europea – oltre 12 milioni distribuiti in tutti i Paesi -; non hanno una terra di riferimento, n...
ASSOCIAZIONE 21 LUGLIO: ROM E SINTI A ROMA
Ci piace l'idea di cominciare il nuovo anno ripercorrendo insieme a voi tutti i rapporti che abbiamo presentato nel 2014.
Ecco "Senza luce": il report che ha finalmente acceso i riflettori sul Best House Rom, il centro di raccolta #rom fuorilegge e senza finestre nella periferia est della Capitale.
Clicca qui per scaricarlo: http://bit.ly/1BfbK2A
martedì 6 maggio 2014
Donne (Rom) invisibili
Fabrizio Casavola e MAHALLA international hanno condiviso un link.
Foto: Alessandro Imbriaco, Posted on 5 maggio 2014 di progettosarsan Casilino 900
Vivere nei "campi rom", senza uno status giuridico, documenti d'identità e possibilità di accedere ai servizi socio sanitari. La vita da "invisibili" delle donne rom. Di Simona Hristian* Quello che, entrando in un
NetworkedBlogs
lunedì 5 maggio 2014
La Madonna degli zingari
Amelia Guarnieri ha condiviso un link.
11 h ·
Un avviso innocuo, inavvertito, all’ingresso dei magnifici portoni di ferro battuto o in legno scolpito. In magiaro e non capisci. Ma se ti trovi a Budapest ed esci per le strade di certi quartieri...
CASARRUBEA.WORDPRESS.COM
venerdì 11 aprile 2014
#Rom e Sinti. È tempo di proibire la pratica dei campi segregati in Italia
8 aprile, giornata internazionale dei Rom e Sinti. È tempo di proibire la pratica dei campi segregati in Italia http://t.co/q5egg3NAAY
giovedì 10 aprile 2014
Case, pane e lavoro contro i pregiudizi
Grazie a Daniele per l'articolo
da http://www.vita.it/societa/immigrazione/case-pane-e-lavoro-contro-i-pregiudizi.html
di Daniele Biella
Si celebra oggi la Giornata internazionale di rom e sinti: ecco tre video realizzati da Ceas onlus e Casa della carità che puntano a ribaltare il sentimento negativo che spesso prende piede verso queste persone. "Nessuno è cattivo solo per le sue origini"
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"Nessuna persona è brava o cattiva solamente per le sue
origini. Sembra banale dirlo, ma la realtà della minoranza rom oggi
impone di ribadirlo. Nessuno di noi ha diritto, in un modo o nell’altro,
di etichettare qualcuno come membro di una minoranza, qualunque essa
sia". Con questa decisa considerazione l'associazione italiana, Ceas onlus, parte delle rete europea del progetto Pairs, celebra oggi 8 aprile la Giornata internazionale di rom e sinti.
"Con circa 10-12 milioni di persone che vivono in Europa, quella rom è
la più grande minoranza del continente. Per decenni queste persone sono
state vittime pregiudizio e discriminazioni. In alcuni momenti storici,
hanno subito anche la schiavitù, le deportazioni e un vero e proprio
sterminio, il porrajmos, nel corso della Seconda Guerra
Mondiale. Sono state spesso ai margini della società e anche oggi molte
di loro, purtroppo, lo sono ancora", spiegano Ceas e gli enti di Pairs
in un comunicato congiunto. "In un mondo in cui i confini sono sempre
più deboli, anche i cittadini della Terra dovrebbero superare i
pregiudizi per vivere in maniera sempre più libera. In molti stati
dell’Europa, anche se non sempre ce ne rendiamo conto, vivono persone
rom che sono studenti e insegnanti, dottori e infermiere, avvocati e
ingegneri, musicisti e artisti".
Per rendere ancora più efficace il proprio messaggio, Ceas e Fondazione Casa della carità hanno diffuso tre video in cui presentano altrettante situazioni simboliche di integrazione, legate alla casa, al cibo e al lavoro.
"Un Paese, qualunque Paese europeo, non può pensare di vivere nella prosperità se migliaia di suoi cittadini sono esclusi dalla società, tagliati fuori da ogni chance di sviluppo. Il potenziale di ciascun cittadino dovrebbe avere la possibilità di dare frutto. Ciascuno dovrebbe essere messo nelle condizioni di contribuire al proprio benessere e a quello dell’intera collettività. Per farlo e per vivere in maniera davvero libera non possiamo continuare a fidarci dei nostri pregiudizi, di paure legate alla religione o all’etnia. Dobbiamo impegnarci in prima persona per abbattere i muri di quelle prigioni mentali che si sono costruite nell’arco di anni, decenni, secoli. Pairs lavora per questo".
Nota: Pairs (qui
la pagina facebook), il cui motto è “condividere le esperienze,
incoraggiare l’inclusione”, è un progetto biennale che coinvolge realtà
di cinque differenti paesi europei (Albania, Bulgaria, Italia, Romania e
Ungheria). L’obiettivo è studiare le buone pratiche continentali per
l’inclusione della popolazione rom, valutarle, migliorarle e diffonderle
per avere un positivo impatto politico a livello locale, nazionale ed
europeo. Per rendere ancora più efficace il proprio messaggio, Ceas e Fondazione Casa della carità hanno diffuso tre video in cui presentano altrettante situazioni simboliche di integrazione, legate alla casa, al cibo e al lavoro.
"Un Paese, qualunque Paese europeo, non può pensare di vivere nella prosperità se migliaia di suoi cittadini sono esclusi dalla società, tagliati fuori da ogni chance di sviluppo. Il potenziale di ciascun cittadino dovrebbe avere la possibilità di dare frutto. Ciascuno dovrebbe essere messo nelle condizioni di contribuire al proprio benessere e a quello dell’intera collettività. Per farlo e per vivere in maniera davvero libera non possiamo continuare a fidarci dei nostri pregiudizi, di paure legate alla religione o all’etnia. Dobbiamo impegnarci in prima persona per abbattere i muri di quelle prigioni mentali che si sono costruite nell’arco di anni, decenni, secoli. Pairs lavora per questo".
La Giornata mondiale del popolo Rom e Sinto, da oltre cinque secoli cittadini italiani discriminati

Bezzecchi Giorgio consiglia un articolo su la Repubblica.
Federazione rom e sinti insieme
AMNESTY : L'EUROPA DEVE CONTRASTARE LA DISCRIMINAZIONE DI ROM E SINTI
Amnesty
International: giornata internazionale rom e sinti
Una
donna rom tiene in braccio un bambino in un campo nomadi (©Getty
Images)
Scritto
da: Amnesty
International Data: 08
aprile 2014 In: Comunicati
Stampa, Cultura
E Media, Diritti
Umani, Non
Discriminazione, Nonviolenza.
Pubblicato da Pressenza IPA.
Comunicato
di Amnesty International
Roma,
8 aprile 2014 -
In occasione della Giornata internazionale dei rom e dei sinti, che
si celebra ogni anno l’8 aprile, Amnesty International ha
denunciato che gli stati europei non stanno contrastando, e anzi in
alcuni casi alimentano, la discriminazione, le intimidazioni e le
violenze nei confronti dei rom.
“In
Europa, negli ultimi anni, vi è stata una rilevante crescita della
violenza anti-rom. La risposta a questo fenomeno allarmante e’
stata clamorosamente inadeguata. E’ inaccettabile che nell’Europa
moderna di oggi le comunità rom debbano vivere sotto la costante
minaccia della violenza e di attacchi simili ai pogrom” – ha
dichiarato John Dalhuisen, direttore del Programma Europa e Asia
Centrale di Amnesty International.
“Troppo
spesso i leader europei si mostrano compiacenti verso i pregiudizi
che alimentano la violenza contro i rom, definendoli persone asociali
e indesiderate. Se da un lato, in generale, condannano i più gravi
episodi di violenza contro i rom, dall’altro le autorità sono
riluttanti a riconoscerne l’effettiva dimensione e sono lenti a
contrastarla. Da parte sua, l’Unione europea si è mostrata restia
a contestare agli stati membri la sistematica e fin troppo evidente
discriminazione nei confronti dei rom” – ha aggiunto Dalhuisen.
In
un rapporto diffuso oggi, intitolato “Chiediamo giustizia. L’Europa
non protegge i rom dalla violenza razzista”, Amnesty International
prende in esame la violenza e le intimidazioni motivate dall’odio
compiute da rappresentanti dello stato e da comuni cittadini in
Francia, Grecia e Repubblica Ceca, esempi di una situazione
trasversale a tutto il continente.
“In
molti casi, le autorità preposte al mantenimento dell’ordine
pubblico non impediscono gli attacchi razzisti e non garantiscono che
il movente di odio sia indagato adeguatamente e che gli autori di
tali attacchi siano portati di fronte alla giustizia” – ha
sottolineato Dalhuisen.
I
governi europei non tutelano le comunità rom da piu’ punti di
vista: discriminazione, sgomberi forzati, segregazione e
un’istruzione al di sotto degli standard sono la norma in molti
paesi.
“L’Unione
europea ha un complesso legislativo a sua disposizione per assicurare
che la violenza discriminatoria e la discriminazione in quanto tale
siano contrastate. Tuttavia la Commissione europea, che ha il compito
di supervisionare l’applicazione della legislazione comunitaria
negli stati membri, non si è ancora impegnata in un’azione chiara
e decisiva per affrontare la violenza e la discriminazione nei
confronti dei rom all’interno degli stati membri” – ha concluso
Dalhuisen.
In
occasione della Giornata internazionale dei rom e dei sinti, Amnesty
International chiede ai governi nazionali e all’Unione europea un
impegno visibile e tangibile per sradicare il flagello della
discriminazione, dell’intolleranza e della violenza contro i rom
nel continente.
Repubblica
Ceca
Nell’estate
e nell’autunno del 2013, gruppi di estrema destra hanno organizzato
proteste anti-rom in decine di citta’ e villaggi di tutto il paese,
ricorrendo a sistematiche intimidazioni nei confronti delle comunita’
rom. Ad esempio, tra giugno e ottobre, estremisti di destra e
abitanti hanno svolto marce a scadenza regolare in un quartiere di
České Budějovice dopo una lite tra adulti rom e non rom in un
campo da gioco per bambini.
Stefan,
un rom, ha dichiarato ad Amnesty International: “Alcune persone non
si rendono conto che [durante quelle manifestazioni, i rom] devono
rimanere chiusi in un unico posto, che i bambini hanno paura. Durano
tutto il giorno e ci lasciano traumatizzati. Nessuno merita di vivere
un’esperienza del genere. È già successo durante la guerra e
penso che oggi, nel 2013, nel XXI secolo, non dobbiamo provarlo di
nuovo”.
Francia
Dopo
aver lasciato i loro paesi a causa della discriminazione, molti dei
20.000 rom che si trovano in Francia vivono in insediamenti informali
dove raramente hanno accesso a servizi essenziali come quelli
igienico-sanitari e l’acqua. Vengono spesso sottoposti a sgomberi
forzati, intimiditi dalla polizia o da altri cittadini e a volte
attaccati.
La
sera del 22 novembre 2011, a Marsiglia, la polizia fece irruzione
nell’insediamento informale vicino alla chiesa di St. Martin
d’Arenc per eseguire lo sgombero forzato di 10 famiglie rom. Gli
agenti lanciarono lacrimogeni dentro le tende dove i bambini stavano
dormendo, per poi distruggerle insieme ad altri effetti personali.
R.
fu picchiato dagli agenti: “Volevo fuggire ma non riuscivo a
vedere niente, a un certo punto ho visto un cancello ma quando stavo
per raggiungerlo ho sentito come se mi si fosse rotta una gamba. Poi
non ricordo piu’ nulla”. R. è stato operato per una frattura al
femore e ha trascorso sei mesi in un centro di riabilitazione.
Generalmente,
i migranti rom di Marsiglia non denunciano i casi di intimidazione e
di violenza perché non hanno fiducia nella polizia e temono
ulteriori conseguenze. S., un assistente sociale rom che viveva in un
campo informale, ha dichiarato ad Amnesty International: “I rom
hanno davvero il terrore della polizia. Nel mio lavoro, mi capita
regolarmente di accompagnare i bambini rom in ospedale per le cure
mediche e appena vedono la polizia hanno paura”.
Grecia
I 250 – 350.000 rom residenti in Grecia sono l’anello finale di una catena di trattamenti discriminatori che va avanti da generazioni.
I 250 – 350.000 rom residenti in Grecia sono l’anello finale di una catena di trattamenti discriminatori che va avanti da generazioni.
Nel
2012 e nel 2013 la comunità rom di Etokilo, nella Grecia
occidentale, ha subito una lunga serie di attacchi in stile pogrom.
Irini
ha raccontato ad Amnesty International cosa è successo il 4 gennaio
2013, quando una settantina di persone lanciarono bombe molotov,
pietre e travi di legno contro le abitazioni dei rom: “Quando li
vidi arrivare, presi i miei figli e ci chiudemmo dentro casa. Loro
piangevano, gridavano… Io ero terrorizzata. [Gli aggressori] li
conoscevo quasi tutti, eravamo cresciuti insieme. Lanciarono una
bottiglia di vetro contro la finestra e la casa prese fuoco”.
Quel
giorno, sei case e quattro automobili vennero incendiate o
danneggiate. Molti rom hanno raccontato ad Amnesty International di
essersi sentiti traditi dalla polizia. Uno di loro ha detto:
“Dall’interno della mia abitazione vedevo due agenti. Stavano lì
fermi a osservare, chiedendo alle persone di smetterla. Non hanno
fatto nient’altro”.
Ulteriori
informazioni
Il
rapporto che Amnesty International pubblica oggi non menziona
l’Italia ma ciò non significa che il paese sia estraneo ai crimini
d’odio, anche, ma non solo, nei confronti dei rom.
Tra
gli episodi di cronaca degli ultimi anni, Amnesty International
ricorda l’attacco al campo rom della Continassa nel quartiere
Vallette di Torino, nel dicembre 2011; le massicce minacce e
intimidazioni alla comunità rom di Pescara nel maggio 2012, quando a
seguito di un omicidio compiuto da un rom, molti membri della
comunità rimasero chiusi nelle loro case o si allontanarono dalla
città per il timore di violenze; l’attacco con lanci di pietre
contro il campo rom di Dione Cassio a Milano (nei pressi di viale
Ungheria), nell’aprile 2013.
Questi e altri precedenti attacchi sono stati spesso accompagnati da affermazioni discriminatorie da parte di autorita’ nazionali e locali, che stigmatizzavano i rom e li collegavano a problemi di sicurezza.
Questi e altri precedenti attacchi sono stati spesso accompagnati da affermazioni discriminatorie da parte di autorita’ nazionali e locali, che stigmatizzavano i rom e li collegavano a problemi di sicurezza.
Nonostante
la legge Mancino-Reale tuteli le persone vittima di crimini di odio
per motivi etnici e di razza, molto resta da fare per prevenire e
rafforzare la tutela dei rom e non solo, come ha anche ricordato nel
2012 il Comitato delle Nazioni Unite per l’eliminazione della
discriminazione razziale.
In
occasione dell’8 aprile un gruppo di associazioni e organizzazioni
non governative impegnate nella difesa dei diritti umani della
comunità rom di Roma – tra cui Amnesty International Italia,
Popica onlus, Rete Territoriale Roma Est, Cittadinanza e minoranze,
ATD Quarto Mondo – ha scritto al sindaco Ignazio Marino chiedendo
di fermare la segregazione abitativa dei rom nei campi autorizzati e
che le risorse economiche destinate al rifacimento del “villaggio
attrezzato” di via della Cesarina siano invece investite in
progetti per la realizzazione del diritto a un alloggio adeguato e
l’inclusione sociale per le famiglie rom attualmente accolte nel
centro di accoglienza denominato “Best House Rom” e per le
famiglie non rom in condizione di disagio abitativo.
Leggi
il rapporto Chiediamo
giustizia. L’Europa non protegge i rom dalla violenza razzista in
inglese.
lunedì 7 aprile 2014
8 aprile 2014, le associazioni dei Rom e dei Sinti lanciano la campagna nazionale
8 aprile 2014, le associazioni dei Rom e dei Sinti lanciano la campagna nazionale
8
aprile 2014 43° Giornata internazionale del popolo rom e sinto. Le
associazioni dei Rom e dei Sinti lanciano la campagna nazionale per
il riconoscimento giuridico della minoranza storico-linguistica rom e
sinta in ItaliaL’8 aprile cade la 43.ma ricorrenza del Romano Dives, la Giornata internazionale del popolo rom e sinto. In questa occasione la Federazione Rom e Sinti Insieme (formata da 27associazioni che operano a livello locale, regionale e interregionale) e le ass...Continua a leggere
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