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venerdì 18 dicembre 2015

SGOMBERI A TORINO - QUALI DIRITTI UMANI?

TORINO CELEBRA LA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI UMANI PROSEGUENDO LA CACCIA AI ROM: 2 SGOMBERI il 10 DICEMBRETorino...

Posted by Idea Rom Onlus on Giovedì 10 dicembre 2015

sabato 21 marzo 2015

ROM E SINTI: CONSIGLI DI LETTURA

  • Le politiche di integrazione urbana e la marginalità. il caso ...

    www.lavoro.gov.it/Strumenti/.../INTEGRAZIONE_URBANA.pdf
    Le politiche di integrazione urbana e la marginalità: il caso dei Rom e Sinti in Italia. 8 bro Bianco sul Welfare(2) del Ministero delle Poli- tiche del lavoro e delle  ...
  • Le origini della segregazione urbana dei rom nell'Italia ...

    https://embodiednationalisms.wordpress.com/.../lorigine-della-segregazio...
    30 nov 2013 - [English version here] Perchè esistono i campi nomadi? Quando nel 2007-2008 iniziai la mia etnografia dei campi nomadi a Firenze ero ...
  • L'allievo di origine rom :: Progetto A.L.I.A.S. :: Approccio alla ...

    venus.unive.it/aliasve/index.php?name=EZCMS&page_id=356
    d) Per le questioni che riguardano i "campi nomadi" è fondamentale L' urbanistica del disprezzo. Società italiana e campi rom, a cura di Piero Brunello, Roma,  ...
  • Inchiesta sui campi rom | Tommaso Vitale - Academia.edu

    www.academia.edu/11517684/Inchiesta_sui_campi_rom
    Ottobre 2015 Urba Rom Italia INCHIESTA SUI CAMPI ROM a cura di Tommaso Vitale Abbiamo un gran bisogno di capire, di conoscere. Di conoscerci  ...
  • Bibliografia - Progetto ComInRom

    www.cominrom.it/risorse-rom/bibliografia/
    Storia vissuta dei rom dasikhanè in Italia, Multimage 2000, Firenze. ... BRUNELLO P. (a cura di), 1996a, L'Urbanistica del Disprezzo. Campi rom e Società  ...
  • www.gfbv.it/3dossier/sinti-rom/20041026-it.html
    26 ott 2004 - I campi rom in Italia e la salute dei bambini, di Lorenzo Monasta, sociologo ... per Rom e Sinti, con evidenti ripercussioni in ambito urbano.
  • ARTI CIVICHE: Una città a Parte. L'apartheid dei Rom in Italia

    articiviche.blogspot.com/2012/.../una-citta-parte-lapartheid-dei-rom-in.ht...
    02 gen 2012 - Anche la storia dell'abitare rom in Italia ha una lunga letteratura, è la storia dell'urbanistica del disprezzo (9) che da secoli li ha cacciati dalle  ...
  • giovedì 12 febbraio 2015

    Proposta di legge di iniziativa popolare “NORME PER LA TUTELA E LE PARI OPPORTUNITA’ DELLA MINORANZA STORICO-LINGUISTICA DEI ROM E DEI SINTI"

    Rom e Sinti sono la più grande minoranza europea – oltre 12 milioni distribuiti in tutti i Paesi -; non hanno una terra di riferimento, neppure l’India delle lontane origini, non hanno, come altre minoranze, rivendicazioni territoriali, quindi non hanno mai fatto guerre per rivendicare una patria, non hanno sedi di rappresentanza, sono cittadini del luogo nel quale vivono. Rappresentano quindi il perfetto popolo europeo, ma ciononostante sono il popolo più discriminato d’Europa.
    In Italia sin dal 1400 Rom e Sinti sono la minoranza storico-linguistica più svantaggiata e più stigmatizzata nonostante gli obblighi internazionali e comunitari dell’Italia e gli interventi di numerose organizzazioni internazionali, tra cui il Consiglio d’Europa, l’OSCE e l’Unione europea. In Italia Rom e Sinti sono circa 150.000, oltre metà cittadini italiani, ma ciononostante continuiamo ad essere considerati fondamentalmente come “estranei” e “nomadi”. Il “nomadismo” moderno è piuttosto rappresentato dall’essere ancora un popolo che vive ai “confini”, non solo fisici, nel tentativo di costruire dei rapporti di pacifica convivenza e di mantenimento della propria identità, che consiste anche in una concezione di vita, che si può anche definire uno stato dell’anima, un modo di vedere il mondo, lo spazio e il tempo che non si possono omologare.
    Anche per questa “irriducibilità” all’omologazione, le amministrazioni pubbliche non hanno mai fatto una politica che non fosse quella del contenimento e della marginalizzazione delegandone la gestione al privato sociale. Eppure la partecipazione di rom e sinti alla vita collettiva con il proprio contributo umano e culturale è fondamentale per superare l’esclusione, la marginalizzazione di un popolo che ha attraversato secoli di discriminazione fino allo sterminio razziale e che non deve rimanere confinato nei ghetti fisici e spirituali, nei quali troppo spesso viene relegato destinandolo all’assistenza e non alla propria responsabilità.
    La proposta di legge di iniziativa popolare  “NORME PER LA TUTELA E LE PARI OPPORTUNITA’ DELLA MINORANZA STORICO-LINGUISTICA DEI ROM E DEI SINTI “presentata da 14 cittadini italiani in rappresentanza di 47 associazioni rom e sinte il 15 maggio 2014 presso la Corte di Cassazione vuole realizzare gli articoli 3 e 6 della Costituzione che prevedono la pari dignità sociale e l’eguaglianza davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di etnia, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali; la tutela di tutte le minoranze storico-linguistiche con apposite norme; contrastare discriminazione e pregiudizio nei confronti della minoranza rom e sinta che sono causa della scarsa integrazione nella società e soprattutto della marginalizzazione sociale ed economica anche per il loro mancato riconoscimento istituzionale come minoranza.
    Il disegno di legge di iniziativa popolare si articola in diversi punti:
    1. la specifica tutela del patrimonio linguistico-culturale della minoranza rom e sinta, con istituti analoghi a quelli previsti dalla legge n. 482/1999 per tutte le altre minoranze (diritto allo studio e all’insegnamento della lingua, diffusione della cultura e delle tradizioni storico-letterarie e musicali);
    2. l’incentivo e la tutela delle associazioni composte da Rom e Sinti, conforme alla libertà di associazione prevista dall’articolo 18 della Costituzione per favorire la partecipazione attiva e propositiva alla vita sociale, culturale e politica del Paese;
    3. il diritto di vivere nella condizione liberamente scelta di sedentarietà o di itineranza, di abitare in alloggi secondo una pluralità di scelte secondo le norme della Convenzione-quadro per la tutela delle minoranze nazionali di Strasburgo dell’1 febbraio 1995, le raccomandazioni del Consiglio d’Europa, dell’OCSE e della Commissione europea e la Strategia nazionale d'inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Caminanti;
    4. norme che sanzionino le discriminazioni fondate sull'appartenenza ad una minoranza linguistica in attuazione del principio costituzionale di eguaglianza senza distinzione di lingua e di etnia.
    Chi condivide questo appello condivide la convinzione che il riconoscimento della minoranza rom e sinta, della sua storia, della sua cultura, insomma della sua identità consente di accogliere rom e sinti nella comunità più generale insieme con tutte le altre identità che costituiscono il nostro patrimonio nazionale.
    Promotori della proposta di legge di iniziativa popolare:
    Dijana Pavlovic, Davide Casadio, Saska Jovanovic, Ernesto Grandini, Manuel Solani, Cen Rinaldi, Yose Bianchi, Giorgio Bezzecchi, Concetta Sarachella, Donatella Ascari, Massimo Lucchesi, Carlo Berini, Paolo Cagna Ninchi, Alessandro Valentino
    Adesioni:
    Alma Adzovic (mediatrice), Osmani Bairan (AIZO), Rita Bernardini (segretaria nazionale Radicali Italiani), Antun Blazevic (Associazione TheaterRom), Paolo Bonetti (Università Bicocca di Milano), Luca Bravi (storico), Marco Brazzoduro (Associazione Cittadinanza e Minoranze), Alberto Buttaglieri (SOS razzismo), Giuseppe Casucci (Dipartimento immigrazione UIL), Roland Ciulin (giornalista), Giuseppe Civati (parlamentare), Furio Colombo (giornalista), Kurosh Danesh (Dipartimento immigrazione CGIL), Chiara Daniele (ricercatrice), Giancarlo De Cataldo (scrittore), Michele Di Rocco (campione europeo pesi leggeri), Roberto Escobar (Università Statale Milano), Paolo Ferrero (segretario Partito della Rifondazione comunista), Eleonora Forenza (europarlamentare), Mercedes Frias (Associazione Prendiamo la parola), Dori Ghezzi (Fondazione Fabrizio De André), Alfonso Gianni (Fondazione Cercare Ancora), Graziano Halilovic (Associazione Roma onlus), Laura Halilovic (regista), Selly Kane (Dipartimento immigrazione CGIL), Curzio Maltese (europarlamentare), Luigi Manconi (presidente Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani), Filippo Miraglia (ARCI), Moni Ovadia (autore-attore), Francesco Palermo (parlamentare), Marco Pannella (Presidente del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito), David Parenzo (giornalista), Loris Panzeri (GRT), Pino Petruzzelli (autore-attore), Marco Revelli (storico e sociologo), Paolo Rossi (autore-attore), Giuseppe Sangiorgi (Istituto Luigi Sturzo), Angela Scalzo (Dipartimento immigrazione UIL), Pietro Soldini (CGIL nazionale), Giovanna Sorbelli (Associazione EU Donna), Barbara Spinelli (europarlamentare), Santino Spinelli (docente, musicista), Gennaro Spinelli (Associazione FutuRom), Carlo Stassolla (Associazione 21 luglio), Voijslav Stojanovic (Associazione Nonsolorom), Vladimiro Torre (Associazione Them Romanò), Antonio Tosi (Politecnico di Milano), Elena Valdini (Fondazione Fabrizio De André), Tommaso Vitale (Direttore scientifico Master “Governing the Large Metropolis” Sciences Po, Parigi), Alex Zanotelli (missionario comboniano).

    venerdì 2 gennaio 2015

    RICONOSCIMENTO DI SINTI E ROM: Appello per una legge

    RICONOSCIMENTO DI SINTI E ROM: Appello per una legge che riconosca a rom e sinti ...: Rom e Sinti sono la più grande minoranza europea – oltre 12 milioni distribuiti in tutti i Paesi -; non hanno una terra di riferimento, n...

    ASSOCIAZIONE 21 LUGLIO: ROM E SINTI A ROMA


    Ci piace l'idea di cominciare il nuovo anno ripercorrendo insieme a voi tutti i rapporti che abbiamo presentato nel 2014.
    Ecco "Senza luce": il report che ha finalmente acceso i riflettori sul Best House Rom, il centro di raccolta ‪#‎rom‬ fuorilegge e senza finestre nella periferia est della Capitale.
    Clicca qui per scaricarlo: http://bit.ly/1BfbK2A

    martedì 6 maggio 2014

    Donne (Rom) invisibili

     
     
    Foto: Alessandro Imbriaco, Posted on 5 maggio 2014 di progettosarsan Casilino 900
    Vivere nei "campi rom", senza uno status giuridico, documenti d'identità e possibilità di accedere ai servizi socio sanitari. La vita da "invisibili" delle donne rom. Di Simona Hristian* Quello che, entrando in un
    NetworkedBlogs

    lunedì 5 maggio 2014

    La Madonna degli zingari


    Amelia Guarnieri ha condiviso un link.
    11 h · 
    Un avviso innocuo, inavvertito, all’ingresso dei magnifici portoni di ferro battuto o in legno scolpito. In magiaro e non capisci. Ma se ti trovi a Budapest ed esci per le strade di certi quartieri...
    CASARRUBEA.WORDPRESS.COM

    venerdì 11 aprile 2014

    #Rom e Sinti. È tempo di proibire la pratica dei campi segregati in Italia

    8 aprile, giornata internazionale dei Rom e Sinti. È tempo di proibire la pratica dei campi segregati in Italia http://t.co/q5egg3NAAY

    giovedì 10 aprile 2014

    Case, pane e lavoro contro i pregiudizi

     Grazie a Daniele per l'articolo


    da http://www.vita.it/societa/immigrazione/case-pane-e-lavoro-contro-i-pregiudizi.html

    di Daniele Biella

    Si celebra oggi la Giornata internazionale di rom e sinti: ecco tre video realizzati da Ceas onlus e Casa della carità che puntano a ribaltare il sentimento negativo che spesso prende piede verso queste persone. "Nessuno è cattivo solo per le sue origini"

    pane
    Un fermo immagine di uno dei tre video diffusi oggi da Ceas Marotta e Casa della Carità
    "Nessuna persona è brava o cattiva solamente per le sue origini. Sembra banale dirlo, ma la realtà della minoranza rom oggi impone di ribadirlo. Nessuno di noi ha diritto, in un modo o nell’altro, di etichettare qualcuno come membro di una minoranza, qualunque essa sia". Con questa decisa considerazione l'associazione italiana, Ceas onlus, parte delle rete europea del progetto Pairs, celebra oggi 8 aprile la Giornata internazionale di rom e sinti.
    "Con circa 10-12 milioni di persone che vivono in Europa, quella rom è la più grande minoranza del continente. Per decenni queste persone sono state vittime pregiudizio e discriminazioni. In alcuni momenti storici, hanno subito anche la schiavitù, le deportazioni e un vero e proprio sterminio, il porrajmos, nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Sono state spesso ai margini della società e anche oggi molte di loro, purtroppo, lo sono ancora", spiegano Ceas e gli enti di Pairs in un comunicato congiunto. "In un mondo in cui i confini sono sempre più deboli, anche i cittadini della Terra dovrebbero superare i pregiudizi per vivere in maniera sempre più libera. In molti stati dell’Europa, anche se non sempre ce ne rendiamo conto, vivono persone rom che sono studenti e insegnanti, dottori e infermiere, avvocati e ingegneri, musicisti e artisti".

    Per rendere ancora più efficace il proprio messaggio, Ceas e Fondazione Casa della carità hanno diffuso tre video in cui presentano altrettante situazioni simboliche di integrazione, legate alla casa, al cibo e al lavoro.

    "Un Paese, qualunque Paese europeo, non può pensare di vivere nella prosperità se migliaia di suoi cittadini sono esclusi dalla società, tagliati fuori da ogni chance di sviluppo. Il potenziale di ciascun cittadino dovrebbe avere la possibilità di dare frutto. Ciascuno dovrebbe essere messo nelle condizioni di contribuire al proprio benessere e a quello dell’intera collettività. Per farlo e per vivere in maniera davvero libera non possiamo continuare a fidarci dei nostri pregiudizi, di paure legate alla religione o all’etnia. Dobbiamo impegnarci in prima persona per abbattere i muri di quelle prigioni mentali che si sono costruite nell’arco di anni, decenni, secoli. Pairs lavora per questo".
    Nota: Pairs (qui la pagina facebook), il cui motto è “condividere le esperienze, incoraggiare l’inclusione”, è un progetto biennale che coinvolge realtà di cinque differenti paesi europei (Albania, Bulgaria, Italia, Romania e Ungheria). L’obiettivo è studiare le buone pratiche continentali per l’inclusione della popolazione rom, valutarle, migliorarle e diffonderle per avere un positivo impatto politico a livello locale, nazionale ed europeo. 

    La Giornata mondiale del popolo Rom e Sinto, da oltre cinque secoli cittadini italiani discriminati

    AMNESTY : L'EUROPA DEVE CONTRASTARE LA DISCRIMINAZIONE DI ROM E SINTI


    Amnesty International: giornata internazionale rom e sinti


     Una donna rom tiene in braccio un bambino in un campo nomadi (©Getty Images)
    Scritto da: Amnesty International Data: 08 aprile 2014 In: Comunicati StampaCultura E MediaDiritti UmaniNon DiscriminazioneNonviolenza. Pubblicato da Pressenza IPA.

    Comunicato di Amnesty International
    Roma, 8 aprile 2014 - In occasione della Giornata internazionale dei rom e dei sinti, che si celebra ogni anno l’8 aprile, Amnesty International ha denunciato che gli stati europei non stanno contrastando, e anzi in alcuni casi alimentano, la discriminazione, le intimidazioni e le violenze nei confronti dei rom.
    In Europa, negli ultimi anni, vi è stata una rilevante crescita della violenza anti-rom. La risposta a questo fenomeno allarmante e’ stata clamorosamente inadeguata. E’ inaccettabile che nell’Europa moderna di oggi le comunità rom debbano vivere sotto la costante minaccia della violenza e di attacchi simili ai pogrom” – ha dichiarato John Dalhuisen, direttore del Programma Europa e Asia Centrale di Amnesty International.
    Troppo spesso i leader europei si mostrano compiacenti verso i pregiudizi che alimentano la violenza contro i rom, definendoli persone asociali e indesiderate. Se da un lato, in generale, condannano i più gravi episodi di violenza contro i rom, dall’altro le autorità sono riluttanti a riconoscerne l’effettiva dimensione e sono lenti a contrastarla. Da parte sua, l’Unione europea si è mostrata restia a contestare agli stati membri la sistematica e fin troppo evidente discriminazione nei confronti dei rom” – ha aggiunto Dalhuisen.
    In un rapporto diffuso oggi, intitolato “Chiediamo giustizia. L’Europa non protegge i rom dalla violenza razzista”, Amnesty International prende in esame la violenza e le intimidazioni motivate dall’odio compiute da rappresentanti dello stato e da comuni cittadini in Francia, Grecia e Repubblica Ceca, esempi di una situazione trasversale a tutto il continente.  
    In molti casi, le autorità preposte al mantenimento dell’ordine pubblico non impediscono gli attacchi razzisti e non garantiscono che il movente di odio sia indagato adeguatamente e che gli autori di tali attacchi siano portati di fronte alla giustizia” – ha sottolineato Dalhuisen.
    I governi europei non tutelano le comunità rom da piu’ punti di vista: discriminazione, sgomberi forzati, segregazione e un’istruzione al di sotto degli standard sono la norma in molti paesi.
    L’Unione europea ha un complesso legislativo a sua disposizione per assicurare che la violenza discriminatoria e la discriminazione in quanto tale siano contrastate. Tuttavia la Commissione europea, che ha il compito di supervisionare l’applicazione della legislazione comunitaria negli stati membri, non si è ancora impegnata in un’azione chiara e decisiva per affrontare la violenza e la discriminazione nei confronti dei rom all’interno degli stati membri” – ha concluso Dalhuisen.
    In occasione della Giornata internazionale dei rom e dei sinti, Amnesty International chiede ai governi nazionali e all’Unione europea un impegno visibile e tangibile per sradicare il flagello della discriminazione, dell’intolleranza e della violenza contro i rom nel continente.
    Repubblica Ceca 
    Nell’estate e nell’autunno del 2013, gruppi di estrema destra hanno organizzato proteste anti-rom in decine di citta’ e villaggi di tutto il paese, ricorrendo a sistematiche intimidazioni nei confronti delle comunita’ rom. Ad esempio, tra giugno e ottobre, estremisti di destra e abitanti hanno svolto marce a scadenza regolare in un quartiere di České Budějovice dopo una lite tra adulti rom e non rom in un campo da gioco per bambini.
    Stefan, un rom, ha dichiarato ad Amnesty International: “Alcune persone non si rendono conto che [durante quelle manifestazioni, i rom] devono rimanere chiusi in un unico posto, che i bambini hanno paura. Durano tutto il giorno e ci lasciano traumatizzati. Nessuno merita di vivere un’esperienza del genere. È già successo durante la guerra e penso che oggi, nel 2013, nel XXI secolo, non dobbiamo provarlo di nuovo”.
    Francia 
    Dopo aver lasciato i loro paesi a causa della discriminazione, molti dei 20.000 rom che si trovano in Francia vivono in insediamenti informali dove raramente hanno accesso a servizi essenziali come quelli igienico-sanitari e l’acqua. Vengono spesso sottoposti a sgomberi forzati, intimiditi dalla polizia o da altri cittadini e a volte attaccati.
    La sera del 22 novembre 2011, a Marsiglia, la polizia fece irruzione nell’insediamento informale vicino alla chiesa di St. Martin d’Arenc per eseguire lo sgombero forzato di 10 famiglie rom. Gli agenti lanciarono lacrimogeni dentro le tende dove i bambini stavano dormendo, per poi distruggerle insieme ad altri effetti personali.
    R.  fu picchiato dagli agenti: “Volevo fuggire ma non riuscivo a vedere niente, a un certo punto ho visto un cancello ma quando stavo per raggiungerlo ho sentito come se mi si fosse rotta una gamba. Poi non ricordo piu’ nulla”. R. è stato operato per una frattura al femore e ha trascorso sei mesi in un centro di riabilitazione. 
    Generalmente, i migranti rom di Marsiglia non denunciano i casi di intimidazione e di violenza perché non hanno fiducia nella polizia e temono ulteriori conseguenze. S., un assistente sociale rom che viveva in un campo informale, ha dichiarato ad Amnesty International: “I rom hanno davvero il terrore della polizia. Nel mio lavoro, mi capita regolarmente di accompagnare i bambini rom in ospedale per le cure mediche e appena vedono la polizia hanno paura”.
    Grecia 
      
    I 250 – 350.000 rom residenti in Grecia sono l’anello finale di una catena di trattamenti discriminatori che va avanti da generazioni.
    Nel 2012 e nel 2013 la comunità rom di Etokilo, nella Grecia occidentale, ha subito una lunga serie di attacchi in stile pogrom.
    Irini ha raccontato ad Amnesty International cosa è successo il 4 gennaio 2013, quando una settantina di persone lanciarono bombe molotov, pietre e travi di legno contro le abitazioni dei rom: “Quando li vidi arrivare, presi i miei figli e ci chiudemmo dentro casa. Loro piangevano, gridavano… Io ero terrorizzata. [Gli aggressori] li conoscevo quasi tutti, eravamo cresciuti insieme. Lanciarono una bottiglia di vetro contro la finestra e la casa prese fuoco”.
    Quel giorno, sei case e quattro automobili vennero incendiate o danneggiate. Molti rom hanno raccontato ad Amnesty International di essersi sentiti traditi dalla polizia. Uno di loro ha detto: “Dall’interno della mia abitazione vedevo due agenti. Stavano lì fermi a osservare, chiedendo alle persone di smetterla. Non hanno fatto nient’altro”.
    Ulteriori informazioni 
    Il rapporto che Amnesty International pubblica oggi non menziona l’Italia ma ciò non significa che il paese sia estraneo ai crimini d’odio, anche, ma non solo, nei confronti dei rom. 
    Tra gli episodi di cronaca degli ultimi anni, Amnesty International ricorda l’attacco al campo rom della Continassa nel quartiere Vallette di Torino, nel dicembre 2011; le massicce minacce e intimidazioni alla comunità rom di Pescara nel maggio 2012, quando a seguito di un omicidio compiuto da un rom, molti membri della comunità rimasero chiusi nelle loro case o si allontanarono dalla città per il timore di violenze; l’attacco con lanci di pietre contro il campo rom di Dione Cassio a Milano (nei pressi di viale Ungheria), nell’aprile 2013. 
     
    Questi e altri precedenti attacchi sono stati spesso accompagnati da affermazioni discriminatorie da parte di autorita’ nazionali e locali, che stigmatizzavano i rom e li collegavano a problemi di sicurezza. 
    Nonostante la legge Mancino-Reale tuteli le persone vittima di crimini di odio per motivi etnici e di razza, molto resta da fare per prevenire e rafforzare la tutela dei rom e non solo, come ha anche ricordato nel 2012 il Comitato delle Nazioni Unite per l’eliminazione della discriminazione razziale.
    In occasione dell’8 aprile un gruppo di associazioni e organizzazioni non governative impegnate nella difesa dei diritti umani della comunità rom di Roma – tra cui Amnesty International Italia, Popica onlus, Rete Territoriale Roma Est, Cittadinanza e minoranze, ATD Quarto Mondo – ha scritto al sindaco Ignazio Marino chiedendo di fermare la segregazione abitativa dei rom nei campi autorizzati e che le risorse economiche destinate al rifacimento del “villaggio attrezzato” di via della Cesarina siano invece investite in progetti per la realizzazione del diritto a un alloggio adeguato e l’inclusione sociale per le famiglie rom attualmente accolte nel centro di accoglienza denominato “Best House Rom” e per le famiglie non rom in condizione di disagio abitativo.