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sabato 6 aprile 2019
INTERVISTA A LUIGI BEVILACQUA
domenica 7 gennaio 2018
ESSERE ROM
Luigi Bevilacqua
3 h ·
Il far parte della Comunità Romanes l'ho concepito verso i 6-7 anni,in corrispondenza della scuola elementare.
Fino ad allora ero convinto di essere un semplice bambino.
Il primo anno di scuola l'ho perso perchè c'era una bambina che aveva dei problemi di natura psicologica che mi aveva preso di mira,picchiandomi ripetutamente.
I miei genitori decisero di interrompere la frequentazione,facendomela riprendere l'anno successivo.
Causa anche il mio comportamento timido ed introverso mi sono sempre ritrovato all'ultimo banco e poco propenso al socializzare con l'intero gruppo.
Quando capitava che i miei compagni e/o amici mi etichettavano "zingaro" ho capito che non potevo essere "uguale" agli altri.
Ho sempre avvertito la diffidenza verso la mia persona(tranne poche eccezioni) e verso la mia Comunità.
Con il tempo ho provato a capire meglio questa situazione.
L'ho sperimentata nelle cose in cui le parole servono a poco e a nulla.
Ho visto che al calcio tutto sommato quello che riuscivano a fare gli altri riuscivamo a farlo anche noi in modo pressocchè simile.
All'esame di patente mi sono riuscito a preparare in modo simile e infatti feci zero errori,consegnando la scheda in meno di un minuto.
Alla fine mi sono fatto l'idea di non essere "diverso" e/o inferiore agli altri.
Ho le mie qualità,cosi' come i miei difetti,come tutti gli altri.
La scelta finale poteva essere quella di continuare a sentirsi discriminato ed emarginato,oppure quella di rimboccarsi le maniche ed utilizzare questi falsi miti facendoli diventare punti di forza e non punti deboli.
Gioco molto su questi falsi miti e sui paradossi che devo ascoltare di volta in volta.
Cerco di girarli sull'altro in modo da far uscire fuori tutto il suo controsenso.
3 h ·
Il far parte della Comunità Romanes l'ho concepito verso i 6-7 anni,in corrispondenza della scuola elementare.
Fino ad allora ero convinto di essere un semplice bambino.
Il primo anno di scuola l'ho perso perchè c'era una bambina che aveva dei problemi di natura psicologica che mi aveva preso di mira,picchiandomi ripetutamente.
I miei genitori decisero di interrompere la frequentazione,facendomela riprendere l'anno successivo.
Causa anche il mio comportamento timido ed introverso mi sono sempre ritrovato all'ultimo banco e poco propenso al socializzare con l'intero gruppo.
Quando capitava che i miei compagni e/o amici mi etichettavano "zingaro" ho capito che non potevo essere "uguale" agli altri.
Ho sempre avvertito la diffidenza verso la mia persona(tranne poche eccezioni) e verso la mia Comunità.
Con il tempo ho provato a capire meglio questa situazione.
L'ho sperimentata nelle cose in cui le parole servono a poco e a nulla.
Ho visto che al calcio tutto sommato quello che riuscivano a fare gli altri riuscivamo a farlo anche noi in modo pressocchè simile.
All'esame di patente mi sono riuscito a preparare in modo simile e infatti feci zero errori,consegnando la scheda in meno di un minuto.
Alla fine mi sono fatto l'idea di non essere "diverso" e/o inferiore agli altri.
Ho le mie qualità,cosi' come i miei difetti,come tutti gli altri.
La scelta finale poteva essere quella di continuare a sentirsi discriminato ed emarginato,oppure quella di rimboccarsi le maniche ed utilizzare questi falsi miti facendoli diventare punti di forza e non punti deboli.
Gioco molto su questi falsi miti e sui paradossi che devo ascoltare di volta in volta.
Cerco di girarli sull'altro in modo da far uscire fuori tutto il suo controsenso.
sabato 9 dicembre 2017
ROM: IL VALORE DELL'ISTRUZIONE
Luigi Bevilacqua
16 h ·
In mezzo alle diatribe nazionali sulla tematica rom, noi preferiamo andare avanti per la nostra strada,evitando di accreditare personaggi che vogliono solo stare al centro dell'attenzione e ambire a progetti (questo e' valido sia a personaggi rom che a non rom).
Puntiamo ad aumentare I numeri qualitativi dei rom nostrani.
Mi fa enormemente piacere che anche la sorella di mia moglie si sia iscritta all'universita'.
La qualita' dei dati scolastici, Scuole superiori ed Universita',sono sensibilmente migliorati negli ultimi 5 anni.
Puntiamo a migliorarli ancora,in modo da avere quanti piu' possibile rom preparati,con competenze specifiche di assoluta qualita'.
Alle chiacchiere preferiamo I fatti....
Sead Dobreva Grande luigi in bocca al per la cognata un abbraccio
Luigi Bevilacqua
Luigi Bevilacqua La cosa significativa e' che la maggior parte di questi numeri sono persone che hanno ripreso gli studi dopo l'eta' obbligatoria.
Lo sforzo deve essere ancora maggiore in questa direzione,ed iniziare a lavorate bene con I ragazzi fin dalle scuole elementari
Sead Dobreva concordo perfettamente luigi la cosa più importante è l'istruzione per noi è ora che stanno arrivando i risultati in massa vedrai che tutto cambierà e di lucratori che vogliono stare al centro dell'attenzione su la pelle dei rom ne vedremo sempre meno 😊
giovedì 7 settembre 2017
LA STRADA GIUSTA
Da quando ho iniziato ad occuparmi di associazionismo mi sono posto degli obiettivi da raggiungere.
da quel giorno sono passati circa 6-7 anni,e devo dire che alcuni si sono avverati e altri ci dobbiamo lavorare.
Avevamo bisogno di una qualità superiore da portare ai tavoli istituzionali per essere credibili per avviare dei percorsi di qualità.
A questo abbiamo aggiunto una etica e una moralità di assoluta qualità,accompagnate da una competenza specifica più che soddisfacente.
Avevamo bisogno di ragazzi/e che finissero le scuole per innalzare la qualità generale della comunità.
Se 6-7 anni fa una sola ragazza della provincia era laureata,adesso ne abbiamo 4-5 e altri 3-4 laureandi e altrettanti potenziali per i prossimi 2-3 anni.
Non sono numeri giganti ma sono di assoluto aiuto per far crescere la comunità.
Dobbiamo iniziare ad essere ambiziosi e cercare di inserirci maggiormente nei luoghi istituzionali e sociali,non più con ruoli marginali ma da protagonisti.
Abbiamo le capacità e le competenze per farlo.
Il mio sogno rimane quello di vedere un Sindaco,oppure altri ruoli istituzionali,di etnia rom,un giudice,un avvocato,un ingegnere,un architetto,un insegnante,un medico di etnia rom.
Adesso questo può sembrare un utopia,lo era anche quello di vedere ragazzi/e di etnia rom laurearsi,ma tra 5-10 anni,magari,potrà essere un assoluta normalità.......
da quel giorno sono passati circa 6-7 anni,e devo dire che alcuni si sono avverati e altri ci dobbiamo lavorare.
Avevamo bisogno di una qualità superiore da portare ai tavoli istituzionali per essere credibili per avviare dei percorsi di qualità.
A questo abbiamo aggiunto una etica e una moralità di assoluta qualità,accompagnate da una competenza specifica più che soddisfacente.
Avevamo bisogno di ragazzi/e che finissero le scuole per innalzare la qualità generale della comunità.
Se 6-7 anni fa una sola ragazza della provincia era laureata,adesso ne abbiamo 4-5 e altri 3-4 laureandi e altrettanti potenziali per i prossimi 2-3 anni.
Non sono numeri giganti ma sono di assoluto aiuto per far crescere la comunità.
Dobbiamo iniziare ad essere ambiziosi e cercare di inserirci maggiormente nei luoghi istituzionali e sociali,non più con ruoli marginali ma da protagonisti.
Abbiamo le capacità e le competenze per farlo.
Il mio sogno rimane quello di vedere un Sindaco,oppure altri ruoli istituzionali,di etnia rom,un giudice,un avvocato,un ingegnere,un architetto,un insegnante,un medico di etnia rom.
Adesso questo può sembrare un utopia,lo era anche quello di vedere ragazzi/e di etnia rom laurearsi,ma tra 5-10 anni,magari,potrà essere un assoluta normalità.......
martedì 29 agosto 2017
POLITICHE PER I ROM (O NO?)
Sento dire spesso che la tematica rom e' complicatissima.
Per la competenza e esperienza che ho affermo che e' complicata ma non complicatissima.
Le politiche adottate negli ultimi decenni sulla tematica sono assolutamente fallimentari e inefficaci.
Da questo si potrebbe partire per cambiare le cose.
Non avrebbe senso continuare con politiche che si sono dimostrate non idonee.
Un altro grande problema e' che mancano figure professionali con delle competenze specifiche nella materia.
In Italia c'e' ne sono pochi e nella maggior parte dei casi anche ostacolati.
Spesso le amministrazioni preferiscono appoggiarsi a figure che non hanno nessun tipo di competenza,piuttosto che attingere da chi ne ha.
E come se per costruire un palazzo ci si affidi ad un fruttivendolo piuttosto che a un ingegnere.
Ovvio che le probabilita' che il palazzo crolli sono pressocche' certe.
C'e' bisogno di intervenire efficaciamente nella comunita' per dare la possibilita',ai tanti ragazzi presenti che hanno capacita incredibili,di avere quelle competenze specifiche che al momento non hanno.
Ci vogliono dei percorsi,dei processi di sviluppo che facciano crescere l'intera comunita'.
Ovviamente questo deve essere accompagnato anche da una conoscenza storica della comunita',che preservi la lingua,le tradizioni e la cultura.
Qualsiasi popolo che con il tempo non riesce ad evolversi e a svilupparsi,e' avviato inesorabilmente a "morire".
Per la competenza e esperienza che ho affermo che e' complicata ma non complicatissima.
Le politiche adottate negli ultimi decenni sulla tematica sono assolutamente fallimentari e inefficaci.
Da questo si potrebbe partire per cambiare le cose.
Non avrebbe senso continuare con politiche che si sono dimostrate non idonee.
Un altro grande problema e' che mancano figure professionali con delle competenze specifiche nella materia.
In Italia c'e' ne sono pochi e nella maggior parte dei casi anche ostacolati.
Spesso le amministrazioni preferiscono appoggiarsi a figure che non hanno nessun tipo di competenza,piuttosto che attingere da chi ne ha.
E come se per costruire un palazzo ci si affidi ad un fruttivendolo piuttosto che a un ingegnere.
Ovvio che le probabilita' che il palazzo crolli sono pressocche' certe.
C'e' bisogno di intervenire efficaciamente nella comunita' per dare la possibilita',ai tanti ragazzi presenti che hanno capacita incredibili,di avere quelle competenze specifiche che al momento non hanno.
Ci vogliono dei percorsi,dei processi di sviluppo che facciano crescere l'intera comunita'.
Ovviamente questo deve essere accompagnato anche da una conoscenza storica della comunita',che preservi la lingua,le tradizioni e la cultura.
Qualsiasi popolo che con il tempo non riesce ad evolversi e a svilupparsi,e' avviato inesorabilmente a "morire".
mercoledì 24 maggio 2017
ROM IMPEGNATI IN CALABRIA
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