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Se una legge regionale non funziona (e leggi regionali per le comunità romanès dagli anni '80 hanno prodotto più disastri che benefici), la politica ha il dovere costituzionale di approvare una diversa legge regionale. Negli anni '80 undici regioni Italiane hanno approvato leggi regionali per le comunità romanès, variamente denominati (rom e sinti, nomadi, zingari, seminomadi, ecc.) con testi normativi e contenuti pressochè identici. In tutte queste leggi regionali la costante è l'assenza di partecipazione e qualificata della minoranza romanì, e l'equivalenza tra “cultura rom” e “nomadismo” per un'errata denominazione e rappresentazione etnica (quella riferibile all'idea che le comunità romanès siano “nomade”), che ha portato a ridurre la salvaguardia della cultura romanì alla “tutela” del diritto al campo di sosta. In questi testi normativi regionali è assente qualsiasi riferimento alla lingua-cultura romanì, eppure esperienze sul campo, in ambito rom ed in altri contesti di minoranza, mettono in evidenza una tendenziale, diffusa corrispondenza tra evaporazione linguistica, desertificazioni culturale e rischio di devianza sociale. Le distorsioni e le mancanze presenti nelle leggi regionali per le comunità romanès sono ancora oggi tutte concentrate nel dibattito pubblico per la minoranza romanì esercitando la loro nefasta influenza, ed hanno permesso di strutturare un “sistema” con un modello di sviluppo degli interventi privo di senso, fondato su politiche differenziate ed assistenzialismo. Eppure oggi c'è chi presenta proposte di legge per la minoranza romanì (Parlamentari o popolari) e proposte di legge regionali per le comunità romanès i cui testi normativi contengono le stesse distorsioni, mancanze, politiche differenziate ed assistenzialismo del passato. Tenendo conto delle distorsioni, delle mancanze e delle scelte politiche sbagliate per la minoranza romanì del passato, la Fondazione romanì Italia e la rete di attivisti/associazioni, in collaborazione con associazione LEM Italia, Università degli studi di Teramo e docenti di altre Università, abbiamo presentato al Governo Italiano una proposta di legge nazionale per la minoranza linguistica romanì ed alle Regioni Italiane un modello di proposta di legge regionale per le comunità romanès Sostieni Fondazione romanì Italia
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venerdì 11 marzo 2016
Minoranza linguistica romanì: distorsioni e falsità
Etichette:#rom, #roma, #sinti, #culturaromsinti
#fondazioneromanì,
#linguaromanì,
#minoranza linguistica romanì
giovedì 11 febbraio 2016
CONFERENZA STAMPA PROPOSTA DI LEGGE MINORANZA LINGUISTICA ROMANI'
Vesna Baxtali Vuletic ha condiviso il post di Idea Rom Onlus.


Idea Rom Onlus ha aggiunto 3 nuove foto.
PROPOSTA DI LEGGE STATALE PER IL RICONOSCIMENTO DELLA MINORANZA LINGUISTICA ROMANI'
Giovedì 11 febbraio 2016 alle ore 14.30, presso la Sala stampa della Camera dei Deputati (Piazza Montecitorio - Roma), si svolgerà la conferenza stampa di presentazione della Proposta di legge statale per il riconoscimento della minoranza linguistica romanì e della ricerca universitaria che la sostiene, "Le rappresentazioni sociali del romanés" (Roma, Aracne editrice)
La proposta di
legge, elaborata da un gruppo di studiosi dell'Università degli Studi di
Teramo insieme con la Fondazione romanì Italia e l'Associazione
LEM-Italia (Lingue d'Europa e del Mediterraneo), a lungo divulgata
presso le comunità romanì d'Italia, è stata fatta propria dalla sfera
politica e depositata alla Camera dall'On. Gianni Melilla, primo
firmatario, e da altri venti parlamentari
(http://www.camera.it/leg17/126…).
Alla conferenza stampa interverranno: On. Gianni Melilla, Deputato dell'Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati; On. Arturo Scotto, Presidente del gruppo SEL e SI - Camera dei Deputati; Prof. Luciano D'Amico, Magnifico Rettore Università degli Studi di Teramo; Prof. Giovanni Agresti, Università degli Studi di Teramo; Dott. Pierfranco Bruni, Ministero dei beni artistici, culturali e del turismo; Prof. Vincenzo Pepe, Presidente Nazionale Fare Ambiente; Vesna Vuletic, Associazione Idea rom onlus; Dott.ssa Corsina Depalo, Associazione Eugema onlus; Enzo Abruzzese, Associazione Lav romanò; Dott. Bruno Morelli, Artista rom; Dott. Nazzareno Guarnieri, Fondazione romanì Italia.
(http://www.camera.it/leg17/126…).
Alla conferenza stampa interverranno: On. Gianni Melilla, Deputato dell'Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati; On. Arturo Scotto, Presidente del gruppo SEL e SI - Camera dei Deputati; Prof. Luciano D'Amico, Magnifico Rettore Università degli Studi di Teramo; Prof. Giovanni Agresti, Università degli Studi di Teramo; Dott. Pierfranco Bruni, Ministero dei beni artistici, culturali e del turismo; Prof. Vincenzo Pepe, Presidente Nazionale Fare Ambiente; Vesna Vuletic, Associazione Idea rom onlus; Dott.ssa Corsina Depalo, Associazione Eugema onlus; Enzo Abruzzese, Associazione Lav romanò; Dott. Bruno Morelli, Artista rom; Dott. Nazzareno Guarnieri, Fondazione romanì Italia.
lunedì 1 febbraio 2016
11/2/16 presentazione proposta di legge minoranza linguistica romanì
lunedì 15 giugno 2015
Proposta di legge per il riconoscimento della minoranza linguistica romanì
Vesna Baxtali Vuletic tramite Idea Rom Onlus
Vesna Baxtali Vuletic tramite Idea Rom Onlus
Idea Rom Onlus
Pubblicato da Julius IR Staffer · 13 giugno alle ore 11.49 ·
HA UN SENSO...
Per il riconoscimento della minoranza linguistica romanì dal 1999 ad oggi sono state presentate diverse proposte di legge, tutte senza successo.
Ci siamo chiesti: perchè le proposte di legge presentate nel passato non hanno avuto successo?
- per l'ostilità di alcuni partiti verso le comunità romanès?
- per i contenuti della legge di complessa gestione per la minoranza romanì (modifica della legge482/99)?
- per i contenuti delle proposte di legge legati a questioni sociali e di politiche differenziate?
- per una denominazione ambigua della minoranza romanì?
Dopo tanti insuccessi ha un senso presentare un'altra proposta di legge per il riconoscimento della minoranza romanì?
Una proposta di legge per il riconoscimento della minoranza linguistica romanì ha un senso se:
- permette di applicare i principi dell'articolo 6 della costituzione. “La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche”
- promuove la valorizzazione e la diffusione della lingua romanès standard quale lingua nazionale ufficiale delle comunità rom, sinte, kalè, manousches e romanichels che compongono la minoranza romanì, strumento politico e culturale interno ed esterno.
- NON si occupa di questioni sociali del fallimentare modello di sviluppo degli interventi per le comunità romanès con politiche differenziate
Motivazioni d’ordine politici, territoriali, socioculturali, sociolinguistici e del campo dei comportamenti collettivi hanno generato problemi che stanno provocando la scomparsa, la marginalizzazione della lingua romanì e dei dialetti romanès, e rischiano di non sopravvivere e svilupparsi, se non sono presi in considerazione in una prospettiva culturale prima, e politica ed economica dopo.
La componente linguistica e culturale è centrale nel processo di evoluzione dell'identità culturale romanì e dell'integrazione/interazione culturale delle comunità romanes.
Una minoranza che perde i propri riferimenti linguistici e culturali è destinata all'esclusione, oppure è costretta a subire un processo di forzata assimilazione.
Invece una minoranza che ha le opportunità di salvaguardare e di promuovere la propria identità linguistica e culturale metterà in moto “autonomamente” il processo di evoluzione culturale.
La minoranza romanì PUO' USCIRE dalla condizione di isolamento ed esclusione, dai diritti differenziati e dalle politiche differenziate, dalla violenta discriminazione diretta ed indiretta, in cui è stata confinata, è essenziale iniziare dal riconoscimento della lingua-cultura romanì con la relativa promozione e diffusione.
La Fondazione romanì Italia e L'associazione LEM Italia, con la collaborazione dei partecipanti al primo congresso mondiale dei diritti linguistici, hanno redatto un testo di proposta di legge statale per il riconoscimento della minoranza linguistica romanì, "asciutta ed essenziale", perché essenziale, inequivocabile e estremamente utile ed urgente è il riconoscimento che chiede.
Consapevoli che questa proposta di legge esplicita un radicale cambiamento di metodo verso la minoranza romanì, abbiamo concordato di presentarla e discuterla con le comunità romanès, la società civile e le organizzazioni politiche.
Chiediamo di condividere questa proposta di legge e se possibile di promuoverla nel proprio territorio.
Dopo l'attività di diffusione il progetto di legge per il riconoscimento della minoranza linguistica romanì sarà presentata e depositata al Parlamento Italiano.
Per adesioni rispondere a questo post o inviare e-mail a fondazioneromani.italia@gmail.com e idea.rom@gmail.com.
Pubblicato da Julius IR Staffer · 13 giugno alle ore 11.49 ·
HA UN SENSO...
Per il riconoscimento della minoranza linguistica romanì dal 1999 ad oggi sono state presentate diverse proposte di legge, tutte senza successo.
Ci siamo chiesti: perchè le proposte di legge presentate nel passato non hanno avuto successo?
- per l'ostilità di alcuni partiti verso le comunità romanès?
- per i contenuti della legge di complessa gestione per la minoranza romanì (modifica della legge482/99)?
- per i contenuti delle proposte di legge legati a questioni sociali e di politiche differenziate?
- per una denominazione ambigua della minoranza romanì?
Dopo tanti insuccessi ha un senso presentare un'altra proposta di legge per il riconoscimento della minoranza romanì?
Una proposta di legge per il riconoscimento della minoranza linguistica romanì ha un senso se:
- permette di applicare i principi dell'articolo 6 della costituzione. “La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche”
- promuove la valorizzazione e la diffusione della lingua romanès standard quale lingua nazionale ufficiale delle comunità rom, sinte, kalè, manousches e romanichels che compongono la minoranza romanì, strumento politico e culturale interno ed esterno.
- NON si occupa di questioni sociali del fallimentare modello di sviluppo degli interventi per le comunità romanès con politiche differenziate
Motivazioni d’ordine politici, territoriali, socioculturali, sociolinguistici e del campo dei comportamenti collettivi hanno generato problemi che stanno provocando la scomparsa, la marginalizzazione della lingua romanì e dei dialetti romanès, e rischiano di non sopravvivere e svilupparsi, se non sono presi in considerazione in una prospettiva culturale prima, e politica ed economica dopo.
La componente linguistica e culturale è centrale nel processo di evoluzione dell'identità culturale romanì e dell'integrazione/interazione culturale delle comunità romanes.
Una minoranza che perde i propri riferimenti linguistici e culturali è destinata all'esclusione, oppure è costretta a subire un processo di forzata assimilazione.
Invece una minoranza che ha le opportunità di salvaguardare e di promuovere la propria identità linguistica e culturale metterà in moto “autonomamente” il processo di evoluzione culturale.
La minoranza romanì PUO' USCIRE dalla condizione di isolamento ed esclusione, dai diritti differenziati e dalle politiche differenziate, dalla violenta discriminazione diretta ed indiretta, in cui è stata confinata, è essenziale iniziare dal riconoscimento della lingua-cultura romanì con la relativa promozione e diffusione.
La Fondazione romanì Italia e L'associazione LEM Italia, con la collaborazione dei partecipanti al primo congresso mondiale dei diritti linguistici, hanno redatto un testo di proposta di legge statale per il riconoscimento della minoranza linguistica romanì, "asciutta ed essenziale", perché essenziale, inequivocabile e estremamente utile ed urgente è il riconoscimento che chiede.
Consapevoli che questa proposta di legge esplicita un radicale cambiamento di metodo verso la minoranza romanì, abbiamo concordato di presentarla e discuterla con le comunità romanès, la società civile e le organizzazioni politiche.
Chiediamo di condividere questa proposta di legge e se possibile di promuoverla nel proprio territorio.
Dopo l'attività di diffusione il progetto di legge per il riconoscimento della minoranza linguistica romanì sarà presentata e depositata al Parlamento Italiano.
Per adesioni rispondere a questo post o inviare e-mail a fondazioneromani.italia@gmail.com e idea.rom@gmail.com.
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