COMUNICATO STAMPA
CS051-2014
L’ASSESSORE ALLA CASA DELLA REGIONE
LAZIO NON SI PRESENTA ALL’AUDIZIONE DELLA COMMISSIONE DIRITTI UMANI DEL
SENATO. PER AMNESTY INTERNATIONAL ITALIA, OCCASIONE PERSA PER FORNIRE CHIARIMENTI
SU COME S’INTENDA GARANTIRE IL DIRITTO DEI ROM A UN ALLOGGIO ADEGUATO
L’assessore alle Infrastrutture, alle
politiche abitative e all’ambiente della Regione Lazio, Fabio Refrigeri,
ha rinunciato all’ultimo minuto per “sopraggiunti impegni istituzionali”
all’audizione da parte della Commissione diritti umani del Senato, prevista
per oggi alle 13.30.
Amnesty International Italia ha espresso
rammarico per la vicenda. L’audizione dell’assessore Refrigeri avrebbe
infatti permesso di capire come la Regione Lazio intenda agire per evitare
che il recente stanziamento di oltre 200 milioni di euro per l'"emergenza
casa" a Roma abbia per l’ennesima volta effetti discriminatori nei
confronti dei rom, escludendoli dall'accesso a un alloggio adeguato in
condizioni di parita’ con ogni altro richiedente.
Tale timore emerge chiaramente dalla
lettura della delibera 303 della Giunta regionale del 14 gennaio 2014 che,
nell’individuare i gruppi di beneficiari del programma, pare escludere
i rom residenti nei campi attrezzati della Capitale.
Un chiarimento da parte dell'assessore
Refrigeri sarebbe stato tanto piu’ opportuno e utile, considerato che
il governatore Nicola Zingaretti - al pari del sindaco di Roma - non ha
ancora ritenuto di rispondere alle domande e preoccupazioni sollevate da
Amnesty International in una lettera del 14 febbraio, relativa alle perduranti
discriminazioni subite dai rom della Capitale in tema di diritto all’alloggio.
Amnesty International Italia segnala
infine, sebbene la delibera 303 prevedesse che la definizione dei beneficiari
fosse ultimata entro meta’ marzo, al momento lo stato di avanzamento di
questo processo non e’ chiaro, vista la preoccupante mancanza di trasparenza
in materia.
FINE DEL COMUNICATO
Roma, 15 aprile 2014
Per interviste:
Amnesty International Italia – Ufficio
Stampa
Tel. 06 4490224 – cell. 348 6974361,
e-mail: press@amnesty.it
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martedì 15 aprile 2014
AUDIZIONE PER LA CASA AI ROM: L'ASSESSORE DEL LAZIO NON SI PRESENTA!
22/6 Feste e cerimonie di una famìlia rom in Brianza – “Zingari”: pregiudizi, persecuzioni, incontri.
Domenica 22 Giugno, ore 15:00
Feste e cerimonie di una famìlia rom in Brianza – “Zingari”: pregiudizi, persecuzioni, incontri.
Paola D’Ambrosio e Paola Trevisan
Feste e cerimonie di una famìlia rom in Brianza – “Zingari”: pregiudizi, persecuzioni, incontri.
Paola D’Ambrosio e Paola Trevisan
Un museo antropologico propone occasioni di conoscenza e di confronto tra culture, nonché momenti di riflessione a partire da ricerche documentate, che discutono criticamente i pregiudizi diffusi. Quale tema e quale cultura possono prestarsi meglio di quello indagato dalle due ospiti per esemplificare queste missioni del museo? Vivere tra gli zingari, conoscerne le storie, scoprire le notevoli differenze che caratterizzano la storia di un gruppo umano tanto numeroso e sparso quanto eterogeneo, osservare le usanze e sondare i valori delle persone e dei gruppi che si frequentano per anni, vivendo tra loro, con l’obiettivo di studiare e comprendere.
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VITA MEDIA 50 ANNI
\\ Mahalla : Articolo
![]() Il gagio pensa che un rom è abituato e forse ce l'ha nel sangue. ...scaldarsi con la legna d'inverno, non avere acqua per bere e lavarsi quando fa caldo. Si comincia così da bambini, noi e loro: differenti. E di rimando, se si vive così (ma si può vivere così?), il rom impara che non ha bisogno di un lavoro, della scuola, della casa, delle amicizie con chi non è rom come lui. Ci fanno il callo e sembrano così forti. così alteri. Da trattare come cose, non come persone che hanno le stesse esigenze nostre, cioè tue, mie, dei nostri figli e dei nostri cari. Arrivano i 40 anni e tutta quella forza dov'è finita? Quello che era il ragazzo più resistente del mondo è conciato da sbatter via. L'unica sua medicina, la bottiglia. Ma forse, non è neppure quello ciò che ti ammazza. Ne ho visti di malandati che coi denti si aggrappano alla vita. E' che dopo una vita del genere comincia a mancare il rispetto per se stessi. Chiamala cultura, norme morali, autoconsiderazione... Quella perdita ammazza più della malattia e della fame. |
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