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martedì 21 aprile 2026

ROMA HOLD TRUTH ABOUT ROT IN EUROPEAN SYSTEM

LEGGI QUI L'ARTICOLO ORIGINALE: https://euromapress.com/by-grattan-puxon-roma-hold-truth-about-rot-in-european-system/


ed ecco una traduzione sintetica in italiano

Questa sintesi analizza la partecipazione politica e le condizioni socio-economiche delle comunità Rom in Europa, con un focus particolare sui cambiamenti politici recenti in Bulgaria e sulle sfide strutturali nell'Unione Europea.

1. La Sfida della Partecipazione Politica nell'UE
La partecipazione politica dei Rom rimane un tema sottorappresentato nelle agende nazionali ed europee, che tendono a privilegiare misure socio-economiche (casa, istruzione, lavoro) rispetto alla rappresentanza diretta.
  • Sottorappresentazione cronica: Nonostante una popolazione stimata di 6 milioni di Rom nell'UE, il numero di rappresentanti eletti è estremamente basso. Ad esempio, in Bulgaria, dove i Rom costituiscono circa il 10% della popolazione, la loro presenza in parlamento è attualmente pari a zero.
  • Differenze regionali: I paesi dell'Europa centrale e orientale (Bulgaria, Romania, Ungheria) mostrano un'affluenza alle urne più alta rispetto ai paesi occidentali (Francia, Spagna), dove la partecipazione politica dei Rom non è quasi mai al centro dell'agenda politica.
2. Barriere Strutturali e Istituzionali
Le fonti concordano nell'individuare l'antiziganismo come la causa principale della mancanza di fiducia nella sfera politica da parte delle comunità Rom.
  • Eslcusione sistematica: In Bulgaria, il sistema politico è descritto come intenzionalmente progettato per estrarre la partecipazione dei Rom per legittimare le elezioni, senza però tradurla in reale potere decisionale o responsabilità.
  • Ostacoli amministrativi: La mancanza di documenti d'identità e le procedure di registrazione complicate (spesso legate a uno stile di vita nomade o a residenze non fisse) impediscono a molti cittadini di esercitare il diritto di voto, specialmente in Francia e Spagna.
  • Fattori socio-economici: La povertà estrema e l'alto tasso di disoccupazione (solo il 47% dei Rom in Bulgaria è occupato rispetto al 73% della popolazione generale) rendono la partecipazione politica una priorità secondaria rispetto alla sopravvivenza quotidiana.
3. Prospettive di Genere e Solidarietà Transnazionale
Le donne Rom affrontano una doppia discriminazione, sia all'interno che all'esterno delle loro comunità.
  • Esercizio della voce: La loro posizione è indebolita da carichi familiari e tassi di abbandono scolastico più elevati, limitando la loro presenza in posizioni di leadership sia nelle ONG che nei partiti politici.
  • Il movimento per la "Nazione Rom": Dalla fondazione simbolica nel 1971 a Londra (dove furono adottati la bandiera e l'inno Dzelem Dzelem) fino al Congresso Mondiale del 2023 a Berlino, il movimento ha cercato di promuovere un'identità trans-frontaliera basata sulla solidarietà e sui diritti umani, rifiutando la mera categorizzazione come "minoranza etnica" per rivendicare lo status di nazione europea.
4. Il Caso della Bulgaria (2025-2026)
La Bulgaria attraversa una profonda crisi politica, con sette elezioni parlamentari in quattro anni che non hanno prodotto governi stabili.
  • Il ruolo di Rumen Radev: L'ex presidente Radev è emerso come una figura centrale, guidando l'alleanza Bulgaria Progressista con una retorica anti-sistema. Tuttavia, ci sono forti preoccupazioni che la sua leadership possa promuovere posizioni anti-UE e filo-Cremlino, mascherando una mancanza di riforme democratiche reali sotto una "finzione democratica".
  • Segregazione e vulnerabilità: La comunità Rom vive spesso in quartieri segregati (come Fakulteta a Sofia o Stolipinovo a Plovdiv) privi di infrastrutture adeguate, elettricità e acqua potabile, rimanendo vittima di pratiche di compravendita dei voti e intimidazioni elettorali.
Conclusione
L'integrazione dei Rom nell'UE richiede un superamento dell'approccio basato solo sull'assistenzialismo socio-economico per affrontare direttamente l'esclusione politica e l'antiziganismo istituzionale. Solo combattendo la segregazione e garantendo l'uguaglianza di trattamento davanti alla legge i Rom potranno esercitare pienamente i loro diritti di cittadini europei.

The Roma week

venerdì 17 aprile 2026

lunedì 8 aprile 2019

8 Aprile 2019 - Giornata mondiale Rom e Sinti. La testimonianza di Paolo Basso

In questa giornata che dovrebbe essere di festa raccolgo da Facebook la voce di Paolo che ringrazio perché mi autorizza alla pubblicazione. Datevi la briga di leggerla fino in fondo. Non servono commenti.
ciao io sono Paolo ho 37 anni sono sposato ho tre figli E sono di Padova . io sono italiano ma di etnia sinto (la mia famiglia erano ex circensi e giostrai) . sin da piccolo alle elementari ero vittima di bullismo nessun compagno giocava con me . mi dicevano sempre :"sporco zingaro". Anche se vivevo in una roulotte avevamo acqua e luce quindi ci lavavamo. Lo stesso alle medie . tutti che mi evitavano o prendevano in giro . io soffrivo molto per sta cosa anche se cercavo di tutto per integrarmi non riuscivo . purtroppo poi mi ammalai e non ho potuto frequentare le superiori. da piccolo i miei genitori hanno comprato un pezzo di terra agricolo non edificabile e ci abbiamo messo dei bungalow da campeggio per viverci non permettendoci una casa. Sono cresciuto senza amici ,sempre solo e questo mi portava ad isolarmi sempre di più. Da grande ho cominciato a lavorare e ho cambiato parecchi lavori . alcuni erano stagionali altri per dei picchi. Altri appena se ne accorgevano che ero un sinto (zingaro ) non mi rinnovavano il contratto. Altri colloqui di lavoro lo stesso "di dove sei ? Sei italiano? Ok le faremo sapere. Lo stesso nel cercare casa. anche se mi potevo permettere di pagarmi un affitto se si accorgevano che ero un sinto mi dicevano le facciamo sapere. Non sempre quello che si vede sui giornali è vero sui sinti molti lavorano onestamente e si fanno un mazzo così. Però per colpa di qualcuno ci vanno di mezzo tutti .Ora continuo a vivere in questo bungalow e ci vivo io con mia moglie e con tre bambini . io dovrei iniziare a lavorare in un corriere espresso a giorni .mia moglie pure lavo per un ditta di pulizie con un contratto a chiamata .ma nonostante la nostra onestà e i nostri sforzi per integrarci (io non ho mai truffato ne derubato nessuno) ma la società non ci accetta lo stesso.Purtroppo vedo quello che sta facendo la Lega e tutta la politica di dx contro rom e sinti . vivo con l'ansia perché ho paura che tra un giorno all'altro ci mandano fuori dal nostro terreno perché agricolo. Viviamo perseguitati nonostante molti di noi pagano tasse dichiarano redditi e paghiamo le utenze (compreso il sottoscritto) . nonostante tutto ci chiamano zingari di merda . quello che mi distrugge dentro e che nonostante che faccio tutto il possibile per essere accettato la società mi guarda con occhi diffidenti come se avessi la peste bubbonica. Sono arrivato Adirittura ad odiarmi perché non sono italiano al 100% perché sono di entia sinto .io non ce la faccio più a vivere in queste condizioni .ma cerco di darmi forza per via della mia famiglia. Ho i mie due figli più grandi ,uno ha 13 e una da 10 anni mi chiedono :"papà perché molti politici e molta gente ci odiano? E uno di 4 anni il più piccolo. I miei figli stessi non sono mai stati invitati ad una festa di compleanno dei loro compagni o a casa loro solo per giocare.Abbiamo fatto domanda per la casa popolare e stiamo aspettando. Perché come ho detto prima neanche pagando nessun privato o agenzia ci danno una casa in affitto.Di recente ho fatto una visita psichiatrica perché faccio fatica a dormire e il dottore mi ha prescritto un farmaco per dormire.perché questa situazione mi fa vivere nell'ansia. Spero di uscire da questo incubo .ma purtroppo ci sono anche i politici di dx che incitano all'odio razionale. Spero che un giorno finisca tutto questo.

mercoledì 6 marzo 2019

L'ESERCITO NEI CAMPI ROM?

L’ESERCITO NEI CAMPI ROM ?
Apprendiamo con sorpresa, indignazione e sgomento la notizia che il prefetto e la sindaca di Roma vogliono rispondere all’abbandono, al degrado, alla vergogna dei campi rom con l’iniziativa meno adeguata e più sterile: quella di inviare un presidio di militari in due campi, quello di Salviati a Tor Sapienza e quello di Castel Romano.
In questo modo risulta ancora più evidente la mancanza di comprensione delle dinamiche che caratterizzano i campi rom della capitale, le cause del loro degrado e delle illegalità che li caratterizzano.
Innanzitutto quello che dopo tanti anni ancora non si capisce a livello istituzionale è che il nocciolo del problema risiede nella necessità di inclusione e che la mera repressione non produrrà alcun risultato come l’esperienza del passato recente e meno recente ha ampiamente dimostrato.
Innanzitutto va detto senza tergiversare che i “campi” si presentano come repellenti baraccopoli, quali una società civile non può permettersi senza disonorarsi. All’inizio di febbraio sono venute in Italia due delegazioni di importanti organismi internazionali (Ohchr – Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani – organismo dell’ONU, e CESE – Comitato Europeo economico e sociale –organismo dell’UE) che sono rimaste semplicemente esterrefatte della condizione dei Campi Rom.
L’Italia è l’unico paese al mondo che ha stabilito che i Rom e Sinti debbano vivere nei cosiddetti “Campi Sosta” in nome di un nomadismo che non esiste più da decenni. Questi campi fin dall’inizio (metà degli anni ’80) hanno assunto la reale configurazione di luoghi di segregazione razziale perché predisposti per una sola etnia.
Tutti ricordano i recenti eventi di “Mafia Capitale” laddove si scoprì il bubbone della vasta corruzione proliferata attorno agli stanziamenti destinati ai campi Rom ma dei quali ai Rom e Sinti non arrivarono che le briciole tanto che è passata alla storia l’intercettazione di uno dei protagonisti colto mentre diceva che sui Campi Rom si guadagnava più che sulla droga.
Da allora i finanziamenti comunali per i Rom precipitarono attuandosi il classico getto del bambino con l’acqua sporca. Il progetto di scolarizzazione affidato con bando ad associazioni del terzo settore fu loro tolto e la conseguenza da un anno all’altro è stato il crollo della frequenza (del 50%!). I presidi h12 e h24 installati in vari campi furono soppressi e ne è conseguita l’emersione di famiglie dominanti.
La Strategia Nazionale di inclusione sociale di Rom sinti e caminanti, approvata dal Governo nel 2012, indica giustamente i pilastri ineludibili per una reale integrazione: Casa, lavoro, salute, istruzione corredando la segnalazione con adeguate proposte concrete. Non sembra che al Comune di Roma e alla Regione Lazio abbiano letto il documento governativo.
I Campi Rom sono baraccopoli fatiscenti infestate dai ratti che dall’imbrunire scorrazzano in branchi famelici, la disoccupazione è altissima. Molti rom, prima di dedicarsi ad attività al limite se non oltre la legalità le provano tutte per mantenere sé stessi e famiglie assai numerose, ma il mercato del lavoro condivide la radicata ostilità che si riscontra ovunque. La società maggioritaria, spesso grondante pregiudizi, discrimina ed esclude. Vivere in una baracca senza lavoro con 10 figli è vivere ? come si fa a sopravvivere ?. E’ compito delle istituzioni e della società maggioritaria, includere, offrire una mano di aiuto a chi non ce la fa soprattutto perché odiato, discriminato, osteggiato. I cosiddetti social grondano manifestazioni violente di odio contro Rom e Sinti. Dove sono le istituzione cui ne competerebbe il contrasto ?
L’abbandono, l’ostilità, la segregazione sono vissute con rassegnazione e paura e la risposta inconsapevole ma reale è spesso l’illegalità ma l’illegalità del povero, dell’emarginato, per quanto condannabile non può avere lo stesso peso della violazione dei diritti umani perpetrata dalle istituzioni.
ALLEANZA ROMANI
MOVIMENTO KETHANE
ASSOCIAZIONE UPRE ROMA
CONSULTA ROM E SINTI MILANO
CITTADINANZA E MINORANZE