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mercoledì 2 novembre 2016

IL PARERE DI FONDAZIONE ROMANI'

“Partire da lì e non cancellarla”
Cambiare il dibattito pubblico sulla minoranza romanì è necessario per il contrasto alla discriminazione e per un miglioramento della qualità della vita delle comunità romanès.
Per cambiare il dibattito pubblico sulla minoranza romanì occorre un radicale cambiamento del modello di sviluppo degli interventi per le comunità romanès; un modello basato su un approccio multiculturalista-differenziato che non ha portato i benefici sperati ed ha con...

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Fondazione Romanì Italia

SOLDI PER L'INTEGRAZIONE?

Ciò nonostante siano passati tanti anni, ancora oggi la Xenofobia gli stereotipi e gli pregiudizi nei confronti della popolazione Rom Sinti e Camminanti e molto presente nel territorio nazionale italiano.
Dove ancora oggi intorno ai circa 40,000 Rom, rispetto i 160/170 mila Rom Sinti e Camminanti lo 0,23 % della popolazione italiana, solo 40,000 Rom vivono nei Campi cosi detti Campi Attrezzati o Campi Nomadi.
Sin dalla loro prima creazione dei cosi detti Campi Attrezzati o Campi Nomadi, dove nel lontano 1981 il governo Berlusconi con l’appoggio della lega nord approvano la creazione dei primi Campi dedicati esclusivamente ad una etnia specifica “Rom” chiamati in quel periodo fino ad oggi “Nomadi” o cosi detti “Zingari” tra l’altro dispregiativo un termine mai definito dai Rom, dove in tutti questi anni non ci e mai stata una buona volontà politica di voleri superare i cosi detti Campi Attrezzati ò Campi Nomadi.
Dove tutto ciò si nota sopra tutto per le varie leggi approvate e varate dal governo italiano in primis violando sia i diritti fondamentali degli esseri umani ma sopra tutto violando i quadri strutturali varati e sotto scritti da tutti gli paesi membri UE fino ad arrivare negli anni nostri con varando una “Strategia Nazionale d’inclusione Rom Sinti e Camminanti” termine della strategia 2012 - 2020 punto di contatto “UNAR” Ufficio Nazionale anti discriminazione Raziale.
Dove la Strategia Nazionale d’inclusione Rom Sinti e Camminanti varata da tutti i paesi membri UE prevede l’inclusione dei RSC attraverso quattro punti “Lavoro – Casa – Formazione – Sanita” che sta à ugni singolo paese decidere come applicare questa strategia attraverso i quattro punti, detto tutto ciò per poter svolgere questa strategia il Consiglio d’Europa ha stazionato circa 93 miliardi di euro per tutti i 28 paesi membri UE, dove tra l’altro il governo Italiano negli ultimi mesi ha già ritirato 6 miliardi per la questione sociale più 1 miliardo dedicato per l’inclusione dei RSC che ancora oggi non si vedono ne iniziative ne risultati di nessun tipo di inclusione dei RSC.

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Samir Alija Dimenticavo l'unica cosa ché ci danno e la soferenza totale atraverso stigmatizzazione, stereotipi, pregudizzi, falsa propaganda, Campi di concentramento tra laltro abandonati a loro stessi con il degrado totale questo è quello che ci danno.
Marcello Zuinisi Il solo PON INCLUSIONE e' stato finanziato al GOVERNO ITALIANO dalla COMMISSIONE EUROPEA per la cifra di un 1.260.000.000 euro. Si tratta di un programma nazionale per il periodo 2014 2020 per inclusione sociale dei poveri, dei Rom, Sinti e Caminanti. ...Altro...

Il Programma nazionale Inclusione muove prioritariamente dalla necessità di tutelare o sostenere allo stesso modo tutti gli individui, con riferimento al percorso di definizione dei livelli minimi di alcune prestazioni sociali da garantire uniformemente sull’intero territorio nazionale.
FASI.BIZ
Mi piaceRispondi121 h
Saska Jovanovic Fetahi ma mi può qualcuno rispondere chi ci sta al V dipartimento al ufficio -sportello Rom??''
Marcello Zuinisi Saska all'Ufficio sportello Rom non c'è solo una persona, ci sono tante persone. Il loro capo, per ora, si chiama Antonino De Cinti

UN BUON MODO DI PROCEDERE


Manuel Innocenti a Rom, Sinti e gagé insieme senza razzismo ed intolleranza.
Dove abito io, l'amministrazione locale sembra che ci ascolta.
Alcuni sinti sono andati a vivere in appartamento perchè non avevano un posto dove stare. Altri sono usciti dal campo e hanno preferito vivere in casa.
Mio padre, io e altre famiglie sinte abbiamo richiesto le microaree facendo riferimento ad una legge che esiste in Trentino e si sta lavorando per realizzarle.
Secondo me, questo è il miglior metodo per superare i campi.
Avere più alternative e dare la possibilità alle persone di scegliere.
Tanti invece parlano di superamento dei campi senza nessuna alternativa e non vogliono tenere conto delle persone. Poi adesso va di moda quella frase ingannevole che a causa di questa stessa, tante persone si ritrovano a non avere la possibilità di vivere migliorando la propria condizione.
La frase che sento spesso è,
" Non ci devono essere soluzioni specifiche o solo per rom e sinti "
Grazie a questa frase, molti progetti vengono bloccati e molte persone si ritrovano a vivere una condizione abitativa disperata.
Immaginano un futuro di inclusione basato su parole e sperano in un futuro mondo dove le persone vivono tutti in pace, si accettano e si vogliono tutti bene e, intanto lasciano quelle persone che dicono di difendere, nella disperazione totale in una baracca di faisite.
Che grande pagliacciata !!
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Gaia Moretti
Gaia Moretti Questa cosa delle micro aree è bellissima, secondo me. Mi puoi dire come ci state lavorando? Conosco un po la legge regionale, ma molto poco, e mi interessa avere dettagli su un progetto che funziona!
Manuel Innocenti
Manuel Innocenti Adesso si sta cercando il modo e i siti per realizzarle.
In questa cosa veniamo consultati direttamente noi sinti. In linea di massima si sta stabilendo un breve periodo di tempo affinchè chi ha fatto domanda per gli appartamenti gli vengano consegnat
i cosi da non lasciare nessuno in mezzo ad una strada. Poi si procederà con i lavori e la conseguente chiusura del campo.
Sperando sempre comunque che il progetto continui anche se come succede, le persone che lavorano nelle amministrazioni cambiano.

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ANCORA DIBATTITO SU ROM, SINTI, ASSOCIAZIONI...