mercoledì 18 gennaio 2017

LETTERA APERTA ALL'ATTIVISMO ROMANO'




Se non riesci a leggere l'email clicca qui
--
--




Lettera aperta all'attivismo romanò






Per tanto tempo, negli anni passati, abbiamo tutti denunciato gli errori degli attivisti, degli esperti e dalle associazioni pro rom per le scelte politiche sbagliate verso la minoranza romanì, per un disastroso modello di sviluppo degli interventi i cui fallimenti sono ben documentati, e per l'assenza di volontà ad un radicale cambiamento.

Tutti abbiamo sempre denunciato gli ostacoli per la partecipazione attiva del rom nelle attività e nelle iniziative destinate alla minoranza romanì.
Da diversi anni la partecipazione attiva del rom inizia ad essere un fatto concreto e dobbiamo porci diverse domande.

Cresce la partecipazione attiva del rom e non è visibile un miglioramento delle condizioni della minoranza romanì, è evidente che qualche cosa non funziona correttamente.

Oggi per le comunità romanès non è cambiato quasi nulla rispetto al passato, anche se da diversi anni tante persone/associazioni rom gestiscono progetti ed iniziative oppure collaborano alla loro realizzazione.

Potrei citare i progetti gestiti con la presenza di persone/associazioni rom che non hanno prodotto alcun tipo di benificio alle comunità romanès, e potrei motivare i limiti ed i danni delle attività realizzate, ma in questa sede voglio invitare ad una riflessione con la propria coscienza.

La partecipazione attiva e qualificata del rom, specifica e non esclusiva, è fondamentale per migliorare le condizioni delle comunità romanès, ma siamo degli irresponsabili se non comprendiamo che la partecipazione attiva del rom senza specifiche conoscenze-competenze professionali ed esperienza è molto pericolosa perchè implementa stereotipi e pregiudizi, legittima l'istigazione all'odio razziale e radicalizza la discriminazione.

Essere rom non vuol dire essere automaticamente un esperto.

In Italia gran parte dei progetti e delle iniziative realizzate con la partecipazione attiva di persone/associazioni rom dimostrano che il modello di partecipazione attiva del rom, spesso voluto e sostenuto dalle istituzioni, non ha prodotto (e nemmeno proposto) un radicale cambiamento utile per migliorare le condizioni sociali, culturali e politiche della minoranza romanì.

Si intende continuare con l'attuale modello di partecipazione?

Nella Fondazione romanì Italia abbiamo scelto un modello di partecipazione attiva e qualificata del rom, specifica e non esclusiva, laddove i requisiti prefessionali, morali ed etici sono fondamenti imprescindibili; con questa strategia la nostra fondazione da alcuni anni realizza la propria visione politica.

Nei prossimi giorni Fondazione romanì Italia emanerà un bando ( sarà disponibile nel sito web:
www.fondazioneromani.eu), per selezionare n. 12 persone rom più 03 uditori per partecipare al corso di formazione professionale di “Esperto di sviluppo di comunità”.

Si tratta di una delle attività del progetto “Romanipè 2.0” finanziato da UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazione razziale e finalizzato ad implementare la visione politica strategica di Fondazione romanì Italia per strutturare un modello di sviluppo degli interventi per le comunità romanès diverso dal passato ed elaborare una nuova romanipè.

Concludo invitando a sostenere la campagna di adesione 2017 di Fondazione romanì con l'adesione quale socio sostenitore dalla home page del sito web:

www.fondazioneromani.eu

Nazzareno Guarnieri – presidente Fondazione romanì Italia


 


---


Fondazione romanì Italia

Via Rigopiano n. 10/B  - 65124 Pescara  tel. 3299135259 - 3277393570



martedì 17 gennaio 2017

19/1 - ASSOCIAZIONE FABRIZIO CASAVOLA














Ovviamente a Milano.

Il 19 gennaio 2017 dalle 19,00 terremo al Ligera la nostra prima festa di tesseramento.
Sarà innanzitutto una serata di promozione dell’associazione, che ha pochi mesi di vita e la necessità di acquisire nuovi soci e nuove idee per la realizzazione dei suoi obiettivi.
Ma sarà anche una festa, perché ci sarà da mangiare e bere, musica e qualche intervento a sorpresa.
Vi chiederemo di aderire all’associazione, versando un contributo di 10 euro per l’anno 2017.
Il denaro raccolto con le quote associative e le somme versate a qualsiasi titolo sono, per ora, l’unica fonte di finanziamento di cui dispone la nostra associazione. Quindi invitiamo tutti a fare la tessera e a regalarla ad amici e parenti.
Aiutateci a promuovere l’appuntamento e, soprattutto, preparatevi a FAR FESTA!


Ci sarà Luca Klobas


 e Massimo Conte



Materiale del Cestim su Rom, Sinti e Camminanti

Cestim on-line - Sito di documentazione sui fenomeni migratori

La Comunità di Sant'Egidio con i Rom e i Sinti



La Comunità di Sant'Egidio con i Rom e i Sinti | Comunità di Sant'Egidio

Conoscenza, metodo e rete: il corso Caritas Roma per lavorare con i rom - Redattore Sociale


Conoscenza, metodo e rete: il corso Caritas Roma per lavorare con i rom - Redattore Sociale

“Una nuova generazione di criminali cresce nei campi rom di Milano” - Redattore Sociale


“Una nuova generazione di criminali cresce nei campi rom di Milano” - Redattore Sociale

mercoledì 4 gennaio 2017

LA STORIA DEI ROM

venerdì 30 dicembre 2016

L'ASSESSORE E IL PUNTO DI VISTA ROM

 

Idea Rom Onlus ha aggiunto 6 nuove foto.
L'ASSESSORE E IL PUNTO DI VISTA ROM
Oggi nel social-housing di via Traves, e poi al campo nomadi di via Germagnano, Idea Rom ci è andata con l'assessore comunale ai Diritti e alle Pari Opportunità del Comune di Torino, Marco Giusta.
Per far toccare con mano la situazione di donne e uomini che ogni giorno a Torino vedono negata la propria dignità.
Le famiglie hanno mostrato le proprie condizioni di vita, la difficoltà d'accesso a diritti e opportunità disponibili per qualsiasi altro cittadino a Torino e le molte vessazioni a cui sono costrette dalle attività di controllo quasi sempre ingiustificate e ingiustamente generalizzate.
Hanno soprattutto descritto la condizione esistenziale di chi è sempre sul punto d'essere scacciato, sia che viva in un insediamento spontaneo, sia che viva in strutture assolutamente precarie che sontuosi progetti hanno invece spacciato come soluzioni abitative di lungo periodo.
Sperando che questa occasione possa servire a portare nella Giunta Comunale di Torino un punto di vista finora inascoltato, quello dei Rom a cui nessuno si rivolge per discutere quella condizione di vita e come poter provare a venirne fuori tutti assieme.
Vesna Vuletic
Presidente Idea Rom Onlus

giovedì 29 dicembre 2016

Torino, giornalisti rom combattono i pregiudizi

Torino, giornalisti rom combattono i pregiudizi

MILLANTATORI E MENZOGNE SUI MATRIMONI FORZATI A 9 ANNI E SUI MOTIVI DELL'ABBANDONO SCOLASTICO DELLE BAMBINE ROM E SINTE

Idea Rom Onlus


Sono in Italia da quando ero ragazzina e non ho mai visto il matrimonio di bambine Rom e Sinte di 9 anni, tantopiù con adulti.
Da oltre 25 anni mi occupo di Rom più o meno di tutte le comunità e anche in questo periodo non mi è mai successo di vedere matrimoni di questo tipo.
Da quasi 10 anni dirigo anche l'associazione Idea Rom di Torino (https://www.facebook.com/idearom.onlus) costituita da nostre donne di varie origini nazionali e, anche in questo caso, non abbiamo mai affrontato situazioni del genere.
I matrimoni più giovani di cui ho notizia o memoria risalgono a tanti anni fa e, comunque, riguardavano ragazzine e ragazzini, coetanei, di 15-16 anni.
Ma questi, che già erano casi eccezionali nei nostri paesi d'origine, nel tempo sono andati via via riducendosi anche in Italia, fin quasi a scomparire. Oramai la gran parte delle ragazze si sposano più grandi, tra i 17 e i 20-22 anni, scegliendo da sé il proprio sposo e la propria vita affettiva.
Quando i genitori si oppongono (ad esempio per pregressi litigi fra le famiglie), normalmente le ragazze scappano con i fidanzati, mettendoli di fronte al fatto compiuto.
La questione della dote che alcuni intendono o fraintendono come somma per l'acquisto della sposa sarebbe anche da spiegare meglio, poiché nella maggior parte dei casi è puramente simbolica, è circoscritta a pochissimi gruppi dove è praticata da neanche tutte le famiglie. Ci sono in ogni caso nostre comunità dove la tradizione della dote non è neppure mai esistita.
Il dato di riscontro è dato dall'assenza di denuncie e dall'esiguità di segnalazioni ai Tribunali dei Minori, obbligatorie nel casi di matrimoni (anche di fatto) fra minori di 15 anni.
A scanso di equivoci mi tocca precisare che non sono mai stata favorevole ai matrimoni combinati, figuriamoci a quelli forzati o a quelli fra bambini e adulti.
Però certe iniziative, che da alcuni mesi stanno propagandando una presunta emergenza relativa a questo tipo di matrimoni fra i Rom, mi stanno preoccupando perché possono diffondere un ulteriore e infondato pregiudizio sulle nostre comunità, dando spazio a strumentalizzazioni razziste contro tutto il nostro popolo.
Nel tentativo di approfondire e discutere l'argomento non posso inoltre nascondere una certa preoccupazione rispetto alla demonizzazione di cui sono stata oggetto provando a far presente le mie osservazioni.
Ho provato a discutere l'argomento con alcuni promotori del progetto Terni Bori che affronta il tema, registrando reazioni che quasi immediatamente sono scivolate nell'attacco personale, causando la mia immediata collocazione nella categoria di coloro che amano e difendono i matrimoni forzati fra bambini e adulti (!)
A Torino il prgetto Terni Bori è promosso da Stojanovic Vojislav, rappresentante di varie fantomatiche associazioni di cui non c'è alcuna traccia nei registri comunali, provinciali o nazionali (che prevedono revisioni periodiche sull'effettiva esistenza e sulla regolarità della gestione).
Stojanovic, oltre a agitare l'emergenza del problema dei matrimoni forzati fra bambine e adulti Rom, spiegherebbe con questo motivo la ragione dei tanti abbandoni scolastici da parte delle nostre ragazzine.
Peccato si tratti di una curiosa invenzione di Stojanovic, non supportata da alcun dato e o esperienza personale o lavorativa in ambito scolastico.
Da quel che invece ho potuto capire, sulla base di esperienze e progetti pluriennali, questa "emergenza" degli abbandoni scolastici da parte di bambine Rom costrette al matrimonio NON ESISTE.
Esiste piuttosto il serio problema della qualità degli apprendimenti a cui sono sottoposti i nostri bambini nelle scuole in cui siano "etichettati" come "nomadi". E' difatti molto diffusa la consuetudine di abbassare le aspettative formative nei loro confronti, relegati spesso al fondo dell'aula a disegnare dalla mattina alla sera ("perchè vengono a scuola solo per stare al caldo e mangiare un pasto regolare nella mensa"), senza compiti assegnati a casa ("perchè tanto non li farebbero"), senza convocazioni e colloqui con i genitori ("perchè tanto non verrebbero"), senza progettazioni di alcuna ambizione ("perchè l'istruzione scolastica non fa parte della cultura Rom"), ecc..
L'insuccesso e la dispersione scolastica dei nostri bambini, senza alcuna differenza fra maschi e femmine (se ci si riferisce ai dati e non alle fantasie), è dovuto alla bassa qualità degli apprendimenti ricevuti nella scuola dell'obbligo e che non consentono di affrontare con adeguate competenze alcun ciclo di studi superiori.
Senza voler trascurare altri problemi che meriterebbero una più approfondita analisi (dalle condizioni di vita nei campi nomadi al razzismo percepito e subito da questi bambini in tutte le situazioni della propria vita), il dato di riscontro è quello dei bambini che, pur avendo svolto in assoluta regolarità l'intero ciclo scolastico obbligatorio (magari dalle materne, con frequenze continuative del 100% e nessuna bocciatura), alla fine della terza media sanno a malapena leggere e scrivere (e in molti casi neanche quello).
In una città come Torino, dove dal 1978 il Comune e varie associazioni (comprese quelle che volevano e gestivano la "scuola degli zingari") si sono occupate di scolarizzazione degli "alunni nomadi", nessuno ancora si chiede come sia possibile che nessun Rom proveniente dai campi nomadi abbia mai conseguito un diploma superiore quinquennale e tanto meno laureato.
Adesso, invece, sarebbe arrivato Stojanovic a spiegare che i motivi dell'insuccesso scolastico delle bambine (e quello dei bambini?) stia tutto nei matrimoni precoci, forzati e brutali a cui sarebbero sottoposte dalle nostre famiglie...
Superficialità che purtroppo alimenta solo altro razzismo di cui, almeno in questo caso, potevamo farne a meno.
La fragilità degli argomenti è evidente nella fuga da qualsiasi confronto, anche su questi social network dove Stojanovic si adopera con "blocchi" e camuffamenti che impediscono qualsiasi confronto.
Curioso per chi ambisca e si presenti come paladino di cause collettive, soprattutto, se convinto dei propri argomenti sul tema. Invece tutta l'attività si limita a spacciare per incontri di presentazione del progetto alcune riunioni di commissioni comunali su tutt'altri temi, guarnendo il tutto con fotografie in cui ignari consiglieri comunali vengono immortalati in fotografie in cui afferrano borse di stoffa (con il logo del progetto) disseminate qua e là sui tavoli.
Cooptazioni inconsapevoli e strumentalizzazioni degne di un furbastro da strada, non di chi vorrebbe affrontare seriamente problemi seri.
Se questa difficoltà nel mettersi in discussione e queste modalità di strumentalizzazione sono il presupposto di un lavoro che vorrebbe condannare varie presunte colpe collettive dei Rom (dai matrimoni forzati all'abbandono scolastico, ad esempio), siamo a cavallo e non stiamo vedendo nulla di nuovo rispetto all'epoca delle associazioni pro-Rom che ci infangavano per poter meglio accreditare le loro lucrose mediazioni.
VESNA VULETIC
Presidente Idea Rom Onlus

lunedì 19 dicembre 2016

Mandro Drom "Il mio viaggio" - uno spettacolo di Antun Blasevic - Toni Zingaro





Ar. Ma Teatro, Roma
via Ruggero di Lauria 22 (zona Prati)

Mandro Drom
"Il mio viaggio" - uno spettacolo di Antun Blasevic - Toni Zingaro


"Questo spettacolo racconta l'ironia della sorte di un popolo da sempre rinnegato, ma non è rinnegato perché ha fatto le guerre ma perché da sempre ha interpretato la vita come un dono che si deve vivere nella piena libertà del suo essere, una vita senza le guerre e le frontiere accompagnata dalle tradizioni e dalla musica".
Antun Blasevic

Musicisti:
Albert Mihai fisarmonica, Moreno Viglione chitarra solista , Gianfranco Malorgio chitarra ritmica , Marco Loddo contrabbasso.

Ingresso € 10,00
Info e prenotazioni tel 0639744093 - 3339329662


TG Rom - Edizione 34 del 17/12/2016 - YouTube

TG Rom - Edizione 34 del 17/12/2016 - YouTube

domenica 18 dicembre 2016

Istruzione ed i bambini delle comunità romanès

Istruzione ed i bambini delle comunità romanès

AMELIA (ROM ITALIANISSIMA) E IL SUO APPELLO AI RAZZISTI

Diritti e cultura di Rom e Sinti - Roma and Sinti - rights and culture : AMELIA (ROM ITALIANISSIMA) E IL SUO APPELLO AI RAZ...: Amelia Guarnieri 24 marzo alle ore 15.30 ·  Voglio precisare una cosa importante, so bene che quello che scriverò non...

SONO UNA BIMBA ZINGARA...

Gioco con il fango con le misere scarpe da donna, ma io bimba mi diverto ugualmente. Sono sporca perché non c'e' acqua corrente e nè potabile per bere e lavarsi, ma io bimba mi diverto ugualmente. Non ho il senso del possesso di avere una bambola o qualsiasi altro gioco, posso avere la grandezza di giocare in piena libertà con la natura, ma io bimba mi diverto ugualmente. Non ho paura di avere freddo, sono abituata ad avere pochi vestiari e tra l'altro smessi dagli altri, mi piace travestirmi , ma io bimba mi diverto ugualmente. Non vado a scuola, perché non mi vogliono, dicono che sono brutta sporca nera e ladra. Ma io sono una bimba come tutti gli altri, voglio imparare a scrivere e leggere per un domani migliore, per il mio futuro. Non lamentatevi se poi per sopravvivere io un giorno sarò costretta a rubare per mangiare perché voi avete rubato e molestato la mia infanzia e la mia persona. Sono solo una bimba ZINGARA che vive ai campi nomadi ai margini di una città che ci e' ostile. Sono solo una bimba come tutti gli altri bimbi.

Scritto e pensato da me.
Amelia Guarnieri
29 Aprile 2014


foto dalla pagina FB di Vesna Baxtali Vuletic 

Chi sono i Rom? - Focus.it

Chi sono i Rom? - Focus.it

mercoledì 14 dicembre 2016

Survey shows 80 percent of Roma at risk of poverty

Survey shows 80 percent of Roma at risk of poverty

SOSTIENI LA FONDAZIONE ROMANI'

Newsletter www.fondazioneromani.eu



Una domanda in attesa di risposta






Fondazione romanì Italia augura Buon Natale e Felice Anno 2017

Fondazione romanì Italia promuove una consapevole coscienza dell'essere rom e minoranza nel terzo millennio, in una prospettiva di affermazione dei diritti e dei doveri, ed elaborare una romanipè 2.0.

Le azioni di Fondazione romanì Italia sono sviluppate nella logica di “processi” finalizzati a modificare i modelli e le situazioni paradossali con cui sono state considerate ed affrontate le questioni relative alla minoranza romanì.

Visita il nostro sito web
www.fondazioneromani.eu e valuta se:
Fondazione romanì Italia deve continuare oppure cessare le attività?

A questa domanda troveremo la risposta dal contributo economico, anche piccolissimo, che decidi di inviare a Fondazione romanì Italia
cliccando su questo link:


Oppure con bonifico a Banca popolare Etica
IBAN: IT83T0501803200000000167403
BIC/SWIFT: CCRTIT2T84A

Buon Natale
Felice Anno 2017



---


Fondazione romanì Italia

Via Rigopiano n. 10/B  - 65124 Pescara  tel. 085 9155070 numero verde gratuito 800587705

email: fondazioneromani.italia@gmail.com    web: www.fondazioneromani.eu


Progetto nazionale per l’inclusione e l'integrazione dei bambini rom, sinti e caminanti - Pianificazione, programmazione sociale

Progetto nazionale per l’inclusione e l'integrazione dei bambini rom, sinti e caminanti - Pianificazione, programmazione sociale

giovedì 17 novembre 2016

COSI' IL PARLAMENTO HA INSABBIATO LO SCANDALO DEI CAMPI ROM A ROMA

Idea Rom Onlus.
Idea Rom Onlus
COSI' IL PARLAMENTO HA INSABBIATO LO SCANDALO DEI CAMPI ROM A ROMA
Le denunce di Pannella nel 2014. Ma la commissione d’inchiesta non è mai nata.
Dalla scorsa estate giace in Parlamento, a prima firma Giovanna Martelli, una proposta di legge per istituire una commissione d’inchiesta sulla gestione dei campi nomadi a Roma: ma nessuno ne parla.
Una storia di silenzio che comincia nel 2013, quando Marco Pannella prende in mano in prima persona il lavoro di due film-maker militanti radicali e comincia a seguire la lavorazione di un film che alla fine consegnerà in Procura al pm Pignatone, Dragan aveva ragione.
L’avvocato Vincenzo Di Nanna, segretario di Amnistia, Giustizia e Libertà, che curò la denuncia sporta dal leader radicale contro il Comune di Roma, lo ripete da anni: «È stata censurata una parte della nostra storia».
Marco e la battaglia per l’inclusione dei Rom erano una cosa sola da quando era ragazzino, come amava raccontare, e giocava in Abruzzo con i coetanei «zingari» nel Teramano.
Già negli anni ’90 lo storico Radicale Paolo Pietrosanti, Consigliere del Partito Transnazionale, era rappresentante all’Onu della International Romani Union, unico eletto non appartenente all’etnia: fu il solo a denunciare «un intero popolo cancellato con un tratto di penna» dalla legge per la tutela delle minoranze linguistiche storiche (482/1999).
Altro che i buonismi pelosi delle cooperative rosse: i Radicali hanno continuato a battersi contro la corruzione fin quando sono stati nelle istituzioni, quando una delegazione di parlamentari (Maurizio Turco e Rita Bernardini in testa) si recò a Napoli con l’europarlamentare ungherese Viktoria Mohacsi sulle ceneri dei roghi di Ponticelli, puntando il dito senza mezzi termini contro il legame tra campi nomadi e criminalità organizzata.
Così quando i due militanti, Gianni Carbotti e Camillo Maffia, portano a Pannella le riprese che mostrano come Marino e Nieri appena eletti non esitino a riportare con ogni mezzo una comunità fuggita da Castel Romano nel campo gestito da Salvatore Buzzi, il vecchio leone impiega poco a fare due più due e si attiva immediatamente, guardando quattro ore di girato coi registi che prendono appunti su dove il politico più eclettico della storia d’Italia vuole che siano inserite o meno le voci fuori campo.
Il film è presentato in anteprima al Partito Radicale nell’estate 2014, e Rita Bernardini, mesi prima dello scandalo «Mafia Capitale», prende il microfono e dice che le immagini dovrebbero essere portate in Procura: «Sono stati filmati dei reati».
Ci vorrà un anno e la fondazione di un’associazione tutta pannelliana - Amnistia, Giustizia e Libertà - perché Pannella, Bernardini e Di Nanna si rechino in Procura sporgendo denuncia e consegnando copia del documentario. Nell’atto, cifre folli: la giunta Marino spende 150.615 euro per sgomberare i Rom e riportarli nel campo gestito da Buzzi. Nel frattempo il Partito Radicale (inascoltato) chiede l’attuazione della Strategia nazionale d’inclusione per chiudere i rubinetti del danaro comunale, accedere ai fondi europei e avviare percorsi di trasparenza dopo Mafia Capitale.
Ma il film è già passato sotto silenzio: lo scandalo imperversa, il PD è in guai seri e nessun «attivista per i diritti umani» ha intenzione di diffondere un documentario in cui il leader radicale spara a zero sulla doppia morale della sinistra mentre scorrono le immagini nude e crude della speculazione sui campi nomadi.
L’unica testata che si occupa del film appena uscito è Il Tempo, mentre la sinistra «contro il razzismo» tace.
Tra le rare eccezioni la Martelli, la quale presenta il film alla Camera e deposita la proposta d’inchiesta tratta dalla denuncia di Pannella. Davvero il Parlamento calendarizzerà la discussione di un DDL per indagare sulla corruzione nei campi nomadi? I Radicali non sono così sciocchi da crederlo, ma sono determinati a chiederlo. Né il partito oggi rappresentato da Maurizio Turco né l’associazione guidata da Vincenzo Di Nanna e presieduta da Laura Arconti intendono mollare su questa che è stata una delle ultime e più scomode battaglie di Marco Pannella, censurato anche ora che non c’è più».
(Fonte: Il Tempo)

L'Alexian Group esegue "Romano Dives" al 18° Festival Alexian & Intern...

OsservAzione - Dai ghetti.... ai ghetti.

OsservAzione - Dai ghetti.... ai ghetti.

In Italia quasi 20mila minori rom in povertà assoluta e emergenza abitativa - Associazione Carta di Roma

In Italia quasi 20mila minori rom in povertà assoluta e emergenza abitativa - Associazione Carta di Roma

Minori, "in Italia 20 mila rom emarginati". Vivranno di meno e non studieranno - Redattore Sociale

Minori, "in Italia 20 mila rom emarginati". Vivranno di meno e non studieranno - Redattore Sociale

NOTRE ROUTE -Amaro Drom-: Mémoires Critiques

NOTRE ROUTE -Amaro Drom-: Mémoires Critiques

VIA IDRO

Milano, 7 novembre 2016
A:
Sindaco Giuseppe Sala
Vicesindaco Anna Scavuzzo
Assessora Carmela Rozza
Assessore Pierfrancesco Majorino
Assessore Marco Granelli
Dott.ssa Tiziana Ferrittu - Coordinamento Linee Guida Rom, Sinti e Caminanti Comune di Milano

Oggetto: Situazione ex abitanti campo rom via Idro presso il CeAS e attuazione dei programmi previsti. Richiesta di incontro urgente.

Gentili Signore, Egregi Signori
Siamo venuti a conoscenza che nei giorni scorsi sono state consegnate lettere di richiamo a due dei cittadini accolti presso il Centro di Autonomia Abitativa al CeAS di Parco Lambro per violazione di alcune regole contenute nell’Accordo di Accoglienza sottoscritto da alcune famiglie in seguito alla chiusura del campo rom regolare di Via Idro.
Per la chiusura del campo rom di via Idro abbiamo svolto un ruolo attivo di confronto e mediazione con l’assessore Granelli. In particolare ci siamo adoperati affinché tutte le famiglie che erano residenti regolarmente nel campo rom via Idro potessero essere alloggiate in strutture abitative dignitose (e questo purtroppo non è stato possibile per tutti) e che la chiusura del campo diventasse l’occasione dell’avvio di una vera integrazione nel tessuto sociale cittadino (come indica la delibera n° 1444 del 17 agosto 2015, con la quale la Giunta ha sancito la chiusura del campo rom di via Idro).
Più volte, nelle riunioni convocate su esplicita richiesta dell’allora presidente della Zona 2 Mario Villa e del presidente della Commissione Coesione Sociale e Sicurezza del CdZ 2 Stefano Costa, l’assessore Granelli ha affermato che il programma di accoglienza presso i centri (CES e CAA) sarebbe durato il tempo necessario (inizialmente previsto in 1 anno + 1) per consentire la realizzazione di progetti tali da permettere, da una parte, ai soggetti accolti di conseguire una reale autonomia economica e dall’altra per individuare soluzioni abitative più dignitose e integrate nella città.
Per quanto riguarda il pagamento dei contributi alle spese di gestione dei centri, di solito previsti negli Accordi di Accoglienza, l’assessore Granelli aveva promesso che sarebbe stato richiesto solo quando, anche grazie ai “percorsi”, queste famiglie ne avrebbero avuto le possibilità.
Ora, sia gli operatori del CeAS che hanno segnalato al Comune il mancato pagamento, sia i funzionari del Comune di Milano che hanno firmato e consegnato il provvedimento, sanno che i due cittadini destinatari delle lettere di richiamo sono sprovvisti di mezzi economici. I soggetti in questione sono disoccupati e non godono di alcun introito economico da quando sono ospiti nel CAA di Parco Lambro. Qui, infatti, è impossibile per loro svolgere quelle piccole attività “marginali” (per esempio lo sgombero di solai e cantine) che gli consentiva invece lo spazio loro assegnato nel campo di via Idro. Di fatto, le due famiglie stanno sopravvivendo grazie agli aiuti della madre (che gode di una modesta pensione sociale), ai pacchi alimentari ricevuti saltuariamente da parrocchie e altri enti caritatevoli, a qualche aiuto economico di amici consapevoli delle loro condizioni.
Sono trascorsi quasi 8 mesi da quando il Comune ha liberato l’area e ne sono passati 15 da quando la Giunta Comunale ha deliberato la chiusura del campo. Neppure un adulto ha seguito un programma per l’inserimento lavorativo: al momento sono tutti disoccupati (ad eccezione di quelli che lavoravano prima dello sgombero) e nei vari centri dove sono state collocate le famiglie, qualcuno di loro ha semplicemente fatto un colloquio preliminare di conoscenza per un’eventuale “borsa lavoro” che per ora non si è concretizzata.
Chiediamo pertanto un incontro urgente di aggiornamento della situazione, anche alla luce dell’ormai vicinissima data di scadenza della convenzione tra Comune e gestori dei CAA (31/12/2016), in cui ci sia la possibilità di conoscere quanto è stato fatto per favorire l’autonomia dei soggetti ospitati e quanto sia in previsione di fare nel prossimo immediato futuro.
Chiediamo inoltre, stante le premesse suddette e il fatto che i due soggetti in questione si sono impegnati a costruire un rapporto di maggiore collaborazione con gli operatori del CeAS, che vengano ritirate le lettere di richiamo.
Ringraziamo per l’attenzione che vorrete prestare alla nostra lettera e cogliamo l’occasione per porgere distinti saluti.
Condivisa e firmata da:
Mario Villa, ex Presidente del Consiglio di Zona 2
Alberto Ciullini, ex Presidente Commissione Scuola del Consiglio di Zona 2
Alberto Proietti, ex Presidente Commissione Urbanistica, Edilizia privata e Demanio del CdZ 2
Stefano Costa, ex Presidente Commissione Coesione Sociale e Sicurezza del CdZ 2
Piero Leodi, Luigi Vuono, Antonio Piazzi, “Amici di Via Idro”
Nadia Schavecher Sapevamo che sarebbe andata cos te. E' una vergogna!
Piero Leodi
Piero Leodi Cara Nadia, lo sapevamo sì. E lo abbiamo ripetuto decine di volte. Piuttosto inascoltati, anche a sinistra sinistra. Vedremo questa volta come andrà.
Nadia Schavecher
Nadia Schavecher Come vuoi che vada. Abbiamo capito che alle varie letterine e petizioni sono sordi! La sinistra e' una indicazione geografica niente di più....
Marco Essepi
Marco Essepi Mi prudono le mani......
Paolo Teruzzi

Scrivi un commento...