martedì 19 settembre 2017

I rom di Scampia: "Ci chiedevano di incendiare rifiuti, non lo abbiamo più fatto e hanno incendiato noi" - Il Fatto Quotidiano

I rom di Scampia: "Ci chiedevano di incendiare rifiuti, non lo abbiamo più fatto e hanno incendiato noi" - Il Fatto Quotidiano

Opre Roma! il film

Opre Roma! il film

ROMA: PREOCCUPAZIONI E DUBBI SULLA CHIUSURA DEL PRIMO "CAMPO NOMADI" -

Idea Rom Onlus
ROMA: PREOCCUPAZIONI E DUBBI SULLA CHIUSURA DEL PRIMO "CAMPO NOMADI" - COMUNICATO STAMPA
L'associazione di promozione sociale CITTADINANZA E MINORANZE ha inviato alla Sinda Raggi e all'Assessora Baldassarre la seguente lettera con la quale si richiama l'Amministrazione di Roma Capitale all'osservanza delle norme del Diritto Internazionale ricordando che in caso di violazioni può intervenire l Corte Europea dei Diritti Umani, come avvenuto in passato.

Signora Sindaca, Signora Assessora,
apprendiamo con molta preoccupazione che sarebbe stata fissata al prossimo 30 Settembre la chiusura del Campo River. I motivi di preoccupazione sono almeno tre.
Il primo e più assillante riguarda la futura collocazione delle numerose famiglie che risiedono nel campo. Non è noto né quale sarebbe, né con quali criteri e procedure sia stata individuata e se e come gli/le interessate, cioè le oltre 400 persone che vi abitano, siano state coinvolte nella decisione. Non vorremmo, ma temiamo, che il trasferimento avvenga con il solito deprecato metodo del “prendere o lasciare” come se non si trattasse di cittadini e cittadine, cui la Carta Sociale Europea, La Carta dei Diritti Umani e la Costituzione Italiana riconoscono ben individuati diritti.
E’ ben noto che tale metodo è illegale, tant’è che la Corte Europea dei Diritti Umani lo persegue.
La nostra preoccupazione è aggravata dal fatto – ed è questo il secondo motivo del nostro allarme - che la chiusura del River è presentata come uno dei primi atti di attuazione del “Piano di indirizzo di Roma Capitale per l’inclusione delle Popolazioni Rom, Sinti e Caminanti”. Ma non risulta che essa rientri in un percorso posto in essere per la riabilitazione dei componenti delle famiglie residenti e la loro responsabilizzazione; percorso imprescindibile se si vuole davvero operare per la inclusione sociale di persone costrette a vivere per un lungo periodo in condizioni di apartheid. La chiusura del campo, avulsa da una strategia volta ad integrare pienamente nei diritti di cittadinanza minoranze che ne sono state sinora escluse, fa apparire il superamento dei “campi” previsto dal Piano dell’Amministrazione, come ispirato da motivi di decoro e di ordine pubblico e dall’ opportunità di rispondere alla comprensibile esigenza di “sicurezza” della società maggioritaria, piuttosto che dall’obiettivo di promuovere uno scatto di civiltà dell’intera comunità cittadina, ponendo fine a vergognose pratiche di discriminazione razziale.
Non sono questi gli obiettivi della la Strategia Nazionale cui il Piano Comunale dice di ispirarsi.
Un terzo motivo di preoccupazione riguarda la mancanza di una seria presa in carico da parte del Comune del ruolo e delle responsabilità che l’attuazione della Strategia comporterebbe. Lo attesta il fatto che il Tavolo Comunale, del quale era stata annunciata la costituzione, in realtà è inoperante,sicché è preclusa la partecipazione sia delle comunità Rom Sinti e Caminanti, sia dell’as-sociazionismo e dei Municipi ad una approfondita discussione per la messa a punto delle azioni da svolgere per l’attuazione a livello comunale della Strategia Nazionale,
Sono in ballo dunque questioni di enorme importanza, quali il rispetto del Diritto Internazionale, l’attuazione di valori fondativi della nostra Costituzione, la qualità stessa della nostra democrazia. Per quel che ci riguarda saremmo disponibili ad una seria e fattiva collaborazione qualora se ne presentassero le condizioni che allo stato non appaiono; faremo comunque di tutto per impedire che problemi di esclusione e di emarginazione continuino ad essere affrontati in termini di ordine pubblico.
(Fonte: Cittadinanza e Minoranze)

Molotov contro il delegato sindacale - IL CASO A ROVIGO Escalation allarmante. Venerdì notte gli hanno rovinato l'auto, domenica notte il lancio della bottiglia incendiaria contro la vettura. Nuova denuncia - RovigoOggi.it, quotidiano online di informazioni su Rovigo e provincia. News ed aggiornamenti dal Polesine di cronaca, politica, sport, eventi, cultura

Molotov contro il delegato sindacale - IL CASO A ROVIGO Escalation allarmante. Venerdì notte gli hanno rovinato l'auto, domenica notte il lancio della bottiglia incendiaria contro la vettura. Nuova denuncia - RovigoOggi.it, quotidiano online di informazioni su Rovigo e provincia. News ed aggiornamenti dal Polesine di cronaca, politica, sport, eventi, cultura

Chiusura di camping river

domenica 17 settembre 2017

I CAMPI ROM SONO LAGER

Luigi Bevilacqua
9 h · 
Sono uno dei pochi rom a Cosenza che ha vissuto in tutte e tre i campi e nelle case popolari e private.
Sono nato in una baracca a via reggio calabria,l'ho detto spesso nei miei post.
All'età di 6 anni hanno dato la casa a mio padre,nonostante avesse 25 anni,avendo già 4 figli,aveva uno dei punteggi più alti in graduatoria,a vaglio lise.
Li ci ho vissuto per circa 18 anni,fino al 2000.
Ho avuto una parentesi brevissima a via gergeri e successivamente per circa 13 anni ho vissuto al villaggio rom di via degli stadi.
Ho avuto una parentesi di due anni alle spalle di vaglio lise e adesso da un anno ho comprato un appartamento su via popilia.
Questa in sintesi la mia storia abitativa.
Avendole vissute tutte in prima persona sono in grado di captarne le differenze e i vari aspetti psicologici collegabili a tali condizioni.
Vivere in un campo,l'ho fatto per la metà della mia vita,è inumano e inconcepibile.
un non luogo in cui i diritti/doveri non esistono e non sono prevedibili.
Una politica differenziata per soli rom,accettata,oramai,dai rom come una cosa di assoluta normalità.
Vivere fuori da un campo ti da la possibilità di comprendere ancora meglio il lager del campo rom.
Attualmente sono delegato regionale della fondazione romanì italia-delegazione Calabria-
Nel momento in cui affermo che è essenziale superare i campi e creare politiche/percorsi di sviluppo,lo dico perchè li ho vissuti e superati proprio nel momento in cui ho avuto gli strumenti e la forza per farlo.

giovedì 14 settembre 2017

Porrajmos: The Romani and the Holocaust with Ian Hancock - Holocaust Living History - YouTube

Porrajmos: The Romani and the Holocaust with Ian Hancock - Holocaust Living History - YouTube

Roma - Chiusura del campo Camping River: fidarsi è bene, ma...

Il titolo sopra è mio. 
Paolo


Il post sotto è di 
Carlo Stasolla
1 h
Chiusura del campo Camping River: i rom non hanno fiducia negli interlocutori del Comune di Roma quando parlano di inclusione abitativa e lavorativa. Di questo sono incolpati.
Nelle ultime settimane uno dei principali interlocutori che rappresenta il Comune di Roma è un soggetto molto conosciuto dai rom. Quando lo hanno rivisto a Camping River tutti si sono messi le mani nei capelli.
Lui è stato presente in quasi tutti gli sgomberi realizzati sotto Alemanno, Marino, Tronca. Per anni, inoltre è stato il responsabile della gestione del centro di raccolta di via Visso, dove centinaia di famiglie rom hanno vissuto in condizione di segregazione e marginalità in "loculi" (la definizione fu del senatore Manconi) privi di finestre e sotto costante ricatto. "Non ho mai visto una cosa simile!" - dichiarò nel corso di una visita la senatrice 5Stelle Manuela Serra.
Oggi è lui a suggerire ai rom di fidarsi delle istituzioni.

Welcome to Bulgaria! Well, not if you are Roma!

Welcome to Bulgaria! Well, not if you are Roma!

mercoledì 13 settembre 2017

Dove cadono le ombre (il tentativo di sterminio degli Jenisch in Svizzera)

Valentina Pedicini racconta una scena di Dove cadono le ombre - Internazionale

L’appello della reduce nella clinica dell’orrore nazista: «Il razzismo non è finito, è nelle case» - Corriere.it

L’appello della reduce nella clinica dell’orrore nazista: «Il razzismo non è finito, è nelle case» - Corriere.it

U Velto - Reggio Emilia, i sinti scrivono una lettera all'ARCI e all'ANPI

U Velto - Il Mondo, notizie ed immagini dai mondi sinti e rom: Reggio Emilia, i sinti scrivono una lettera all'ARCI e all'ANPI

Monza - L'assessore Arena all' attacco dei nomadi

 Le intenzioni dell'Assessore non sono un gran che ma anche l'articolo...



Boscherona, ancora camper abusivi: nomadi allontanati dai vigili

giovedì 7 settembre 2017

LA STRADA GIUSTA

Da quando ho iniziato ad occuparmi di associazionismo mi sono posto degli obiettivi da raggiungere.
da quel giorno sono passati circa 6-7 anni,e devo dire che alcuni si sono avverati e altri ci dobbiamo lavorare.
Avevamo bisogno di una qualità superiore da portare ai tavoli istituzionali per essere credibili per avviare dei percorsi di qualità.
A questo abbiamo aggiunto una etica e una moralità di assoluta qualità,accompagnate da una competenza specifica più che soddisfacente.
Avevamo bisogno di ragazzi/e che finissero le scuole per innalzare la qualità generale della comunità.
Se 6-7 anni fa una sola ragazza della provincia era laureata,adesso ne abbiamo 4-5 e altri 3-4 laureandi e altrettanti potenziali per i prossimi 2-3 anni.
Non sono numeri giganti ma sono di assoluto aiuto per far crescere la comunità.
Dobbiamo iniziare ad essere ambiziosi e cercare di inserirci maggiormente nei luoghi istituzionali e sociali,non più con ruoli marginali ma da protagonisti.
Abbiamo le capacità e le competenze per farlo.
Il mio sogno rimane quello di vedere un Sindaco,oppure altri ruoli istituzionali,di etnia rom,un giudice,un avvocato,un ingegnere,un architetto,un insegnante,un medico di etnia rom.
Adesso questo può sembrare un utopia,lo era anche quello di vedere ragazzi/e di etnia rom laurearsi,ma tra 5-10 anni,magari,potrà essere un assoluta normalità.......

martedì 29 agosto 2017

POLITICHE PER I ROM (O NO?)

Sento dire spesso che la tematica rom e' complicatissima.
Per la competenza e esperienza che ho affermo che e' complicata ma non complicatissima.
Le politiche adottate negli ultimi decenni sulla tematica sono assolutamente fallimentari e inefficaci.
Da questo si potrebbe partire per cambiare le cose.
Non avrebbe senso continuare con politiche che si sono dimostrate non idonee.
Un altro grande problema e' che mancano figure professionali con delle competenze specifiche nella materia.
In Italia c'e' ne sono pochi e nella maggior parte dei casi anche ostacolati.
Spesso le amministrazioni preferiscono appoggiarsi a figure che non hanno nessun tipo di competenza,piuttosto che attingere da chi ne ha.
E come se per costruire un palazzo ci si affidi ad un fruttivendolo piuttosto che a un ingegnere.
Ovvio che le probabilita' che il palazzo crolli sono pressocche' certe.
C'e' bisogno di intervenire efficaciamente nella comunita' per dare la possibilita',ai tanti ragazzi presenti che hanno capacita incredibili,di avere quelle competenze specifiche che al momento non hanno.
Ci vogliono dei percorsi,dei processi di sviluppo che facciano crescere l'intera comunita'.
Ovviamente questo deve essere accompagnato anche da una conoscenza storica della comunita',che preservi la lingua,le tradizioni e la cultura.
Qualsiasi popolo che con il tempo non riesce ad evolversi e a svilupparsi,e' avviato inesorabilmente a "morire".

«Minoranza Romanì. Processi di sviluppo delle aree di minoranza linguistica». Se ne parlerà a Cosenza il 5 settembre

«Minoranza Romanì. Processi di sviluppo delle aree di minoranza linguistica». Se ne parlerà a Cosenza il 5 settembre

venerdì 18 agosto 2017

DIVIETO DI ESISTERE?

Le apparenze ingannano - Valeriu Nicolae - Internazionale

Le apparenze ingannano - Valeriu Nicolae - Internazionale

Carte du rromani



interessante!



Carte du rromani

IV° Carovana della memoria e della diversità linguistica e culturale

Newsletter - www.fondazioneromani.eu

IV° Carovana della memoria e della diversità linguistica e culturale



Il 26 agosto 2017 parte la IV° Carovana della memoria e della diversità linguistica e culturale, un viaggio alla scoperta dei patrimoni etnolinguistici d'Italia.

Allegato il file del programma.


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martedì 15 agosto 2017

Rom abusivi a Milano: uno sgombero ogni 4 giorni. Mille le baracche abbattute - Corriere.it

Mio commento: siamo sicuri che tanti soldi ed energie non potrebbero essere  usati/e meglio?

Cosa deve fare questa gente? Volatilizzarsi? E' una politica crudele ed inutile.

Paolo







Rom abusivi a Milano: uno sgombero ogni 4 giorni. Mille le baracche abbattute - Corriere.it

lunedì 14 agosto 2017

Denunciamo i razzisti all'Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali)

Per quanto Ente discusso (ministeriale) ha una pagina FB. D'ora in poi voglio provare a taggare l'Unar a commento di tutti i post razzisti che vedo in FB. Provate anche voi e vediamo se l'ipotesi può avere successo.

 su Unar vedi qui:


unar | Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali

CULTURA ITALIANA E CULTURA ROM NON PREVEDONO L'ODIO VERSO GLI ALTRI

Ho letto I vari commenti razzisti fatti nei vari post in cui appare la notizia sull'incendio avvenuto a via degli stadi.
La cosa non mi meraviglia piu' di tanto,visto l'odio dilagante del periodo attuale.
Apparteniamo a due grandi culture (quella Italiana e quella rom) che non prevedono l'odio verso altri essere umani e l'istigazione all'odio razziale, poi ci sono le eccezioni che confermano la regola.
Non dobbiamo rispondere all'odio con l'odio,altrimenti non saremmo diversi da loro.
Manteniamo alte le nostre culture fatte di amore,fratellanza,uguaglianza e solidarieta'.

giovedì 10 agosto 2017

A CHE SERVONO EDUCATORI E ORGANIZZAZIONI PRO ROM E SINTI? AL CONTROLLO E AL CONFORMISMO?

dalla pagina FB di Manuel Innocenti
8 h ·
Per curiosità, per vedere cosa ne usciva fuori, ho scritto in google, " educatori per i sinti, obiettivi, educatori tra i sinti ".
È uscito fuori, da quello che ho letto, che la considerazione di tutti quelli che si occupano del tema sinti, associazioni, esperti, amministrazioni etc, è quella di vederci come dei selvaggi, incapaci secondo loro di stare al mondo.
Nella loro presunta superiorità ed intelligenza, tutta questa gente non riesce ad accettare il fatto che possono esistere anche altri modi di esistere e non solo quello standard che, secondo loro è quello giusto, civile.
Lo scopo di questa educazione è solo quello di riuscire a trasformare i sinti a non essere più sinti. Naturalmente lo scopo è stato di far avere un lavoro a tanta gente, un occupazione derivata dal interessamento verso i sinti.
Pare che tirano a campare solo di questo.
Pare che bisogna per forza, presentare i sinti come un problema, per poter far andare avanti questa occupazione.
E allora, giu a descrivere le varie tematiche e i vari presunti problemi che si dice esistano tra i sinti.
Se i gage, oggi ci vedono come un problema ( pare che sia profittevole questa cosa), io dico che questo "problema" l'hanno creato loro e vogliono che sia irrisolvibile.
Ma la realtà è che noi non siamo un problema e non lo siamo mai stati.
I problemi invece li hanno creati loro a noi.
Prima con il contribuire a smantellare quello che era la nostra vita.
Poi a presentarci sempre e a descriverci in modo negativo.
Invece di educare la gente a capire che non siamo dei selvaggi, degli asociali, sono sempre li a farci le prediche a noi e parlano e scrivono e si ritengono tutti, come quelli in grado di risolvere questi problemi che menzionano.
A me, mai piaciuti le persone che vengono in mezzo a noi con fare amichevole, ma in realtà gli scopi sono quelli di interesse lavorativo, di studio e quello di gettare sempre più fango su quello che noi siamo. Questo, tutto per il loro interesse.
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Anema Longa
Anema Longa pcchè nun s'accirn (cioè: perché non si ammazzano) speculatori bastardi. non è detto che poiché nel mondo noi rom e sinti siamo la minoranza siamo nel torto , le maggioranze non hanno sempre ragione.
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Manuel Innocenti
Manuel Innocenti Le maggioranze avrebbero dovuto lasciar la gente, a vivere la propria vita, invece di andare in mezzo a loro con quella falsa compassione che traspare ogni volta che aprono bocca o scrivono qualcosa.

Gia il fatto di mandare educatori tra di noi, è off
ensivo.
A cosa ci vogliono educare?
Cos'hanno risolto in tutti questi anni?
Non capiscono o fanno finta di capire che l'unico vero problema (parlando dei sinti) è quello di non avere la possibiltà di avere un posto dove stare. Veniamo perfino scacciati dalle nostre proprietà e sono state fatte leggi apposta affinchè, dove prima si poteva stare con le roulotte, ora non si puó più.
Inoltre sono state fatte leggi dove si permettono le microaree e, nessuno di questi esperti, associazioni etc li sostiene e ne da una spiegazione dove far vedere l'utilità di questo progetto che si vuole far sviluppare un po' in Italia.
No, tutti a parlare di problemi e di educare.
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Anema Longa
Anema Longa si sanno lamentare delle occupazioni di suolo pubblico, ma l'abusivismo edilizio è una cosa sottovalutatissima, grazie all'abusivismo infatti, si bruciano foreste, sfaldano terreni, si fanno case non resistenti e si alimentano le mafie. più della metà ...Altro...
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Paky Innocenti
Paky Innocenti Purtroppo, la maggioranza dei Gage in tutto il mondo, non ti lascia vivere. Sono estremamente ''fanatici'' e ''razzisti''. Per far pensare ai Gage di essere intelligenti, bisogna pensarla come loro; forse, dico, forse, solo allora prenderebbero in cons...Altro...
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Ettore Racca
Ettore Racca Vorrei esprimere una mia modesta opinione. Questo popolo libero fisicamente e di pensiero, è un problema per il potere politico...anticonformista, anarchico,incontrollabile...per la inventata legge " a difesa del privato " , ci fanno firmare ogni banalità. Con la contraddizione che ci filmano in un mercato di alimenti, di confezioni...quando passiamo davanti ad una banca, quando passiamo davanti ad uno stabile privato che vuole sentirsi sicuro con le sue telecamere...quante volte vengo filmato senza avere il mio permesso??? Quando siamo nel periodo delle elezioni, il popolo è bombardato nel nostro cellulare da diversi partiti e dal loro candidato...come possono avere i nostri numeri di CELL. come si possono permettere di non rispettare il nostro privato: quando loro stessi hanno creato una legge, sul " rispetto del privato ". Queste macro contraddizioni sono la prova che il popolo deve essere controllato quotidianamente molte volte ed in ogni luogo. Sono esenti quelli che hanno un potere politico o economico di una certa entità e spesse volte collusi con il malaffare. Queste organizzazioni a favore del popolo nomade sono per la maggior parte create per il controllo, non per risolvere le nostre necessità ed i nostri problemi. Il grande potere politico non vuole risolvere il problema...uno ha l'interesse di portare una quantità di voti, parlando male di noi. Lega, Fratelli d'Italia e tutti i piccoli partiti di destra. Il Pd e tutti i partiti di sinistra sono i finti buonisti che organizzano persone con lo scopo di apparire...in realtà è un controllo e una speranza che qualche voto venga catturato agli ingenui. Nessun Partito politico, nessun governo ha mai dimostrato interesse di risolvere questo problema. PERCHé è un loro interesse, la non risoluzione. Continuiamo ad essere anticonformisti, anarchici, nomadi liberi di vivere la vita senza catena...rispettando le regole umane...rispetto chi merita...non posso rispettare chi mi vuole usare o disprezzare...andrei contro la mia dignità, contro la mia autostima. La vita è un'esperienza, bella da morire.
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Il silenzio dei violini (Porrajmos, Samudaripen)





Il silenzio dei violini – Bambole Spettinate Diavole del Focolare

Milano: sgombera, sgombera...e poi?

Nuovo insediamento rom e nomadi al Cimitero maggiore

Agosto 2007-agosto 2017. La tragedia dimenticata dei 4 bambini rom – Associazione don Nesi / Corea

Agosto 2007-agosto 2017. La tragedia dimenticata dei 4 bambini rom – Associazione don Nesi / Corea

lunedì 24 luglio 2017

TOLLERANZA ZERO CON CHI CHIEDE L'ELEMOSINA? MA ANCHE BASTA!!!

Paolo Teruzzi  

A Monza da mesi non si parla d'altro.  
Ok, in un paese (l'Italia) oppresso da mafia, camorra, povertà e diseguaglianza sociale crescenti, spaventosa disoccupazione giovanile, futuro del welfare e della previdenza sociale del tutto incerto, scuola e sanità pubblica sempre più impoverite, classe politica penosa (e qui mettiamoci pure l'Europa intera), corruzione, evasione fiscale ecc ec ecc continuiamo a prendercela con dei poveracci   che (anziché rubare) chiedono l'elemosina. Io passo, se il caso saluto, se voglio lascio qualcosa o anche no e nessuno mi ha mai minacciato. 
A chi agita questi fantasmi mi sento di rispondereche i problemi sono altri. Che i potenti ci prendono in giro additando i soliti indifesi capri espiatori. Basta! Dosta!

Roma paga il "mental coach" per convincere i rom a lavorare

Roma paga il "mental coach" per convincere i rom a lavorare

Roma, il Campidoglio: «Un “mental coach” per convincere i rom a lavorare»

Roma, il Campidoglio: «Un “mental coach” per convincere i rom a lavorare»

sabato 22 luglio 2017

SINTO, TORNA AL TUO PAESE!

Ettore Racca
Ettore Racca
 

Vorrei esprimere un mio pensiero a proposito di quelle persone che dicono :" Andate al Vostro Paese!".  Mio nonno è stato presente nella prima guerra mondiale, con la divisa Italia per difendere la sua Patria: queste erano le parole del Generale Cadorna...Successivamente è stato presente mio padre e tre miei zii ad essere stati invitati a difendere la Patria Italia...l'invito è stato firmato da Mussolini nella secondo la seconda guerra mondiale...la notifica è stata portata dalle forze dell'ordine " carabinieri"!!! Due zii non sono ritornati dalla guerra in albania " morti", il terzo disperso in Russia. Mio Padre è fuggito dal treno merci che lo stavano portando nei Lager Nazisti in Germania... Qual'è il paese dei Sinti? Quando fa comodo li sfruttano, portandoli alla morte. Quando non sono utilizzabili, non hanno Patria. Queste parole sono offensive, a tal punto da sottrarre la propria dignità. Offrono un lavoro onesto ad un Sinto? Dopo la guerra sarebbe stato un dovere da parte dei governi Repubblicani, fare il proprio dovere. Esiste un partito politico che si espone, dichiarando che ci sono delle possibilità attraverso dei progetti prestabiliti? No, perchè? Perchè antipopolare per il partito politico...perderebbe un sacco di voti.... Un saluto

SIGNEZ LA PETITION ET PARTAGEZ!

mercoledì 5 luglio 2017

ANCHE MONZA IMPLACABILE CONTRO I ROM!

 
L'implacabile nuovo sindaco Allevi

 

 
SGOMBERATA LA TEMIBILE PERSONA DI GENERE FEMMINILE

DAL SITO DEL COMUNE DI MONZA: "alle 8.45 di questa mattina, mercoledì 5 luglio 2017, una squadra composta da una trentina di operatori, fra Polizia locale, Carabinieri e Polizia di Stato è intervenuta nello stabile di via Curtatone 32, dove da tempo era segnalata la presenza di accampamenti abusivi.Nell'edificio, di proprietà di Regione Lombardia, in realtà è stata trovata solo una persona di genere femminile, la cui posizione è ora al vaglio della Polizia"

 

Osservazione personale: ma il degrado e lo spreco di denaro pubblico lo producono dei poveri senza dimora che cercano un riparo per sé e per i loro bambini o non piuttosto amministratori che lasciano una struttura pubblica inutilizzata per anni e anni? Senza parlare dei costi di queste operazioni di polizia che servono più a fare sceneggiate per i media che a risolvere le questioni.

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Ed ecco la notizia completa: 

dal sito del Comune di Monza

Presidi in stazione e sgomberi: una promessa mantenuta

5 luglio 2017
Le operazioni per garantire una maggiore sicurezza della città sono partite.
Come promesso dal sindaco Dario Allevi subito dopo la sua elezione, sono già stati istituiti due presidi della Polizia locale, ai Boschetti reali e in Stazione, ed oggi si sono concluse le operazioni di sgombero di alcuni edifici occupati abusivamente.
Dal 1° luglio all'ingresso di via Arosio dello scalo ferroviario è infatti presente, per tutto il giorno, un ufficio mobile con due agenti, coadiuvato nell'attività di sorveglianza da una pattuglia mobile che monitora anche l'altro accesso di Porta Castello.
In contemporanea un'altra pattuglia con due quartieristi è invece ben visibile ai Boschetti reali.
Ma oggi è stata avviata anche un'altra importante operazione contro il crescente degrado urbano: alle 8.45 di questa mattina, mercoledì 5 luglio 2017, una squadra composta da una trentina di operatori, fra Polizia locale, Carabinieri e Polizia di Stato è intervenuta nello stabile di via Curtatone 32, dove da tempo era segnalata la presenza di accampamenti abusivi.
Nell'edificio, di proprietà di Regione Lombardia, in realtà è stata trovata solo una persona di genere femminile, la cui posizione è ora al vaglio della Polizia, anche se erano evidenti le tracce della presenza di altri individui.
Constatato che gli occupanti, probabilmente di etnia rom, si erano trasferiti in un altro edificio, in via Solferino 25, il Commissariato, sentita il privato proprietario dell'area, ha immediatamente autorizzato e proceduto ad un ulteriore intervento di sgombero.
Entrambe gli stabili sono stati ripuliti dalle ingenti quantità di rifiuti maleodoranti e dalle masserizie presenti e riconsegnati alle rispettive proprietà, dopo aver provveduto a sigillarne gli accessi.
"Il pacchetto sicurezza ha quindi preso avvio partendo dalle zone più critiche - ha dichiarato il sindaco Dario Allevi -, ma presto si affiancheranno anche altre misure che convolgeranno le aree più sensibili del resto della città."
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Data creazione: 05 luglio 2017

martedì 4 luglio 2017

Casa della carità e Sicet: l'inclusione sociale dei rom passa anche dall'accesso alle case popolari



Casa della carità e Sicet: l'inclusione sociale dei rom passa anche dall'accesso alle case popolari 

"In casi come quello di via Idro, l'equiparazione dello sgombero allo sfratto rappresenterebbe uno strumento importante per promuovere l’inclusione abitativa delle famiglie", affermano i due enti, che hanno sostenuto il ricorso al Tar di una ex residente del campo regolare chiuso nel 2016.

Una battaglia giudiziaria da continuare, per sostenere il diritto dei rom alla casa. Così Fondazione Casa della carità e Sicet si sono espresse in merito alla recente sentenza con cui il Tar della Lombardia ha rigettato il ricorso presentato da N.H., ex residente del campo di via Idro, la quale chiedeva che il provvedimento di sgombero dell’insediamento, dove abitava regolarmente dal 1996, fosse equiparato allo sfratto in termini di punteggio per l’assegnazione della casa popolare.

Secondo Casa della carità e Sicet, che insieme a European Roma Rights Centre hanno supportato il ricorso, la sentenza rappresenta infatti uno stop all’effettivo superamento dei campi e a una reale inclusione sociale e abitativa dei rom, sancita anche dalle Linee guida Rom, Sinti e Caminanti approvate nel 2012 dall’allora Giunta Pisapia.

“Rispettiamo la sentenza del Tar, ma non ne condividiamo le valutazioni nel merito. Riconoscere per le famiglie sgomberate solo il punteggio di “sistemazione abitativa impropria” è l’interpretazione, restrittiva ed ideologica, che il Comune ha adottato fino ad ora. Invece, equiparare lo sgombero di un campo a un provvedimento amministrativo diretto al rilascio dell’alloggio non è illegittimo, visto che le famiglie di via Idro sono state forzosamente allontanate dalle loro abitazioni in base a una ordinanza sindacale”, è la posizione del Sicet.

La chiusura di via Idro, un campo comunale autorizzato, dove dal 1989 erano regolarmente residenti decine di famiglie, era stata decisa alla fine del 2015 proprio in attuazione di quelle linee guida che, tra le altre cose, prevedevano “l’accesso ordinario all’edilizia residenziale pubblica, secondo le regole in vigore” per raggiungere l’obiettivo di superare “i campi come soluzione abitativa a tempo indeterminato, attraverso percorsi di inclusione e convivenza”.

Proprio in virtù di questi principi e dal momento che le famiglie sgomberate dal campo di via Idro non erano lì abusivamente, ma erano regolarmente residenti, Casa della carità e Sicet hanno ritenuto legittimo il ricorso di N.H., scegliendo di sostenerla insieme a European Roma Rights Centre.

“Il superamento dei campi, sostenuto sia a livello comunale che nazionale, non è in discussione. Esso però richiede un accompagnamento delle famiglie verso soluzioni abitative stabili, altrimenti la chiusura dei campi significa far diventare nomadi persone che non lo erano o rendere permanenti soluzioni che invece dovrebbero essere temporanee”, dice in proposito don Virginio Colmegna, presidente della Casa della carità.

Secondo la Fondazione, in un momento in cui tanti sono tornati a parlare della chiusura dei campi, dare una reale alternativa significherebbe, per esempio, l’inserimento nel regime delle case popolari di quei nuclei a cui, come nel caso di via Idro, un Comune aveva assegnato a tempo indeterminato un'area ad uso abitativo. 

In casi come questo, l'equiparazione dello sgombero di un campo regolare allo sfratto rappresenterebbe uno strumento importante per promuovere l’inclusione abitativa delle famiglie che lì avevano una vera e propria casa.
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