mercoledì 5 luglio 2017

ANCHE MONZA IMPLACABILE CONTRO I ROM!

 
L'implacabile nuovo sindaco Allevi

 

 
SGOMBERATA LA TEMIBILE PERSONA DI GENERE FEMMINILE

DAL SITO DEL COMUNE DI MONZA: "alle 8.45 di questa mattina, mercoledì 5 luglio 2017, una squadra composta da una trentina di operatori, fra Polizia locale, Carabinieri e Polizia di Stato è intervenuta nello stabile di via Curtatone 32, dove da tempo era segnalata la presenza di accampamenti abusivi.Nell'edificio, di proprietà di Regione Lombardia, in realtà è stata trovata solo una persona di genere femminile, la cui posizione è ora al vaglio della Polizia"

 

Osservazione personale: ma il degrado e lo spreco di denaro pubblico lo producono dei poveri senza dimora che cercano un riparo per sé e per i loro bambini o non piuttosto amministratori che lasciano una struttura pubblica inutilizzata per anni e anni? Senza parlare dei costi di queste operazioni di polizia che servono più a fare sceneggiate per i media che a risolvere le questioni.

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Ed ecco la notizia completa: 

dal sito del Comune di Monza

Presidi in stazione e sgomberi: una promessa mantenuta

5 luglio 2017
Le operazioni per garantire una maggiore sicurezza della città sono partite.
Come promesso dal sindaco Dario Allevi subito dopo la sua elezione, sono già stati istituiti due presidi della Polizia locale, ai Boschetti reali e in Stazione, ed oggi si sono concluse le operazioni di sgombero di alcuni edifici occupati abusivamente.
Dal 1° luglio all'ingresso di via Arosio dello scalo ferroviario è infatti presente, per tutto il giorno, un ufficio mobile con due agenti, coadiuvato nell'attività di sorveglianza da una pattuglia mobile che monitora anche l'altro accesso di Porta Castello.
In contemporanea un'altra pattuglia con due quartieristi è invece ben visibile ai Boschetti reali.
Ma oggi è stata avviata anche un'altra importante operazione contro il crescente degrado urbano: alle 8.45 di questa mattina, mercoledì 5 luglio 2017, una squadra composta da una trentina di operatori, fra Polizia locale, Carabinieri e Polizia di Stato è intervenuta nello stabile di via Curtatone 32, dove da tempo era segnalata la presenza di accampamenti abusivi.
Nell'edificio, di proprietà di Regione Lombardia, in realtà è stata trovata solo una persona di genere femminile, la cui posizione è ora al vaglio della Polizia, anche se erano evidenti le tracce della presenza di altri individui.
Constatato che gli occupanti, probabilmente di etnia rom, si erano trasferiti in un altro edificio, in via Solferino 25, il Commissariato, sentita il privato proprietario dell'area, ha immediatamente autorizzato e proceduto ad un ulteriore intervento di sgombero.
Entrambe gli stabili sono stati ripuliti dalle ingenti quantità di rifiuti maleodoranti e dalle masserizie presenti e riconsegnati alle rispettive proprietà, dopo aver provveduto a sigillarne gli accessi.
"Il pacchetto sicurezza ha quindi preso avvio partendo dalle zone più critiche - ha dichiarato il sindaco Dario Allevi -, ma presto si affiancheranno anche altre misure che convolgeranno le aree più sensibili del resto della città."
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Data creazione: 05 luglio 2017

martedì 4 luglio 2017

Casa della carità e Sicet: l'inclusione sociale dei rom passa anche dall'accesso alle case popolari



Casa della carità e Sicet: l'inclusione sociale dei rom passa anche dall'accesso alle case popolari 

"In casi come quello di via Idro, l'equiparazione dello sgombero allo sfratto rappresenterebbe uno strumento importante per promuovere l’inclusione abitativa delle famiglie", affermano i due enti, che hanno sostenuto il ricorso al Tar di una ex residente del campo regolare chiuso nel 2016.

Una battaglia giudiziaria da continuare, per sostenere il diritto dei rom alla casa. Così Fondazione Casa della carità e Sicet si sono espresse in merito alla recente sentenza con cui il Tar della Lombardia ha rigettato il ricorso presentato da N.H., ex residente del campo di via Idro, la quale chiedeva che il provvedimento di sgombero dell’insediamento, dove abitava regolarmente dal 1996, fosse equiparato allo sfratto in termini di punteggio per l’assegnazione della casa popolare.

Secondo Casa della carità e Sicet, che insieme a European Roma Rights Centre hanno supportato il ricorso, la sentenza rappresenta infatti uno stop all’effettivo superamento dei campi e a una reale inclusione sociale e abitativa dei rom, sancita anche dalle Linee guida Rom, Sinti e Caminanti approvate nel 2012 dall’allora Giunta Pisapia.

“Rispettiamo la sentenza del Tar, ma non ne condividiamo le valutazioni nel merito. Riconoscere per le famiglie sgomberate solo il punteggio di “sistemazione abitativa impropria” è l’interpretazione, restrittiva ed ideologica, che il Comune ha adottato fino ad ora. Invece, equiparare lo sgombero di un campo a un provvedimento amministrativo diretto al rilascio dell’alloggio non è illegittimo, visto che le famiglie di via Idro sono state forzosamente allontanate dalle loro abitazioni in base a una ordinanza sindacale”, è la posizione del Sicet.

La chiusura di via Idro, un campo comunale autorizzato, dove dal 1989 erano regolarmente residenti decine di famiglie, era stata decisa alla fine del 2015 proprio in attuazione di quelle linee guida che, tra le altre cose, prevedevano “l’accesso ordinario all’edilizia residenziale pubblica, secondo le regole in vigore” per raggiungere l’obiettivo di superare “i campi come soluzione abitativa a tempo indeterminato, attraverso percorsi di inclusione e convivenza”.

Proprio in virtù di questi principi e dal momento che le famiglie sgomberate dal campo di via Idro non erano lì abusivamente, ma erano regolarmente residenti, Casa della carità e Sicet hanno ritenuto legittimo il ricorso di N.H., scegliendo di sostenerla insieme a European Roma Rights Centre.

“Il superamento dei campi, sostenuto sia a livello comunale che nazionale, non è in discussione. Esso però richiede un accompagnamento delle famiglie verso soluzioni abitative stabili, altrimenti la chiusura dei campi significa far diventare nomadi persone che non lo erano o rendere permanenti soluzioni che invece dovrebbero essere temporanee”, dice in proposito don Virginio Colmegna, presidente della Casa della carità.

Secondo la Fondazione, in un momento in cui tanti sono tornati a parlare della chiusura dei campi, dare una reale alternativa significherebbe, per esempio, l’inserimento nel regime delle case popolari di quei nuclei a cui, come nel caso di via Idro, un Comune aveva assegnato a tempo indeterminato un'area ad uso abitativo. 

In casi come questo, l'equiparazione dello sgombero di un campo regolare allo sfratto rappresenterebbe uno strumento importante per promuovere l’inclusione abitativa delle famiglie che lì avevano una vera e propria casa.
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lunedì 19 giugno 2017

MONZA. IL CANDIDATO SINDACO ALLEVI A CACCIA DI OCCUPANTI ROM (NEL PALAZZO DI MARONI)

Oltre alla stupidità denunciata nel video a me fa schifo il modo, l'assenza di umanità, il disprezzo. Invadendo senza rispetto (non sono le forze dell'ordine) n posto dove presumibilmente ci sono anche dei bambini. Se guardate bene su un letto cè un orsacchiotto di pezza...

MONZA - LEGA NORD E IL CANDIDATO SINDACO ALLEVI CONTRO I ROM

Video diretta in pompa magna, toni gravi di Allevi e Lega Nord...ma gli unici che possono chiedere lo sgombero del palazzo (e che avrebbero dovuto tenerlo in buono stato!) sono i proprietari ovvero Regione Lombardia, quindi Maroni!
Ora immaginatevi questi al governo della città...
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Daniele Pergamo
Daniele Pergamo Mica vero😉
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Alessandro Gerosa
Alessandro Gerosa Quelle sono le condizioni per cui un Sindaco può sempre chiedere un'ordinanza. Ma la responsabilità di denunciare l'occupazione e chiedere l'intervento delle FFOO da che mondo e mondo è dei proprietari.
Qui sopratutto è ridicolo avere lì presente l'Assessore Regionale, quindi consapevole di quanto sta avvenendo, che chiede al Sindaco di intervenire senza averlo già fatto lei...
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Paola Pozzoli
Paola Pozzoli il Sindaco firma anche i TSO...
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Serena Antonielli
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BALLOTTAGGIO A MONZA: E' COLPA DEI ROM!

Vecchio ospedale Monza, l'ex presidio è un rifugio per i nomadi - Giornale di Monza

giovedì 15 giugno 2017

La crociata etnica dei 5 Stelle contro migranti e rom - Osservatorio Repressione

La crociata etnica dei 5 Stelle contro migranti e rom - Osservatorio Repressione

Campi Rom, il piano della Raggi peggiora la situazione dei campi

Campi Rom, il piano della Raggi peggiora la situazione dei campi

I ROM SULLE (5) STELLE?

Vesna Baxtali Vuletic ha pubblicato qualcosa in 3 gruppi.
Idea Rom Onlus
15 h ·
I ROM SULLE (5) STELLE?
E' di ieri la presa di posizione del leader del M5S, Beppe Grillo, su vari temi fra cui quello dei Rom a Roma.
Lo fa con un post sul blog firmato Movimento 5 Stelle: "Ora a Roma si cambia musica".
Non sorprende il solito accento su ciò che di negativo può essere addossato ai Rom mentre, invece, non si fa una sola parola su quanto di negativo possa essere responsabilità di altri.
A partire dalle discriminazioni, passando per la segregazione abitativa monoetnica nei campi, arrivando agli intollerabili episodi di razzismo alimentati da media e politici con ampi consensi popolari.
E questo post, nei toni e nei contenuti, non fa che amplificare la percezione negativa dei Rom, quasi avessero l'appannaggio di ogni colpa riferita alla condizione di emarginazione in cui vivono nei campi nomadi.
Grillo si agita nello spiegare che l'intera operazione in fase d'avvio a Roma è di pura convenienza economica: i soldi li mette l'Europa, se non facciamo nulla dovremo pagare le multe!
Quindi, verrebbe da pensare, se l'Europa non mettesse soldi e non facesse multe, si potrebbe andar avanti con il degrado dei campi nomadi?
Si parla di censimenti, manco non ce ne fossero stati a ripetizione nel corso degli anni, e di chiusura dei campi nomadi, partendo dai quelli della Monachina e La Barbuta. Senza spiegare cosa si farà di quelle famiglie. Anzi, prefigurando il solito scenario da castigo a cui sottomettere quelli con le macchine belle o dediti all'accattonaggio.
Anche questa volta il problema, lo scandalo, la vergogna è tutta solo per i Rom? Come al solito.
Viste le premesse ci sembra il solito scenario, dove si alza molta polvere, si gettano per strada le famiglie e non si conclude nulla. Dandone alla fine la colpa agli stessi Rom. Ma magari non è così, forse è solo una (sbagliata) strategia comunicativa. Staremo a vedere, a partire dai fatti concreti che, meglio di tante parole, sveleranno le reali intenzioni del Sindaco e della giunta romana.
Ecco comunque di seguito il post tratto dal blog del Movimento 5 Stelle:
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Partiamo subito da una premessa: finora nessuno aveva messo mano al problema dei campi rom, perché per molti non era un problema, ma un affare. Vedi Mafia Capitale. Il MoVimento 5 Stelle a Roma ci ha messo la faccia e ne va fiero. E chi in questi giorni dice che regaliamo soldi ai rom, mente sapendo di mentire. Roma era l’unica capitale europea ad avere ancora campi rom. Diciamo "era" perché grazie a noi è iniziata la fine dei campi, delle roulotte e dei caravan in mezzo alle strade della città, gli incendi occasionali, i "furti" di corrente agli edifici limitrofi. In breve: stop all’illegalità e al degrado.
Di fronte a una emergenza di questo tipo, prodotta da decenni di malgoverno di Roma, le strada è una: smantellare i campi e creare le condizioni affinché l'emergenza non si ripresenti fra qualche anno. Il M5S ha fatto entrambe le cose, senza chiedere un solo euro ai romani. I fondi ottenuti grazie a un bando che abbiamo vinto, circa 3,8 milioni di euro, sono dell'Unione europea e sono vincolati. L’Ue ci mette a disposizione questi soldi a patto che siano destinati esclusivamente all’integrazione delle popolazioni Rom. Se non li usiamo per chiudere i campi rom, li perderemo.
Questo lo vogliamo dire forte e chiaro a tutti quei partiti, Meloni in testa, che in questi anni non hanno mosso un dito e adesso si permettono di diffondere falsità, solo per trarne un debole vantaggio politico e mediatico. L'alternativa quale sarebbe? Lasciare che nascano nuovi campi a Roma? Restare fermi? Perdere i soldi che ci ha dato l'Ue? Quando si smantella un campo rom, cosa credete che farebbe la vecchia politica? Farebbe scomparire le famiglie da un momento all'altro? No, le trasferirebbero in un altro campo o un'altra area per un nuovo insediamento. E dopo aver smantellato anche quello? Ne individuerebbero un altro ancora! Sono 20 anni che va avanti questa storia e intanto l'Ue continua a farci pagare multe. Questo significa una sola cosa: che a pagare le sanzioni sono le tasse dei romani. E' quello che hanno sempre fatto le precedenti amministrazioni, da Rutelli a Veltroni, passando per Alemanno e Marino.
Stop. Questa storia si chiude qua. Ora a Roma si cambia musica. Chiusura dei campi rom, censimento di tutte le aree abusive e le tendopoli. Chi si dichiara senza reddito e gira con auto di lusso è fuori. Chi chiede soldi in metropolitana, magari con minorenni al seguito, è fuori. In più sarà aumentata la vigilanza nelle metro contro i borseggiatori. Nessuno prima d'ora aveva mai affrontato il problema in questo modo. Il servizio applicato è capillare e copre tutta la città. Iniziamo a chiudere i primi due di nove campi ancora presenti a Roma. Lo diciamo subito: ci vorrà tempo. Queste non sono operazioni che si fanno dall’oggi al domani. Qualsiasi tecnico specializzato vi dirà che serviranno mesi. Come per tutto quello che la vecchia politica ha lasciato a Roma, anche in questo caso il MoVimento 5 Stelle non ha la bacchetta magica. Ma ha la libertà di fare le cose che dovevano essere fatte 20 anni fa. E allora iniziamo: i campi della Monachina e La Barbuta verranno chiusi. Parliamo di 700 persone che risiedevano qui.
Infine, giusto per mettere le cose in chiaro: l’obiezione secondo cui daremmo 800€ ai rom è falsa: nessun cittadino romano pagherà un centesimo. L'altra invece, secondo cui ai rom saranno assegnate case popolari è, allo stesso modo, falsa. Una pura invenzione. La procedura per l’assegnazione delle case popolari è e resta identica per tutti: anche i rom dovranno sottostare alle stesse regole di un qualunque cittadino.
Solo il buon senso, in assenza di un sistema mediatico oggettivo e imparziale, può aiutare a comprendere veramente come stanno le cose. E noi siamo certi che i romani sapranno distinguere tra le urla di un Salvini e il lavoro di un'amministrazione che per la prima volta, a Roma, ha iniziato a rimettere in ordine le cose.
(Fonte: Blog Movimento 5 Stelle)
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    Queste posizioni espresse da Beppe Grillo mi ricordano i progetti fallimentari realizzati a Torino. Tutti volevano selezionare e distinguere i Rom buoni dai cattivi, ma alla fine li hanno sbattuti quasi tutti in mezzo alla strada.
    Basta con la politica dei furbi che anno sono interesse ad alimentare l'odio anti rom per raccattare qualche consenso!
    Poi la gente si lamenta della diffusione di campi nomadi abusivi ricreati proprio dalle famiglie sgomberate... Ma in realtà è la politica e la maggioranza della cittadinanza a volere proprio questo, pur facendo sempre cadere la colpa su noi Rom.
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    14 h ·
    Queste posizioni espresse da Beppe Grillo mi ricordano i progetti fallimentari realizzati a Torino. Tutti volevano selezionare e distinguere i Rom buoni dai cattivi, ma alla fine li hanno sbattuti quasi tutti in mezzo alla strada.
    Basta con la politica dei furbi che anno sono interesse ad alimentare l'odio anti rom per raccattare qualche consenso!
    Poi la gente si lamenta della diffusione di campi nomadi abusivi ricreati proprio dalle famiglie sgomberate... Ma in realtà è la politica e la maggioranza della cittadinanza a volere proprio questo, pur facendo sempre cadere la colpa su noi Rom.

mercoledì 14 giugno 2017

Campi rom a Roma, tutte le falsità del post del Movimento 5stelle - Il Fatto Quotidiano

Campi rom a Roma, tutte le falsità del post del Movimento 5stelle - Il Fatto Quotidiano

LA SINDACA DI TORINO ANNUNCIA IL SUPERAMENTO DEI CAMPI, CON UN NUOVO REGOLAMENTO

Vesna Baxtali Vuletic ha condiviso la foto di Idea Rom Onlus nel gruppo: Io sto con i rom.
13 h ·
Idea Rom Onlus
14 h ·
LA SINDACA DI TORINO ANNUNCIA IL SUPERAMENTO DEI CAMPI, CON UN NUOVO REGOLAMENTO
Ad annunciarlo la sindaca di Torino, Chiara Appendino, durante il consiglio comunale di lunedì.
“Entro fine giugno presenterò il nuovo regolamento, più incisivo e rigoroso, su via Germagnano”. Lo ha annunciato la sindaca di Torino, Chiara Appendino, riferendo in Consiglio comunale a proposito del campo nomadi di Via Germagnano a Torino.
Mentre è tuttora in elaborazione il progetto per il superamento dei campi esistenti.
Ad annunciarlo è Chiara Appendino, che in consiglio comunale ha ribadito che l'amministrazione sta lavorando "su due fronti, il primo dei quali rappresentato dalle attività di contenimento e presidio di una situazione difficile, con la collaborazione del Comitato interforze e dell’AMIAT per la rimozione dei rifiuti". Sonia Schellino, assessore alle Politiche Sociali, ha ricordato come spesso e volentieri i rifiuti inquinanti vengano scaricati abusivamente da privati che pur di non smaltirli regolarmente preferiscono affidarli ai nomadi.
“Stiamo lavorando a un progetto, quando sara’ pronto lo finanzieremo, ma poi ci vuole da parte di tutti senso di responsabilita’ e onesta’ intellettuale – ha esortato la sindaca – “Questo significa che chi ha diritti non può essere sbattuto in mezzo ad una strada e non vorrei trovarmi davanti tra un mese consiglieri comunali che mi criticano, dicendo che le soluzioni abitative vanno date prima ad altri”. "Si sta lavorando per soluzioni che tengano conto del fatto che le persone hanno dei diritti", ha concluso il sindaco.
(Fonti: Aska News, Diario di Torino, Torino Oggi)

Roma houses on fire.. A third day of an anti-Roma pogrom in Athens – Shades magazine

Roma houses on fire.. A third day of an anti-Roma pogrom in Athens – Shades magazine

CASA DELLA CARITA' PER I ROM: L'INTEGRAZIONE POSSIBILE

http://www.chiesadimilano.it/news/chiesa-diocesi/la-casa-della-carita-per-i-rom-lintegrazione-possibile-169600.html

AMNESTY INTERNATIONAL E EUROPEAN ROMA RIGHTS CENTER: DONNE INCINTE E BAMBINI ROM RESTANO SENZA ALLOGGIO IN ITALIA MA LA COMMISSIONE EUROPEA CONTINUA A NON INTERVENIRE

COMUNICATO STAMPA                                                                                                
CS130-2017

AMNESTY INTERNATIONAL E EUROPEAN ROMA RIGHTS CENTER: DONNE INCINTE E BAMBINI ROM RESTANO SENZA ALLOGGIO IN ITALIA MA LA COMMISSIONE EUROPEA CONTINUA A NON INTERVENIRE

Al termine di una ricerca condotta in Italia, Amnesty International ha denunciato che una serie di sgomberi illegali di insediamenti rom ha lasciato senza un alloggio decine di persone estremamente vulnerabili, tra cui donne incinte, bambini e neonati. Queste violazioni dei diritti umani sono state documentate pochi giorni prima che la Commissione europea rinunciasse ancora una volta a sanzionare il governo italiano per la discriminazione nei confronti dei rom.
Nel corso della sua recente ricerca in Italia, Amnesty International ha visitato insediamenti rom e incontrato famiglie che, negli ultimi mesi, avevano visto i loro alloggi distrutti ed erano state sottoposte a sgombero forzato.

Amnesty International ha incontrato una donna al settimo mese di gravidanza rimasta senza tetto dopo che, due settimane fa, il suo alloggio nel campo informale di Germagnano (Torino) era stato demolito. La demolizione di un altro alloggio è iniziata mentre un bambino di nove anni stava ancora dormendo all’interno: si è salvato solo perché le grida della madre sono riuscite a fermare il bulldozer.

Insieme al Centro europeo per i diritti dei rom, Amnesty International continua a chiedere alla Commissione europea di iniziare finalmente una procedura legale contro l’Italia, in modo da impedire ulteriori sgomberi forzati e il perpetuarsi della segregazione dei rom.

“Molti abitanti dell’insediamento di Germagnano hanno il terrore di lasciare i loro alloggi, persino per recarsi dal dottore, perché al ritorno potrebbero trovarli distrutti. La paura di perdere quella che è la loro abitazione è sempre presente, dato che vengono spostati da un luogo a un altro in un circolo senza fine di sgomberi forzati. Lo stesso accade in decine di altri insediamenti nel resto dell’Italia. È davvero giunto il momento che l’Unione europea chiami l’Italia a rispondere del suo operato e fornisca giustizia ai rom che subiscono segregazione e discriminazione”, ha dichiarato Fotis Filippou, vice direttore di Amnesty International per l’Europa.

Il 14 giugno il Collegio dei commissari dell’Unione europea ha svolto la sua riunione mensile per discutere se lanciare procedure d’infrazione nei confronti degli stati che violano le norme comunitarie. Ancora una volta, è stato deciso di non intraprendere alcuna azione contro l’Italia, nonostante fossero state messe a disposizione prove schiaccianti di violazioni dei diritti umani ai danni dei rom. Ad aprile, il Financial Times aveva rivelato che la procedura era stata sino ad allora ripetutamente bloccata “per evitare una dannosa polemica pubblica”.

Nel settembre 2012 la Commissione europea aveva lanciato una fase di pre-infrazione, o procedura “pilota” contro l’Italia per il trattamento dei rom ai sensi della Direttiva anti-discriminazione, in riferimento agli sgomberi forzati, ai campi mono-etnici e alla discriminazione nell’accesso alle graduatorie per l’assegnazione degli alloggi popolari. Già all’epoca le prove a disposizione erano numerosissime. Nonostante ne siano continuate a emergere ancora altre, a quasi cinque anni di distanza la procedura d’infrazione non è stata ancora avviata.

Negli ultimi mesi molti dei residenti dell’insediamento informale di Germagnano sono stati vittime di sgombero forzato e più volte sono rimasti privi di alloggio.

Le autorità locali sostengono che, a seguito del decreto giudiziario che aveva ordinato il sequestro di terreni occupati, sono stati demoliti solo gli alloggi abbandonati. Amnesty International ha tuttavia documentato una situazione assai differente, come nel caso di un ragazzo di 17 anni svegliato e obbligato a raccattare le sue cose prima che l’alloggio venisse demolito.

Senza preavviso adeguato, consultazione genuina e messa a disposizione di un alloggio alternativo come previsto dal diritto internazionale, le persone sottoposte a sgombero forzato sono attualmente senza tetto, costrette a sostare in strutture sovraffollate con amici e parenti o in altri rifugi improvvisati come le tende. Tra le persone rimaste senza alloggio, Amnesty International ha documentato casi di persone con disabilità, bambini e famiglie con neonati.

L’Italia ha una lunga storia di sgomberi forzati e di segregazione dei rom nei campi. A Germagnano pare sia andata come nel quartiere napoletano di Gianturco, dove il 7 aprile numerose famiglie rom hanno subito uno sgombero forzato: 130 rom, tra adulti e minori, sono stati collocati nel campo segregato di via del Riposo mentre ad altre centinaia di persone non è stata offerta alcuna alternativa.

Il 7 aprile 2017 l’Associazione 21 luglio ha reso pubblici i drammatici dati del suo Rapporto annuale: vi si legge che 28.000 rom hanno subito sgomberi forzati, sono stati posti in campi segregati o costretti a vivere in altre strutture alloggiative d’emergenza.

Questi numeri illustrano chiaramente le tante violazioni del diritto all’alloggio inflitte ai rom. Circa 18.000 rom vivono in 149 campi di 88 località diverse, altri 10.000 in campi informali dove subiscono spesso ripetuti sgomberi forzati: 250 solo nel 2016.

“L’Italia viola la Direttiva anti-discriminazione ogni giorno attraverso sgomberi forzati in assenza di un’alternativa alloggiativa adeguata e costringendo i rom a vivere in ambienti minacciosi, ostili e degradanti. La procedura d’infrazione contro l’Italia è necessaria da tempo. Cos’altro occorre alla Commissione europea per passare all’azione?” ha dichiarato Ðorđe Jovanović, presidente del Centro europeo per i diritti dei rom.

FINE DEL COMUNICATO                                                                              
Roma, 14 giugno 2017

domenica 11 giugno 2017

Torino. A un passo dal pogrom | Contropiano

Torino. A un passo dal pogrom | Contropiano

TORINO, A UN PASSO DAL POGROM





da Idea Rom
 
Al grido di “vi uccidiamo”, “siete animali”, “vi cacceremo via”, tre giorni fa, il 6 giugno, i comitati anti-rom hanno manifestato a ridosso del campo nomadi di Strada dell’Aeroporto a Torino.

Improvvisamente e senza preavviso una colonna di persone, animate da isteria collettiva e odio razziale e munite di torce accese, è spuntata minacciosa dall’oscurità: rituali che, purtroppo, si ripetono sempre più frequentemente in una “ordinarietà” che li sta progressivamente svuotando della loro essenza criminosa. Nel cielo notturno le fiaccole erano puntate come dei riflettori. Poi alcune sono state lanciate in direzione del campo, fortunatamente troppo lontano per poter essere raggiunto, provocando il panico generale.

“Nessuno aveva preavvisato le famiglie del campo a proposito della manifestazione – racconta Vesna Baxtali Vuletic, presidente di Idea Rom Onlus – con il risultato che alcune donne erano sole al campo con i bambini. Nessun veicolo delle forze dell’ordine era presente preventivamente all’ingresso del campo nomadi per presidiare eventuali situazioni di emergenza.”

Alcune frange del corteo si sono poi staccate, dirigendosi verso le abitazioni più isolate e costringendo molte persone alla fuga in mezzo ai rovi e in direzione del fiume. I bambini sono fuggiti a piedi lungo la tangenziale, tra le macchine che sfrecciavano ad altissima velocità. Molti di loro si sono persi e sono stati poi ritrovati dopo alcune ore, pieni di graffi causati, durante la fuga, dagli arbusti.

C’è una sola parola che restituisce efficacemente quanto accaduto: pogrom, metastasi di un sistema che criminalizza rom, migranti, senza casa, poveri, disoccupati e che esercita il potere in modo sadico, al punto da modificare anche la percezione che i più deboli hanno di sé e della realtà, riducendoli a un sentimento d’impotenza, di fragilità, di solitudine, la condizione dei “sottouomini”.

Il razzismo e la xenofobia possono dare impulso ad accessi di violenza collettiva, a vere e proprie “liturgie” di massa scandite sulla dialettica amico/nemico, a scenari sinistri di cui, purtroppo, la nostra storia è costellata. Gli psicologi delle masse spesso hanno spiegato l’adesione a rituali xenofobi collettivi, riconducendoli alla ricerca di un rifugio di fronte al senso di smarrimento. “Il cerimoniale permette a un gruppo di comportarsi in un modo simbolicamente ordinato così da dare l’impressione di rivelare un universo ordinato; ogni particella acquista la sua identità mediante la semplice interdipendenza con le altre” (Erik Erikson).

Eppure varrebbe la pena interrogarsi non solo sul “perché” le cose accadono ma anche sul “come”.

Quel “come” non è riconducibile solo agli aspetti irrazionali. Sono i dispositivi politici, le strutture giuridiche e le macchine amministrative che fanno apparire accettabile, “ordinario”, se non addirittura socialmente giustificabile, il volto della persecuzione. È quanto si sta verificando col nuovo decreto Minniti – Orlando che rappresenta la “normalizzazione” di una politica che criminalizza i deboli e gli antagonisti e rivela, senza grattare troppo il fondo del barile, un processo in atto di fascistizzazione della società.

(Fonte: Patrizia Buffa - Contropiano)

12 commenti
Commenti
Enrico Olivieri
Enrico Olivieri E poi sempre in quel giorno...odivo orde.... di F16 sorvolare il campo .... e bombardare con missili tomahawk.... senza alcun preavviso .... fortunatamente i fumi sprigionati dai fuochi benedetti ..offuscavano la vista.degli esperti piloti ... e ci donavano il,tempo di metterci in,salvo .... e vissero tutti felici e contenti
Idea Rom Onlus
Idea Rom Onlus Questo s****** che parla di legalità è un avanzo di galera, va a fare il cretino allo stadio e chiede la liberazione di Speziale, l'assassino del carabiniere Raciti ucciso nello stadio di Catania.
Gazmen Gazmen Berisha
Gazmen Gazmen Berisha E un diritto sacrosanto diffendersi sia dall fummo tosico che brucciano sia contro l'anientamento dai nazifascisti,creare immediatamente una forza di combatenti pronti all martirio e eliminare sta feccia italofascista,sono dei sottoumani,creare il pron...Altro...
Idea Rom Onlus
Idea Rom Onlus Gazmen Gazmen Berisha scusa ma noi siamo assolutamente contrari ad ogni azione o reazione violenta. Non crediamo sia quello il modo per poter ottenere dignità e diritti. Ti preghiamo di evitare commenti di questo tipo sulla nostra pagina. Puoi fare tutte le critiche che vuoi, anche contro di noi, ma non incitare per favore alla violenza. Spero tu possa capirci.
Sasha Petternik
Sasha Petternik Meno male ché qualcuno e fato gusta cosa! Si poveri voi tutti sono rasisti vi odiano a voi poveri bravi solo rubate case nostre! Mi viene voglia piangere! Maledeti delikventi!
Idea Rom Onlus
Idea Rom Onlus Sasha se vuoi perdere tempo a scrivere stupidaggini forse è meglio che vai sulla pagina di Forza Nuova. Quelli sono un po' più simile a te, un po' scemi un po' fascisti!
Flavia de Paoli
Flavia de Paoli Le forze dell'ordine devono proteggere le persone.