giovedì 17 novembre 2016

COSI' IL PARLAMENTO HA INSABBIATO LO SCANDALO DEI CAMPI ROM A ROMA

Idea Rom Onlus.
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COSI' IL PARLAMENTO HA INSABBIATO LO SCANDALO DEI CAMPI ROM A ROMA
Le denunce di Pannella nel 2014. Ma la commissione d’inchiesta non è mai nata.
Dalla scorsa estate giace in Parlamento, a prima firma Giovanna Martelli, una proposta di legge per istituire una commissione d’inchiesta sulla gestione dei campi nomadi a Roma: ma nessuno ne parla.
Una storia di silenzio che comincia nel 2013, quando Marco Pannella prende in mano in prima persona il lavoro di due film-maker militanti radicali e comincia a seguire la lavorazione di un film che alla fine consegnerà in Procura al pm Pignatone, Dragan aveva ragione.
L’avvocato Vincenzo Di Nanna, segretario di Amnistia, Giustizia e Libertà, che curò la denuncia sporta dal leader radicale contro il Comune di Roma, lo ripete da anni: «È stata censurata una parte della nostra storia».
Marco e la battaglia per l’inclusione dei Rom erano una cosa sola da quando era ragazzino, come amava raccontare, e giocava in Abruzzo con i coetanei «zingari» nel Teramano.
Già negli anni ’90 lo storico Radicale Paolo Pietrosanti, Consigliere del Partito Transnazionale, era rappresentante all’Onu della International Romani Union, unico eletto non appartenente all’etnia: fu il solo a denunciare «un intero popolo cancellato con un tratto di penna» dalla legge per la tutela delle minoranze linguistiche storiche (482/1999).
Altro che i buonismi pelosi delle cooperative rosse: i Radicali hanno continuato a battersi contro la corruzione fin quando sono stati nelle istituzioni, quando una delegazione di parlamentari (Maurizio Turco e Rita Bernardini in testa) si recò a Napoli con l’europarlamentare ungherese Viktoria Mohacsi sulle ceneri dei roghi di Ponticelli, puntando il dito senza mezzi termini contro il legame tra campi nomadi e criminalità organizzata.
Così quando i due militanti, Gianni Carbotti e Camillo Maffia, portano a Pannella le riprese che mostrano come Marino e Nieri appena eletti non esitino a riportare con ogni mezzo una comunità fuggita da Castel Romano nel campo gestito da Salvatore Buzzi, il vecchio leone impiega poco a fare due più due e si attiva immediatamente, guardando quattro ore di girato coi registi che prendono appunti su dove il politico più eclettico della storia d’Italia vuole che siano inserite o meno le voci fuori campo.
Il film è presentato in anteprima al Partito Radicale nell’estate 2014, e Rita Bernardini, mesi prima dello scandalo «Mafia Capitale», prende il microfono e dice che le immagini dovrebbero essere portate in Procura: «Sono stati filmati dei reati».
Ci vorrà un anno e la fondazione di un’associazione tutta pannelliana - Amnistia, Giustizia e Libertà - perché Pannella, Bernardini e Di Nanna si rechino in Procura sporgendo denuncia e consegnando copia del documentario. Nell’atto, cifre folli: la giunta Marino spende 150.615 euro per sgomberare i Rom e riportarli nel campo gestito da Buzzi. Nel frattempo il Partito Radicale (inascoltato) chiede l’attuazione della Strategia nazionale d’inclusione per chiudere i rubinetti del danaro comunale, accedere ai fondi europei e avviare percorsi di trasparenza dopo Mafia Capitale.
Ma il film è già passato sotto silenzio: lo scandalo imperversa, il PD è in guai seri e nessun «attivista per i diritti umani» ha intenzione di diffondere un documentario in cui il leader radicale spara a zero sulla doppia morale della sinistra mentre scorrono le immagini nude e crude della speculazione sui campi nomadi.
L’unica testata che si occupa del film appena uscito è Il Tempo, mentre la sinistra «contro il razzismo» tace.
Tra le rare eccezioni la Martelli, la quale presenta il film alla Camera e deposita la proposta d’inchiesta tratta dalla denuncia di Pannella. Davvero il Parlamento calendarizzerà la discussione di un DDL per indagare sulla corruzione nei campi nomadi? I Radicali non sono così sciocchi da crederlo, ma sono determinati a chiederlo. Né il partito oggi rappresentato da Maurizio Turco né l’associazione guidata da Vincenzo Di Nanna e presieduta da Laura Arconti intendono mollare su questa che è stata una delle ultime e più scomode battaglie di Marco Pannella, censurato anche ora che non c’è più».
(Fonte: Il Tempo)

L'Alexian Group esegue "Romano Dives" al 18° Festival Alexian & Intern...

OsservAzione - Dai ghetti.... ai ghetti.

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In Italia quasi 20mila minori rom in povertà assoluta e emergenza abitativa - Associazione Carta di Roma

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Minori, "in Italia 20 mila rom emarginati". Vivranno di meno e non studieranno - Redattore Sociale

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NOTRE ROUTE -Amaro Drom-: Mémoires Critiques

NOTRE ROUTE -Amaro Drom-: Mémoires Critiques

VIA IDRO

Milano, 7 novembre 2016
A:
Sindaco Giuseppe Sala
Vicesindaco Anna Scavuzzo
Assessora Carmela Rozza
Assessore Pierfrancesco Majorino
Assessore Marco Granelli
Dott.ssa Tiziana Ferrittu - Coordinamento Linee Guida Rom, Sinti e Caminanti Comune di Milano

Oggetto: Situazione ex abitanti campo rom via Idro presso il CeAS e attuazione dei programmi previsti. Richiesta di incontro urgente.

Gentili Signore, Egregi Signori
Siamo venuti a conoscenza che nei giorni scorsi sono state consegnate lettere di richiamo a due dei cittadini accolti presso il Centro di Autonomia Abitativa al CeAS di Parco Lambro per violazione di alcune regole contenute nell’Accordo di Accoglienza sottoscritto da alcune famiglie in seguito alla chiusura del campo rom regolare di Via Idro.
Per la chiusura del campo rom di via Idro abbiamo svolto un ruolo attivo di confronto e mediazione con l’assessore Granelli. In particolare ci siamo adoperati affinché tutte le famiglie che erano residenti regolarmente nel campo rom via Idro potessero essere alloggiate in strutture abitative dignitose (e questo purtroppo non è stato possibile per tutti) e che la chiusura del campo diventasse l’occasione dell’avvio di una vera integrazione nel tessuto sociale cittadino (come indica la delibera n° 1444 del 17 agosto 2015, con la quale la Giunta ha sancito la chiusura del campo rom di via Idro).
Più volte, nelle riunioni convocate su esplicita richiesta dell’allora presidente della Zona 2 Mario Villa e del presidente della Commissione Coesione Sociale e Sicurezza del CdZ 2 Stefano Costa, l’assessore Granelli ha affermato che il programma di accoglienza presso i centri (CES e CAA) sarebbe durato il tempo necessario (inizialmente previsto in 1 anno + 1) per consentire la realizzazione di progetti tali da permettere, da una parte, ai soggetti accolti di conseguire una reale autonomia economica e dall’altra per individuare soluzioni abitative più dignitose e integrate nella città.
Per quanto riguarda il pagamento dei contributi alle spese di gestione dei centri, di solito previsti negli Accordi di Accoglienza, l’assessore Granelli aveva promesso che sarebbe stato richiesto solo quando, anche grazie ai “percorsi”, queste famiglie ne avrebbero avuto le possibilità.
Ora, sia gli operatori del CeAS che hanno segnalato al Comune il mancato pagamento, sia i funzionari del Comune di Milano che hanno firmato e consegnato il provvedimento, sanno che i due cittadini destinatari delle lettere di richiamo sono sprovvisti di mezzi economici. I soggetti in questione sono disoccupati e non godono di alcun introito economico da quando sono ospiti nel CAA di Parco Lambro. Qui, infatti, è impossibile per loro svolgere quelle piccole attività “marginali” (per esempio lo sgombero di solai e cantine) che gli consentiva invece lo spazio loro assegnato nel campo di via Idro. Di fatto, le due famiglie stanno sopravvivendo grazie agli aiuti della madre (che gode di una modesta pensione sociale), ai pacchi alimentari ricevuti saltuariamente da parrocchie e altri enti caritatevoli, a qualche aiuto economico di amici consapevoli delle loro condizioni.
Sono trascorsi quasi 8 mesi da quando il Comune ha liberato l’area e ne sono passati 15 da quando la Giunta Comunale ha deliberato la chiusura del campo. Neppure un adulto ha seguito un programma per l’inserimento lavorativo: al momento sono tutti disoccupati (ad eccezione di quelli che lavoravano prima dello sgombero) e nei vari centri dove sono state collocate le famiglie, qualcuno di loro ha semplicemente fatto un colloquio preliminare di conoscenza per un’eventuale “borsa lavoro” che per ora non si è concretizzata.
Chiediamo pertanto un incontro urgente di aggiornamento della situazione, anche alla luce dell’ormai vicinissima data di scadenza della convenzione tra Comune e gestori dei CAA (31/12/2016), in cui ci sia la possibilità di conoscere quanto è stato fatto per favorire l’autonomia dei soggetti ospitati e quanto sia in previsione di fare nel prossimo immediato futuro.
Chiediamo inoltre, stante le premesse suddette e il fatto che i due soggetti in questione si sono impegnati a costruire un rapporto di maggiore collaborazione con gli operatori del CeAS, che vengano ritirate le lettere di richiamo.
Ringraziamo per l’attenzione che vorrete prestare alla nostra lettera e cogliamo l’occasione per porgere distinti saluti.
Condivisa e firmata da:
Mario Villa, ex Presidente del Consiglio di Zona 2
Alberto Ciullini, ex Presidente Commissione Scuola del Consiglio di Zona 2
Alberto Proietti, ex Presidente Commissione Urbanistica, Edilizia privata e Demanio del CdZ 2
Stefano Costa, ex Presidente Commissione Coesione Sociale e Sicurezza del CdZ 2
Piero Leodi, Luigi Vuono, Antonio Piazzi, “Amici di Via Idro”
Nadia Schavecher Sapevamo che sarebbe andata cos te. E' una vergogna!
Piero Leodi
Piero Leodi Cara Nadia, lo sapevamo sì. E lo abbiamo ripetuto decine di volte. Piuttosto inascoltati, anche a sinistra sinistra. Vedremo questa volta come andrà.
Nadia Schavecher
Nadia Schavecher Come vuoi che vada. Abbiamo capito che alle varie letterine e petizioni sono sordi! La sinistra e' una indicazione geografica niente di più....
Marco Essepi
Marco Essepi Mi prudono le mani......
Paolo Teruzzi

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martedì 15 novembre 2016

RIFLESSIONI DI LUIGI BEVILACQUA

Ho avuto il piacere di confrontarmi a cuore aperto con un mio amico sulla tematica rom locale e nazionale.
Mi ha fatto piacere sentire da lui che qui da noi si stia facendo uno dei migliori percorsi dell'intera nazione.
Se mi chiedessero cosa cambierei nel mio percorso degli ultimi anni,io risponderei di sicuro così:
Assolutamente nulla di quello fatto e nel modo in cui è stato fatto.
Dopo i primi anni in cui nessuno ci prendeva in considerazione,e che sembrava che gli estranei alla tematica fossimo noi,sono seguiti anni di grandi lotte,ma anche di grandi riconoscimenti.
Non ci siamo mai piegati al potere,non ci siamo mai venduti per soldi o per ruoli.
Abbiamo adottato una politica di fermezza ma allo stesso tempo di confronto e di dialogo.
Abbiamo criticato,ma ad ogni critica è sempre seguita una proposta.Una strategia politica diversa da quella attuata dagli altri.
Il nostro intendo non è mai stato quello di viaggiare da soli o da fare i maestrini sugli altri.
Il nostro fine è quello di viaggiare tutti insieme in un ideale che porti una vera integrazione con delle strategie politiche giuste ed eque verso tutti,rom e non.
Se ad oggi le porte delle istituzioni non sono affatto chiuse verso la nostra associazione,nonostante le denunce e gli attacchi fatti,significa che siamo credibili e che abbiamo una moralità di spessore che non si è piegata davanti a niente e nessuno.

lunedì 14 novembre 2016

Nazione Rom chiede blocco finanziamento e rispetto della Strategia Nazionale ed Accordi Eu

Nazione Rom chiede blocco finanziamento e rispetto della Strategia Nazionale ed Accordi Eu | SCRIVONAPOLI

U Velto - Il Mondo, notizie ed immagini dai mondi sinti e rom: Vicenza, i dieci Martiri

U Velto - Il Mondo, notizie ed immagini dai mondi sinti e rom: Vicenza, i dieci Martiri: Il 12 novembre scorso si è commemorato il 72esimo anniversario dell’eccidio dei 10 Martiri di Vicenza. La commemorazione è iniziata all...

Milano, aggressione razzista in strada: "Urlava tua moglie è una zingara che va in tv" - YouTube

Milano, aggressione razzista in strada: "Urlava tua moglie è una zingara che va in tv" - YouTube

Giornata Internazionale dell'Infanzia: Lunedì 21 il Convegno in Campidoglio

Giornata Internazionale dell'Infanzia: Lunedì 21 il Convegno in Campidoglio

lunedì 7 novembre 2016

Usa, le mail trafugate a George Soros finiscono online: "È architetto di ogni colpo di Stato degli ultimi 25 anni" - Il Fatto Quotidiano

Usa, le mail trafugate a George Soros finiscono online: "È architetto di ogni colpo di Stato degli ultimi 25 anni" - Il Fatto Quotidiano

Milano: aggredito perché la moglie è una “zingara” che va in televisione


Pavlovic Dijana
2 h
COMUNICATO STAMPA

Milano: aggredito perché la moglie è una “zingara” che va in televisione

La sera del 4 novembre a Milano il presidente dell’associazione UPRE ROMA (impegnata in attività e progetti contro la discriminazione e per l’inclusione della comunità rom) Paolo Cagna Ninchi è stato aggredito sotto casa da una persona a lui sconosciuta che lo insultava perché sua moglie “è la zingara che va in televisione”. Si tratta di Dijana Pavlovic, nota attivista Rom che da tempo è minacciata e molestata sia sui social network, sia nel quartiere nel quale vive.
Il presidente di UPRE ROMA ha riportato una lesione al timpano dell’orecchio sinistro con conseguente intervento chirurgico e lungo decorso di guarigione.
Si tratta di un crimine d’odio come tanti altri che i Rom e i non rom che “li difendono” (che nella classifica della mentalità razzista sono peggio dei rom stessi) subiscono. Una famiglia normale con un bambino di 7 anni che abita in una periferia di Milano è costretta da tempo a vivere nella paura di scendere sotto casa per portare fuori il cane o a fare la spesa nel supermercato per il solo fatto che è classificata come una famiglia zingara.
Denunciamo come associazione questo crimine a palese sfondo razziale attuato in un clima di odio e di insofferenza che sfoga il proprio malessere sulla fragilità altrui, immigrati o “zingari” che siano, chiediamo a UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale) che intervenga con decisione nel condannare i crimini d’odio e che si impegni per migliorare la legislazione che condanna questi crimini.
Infine sollecitiamo l’amministrazione di Milano, che ha speso grandi parole durante la campagna elettorale sulle periferie, a passare ai fatti. La zona viale Ungheria, luogo dell’aggressione e luogo di mescolanze umane, culturali, di condizioni materiali diverse è abbandonata a se stessa, mai una volante di polizia e di polizia locale (come viceversa nella vicina Santa Giulia, fiore all’occhiello dell’amministrazione e luogo socialmente omogeneo e superprotetto), nessuna telecamera, nessun presidio sociale per giovani o anziani, nessun servizio socio-culturale (nello spazio di 100 metri ci sono si ben cinque bar, luoghi diciamo così di “aggregazione di bravi italiani” – macchinette mangiasoldi, risse tra ubriachi, eccetera - ma per comprare un libro o per andare a un cinema bisogna prendere il tram o la metro). C’è bisogno non di costosi progetti di “riqualificazione urbana” intesi come interventi immobiliari, ma in meno costosi ma più rapidi ed efficaci interventi sulla vivibilità umana di posti che, come viale Ungheria, sono luoghi di solitudine spirituale, di vuoto sociale e culturale che producono esclusione, insofferenza e odio.

NAZIONE ROM: INTERVENTO DI ZUINISI AL CONGRESSO RADICALE

REMEMBER SAMUDARIPEN

giovedì 3 novembre 2016

NEWSLETTER FONDAZIONE ROMANI'






"Partire da lì e non cancellarla"






Cambiare il dibattito pubblico sulla minoranza romanì è necessario per il contrasto alla discriminazione e per un miglioramento della qualità della vita delle comunità romanès.

Per cambiare il dibattito pubblico sulla minoranza romanì occorre un radicale cambiamento del modello di sviluppo degli interventi per le comunità romanès; un modello basato su un approccio multiculturalista-differenziato che non ha portato i benefici sperati ed ha contribuito a cristillare la confusione e la scarsa o deformata conoscenza della minoranza romanì, rendendola opaca alla dialettica sociale e culturale ed esclusa dai processi decisionali, per scarsa e spesso dequalificata partecipazione attiva dei rom.

Alle derive opacizzanti ed escludenti del modello di sviluppo degli interventi per le comunità romanès occorre oggi avviare un diverso modello, basato su processi, con approccio interculturale conoscitivo e dialettico, in cui la diversità culturale romanì deve svolgere un ruolo specifico, e non esclusivo.

Dai percorsi di inclusione, interazione ed evoluzione della minoranza romanì non si può escludere la diversità culturale romanì, e neppure si può continuare a strumentalizzarla e folclorizzarla, perchè la cultura non comprende solo l'arte e la letteratura, ma anche i modi di vita, i sistemi di valori, le tradizioni e le credenze.

Dentro al concetto di cultura c’è identità, capacità, espressione di sé come persone e come comunità, c'è memoria del passato e proiezione nel futuro, c'è evoluzione culturale.
La cultura cambia, si evolve, "partire da lì e non cancellarla".

Alle derive opacizzanti ed escludenti della minoranza romanì la Fondazione romanì Italia propone ed attiva processi di sviluppo delle comunità, nella dimensione interculturale, con azioni e rivendicazioni per dare risposte dotate di senso ai bisogni materiali ed immateriali, le cui dinamiche sono collocate dentro le comunità, nelle differenze culturali, nel riconoscimento e partecipazione.

Per riconoscimento intendiamo il riconoscimento della personalità culturale alla minoranza romanì, ma anche il superamento del concetto differenziato-segregante e opicizzante di “campo”, e quello di «microarea», quando questa sia destinata esclusivamente alle comunità romanès e non all'insieme della popolazione di un territorio.

Per partecipazione intendiamo la partecipazione attiva e qualificata dei rom, specifico e non esclusivo nei vari processi consultivi e decisionali, e per “qualificata” si intende dotata di conoscenze-competenze professionali e requisiti morali.

Alla luce di queste sintetiche considerazioni Fondazione romanì Italia ha avviato iniziative incentrate sullo sviluppo delle comunità per compensare i deficit conoscitivi, di evoluzione culturale e di partecipazione, con approccio interculturale e la creazione di sinergie virtuose tra soggetti pubblici e privati.

Queste iniziative hanno portato a buoni risultati, alcune inziali criticità sono state risolte con la sistematizzazione delle esperienze, le quali permetteranno di definire un modello di sviluppo degli interventi con le comunità romanès diverso dal passato.

Le iniziative sono state realizzate con il contributo economico e volontario di soggetti pubblici e privati.
La rendicontazione è disponibile nel sito web:
www.fondazioneromani.eu

 
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mercoledì 2 novembre 2016

IL PARERE DI FONDAZIONE ROMANI'

“Partire da lì e non cancellarla”
Cambiare il dibattito pubblico sulla minoranza romanì è necessario per il contrasto alla discriminazione e per un miglioramento della qualità della vita delle comunità romanès.
Per cambiare il dibattito pubblico sulla minoranza romanì occorre un radicale cambiamento del modello di sviluppo degli interventi per le comunità romanès; un modello basato su un approccio multiculturalista-differenziato che non ha portato i benefici sperati ed ha con...

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SOLDI PER L'INTEGRAZIONE?

Ciò nonostante siano passati tanti anni, ancora oggi la Xenofobia gli stereotipi e gli pregiudizi nei confronti della popolazione Rom Sinti e Camminanti e molto presente nel territorio nazionale italiano.
Dove ancora oggi intorno ai circa 40,000 Rom, rispetto i 160/170 mila Rom Sinti e Camminanti lo 0,23 % della popolazione italiana, solo 40,000 Rom vivono nei Campi cosi detti Campi Attrezzati o Campi Nomadi.
Sin dalla loro prima creazione dei cosi detti Campi Attrezzati o Campi Nomadi, dove nel lontano 1981 il governo Berlusconi con l’appoggio della lega nord approvano la creazione dei primi Campi dedicati esclusivamente ad una etnia specifica “Rom” chiamati in quel periodo fino ad oggi “Nomadi” o cosi detti “Zingari” tra l’altro dispregiativo un termine mai definito dai Rom, dove in tutti questi anni non ci e mai stata una buona volontà politica di voleri superare i cosi detti Campi Attrezzati ò Campi Nomadi.
Dove tutto ciò si nota sopra tutto per le varie leggi approvate e varate dal governo italiano in primis violando sia i diritti fondamentali degli esseri umani ma sopra tutto violando i quadri strutturali varati e sotto scritti da tutti gli paesi membri UE fino ad arrivare negli anni nostri con varando una “Strategia Nazionale d’inclusione Rom Sinti e Camminanti” termine della strategia 2012 - 2020 punto di contatto “UNAR” Ufficio Nazionale anti discriminazione Raziale.
Dove la Strategia Nazionale d’inclusione Rom Sinti e Camminanti varata da tutti i paesi membri UE prevede l’inclusione dei RSC attraverso quattro punti “Lavoro – Casa – Formazione – Sanita” che sta à ugni singolo paese decidere come applicare questa strategia attraverso i quattro punti, detto tutto ciò per poter svolgere questa strategia il Consiglio d’Europa ha stazionato circa 93 miliardi di euro per tutti i 28 paesi membri UE, dove tra l’altro il governo Italiano negli ultimi mesi ha già ritirato 6 miliardi per la questione sociale più 1 miliardo dedicato per l’inclusione dei RSC che ancora oggi non si vedono ne iniziative ne risultati di nessun tipo di inclusione dei RSC.

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Commenti
Samir Alija Dimenticavo l'unica cosa ché ci danno e la soferenza totale atraverso stigmatizzazione, stereotipi, pregudizzi, falsa propaganda, Campi di concentramento tra laltro abandonati a loro stessi con il degrado totale questo è quello che ci danno.
Marcello Zuinisi Il solo PON INCLUSIONE e' stato finanziato al GOVERNO ITALIANO dalla COMMISSIONE EUROPEA per la cifra di un 1.260.000.000 euro. Si tratta di un programma nazionale per il periodo 2014 2020 per inclusione sociale dei poveri, dei Rom, Sinti e Caminanti. ...Altro...

Il Programma nazionale Inclusione muove prioritariamente dalla necessità di tutelare o sostenere allo stesso modo tutti gli individui, con riferimento al percorso di definizione dei livelli minimi di alcune prestazioni sociali da garantire uniformemente sull’intero territorio nazionale.
FASI.BIZ
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Saska Jovanovic Fetahi ma mi può qualcuno rispondere chi ci sta al V dipartimento al ufficio -sportello Rom??''
Marcello Zuinisi Saska all'Ufficio sportello Rom non c'è solo una persona, ci sono tante persone. Il loro capo, per ora, si chiama Antonino De Cinti