Enrico Olivieri E
poi sempre in quel giorno...odivo orde.... di F16 sorvolare il campo
.... e bombardare con missili tomahawk.... senza alcun preavviso ....
fortunatamente i fumi sprigionati dai fuochi benedetti ..offuscavano la
vista.degli esperti piloti ... e ci donavano il,tempo di metterci
in,salvo .... e vissero tutti felici e contenti
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mercoledì 14 giugno 2017
LA SINDACA DI TORINO ANNUNCIA IL SUPERAMENTO DEI CAMPI, CON UN NUOVO REGOLAMENTO
Vesna Baxtali Vuletic ha condiviso la foto di Idea Rom Onlus nel gruppo: Io sto con i rom.
14 h ·
Ad annunciarlo la sindaca di Torino, Chiara Appendino, durante il consiglio comunale di lunedì.
“Entro fine giugno presenterò il nuovo regolamento, più incisivo e
rigoroso, su via Germagnano”. Lo ha annunciato la sindaca di Torino,
Chiara Appendino, riferendo in Consiglio comunale a proposito del campo
nomadi di Via Germagnano a Torino.
Mentre è tuttora in elaborazione il progetto per il superamento dei campi esistenti.
Ad annunciarlo è Chiara Appendino, che in consiglio comunale ha ribadito che l'amministrazione sta lavorando "su due fronti, il primo dei quali rappresentato dalle attività di contenimento e presidio di una situazione difficile, con la collaborazione del Comitato interforze e dell’AMIAT per la rimozione dei rifiuti". Sonia Schellino, assessore alle Politiche Sociali, ha ricordato come spesso e volentieri i rifiuti inquinanti vengano scaricati abusivamente da privati che pur di non smaltirli regolarmente preferiscono affidarli ai nomadi.
“Stiamo lavorando a un progetto, quando sara’ pronto lo finanzieremo, ma poi ci vuole da parte di tutti senso di responsabilita’ e onesta’ intellettuale – ha esortato la sindaca – “Questo significa che chi ha diritti non può essere sbattuto in mezzo ad una strada e non vorrei trovarmi davanti tra un mese consiglieri comunali che mi criticano, dicendo che le soluzioni abitative vanno date prima ad altri”. "Si sta lavorando per soluzioni che tengano conto del fatto che le persone hanno dei diritti", ha concluso il sindaco.
(Fonti: Aska News, Diario di Torino, Torino Oggi)
Mentre è tuttora in elaborazione il progetto per il superamento dei campi esistenti.
Ad annunciarlo è Chiara Appendino, che in consiglio comunale ha ribadito che l'amministrazione sta lavorando "su due fronti, il primo dei quali rappresentato dalle attività di contenimento e presidio di una situazione difficile, con la collaborazione del Comitato interforze e dell’AMIAT per la rimozione dei rifiuti". Sonia Schellino, assessore alle Politiche Sociali, ha ricordato come spesso e volentieri i rifiuti inquinanti vengano scaricati abusivamente da privati che pur di non smaltirli regolarmente preferiscono affidarli ai nomadi.
“Stiamo lavorando a un progetto, quando sara’ pronto lo finanzieremo, ma poi ci vuole da parte di tutti senso di responsabilita’ e onesta’ intellettuale – ha esortato la sindaca – “Questo significa che chi ha diritti non può essere sbattuto in mezzo ad una strada e non vorrei trovarmi davanti tra un mese consiglieri comunali che mi criticano, dicendo che le soluzioni abitative vanno date prima ad altri”. "Si sta lavorando per soluzioni che tengano conto del fatto che le persone hanno dei diritti", ha concluso il sindaco.
(Fonti: Aska News, Diario di Torino, Torino Oggi)
AMNESTY INTERNATIONAL E EUROPEAN ROMA RIGHTS CENTER: DONNE INCINTE E BAMBINI ROM RESTANO SENZA ALLOGGIO IN ITALIA MA LA COMMISSIONE EUROPEA CONTINUA A NON INTERVENIRE
COMUNICATO STAMPA
CS130-2017
AMNESTY INTERNATIONAL E EUROPEAN ROMA RIGHTS CENTER: DONNE INCINTE E BAMBINI ROM RESTANO SENZA ALLOGGIO IN ITALIA MA LA COMMISSIONE EUROPEA CONTINUA A NON INTERVENIRE
Al termine di una ricerca condotta in Italia, Amnesty International ha denunciato che una serie di sgomberi illegali di insediamenti rom ha lasciato senza un alloggio decine di persone estremamente vulnerabili, tra cui donne incinte, bambini e neonati. Queste violazioni dei diritti umani sono state documentate pochi giorni prima che la Commissione europea rinunciasse ancora una volta a sanzionare il governo italiano per la discriminazione nei confronti dei rom.
Nel corso della sua recente ricerca in Italia, Amnesty International ha visitato insediamenti rom e incontrato famiglie che, negli ultimi mesi, avevano visto i loro alloggi distrutti ed erano state sottoposte a sgombero forzato.
Amnesty International ha incontrato una donna al settimo mese di gravidanza rimasta senza tetto dopo che, due settimane fa, il suo alloggio nel campo informale di Germagnano (Torino) era stato demolito. La demolizione di un altro alloggio è iniziata mentre un bambino di nove anni stava ancora dormendo all’interno: si è salvato solo perché le grida della madre sono riuscite a fermare il bulldozer.
Insieme al Centro europeo per i diritti dei rom, Amnesty International continua a chiedere alla Commissione europea di iniziare finalmente una procedura legale contro l’Italia, in modo da impedire ulteriori sgomberi forzati e il perpetuarsi della segregazione dei rom.
“Molti abitanti dell’insediamento di Germagnano hanno il terrore di lasciare i loro alloggi, persino per recarsi dal dottore, perché al ritorno potrebbero trovarli distrutti. La paura di perdere quella che è la loro abitazione è sempre presente, dato che vengono spostati da un luogo a un altro in un circolo senza fine di sgomberi forzati. Lo stesso accade in decine di altri insediamenti nel resto dell’Italia. È davvero giunto il momento che l’Unione europea chiami l’Italia a rispondere del suo operato e fornisca giustizia ai rom che subiscono segregazione e discriminazione”, ha dichiarato Fotis Filippou, vice direttore di Amnesty International per l’Europa.
Il 14 giugno il Collegio dei commissari dell’Unione europea ha svolto la sua riunione mensile per discutere se lanciare procedure d’infrazione nei confronti degli stati che violano le norme comunitarie. Ancora una volta, è stato deciso di non intraprendere alcuna azione contro l’Italia, nonostante fossero state messe a disposizione prove schiaccianti di violazioni dei diritti umani ai danni dei rom. Ad aprile, il Financial Times aveva rivelato che la procedura era stata sino ad allora ripetutamente bloccata “per evitare una dannosa polemica pubblica”.
Nel settembre 2012 la Commissione europea aveva lanciato una fase di pre-infrazione, o procedura “pilota” contro l’Italia per il trattamento dei rom ai sensi della Direttiva anti-discriminazione, in riferimento agli sgomberi forzati, ai campi mono-etnici e alla discriminazione nell’accesso alle graduatorie per l’assegnazione degli alloggi popolari. Già all’epoca le prove a disposizione erano numerosissime. Nonostante ne siano continuate a emergere ancora altre, a quasi cinque anni di distanza la procedura d’infrazione non è stata ancora avviata.
Negli ultimi mesi molti dei residenti dell’insediamento informale di Germagnano sono stati vittime di sgombero forzato e più volte sono rimasti privi di alloggio.
Le autorità locali sostengono che, a seguito del decreto giudiziario che aveva ordinato il sequestro di terreni occupati, sono stati demoliti solo gli alloggi abbandonati. Amnesty International ha tuttavia documentato una situazione assai differente, come nel caso di un ragazzo di 17 anni svegliato e obbligato a raccattare le sue cose prima che l’alloggio venisse demolito.
Senza preavviso adeguato, consultazione genuina e messa a disposizione di un alloggio alternativo come previsto dal diritto internazionale, le persone sottoposte a sgombero forzato sono attualmente senza tetto, costrette a sostare in strutture sovraffollate con amici e parenti o in altri rifugi improvvisati come le tende. Tra le persone rimaste senza alloggio, Amnesty International ha documentato casi di persone con disabilità, bambini e famiglie con neonati.
L’Italia ha una lunga storia di sgomberi forzati e di segregazione dei rom nei campi. A Germagnano pare sia andata come nel quartiere napoletano di Gianturco, dove il 7 aprile numerose famiglie rom hanno subito uno sgombero forzato: 130 rom, tra adulti e minori, sono stati collocati nel campo segregato di via del Riposo mentre ad altre centinaia di persone non è stata offerta alcuna alternativa.
Il 7 aprile 2017 l’Associazione 21 luglio ha reso pubblici i drammatici dati del suo Rapporto annuale: vi si legge che 28.000 rom hanno subito sgomberi forzati, sono stati posti in campi segregati o costretti a vivere in altre strutture alloggiative d’emergenza.
Questi numeri illustrano chiaramente le tante violazioni del diritto all’alloggio inflitte ai rom. Circa 18.000 rom vivono in 149 campi di 88 località diverse, altri 10.000 in campi informali dove subiscono spesso ripetuti sgomberi forzati: 250 solo nel 2016.
“L’Italia viola la Direttiva anti-discriminazione ogni giorno attraverso sgomberi forzati in assenza di un’alternativa alloggiativa adeguata e costringendo i rom a vivere in ambienti minacciosi, ostili e degradanti. La procedura d’infrazione contro l’Italia è necessaria da tempo. Cos’altro occorre alla Commissione europea per passare all’azione?” ha dichiarato Ðorđe Jovanović, presidente del Centro europeo per i diritti dei rom.
FINE DEL COMUNICATO
Roma, 14 giugno 2017
CS130-2017
AMNESTY INTERNATIONAL E EUROPEAN ROMA RIGHTS CENTER: DONNE INCINTE E BAMBINI ROM RESTANO SENZA ALLOGGIO IN ITALIA MA LA COMMISSIONE EUROPEA CONTINUA A NON INTERVENIRE
Al termine di una ricerca condotta in Italia, Amnesty International ha denunciato che una serie di sgomberi illegali di insediamenti rom ha lasciato senza un alloggio decine di persone estremamente vulnerabili, tra cui donne incinte, bambini e neonati. Queste violazioni dei diritti umani sono state documentate pochi giorni prima che la Commissione europea rinunciasse ancora una volta a sanzionare il governo italiano per la discriminazione nei confronti dei rom.
Nel corso della sua recente ricerca in Italia, Amnesty International ha visitato insediamenti rom e incontrato famiglie che, negli ultimi mesi, avevano visto i loro alloggi distrutti ed erano state sottoposte a sgombero forzato.
Amnesty International ha incontrato una donna al settimo mese di gravidanza rimasta senza tetto dopo che, due settimane fa, il suo alloggio nel campo informale di Germagnano (Torino) era stato demolito. La demolizione di un altro alloggio è iniziata mentre un bambino di nove anni stava ancora dormendo all’interno: si è salvato solo perché le grida della madre sono riuscite a fermare il bulldozer.
Insieme al Centro europeo per i diritti dei rom, Amnesty International continua a chiedere alla Commissione europea di iniziare finalmente una procedura legale contro l’Italia, in modo da impedire ulteriori sgomberi forzati e il perpetuarsi della segregazione dei rom.
“Molti abitanti dell’insediamento di Germagnano hanno il terrore di lasciare i loro alloggi, persino per recarsi dal dottore, perché al ritorno potrebbero trovarli distrutti. La paura di perdere quella che è la loro abitazione è sempre presente, dato che vengono spostati da un luogo a un altro in un circolo senza fine di sgomberi forzati. Lo stesso accade in decine di altri insediamenti nel resto dell’Italia. È davvero giunto il momento che l’Unione europea chiami l’Italia a rispondere del suo operato e fornisca giustizia ai rom che subiscono segregazione e discriminazione”, ha dichiarato Fotis Filippou, vice direttore di Amnesty International per l’Europa.
Il 14 giugno il Collegio dei commissari dell’Unione europea ha svolto la sua riunione mensile per discutere se lanciare procedure d’infrazione nei confronti degli stati che violano le norme comunitarie. Ancora una volta, è stato deciso di non intraprendere alcuna azione contro l’Italia, nonostante fossero state messe a disposizione prove schiaccianti di violazioni dei diritti umani ai danni dei rom. Ad aprile, il Financial Times aveva rivelato che la procedura era stata sino ad allora ripetutamente bloccata “per evitare una dannosa polemica pubblica”.
Nel settembre 2012 la Commissione europea aveva lanciato una fase di pre-infrazione, o procedura “pilota” contro l’Italia per il trattamento dei rom ai sensi della Direttiva anti-discriminazione, in riferimento agli sgomberi forzati, ai campi mono-etnici e alla discriminazione nell’accesso alle graduatorie per l’assegnazione degli alloggi popolari. Già all’epoca le prove a disposizione erano numerosissime. Nonostante ne siano continuate a emergere ancora altre, a quasi cinque anni di distanza la procedura d’infrazione non è stata ancora avviata.
Negli ultimi mesi molti dei residenti dell’insediamento informale di Germagnano sono stati vittime di sgombero forzato e più volte sono rimasti privi di alloggio.
Le autorità locali sostengono che, a seguito del decreto giudiziario che aveva ordinato il sequestro di terreni occupati, sono stati demoliti solo gli alloggi abbandonati. Amnesty International ha tuttavia documentato una situazione assai differente, come nel caso di un ragazzo di 17 anni svegliato e obbligato a raccattare le sue cose prima che l’alloggio venisse demolito.
Senza preavviso adeguato, consultazione genuina e messa a disposizione di un alloggio alternativo come previsto dal diritto internazionale, le persone sottoposte a sgombero forzato sono attualmente senza tetto, costrette a sostare in strutture sovraffollate con amici e parenti o in altri rifugi improvvisati come le tende. Tra le persone rimaste senza alloggio, Amnesty International ha documentato casi di persone con disabilità, bambini e famiglie con neonati.
L’Italia ha una lunga storia di sgomberi forzati e di segregazione dei rom nei campi. A Germagnano pare sia andata come nel quartiere napoletano di Gianturco, dove il 7 aprile numerose famiglie rom hanno subito uno sgombero forzato: 130 rom, tra adulti e minori, sono stati collocati nel campo segregato di via del Riposo mentre ad altre centinaia di persone non è stata offerta alcuna alternativa.
Il 7 aprile 2017 l’Associazione 21 luglio ha reso pubblici i drammatici dati del suo Rapporto annuale: vi si legge che 28.000 rom hanno subito sgomberi forzati, sono stati posti in campi segregati o costretti a vivere in altre strutture alloggiative d’emergenza.
Questi numeri illustrano chiaramente le tante violazioni del diritto all’alloggio inflitte ai rom. Circa 18.000 rom vivono in 149 campi di 88 località diverse, altri 10.000 in campi informali dove subiscono spesso ripetuti sgomberi forzati: 250 solo nel 2016.
“L’Italia viola la Direttiva anti-discriminazione ogni giorno attraverso sgomberi forzati in assenza di un’alternativa alloggiativa adeguata e costringendo i rom a vivere in ambienti minacciosi, ostili e degradanti. La procedura d’infrazione contro l’Italia è necessaria da tempo. Cos’altro occorre alla Commissione europea per passare all’azione?” ha dichiarato Ðorđe Jovanović, presidente del Centro europeo per i diritti dei rom.
FINE DEL COMUNICATO
Roma, 14 giugno 2017
martedì 13 giugno 2017
Sempre su Grillo e i Rom
Il blog di Grillo - Tutta la verità sui campi Rom
lunedì 12 giugno 2017
zingari - NEVERENDINGPHOTOMASTERCLASS
domenica 11 giugno 2017
Torino. A un passo dal pogrom | Contropiano
TORINO, A UN PASSO DAL POGROM
da Idea Rom
Al grido di “vi uccidiamo”, “siete animali”, “vi cacceremo via”, tre
giorni fa, il 6 giugno, i comitati anti-rom hanno manifestato a ridosso
del campo nomadi di Strada dell’Aeroporto a Torino.
Improvvisamente e senza preavviso una colonna di persone, animate da isteria collettiva e odio razziale e munite di torce accese, è spuntata minacciosa dall’oscurità: rituali che, purtroppo, si ripetono sempre più frequentemente in una “ordinarietà” che li sta progressivamente svuotando della loro essenza criminosa. Nel cielo notturno le fiaccole erano puntate come dei riflettori. Poi alcune sono state lanciate in direzione del campo, fortunatamente troppo lontano per poter essere raggiunto, provocando il panico generale.
“Nessuno aveva preavvisato le famiglie del campo a proposito della manifestazione – racconta Vesna Baxtali Vuletic, presidente di Idea Rom Onlus – con il risultato che alcune donne erano sole al campo con i bambini. Nessun veicolo delle forze dell’ordine era presente preventivamente all’ingresso del campo nomadi per presidiare eventuali situazioni di emergenza.”
Alcune frange del corteo si sono poi staccate, dirigendosi verso le abitazioni più isolate e costringendo molte persone alla fuga in mezzo ai rovi e in direzione del fiume. I bambini sono fuggiti a piedi lungo la tangenziale, tra le macchine che sfrecciavano ad altissima velocità. Molti di loro si sono persi e sono stati poi ritrovati dopo alcune ore, pieni di graffi causati, durante la fuga, dagli arbusti.
C’è una sola parola che restituisce efficacemente quanto accaduto: pogrom, metastasi di un sistema che criminalizza rom, migranti, senza casa, poveri, disoccupati e che esercita il potere in modo sadico, al punto da modificare anche la percezione che i più deboli hanno di sé e della realtà, riducendoli a un sentimento d’impotenza, di fragilità, di solitudine, la condizione dei “sottouomini”.
Il razzismo e la xenofobia possono dare impulso ad accessi di violenza collettiva, a vere e proprie “liturgie” di massa scandite sulla dialettica amico/nemico, a scenari sinistri di cui, purtroppo, la nostra storia è costellata. Gli psicologi delle masse spesso hanno spiegato l’adesione a rituali xenofobi collettivi, riconducendoli alla ricerca di un rifugio di fronte al senso di smarrimento. “Il cerimoniale permette a un gruppo di comportarsi in un modo simbolicamente ordinato così da dare l’impressione di rivelare un universo ordinato; ogni particella acquista la sua identità mediante la semplice interdipendenza con le altre” (Erik Erikson).
Eppure varrebbe la pena interrogarsi non solo sul “perché” le cose accadono ma anche sul “come”.
Quel “come” non è riconducibile solo agli aspetti irrazionali. Sono i dispositivi politici, le strutture giuridiche e le macchine amministrative che fanno apparire accettabile, “ordinario”, se non addirittura socialmente giustificabile, il volto della persecuzione. È quanto si sta verificando col nuovo decreto Minniti – Orlando che rappresenta la “normalizzazione” di una politica che criminalizza i deboli e gli antagonisti e rivela, senza grattare troppo il fondo del barile, un processo in atto di fascistizzazione della società.
(Fonte: Patrizia Buffa - Contropiano)
Improvvisamente e senza preavviso una colonna di persone, animate da isteria collettiva e odio razziale e munite di torce accese, è spuntata minacciosa dall’oscurità: rituali che, purtroppo, si ripetono sempre più frequentemente in una “ordinarietà” che li sta progressivamente svuotando della loro essenza criminosa. Nel cielo notturno le fiaccole erano puntate come dei riflettori. Poi alcune sono state lanciate in direzione del campo, fortunatamente troppo lontano per poter essere raggiunto, provocando il panico generale.
“Nessuno aveva preavvisato le famiglie del campo a proposito della manifestazione – racconta Vesna Baxtali Vuletic, presidente di Idea Rom Onlus – con il risultato che alcune donne erano sole al campo con i bambini. Nessun veicolo delle forze dell’ordine era presente preventivamente all’ingresso del campo nomadi per presidiare eventuali situazioni di emergenza.”
Alcune frange del corteo si sono poi staccate, dirigendosi verso le abitazioni più isolate e costringendo molte persone alla fuga in mezzo ai rovi e in direzione del fiume. I bambini sono fuggiti a piedi lungo la tangenziale, tra le macchine che sfrecciavano ad altissima velocità. Molti di loro si sono persi e sono stati poi ritrovati dopo alcune ore, pieni di graffi causati, durante la fuga, dagli arbusti.
C’è una sola parola che restituisce efficacemente quanto accaduto: pogrom, metastasi di un sistema che criminalizza rom, migranti, senza casa, poveri, disoccupati e che esercita il potere in modo sadico, al punto da modificare anche la percezione che i più deboli hanno di sé e della realtà, riducendoli a un sentimento d’impotenza, di fragilità, di solitudine, la condizione dei “sottouomini”.
Il razzismo e la xenofobia possono dare impulso ad accessi di violenza collettiva, a vere e proprie “liturgie” di massa scandite sulla dialettica amico/nemico, a scenari sinistri di cui, purtroppo, la nostra storia è costellata. Gli psicologi delle masse spesso hanno spiegato l’adesione a rituali xenofobi collettivi, riconducendoli alla ricerca di un rifugio di fronte al senso di smarrimento. “Il cerimoniale permette a un gruppo di comportarsi in un modo simbolicamente ordinato così da dare l’impressione di rivelare un universo ordinato; ogni particella acquista la sua identità mediante la semplice interdipendenza con le altre” (Erik Erikson).
Eppure varrebbe la pena interrogarsi non solo sul “perché” le cose accadono ma anche sul “come”.
Quel “come” non è riconducibile solo agli aspetti irrazionali. Sono i dispositivi politici, le strutture giuridiche e le macchine amministrative che fanno apparire accettabile, “ordinario”, se non addirittura socialmente giustificabile, il volto della persecuzione. È quanto si sta verificando col nuovo decreto Minniti – Orlando che rappresenta la “normalizzazione” di una politica che criminalizza i deboli e gli antagonisti e rivela, senza grattare troppo il fondo del barile, un processo in atto di fascistizzazione della società.
(Fonte: Patrizia Buffa - Contropiano)
12 commenti
Commenti
Idea Rom Onlus Questo
s****** che parla di legalità è un avanzo di galera, va a fare il
cretino allo stadio e chiede la liberazione di Speziale, l'assassino del
carabiniere Raciti ucciso nello stadio di Catania.
Gazmen Gazmen Berisha E
un diritto sacrosanto diffendersi sia dall fummo tosico che brucciano
sia contro l'anientamento dai nazifascisti,creare immediatamente una
forza di combatenti pronti all martirio e eliminare sta feccia
italofascista,sono dei sottoumani,creare il pron...Altro...
Idea Rom Onlus Gazmen Gazmen Berisha
scusa ma noi siamo assolutamente contrari ad ogni azione o reazione
violenta. Non crediamo sia quello il modo per poter ottenere dignità e
diritti. Ti preghiamo di evitare commenti di questo tipo sulla nostra
pagina. Puoi fare tutte le critiche che vuoi, anche contro di noi, ma
non incitare per favore alla violenza. Spero tu possa capirci.
Sasha Petternik Meno
male ché qualcuno e fato gusta cosa! Si poveri voi tutti sono rasisti
vi odiano a voi poveri bravi solo rubate case nostre! Mi viene voglia
piangere! Maledeti delikventi!
Idea Rom Onlus Sasha
se vuoi perdere tempo a scrivere stupidaggini forse è meglio che vai
sulla pagina di Forza Nuova. Quelli sono un po' più simile a te, un po'
scemi un po' fascisti!
Flavia de Paoli Le forze dell'ordine devono proteggere le persone.

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sabato 10 giugno 2017
L'INCIVILTA' E IL RAZZISMO AVANZANO
IERI SERA A TORINO
Manifestazione dei comitati a ridosso del campo nomadi di strada Aeroporto a Torino.
Non sono state lanciate molotov, ma solo alcune fiaccole accese, in direzione del campo nomadi ma fortunatamente a molta distanza da questo.
... Altro...
Manifestazione dei comitati a ridosso del campo nomadi di strada Aeroporto a Torino.
Non sono state lanciate molotov, ma solo alcune fiaccole accese, in direzione del campo nomadi ma fortunatamente a molta distanza da questo.
... Altro...
Commenti
4 di 85
Vesna Baxtali Vuletic Manifestanti,
fascisti e tranquilli cittadini, molti sparpagliati all'interno dei
comitati di quartiere, che bloccano gli interventi dei vigili del fuoco.
In questi giorni vanno tutti sotto le bandiere di Forza Nuova......Altro...
In questi giorni vanno tutti sotto le bandiere di Forza Nuova......Altro...
Massimo Ugolini Non
si fanno le manifestazioni per una persona uccisa in un incidente
automobilistico. Se l'investitore ha sbagliato pagherà. Se ha sbagliato
per dolo pagherà per quello, se ha sbagliato per colpa pagherà per
quello. Ogni anno in italia i morti per inc...Altro...
Noemi Beganovic andate voi a fanculo sbrutti stronzi italiani
Roberto Malini Oltre
al razzismo, male ormai fuori controllo in Italia, si leggono in questa
sequenza di commenti minacce gravi che andrebbero quantomeno
stigmatizzate, se non segnalate all'autorità. Bisogna opporsi
all'intolleranza, ma in nessun caso con manifestazioni di odio e
violenza assolutamente censurabili. Bisogna combattere il razzismo,
invece, con le ragioni del diritto e della civiltà.

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mercoledì 31 maggio 2017
Il blog delle stelle - A Roma inizia il superamento dei campi rom
Etichette:#rom, #roma, #sinti, #culturaromsinti
#beppegrillo,
#m5stelle,
#rom,
#roma,
#sinti,
#virginiaraggi
martedì 30 maggio 2017
ROM - LAGER E DINTORNI
Ieri
mi chiedevo cosa avrebbero detto la politica "democratica" e la stampa
"indipendente" se questo fatto fosse accaduto qualche anno fa, sotto
l'amministrazione di centrodestra. Ma è accaduto ora, sotto
l'amministrazione di centrosinistra, che peraltro ho contribuito a
eleggere. E in questa giunta c'è ancora Granelli, eroe di molte imprese,
e Carmela Rozza, che non vuole "luoghi franchi". Però va bene se questa
città è franca dall'informazione e, quando si tratta di rom, anche
dalla compassione.
[Grazie a U Velto per aver ripreso il comunicato e averlo reso anche più leggibile.]
[Grazie a U Velto per aver ripreso il comunicato e averlo reso anche più leggibile.]
Inaugurazione
del CES Ieri notte, 28 Maggio 2017, davanti al cancello del CES (centro
di emergenza sociale) di via Sacile, M. , una d...
sucardrom.blogspot.com
Commenti
Paolo Melissi Granelli sarebbe meglio smettesse
Valeria Vaccari bisogna destituirlo perché smetta
Antonio Piazzi Non
pagherà nessuno per questa morte. E quel che è peggio è che le cose
continueranno esattamente come prima: il Ces di via Sacile continuerà ad
essere un luogo privo di civiltà ed inadatto ad ospitare esseri umani
per periodi lunghi, l'assessore Rozza
continuerà a "fare pulizia" nei luoghi dove i disperati provano a
"imbastire uno straccio di vita" e i "corpi speciali" della Polizia
Locale continueranno ad eseguire gli ordini aggiungendo un bel po' di
brutalità.
SINTI E MICROAREE
Internet è pieno di articoli, blog e commenti che trattano questo tema.
Questo mi ha aiutato nel corso del tempo, a capire, chi veramente si prodiga in questa lotta e, veramente rispetta il volere di queste persone riguardo al destino della propria vita.
Un argomento che ho avuto sempre a cuore e il quale sostengo, sono le micro aree.
È risaputo che la stragrande maggioranza dei sinti vuole andare verso questa soluzione abitativa.
Visto che ormai da anni, la vita da sinti che facevamo prima non è più possibile viverla per diverse cause.
Insieme a diverse amministrazioni si sta cercando di attuare questo progetto abitativo che rispecchia ed è più vicino al mondo sinto. Sono state fatte leggi in merito per far si che sia una cosa regolare nel rispetto di tutti i cittadini.
Quindi è una cosa fattibile il progetto microaree.
Quello che mi ha sempre meravigliato invece, è il fatto che, mentre i sinti sono per le microaree, certe associazioni e persone che lottano anche per i diritti dei sinti, sono contrarie a queste microaree.
Questo per me significa, che se non si sostengono i sinti in questa cosa che loro cercano di realizzare, è inutile da parte di organizzazioni e persone dire che lottano anche per i diritti dei sinti.
Se si è contrari alle microaree, non si sta sostenedo il diritto dei sinti di decidere il proprio destino abitativo, che ricordo è fattibile e regolato da leggi, le micro aree.
Quindi, è una grandissima contraddizione bella e buona dire che si sta con i sinti e nello stesso tempo non li si ascolta e non li si sostiene in questo.
La morte di una rom a Milano dopo uno sgombero diventa un caso - DIRE.it
lunedì 29 maggio 2017
E' morta. Ieri. 28 maggio 2017. Era una Zingara.
Bezzecchi Giorgio ha condiviso il post di Alberto M. Melis nel gruppo: Terni Bori - Marry When You Are Ready.
E' morta. Ieri. 28 maggio 2017. Era una Zingara.
Alberto M. MelisE' morta. Ieri. 28 maggio 2017. Era una Zingara.
__________________________________________
Paolo Cagna Ninchi ha scritto: Morte di una “zingara”
Ieri notte, 28 Maggio 2017, davanti al cancello del CES (centro di emergenza sociale) di via Sacile, M. , una donna rom di 42 anni, è morta. Lascia i genitori, il marito e 3 figli. Dormiva su un materasso all’aperto, dopo che la mattina di venerdì 26 la polizia locale aveva sgomberato – distruggendo tutte le loro cose - il gruppo di famiglie che si era accampato nel boschetto a fianco del Centro. Erano per lo più parenti degli ospiti del CES, come M. che nel centro aveva la sorella. Alcune di queste famiglie, tra le quali quella di M., si erano accampate alla bell’e meglio davanti all’ingresso del centro.
Ieri sera, di fronte a parenti e ospiti, questa donna ha avuto un attacco cardiaco e ha agonizzato in attesa dell’ambulanza, che giungeva solo dopo oltre mezz’ora perché chi in quel momento era responsabile del Centro non si peritava di rispondere alle richieste di aiuto.
Di fronte a questa vicenda, per la quale mancano le parole per descriverne l’infinita miseria e l’infinita disumanità, poche domande si devono porre all’amministrazione.
Perché è stato deciso questo sgombero in contraddizione con tutte le prescrizioni - senza preavviso, senza assistenti sociali e senza proposte alternative -, ma soprattutto in contrasto con il più banale sentimento umano?
Perché la persona del Centro presente non ha chiamato immediatamente l’ambulanza nonostante le insistenti, pressanti e disperate richieste degli ospiti del Centro?
Perché nessuno dei solerti tutori dell’ordine e della sicurezza cittadina autori dello sgombero ha tenuto conto dei documenti esibiti da M. a testimonianza del suo stato di salute?
Infine, in questa tragedia si specchia la situazione di abbandono delle comunità rom, resa emblematica dalle condizioni di un Centro che avrebbe dovuto accogliere per includere e che nell’attuale assenza di una strategia diventa solo un luogo di segregazione e di sofferenza.
Sono domande penose alle quali però siamo certi si devono risposte, così come siamo certi si cercheranno eventuali responsabilità di questa morte, per il rispetto dovuto a una donna che aveva una sola colpa, essere una “zingara”.
ReteRom (Associazione ApertaMente di Buccinasco, Associazione Upre
Roma, Associazione di Promozione sociale Fabrizio Casavola, GRT, NAGA)
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