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domenica 14 maggio 2017

Uccise nel rogo, manifestazione di solidarietà a Roma | Video Sky

Uccise nel rogo, manifestazione di solidarietà a Roma | Video Sky

16/5/17 PRESIDIO IN MONTECITORIO

Il presidio
PER LA GIUSTIZIA E PER IL RISPETTO
Martedì 16 Maggio alle 15.30
Piazza Montecitorio, Roma

L’atroce morte di Francesca, Angelica e Elisabeth ha ferito profondamente tutta la nostra comunità. Per l’ennesima volta assistiamo alla morte dei nostri bambini e per l’ennesima volta il nostro dolore immenso viene sfregiato e offeso, dato in pasto alla peggior politica razzista e alle manifestazioni di odio gratuito in rete e sui media. Non sappiamo ancora chi ha commesso questo gesto disumano ma siamo uniti nel chiedere con forza la verità e la giustizia per queste vite spente così presto e per la loro famiglia.
Siamo uniti anche nel chiedere giustizia per tutta la nostra comunità. Vorremmo che l’Italia si rendesse conto di quanto profondamente e pericolosamente l’antiziganismo si è insinuato nella nostra società rendendo impossibile le vite di Rom e Sint e anche qualsiasi politica di inclusione sociale e civile.
Per questo Martedì 16 maggio, nell’anniversario della rivolta dei Rom e dei Sinti nello Zigeunerlager di Auschwitz, la giornata che è il simbolo della nostra resistenza, alle 15.30 saremo in piazza Montecitorio a Roma per chiedere al governo italiano e ai capigruppo del parlamento italiano:
il riconoscimento dello status di minoranza storico-linguistica di Rom e Sinti;
la costituzione di una Consulta Romanì che collabori nell’applicazione della Strategia Nazionale, finora completamente disattesa;
il superamento della segregazione istituzionale delle comunità Rom e Sinti e il contrasto dell’antiziganismo con politiche efficaci a lungo termine, perché ci possa essere finalmente una convivenza fondata sul rispetto e sulla dignità.

Alleanza Romani, associazioni: Federazione FederArteRom, Upre Roma, New Romalen, Isernia in Rete, Romano Drom, Museo del Viaggio Fabrizio De Andrè, Accademia Europea D’Arte Romani, Romano Glaso, Associazione Nazionale Them Romano Onlus, FutuRom , Django Reinhardt , Cittadinanza e Minoranze
Per adesioni: alleanza.romani@gmail.com
O Presidio
PRI ROMANI KRIS TA I ROMANI PATIV
martedì 16 Maggio 15,30
Piazza Montecitorio Roma

O dzungalo merribbé tar i Francesca, Angelica ta Elisabetta a dukhajà sa le Rom. Vuar furat buder te dikhas o merribbé tar le chavoré mèngre ta vuar furat buder o dukhadipé mèngre vel dukhaddó ko nafel, le racista keren lèngre melali politika opral a mend andre le social media ta andre le dzurnal ta televicion. Na dzanas kon kernia kava but dzungalo merribbe, lame sassare mangas ta te dzanas o sicipe ta mangas i kris pri kala chavoré ka marié tikinuré, i familje te dzanel kon a ciĺé. Sinjiem sa tekané pang priso mangas i kris pri sassare le Rom. Le Gage te dzanen sar si baro o antiziganismo andre l'Italia, ka na vel ta dzivel lacho le Rom ta le Sinte, kerel but esklusion, i politika ka le Gage keren opral a mend si but nasfalì, melali ta xoxanì.
Kava 16 maggio, andre o dives tar o risardipé tar le Rom ta le Sinte andre o Lager tar o Auschwitz, o dives ka si o baro dives tar i Romani Resistenze, ko 15,30 lame Rom ta Sinte keras jekh Presidio anglal o italikano Parlamento tar o Montecitorio andre Roma.
Mangas ka le Gage te prindzkaren ki le Rom ta le Sinte o Status sar jekh historikani ta chibkani minoranza etnika.
Mangas ka le Gage te prindzkaren meng jekh Romani Konsulta ka te kollaborenel tekane lend pri Strategia Nacionale ka fin a dadives na vilì applikimmé.

Mangas ka le Gage te ningaven i segregacione ta i diskriminacione opral a mend. Te keren jekh nevi politika prisosk pang le Rom ta le Sinte te dziven feder ta lache.
Keren o Romano Tekanipe: Federazione FederArteRom, Upre Roma, New Romalen, Isernia in Rete, Romano Drom, Museo del Viaggio Fabrizio De Andrè, Accademia Europea D’Arte Romani, Romano Glaso, Associazione Nazionale Them Romano Onlus, FutuRom , Django Reinhardt , Cittadinanza e Minoranze
Per adesioni: alleanza.romani@gmail.com

venerdì 12 maggio 2017

Vi spiego perché i Rom sono odiati | Italians

 Ci mancava Severgnini!




Vi spiego perché i Rom sono odiati | Italians

I nostri silenzi e il rogo di Centocelle | Reset

I nostri silenzi e il rogo di Centocelle | Resetrom, #roma, #sinti

CHI COLTIVA L'ODIO E' COLPEVOLE QUANTO CHI HA LANCIATO LA MOLOTOV

Questa è la meravigliosa società civile italiana.... bisogna ringraziare le istituzioni, i politici e i giornalisti corrotti. Davvero un bel lavoro. Complimenti a tutti!!!!!



Vesna Baxtali Vuletic ha condiviso la foto di Idea Rom Onlus nel gruppo: ROMANIPEN ITALIA.
4 h ·
Idea Rom Onlus
4 h ·
CENTOCELLLE, PARCHEGGIA SCHIACCIANDO I FIORI DEPOSTI IN RICORDO DELLE TRE BAMBINE
Si chiamavano Elizabeth, Francesca e Angelica ed erano tre bambine...
Ma non c'è limite alla disumanità della gente.
Uno schifo!
Donato Notonica Che gesto schifoso...
inumano.
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· Rispondi · 1 h
Sena La Bella
Sena La Bella Non ciò parole👏
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· Rispondi · 1 h
Doriana Chierici Casadidio
Doriana Chierici Casadidio Non c'è fine alla crudeltà
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· Rispondi · 45 min

giovedì 11 maggio 2017

Strage a Centocelle, folla commossa alla messa per le tre sorelle rom

Strage a Centocelle, folla commossa alla messa per le tre sorelle rom

APPELLO DI GRAZIANO HALILOVIC, ZIO DELLE TRE SORELLINE UCCISE DAL FUOCO


2 h ·
Comunicazione di Graziano Halilovic

Sono Graziano Halilovic, cugino di Romano Halilovic e zio di Francesca, Angelica ed Elisabeth,
Qualcuno, un mostro, ha bruciato vive tre bambine nel sonno, con una bottiglia incendiaria che ha trasformato in un rogo il camper di Romano, l’altra notte, a Centocelle, in un parcheggio pubblico, dove stazionavano senza disturbare nessuno.
Non sappiamo chi sia stato potrebbe essere stato chiunque: un rom, un gagiò, un giornalista per fare notizia, un razzista per odio, un italiano o uno straniero….
Un mostro, di certo, che ha commesso un crimine orribile, imperdonabile e disumano, che ha visto dei genitori assistere inermi alla morte dei figli bruciati dal fuoco.
Il punto è che non sappiamo chi sia stato e non possiamo usare la fragilità e il dolore del momento per individuare un colpevole prima che le indagini facciano il loro corso.
Confido che le forze dell’ordine svolgano le indagini senza farsi influenzare da pregiudizi razziali e riescano a dare un nome e un volto al colpevole.
Ma fino ad allora chiedo agli attivisti rom e non rom, alla società civile, a tutte le organizzazioni e ong dei diritti umani, ai politici italiani ed europei di intervenire sui media affinché nel rispetto del dolore della famiglia e nel rispetto delle vittime e della comunità rom, vengano diffidati ad utilizzare termini diffamatori, parlando di “clan” e di “faide tra rom”, associando così la comunità rom ancora una volta a termini che richiamano la criminalità organizzata, finché le indagini di chi ne ha la competenza non porteranno alla luce la verità.
Non sappiamo al momento se il colpevole sia un rom, un italiano, uno straniero, un giornalista o di quale ideologia politica sia. Fare delle illazioni a riguardo, cercando di coinvolgere un’intera comunità, è un gioco inutile e irrispettoso nei confronti dei rom che colpisce la famiglia delle vittime due volte: prima nella irrimediabile perdita e poi nella continua discriminazione.
Voglio ringraziare Papa Francesco, il Presidente della Repubblica Mattarella, il Pontificio Romano e il Vescovo Don Paolo LoJudice, la Comunità di Sant’Egidio, i cittadini di Centocelle e tutti coloro, politici e cittadini italiani, che hanno espresso solidarietà alla famiglia di Romano in questo momento di insuperabile dolore.
Questo è il momento della preghiera e del silenzio, e non della strumentalizzazione per fini diversi di quanto è accaduto: dobbiamo stare vicini a Romano, a Mela e ai loro figli superstiti, e rispettare il loro lutto.
Grazie

martedì 9 maggio 2017

FONDAZIONE ROMANI': DOPO 5 ANNI DI STRATEGIA NAZIONALE

Newsletter www.fondazioneromani.eu




Dopo cinque anni di strategia nazionale








Inizio e chiudo questa personale riflessione con lo slogan di Margaret Mead: Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini coscienziosi ed impegnati possa realizzare il cambiamento. In verità è l’unica cosa che è sempre accaduta.

Nell’anno 2012 il Governo Italiano approva la strategia nazionale per l’inclusione della minoranza romanì, in attuazione dell’impegno della Comunicazione della Commissione Europea n. 173/2011.

L’approvazione di una strategia nazionale per lo sviluppo socio-culturale della minoranza romanì è un atto politico importante in Italia, in cui gran parte degli enti locali e delle istituzioni, con la collaborazione di associazioni ed attivisti, da diversi decenni attivano iniziative per le comunità romanès con un modello di sviluppo degli interventi che non produce benefici utili.

Tanti progetti, tante iniziative, zero risultati.

In questo grande festival Italiano di scelte sbagliate e di gravi errori verso la minoranza romanì, una strategia nazionale di inclusione deve tracciare un modello di sviluppo degli interventi per le comunità romanès per non ripetere gli errori del passato; invece la strategia approvata dal Governo Italiano è una grande delusione perchè
  • ripropone vecchie contraddizioni e distorsioni sulla minoranza romanì
  • non declina un modello di sviluppo degli interventi per le comunità romanès diverso dal passato
  • propone la costituzione di un “Forum delle comunità romanès” che di fatto è un inutile “carrozzone folcloristico”
  • ignora la partecipazione attiva e qualificata del rom
  • il sistema di governance (della strategia) mostra limiti ed equivocità che non permettono un radicale cambiamento rispetto al passato
Inoltre nel documento della strategia viene utilizzata una denominazione (rom, sinti e camminanti) ambigua e divisiva per definire la minoranza romanì.

Mi chiedo se la strategia è stata prodotta per un concreto sviluppo sociale, culturale, politico ed economico della minoranza romanì, oppure per continuare a foraggiare lo sfruttamento del disagio delle comunità romanès.

Sono trascorsi cinque anni dall’approvazione della strategia e nulla è cambiato rispetto al passato, concretamente cosa è stato fatto?

In questi cinque anni è emersa con chiarezza la volontà di NON effettuare un cambiamento rispetto al passato, di folclorizzare la partecipazione attiva del rom, di continuare a sottovalutare la lingua-cultura romanì.

Cosa dobbiamo ancora attendere prima di avviare un cambiamento concreto del modello di sviluppo degli interventi per le comunità romanès?

Le istanze delle associazioni e degli attivisti denunciano le responsabilità degli enti locali e delle istituzioni, le quali o ignorano il tema rom violando diritti fondamentali oppure attivano scelte sbagliate, spesso suggerite dalle stesse associazioni ed attivisti.

Sembra quella metafora in cui “il bue dice cornuto all’asino”.

Il cambiamento è prodotto dalle idee, dai fatti concreti, mai dalle chiacchiere mediatiche per una convenzionale denuncia finalizzata alla personale auto-referenzialità.

La MISSION non potrà produrre il cambiamento senza aver definito la “VISION”, la visione politica strategica.

La questione è tutta concentrata nel fatto che gran parte delle associazioni e degli attivisti impegnati in Italia per e con le comunità romanès sono bravi a “copiare goffamente” il passato perché non hanno una propria proposta politica ed un proprio modello di sviluppo degli interventi. FORSE non hanno le conoscenze e le competenze per definire idee dotate di senso e dare risposte concrete ai bisogni socio-culturali delle minoranza romanì, oppure FORSE non hanno interessi personali a perseguire l’obiettivo di migliorare le condizioni della minoranza romanì.

Nel contesto italiano è visibile la QUANTITA’ di associazioni-attivisti impegnati per le comunità romanès (questo è un fattore positivo), ma in gran parte di loro è invisibile la QUALITA’ (questo è un fattore negativo) per assenza di conoscenze e competenze.

Certamente ci sono poche associazioni ed alcuni professionisti rom che hanno acquisito documentate conoscenze e competenze, ed hanno maturato buone esperienze positive, sono leaders e professionisti per fatti concreti realizzati, e non sono “burattini mediatici” per la personale auto-referenzialità.

Il cambiamento per migliorare le condizioni della minoranza romanì deve partire dal coinvolgimento attivo a propositivo di queste positive professionalità del mondo romanò per costruire specifici processi di sviluppo della partecipazione, delle comunità e scelte politiche socio-culturale.

Non ha alcun senso continuare a promuovere a livello nazionale iniziative per la partecipazione attiva di rom e sinti in cui c’è tutto ed il contrario di tutto, in l’unica certezza è quella di dividersi sul nulla, e dove la presenza della parte positiva del mondo romanò diventa inutile.

Una strategia nazionale per l’inclusione della minoranza romanì ha un senso se parte dal coinvolgimento attivo e propositivo delle positive professionalità presenti nelle comunità romanès per declinare un modello di sviluppo degli interventi ed elaborare processi di partecipazione e di crescita delle comunità, cioè costruire ed avviare un cambiamento che è essenziale.

Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini coscienziosi ed impegnati possa realizzare il cambiamento. In verità è l’unica cosa che è sempre accaduta.
(Margaret Mead - Antropologa - Stati Uniti)

Nazzareno Guarnieri

 


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Fondazione romanì Italia

Via Rigopiano n. 10/B  - 65124 Pescara 

sabato 6 maggio 2017

Progetto LUOGHI COMUNI

French Traveller shot and killed by police: can Macron “turn the page” on France’s shame?

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Présidentielle 2017: le candidat Macron nous répond - Mémorial des Nomades de France

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Festa in via Quarto per la beata Emilia « Noi Brugherio

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Musica balcánica y cultura gitana: sus raíces en México

Musica balcánica y cultura gitana: sus raíces en México: La gitana es sin duda uno de los pulsos culturales más fascinantes del mundo ¿qué tanto sabes de esta cultura?

Poems Found in Translation: Lera Yanysheva: Stone Children (From Lovara Romani)

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martedì 25 aprile 2017

Dijana Pavlovic recita "Nazifa bebè a Fedora" (di Alberto Maria Melis)

Primo Levi - Tra le baracche di Auschwitz, lo zingaro

Primo Levi - Tra le baracche di Auschwitz, lo zingaro

Smantellare la “logica campo nomade”


Da qualche anno in Italia gran parte del dibattito pubblico sulla minoranza romanì è concentrato sulla volontà di “superare i campi nomadi”, consapevoli del disastro umanitario e culturale che questa scelta politica produce alla minoranza romanì.
Tutti dichiarano di voler superare i campi nomadi, ma la realtà mostra molte chiacchiere e zero fatti concreti, tale che spesso si intuisce facilmente che le chiacchiere sono solo di propaganda politica e autoreferenziale.
Smantellare la “logica campo nomade” non è solo l’abbattimento di baraccopoli, ma equivale ad eliminare ogni forma di politica segregante-differenziata per le comunità romanès e rendere visibile proposte e soluzioni inserite in un contesto dotato di senso.
Per esempio la proposta della micro-area per sole famiglie rom è una soluzione priva di senso perché si tratta ancora una volta di una soluzione segregante-differenziata per sole famiglie rom.
Cambia il nome, non cambia la sostanza, questo accade spesso da qualche decennio alla minoranza romanì, forse per ignoranza, o forse per opportunismo senza scrupoli.
Per non dimenticare ... il “campo nomadi” è un approccio multiculturale con politiche segreganti-differenziate destinate a sole famiglie rom; politiche definite per una sbagliata lettura della cultura romanì e dei bisogni delle comunità romanès; politiche legittimate da distorsioni ed equivoci.
E’ attraverso un approccio interculturale che le identità culturali riproducono la loro presenza storica ed hanno la possibilità di avere spazi e riconoscimenti.
Il passaggio del tema della minoranza romanì ad un approccio interculturale è visibile con l’avvio “processi” interculturali, essenziali per l’evoluzione dell’identità culturale romanì, per non scivolare verso la marginalità o la separazione.
Affrontare l’estremo vivere delle comunità romanès è possibile a partire da un lavoro sistematico, graduale e analitico, con processi di sviluppo delle comunità per giungere alla dismissione dell’approccio multiculturalista ed al superamento sia della dimensione abitativa e mentale segregante, differenziata, sia della condizione di separatezza spaziale, culturale e relazionale.
“Per influenzare le problematiche sociali e culturali, bisogna influenzare gli ambienti sociali e culturali”
Molti si pongono la domanda da quale area sociale iniziare: dal lavoro, o dalla scuola, o dalla formazione, o dalla casa, o dalla identità culturale, ecc. le priorità devono tener conto della realtà e dei bisogni del singolo e delle comunità, ed accertate attraverso idonei strumenti di ricerca.
Occorre tener conto che molte ricerche hanno documentato che la disponibilità di una abitazione è una “conditio-sine-qua-non” che incide positivamente sul benessere socio-relazionale e psico-fisico delle persone, rende possibile l'avvio di processi di auto-stima e empowerment.
Il modello housing first si fonda sul riconoscimento della casa come diritto umano primario, riconosce alla persona la capacità di acquisire uno stato di benessere psico-fisico pur in presenza di gravi condizioni di esclusione sociale e culturale, collega la stabilità abitativa al ripristino attorno alla persona della struttura relazionale e comunitaria, dal supporto dell’equipe pubblico-privato, fino al tempo necessario per la piena autonomia.
Quindi per smantellare la logica “campo nomade” occorre abbandonare l’approccio multiculturale e le politiche segreganti-differenziate per le comunità romanès, ed avviare processi interculturali di sviluppo delle comunità ed un approccio di housing first.
Queste sono le soluzioni di Fondazione romanì Italia per smantellare la “logica campo nomade”, segregante-differenziata, e tanto altro dell’estrema esclusione e discriminazione della minoranza romani.
Le iniziative attivate hanno permesso di verificare la positività prodotta con queste soluzioni, di definire un produttivo modello di lavoro pubblico-privato e di tracciare il profilo per la formazione di specifici professionisti.
Smantellare le politiche segreganti-differenziate- assistenzialistiche (logica campo nomade) ed avviare processi di sviluppo della minoranza romanì è possibile, è molto più semplice di quando si possa immaginare, e produce benefici per tutta la collettività, mentre sono tanti coloro che NON sono interessati ad abbattere concretamente la disumana “logica campo nomade”, per interessi personali e per scopi di parte.
Fondazione romanì Italia continuerà a proporre ed a realizzare iniziative, ove possibile, per smantellare il sistema della “logica campo nomadi” e rendere visibile per la minoranza romanì una diversa e proficua prospettiva politica, inserita in un contesto dotato di senso.
Numerosi saranno gli ostacoli creati ad arte, ma il sostegno alla nostra fondazione di numerosi amici della minoranza romanì continuerà ad essere la nostra forza.
Sostieni Fondazione romanì Italia
IBAN: IT83T0501803200000000167403
BIC/SWIFT: CCRTIT2T84A

SINTI NELLA RESISTENZA

LA STORIA SCONOSCIUTA: I ROM NELLA RESISTENZA

venerdì 21 aprile 2017

ROM SUMMER SCHOOL

Fuori campo - MYArt Film Festival

Fuori campo - MYArt Film Festival

Roma lives matter: Bulgarian Rom killed for “possession of pesticides”

Roma lives matter: Bulgarian Rom killed for “possession of pesticides”

ALEXIAN PRONTO A QUERELARE IL TG4 PER UN SERVIZIO RAZZISTA CONTRO I ROM

Genocide of the Roma | IHRA

Genocide of the Roma | IHRA

MEMORIE DA AGNONE


Ciao, sono a Agnone, provincia di Isernia, che durante la seconda guerra mondiale fu uno dei principali campi di concentramento italiani per rom e Sinti (e ebrei e stranieri).
Vi mando in allegato  la foto della targa..
Stefano Pasta






































vedi anche
http://www.romsintimemory.it/


 http://porrajmos.it/?lang=it


TSIGANES NOMADES - UN MALENTENDU EUROPEEN

http://www.tsiganes-nomades-un-malentendu-europeen.com/index.php?option=com_content&view=article&id=13&Itemid=4

venerdì 14 aprile 2017

Padova, a poliziotti e carabinieri un dizionario per comprendere il linguaggio usato da criminali sinti e rom - Il Fatto Quotidiano

A ME SEMBRA UN ARTICOLO "DA PIRLA" (CHE NEL GERGO SEGRETO CRIMINALE DELLA MIA GENTE SI POTREBBE TRADURRE COME UN ARTICOLO PIUTTOSTO SUPERFICIALE).

PAOLO

Leggete bene anche la lettera di commento di Dijana Pavlovic



Padova, a poliziotti e carabinieri un dizionario per comprendere il linguaggio usato da criminali sinti e rom - Il Fatto Quotidiano