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martedì 3 gennaio 2017
Campi nomadi a Roma, la montagna ha partorito un topolino
We are the change
sabato 31 dicembre 2016
TG Rom - Edizione 36 del 31/12/2016
venerdì 30 dicembre 2016
L'ASSESSORE E IL PUNTO DI VISTA ROM
Vesna Baxtali Vuletic ha condiviso il post di Idea Rom Onlus nel gruppo: basta sgomberi di Rom e Sinti (a Milano e in Italia)!
Idea Rom Onlus ha aggiunto 6 nuove foto.
L'ASSESSORE E IL PUNTO DI VISTA ROM
Oggi nel social-housing di via Traves, e poi al campo nomadi di via Germagnano, Idea Rom ci è andata con l'assessore comunale ai Diritti e alle Pari Opportunità del Comune di Torino, Marco Giusta.
Per far toccare con mano la situazione di donne e uomini che ogni giorno a Torino vedono negata la propria dignità.
Le famiglie hanno mostrato le proprie condizioni di vita, la difficoltà d'accesso a diritti e opportunità disponibili per qualsiasi altro cittadino a Torino e le molte vessazioni a cui sono costrette dalle attività di controllo quasi sempre ingiustificate e ingiustamente generalizzate.
Hanno soprattutto descritto la condizione esistenziale di chi è sempre sul punto d'essere scacciato, sia che viva in un insediamento spontaneo, sia che viva in strutture assolutamente precarie che sontuosi progetti hanno invece spacciato come soluzioni abitative di lungo periodo.
Sperando che questa occasione possa servire a portare nella Giunta Comunale di Torino un punto di vista finora inascoltato, quello dei Rom a cui nessuno si rivolge per discutere quella condizione di vita e come poter provare a venirne fuori tutti assieme.
Vesna Vuletic
Presidente Idea Rom Onlus
Le famiglie hanno mostrato le proprie condizioni di vita, la difficoltà d'accesso a diritti e opportunità disponibili per qualsiasi altro cittadino a Torino e le molte vessazioni a cui sono costrette dalle attività di controllo quasi sempre ingiustificate e ingiustamente generalizzate.
Hanno soprattutto descritto la condizione esistenziale di chi è sempre sul punto d'essere scacciato, sia che viva in un insediamento spontaneo, sia che viva in strutture assolutamente precarie che sontuosi progetti hanno invece spacciato come soluzioni abitative di lungo periodo.
Sperando che questa occasione possa servire a portare nella Giunta Comunale di Torino un punto di vista finora inascoltato, quello dei Rom a cui nessuno si rivolge per discutere quella condizione di vita e come poter provare a venirne fuori tutti assieme.
Vesna Vuletic
Presidente Idea Rom Onlus
giovedì 29 dicembre 2016
Torino, giornalisti rom combattono i pregiudizi
MILLANTATORI E MENZOGNE SUI MATRIMONI FORZATI A 9 ANNI E SUI MOTIVI DELL'ABBANDONO SCOLASTICO DELLE BAMBINE ROM E SINTE
Idea Rom Onlus
Sono in Italia da quando ero ragazzina e non ho mai visto il matrimonio di bambine Rom e Sinte di 9 anni, tantopiù con adulti.
Sono in Italia da quando ero ragazzina e non ho mai visto il matrimonio di bambine Rom e Sinte di 9 anni, tantopiù con adulti.
Da oltre 25 anni mi occupo di Rom più o meno di tutte le comunità e
anche in questo periodo non mi è mai successo di vedere matrimoni di
questo tipo.
Da quasi 10 anni dirigo anche l'associazione Idea Rom di Torino (https://www.facebook.com/idearom.onlus) costituita da nostre donne di varie origini nazionali e, anche in questo caso, non abbiamo mai affrontato situazioni del genere.
I matrimoni più giovani di cui ho notizia o memoria risalgono a tanti anni fa e, comunque, riguardavano ragazzine e ragazzini, coetanei, di 15-16 anni.
Ma questi, che già erano casi eccezionali nei nostri paesi d'origine, nel tempo sono andati via via riducendosi anche in Italia, fin quasi a scomparire. Oramai la gran parte delle ragazze si sposano più grandi, tra i 17 e i 20-22 anni, scegliendo da sé il proprio sposo e la propria vita affettiva.
Quando i genitori si oppongono (ad esempio per pregressi litigi fra le famiglie), normalmente le ragazze scappano con i fidanzati, mettendoli di fronte al fatto compiuto.
La questione della dote che alcuni intendono o fraintendono come somma per l'acquisto della sposa sarebbe anche da spiegare meglio, poiché nella maggior parte dei casi è puramente simbolica, è circoscritta a pochissimi gruppi dove è praticata da neanche tutte le famiglie. Ci sono in ogni caso nostre comunità dove la tradizione della dote non è neppure mai esistita.
Il dato di riscontro è dato dall'assenza di denuncie e dall'esiguità di segnalazioni ai Tribunali dei Minori, obbligatorie nel casi di matrimoni (anche di fatto) fra minori di 15 anni.
A scanso di equivoci mi tocca precisare che non sono mai stata favorevole ai matrimoni combinati, figuriamoci a quelli forzati o a quelli fra bambini e adulti.
Però certe iniziative, che da alcuni mesi stanno propagandando una presunta emergenza relativa a questo tipo di matrimoni fra i Rom, mi stanno preoccupando perché possono diffondere un ulteriore e infondato pregiudizio sulle nostre comunità, dando spazio a strumentalizzazioni razziste contro tutto il nostro popolo.
Nel tentativo di approfondire e discutere l'argomento non posso inoltre nascondere una certa preoccupazione rispetto alla demonizzazione di cui sono stata oggetto provando a far presente le mie osservazioni.
Ho provato a discutere l'argomento con alcuni promotori del progetto Terni Bori che affronta il tema, registrando reazioni che quasi immediatamente sono scivolate nell'attacco personale, causando la mia immediata collocazione nella categoria di coloro che amano e difendono i matrimoni forzati fra bambini e adulti (!)
A Torino il prgetto Terni Bori è promosso da Stojanovic Vojislav, rappresentante di varie fantomatiche associazioni di cui non c'è alcuna traccia nei registri comunali, provinciali o nazionali (che prevedono revisioni periodiche sull'effettiva esistenza e sulla regolarità della gestione).
Stojanovic, oltre a agitare l'emergenza del problema dei matrimoni forzati fra bambine e adulti Rom, spiegherebbe con questo motivo la ragione dei tanti abbandoni scolastici da parte delle nostre ragazzine.
Peccato si tratti di una curiosa invenzione di Stojanovic, non supportata da alcun dato e o esperienza personale o lavorativa in ambito scolastico.
Da quel che invece ho potuto capire, sulla base di esperienze e progetti pluriennali, questa "emergenza" degli abbandoni scolastici da parte di bambine Rom costrette al matrimonio NON ESISTE.
Esiste piuttosto il serio problema della qualità degli apprendimenti a cui sono sottoposti i nostri bambini nelle scuole in cui siano "etichettati" come "nomadi". E' difatti molto diffusa la consuetudine di abbassare le aspettative formative nei loro confronti, relegati spesso al fondo dell'aula a disegnare dalla mattina alla sera ("perchè vengono a scuola solo per stare al caldo e mangiare un pasto regolare nella mensa"), senza compiti assegnati a casa ("perchè tanto non li farebbero"), senza convocazioni e colloqui con i genitori ("perchè tanto non verrebbero"), senza progettazioni di alcuna ambizione ("perchè l'istruzione scolastica non fa parte della cultura Rom"), ecc..
L'insuccesso e la dispersione scolastica dei nostri bambini, senza alcuna differenza fra maschi e femmine (se ci si riferisce ai dati e non alle fantasie), è dovuto alla bassa qualità degli apprendimenti ricevuti nella scuola dell'obbligo e che non consentono di affrontare con adeguate competenze alcun ciclo di studi superiori.
Senza voler trascurare altri problemi che meriterebbero una più approfondita analisi (dalle condizioni di vita nei campi nomadi al razzismo percepito e subito da questi bambini in tutte le situazioni della propria vita), il dato di riscontro è quello dei bambini che, pur avendo svolto in assoluta regolarità l'intero ciclo scolastico obbligatorio (magari dalle materne, con frequenze continuative del 100% e nessuna bocciatura), alla fine della terza media sanno a malapena leggere e scrivere (e in molti casi neanche quello).
In una città come Torino, dove dal 1978 il Comune e varie associazioni (comprese quelle che volevano e gestivano la "scuola degli zingari") si sono occupate di scolarizzazione degli "alunni nomadi", nessuno ancora si chiede come sia possibile che nessun Rom proveniente dai campi nomadi abbia mai conseguito un diploma superiore quinquennale e tanto meno laureato.
Adesso, invece, sarebbe arrivato Stojanovic a spiegare che i motivi dell'insuccesso scolastico delle bambine (e quello dei bambini?) stia tutto nei matrimoni precoci, forzati e brutali a cui sarebbero sottoposte dalle nostre famiglie...
Superficialità che purtroppo alimenta solo altro razzismo di cui, almeno in questo caso, potevamo farne a meno.
La fragilità degli argomenti è evidente nella fuga da qualsiasi confronto, anche su questi social network dove Stojanovic si adopera con "blocchi" e camuffamenti che impediscono qualsiasi confronto.
Curioso per chi ambisca e si presenti come paladino di cause collettive, soprattutto, se convinto dei propri argomenti sul tema. Invece tutta l'attività si limita a spacciare per incontri di presentazione del progetto alcune riunioni di commissioni comunali su tutt'altri temi, guarnendo il tutto con fotografie in cui ignari consiglieri comunali vengono immortalati in fotografie in cui afferrano borse di stoffa (con il logo del progetto) disseminate qua e là sui tavoli.
Cooptazioni inconsapevoli e strumentalizzazioni degne di un furbastro da strada, non di chi vorrebbe affrontare seriamente problemi seri.
Se questa difficoltà nel mettersi in discussione e queste modalità di strumentalizzazione sono il presupposto di un lavoro che vorrebbe condannare varie presunte colpe collettive dei Rom (dai matrimoni forzati all'abbandono scolastico, ad esempio), siamo a cavallo e non stiamo vedendo nulla di nuovo rispetto all'epoca delle associazioni pro-Rom che ci infangavano per poter meglio accreditare le loro lucrose mediazioni.
VESNA VULETIC
Presidente Idea Rom Onlus
Da quasi 10 anni dirigo anche l'associazione Idea Rom di Torino (https://www.facebook.com/idearom.onlus) costituita da nostre donne di varie origini nazionali e, anche in questo caso, non abbiamo mai affrontato situazioni del genere.
I matrimoni più giovani di cui ho notizia o memoria risalgono a tanti anni fa e, comunque, riguardavano ragazzine e ragazzini, coetanei, di 15-16 anni.
Ma questi, che già erano casi eccezionali nei nostri paesi d'origine, nel tempo sono andati via via riducendosi anche in Italia, fin quasi a scomparire. Oramai la gran parte delle ragazze si sposano più grandi, tra i 17 e i 20-22 anni, scegliendo da sé il proprio sposo e la propria vita affettiva.
Quando i genitori si oppongono (ad esempio per pregressi litigi fra le famiglie), normalmente le ragazze scappano con i fidanzati, mettendoli di fronte al fatto compiuto.
La questione della dote che alcuni intendono o fraintendono come somma per l'acquisto della sposa sarebbe anche da spiegare meglio, poiché nella maggior parte dei casi è puramente simbolica, è circoscritta a pochissimi gruppi dove è praticata da neanche tutte le famiglie. Ci sono in ogni caso nostre comunità dove la tradizione della dote non è neppure mai esistita.
Il dato di riscontro è dato dall'assenza di denuncie e dall'esiguità di segnalazioni ai Tribunali dei Minori, obbligatorie nel casi di matrimoni (anche di fatto) fra minori di 15 anni.
A scanso di equivoci mi tocca precisare che non sono mai stata favorevole ai matrimoni combinati, figuriamoci a quelli forzati o a quelli fra bambini e adulti.
Però certe iniziative, che da alcuni mesi stanno propagandando una presunta emergenza relativa a questo tipo di matrimoni fra i Rom, mi stanno preoccupando perché possono diffondere un ulteriore e infondato pregiudizio sulle nostre comunità, dando spazio a strumentalizzazioni razziste contro tutto il nostro popolo.
Nel tentativo di approfondire e discutere l'argomento non posso inoltre nascondere una certa preoccupazione rispetto alla demonizzazione di cui sono stata oggetto provando a far presente le mie osservazioni.
Ho provato a discutere l'argomento con alcuni promotori del progetto Terni Bori che affronta il tema, registrando reazioni che quasi immediatamente sono scivolate nell'attacco personale, causando la mia immediata collocazione nella categoria di coloro che amano e difendono i matrimoni forzati fra bambini e adulti (!)
A Torino il prgetto Terni Bori è promosso da Stojanovic Vojislav, rappresentante di varie fantomatiche associazioni di cui non c'è alcuna traccia nei registri comunali, provinciali o nazionali (che prevedono revisioni periodiche sull'effettiva esistenza e sulla regolarità della gestione).
Stojanovic, oltre a agitare l'emergenza del problema dei matrimoni forzati fra bambine e adulti Rom, spiegherebbe con questo motivo la ragione dei tanti abbandoni scolastici da parte delle nostre ragazzine.
Peccato si tratti di una curiosa invenzione di Stojanovic, non supportata da alcun dato e o esperienza personale o lavorativa in ambito scolastico.
Da quel che invece ho potuto capire, sulla base di esperienze e progetti pluriennali, questa "emergenza" degli abbandoni scolastici da parte di bambine Rom costrette al matrimonio NON ESISTE.
Esiste piuttosto il serio problema della qualità degli apprendimenti a cui sono sottoposti i nostri bambini nelle scuole in cui siano "etichettati" come "nomadi". E' difatti molto diffusa la consuetudine di abbassare le aspettative formative nei loro confronti, relegati spesso al fondo dell'aula a disegnare dalla mattina alla sera ("perchè vengono a scuola solo per stare al caldo e mangiare un pasto regolare nella mensa"), senza compiti assegnati a casa ("perchè tanto non li farebbero"), senza convocazioni e colloqui con i genitori ("perchè tanto non verrebbero"), senza progettazioni di alcuna ambizione ("perchè l'istruzione scolastica non fa parte della cultura Rom"), ecc..
L'insuccesso e la dispersione scolastica dei nostri bambini, senza alcuna differenza fra maschi e femmine (se ci si riferisce ai dati e non alle fantasie), è dovuto alla bassa qualità degli apprendimenti ricevuti nella scuola dell'obbligo e che non consentono di affrontare con adeguate competenze alcun ciclo di studi superiori.
Senza voler trascurare altri problemi che meriterebbero una più approfondita analisi (dalle condizioni di vita nei campi nomadi al razzismo percepito e subito da questi bambini in tutte le situazioni della propria vita), il dato di riscontro è quello dei bambini che, pur avendo svolto in assoluta regolarità l'intero ciclo scolastico obbligatorio (magari dalle materne, con frequenze continuative del 100% e nessuna bocciatura), alla fine della terza media sanno a malapena leggere e scrivere (e in molti casi neanche quello).
In una città come Torino, dove dal 1978 il Comune e varie associazioni (comprese quelle che volevano e gestivano la "scuola degli zingari") si sono occupate di scolarizzazione degli "alunni nomadi", nessuno ancora si chiede come sia possibile che nessun Rom proveniente dai campi nomadi abbia mai conseguito un diploma superiore quinquennale e tanto meno laureato.
Adesso, invece, sarebbe arrivato Stojanovic a spiegare che i motivi dell'insuccesso scolastico delle bambine (e quello dei bambini?) stia tutto nei matrimoni precoci, forzati e brutali a cui sarebbero sottoposte dalle nostre famiglie...
Superficialità che purtroppo alimenta solo altro razzismo di cui, almeno in questo caso, potevamo farne a meno.
La fragilità degli argomenti è evidente nella fuga da qualsiasi confronto, anche su questi social network dove Stojanovic si adopera con "blocchi" e camuffamenti che impediscono qualsiasi confronto.
Curioso per chi ambisca e si presenti come paladino di cause collettive, soprattutto, se convinto dei propri argomenti sul tema. Invece tutta l'attività si limita a spacciare per incontri di presentazione del progetto alcune riunioni di commissioni comunali su tutt'altri temi, guarnendo il tutto con fotografie in cui ignari consiglieri comunali vengono immortalati in fotografie in cui afferrano borse di stoffa (con il logo del progetto) disseminate qua e là sui tavoli.
Cooptazioni inconsapevoli e strumentalizzazioni degne di un furbastro da strada, non di chi vorrebbe affrontare seriamente problemi seri.
Se questa difficoltà nel mettersi in discussione e queste modalità di strumentalizzazione sono il presupposto di un lavoro che vorrebbe condannare varie presunte colpe collettive dei Rom (dai matrimoni forzati all'abbandono scolastico, ad esempio), siamo a cavallo e non stiamo vedendo nulla di nuovo rispetto all'epoca delle associazioni pro-Rom che ci infangavano per poter meglio accreditare le loro lucrose mediazioni.
VESNA VULETIC
Presidente Idea Rom Onlus
lunedì 26 dicembre 2016
domenica 25 dicembre 2016
sabato 24 dicembre 2016
PROGETTONIGLO (Storia, tradizioni e lingua dei Sinti Piemontesi)
"Dal campo romano di Casilino 900 alla laurea alla Sorbona. La storia di Anina Ciuciu.
lunedì 19 dicembre 2016
Mandro Drom "Il mio viaggio" - uno spettacolo di Antun Blasevic - Toni Zingaro
Ar. Ma Teatro, Roma
via Ruggero di Lauria 22 (zona Prati)
Mandro Drom
"Il mio viaggio" - uno spettacolo di Antun Blasevic - Toni Zingaro
"Questo spettacolo racconta l'ironia della sorte di un popolo da sempre rinnegato, ma non è rinnegato perché ha fatto le guerre ma perché da sempre ha interpretato la vita come un dono che si deve vivere nella piena libertà del suo essere, una vita senza le guerre e le frontiere accompagnata dalle tradizioni e dalla musica".
Antun Blasevic
Musicisti:
Albert Mihai fisarmonica, Moreno Viglione chitarra solista , Gianfranco Malorgio chitarra ritmica , Marco Loddo contrabbasso.
Ingresso € 10,00
Info e prenotazioni tel 0639744093 - 3339329662
domenica 18 dicembre 2016
Istruzione ed i bambini delle comunità romanès
AMELIA (ROM ITALIANISSIMA) E IL SUO APPELLO AI RAZZISTI
Diritti e cultura di Rom e Sinti - Roma and Sinti - rights and culture : AMELIA (ROM ITALIANISSIMA) E IL SUO APPELLO AI RAZ...: Amelia Guarnieri 24 marzo alle ore 15.30 · Voglio precisare una cosa importante, so bene che quello che scriverò non...
SONO UNA BIMBA ZINGARA...
Scritto e pensato da me.
Amelia Guarnieri
29 Aprile 2014
foto dalla pagina FB di Vesna Baxtali Vuletic
giovedì 15 dicembre 2016
mercoledì 14 dicembre 2016
SOSTIENI LA FONDAZIONE ROMANI'
Newsletter - www.fondazioneromani.eu
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Fondazione romanì Italia augura Buon Natale e Felice
Anno 2017
Fondazione romanì Italia promuove una consapevole coscienza dell'essere rom e minoranza nel terzo millennio, in una prospettiva di affermazione dei diritti e dei doveri, ed elaborare una romanipè 2.0. Le azioni di Fondazione romanì Italia sono sviluppate nella logica di “processi” finalizzati a modificare i modelli e le situazioni paradossali con cui sono state considerate ed affrontate le questioni relative alla minoranza romanì. Visita il nostro sito web www.fondazioneromani.eu e valuta se: Fondazione romanì Italia deve continuare oppure cessare le attività? A questa domanda troveremo la risposta dal contributo economico, anche piccolissimo, che decidi di inviare a Fondazione romanì Italia cliccando su questo link: Oppure con bonifico a Banca popolare Etica IBAN: IT83T0501803200000000167403 BIC/SWIFT: CCRTIT2T84A
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Progetto nazionale per l’inclusione e l'integrazione dei bambini rom, sinti e caminanti - Pianificazione, programmazione sociale
martedì 13 dicembre 2016
lunedì 12 dicembre 2016
sabato 10 dicembre 2016
Bando premio Ciavò romanò 3° edizione 2017
venerdì 9 dicembre 2016
FIORE MANZO
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giovedì 8 dicembre 2016
mercoledì 7 dicembre 2016
martedì 6 dicembre 2016
Avel o phuro (Chi mi fa avere la traduzione?)
Progetto Mem Rom
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Progetto Mem Rom - genocidio dei rom da parte dei nazisti
Progetto Mem Rom
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lunedì 5 dicembre 2016
domenica 4 dicembre 2016
A PROPOSITO DI INTEGRAZIONE
sabato 3 dicembre 2016
sabato 26 novembre 2016
Malattie e diritto allo studio negato. Ecco che fine hanno fatto le famiglie rom sgomberate da via Idro - Il Fatto Quotidiano
Incontro Padre Fedele-rom: “Molto più che deludente: siamo pronti a denunciare il Comune” | Iacchite.com
Luigi Bevilacqua, con dei progetti mirati puntiamo all'inserimento della Comunità Rom
venerdì 25 novembre 2016
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