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lunedì 19 dicembre 2016
Mandro Drom "Il mio viaggio" - uno spettacolo di Antun Blasevic - Toni Zingaro
Ar. Ma Teatro, Roma
via Ruggero di Lauria 22 (zona Prati)
Mandro Drom
"Il mio viaggio" - uno spettacolo di Antun Blasevic - Toni Zingaro
"Questo spettacolo racconta l'ironia della sorte di un popolo da sempre rinnegato, ma non è rinnegato perché ha fatto le guerre ma perché da sempre ha interpretato la vita come un dono che si deve vivere nella piena libertà del suo essere, una vita senza le guerre e le frontiere accompagnata dalle tradizioni e dalla musica".
Antun Blasevic
Musicisti:
Albert Mihai fisarmonica, Moreno Viglione chitarra solista , Gianfranco Malorgio chitarra ritmica , Marco Loddo contrabbasso.
Ingresso € 10,00
Info e prenotazioni tel 0639744093 - 3339329662
domenica 18 dicembre 2016
Istruzione ed i bambini delle comunità romanès
AMELIA (ROM ITALIANISSIMA) E IL SUO APPELLO AI RAZZISTI
Diritti e cultura di Rom e Sinti - Roma and Sinti - rights and culture : AMELIA (ROM ITALIANISSIMA) E IL SUO APPELLO AI RAZ...: Amelia Guarnieri 24 marzo alle ore 15.30 · Voglio precisare una cosa importante, so bene che quello che scriverò non...
SONO UNA BIMBA ZINGARA...
Scritto e pensato da me.
Amelia Guarnieri
29 Aprile 2014
foto dalla pagina FB di Vesna Baxtali Vuletic
giovedì 15 dicembre 2016
mercoledì 14 dicembre 2016
SOSTIENI LA FONDAZIONE ROMANI'
Newsletter - www.fondazioneromani.eu
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Fondazione romanì Italia augura Buon Natale e Felice
Anno 2017
Fondazione romanì Italia promuove una consapevole coscienza dell'essere rom e minoranza nel terzo millennio, in una prospettiva di affermazione dei diritti e dei doveri, ed elaborare una romanipè 2.0. Le azioni di Fondazione romanì Italia sono sviluppate nella logica di “processi” finalizzati a modificare i modelli e le situazioni paradossali con cui sono state considerate ed affrontate le questioni relative alla minoranza romanì. Visita il nostro sito web www.fondazioneromani.eu e valuta se: Fondazione romanì Italia deve continuare oppure cessare le attività? A questa domanda troveremo la risposta dal contributo economico, anche piccolissimo, che decidi di inviare a Fondazione romanì Italia cliccando su questo link: Oppure con bonifico a Banca popolare Etica IBAN: IT83T0501803200000000167403 BIC/SWIFT: CCRTIT2T84A
Buon Natale
Felice Anno 2017 |
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Fondazione romanì ItaliaVia Rigopiano n. 10/B - 65124 Pescara tel. 085 9155070 numero verde gratuito 800587705email: fondazioneromani.italia@gmail.com web: www.fondazioneromani.eu |
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Progetto nazionale per l’inclusione e l'integrazione dei bambini rom, sinti e caminanti - Pianificazione, programmazione sociale
martedì 13 dicembre 2016
lunedì 12 dicembre 2016
sabato 10 dicembre 2016
Bando premio Ciavò romanò 3° edizione 2017
venerdì 9 dicembre 2016
FIORE MANZO
Etichette:#rom, #roma, #sinti, #culturaromsinti
#fioremanzo,
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#roma,
#SEADDOBREVA,
#sinti
giovedì 8 dicembre 2016
mercoledì 7 dicembre 2016
martedì 6 dicembre 2016
Avel o phuro (Chi mi fa avere la traduzione?)
Progetto Mem Rom
FONDAZIONE ROMANI'
Progetto Mem Rom - genocidio dei rom da parte dei nazisti
Progetto Mem Rom
Etichette:#rom, #roma, #sinti, #culturaromsinti
#fondazioneromanì,
#porrajmos,
#rom,
#roma,
#samudaripen,
#sinti
lunedì 5 dicembre 2016
domenica 4 dicembre 2016
A PROPOSITO DI INTEGRAZIONE
sabato 3 dicembre 2016
sabato 26 novembre 2016
Malattie e diritto allo studio negato. Ecco che fine hanno fatto le famiglie rom sgomberate da via Idro - Il Fatto Quotidiano
Incontro Padre Fedele-rom: “Molto più che deludente: siamo pronti a denunciare il Comune” | Iacchite.com
Luigi Bevilacqua, con dei progetti mirati puntiamo all'inserimento della Comunità Rom
venerdì 25 novembre 2016
Firma la petizione per porre fine all’apolidia tra i bambini in Europa.
giovedì 24 novembre 2016
lunedì 21 novembre 2016
TG Rom - Edizione 30 del 19/11/2016
sabato 19 novembre 2016
SEAD DOBREVA: IMPARARE DA NAPOLI
venerdì 18 novembre 2016
Carlo Stasolla – Uscire per sognare: ridare speranza ai figli delle baraccopoli | Piattaforma Infanzia
Etichette:#rom, #roma, #sinti, #culturaromsinti
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FURIO COLOMBO SULLA PERSECUZIONE DEI ROM
DEVOIR DE MEMORIE (SAMUDARIPEN) - DI VERONIQUE LABBE
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#samudaripen,
#VERONIQUELABBE
giovedì 17 novembre 2016
COSI' IL PARLAMENTO HA INSABBIATO LO SCANDALO DEI CAMPI ROM A ROMA
Idea Rom Onlus.
Idea Rom Onlus
COSI' IL PARLAMENTO HA INSABBIATO LO SCANDALO DEI CAMPI ROM A ROMA
Le denunce di Pannella nel 2014. Ma la commissione d’inchiesta non è mai nata.
Dalla scorsa estate giace in Parlamento, a prima firma Giovanna Martelli, una proposta di legge per istituire una commissione d’inchiesta sulla gestione dei campi nomadi a Roma: ma nessuno ne parla.
Le denunce di Pannella nel 2014. Ma la commissione d’inchiesta non è mai nata.
Dalla scorsa estate giace in Parlamento, a prima firma Giovanna Martelli, una proposta di legge per istituire una commissione d’inchiesta sulla gestione dei campi nomadi a Roma: ma nessuno ne parla.
Una storia di silenzio che comincia nel 2013, quando Marco Pannella
prende in mano in prima persona il lavoro di due film-maker militanti
radicali e comincia a seguire la lavorazione di un film che alla fine
consegnerà in Procura al pm Pignatone, Dragan aveva ragione.
L’avvocato Vincenzo Di Nanna, segretario di Amnistia, Giustizia e Libertà, che curò la denuncia sporta dal leader radicale contro il Comune di Roma, lo ripete da anni: «È stata censurata una parte della nostra storia».
Marco e la battaglia per l’inclusione dei Rom erano una cosa sola da quando era ragazzino, come amava raccontare, e giocava in Abruzzo con i coetanei «zingari» nel Teramano.
Già negli anni ’90 lo storico Radicale Paolo Pietrosanti, Consigliere del Partito Transnazionale, era rappresentante all’Onu della International Romani Union, unico eletto non appartenente all’etnia: fu il solo a denunciare «un intero popolo cancellato con un tratto di penna» dalla legge per la tutela delle minoranze linguistiche storiche (482/1999).
Altro che i buonismi pelosi delle cooperative rosse: i Radicali hanno continuato a battersi contro la corruzione fin quando sono stati nelle istituzioni, quando una delegazione di parlamentari (Maurizio Turco e Rita Bernardini in testa) si recò a Napoli con l’europarlamentare ungherese Viktoria Mohacsi sulle ceneri dei roghi di Ponticelli, puntando il dito senza mezzi termini contro il legame tra campi nomadi e criminalità organizzata.
Così quando i due militanti, Gianni Carbotti e Camillo Maffia, portano a Pannella le riprese che mostrano come Marino e Nieri appena eletti non esitino a riportare con ogni mezzo una comunità fuggita da Castel Romano nel campo gestito da Salvatore Buzzi, il vecchio leone impiega poco a fare due più due e si attiva immediatamente, guardando quattro ore di girato coi registi che prendono appunti su dove il politico più eclettico della storia d’Italia vuole che siano inserite o meno le voci fuori campo.
Il film è presentato in anteprima al Partito Radicale nell’estate 2014, e Rita Bernardini, mesi prima dello scandalo «Mafia Capitale», prende il microfono e dice che le immagini dovrebbero essere portate in Procura: «Sono stati filmati dei reati».
Ci vorrà un anno e la fondazione di un’associazione tutta pannelliana - Amnistia, Giustizia e Libertà - perché Pannella, Bernardini e Di Nanna si rechino in Procura sporgendo denuncia e consegnando copia del documentario. Nell’atto, cifre folli: la giunta Marino spende 150.615 euro per sgomberare i Rom e riportarli nel campo gestito da Buzzi. Nel frattempo il Partito Radicale (inascoltato) chiede l’attuazione della Strategia nazionale d’inclusione per chiudere i rubinetti del danaro comunale, accedere ai fondi europei e avviare percorsi di trasparenza dopo Mafia Capitale.
Ma il film è già passato sotto silenzio: lo scandalo imperversa, il PD è in guai seri e nessun «attivista per i diritti umani» ha intenzione di diffondere un documentario in cui il leader radicale spara a zero sulla doppia morale della sinistra mentre scorrono le immagini nude e crude della speculazione sui campi nomadi.
L’unica testata che si occupa del film appena uscito è Il Tempo, mentre la sinistra «contro il razzismo» tace.
Tra le rare eccezioni la Martelli, la quale presenta il film alla Camera e deposita la proposta d’inchiesta tratta dalla denuncia di Pannella. Davvero il Parlamento calendarizzerà la discussione di un DDL per indagare sulla corruzione nei campi nomadi? I Radicali non sono così sciocchi da crederlo, ma sono determinati a chiederlo. Né il partito oggi rappresentato da Maurizio Turco né l’associazione guidata da Vincenzo Di Nanna e presieduta da Laura Arconti intendono mollare su questa che è stata una delle ultime e più scomode battaglie di Marco Pannella, censurato anche ora che non c’è più».
(Fonte: Il Tempo)
L’avvocato Vincenzo Di Nanna, segretario di Amnistia, Giustizia e Libertà, che curò la denuncia sporta dal leader radicale contro il Comune di Roma, lo ripete da anni: «È stata censurata una parte della nostra storia».
Marco e la battaglia per l’inclusione dei Rom erano una cosa sola da quando era ragazzino, come amava raccontare, e giocava in Abruzzo con i coetanei «zingari» nel Teramano.
Già negli anni ’90 lo storico Radicale Paolo Pietrosanti, Consigliere del Partito Transnazionale, era rappresentante all’Onu della International Romani Union, unico eletto non appartenente all’etnia: fu il solo a denunciare «un intero popolo cancellato con un tratto di penna» dalla legge per la tutela delle minoranze linguistiche storiche (482/1999).
Altro che i buonismi pelosi delle cooperative rosse: i Radicali hanno continuato a battersi contro la corruzione fin quando sono stati nelle istituzioni, quando una delegazione di parlamentari (Maurizio Turco e Rita Bernardini in testa) si recò a Napoli con l’europarlamentare ungherese Viktoria Mohacsi sulle ceneri dei roghi di Ponticelli, puntando il dito senza mezzi termini contro il legame tra campi nomadi e criminalità organizzata.
Così quando i due militanti, Gianni Carbotti e Camillo Maffia, portano a Pannella le riprese che mostrano come Marino e Nieri appena eletti non esitino a riportare con ogni mezzo una comunità fuggita da Castel Romano nel campo gestito da Salvatore Buzzi, il vecchio leone impiega poco a fare due più due e si attiva immediatamente, guardando quattro ore di girato coi registi che prendono appunti su dove il politico più eclettico della storia d’Italia vuole che siano inserite o meno le voci fuori campo.
Il film è presentato in anteprima al Partito Radicale nell’estate 2014, e Rita Bernardini, mesi prima dello scandalo «Mafia Capitale», prende il microfono e dice che le immagini dovrebbero essere portate in Procura: «Sono stati filmati dei reati».
Ci vorrà un anno e la fondazione di un’associazione tutta pannelliana - Amnistia, Giustizia e Libertà - perché Pannella, Bernardini e Di Nanna si rechino in Procura sporgendo denuncia e consegnando copia del documentario. Nell’atto, cifre folli: la giunta Marino spende 150.615 euro per sgomberare i Rom e riportarli nel campo gestito da Buzzi. Nel frattempo il Partito Radicale (inascoltato) chiede l’attuazione della Strategia nazionale d’inclusione per chiudere i rubinetti del danaro comunale, accedere ai fondi europei e avviare percorsi di trasparenza dopo Mafia Capitale.
Ma il film è già passato sotto silenzio: lo scandalo imperversa, il PD è in guai seri e nessun «attivista per i diritti umani» ha intenzione di diffondere un documentario in cui il leader radicale spara a zero sulla doppia morale della sinistra mentre scorrono le immagini nude e crude della speculazione sui campi nomadi.
L’unica testata che si occupa del film appena uscito è Il Tempo, mentre la sinistra «contro il razzismo» tace.
Tra le rare eccezioni la Martelli, la quale presenta il film alla Camera e deposita la proposta d’inchiesta tratta dalla denuncia di Pannella. Davvero il Parlamento calendarizzerà la discussione di un DDL per indagare sulla corruzione nei campi nomadi? I Radicali non sono così sciocchi da crederlo, ma sono determinati a chiederlo. Né il partito oggi rappresentato da Maurizio Turco né l’associazione guidata da Vincenzo Di Nanna e presieduta da Laura Arconti intendono mollare su questa che è stata una delle ultime e più scomode battaglie di Marco Pannella, censurato anche ora che non c’è più».
(Fonte: Il Tempo)
L'Alexian Group esegue "Romano Dives" al 18° Festival Alexian & Intern...
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