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giovedì 3 aprile 2014

8/4 Giornata Internazionale del popolo rom

Nazzareno Guarnieri ha aggiunto 2 nuove foto.
Il giorno 8 aprile a Rovereto (TN) presso il Colle Miravalle sede della campagna dei caduti per la pace, dove sventola la bandiera rom insieme alle bandiere di tutte le nazioni, CELEBRAZIONE della Giornata Internazionale del popolo rom organizzato da Associazione rom kosovari del trentino e da Fondazione romanì Italia con il sostegno della Provincia di Trento e la Fondazione Opera della Campagna dei caduti per la pace.
La celebrazione politico/istituzionale inizia alle ore 9.00 e si concluderà alle ore 12,30 con l'emozionante l'alza bandiera ed i 100 rintocchi della campana più grande del mondo. Il pomeriggio dalle ore 15,00 alle ore 19,00 laboratori culturali ed interculturali.

La Svezia come Hitler: "Zingari discriminati e sterilizzati"

La Svezia come Hitler: "Zingari discriminati e sterilizzati"
Di Fabrizio (del 03/04/2014 @ 09:01:40, in Europa, visitato 42 volte)
March 31, 2014 di Maurizio Stefanini - nota a margine di Mahalla

Il governo svedese chiede scusa agli zingari per un secolo di discriminazioni, vessazioni e abusi che sono arrivati fino all'estremo delle sterilizzazioni di massa, per impedire che crescesse troppo una minoranza classificata come "incapacitati sociali". Non solo è una bella botta allo stereotipo sulla multiculturalità e sulla tolleranza scandinava: anche se probabilmente cose anche peggiori sono accadute e accadono in tanti altri Paesi, senza che nessuno chieda scusa allo stesso modo. Il dato ancora più spiazzante, appunto dando retta agli stereotipi, e che è il governo di centrodestra del premier Fredrik Reinfeldt a chiedere scusa per abusi che furono compiuti soprattutto dai governi socialdemocratici, secondo i quali l'intervento eugenetico per ridurre il peso degli elementi "parassitari" era una condicio sine qua non irrinunciabile dello Stato sociale, per abbatterne i costi.
"La situazione che vivono gli zingari oggi ha a che vedere con la discriminazione storica cui sono stati sottomessi", afferma il Libro Bianco sulle violazioni dei diritti di questa minoranza dal 1900 in poi che è stato presentato a Stoccolma.

"Un periodo oscuro e vergognoso della storia svedese", è stato definito dal ministro dell'Integrazione, il liberale Erik Ullenhag. Forse non conclusosi del tutto, visto che una delle testimoni rom invitata a dare testimonianza si è vista negare l'ingresso dal personale di quell'Hotel Sheraton dove il rapporto veniva presentato. E lo scorso settembre ci fu lo scandalo della polizia della Scania che aveva schedato una lista di 4000 rom. Ma il clou fu tra 1934 e il 1974: cioè, quasi l'intero periodo di quel lungo predominio socialdemocratico al governo che durò dal 1932 al 1976. Non ci sono cifre ufficiali, ma secondo le testimonianze almeno una famiglia consultata su quattro era a conoscenza di casi di sterilizzazione o aborto forzato. Inoltre i bambini venivano spesso sottratti alle famiglie: neanche qui ci sono cifre ufficiali, ma secondo il Ministero durante i freddi inverni svedesi la pratica era sistematica, con il pretesto di sottrarre i piccoli ai rigori del clima.

Sempre durante i governi socialdemocratici, fino al 1964 fu proibito agli zingari di entrare in Svezia. Anche durante quegli anni della Seconda Guerra Mondiale in cui rom e sinti nell'Europa occupata dai nazisti venivano sistematicamente mandati nei campi di sterminio. Porajmos, "devastazione", è chiamata quella versione zingara della Shoà in cui morirono oltre 600.000 persone. Anche per chi risiedeva in Svezia in molti municipi era inoltre proibito agli zingari insediarsi in modo permanente, nelle scuole i bambini erano segretati in aule speciali e in generale i servizi sociali erano loro preclusi. Come ha spiegato il Ministero, "l'idea era di rendere loro la vita impossibile perché se ne andassero dal Paese". Per il momento, il Libro Bianco non contempla la possibilità di risarcimenti agli zingari, che in Svezia sono 50.000 su una popolazione di 9 milioni e mezzo di persone. Però l'apertura degli archivi e le scuse ufficiali ne pongono probabilmente le premesse.

Nota
Occorreva un quotidiano di destra perché sulla stampa emergesse questa storia. Che è ancora incompleta: non fu soltanto la Germania nazista a perseguire quelle politiche - i colpevoli sono da tutte le sponde politico-ideologiche - ci fu la democratica Svizzera tra gli anni '50 e gli anni '70, ma anche la comunistissima Cecoslovacchia del dopo Dubcek, con processi di risarcimento che si trascinano ancora oggi. E la Svezia socialdemocratica.
Cosa può legare tra loro regimi così diversi? Direi, il tentativo di stabilire il primato dello stato, che deve essere non solo forte (anche se ogni stato intende la forza in una sua maniera diversa), ma deve anche intervenire nel "plasmare" l'identità dei propri popoli. Qualcuno con la forza, altri con una sorta di "moral suasion". Facendo valere la forza soprattutto sulle fasce più deboli ed esposte della popolazione.
Cosa aggiungere sulla socialdemocrazia (svedese)? Che nei medesimi anni, i Rom e Sinti venivano schedati e i dati raccolti in schedari segreti di cui solo l'anno scorso si è venuto a conoscenza. Nel frattempo, la Svezia ha virato a destra, e questi episodi di chiarezza sul suo passato vanno in corto circuito con pulsioni che prima erano più rare: è di settimana scorsa la notizia, lanciata dalla testata THE LOCAL e ripresa anche all'estero, di un ristorante della catena Sheraton ha rifiutato di servire un proprio cliente perché di etnia rom.
Nel contempo, nella Serbia che per gli "occidentali" rimane un posto esotico e selvaggio, si è concluso il processo contro un Mc Donald che si era reso colpevole di un comportamento simile a quello svedese.

mercoledì 2 aprile 2014

SENTENZA: IL CENSIMENTO DEI ROM FU DISCRIMINATORIO

26.03.2014 - Sul Corriere della Sera pubblicata la prima sentenza italiana in cui si riconosce espressamente il carattere discriminatorio del c.d. "censimento Rom" da parte dello Stato italiano...
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lunedì 31 marzo 2014

Mahalla - Informazioni dai Rom, Sinti e Kale' nel mondo


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Informazioni dai Rom, Sinti e Kale' nel mondo 30 marzo 2014
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Aperitivo letterario con Fabrizio Casavola e il mondo di Mahalla del 25/03/2014 @ 09:08:45 - conduce Ivana Kerecki Domenica 30 marzo alle 11,30 al mercatino libri usati in via Don Minzoni 129, SESTO SAN GIOVANNI (raggiungibile a piedi da MM1 Rondo') Mahalla, lo sapete benissimo cos'e'...
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domenica 30 marzo 2014

E’ uscito il nuovo numero di Zingari Oggi!

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sabato 29 marzo 2014

Domenico Spada: "Salirò sul ring con la bandiera rom"

Il pugile rinnega l'Italia: "Che combatto a fare per questo paese?"

Sabato 5 aprile in Messico il nostro Domenico Spada sfiderà Marco Antonio Rubio per conquistare il Mondiale pesi medi. Ma per l'occasione il pugile romano ha deciso di rinunciare, per protesta, ai simboldi dell'Italia: "Salirò sul ring con la bandiera rom, niente tricolore e niente inno di Mameli"

Repubblica.it29 marzo 2014

CHIHUAHUA (MESSICO) - Sabato 5 aprile al Gran Estadio di Ciudad Delicias, impianto di baseball che per l'occasione sarà prestato alla boxe. L'idolo di casa Marco Antonio Rubio sfiderà il "nostro" Domenico "Vulcano" Spada. Un incontro clou per la boxe mondiale: un palio il titolo Mondiale dei pesi medi. Ebbene, per l'occasione il pugile romano ha deciso di rinunciare ai simboli dell'Italia e in un'intervista a Repubblica ha spiegato i motivi di questa scelta.
Salgo sul ring, ma stavolta non sventolerà nessuna bandiera italiana e non suonerà l'inno di Mameli. Stavolta combatto solo per la mia gente, salirò sul quadrato con la bandiera rom...
Spada proverà - per la terza volta - a conquistare il titolo mondiale non "da italiano" ma "da rom". In fondo "è il terzo mondiale che faccio, e sempre all'estero. Mai una parola da un ministro dello sport, la federazione non sta dalla parte dei professionisti, e neanche la tv ha acquistato i diritti. Che combatto a fare per questo paese?".
Una domanda retorica che dovrebbe farci riflettere: perché un giovane pugile che da anni porta in giro l'Italia nel mondo è arrivato a dover rinunciare al tricolore e all'inno di Mameli?
"Quando il match conta sono sempre costretto ad andare all'estero. Non solo. Mai una telefonata, un messaggio, una parola d'incoraggiamento da un ministro dello sport qualsiasi...". Non solo. Al centro della sua rabbia la televisione. Anzi, "nessuna" televisione. "Nessuno ha acquistato i diritti del match, quindi in Italia non mi vedranno. Ai mass media fa comodo parlare del pugile solo quando è coinvolto in qualche caso di cronaca". Infine, un attacco alla federazione: "Ormai sta abbandonando il professionismo, se ne frega di quelli come me che fanno il vero pugilato. Il mio è un gesto di protesta contro tutto questo sistema".

mercoledì 26 marzo 2014

PISAPIA O SOCIETA' ? (DI MERDA)

 il titolo sopra è mio (Paolo)
l'articolo è di Dijana Pavlovic (trato da Mhalla) http://networkedblogs.com/VgjPF
 
 
 
 
\\ Mahalla : Articolo
t
Nota a margine
Di Fabrizio (del 26/03/2014 @ 09:07:07, in Italia, visitato 80 volte)
23 marzo 2014, di Dijana Pavlovic
Il Sindaco di Milano è una merda
o c'è qualcuno che ne spande troppa e ci avvelena?


Due giorni fa a un incontro con le scuole il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, viene apostrofato da un ragazzino: "Sei una merda , hai dato i soldi ai rom". Invitato sul palco da un sindaco sin troppo civile contesta Imu, ecc. e afferma: "Io sono informato". Sarebbe facile buttarla sull'ironico e dire "Magari i rom avessero preso un po' di soldi" a uno che si propone come emulo di quel De Corato che ha speso oltre 5 milioni di euro in inutili e crudeli sgomberi di rom che l'unica cosa che hanno visto sono state le ruspe sulle loro baracche o il degrado dei campi regolari abbandonati a se stessi.
Ma ci colpisce di più un'altra cosa, un atteggiamento pone una domanda inquietante. Chi lo educato a modi così "garbati", chi lo ha informato su cose non vere, qual è l'aria che respira in casa sua, o con i suoi compagni o nella sua scuola, qual è il suo orizzonte politico? Come cresce un ragazzino che con i suoi coetanei è il futuro di questa città?, e cosa fa questa città perché l'inciviltà, la maleducazione, l'ignoranza non siano il futuro di tanti suoi figli?
Il piccolo contributo che noi possiamo dare è invitare questo ragazzino in un campo (a patto che non ci venga per bruciarlo!) e fargli semplicemente conoscere i rom perché possa capire e poi giudicare.

domenica 23 marzo 2014

MAHALLA NL - 23/3/14

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L'Opera Nomadi: "Amministrazione xenofoba e intollerante: vergogna!" del 17/03/2014 @ 09:02:46 - Il mattino di Padova 15 marzo 2014 L'intervento dell'associazione dopo le polemiche sul possibile acquisto di un terreno a Mortise da parte di una famig...
Tra Napoli e la Terra dei fuochi, vita dura per i rom del 18/03/2014 @ 09:09:40 - Francesca Pilla, 14.3.2014 su Il Manifesto Campania. La commissione del senato per i diritti umani in sopralluogo a Giuliano. Mentre il campo napoletano di Poggioreale ribolle Ieri una delegazione della commissione del senato per i diritti umani e' sbarcata a Napoli e ha girato per il campo di...
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Donne rom straniere: 3 volte discriminate del 22/03/2014 @ 09:03:03 - Piuculture.it - Sandra Fratticci (12 marzo 2014) L'incontro pubblico Essere Romni: donne Rom ora e qui, ideato da Sashka Jovanovic' Fetahi, presidente dell'Associazione Romni, in collaborazio...
Rom, gli impegni non mantenuti dal Comune di Roma del 23/03/2014 @ 09:08:49 - di Riccardo Noury. Miriana Halilovic e' una cittadina italiana, italianissima. Ha due gemelle nate l'estate scorsa e altri due figli, di quattro e 11 anni. Sgomberata nel 2010 dal Casilino 900, vive nel camp...
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#Rom, gli impegni non mantenuti dal Comune di Roma



venerdì 21 marzo 2014

Se la Speranza ha messo la segreteria telefonica

\\ Mahalla : Articolo
Se la Speranza ha messo la segreteria telefonica
Di Fabrizio (del 21/03/2014 @ 09:09:53, in Italia, visitato 60 volte)
Le amare riflessioni dell'amica Fiorella è come se mi avessero svegliato dal letargo:
    sgomberati giovedi di settimana scorsa da v.le Forlaninj, illegalmente, senza che sia stata data loro soluzione abitativa!, coppie senza minori, vagano di 'campo in campo', continuamente rintracciati e sgomberati. Tutto tace, tutto va bene per la sinistra al governo in questa città. Allora, tutti da quel palco del nuovo sindaco eletto, Pisapia, gridavano: siamo tutti rom! ...da allora...è passato tempo...e nessuno grida più siamo tutti rom. I rom sono cacciati senza se e ma.
Me la ricordo bene, la fine di maggio 2011. Ero stato addirittura candidato al CdZ per SEL. Si disse che Nicolino avesse voluto mettere il cappello sulla vittoria del buon Giuliano.
"Abbracciare i nostri fratelli e le nostre sorelle rom..." Mi chiedo, OGGI-MILANO, quanti cittadini, quanti amministratori, quanti fra coloro che erano in quella piazza, ripeterebbero quelle parole, con la medesima convinta retorica. Ma, tanto per restare alle parole di Nicolino, non è che la questione MOSCHEA abbia visto un destino diverso, o debba vederlo.
Mi sembra che i tempi per abbracciarsi, FINALMENTE, per guardarsi negli occhi e riconoscersi almeno una volta, come cantava De Andrè (fine anni '90!!!), siano sempre lontani.
Sì, qualcosa è cambiato in questi due anni:
  • ho visto rom e gagé che avevano iniziato a parlarsi tornare ognuno deluso ai propri nidi;
  • ho visto inaugurare tavoli e incontri con quegli stessi rom e gagé, e col comune, e non riesco più a ritrovarli neanche col TOMTOM.
Tavoli e interlocuzioni che erano dovuti, niente di più e di meno, a rom e gagé per mettere assieme qualche idea che ridasse fiato ad una convivenza sempre più critica. Tavoli e interlocuzioni dovuti, forse, a questo o quel soggetto politico che sperava di trovare spazio nel mondo arancione di Giuliano.
Se prima, due anni fa e oltre, era una vera e propria CACCIA AL ROM, adesso forse va un po' meglio (non per tutti, non ditelo per esempio in via Idro...) ma, ripeto, chi tra gli elettori di ALLORA, chi tra gli eletti, è smanioso di ABBRACCIARE I SUOI FRATELLI ROM? Diciamo che questi fratelli sono evoluti alla condizione di TOLLERATI, che è un modo gentile per dire che magari non sono cittadini come gli altri, possono essere sempre sgomberati o stigmatizzati, ma se stanno zitti e non rompono i coglioni al manovratore, possono sperare che qualcuno faccia qualcosa per loro. Il concetto di carità, non c'è bisogno di spiegarglielo.
Due parole agli eletti
Non è vostro compito andare in giro ad abbracciare qualcuno, figuriamoci i Rom! (chi glielo dice a Nicolino?). Ma da voi mi aspetterei un briciolo di politica, cioè:
  1. condivisione
  2. cuore-passione
  3. progetto-visione
e non vedo niente di questo in quella che è (forse) amministrazione. Il rischio che correte (l'ho già scritto), è di perdere alla grande le prossime elezioni.
Due parole agli elettori
Abbracciare gli zingari? Quando mai! Come vi capisco, coi vostri problemi, con rate e bollette da pagare... e tutto il resto. Non pretendo che abbiate testa o cuore per chi è sfigato come/più di voi, ma se si riuscisse a GUARDARSI NEGLI OCCHI (arieccoci) forse capireste che alla fine dei conti, siete trattati da Rom, extracomunitari e pezzenteria varia. Ignorarli, o peggio buttarli fuori bordo nella speranza che la barca non affondi, non vi darà nessun vantaggio. Forse, pensateci, così vi togliete di torno un alleato di cui potreste comunque sbarazzarvi in seguito, quando finalmente capirete quali sono i vostri obiettivi minimi.
Due parole anche ai Rom
Sempre in attesa di qualcuno che vi salvi, di qualcuno che meglio di voi sappia trovare le parole adatte. Che non vi fidate di nessuno, ma vi attaccate a tutti, pur di non muovere un dito. Siete in fondo al pozzo, decidete se rimanere lì, o se volete uscirne cominciate voi ad arrampicarvi. Non aspettatevi niente da nessuno. E se (proprio, proprio) avete bisogno dell'aiuto di qualcuno, abbiate almeno un po' di fiducia in voi stessi.
Lettura consigliata:

VIETATO L'INGRESSO AGLI ZINGARI

Slovenia: cancellati, riconosciuto il danno

Retweeted Osservatorio (@BalcaniCaucaso):

Slovenia: cancellati, riconosciuto il danno: Sono passati più di venti anni da quando i cosiddetti "cancellati",... http://t.co/pIIMtHRJXx

mercoledì 19 marzo 2014

Elezioni Ue, Dijana Pavlovic è candidata

Dijana Pavlovic (foto), di origine rom, attrice, mediatrice culturale e attivista per i diritti umani è nata in Serbia nel 1976, laureata all’Accademia di Belgrado, dal 1999 vive a Milano con il suo compagno e un figlio di 4 anni. Attrice di teatr...

Milano, un altro raid razzista?

Milano, un altro raid razzista? Non ci manca, ci manca un po' di giustiziaDa troppo tempo i Rom sono abituati a subire discriminazioni, pregiudizi, persecuzioni perché ci possa ancora sorprendere l'episodio di Baggio di ieri, con un gruppo di "giu...

martedì 18 marzo 2014

AMNESTY: ROM DISCRIMINATI NELL'ACCESSO ALLE CASE POPOLARI

COMUNICATO STAMPA                                                                                   
CS033-2014 

AMNESTY INTERNATIONAL INCONTRA IL COMMISSARIO PER I DIRITTI UMANI DEL CONSIGLIO D’EUROPA E RICORDA LA DISCRIMINAZIONE SUBITA DAI ROM NELL’ACCESSO ALLE CASE POPOLARI 

Amnesty International Italia ha incontrato oggi a Roma Nils Muižnieks, Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, in visita in Italia fino al 14 marzo per investigare la situazione delle famiglie rom della capitale. 

La visita e’, secondo l’organizzazione per i diritti umani, quanto mai opportuna. 

Le violazioni dei diritti umani dei rom da parte delle autorita’ italiane, incluse quelle di Roma, continuano: sgomberi forzati, segregazione in campi in condizioni abitative gravemente inadeguate ed esclusione dall’edilizia residenziale pubblica stanno proseguendo sotto l’amministrazione del sindaco Marino. 
Amnesty International documenta queste violazioni a Roma da ormai cinque anni. L’organizzazione aveva auspicato un cambio di rotta da parte della giunta Marino dopo gli anni del “Piano Nomadi” della giunta Alemanno. Nell’ottobre 2013, Amnesty International aveva accolto con favore un impegno della giunta Marino a ritirare misure chiaramente discriminatorie nei confronti delle famiglie rom residenti nei campi autorizzati nell’accesso alle case popolari. Ad oggi il sindaco Marino non ha mantenuto quegli impegni. 

Amnesty International attende risposte alle preoccupazioni sollevate in occasione di svariati contatti con l’amministrazione capitolina e da ultimo nella lettera inviata al sindaco Marino il 14 febbraio 2014. In tale lettera, l’organizzazione per i diritti umani esprimeva profondo rammarico per il fatto che la graduatoria per l’assegnazione delle case popolari riferita al bando pubblico del 31 dicembre 2012 non fosse stata ancora pubblicata – nonostante la data prevista nel bando fosse il  30 novembre 2013 - e che l’attribuzione del punteggio a ciascuna domanda venisse ancora compiuta in applicazione dei criteri previsti nella circolare del dipartimento Politiche abitative datata 18 gennaio 2013, che discrimina i rom residenti in campi autorizzati, impedendo loro di veder riconosciuto il proprio stato abitativo gravemente disagiato per accedere prioritariamente alle case popolari. 

In una lettera del Novembre 2013 anche il Commissario Muižnieks aveva sollevato preoccupazioni sulla natura discriminatoria della circolare del 18 gennaio 2013. 

Amnesty International auspica che la visita del Commissario del Consiglio d’Europa sproni la giunta Marino ad eliminare quanto prima la scandalosa discriminazione abitativa cui sono sottoposte le famiglie rom della capitale. 

FINE DEL COMUNICATO                                                                               
Roma, 13 marzo 2014 

Per interviste: 
Amnesty International Italia – Ufficio Stampa 
Tel. 06 4490224 – cell. 348 6974361, e-mail: press@amnesty.it