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lunedì 30 aprile 2018

ETTORE RACCA SU ROM E SINTI IN ITALIA

Da FB - Intervento di Ettore Racca  in risposta a Manuel Innocenti

Manuel: esprimo il mio pensiero? Siamo usati dalla politica!! Guarda il comportamento usato da Salvini. Per accumulare tanti voti, è andato nei campi rom a recitare e minacciare le distruzioni dei campi, con l'aiuto dei cameramen che filmavano e mandavano in visione nei telegiornali...questa è alleanza politica programmata dal burattinaio, che da 24 anni tira le fila. Le nostre etnie sono pretesti da usare nei periodi elettorali. C'è un partito politico che si espone con un programma per dare uno sviluppo a nostro favore? Sarebbe anti popolare, un danno al partito come perdita di consensi elettorali! Non abbiamo una misera forza politica che si schiera concretamente per noi...sia nella comunicazione pubblica TV. e carta stampata, sia nello stanziamento economico per rendere libero-integrato queste etnie. Usate nelle due guerre mondiali, con il riconoscimento di Cittadini del paese! Quindi come Cittadini avevano il dovere di difendere la patria! Finiti i conflitti, sono finiti i riconoscimenti come diritti! Anzi riprendono le persecuzioni...in determinate condizioni c'è la sopravvivenza...ci sono famiglie che vivono...altre sopravvivono. Questa è una triste storia che non avrà fine, è l'unica etnia ancora perseguitata in tutto il mondo. Ci riconoscono solo a livello individuale, quando ci sono dei valori straordinari...nell'ordinario no!!! Personalmente ho vissuto bene, da quando ho sviluppato questa consapevolezza: è una costruzione voluta come la mia attività artistica; non ho avuto regalie, quel poco è stato conquistato. Vivo bene con me stesso, attraverso la fusione che riesco a creare, non mi sfiora il pensiero negativo degli ordinari ignoranti che pensano di essere superiori per la loro appartenenza. Patetici idioti senza contenuti. Mi basta vivere dei momenti con persone intelligenti anticonformisti. Manuel, sei una persona di valore...ma, trasmetti livore contro il popolo ignorante senza filtro nella mente, vittima del potere politico. Un abbraccio di affetto e stima. Ettore Racca

giovedì 19 aprile 2018

mercoledì 11 aprile 2018

Sinti-rom: il loro esodo dall'India risale a 1.500 anni fa - Corriere.it

Un articolo utile ed interessante.



Tanto per capirci: anche io ho fatto il test del DNA "etnico". Io mi reputavo brianzolo e lombardo da sempre e in toto.

Ebbene il risultato è stato:

52% italico

22% iberico

13 % sardo

9,9 % scandinavo

3,1% ebreo askenazita



Nessuno è totalmente quel che crede di essere! O meglio: è molto di più di quel che crede di essere!

Paolo






leggi qui:

Sinti-rom: il loro esodo dall'India risale a 1.500 anni fa - Corriere.it

martedì 10 aprile 2018

Associazione 21 Luglio Rapporto Annuale 2017 - rom e sinti in emergenza abitativa in Italia

Associazione 21 Luglio Rapporto Annuale 2017 - rom e sinti in emergenza abitaiva in Italia

Olocausto (video di Miroslav Rac)

NEWS SU ROM E SINTI


NOTIZIE




La giornata mondiale. Rom e sinti per il Papa sono i più vulnerabili ... i muri dell'indifferenza, del sospetto, dei preconcetti che sono alla base della discriminazione. Papa Francesco ha ripetuto più volte queste parole negli incontri con i rom, i sinti e i camminanti. © Riproduzione riservata. ARGOMENTI:.
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Cari Rom e Sinti, pregate per me e preghiamo insieme per i vostri fratelli rifugiati siriani”. Lo ha detto ieri Papa Francesco introducendo la preghiera del Regina Coeli. Il Papa ha rivolto un “saluto speciale” ai Rom e ai Sinti presenti in piazza San Pietro con la Comunità di Sant'Egidio, in occasione della ...
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Una cifra e una politica che stridono con gli impegni dettati dalla Strategia Nazionale di Inclusione dei rom, presi dal governo italiano davanti all'Europa. E mai mantenuti. E poco o nulla smuove la Giornata internazionale dei Rom, Sinti e Caminati che si celebra ogni anno l'8 aprile. A parte il presidente ...
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Tra gli obiettivi c'era quello di "favorire i processi di scolarizzazione dei bambini rom, sinti e caminanti, promuovendo l'accesso alle scuole di ogni ordine e grado". Lo garantiva la sindaca Virginia Raggi, illustrando a maggio 2017 il piano rom appena licenziato dalla giunta, quello per la progressiva ...
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Cari Rom e Sinti, pregate per me e preghiamo insieme per i vostri fratelli rifugiati siriani”. Il Papa ha rivolto un «saluto speciale» ai Rom e ai Sinti presenti in piazza San Pietro con la Comunità di Sant'Egidio, in occasione della loro Giornata internazionale, il «Romano Dives». Francesco ha rivolto un ...
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Mediaset ha chiuso le trasmissioni di Belpietro e Del Debbio (che sul pericolo migranti hanno costruito un'epopea) e lo stesso Salvini, in mancanza di materiale buono per la sua disgustosa campagna elettorale permanente, ieri ha dovuto sfruttare la giornata internazionale di Rom, Sinti e Caminanti per ...
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In occasione della giornata dei Rom, Sinti e Caminanti pubblichiamo queste considerazioni storiche sulla comunicazione, organizzata, con aneddoti su chi chiede elemosina ai semafori. Cartone ondulato di riciclo, cordonato e pieghevole per renderlo tascabile. Si noti la scritta consumata dal sudore ...
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Perché UN MONUMENTO PER IL PORRAJMOS DEI ROM E SINTI IN ITALIA. Un monumento – che sia fatto di bit o di pietra – viene creato da una comunità per trasmettere alle generazioni successive un messaggio che ritiene vitale, sottolineandone il valore attraverso una imponenza e qualità artistica ...
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domenica 8 aprile 2018

8 aprile: Giornata internazionale del POPOLO ROM, perché è una data fondamentale

di Dijana PAVLOVIC

(da IlFattoQuotidiano.it)

L’8 aprile è una data fondamentale per il popolo romanì. Dopo la fine della seconda guerra mondiale e lo sterminio di rom e sinti da parte dei nazifascisti nacque in Europa un movimento che nel 1971 promosse il primo congresso mondiale, nel quale intellettuali e attivisti rom hanno definito le basi della nostra autodefinizione: non siamo zingari, siamo Rom, cioè uomini, un popolo con una bandiera e un inno. Da quel congresso nacque la Romani Union, riconosciuta nel 1979 dall’Onu. Da allora si celebra la Giornata internazionale del popolo rom, il Romano Dives, il giorno dell’autodeterminazione, dell’orgoglio e dell’unità di un popolo che solo in Europa conta più di 12 milioni di persone. Da allora molti lavorano, superando le barriere del pregiudizio e dell’odio, nell’idea che la nostra storia e la nostra identità devono essere raccontate da noi stessi, che la nostra identità è nelle nostre mani.E ora, nel 2018 in Italia, celebrando questa giornata e guardando le nostre comunità cosa vedo? C’è chi ci considera solo bande di pezzenti che nella migliore delle ipotesi se non delinquono chiedono la carità, in ogni caso molestano i bravi cittadini, e chi invece con l’aria di chi ci tende una mano caritatevole ci dice che siamo senza storia, senza cultura e senza identità ma solo poveri da accudire. In un caso e nell’altro nessuno vuole riconoscerci per quello che siamo. E questo avviene in barba alla Costituzione (art.3 e 6), alla Convenzione-quadro sulle minoranze nazionali del Consiglio d’Europa (art.5 e relativa specificazione del Comitato degli esperti a proposito della minoranza di rom e sinti), legittimando la discriminazione anche a livello istituzionale, permettendo all’antiziganismo di assumere dimensioni pervasive nella società italiana.Ma tra chi ci considera delinquenti genetici e chi ci considera miserabili da accudire io preferisco i primi. Sì, perché per me i primi sono chiari e riconoscibili. Sono gli stessi che in diversi momenti storici ci hanno perseguitato e sterminato e ai quali, con enormi sacrifici anche di vite umane, siamo comunque sopravvissuti. I secondi invece, con le loro associazioni si mettono in fila per gestire la nostra miseria assorbendo i ricchi fondi messi a disposizione per contrastare la discriminazione nei confronti dei rom e per favorirne al contrario l’inclusione sociale, mettendosi loro a definire chi siamo, come siamo, cosa vogliamo e cosa è meglio per noi. Se i “cattivi” svolgono bene il loro compito e i buoni hanno la faccia buona e i denti da vampiro, allora non c’è da sorprendersi se negli ultimi anni la condizione delle nostre comunità sonodrasticamente peggiorate.Alle condizioni di marginalità e alle varie “mafia capitale” si aggiungono tesi singolari come la de-etnicizzazione della miseria. È una moda, nuova per modo di dire. Estrapolata da un concetto e un contesto più complesso e trasformata con superficialità in un semplice: non sei un rom, non sei un sinto, sei solo un povero che vive nella merda. Ci pensiamo noi e quindi giù ricerche, pagate, progetti di assistenza, pagati, raccomandazioni alle istituzioni europee, pagate. Che di questo flusso di denaro l’unico a non avvantaggiarsi sia lo “zingaro” non importa a nessuno. In questo quadro, con il mutamento del clima politico, il crescere dell’intolleranza e del rancore sociale, cosa ci aspetta?Io proporrei ai nuovi governanti di metterci alla prova. C’è un ufficio governativo istituito su mandato europeo, l’Unar, che ha formulato una Strategia nazionale per l’inclusione di rom, sinti e caminanti approvata dal governo italiano e rimasta a ora praticamente lettera morta e ha il compito di gestire i fondi che vengono dall’Europa per i rom. Bene, smettiamola con un assistenzialismo che favorisce gli assistenti e deresponsabilizza gli assistiti, responsabilizziamo le comunità rom dando loro voce nel pianificare le politiche a loro destinate.Ma una certezza c’è: chi sfida ogni giorno le persecuzioni e le discriminazioni della cultura maggioritaria e le conseguenze che queste hanno su di noi e sul nostro modo di vedere noi stessi, continuerà a combattere, a lavorare e a proporre soluzioni, avendo sempre davanti a sé la propria gente, la bellezza, la saggezza e la resistenza del popolo Romanì.
Ai rom e ai sinti: Bahtalo Romano Dives, a coloro a cui facciamo venire il mal di denti un’antica ricetta zingara. Taglia una scheggia da un albero, pulisciti i denti e strofinaci le gengive fino a che non si riempia di sangue. Buca l’albero, infilaci la scheggia insanguinata e dagli fuoco. Mentre brucia, volgi la schiena all’albero e allontanati senza voltarti mai e non vedere mai più quell’albero, altrimenti ti torna il dolore.

7 COSE DA SAPERE SUI ROM

domenica 28 gennaio 2018

Rom e Sinti. Il genocidio dimenticato

Rom e Sinti. Il genocidio dimenticato

Dove cadono le ombre: intervista all'attrice protagonista Federica Rosellini - Empire Italia

sull'Olocausto degli Jenish



Dove cadono le ombre: intervista all'attrice protagonista Federica Rosellini - Empire Italia

Il giorno della memoria, nessuno dimentichi - Tempo Libero - La Provincia Pavese

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Vignolo Gargini: "Quanta memoria corta sull'Olocausto e sui rom e omosessuali uccisi"

Vignolo Gargini: "Quanta memoria corta sull'Olocausto e sui rom e omosessuali uccisi": "Il maggior successo del genocidio, progettato e praticato dai nazisti fino alla fine del secondo conflitto mondiale, sta proprio nel fatto che a dist...

Giorno Memoria: si piange anche per sterminio Rom e Sinti - Abruzzo - ANSA.it

Giorno Memoria: si piange anche per sterminio Rom e Sinti - Abruzzo - ANSA.it

martedì 23 gennaio 2018

STORIA DIMENTICATA: IL POPOLO JENISCH

http://www.tellusfolio.it/index.php?prec=%2Findex.php&cmd=v&id=21824

La Giornata della Memoria celebra anche la sua più grossa amnesia, quella dei sinti uccisi dai nazifascisti - Il Fatto Quotidiano

La Giornata della Memoria celebra anche la sua più grossa amnesia, quella dei sinti uccisi dai nazifascisti - Il Fatto Quotidiano

"Porrajmos"; a palazzo Ducale una mostra sullo sterminio di rom e sinti - NoiTV

"Porrajmos"; a palazzo Ducale una mostra sullo sterminio di rom e sinti - NoiTV: LUCCA - E' stata inaugurata in Sala Accademia, a Palazzo Ducale, a Lucca, la mostra "Porrajmos, altre tracce sulla strada per Auschwitz", incentrata sul tema dello sterminio di rom e sinti nel corso della seconda guerra mondiale.

Giorno della memoria 2018, ricordati anche rom e sinti: il programma

Giorno della memoria 2018, ricordati anche rom e sinti: il programma: Le notizie della provincia di Roma e Frosinone

Termoli: «Il Porrajmos, la Shoah dei rom e sinti»

Termoli: «Il Porrajmos, la Shoah dei rom e sinti»

Ad Auschwitz

lunedì 22 gennaio 2018