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mercoledì 11 aprile 2018

Sinti-rom: il loro esodo dall'India risale a 1.500 anni fa - Corriere.it

Un articolo utile ed interessante.



Tanto per capirci: anche io ho fatto il test del DNA "etnico". Io mi reputavo brianzolo e lombardo da sempre e in toto.

Ebbene il risultato è stato:

52% italico

22% iberico

13 % sardo

9,9 % scandinavo

3,1% ebreo askenazita



Nessuno è totalmente quel che crede di essere! O meglio: è molto di più di quel che crede di essere!

Paolo






leggi qui:

Sinti-rom: il loro esodo dall'India risale a 1.500 anni fa - Corriere.it

martedì 10 aprile 2018

Associazione 21 Luglio Rapporto Annuale 2017 - rom e sinti in emergenza abitativa in Italia

Associazione 21 Luglio Rapporto Annuale 2017 - rom e sinti in emergenza abitaiva in Italia

Olocausto (video di Miroslav Rac)

NEWS SU ROM E SINTI


NOTIZIE




La giornata mondiale. Rom e sinti per il Papa sono i più vulnerabili ... i muri dell'indifferenza, del sospetto, dei preconcetti che sono alla base della discriminazione. Papa Francesco ha ripetuto più volte queste parole negli incontri con i rom, i sinti e i camminanti. © Riproduzione riservata. ARGOMENTI:.
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Cari Rom e Sinti, pregate per me e preghiamo insieme per i vostri fratelli rifugiati siriani”. Lo ha detto ieri Papa Francesco introducendo la preghiera del Regina Coeli. Il Papa ha rivolto un “saluto speciale” ai Rom e ai Sinti presenti in piazza San Pietro con la Comunità di Sant'Egidio, in occasione della ...
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Una cifra e una politica che stridono con gli impegni dettati dalla Strategia Nazionale di Inclusione dei rom, presi dal governo italiano davanti all'Europa. E mai mantenuti. E poco o nulla smuove la Giornata internazionale dei Rom, Sinti e Caminati che si celebra ogni anno l'8 aprile. A parte il presidente ...
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Tra gli obiettivi c'era quello di "favorire i processi di scolarizzazione dei bambini rom, sinti e caminanti, promuovendo l'accesso alle scuole di ogni ordine e grado". Lo garantiva la sindaca Virginia Raggi, illustrando a maggio 2017 il piano rom appena licenziato dalla giunta, quello per la progressiva ...
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Cari Rom e Sinti, pregate per me e preghiamo insieme per i vostri fratelli rifugiati siriani”. Il Papa ha rivolto un «saluto speciale» ai Rom e ai Sinti presenti in piazza San Pietro con la Comunità di Sant'Egidio, in occasione della loro Giornata internazionale, il «Romano Dives». Francesco ha rivolto un ...
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Mediaset ha chiuso le trasmissioni di Belpietro e Del Debbio (che sul pericolo migranti hanno costruito un'epopea) e lo stesso Salvini, in mancanza di materiale buono per la sua disgustosa campagna elettorale permanente, ieri ha dovuto sfruttare la giornata internazionale di Rom, Sinti e Caminanti per ...
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In occasione della giornata dei Rom, Sinti e Caminanti pubblichiamo queste considerazioni storiche sulla comunicazione, organizzata, con aneddoti su chi chiede elemosina ai semafori. Cartone ondulato di riciclo, cordonato e pieghevole per renderlo tascabile. Si noti la scritta consumata dal sudore ...
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Perché UN MONUMENTO PER IL PORRAJMOS DEI ROM E SINTI IN ITALIA. Un monumento – che sia fatto di bit o di pietra – viene creato da una comunità per trasmettere alle generazioni successive un messaggio che ritiene vitale, sottolineandone il valore attraverso una imponenza e qualità artistica ...
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domenica 8 aprile 2018

8 aprile: Giornata internazionale del POPOLO ROM, perché è una data fondamentale

di Dijana PAVLOVIC

(da IlFattoQuotidiano.it)

L’8 aprile è una data fondamentale per il popolo romanì. Dopo la fine della seconda guerra mondiale e lo sterminio di rom e sinti da parte dei nazifascisti nacque in Europa un movimento che nel 1971 promosse il primo congresso mondiale, nel quale intellettuali e attivisti rom hanno definito le basi della nostra autodefinizione: non siamo zingari, siamo Rom, cioè uomini, un popolo con una bandiera e un inno. Da quel congresso nacque la Romani Union, riconosciuta nel 1979 dall’Onu. Da allora si celebra la Giornata internazionale del popolo rom, il Romano Dives, il giorno dell’autodeterminazione, dell’orgoglio e dell’unità di un popolo che solo in Europa conta più di 12 milioni di persone. Da allora molti lavorano, superando le barriere del pregiudizio e dell’odio, nell’idea che la nostra storia e la nostra identità devono essere raccontate da noi stessi, che la nostra identità è nelle nostre mani.E ora, nel 2018 in Italia, celebrando questa giornata e guardando le nostre comunità cosa vedo? C’è chi ci considera solo bande di pezzenti che nella migliore delle ipotesi se non delinquono chiedono la carità, in ogni caso molestano i bravi cittadini, e chi invece con l’aria di chi ci tende una mano caritatevole ci dice che siamo senza storia, senza cultura e senza identità ma solo poveri da accudire. In un caso e nell’altro nessuno vuole riconoscerci per quello che siamo. E questo avviene in barba alla Costituzione (art.3 e 6), alla Convenzione-quadro sulle minoranze nazionali del Consiglio d’Europa (art.5 e relativa specificazione del Comitato degli esperti a proposito della minoranza di rom e sinti), legittimando la discriminazione anche a livello istituzionale, permettendo all’antiziganismo di assumere dimensioni pervasive nella società italiana.Ma tra chi ci considera delinquenti genetici e chi ci considera miserabili da accudire io preferisco i primi. Sì, perché per me i primi sono chiari e riconoscibili. Sono gli stessi che in diversi momenti storici ci hanno perseguitato e sterminato e ai quali, con enormi sacrifici anche di vite umane, siamo comunque sopravvissuti. I secondi invece, con le loro associazioni si mettono in fila per gestire la nostra miseria assorbendo i ricchi fondi messi a disposizione per contrastare la discriminazione nei confronti dei rom e per favorirne al contrario l’inclusione sociale, mettendosi loro a definire chi siamo, come siamo, cosa vogliamo e cosa è meglio per noi. Se i “cattivi” svolgono bene il loro compito e i buoni hanno la faccia buona e i denti da vampiro, allora non c’è da sorprendersi se negli ultimi anni la condizione delle nostre comunità sonodrasticamente peggiorate.Alle condizioni di marginalità e alle varie “mafia capitale” si aggiungono tesi singolari come la de-etnicizzazione della miseria. È una moda, nuova per modo di dire. Estrapolata da un concetto e un contesto più complesso e trasformata con superficialità in un semplice: non sei un rom, non sei un sinto, sei solo un povero che vive nella merda. Ci pensiamo noi e quindi giù ricerche, pagate, progetti di assistenza, pagati, raccomandazioni alle istituzioni europee, pagate. Che di questo flusso di denaro l’unico a non avvantaggiarsi sia lo “zingaro” non importa a nessuno. In questo quadro, con il mutamento del clima politico, il crescere dell’intolleranza e del rancore sociale, cosa ci aspetta?Io proporrei ai nuovi governanti di metterci alla prova. C’è un ufficio governativo istituito su mandato europeo, l’Unar, che ha formulato una Strategia nazionale per l’inclusione di rom, sinti e caminanti approvata dal governo italiano e rimasta a ora praticamente lettera morta e ha il compito di gestire i fondi che vengono dall’Europa per i rom. Bene, smettiamola con un assistenzialismo che favorisce gli assistenti e deresponsabilizza gli assistiti, responsabilizziamo le comunità rom dando loro voce nel pianificare le politiche a loro destinate.Ma una certezza c’è: chi sfida ogni giorno le persecuzioni e le discriminazioni della cultura maggioritaria e le conseguenze che queste hanno su di noi e sul nostro modo di vedere noi stessi, continuerà a combattere, a lavorare e a proporre soluzioni, avendo sempre davanti a sé la propria gente, la bellezza, la saggezza e la resistenza del popolo Romanì.
Ai rom e ai sinti: Bahtalo Romano Dives, a coloro a cui facciamo venire il mal di denti un’antica ricetta zingara. Taglia una scheggia da un albero, pulisciti i denti e strofinaci le gengive fino a che non si riempia di sangue. Buca l’albero, infilaci la scheggia insanguinata e dagli fuoco. Mentre brucia, volgi la schiena all’albero e allontanati senza voltarti mai e non vedere mai più quell’albero, altrimenti ti torna il dolore.

7 COSE DA SAPERE SUI ROM

domenica 28 gennaio 2018

Rom e Sinti. Il genocidio dimenticato

Rom e Sinti. Il genocidio dimenticato

Dove cadono le ombre: intervista all'attrice protagonista Federica Rosellini - Empire Italia

sull'Olocausto degli Jenish



Dove cadono le ombre: intervista all'attrice protagonista Federica Rosellini - Empire Italia

Il giorno della memoria, nessuno dimentichi - Tempo Libero - La Provincia Pavese

Il giorno della memoria, nessuno dimentichi - Tempo Libero - La Provincia Pavese

Vignolo Gargini: "Quanta memoria corta sull'Olocausto e sui rom e omosessuali uccisi"

Vignolo Gargini: "Quanta memoria corta sull'Olocausto e sui rom e omosessuali uccisi": "Il maggior successo del genocidio, progettato e praticato dai nazisti fino alla fine del secondo conflitto mondiale, sta proprio nel fatto che a dist...

Giorno Memoria: si piange anche per sterminio Rom e Sinti - Abruzzo - ANSA.it

Giorno Memoria: si piange anche per sterminio Rom e Sinti - Abruzzo - ANSA.it

martedì 23 gennaio 2018

STORIA DIMENTICATA: IL POPOLO JENISCH

http://www.tellusfolio.it/index.php?prec=%2Findex.php&cmd=v&id=21824

La Giornata della Memoria celebra anche la sua più grossa amnesia, quella dei sinti uccisi dai nazifascisti - Il Fatto Quotidiano

La Giornata della Memoria celebra anche la sua più grossa amnesia, quella dei sinti uccisi dai nazifascisti - Il Fatto Quotidiano

"Porrajmos"; a palazzo Ducale una mostra sullo sterminio di rom e sinti - NoiTV

"Porrajmos"; a palazzo Ducale una mostra sullo sterminio di rom e sinti - NoiTV: LUCCA - E' stata inaugurata in Sala Accademia, a Palazzo Ducale, a Lucca, la mostra "Porrajmos, altre tracce sulla strada per Auschwitz", incentrata sul tema dello sterminio di rom e sinti nel corso della seconda guerra mondiale.

Giorno della memoria 2018, ricordati anche rom e sinti: il programma

Giorno della memoria 2018, ricordati anche rom e sinti: il programma: Le notizie della provincia di Roma e Frosinone

Termoli: «Il Porrajmos, la Shoah dei rom e sinti»

Termoli: «Il Porrajmos, la Shoah dei rom e sinti»

Ad Auschwitz

lunedì 22 gennaio 2018

domenica 21 gennaio 2018

ReteRom Milano

25 aprile 2016 - le ruspe salviniane liberano Milano

alle volte il ridicolo può essere più efficace dell'indignazione (ReteRom Milano)
La liberazione di Milano non fu il 25 aprile del 1945 come sostengono alcuni storici di parte, ma avvenne il 25 aprile 2016 grazie alla rivolta del popolo leghista contro l’occupazione del territorio milanese da parte di alcune case vuote di rom italiani che vi avevano abitato regolarmente dal 1989 al 2016.
Dagli scranni del consiglio comunale il capomanipolo Luca Lepore aveva annunciato baldanzoso:
“Il 25 aprile alle ore 10 faremo la vera liberazione. Basta capannoni e bivacchi, liberiamo Milano dalla delinquenza e dai clandestini”.
Dalle parole ai fatti. Il 25 aprile alle 10 in punto il manipolo degli eroici leghisti guidati da Luca Lepore, forte della sua esperienza in sistemi aerospaziali, atterra con azione fulminea che sorprende le truppe di terra dell’assessore alla sicurezza, Marco Granelli, incaricate della difesa delle postazioni, nel campo di via Idro. Superati d’un balzo gli agguerriti presidi comunali, gli eroi si lanciano muniti solo di sassi e martelli contro le case vuote, che dopo una tenace resistenza cadono sotto l’impeto dei petti padani. Le feroci pareti legno e i potenti vetri delle finestre cedono rapidamente alla furia della ruspa padana.
Milano è finalmente libera.
Alcune immagini dell’epica battaglia.
1) novello Balilla, scaglia il suo sasso contro l’agguerrito nemico, una lastra di vetro
2) una pattuglia di eroici leghisti, che sprezzanti del pericolo e della soverchiante superiorità in uomini e mezzi del nemico, espugna la casamatta avversaria, una robusta persiana di legno.
3) i nostri eroi in posa, in prima fila il capomanipolo Luca Lepore e il suo fido vice Samuele Piscina, l’espressione fiera e soddisfatta di chi ha sconfitto, dopo asperrima battaglia, un nemico terribile, il rom, che corrompeva e infestava la grande metropoli lombarda, ora finalmente ripulita da ogni infiltrazione criminale e mafiosa, da ogni illegalità ma non ancora dal senso del ridicolo, che sarà oggetto di una prossima campagna.
Intanto i due eroi attendono che il comandante supremo, Matteo Salvini, gli appunti sul petto la Ruspa di ghisa, supremo ordine alla viltà padana.

martedì 16 gennaio 2018

RILESSIONI DI "UNO ZINGARO" SULLA GIORNATA DELLA MEMORIA

Dalla pagina FB di Manuel Innocenti
1 h ·

Si sta avvicinando il 27 gennaio, giorno della memoria e prima, durante e dopo questo giorno, si ricorderanno anche di noi zingari, degli zingari sterminati nei campi di concentramento. Come ogni anno ci saranno degli eventi per ricordare questa tragedia.
Mi dispiace dirlo, ma questo argomento negli anni è diventato solo un appuntamento, un cerimoniale che appena finito, tutto è come prima.
Come prima, nel senso che noi zingari, per la maggior parte delle persone, non dovremmo neanche esistere. Non interessa sei sei una brava persona, sei zingaro e questo gli basta.
Se sei zingaro e commetti la stessa cosa sbagliata che commette un non zingaro, tu zingaro sarai più malvisto e più da condannare del non zingaro e in più, ti abbonano il fatto che oltre a condannare te, giudicheranno male anche tutti gli altri zingari che non c'entrano niente.
Mentre invece il non zingaro che ha commesso il tuo stesso sbaglio o anche peggio, sarà più scusato di te.
Non ci fu nessun processo verso i carnefici che sterminarono gli zingari nei campi di concentramento e da questo si capisce quanto gliene frega la gente di questa tragedia.
Per i cinquecentomila o forse più di un milione di zingari torturati e sterminati in quei campi e fuori, ci sono solo cerimonie, piccole, non pubblicizzate, nascoste quando a queste vi partecipa anche qualcuno delle istituzioni.
Si sa, mettersi a fianco degli zingari è scomodo e questo non fa altro che alimentare da parte di chi, sa che non siamo il male assoluto e che partecipa anche a queste cerimonie, a questo ricordo, il fatto del credere comune, che noi zingari siamo il male.
Nessuno parla del normale che esiste tra gli zingari, nessuno parla del positivo, di quello che di bello anche c'è.
Nessuno, neanche chi li conosce o chi dice di combattere per loro nella battaglia contro il pregiudizio negativo nei loro confronti.
A cosa serve ricordare ?

martedì 9 gennaio 2018

Rom, i bimbi incontrano 'Eugema' in 'Fiabe per l'Epifania'

Rom, i bimbi incontrano 'Eugema' in 'Fiabe per l'Epifania': Ordine e sicurezza pubblica da sempre sono stati i “campi” nei quali la vicenda umana rom si è  sempre consumata,  quasi a scandire nel tempo gli ...

Opre Roma! film completo (gratis)

domenica 7 gennaio 2018

ESSERE ROM

Luigi Bevilacqua
3 h ·
Il far parte della Comunità Romanes l'ho concepito verso i 6-7 anni,in corrispondenza della scuola elementare.
Fino ad allora ero convinto di essere un semplice bambino.
Il primo anno di scuola l'ho perso perchè c'era una bambina che aveva dei problemi di natura psicologica che mi aveva preso di mira,picchiandomi ripetutamente.
I miei genitori decisero di interrompere la frequentazione,facendomela riprendere l'anno successivo.
Causa anche il mio comportamento timido ed introverso mi sono sempre ritrovato all'ultimo banco e poco propenso al socializzare con l'intero gruppo.
Quando capitava che i miei compagni e/o amici mi etichettavano "zingaro" ho capito che non potevo essere "uguale" agli altri.
Ho sempre avvertito la diffidenza verso la mia persona(tranne poche eccezioni) e verso la mia Comunità.
Con il tempo ho provato a capire meglio questa situazione.
L'ho sperimentata nelle cose in cui le parole servono a poco e a nulla.
Ho visto che al calcio tutto sommato quello che riuscivano a fare gli altri riuscivamo a farlo anche noi in modo pressocchè simile.
All'esame di patente mi sono riuscito a preparare in modo simile e infatti feci zero errori,consegnando la scheda in meno di un minuto.
Alla fine mi sono fatto l'idea di non essere "diverso" e/o inferiore agli altri.
Ho le mie qualità,cosi' come i miei difetti,come tutti gli altri.
La scelta finale poteva essere quella di continuare a sentirsi discriminato ed emarginato,oppure quella di rimboccarsi le maniche ed utilizzare questi falsi miti facendoli diventare punti di forza e non punti deboli.
Gioco molto su questi falsi miti e sui paradossi che devo ascoltare di volta in volta.
Cerco di girarli sull'altro in modo da far uscire fuori tutto il suo controsenso.