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giovedì 21 settembre 2017

IL PUNTO DI LUIGI BEVILACQUA


Ho postato diversi video dei campi rom che sono presenti in Calabria.
Sono dei ghetti etnici in cui viverci è praticamente impossibile.
Sono tutti campi rom abitati da cittadini Italiani.
Rom di antico insediamento presenti nel territorio Italiano dal 1400 circa.
Io mi chiedo:
Come è possibile che in 6 secoli abbondanti si è arrivati a queste conclusioni?
Colpe delle politiche,che applicano politiche differenziate e discriminatorie.
Colpa dei rom e del loro poco attivismo.
Soluzioni nell'immediato?
Più attivismo da parte della comunità romanes e politiche di vera inclusione sociali con dei percorsi,da fare con persone che abbiano competenza specifiche,di sviluppo per la comunità.




Associazione 21 Luglio Non dire rom: una ricerca/azione per smontare gli stereotipi sul web

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European People’s Party stays silent on the appointment of a racist to head Roma inclusion in Sofia

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Aleksandr Vyacheslavovich “Germano”, padre de la literatura gitana – ¡Pretendemos gitanizar el mundo!

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Ceija Stojka Speech I English Undertitles I Demonstration I Vienna I 201...

martedì 19 settembre 2017

I rom di Scampia: "Ci chiedevano di incendiare rifiuti, non lo abbiamo più fatto e hanno incendiato noi" - Il Fatto Quotidiano

I rom di Scampia: "Ci chiedevano di incendiare rifiuti, non lo abbiamo più fatto e hanno incendiato noi" - Il Fatto Quotidiano

Opre Roma! il film

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ROMA: PREOCCUPAZIONI E DUBBI SULLA CHIUSURA DEL PRIMO "CAMPO NOMADI" -

Idea Rom Onlus
ROMA: PREOCCUPAZIONI E DUBBI SULLA CHIUSURA DEL PRIMO "CAMPO NOMADI" - COMUNICATO STAMPA
L'associazione di promozione sociale CITTADINANZA E MINORANZE ha inviato alla Sinda Raggi e all'Assessora Baldassarre la seguente lettera con la quale si richiama l'Amministrazione di Roma Capitale all'osservanza delle norme del Diritto Internazionale ricordando che in caso di violazioni può intervenire l Corte Europea dei Diritti Umani, come avvenuto in passato.

Signora Sindaca, Signora Assessora,
apprendiamo con molta preoccupazione che sarebbe stata fissata al prossimo 30 Settembre la chiusura del Campo River. I motivi di preoccupazione sono almeno tre.
Il primo e più assillante riguarda la futura collocazione delle numerose famiglie che risiedono nel campo. Non è noto né quale sarebbe, né con quali criteri e procedure sia stata individuata e se e come gli/le interessate, cioè le oltre 400 persone che vi abitano, siano state coinvolte nella decisione. Non vorremmo, ma temiamo, che il trasferimento avvenga con il solito deprecato metodo del “prendere o lasciare” come se non si trattasse di cittadini e cittadine, cui la Carta Sociale Europea, La Carta dei Diritti Umani e la Costituzione Italiana riconoscono ben individuati diritti.
E’ ben noto che tale metodo è illegale, tant’è che la Corte Europea dei Diritti Umani lo persegue.
La nostra preoccupazione è aggravata dal fatto – ed è questo il secondo motivo del nostro allarme - che la chiusura del River è presentata come uno dei primi atti di attuazione del “Piano di indirizzo di Roma Capitale per l’inclusione delle Popolazioni Rom, Sinti e Caminanti”. Ma non risulta che essa rientri in un percorso posto in essere per la riabilitazione dei componenti delle famiglie residenti e la loro responsabilizzazione; percorso imprescindibile se si vuole davvero operare per la inclusione sociale di persone costrette a vivere per un lungo periodo in condizioni di apartheid. La chiusura del campo, avulsa da una strategia volta ad integrare pienamente nei diritti di cittadinanza minoranze che ne sono state sinora escluse, fa apparire il superamento dei “campi” previsto dal Piano dell’Amministrazione, come ispirato da motivi di decoro e di ordine pubblico e dall’ opportunità di rispondere alla comprensibile esigenza di “sicurezza” della società maggioritaria, piuttosto che dall’obiettivo di promuovere uno scatto di civiltà dell’intera comunità cittadina, ponendo fine a vergognose pratiche di discriminazione razziale.
Non sono questi gli obiettivi della la Strategia Nazionale cui il Piano Comunale dice di ispirarsi.
Un terzo motivo di preoccupazione riguarda la mancanza di una seria presa in carico da parte del Comune del ruolo e delle responsabilità che l’attuazione della Strategia comporterebbe. Lo attesta il fatto che il Tavolo Comunale, del quale era stata annunciata la costituzione, in realtà è inoperante,sicché è preclusa la partecipazione sia delle comunità Rom Sinti e Caminanti, sia dell’as-sociazionismo e dei Municipi ad una approfondita discussione per la messa a punto delle azioni da svolgere per l’attuazione a livello comunale della Strategia Nazionale,
Sono in ballo dunque questioni di enorme importanza, quali il rispetto del Diritto Internazionale, l’attuazione di valori fondativi della nostra Costituzione, la qualità stessa della nostra democrazia. Per quel che ci riguarda saremmo disponibili ad una seria e fattiva collaborazione qualora se ne presentassero le condizioni che allo stato non appaiono; faremo comunque di tutto per impedire che problemi di esclusione e di emarginazione continuino ad essere affrontati in termini di ordine pubblico.
(Fonte: Cittadinanza e Minoranze)

Molotov contro il delegato sindacale - IL CASO A ROVIGO Escalation allarmante. Venerdì notte gli hanno rovinato l'auto, domenica notte il lancio della bottiglia incendiaria contro la vettura. Nuova denuncia - RovigoOggi.it, quotidiano online di informazioni su Rovigo e provincia. News ed aggiornamenti dal Polesine di cronaca, politica, sport, eventi, cultura

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Chiusura di camping river

domenica 17 settembre 2017

I CAMPI ROM SONO LAGER

Luigi Bevilacqua
9 h · 
Sono uno dei pochi rom a Cosenza che ha vissuto in tutte e tre i campi e nelle case popolari e private.
Sono nato in una baracca a via reggio calabria,l'ho detto spesso nei miei post.
All'età di 6 anni hanno dato la casa a mio padre,nonostante avesse 25 anni,avendo già 4 figli,aveva uno dei punteggi più alti in graduatoria,a vaglio lise.
Li ci ho vissuto per circa 18 anni,fino al 2000.
Ho avuto una parentesi brevissima a via gergeri e successivamente per circa 13 anni ho vissuto al villaggio rom di via degli stadi.
Ho avuto una parentesi di due anni alle spalle di vaglio lise e adesso da un anno ho comprato un appartamento su via popilia.
Questa in sintesi la mia storia abitativa.
Avendole vissute tutte in prima persona sono in grado di captarne le differenze e i vari aspetti psicologici collegabili a tali condizioni.
Vivere in un campo,l'ho fatto per la metà della mia vita,è inumano e inconcepibile.
un non luogo in cui i diritti/doveri non esistono e non sono prevedibili.
Una politica differenziata per soli rom,accettata,oramai,dai rom come una cosa di assoluta normalità.
Vivere fuori da un campo ti da la possibilità di comprendere ancora meglio il lager del campo rom.
Attualmente sono delegato regionale della fondazione romanì italia-delegazione Calabria-
Nel momento in cui affermo che è essenziale superare i campi e creare politiche/percorsi di sviluppo,lo dico perchè li ho vissuti e superati proprio nel momento in cui ho avuto gli strumenti e la forza per farlo.

giovedì 14 settembre 2017

Porrajmos: The Romani and the Holocaust with Ian Hancock - Holocaust Living History - YouTube

Porrajmos: The Romani and the Holocaust with Ian Hancock - Holocaust Living History - YouTube

Roma - Chiusura del campo Camping River: fidarsi è bene, ma...

Il titolo sopra è mio. 
Paolo


Il post sotto è di 
Carlo Stasolla
1 h
Chiusura del campo Camping River: i rom non hanno fiducia negli interlocutori del Comune di Roma quando parlano di inclusione abitativa e lavorativa. Di questo sono incolpati.
Nelle ultime settimane uno dei principali interlocutori che rappresenta il Comune di Roma è un soggetto molto conosciuto dai rom. Quando lo hanno rivisto a Camping River tutti si sono messi le mani nei capelli.
Lui è stato presente in quasi tutti gli sgomberi realizzati sotto Alemanno, Marino, Tronca. Per anni, inoltre è stato il responsabile della gestione del centro di raccolta di via Visso, dove centinaia di famiglie rom hanno vissuto in condizione di segregazione e marginalità in "loculi" (la definizione fu del senatore Manconi) privi di finestre e sotto costante ricatto. "Non ho mai visto una cosa simile!" - dichiarò nel corso di una visita la senatrice 5Stelle Manuela Serra.
Oggi è lui a suggerire ai rom di fidarsi delle istituzioni.

Welcome to Bulgaria! Well, not if you are Roma!

Welcome to Bulgaria! Well, not if you are Roma!

mercoledì 13 settembre 2017

Dove cadono le ombre (il tentativo di sterminio degli Jenisch in Svizzera)

Valentina Pedicini racconta una scena di Dove cadono le ombre - Internazionale

L’appello della reduce nella clinica dell’orrore nazista: «Il razzismo non è finito, è nelle case» - Corriere.it

L’appello della reduce nella clinica dell’orrore nazista: «Il razzismo non è finito, è nelle case» - Corriere.it

U Velto - Reggio Emilia, i sinti scrivono una lettera all'ARCI e all'ANPI

U Velto - Il Mondo, notizie ed immagini dai mondi sinti e rom: Reggio Emilia, i sinti scrivono una lettera all'ARCI e all'ANPI

Monza - L'assessore Arena all' attacco dei nomadi

 Le intenzioni dell'Assessore non sono un gran che ma anche l'articolo...



Boscherona, ancora camper abusivi: nomadi allontanati dai vigili

domenica 10 settembre 2017

giovedì 7 settembre 2017

LA STRADA GIUSTA

Da quando ho iniziato ad occuparmi di associazionismo mi sono posto degli obiettivi da raggiungere.
da quel giorno sono passati circa 6-7 anni,e devo dire che alcuni si sono avverati e altri ci dobbiamo lavorare.
Avevamo bisogno di una qualità superiore da portare ai tavoli istituzionali per essere credibili per avviare dei percorsi di qualità.
A questo abbiamo aggiunto una etica e una moralità di assoluta qualità,accompagnate da una competenza specifica più che soddisfacente.
Avevamo bisogno di ragazzi/e che finissero le scuole per innalzare la qualità generale della comunità.
Se 6-7 anni fa una sola ragazza della provincia era laureata,adesso ne abbiamo 4-5 e altri 3-4 laureandi e altrettanti potenziali per i prossimi 2-3 anni.
Non sono numeri giganti ma sono di assoluto aiuto per far crescere la comunità.
Dobbiamo iniziare ad essere ambiziosi e cercare di inserirci maggiormente nei luoghi istituzionali e sociali,non più con ruoli marginali ma da protagonisti.
Abbiamo le capacità e le competenze per farlo.
Il mio sogno rimane quello di vedere un Sindaco,oppure altri ruoli istituzionali,di etnia rom,un giudice,un avvocato,un ingegnere,un architetto,un insegnante,un medico di etnia rom.
Adesso questo può sembrare un utopia,lo era anche quello di vedere ragazzi/e di etnia rom laurearsi,ma tra 5-10 anni,magari,potrà essere un assoluta normalità.......

martedì 29 agosto 2017

POLITICHE PER I ROM (O NO?)

Sento dire spesso che la tematica rom e' complicatissima.
Per la competenza e esperienza che ho affermo che e' complicata ma non complicatissima.
Le politiche adottate negli ultimi decenni sulla tematica sono assolutamente fallimentari e inefficaci.
Da questo si potrebbe partire per cambiare le cose.
Non avrebbe senso continuare con politiche che si sono dimostrate non idonee.
Un altro grande problema e' che mancano figure professionali con delle competenze specifiche nella materia.
In Italia c'e' ne sono pochi e nella maggior parte dei casi anche ostacolati.
Spesso le amministrazioni preferiscono appoggiarsi a figure che non hanno nessun tipo di competenza,piuttosto che attingere da chi ne ha.
E come se per costruire un palazzo ci si affidi ad un fruttivendolo piuttosto che a un ingegnere.
Ovvio che le probabilita' che il palazzo crolli sono pressocche' certe.
C'e' bisogno di intervenire efficaciamente nella comunita' per dare la possibilita',ai tanti ragazzi presenti che hanno capacita incredibili,di avere quelle competenze specifiche che al momento non hanno.
Ci vogliono dei percorsi,dei processi di sviluppo che facciano crescere l'intera comunita'.
Ovviamente questo deve essere accompagnato anche da una conoscenza storica della comunita',che preservi la lingua,le tradizioni e la cultura.
Qualsiasi popolo che con il tempo non riesce ad evolversi e a svilupparsi,e' avviato inesorabilmente a "morire".

«Minoranza Romanì. Processi di sviluppo delle aree di minoranza linguistica». Se ne parlerà a Cosenza il 5 settembre

«Minoranza Romanì. Processi di sviluppo delle aree di minoranza linguistica». Se ne parlerà a Cosenza il 5 settembre