Paolo Melissi Granelli sarebbe meglio smettesse
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mercoledì 31 maggio 2017
Il blog delle stelle - A Roma inizia il superamento dei campi rom
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martedì 30 maggio 2017
ROM - LAGER E DINTORNI
Ieri
mi chiedevo cosa avrebbero detto la politica "democratica" e la stampa
"indipendente" se questo fatto fosse accaduto qualche anno fa, sotto
l'amministrazione di centrodestra. Ma è accaduto ora, sotto
l'amministrazione di centrosinistra, che peraltro ho contribuito a
eleggere. E in questa giunta c'è ancora Granelli, eroe di molte imprese,
e Carmela Rozza, che non vuole "luoghi franchi". Però va bene se questa
città è franca dall'informazione e, quando si tratta di rom, anche
dalla compassione.
[Grazie a U Velto per aver ripreso il comunicato e averlo reso anche più leggibile.]
[Grazie a U Velto per aver ripreso il comunicato e averlo reso anche più leggibile.]
Inaugurazione
del CES Ieri notte, 28 Maggio 2017, davanti al cancello del CES (centro
di emergenza sociale) di via Sacile, M. , una d...
sucardrom.blogspot.com
Commenti
Valeria Vaccari bisogna destituirlo perché smetta
Antonio Piazzi Non
pagherà nessuno per questa morte. E quel che è peggio è che le cose
continueranno esattamente come prima: il Ces di via Sacile continuerà ad
essere un luogo privo di civiltà ed inadatto ad ospitare esseri umani
per periodi lunghi, l'assessore Rozza
continuerà a "fare pulizia" nei luoghi dove i disperati provano a
"imbastire uno straccio di vita" e i "corpi speciali" della Polizia
Locale continueranno ad eseguire gli ordini aggiungendo un bel po' di
brutalità.
SINTI E MICROAREE
Internet è pieno di articoli, blog e commenti che trattano questo tema.
Questo mi ha aiutato nel corso del tempo, a capire, chi veramente si prodiga in questa lotta e, veramente rispetta il volere di queste persone riguardo al destino della propria vita.
Un argomento che ho avuto sempre a cuore e il quale sostengo, sono le micro aree.
È risaputo che la stragrande maggioranza dei sinti vuole andare verso questa soluzione abitativa.
Visto che ormai da anni, la vita da sinti che facevamo prima non è più possibile viverla per diverse cause.
Insieme a diverse amministrazioni si sta cercando di attuare questo progetto abitativo che rispecchia ed è più vicino al mondo sinto. Sono state fatte leggi in merito per far si che sia una cosa regolare nel rispetto di tutti i cittadini.
Quindi è una cosa fattibile il progetto microaree.
Quello che mi ha sempre meravigliato invece, è il fatto che, mentre i sinti sono per le microaree, certe associazioni e persone che lottano anche per i diritti dei sinti, sono contrarie a queste microaree.
Questo per me significa, che se non si sostengono i sinti in questa cosa che loro cercano di realizzare, è inutile da parte di organizzazioni e persone dire che lottano anche per i diritti dei sinti.
Se si è contrari alle microaree, non si sta sostenedo il diritto dei sinti di decidere il proprio destino abitativo, che ricordo è fattibile e regolato da leggi, le micro aree.
Quindi, è una grandissima contraddizione bella e buona dire che si sta con i sinti e nello stesso tempo non li si ascolta e non li si sostiene in questo.
La morte di una rom a Milano dopo uno sgombero diventa un caso - DIRE.it
lunedì 29 maggio 2017
E' morta. Ieri. 28 maggio 2017. Era una Zingara.
Bezzecchi Giorgio ha condiviso il post di Alberto M. Melis nel gruppo: Terni Bori - Marry When You Are Ready.
E' morta. Ieri. 28 maggio 2017. Era una Zingara.
Alberto M. MelisE' morta. Ieri. 28 maggio 2017. Era una Zingara.
__________________________________________
Paolo Cagna Ninchi ha scritto: Morte di una “zingara”
Ieri notte, 28 Maggio 2017, davanti al cancello del CES (centro di emergenza sociale) di via Sacile, M. , una donna rom di 42 anni, è morta. Lascia i genitori, il marito e 3 figli. Dormiva su un materasso all’aperto, dopo che la mattina di venerdì 26 la polizia locale aveva sgomberato – distruggendo tutte le loro cose - il gruppo di famiglie che si era accampato nel boschetto a fianco del Centro. Erano per lo più parenti degli ospiti del CES, come M. che nel centro aveva la sorella. Alcune di queste famiglie, tra le quali quella di M., si erano accampate alla bell’e meglio davanti all’ingresso del centro.
Ieri sera, di fronte a parenti e ospiti, questa donna ha avuto un attacco cardiaco e ha agonizzato in attesa dell’ambulanza, che giungeva solo dopo oltre mezz’ora perché chi in quel momento era responsabile del Centro non si peritava di rispondere alle richieste di aiuto.
Di fronte a questa vicenda, per la quale mancano le parole per descriverne l’infinita miseria e l’infinita disumanità, poche domande si devono porre all’amministrazione.
Perché è stato deciso questo sgombero in contraddizione con tutte le prescrizioni - senza preavviso, senza assistenti sociali e senza proposte alternative -, ma soprattutto in contrasto con il più banale sentimento umano?
Perché la persona del Centro presente non ha chiamato immediatamente l’ambulanza nonostante le insistenti, pressanti e disperate richieste degli ospiti del Centro?
Perché nessuno dei solerti tutori dell’ordine e della sicurezza cittadina autori dello sgombero ha tenuto conto dei documenti esibiti da M. a testimonianza del suo stato di salute?
Infine, in questa tragedia si specchia la situazione di abbandono delle comunità rom, resa emblematica dalle condizioni di un Centro che avrebbe dovuto accogliere per includere e che nell’attuale assenza di una strategia diventa solo un luogo di segregazione e di sofferenza.
Sono domande penose alle quali però siamo certi si devono risposte, così come siamo certi si cercheranno eventuali responsabilità di questa morte, per il rispetto dovuto a una donna che aveva una sola colpa, essere una “zingara”.
ReteRom (Associazione ApertaMente di Buccinasco, Associazione Upre
Roma, Associazione di Promozione sociale Fabrizio Casavola, GRT, NAGA)
sabato 27 maggio 2017
Fuori dai Campi
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#FUORIDAICAMPI,
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#roma,
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mercoledì 24 maggio 2017
ROM IMPEGNATI IN CALABRIA
Welcome in Tziganie : a journey into gypsy music
Local authorities implicated in fatal attack on Roma residents in Kharkiv oblast - Human Rights in Ukraine
Giornata delle comunità nomadi svizzere
Giornata delle comunità nomadi svizzere: Le comunità nomadi svizzere contano circa 30 mila persone, in massima parte Jenisch, più qualche centinaio di Sinti-Manouche. Di ...
lunedì 22 maggio 2017
A PROPOSITO DELLA STRAGE DI CENTOCELLE: ALLEANZA O PROPAGANDA?
Prendo da Facebook. Il titolo sopra è mio. Il contenuto sotto è di Idea Rom Onlus
Idea Rom Onlus con Sead Dobreva e altre 47 persone.
2 h ·
ALLEANZA O PROPAGANDA?
Dopo la tragica uccisione delle bambine a Roma, finita sotto gli occhi di tutto il mondo, è stata realizzata una manifestazione che dichiarava alcuni obiettivi, ma ne nascondeva altri.
Tant'è che all'indomani è stata lanciata la nascita di una nuova organizzazione Rom con tanto di sponsorizzazioni già accordate. Tutto già pronto da tempo...
Dopo la tragica uccisione delle bambine a Roma, finita sotto gli occhi di tutto il mondo, è stata realizzata una manifestazione che dichiarava alcuni obiettivi, ma ne nascondeva altri.
Tant'è che all'indomani è stata lanciata la nascita di una nuova organizzazione Rom con tanto di sponsorizzazioni già accordate. Tutto già pronto da tempo...
Avevo aderito alla manifestazione in segno di solidarietà con la
famiglia delle vittime, schiacciata dal dolore per quanto avvenuto e
spaventata dalla crescita dell'intolleranza nei nostri confronti.
Ma oggi me ne vergogno.
Qualcuno aveva suggerito il silenzio, in segno di rispetto, ma altri avevano risposto che si trattava di una tragedia che poteva colpire qualsiasi nostra famiglia....
Eppure non si è avuto alcuna pietà per le lacrime di quella madre. E per qualcuno anche questa occasione è stata buona per mettersi nuovamente in mostra e fare le solite foto sorridenti, come ad una festa. Ci mancava solo la fisarmonica o la performance teatrale.
Ma io dico, non si poteva aspettare qualche giorno, separando nettamente le due questioni, proprio per non dar neanche minimamente l'idea di voler strumentalizzare la morte di quelle creature?
E' proprio per questo che oggi non posso stare in silenzio, neppure di fronte ad altri Rom, soprattutto di fronte ad altri Rom, per la vergogna di aver usato questa triste vicenda per altri scopi.
Ci vuole più rispetto e non si possono affrontare i problemi del nostro popolo usando le peggiori tragedie per altri scopi. Eppure vedo fotografie e inni pieni di orgoglio, anzichè un po' di vergogna.
Incredibili, non potevo crederci, eppure succede, mentre a me vengono i brividi pensando a dove si può arrivare con questi metodi.
Vesna Vuletic
Presidente IDEA ROM Onlus, Torino
Ma oggi me ne vergogno.
Qualcuno aveva suggerito il silenzio, in segno di rispetto, ma altri avevano risposto che si trattava di una tragedia che poteva colpire qualsiasi nostra famiglia....
Eppure non si è avuto alcuna pietà per le lacrime di quella madre. E per qualcuno anche questa occasione è stata buona per mettersi nuovamente in mostra e fare le solite foto sorridenti, come ad una festa. Ci mancava solo la fisarmonica o la performance teatrale.
Ma io dico, non si poteva aspettare qualche giorno, separando nettamente le due questioni, proprio per non dar neanche minimamente l'idea di voler strumentalizzare la morte di quelle creature?
E' proprio per questo che oggi non posso stare in silenzio, neppure di fronte ad altri Rom, soprattutto di fronte ad altri Rom, per la vergogna di aver usato questa triste vicenda per altri scopi.
Ci vuole più rispetto e non si possono affrontare i problemi del nostro popolo usando le peggiori tragedie per altri scopi. Eppure vedo fotografie e inni pieni di orgoglio, anzichè un po' di vergogna.
Incredibili, non potevo crederci, eppure succede, mentre a me vengono i brividi pensando a dove si può arrivare con questi metodi.
Vesna Vuletic
Presidente IDEA ROM Onlus, Torino
venerdì 19 maggio 2017
IN MEMORIA DI UN VILLAGGIO ROM NEL CUORE DI MILANO
Preambolo: Io e Fabrizio Casavola siamo stati amici virtuali ma piuttosto assidui per un bel po'. Mi aveva nauseato la politica degli sgomberi e così diedi vita a questo blog. Un po' per imparare fissando in un luogo materiale interessante sulla vita e la cultura dei Rom, un po' per far girare informazioni meno stereotipate. Poi finalmente l'ho incontrato di persona (ricordo folgorante) e gli ho confessato che avrei chiuso il blog offrendogli magari la mia (modesta) collaborazione a "Mahalla". Lui invece mi disse: "No, vai avanti! Siamo già così pochi!".
Spesso nei link che rilancio su Facebook torna l'immagine di Fabrizio Casavola. In realtà è un meccanismo che sfugge al mio controllo. Non ho ancora capito come correggerlo. Ma a me piace pensare che Fabrizio, sornione come sempre, abbia deciso di non lasciarmi in pace...
Fabrizio vive!
LEGGI QUI:
https://www.passeggiatedautore.it/2017/05/19/memoria-un-villaggio-rom-nel-cuore-milano/
L’orrenda strage di Centocelle: finalmente la sinistra si mobilita - micromega-online - micromega
giovedì 18 maggio 2017
C’è il circo nel Dna di Virginia Raffaele: ecco le foto
Rimini, lanciato un monito ai razzisti
U Velto - Il Mondo, notizie ed immagini dai mondi sinti e rom: Rimini, lanciato un monito ai razzisti: Ad Auschwitz Birkenau nello Zigeunerlager vennero divorati migliaia e migliaia di #sinti e #rom, ma il 16 maggio 1944 le circa quattromila ...
Le ‘familien-Zigeunerlager‘ d'Auschwitz II - Birkenau
Etichette:#rom, #roma, #sinti, #culturaromsinti
#Auschwitz,
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#rom,
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#sinti,
#ZIGEUNERLAGER
mercoledì 17 maggio 2017
lunedì 15 maggio 2017
''Salvini tornatene a casa'': Elio Germano spiega la Lega ai bambini rom - Repubblica Tv - la Repubblica.it
domenica 14 maggio 2017
16/5/17 PRESIDIO IN MONTECITORIO
Il presidio
PER LA GIUSTIZIA E PER IL RISPETTO
Martedì 16 Maggio alle 15.30
Piazza Montecitorio, Roma
L’atroce morte di Francesca, Angelica e Elisabeth ha ferito profondamente tutta la nostra comunità. Per l’ennesima volta assistiamo alla morte dei nostri bambini e per l’ennesima volta il nostro dolore immenso viene sfregiato e offeso, dato in pasto alla peggior politica razzista e alle manifestazioni di odio gratuito in rete e sui media. Non sappiamo ancora chi ha commesso questo gesto disumano ma siamo uniti nel chiedere con forza la verità e la giustizia per queste vite spente così presto e per la loro famiglia.
Siamo uniti anche nel chiedere giustizia per tutta la nostra comunità. Vorremmo che l’Italia si rendesse conto di quanto profondamente e pericolosamente l’antiziganismo si è insinuato nella nostra società rendendo impossibile le vite di Rom e Sint e anche qualsiasi politica di inclusione sociale e civile.
Per questo Martedì 16 maggio, nell’anniversario della rivolta dei Rom e dei Sinti nello Zigeunerlager di Auschwitz, la giornata che è il simbolo della nostra resistenza, alle 15.30 saremo in piazza Montecitorio a Roma per chiedere al governo italiano e ai capigruppo del parlamento italiano:
il riconoscimento dello status di minoranza storico-linguistica di Rom e Sinti;
la costituzione di una Consulta Romanì che collabori nell’applicazione della Strategia Nazionale, finora completamente disattesa;
il superamento della segregazione istituzionale delle comunità Rom e Sinti e il contrasto dell’antiziganismo con politiche efficaci a lungo termine, perché ci possa essere finalmente una convivenza fondata sul rispetto e sulla dignità.
Alleanza Romani, associazioni: Federazione FederArteRom, Upre Roma, New Romalen, Isernia in Rete, Romano Drom, Museo del Viaggio Fabrizio De Andrè, Accademia Europea D’Arte Romani, Romano Glaso, Associazione Nazionale Them Romano Onlus, FutuRom , Django Reinhardt , Cittadinanza e Minoranze
Per adesioni: alleanza.romani@gmail.com
O Presidio
PRI ROMANI KRIS TA I ROMANI PATIV
martedì 16 Maggio 15,30
Piazza Montecitorio Roma
O dzungalo merribbé tar i Francesca, Angelica ta Elisabetta a dukhajà sa le Rom. Vuar furat buder te dikhas o merribbé tar le chavoré mèngre ta vuar furat buder o dukhadipé mèngre vel dukhaddó ko nafel, le racista keren lèngre melali politika opral a mend andre le social media ta andre le dzurnal ta televicion. Na dzanas kon kernia kava but dzungalo merribbe, lame sassare mangas ta te dzanas o sicipe ta mangas i kris pri kala chavoré ka marié tikinuré, i familje te dzanel kon a ciĺé. Sinjiem sa tekané pang priso mangas i kris pri sassare le Rom. Le Gage te dzanen sar si baro o antiziganismo andre l'Italia, ka na vel ta dzivel lacho le Rom ta le Sinte, kerel but esklusion, i politika ka le Gage keren opral a mend si but nasfalì, melali ta xoxanì.
Kava 16 maggio, andre o dives tar o risardipé tar le Rom ta le Sinte andre o Lager tar o Auschwitz, o dives ka si o baro dives tar i Romani Resistenze, ko 15,30 lame Rom ta Sinte keras jekh Presidio anglal o italikano Parlamento tar o Montecitorio andre Roma.
Mangas ka le Gage te prindzkaren ki le Rom ta le Sinte o Status sar jekh historikani ta chibkani minoranza etnika.
Mangas ka le Gage te prindzkaren meng jekh Romani Konsulta ka te kollaborenel tekane lend pri Strategia Nacionale ka fin a dadives na vilì applikimmé.
Mangas ka le Gage te ningaven i segregacione ta i diskriminacione opral a mend. Te keren jekh nevi politika prisosk pang le Rom ta le Sinte te dziven feder ta lache.
Keren o Romano Tekanipe: Federazione FederArteRom, Upre Roma, New Romalen, Isernia in Rete, Romano Drom, Museo del Viaggio Fabrizio De Andrè, Accademia Europea D’Arte Romani, Romano Glaso, Associazione Nazionale Them Romano Onlus, FutuRom , Django Reinhardt , Cittadinanza e Minoranze
Per adesioni: alleanza.romani@gmail.com
PER LA GIUSTIZIA E PER IL RISPETTO
Martedì 16 Maggio alle 15.30
Piazza Montecitorio, Roma
L’atroce morte di Francesca, Angelica e Elisabeth ha ferito profondamente tutta la nostra comunità. Per l’ennesima volta assistiamo alla morte dei nostri bambini e per l’ennesima volta il nostro dolore immenso viene sfregiato e offeso, dato in pasto alla peggior politica razzista e alle manifestazioni di odio gratuito in rete e sui media. Non sappiamo ancora chi ha commesso questo gesto disumano ma siamo uniti nel chiedere con forza la verità e la giustizia per queste vite spente così presto e per la loro famiglia.
Siamo uniti anche nel chiedere giustizia per tutta la nostra comunità. Vorremmo che l’Italia si rendesse conto di quanto profondamente e pericolosamente l’antiziganismo si è insinuato nella nostra società rendendo impossibile le vite di Rom e Sint e anche qualsiasi politica di inclusione sociale e civile.
Per questo Martedì 16 maggio, nell’anniversario della rivolta dei Rom e dei Sinti nello Zigeunerlager di Auschwitz, la giornata che è il simbolo della nostra resistenza, alle 15.30 saremo in piazza Montecitorio a Roma per chiedere al governo italiano e ai capigruppo del parlamento italiano:
il riconoscimento dello status di minoranza storico-linguistica di Rom e Sinti;
la costituzione di una Consulta Romanì che collabori nell’applicazione della Strategia Nazionale, finora completamente disattesa;
il superamento della segregazione istituzionale delle comunità Rom e Sinti e il contrasto dell’antiziganismo con politiche efficaci a lungo termine, perché ci possa essere finalmente una convivenza fondata sul rispetto e sulla dignità.
Alleanza Romani, associazioni: Federazione FederArteRom, Upre Roma, New Romalen, Isernia in Rete, Romano Drom, Museo del Viaggio Fabrizio De Andrè, Accademia Europea D’Arte Romani, Romano Glaso, Associazione Nazionale Them Romano Onlus, FutuRom , Django Reinhardt , Cittadinanza e Minoranze
Per adesioni: alleanza.romani@gmail.com
O Presidio
PRI ROMANI KRIS TA I ROMANI PATIV
martedì 16 Maggio 15,30
Piazza Montecitorio Roma
O dzungalo merribbé tar i Francesca, Angelica ta Elisabetta a dukhajà sa le Rom. Vuar furat buder te dikhas o merribbé tar le chavoré mèngre ta vuar furat buder o dukhadipé mèngre vel dukhaddó ko nafel, le racista keren lèngre melali politika opral a mend andre le social media ta andre le dzurnal ta televicion. Na dzanas kon kernia kava but dzungalo merribbe, lame sassare mangas ta te dzanas o sicipe ta mangas i kris pri kala chavoré ka marié tikinuré, i familje te dzanel kon a ciĺé. Sinjiem sa tekané pang priso mangas i kris pri sassare le Rom. Le Gage te dzanen sar si baro o antiziganismo andre l'Italia, ka na vel ta dzivel lacho le Rom ta le Sinte, kerel but esklusion, i politika ka le Gage keren opral a mend si but nasfalì, melali ta xoxanì.
Kava 16 maggio, andre o dives tar o risardipé tar le Rom ta le Sinte andre o Lager tar o Auschwitz, o dives ka si o baro dives tar i Romani Resistenze, ko 15,30 lame Rom ta Sinte keras jekh Presidio anglal o italikano Parlamento tar o Montecitorio andre Roma.
Mangas ka le Gage te prindzkaren ki le Rom ta le Sinte o Status sar jekh historikani ta chibkani minoranza etnika.
Mangas ka le Gage te prindzkaren meng jekh Romani Konsulta ka te kollaborenel tekane lend pri Strategia Nacionale ka fin a dadives na vilì applikimmé.
Mangas ka le Gage te ningaven i segregacione ta i diskriminacione opral a mend. Te keren jekh nevi politika prisosk pang le Rom ta le Sinte te dziven feder ta lache.
Keren o Romano Tekanipe: Federazione FederArteRom, Upre Roma, New Romalen, Isernia in Rete, Romano Drom, Museo del Viaggio Fabrizio De Andrè, Accademia Europea D’Arte Romani, Romano Glaso, Associazione Nazionale Them Romano Onlus, FutuRom , Django Reinhardt , Cittadinanza e Minoranze
Per adesioni: alleanza.romani@gmail.com
sabato 13 maggio 2017
RIFLESSIONI DI SEAD DOBREVA SU NAPOLI, DIGNITA', INTEGRAZIONE
venerdì 12 maggio 2017
I nostri silenzi e il rogo di Centocelle | Reset
CHI COLTIVA L'ODIO E' COLPEVOLE QUANTO CHI HA LANCIATO LA MOLOTOV
Questa
è la meravigliosa società civile italiana.... bisogna ringraziare le
istituzioni, i politici e i giornalisti corrotti. Davvero un bel lavoro.
Complimenti a tutti!!!!!
Vesna Baxtali Vuletic ha condiviso la foto di Idea Rom Onlus nel gruppo: ROMANIPEN ITALIA.
Idea Rom Onlus
4 h ·
CENTOCELLLE, PARCHEGGIA SCHIACCIANDO I FIORI DEPOSTI IN RICORDO DELLE TRE BAMBINE
Si chiamavano Elizabeth, Francesca e Angelica ed erano tre bambine...
Ma non c'è limite alla disumanità della gente.
Uno schifo!
Si chiamavano Elizabeth, Francesca e Angelica ed erano tre bambine...
Ma non c'è limite alla disumanità della gente.
Uno schifo!
Donato Notonica Che gesto schifoso...
inumano.
inumano.
Sena La Bella Non ciò parole
👏
Doriana Chierici Casadidio Non c'è fine alla crudeltà
giovedì 11 maggio 2017
Strage a Centocelle, folla commossa alla messa per le tre sorelle rom
APPELLO DI GRAZIANO HALILOVIC, ZIO DELLE TRE SORELLINE UCCISE DAL FUOCO
Comunicazione di Graziano Halilovic
Sono Graziano Halilovic, cugino di Romano Halilovic e zio di Francesca, Angelica ed Elisabeth,
Qualcuno, un mostro, ha bruciato vive tre bambine nel sonno, con una bottiglia incendiaria che ha trasformato in un rogo il camper di Romano, l’altra notte, a Centocelle, in un parcheggio pubblico, dove stazionavano senza disturbare nessuno.
Sono Graziano Halilovic, cugino di Romano Halilovic e zio di Francesca, Angelica ed Elisabeth,
Qualcuno, un mostro, ha bruciato vive tre bambine nel sonno, con una bottiglia incendiaria che ha trasformato in un rogo il camper di Romano, l’altra notte, a Centocelle, in un parcheggio pubblico, dove stazionavano senza disturbare nessuno.
Non sappiamo chi sia stato potrebbe essere stato chiunque: un rom, un
gagiò, un giornalista per fare notizia, un razzista per odio, un
italiano o uno straniero….
Un mostro, di certo, che ha commesso un crimine orribile, imperdonabile e disumano, che ha visto dei genitori assistere inermi alla morte dei figli bruciati dal fuoco.
Il punto è che non sappiamo chi sia stato e non possiamo usare la fragilità e il dolore del momento per individuare un colpevole prima che le indagini facciano il loro corso.
Confido che le forze dell’ordine svolgano le indagini senza farsi influenzare da pregiudizi razziali e riescano a dare un nome e un volto al colpevole.
Ma fino ad allora chiedo agli attivisti rom e non rom, alla società civile, a tutte le organizzazioni e ong dei diritti umani, ai politici italiani ed europei di intervenire sui media affinché nel rispetto del dolore della famiglia e nel rispetto delle vittime e della comunità rom, vengano diffidati ad utilizzare termini diffamatori, parlando di “clan” e di “faide tra rom”, associando così la comunità rom ancora una volta a termini che richiamano la criminalità organizzata, finché le indagini di chi ne ha la competenza non porteranno alla luce la verità.
Non sappiamo al momento se il colpevole sia un rom, un italiano, uno straniero, un giornalista o di quale ideologia politica sia. Fare delle illazioni a riguardo, cercando di coinvolgere un’intera comunità, è un gioco inutile e irrispettoso nei confronti dei rom che colpisce la famiglia delle vittime due volte: prima nella irrimediabile perdita e poi nella continua discriminazione.
Voglio ringraziare Papa Francesco, il Presidente della Repubblica Mattarella, il Pontificio Romano e il Vescovo Don Paolo LoJudice, la Comunità di Sant’Egidio, i cittadini di Centocelle e tutti coloro, politici e cittadini italiani, che hanno espresso solidarietà alla famiglia di Romano in questo momento di insuperabile dolore.
Questo è il momento della preghiera e del silenzio, e non della strumentalizzazione per fini diversi di quanto è accaduto: dobbiamo stare vicini a Romano, a Mela e ai loro figli superstiti, e rispettare il loro lutto.
Grazie
Un mostro, di certo, che ha commesso un crimine orribile, imperdonabile e disumano, che ha visto dei genitori assistere inermi alla morte dei figli bruciati dal fuoco.
Il punto è che non sappiamo chi sia stato e non possiamo usare la fragilità e il dolore del momento per individuare un colpevole prima che le indagini facciano il loro corso.
Confido che le forze dell’ordine svolgano le indagini senza farsi influenzare da pregiudizi razziali e riescano a dare un nome e un volto al colpevole.
Ma fino ad allora chiedo agli attivisti rom e non rom, alla società civile, a tutte le organizzazioni e ong dei diritti umani, ai politici italiani ed europei di intervenire sui media affinché nel rispetto del dolore della famiglia e nel rispetto delle vittime e della comunità rom, vengano diffidati ad utilizzare termini diffamatori, parlando di “clan” e di “faide tra rom”, associando così la comunità rom ancora una volta a termini che richiamano la criminalità organizzata, finché le indagini di chi ne ha la competenza non porteranno alla luce la verità.
Non sappiamo al momento se il colpevole sia un rom, un italiano, uno straniero, un giornalista o di quale ideologia politica sia. Fare delle illazioni a riguardo, cercando di coinvolgere un’intera comunità, è un gioco inutile e irrispettoso nei confronti dei rom che colpisce la famiglia delle vittime due volte: prima nella irrimediabile perdita e poi nella continua discriminazione.
Voglio ringraziare Papa Francesco, il Presidente della Repubblica Mattarella, il Pontificio Romano e il Vescovo Don Paolo LoJudice, la Comunità di Sant’Egidio, i cittadini di Centocelle e tutti coloro, politici e cittadini italiani, che hanno espresso solidarietà alla famiglia di Romano in questo momento di insuperabile dolore.
Questo è il momento della preghiera e del silenzio, e non della strumentalizzazione per fini diversi di quanto è accaduto: dobbiamo stare vicini a Romano, a Mela e ai loro figli superstiti, e rispettare il loro lutto.
Grazie
mercoledì 10 maggio 2017
Roma, rogo camper: morte 3 sorelle rom. "Siamo stati minacciati". Procura: "In video persona che lancia bottiglia incendiaria" - Repubblica.it
martedì 9 maggio 2017
FONDAZIONE ROMANI': DOPO 5 ANNI DI STRATEGIA NAZIONALE
Newsletter - www.fondazioneromani.eu
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Inizio e chiudo questa personale riflessione con lo slogan di Margaret Mead: Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini coscienziosi ed impegnati possa realizzare il cambiamento. In verità è l’unica cosa che è sempre accaduta. Nell’anno 2012 il Governo Italiano approva la strategia nazionale per l’inclusione della minoranza romanì, in attuazione dell’impegno della Comunicazione della Commissione Europea n. 173/2011. L’approvazione di una strategia nazionale per lo sviluppo socio-culturale della minoranza romanì è un atto politico importante in Italia, in cui gran parte degli enti locali e delle istituzioni, con la collaborazione di associazioni ed attivisti, da diversi decenni attivano iniziative per le comunità romanès con un modello di sviluppo degli interventi che non produce benefici utili. Tanti progetti, tante iniziative, zero risultati. In questo grande festival Italiano di scelte sbagliate e di gravi errori verso la minoranza romanì, una strategia nazionale di inclusione deve tracciare un modello di sviluppo degli interventi per le comunità romanès per non ripetere gli errori del passato; invece la strategia approvata dal Governo Italiano è una grande delusione perchè
Inoltre nel documento della strategia viene utilizzata una denominazione (rom, sinti e camminanti) ambigua e divisiva per
definire la minoranza romanì.
Mi chiedo se la strategia è stata prodotta per un concreto sviluppo sociale, culturale, politico ed economico della minoranza romanì, oppure per continuare a foraggiare lo sfruttamento del disagio delle comunità romanès. Sono trascorsi cinque anni dall’approvazione della strategia e nulla è cambiato rispetto al passato, concretamente cosa è stato fatto? In questi cinque anni è emersa con chiarezza la volontà di NON effettuare un cambiamento rispetto al passato, di folclorizzare la partecipazione attiva del rom, di continuare a sottovalutare la lingua-cultura romanì. Cosa dobbiamo ancora attendere prima di avviare un cambiamento concreto del modello di sviluppo degli interventi per le comunità romanès? Le istanze delle associazioni e degli attivisti denunciano le responsabilità degli enti locali e delle istituzioni, le quali o ignorano il tema rom violando diritti fondamentali oppure attivano scelte sbagliate, spesso suggerite dalle stesse associazioni ed attivisti. Sembra quella metafora in cui “il bue dice cornuto all’asino”. Il cambiamento è prodotto dalle idee, dai fatti concreti, mai dalle chiacchiere mediatiche per una convenzionale denuncia finalizzata alla personale auto-referenzialità. La MISSION non potrà produrre il cambiamento senza aver definito la “VISION”, la visione politica strategica. La questione è tutta concentrata nel fatto che gran parte delle associazioni e degli attivisti impegnati in Italia per e con le comunità romanès sono bravi a “copiare goffamente” il passato perché non hanno una propria proposta politica ed un proprio modello di sviluppo degli interventi. FORSE non hanno le conoscenze e le competenze per definire idee dotate di senso e dare risposte concrete ai bisogni socio-culturali delle minoranza romanì, oppure FORSE non hanno interessi personali a perseguire l’obiettivo di migliorare le condizioni della minoranza romanì. Nel contesto italiano è visibile la QUANTITA’ di associazioni-attivisti impegnati per le comunità romanès (questo è un fattore positivo), ma in gran parte di loro è invisibile la QUALITA’ (questo è un fattore negativo) per assenza di conoscenze e competenze. Certamente ci sono poche associazioni ed alcuni professionisti rom che hanno acquisito documentate conoscenze e competenze, ed hanno maturato buone esperienze positive, sono leaders e professionisti per fatti concreti realizzati, e non sono “burattini mediatici” per la personale auto-referenzialità. Il cambiamento per migliorare le condizioni della minoranza romanì deve partire dal coinvolgimento attivo a propositivo di queste positive professionalità del mondo romanò per costruire specifici processi di sviluppo della partecipazione, delle comunità e scelte politiche socio-culturale. Non ha alcun senso continuare a promuovere a livello nazionale iniziative per la partecipazione attiva di rom e sinti in cui c’è tutto ed il contrario di tutto, in l’unica certezza è quella di dividersi sul nulla, e dove la presenza della parte positiva del mondo romanò diventa inutile. Una strategia nazionale per l’inclusione della minoranza romanì ha un senso se parte dal coinvolgimento attivo e propositivo delle positive professionalità presenti nelle comunità romanès per declinare un modello di sviluppo degli interventi ed elaborare processi di partecipazione e di crescita delle comunità, cioè costruire ed avviare un cambiamento che è essenziale. Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini coscienziosi ed impegnati possa realizzare il cambiamento. In verità è l’unica cosa che è sempre accaduta. (Margaret Mead - Antropologa - Stati Uniti) Nazzareno Guarnieri |
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Fondazione romanì ItaliaVia Rigopiano n. 10/B - 65124 Pescara | ||
domenica 7 maggio 2017
Il progetto – Luoghi Comuni
PARTECIPA AL PROGETTO "LUOGHI COMUNI"
sabato 6 maggio 2017
Présidentielle 2017: le candidat Macron nous répond - Mémorial des Nomades de France
Musica balcánica y cultura gitana: sus raíces en México
Musica balcánica y cultura gitana: sus raíces en México: La gitana es sin duda uno de los pulsos culturales más fascinantes del mundo ¿qué tanto sabes de esta cultura?
Poems Found in Translation: Lera Yanysheva: Stone Children (From Lovara Romani)
giovedì 4 maggio 2017
NOTRE ROUTE -Amaro Drom-: Ouvrons une fenêtre sur un autre génocide - Samudaripen-
lunedì 1 maggio 2017
venerdì 28 aprile 2017
martedì 25 aprile 2017
Dijana Pavlovic recita "Nazifa bebè a Fedora" (di Alberto Maria Melis)
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