Nadia Schavecher Sapevamo che sarebbe andata cos te. E' una vergogna!
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domenica 18 dicembre 2016
giovedì 15 dicembre 2016
mercoledì 14 dicembre 2016
SOSTIENI LA FONDAZIONE ROMANI'
Newsletter - www.fondazioneromani.eu
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Fondazione romanì Italia augura Buon Natale e Felice
Anno 2017
Fondazione romanì Italia promuove una consapevole coscienza dell'essere rom e minoranza nel terzo millennio, in una prospettiva di affermazione dei diritti e dei doveri, ed elaborare una romanipè 2.0. Le azioni di Fondazione romanì Italia sono sviluppate nella logica di “processi” finalizzati a modificare i modelli e le situazioni paradossali con cui sono state considerate ed affrontate le questioni relative alla minoranza romanì. Visita il nostro sito web www.fondazioneromani.eu e valuta se: Fondazione romanì Italia deve continuare oppure cessare le attività? A questa domanda troveremo la risposta dal contributo economico, anche piccolissimo, che decidi di inviare a Fondazione romanì Italia cliccando su questo link: Oppure con bonifico a Banca popolare Etica IBAN: IT83T0501803200000000167403 BIC/SWIFT: CCRTIT2T84A
Buon Natale
Felice Anno 2017 |
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Fondazione romanì ItaliaVia Rigopiano n. 10/B - 65124 Pescara tel. 085 9155070 numero verde gratuito 800587705email: fondazioneromani.italia@gmail.com web: www.fondazioneromani.eu |
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Progetto nazionale per l’inclusione e l'integrazione dei bambini rom, sinti e caminanti - Pianificazione, programmazione sociale
martedì 13 dicembre 2016
lunedì 12 dicembre 2016
sabato 10 dicembre 2016
Bando premio Ciavò romanò 3° edizione 2017
venerdì 9 dicembre 2016
FIORE MANZO
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giovedì 8 dicembre 2016
mercoledì 7 dicembre 2016
martedì 6 dicembre 2016
Avel o phuro (Chi mi fa avere la traduzione?)
Progetto Mem Rom
FONDAZIONE ROMANI'
Progetto Mem Rom - genocidio dei rom da parte dei nazisti
Progetto Mem Rom
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lunedì 5 dicembre 2016
domenica 4 dicembre 2016
A PROPOSITO DI INTEGRAZIONE
sabato 3 dicembre 2016
sabato 26 novembre 2016
Malattie e diritto allo studio negato. Ecco che fine hanno fatto le famiglie rom sgomberate da via Idro - Il Fatto Quotidiano
Incontro Padre Fedele-rom: “Molto più che deludente: siamo pronti a denunciare il Comune” | Iacchite.com
Luigi Bevilacqua, con dei progetti mirati puntiamo all'inserimento della Comunità Rom
venerdì 25 novembre 2016
Firma la petizione per porre fine all’apolidia tra i bambini in Europa.
giovedì 24 novembre 2016
lunedì 21 novembre 2016
TG Rom - Edizione 30 del 19/11/2016
sabato 19 novembre 2016
SEAD DOBREVA: IMPARARE DA NAPOLI
venerdì 18 novembre 2016
Carlo Stasolla – Uscire per sognare: ridare speranza ai figli delle baraccopoli | Piattaforma Infanzia
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FURIO COLOMBO SULLA PERSECUZIONE DEI ROM
DEVOIR DE MEMORIE (SAMUDARIPEN) - DI VERONIQUE LABBE
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giovedì 17 novembre 2016
COSI' IL PARLAMENTO HA INSABBIATO LO SCANDALO DEI CAMPI ROM A ROMA
Idea Rom Onlus.
Idea Rom Onlus
COSI' IL PARLAMENTO HA INSABBIATO LO SCANDALO DEI CAMPI ROM A ROMA
Le denunce di Pannella nel 2014. Ma la commissione d’inchiesta non è mai nata.
Dalla scorsa estate giace in Parlamento, a prima firma Giovanna Martelli, una proposta di legge per istituire una commissione d’inchiesta sulla gestione dei campi nomadi a Roma: ma nessuno ne parla.
Le denunce di Pannella nel 2014. Ma la commissione d’inchiesta non è mai nata.
Dalla scorsa estate giace in Parlamento, a prima firma Giovanna Martelli, una proposta di legge per istituire una commissione d’inchiesta sulla gestione dei campi nomadi a Roma: ma nessuno ne parla.
Una storia di silenzio che comincia nel 2013, quando Marco Pannella
prende in mano in prima persona il lavoro di due film-maker militanti
radicali e comincia a seguire la lavorazione di un film che alla fine
consegnerà in Procura al pm Pignatone, Dragan aveva ragione.
L’avvocato Vincenzo Di Nanna, segretario di Amnistia, Giustizia e Libertà, che curò la denuncia sporta dal leader radicale contro il Comune di Roma, lo ripete da anni: «È stata censurata una parte della nostra storia».
Marco e la battaglia per l’inclusione dei Rom erano una cosa sola da quando era ragazzino, come amava raccontare, e giocava in Abruzzo con i coetanei «zingari» nel Teramano.
Già negli anni ’90 lo storico Radicale Paolo Pietrosanti, Consigliere del Partito Transnazionale, era rappresentante all’Onu della International Romani Union, unico eletto non appartenente all’etnia: fu il solo a denunciare «un intero popolo cancellato con un tratto di penna» dalla legge per la tutela delle minoranze linguistiche storiche (482/1999).
Altro che i buonismi pelosi delle cooperative rosse: i Radicali hanno continuato a battersi contro la corruzione fin quando sono stati nelle istituzioni, quando una delegazione di parlamentari (Maurizio Turco e Rita Bernardini in testa) si recò a Napoli con l’europarlamentare ungherese Viktoria Mohacsi sulle ceneri dei roghi di Ponticelli, puntando il dito senza mezzi termini contro il legame tra campi nomadi e criminalità organizzata.
Così quando i due militanti, Gianni Carbotti e Camillo Maffia, portano a Pannella le riprese che mostrano come Marino e Nieri appena eletti non esitino a riportare con ogni mezzo una comunità fuggita da Castel Romano nel campo gestito da Salvatore Buzzi, il vecchio leone impiega poco a fare due più due e si attiva immediatamente, guardando quattro ore di girato coi registi che prendono appunti su dove il politico più eclettico della storia d’Italia vuole che siano inserite o meno le voci fuori campo.
Il film è presentato in anteprima al Partito Radicale nell’estate 2014, e Rita Bernardini, mesi prima dello scandalo «Mafia Capitale», prende il microfono e dice che le immagini dovrebbero essere portate in Procura: «Sono stati filmati dei reati».
Ci vorrà un anno e la fondazione di un’associazione tutta pannelliana - Amnistia, Giustizia e Libertà - perché Pannella, Bernardini e Di Nanna si rechino in Procura sporgendo denuncia e consegnando copia del documentario. Nell’atto, cifre folli: la giunta Marino spende 150.615 euro per sgomberare i Rom e riportarli nel campo gestito da Buzzi. Nel frattempo il Partito Radicale (inascoltato) chiede l’attuazione della Strategia nazionale d’inclusione per chiudere i rubinetti del danaro comunale, accedere ai fondi europei e avviare percorsi di trasparenza dopo Mafia Capitale.
Ma il film è già passato sotto silenzio: lo scandalo imperversa, il PD è in guai seri e nessun «attivista per i diritti umani» ha intenzione di diffondere un documentario in cui il leader radicale spara a zero sulla doppia morale della sinistra mentre scorrono le immagini nude e crude della speculazione sui campi nomadi.
L’unica testata che si occupa del film appena uscito è Il Tempo, mentre la sinistra «contro il razzismo» tace.
Tra le rare eccezioni la Martelli, la quale presenta il film alla Camera e deposita la proposta d’inchiesta tratta dalla denuncia di Pannella. Davvero il Parlamento calendarizzerà la discussione di un DDL per indagare sulla corruzione nei campi nomadi? I Radicali non sono così sciocchi da crederlo, ma sono determinati a chiederlo. Né il partito oggi rappresentato da Maurizio Turco né l’associazione guidata da Vincenzo Di Nanna e presieduta da Laura Arconti intendono mollare su questa che è stata una delle ultime e più scomode battaglie di Marco Pannella, censurato anche ora che non c’è più».
(Fonte: Il Tempo)
L’avvocato Vincenzo Di Nanna, segretario di Amnistia, Giustizia e Libertà, che curò la denuncia sporta dal leader radicale contro il Comune di Roma, lo ripete da anni: «È stata censurata una parte della nostra storia».
Marco e la battaglia per l’inclusione dei Rom erano una cosa sola da quando era ragazzino, come amava raccontare, e giocava in Abruzzo con i coetanei «zingari» nel Teramano.
Già negli anni ’90 lo storico Radicale Paolo Pietrosanti, Consigliere del Partito Transnazionale, era rappresentante all’Onu della International Romani Union, unico eletto non appartenente all’etnia: fu il solo a denunciare «un intero popolo cancellato con un tratto di penna» dalla legge per la tutela delle minoranze linguistiche storiche (482/1999).
Altro che i buonismi pelosi delle cooperative rosse: i Radicali hanno continuato a battersi contro la corruzione fin quando sono stati nelle istituzioni, quando una delegazione di parlamentari (Maurizio Turco e Rita Bernardini in testa) si recò a Napoli con l’europarlamentare ungherese Viktoria Mohacsi sulle ceneri dei roghi di Ponticelli, puntando il dito senza mezzi termini contro il legame tra campi nomadi e criminalità organizzata.
Così quando i due militanti, Gianni Carbotti e Camillo Maffia, portano a Pannella le riprese che mostrano come Marino e Nieri appena eletti non esitino a riportare con ogni mezzo una comunità fuggita da Castel Romano nel campo gestito da Salvatore Buzzi, il vecchio leone impiega poco a fare due più due e si attiva immediatamente, guardando quattro ore di girato coi registi che prendono appunti su dove il politico più eclettico della storia d’Italia vuole che siano inserite o meno le voci fuori campo.
Il film è presentato in anteprima al Partito Radicale nell’estate 2014, e Rita Bernardini, mesi prima dello scandalo «Mafia Capitale», prende il microfono e dice che le immagini dovrebbero essere portate in Procura: «Sono stati filmati dei reati».
Ci vorrà un anno e la fondazione di un’associazione tutta pannelliana - Amnistia, Giustizia e Libertà - perché Pannella, Bernardini e Di Nanna si rechino in Procura sporgendo denuncia e consegnando copia del documentario. Nell’atto, cifre folli: la giunta Marino spende 150.615 euro per sgomberare i Rom e riportarli nel campo gestito da Buzzi. Nel frattempo il Partito Radicale (inascoltato) chiede l’attuazione della Strategia nazionale d’inclusione per chiudere i rubinetti del danaro comunale, accedere ai fondi europei e avviare percorsi di trasparenza dopo Mafia Capitale.
Ma il film è già passato sotto silenzio: lo scandalo imperversa, il PD è in guai seri e nessun «attivista per i diritti umani» ha intenzione di diffondere un documentario in cui il leader radicale spara a zero sulla doppia morale della sinistra mentre scorrono le immagini nude e crude della speculazione sui campi nomadi.
L’unica testata che si occupa del film appena uscito è Il Tempo, mentre la sinistra «contro il razzismo» tace.
Tra le rare eccezioni la Martelli, la quale presenta il film alla Camera e deposita la proposta d’inchiesta tratta dalla denuncia di Pannella. Davvero il Parlamento calendarizzerà la discussione di un DDL per indagare sulla corruzione nei campi nomadi? I Radicali non sono così sciocchi da crederlo, ma sono determinati a chiederlo. Né il partito oggi rappresentato da Maurizio Turco né l’associazione guidata da Vincenzo Di Nanna e presieduta da Laura Arconti intendono mollare su questa che è stata una delle ultime e più scomode battaglie di Marco Pannella, censurato anche ora che non c’è più».
(Fonte: Il Tempo)
L'Alexian Group esegue "Romano Dives" al 18° Festival Alexian & Intern...
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VIA IDRO
Milano, 7 novembre 2016
A:
Sindaco Giuseppe Sala
Vicesindaco Anna Scavuzzo
Assessora Carmela Rozza
Assessore Pierfrancesco Majorino
Assessore Marco Granelli
Dott.ssa Tiziana Ferrittu - Coordinamento Linee Guida Rom, Sinti e Caminanti Comune di Milano
Oggetto: Situazione ex abitanti campo rom via Idro presso il CeAS e attuazione dei programmi previsti. Richiesta di incontro urgente.
Gentili Signore, Egregi Signori
Siamo venuti a conoscenza che nei giorni scorsi sono state consegnate lettere di richiamo a due dei cittadini accolti presso il Centro di Autonomia Abitativa al CeAS di Parco Lambro per violazione di alcune regole contenute nell’Accordo di Accoglienza sottoscritto da alcune famiglie in seguito alla chiusura del campo rom regolare di Via Idro.
Per la chiusura del campo rom di via Idro abbiamo svolto un ruolo attivo di confronto e mediazione con l’assessore Granelli. In particolare ci siamo adoperati affinché tutte le famiglie che erano residenti regolarmente nel campo rom via Idro potessero essere alloggiate in strutture abitative dignitose (e questo purtroppo non è stato possibile per tutti) e che la chiusura del campo diventasse l’occasione dell’avvio di una vera integrazione nel tessuto sociale cittadino (come indica la delibera n° 1444 del 17 agosto 2015, con la quale la Giunta ha sancito la chiusura del campo rom di via Idro).
Più volte, nelle riunioni convocate su esplicita richiesta dell’allora presidente della Zona 2 Mario Villa e del presidente della Commissione Coesione Sociale e Sicurezza del CdZ 2 Stefano Costa, l’assessore Granelli ha affermato che il programma di accoglienza presso i centri (CES e CAA) sarebbe durato il tempo necessario (inizialmente previsto in 1 anno + 1) per consentire la realizzazione di progetti tali da permettere, da una parte, ai soggetti accolti di conseguire una reale autonomia economica e dall’altra per individuare soluzioni abitative più dignitose e integrate nella città.
Per quanto riguarda il pagamento dei contributi alle spese di gestione dei centri, di solito previsti negli Accordi di Accoglienza, l’assessore Granelli aveva promesso che sarebbe stato richiesto solo quando, anche grazie ai “percorsi”, queste famiglie ne avrebbero avuto le possibilità.
Ora, sia gli operatori del CeAS che hanno segnalato al Comune il mancato pagamento, sia i funzionari del Comune di Milano che hanno firmato e consegnato il provvedimento, sanno che i due cittadini destinatari delle lettere di richiamo sono sprovvisti di mezzi economici. I soggetti in questione sono disoccupati e non godono di alcun introito economico da quando sono ospiti nel CAA di Parco Lambro. Qui, infatti, è impossibile per loro svolgere quelle piccole attività “marginali” (per esempio lo sgombero di solai e cantine) che gli consentiva invece lo spazio loro assegnato nel campo di via Idro. Di fatto, le due famiglie stanno sopravvivendo grazie agli aiuti della madre (che gode di una modesta pensione sociale), ai pacchi alimentari ricevuti saltuariamente da parrocchie e altri enti caritatevoli, a qualche aiuto economico di amici consapevoli delle loro condizioni.
Sono trascorsi quasi 8 mesi da quando il Comune ha liberato l’area e ne sono passati 15 da quando la Giunta Comunale ha deliberato la chiusura del campo. Neppure un adulto ha seguito un programma per l’inserimento lavorativo: al momento sono tutti disoccupati (ad eccezione di quelli che lavoravano prima dello sgombero) e nei vari centri dove sono state collocate le famiglie, qualcuno di loro ha semplicemente fatto un colloquio preliminare di conoscenza per un’eventuale “borsa lavoro” che per ora non si è concretizzata.
Chiediamo pertanto un incontro urgente di aggiornamento della situazione, anche alla luce dell’ormai vicinissima data di scadenza della convenzione tra Comune e gestori dei CAA (31/12/2016), in cui ci sia la possibilità di conoscere quanto è stato fatto per favorire l’autonomia dei soggetti ospitati e quanto sia in previsione di fare nel prossimo immediato futuro.
Chiediamo inoltre, stante le premesse suddette e il fatto che i due soggetti in questione si sono impegnati a costruire un rapporto di maggiore collaborazione con gli operatori del CeAS, che vengano ritirate le lettere di richiamo.
Ringraziamo per l’attenzione che vorrete prestare alla nostra lettera e cogliamo l’occasione per porgere distinti saluti.
Condivisa e firmata da:
Mario Villa, ex Presidente del Consiglio di Zona 2
Alberto Ciullini, ex Presidente Commissione Scuola del Consiglio di Zona 2
Alberto Proietti, ex Presidente Commissione Urbanistica, Edilizia privata e Demanio del CdZ 2
Stefano Costa, ex Presidente Commissione Coesione Sociale e Sicurezza del CdZ 2
Piero Leodi, Luigi Vuono, Antonio Piazzi, “Amici di Via Idro”
A:
Sindaco Giuseppe Sala
Vicesindaco Anna Scavuzzo
Assessora Carmela Rozza
Assessore Pierfrancesco Majorino
Assessore Marco Granelli
Dott.ssa Tiziana Ferrittu - Coordinamento Linee Guida Rom, Sinti e Caminanti Comune di Milano
Oggetto: Situazione ex abitanti campo rom via Idro presso il CeAS e attuazione dei programmi previsti. Richiesta di incontro urgente.
Gentili Signore, Egregi Signori
Siamo venuti a conoscenza che nei giorni scorsi sono state consegnate lettere di richiamo a due dei cittadini accolti presso il Centro di Autonomia Abitativa al CeAS di Parco Lambro per violazione di alcune regole contenute nell’Accordo di Accoglienza sottoscritto da alcune famiglie in seguito alla chiusura del campo rom regolare di Via Idro.
Per la chiusura del campo rom di via Idro abbiamo svolto un ruolo attivo di confronto e mediazione con l’assessore Granelli. In particolare ci siamo adoperati affinché tutte le famiglie che erano residenti regolarmente nel campo rom via Idro potessero essere alloggiate in strutture abitative dignitose (e questo purtroppo non è stato possibile per tutti) e che la chiusura del campo diventasse l’occasione dell’avvio di una vera integrazione nel tessuto sociale cittadino (come indica la delibera n° 1444 del 17 agosto 2015, con la quale la Giunta ha sancito la chiusura del campo rom di via Idro).
Più volte, nelle riunioni convocate su esplicita richiesta dell’allora presidente della Zona 2 Mario Villa e del presidente della Commissione Coesione Sociale e Sicurezza del CdZ 2 Stefano Costa, l’assessore Granelli ha affermato che il programma di accoglienza presso i centri (CES e CAA) sarebbe durato il tempo necessario (inizialmente previsto in 1 anno + 1) per consentire la realizzazione di progetti tali da permettere, da una parte, ai soggetti accolti di conseguire una reale autonomia economica e dall’altra per individuare soluzioni abitative più dignitose e integrate nella città.
Per quanto riguarda il pagamento dei contributi alle spese di gestione dei centri, di solito previsti negli Accordi di Accoglienza, l’assessore Granelli aveva promesso che sarebbe stato richiesto solo quando, anche grazie ai “percorsi”, queste famiglie ne avrebbero avuto le possibilità.
Ora, sia gli operatori del CeAS che hanno segnalato al Comune il mancato pagamento, sia i funzionari del Comune di Milano che hanno firmato e consegnato il provvedimento, sanno che i due cittadini destinatari delle lettere di richiamo sono sprovvisti di mezzi economici. I soggetti in questione sono disoccupati e non godono di alcun introito economico da quando sono ospiti nel CAA di Parco Lambro. Qui, infatti, è impossibile per loro svolgere quelle piccole attività “marginali” (per esempio lo sgombero di solai e cantine) che gli consentiva invece lo spazio loro assegnato nel campo di via Idro. Di fatto, le due famiglie stanno sopravvivendo grazie agli aiuti della madre (che gode di una modesta pensione sociale), ai pacchi alimentari ricevuti saltuariamente da parrocchie e altri enti caritatevoli, a qualche aiuto economico di amici consapevoli delle loro condizioni.
Sono trascorsi quasi 8 mesi da quando il Comune ha liberato l’area e ne sono passati 15 da quando la Giunta Comunale ha deliberato la chiusura del campo. Neppure un adulto ha seguito un programma per l’inserimento lavorativo: al momento sono tutti disoccupati (ad eccezione di quelli che lavoravano prima dello sgombero) e nei vari centri dove sono state collocate le famiglie, qualcuno di loro ha semplicemente fatto un colloquio preliminare di conoscenza per un’eventuale “borsa lavoro” che per ora non si è concretizzata.
Chiediamo pertanto un incontro urgente di aggiornamento della situazione, anche alla luce dell’ormai vicinissima data di scadenza della convenzione tra Comune e gestori dei CAA (31/12/2016), in cui ci sia la possibilità di conoscere quanto è stato fatto per favorire l’autonomia dei soggetti ospitati e quanto sia in previsione di fare nel prossimo immediato futuro.
Chiediamo inoltre, stante le premesse suddette e il fatto che i due soggetti in questione si sono impegnati a costruire un rapporto di maggiore collaborazione con gli operatori del CeAS, che vengano ritirate le lettere di richiamo.
Ringraziamo per l’attenzione che vorrete prestare alla nostra lettera e cogliamo l’occasione per porgere distinti saluti.
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Mario Villa, ex Presidente del Consiglio di Zona 2
Alberto Ciullini, ex Presidente Commissione Scuola del Consiglio di Zona 2
Alberto Proietti, ex Presidente Commissione Urbanistica, Edilizia privata e Demanio del CdZ 2
Stefano Costa, ex Presidente Commissione Coesione Sociale e Sicurezza del CdZ 2
Piero Leodi, Luigi Vuono, Antonio Piazzi, “Amici di Via Idro”
Piero Leodi Cara
Nadia, lo sapevamo sì. E lo abbiamo ripetuto decine di volte. Piuttosto
inascoltati, anche a sinistra sinistra. Vedremo questa volta come
andrà.
Nadia Schavecher Come
vuoi che vada. Abbiamo capito che alle varie letterine e petizioni sono
sordi! La sinistra e' una indicazione geografica niente di più....
Marco Essepi Mi prudono le mani......

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mercoledì 16 novembre 2016
martedì 15 novembre 2016
RIFLESSIONI DI LUIGI BEVILACQUA
Ho avuto il piacere di confrontarmi a cuore aperto con un mio amico sulla tematica rom locale e nazionale.
Mi ha fatto piacere sentire da lui che qui da noi si stia facendo uno dei migliori percorsi dell'intera nazione.
Se mi chiedessero cosa cambierei nel mio percorso degli ultimi anni,io risponderei di sicuro così:
Assolutamente nulla di quello fatto e nel modo in cui è stato fatto.
Dopo i primi anni in cui nessuno ci prendeva in considerazione,e che sembrava che gli estranei alla tematica fossimo noi,sono seguiti anni di grandi lotte,ma anche di grandi riconoscimenti.
Non ci siamo mai piegati al potere,non ci siamo mai venduti per soldi o per ruoli.
Abbiamo adottato una politica di fermezza ma allo stesso tempo di confronto e di dialogo.
Abbiamo criticato,ma ad ogni critica è sempre seguita una proposta.Una strategia politica diversa da quella attuata dagli altri.
Il nostro intendo non è mai stato quello di viaggiare da soli o da fare i maestrini sugli altri.
Il nostro fine è quello di viaggiare tutti insieme in un ideale che porti una vera integrazione con delle strategie politiche giuste ed eque verso tutti,rom e non.
Se ad oggi le porte delle istituzioni non sono affatto chiuse verso la nostra associazione,nonostante le denunce e gli attacchi fatti,significa che siamo credibili e che abbiamo una moralità di spessore che non si è piegata davanti a niente e nessuno.
Mi ha fatto piacere sentire da lui che qui da noi si stia facendo uno dei migliori percorsi dell'intera nazione.
Se mi chiedessero cosa cambierei nel mio percorso degli ultimi anni,io risponderei di sicuro così:
Assolutamente nulla di quello fatto e nel modo in cui è stato fatto.
Dopo i primi anni in cui nessuno ci prendeva in considerazione,e che sembrava che gli estranei alla tematica fossimo noi,sono seguiti anni di grandi lotte,ma anche di grandi riconoscimenti.
Non ci siamo mai piegati al potere,non ci siamo mai venduti per soldi o per ruoli.
Abbiamo adottato una politica di fermezza ma allo stesso tempo di confronto e di dialogo.
Abbiamo criticato,ma ad ogni critica è sempre seguita una proposta.Una strategia politica diversa da quella attuata dagli altri.
Il nostro intendo non è mai stato quello di viaggiare da soli o da fare i maestrini sugli altri.
Il nostro fine è quello di viaggiare tutti insieme in un ideale che porti una vera integrazione con delle strategie politiche giuste ed eque verso tutti,rom e non.
Se ad oggi le porte delle istituzioni non sono affatto chiuse verso la nostra associazione,nonostante le denunce e gli attacchi fatti,significa che siamo credibili e che abbiamo una moralità di spessore che non si è piegata davanti a niente e nessuno.
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