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domenica 3 gennaio 2016

LUIGI COLAIANNI: IDEE PER IL TERZO GIORNO DELL'ANNO (A PROPOSITO DI INTEGRAZIONE DI ROM, SINTI E CAMMINANTI)

Dalla pagina Facebook di Luigi Colaianni

Idee per il terzo giorno dell'anno.

POR PROGRAMMA OPERATIVO NELL'AMBITO DELL'OBIETTIVO "INVESTIMENTI IN FAVORE DELLA CRESCITA E DELL'OCCUPAZIONE"
1. STRATEGIA PER IL CONTRIBUTO DEL PROGRAMMA OPERATIVO ALLA STRATEGIA DELL'UNIONE PER UNA CRESCITA INTELLIGENTE, SOSTENIBILE E INCLUSIVA E AL RAGGIUNGIMENTO DELLA COESIONE ECONOMICA, SOCIALE E TERRITORIALE
...
ii. Il sostegno alla Strategia di integrazione dei Rom, alle politiche per le pari opportunità, la non discriminazione e l’integrazione dei migranti.

Gli obiettivi generali

Gli obiettivi della Strategia EU 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva si declinano anche attraverso una strategia di intervento destinata al rafforzamento del principio di pari opportunità e non discriminazione che coinvolge quei destinatari nei confronti dei quali vengono attuate violenze o comportamenti discriminatori, che incidono sul godimento dei propri diritti e sulle opportunità offerte e disponibili, contribuendo a determinare condizioni di vulnerabilità, se non di vera e propria esclusione dalla vita attiva.
Tra i diversi gruppi di persone che sono esposti al rischio di discriminazione, il PON Inclusione Sociale rivolge un’attenzione particolare alle seguenti categorie: ROM, Sinti e Caminanti; donne vittime di violenza e persone vittime di grave sfruttamento, sia questo sessuale e/o lavorativo, e di fenomeni di tratta; altre vittime di discriminazione; beneficiari di protezione internazionale, sussidiaria ed umanitaria e i minori stranieri non accompagnati; detenuti. In tutti i casi, si tratta di potenziali destinatari che, per le condizioni in cui versano, risultano particolarmente esposti e vulnerabili rispetto ai rischi di esclusione sociale, intesa come esclusione non solo dalle risorse economiche ma dal complesso sistema di norme, regole, prassi e relazioni informali, che generalmente regolano e sostengono l’inclusione delle persone nella società a cui appartengono.
Alle problematiche citate, lesive della possibilità, per chi ne viene coinvolto, di poter agire pienamente i propri diritti e di poter partecipare, in condizioni di pari opportunità, ai sistemi che ne agevolino l’inclusione attiva, il PON Inclusione intende fornire una risposta in maniera complementare e sussidiaria rispetto a quanto intrapreso attraverso le politiche ordinarie, in coordinamento con gli interventi attuati nei territori anche attraverso i POR .

I Rom, i Sinti e i Caminanti (RSC)
Il Consiglio d’Europa ritiene che il tasso numerico delle popolazioni Rom in Europa si attesti introno alle 11.155.000 unità, mentre in Italia se ne contano circa 140.000, comunque comprese tra le 110.000 e le 180.000 presenze , corrispondenti allo 0,23% della popolazione totale, senza tenere conto degli irregolari presenti sul territorio nazionale.
L’inadeguato livello di istruzione media nei cittadini di origine Rom, Sinti e Caminanti è una delle principali cause della loro precaria condizione di vita e delle difficoltà di accesso al mercato del lavoro. Gli alunni RSC, iscritti nei diversi ordini e gradi di scuola (scuole statali e non), nell’anno scolastico 2010/2011 sono stati 12.377. Sussiste un alto tasso di abbandono scolastico (il 42% circa nel I ciclo) che determina un alto livello di analfabetismo nell’intera popolazione. Le problematiche che emergono nella scolarizzazione dei RSC sono legate a una serie di fattori ricorrenti quali ad esempio il disagio abitativo, le difficoltà economiche familiari, barriere nell’accesso e nell’inserimento scolastico dovute a pregiudizi e scarsa conoscenza dei bisogni e delle potenzialità dei RSC, la insufficiente partecipazione delle famiglie al percorso scolastico dei figli, nonché una scarsa alfabetizzazione degli stessi adulti [12] .
Sotto il profilo sanitario, si segnala una scarsa conoscenza dei livelli di salute delle comunità rom e sinte e delle loro modalità di accesso ai servizi, ma anche pregiudizi nei loro confronti e l’esistenza di barriere connesse alla complessità delle procedure di fruizione dei servizi sanitari pubblici. Molti RSC, infatti, pur essendo in regola con le norme sul permesso di soggiorno, non esercitano il loro diritto di scelta del medico di base. Secondo l’indagine riportata nell’ “EU Inclusive”- Rapporto nazionale sull’inclusione lavorativa e sociale dei Rom in Italia, il 26% del campione intervistato risultava privo della tessera sanitaria. Vi è un sostanziale accordo nel considerare tale popolazione ad alto rischio sanitario. Sia le comunità nomadi sia quelle stanziali vivono in condizioni di povertà e di degrado abitativo. I RSC hanno più bassa aspettativa di vita e più alti tassi di mortalità infantile rispetto alla popolazione maggioritaria
Un’analisi dell’ambito lavorativo rivela che negli ultimi anni non sono stati molti i tentativi di inserimento dei Rom all’interno dei circuiti lavorativi differenti dalle loro attività tradizionali. I Rom molto spesso vedono ristrette le possibilità lavorative collegate ad attività manuali. Non pochi tra loro hanno trovato delle difficoltà con riguardo all’inserimento professionale, per inadeguato compenso o difficoltà legate alla struttura organizzativa del lavoro. All’interno del citato rapporto sull’inclusione lavorativa e sociale dei Rom, solo un intervistato su tre risulta occupato, mentre il 27,2% degli intervistati risulta disoccupato ed il restante 37,8% del campione risulta inattivo.
Le cause della difficile integrazione dei RSC in Italia vanno individuate in modo separato per ciascuno dei quattro ambiti: istruzione, sanità, presa in carico e occupazione.
Con riferimento all’istruzione esistono barriere nell’accesso e nell’inserimento scolastico dovute a: pregiudizi e scarsa conoscenza dei bisogni e delle potenzialità dei RSC; scarsa partecipazione delle famiglie al percorso scolastico dei figli; scarsa alfabetizzazione degli adulti; assenza di modelli di successo scolastico nelle comunità RSC.
Con riferimento alla sanità è possibile identificare una serie di concause che intrecciano difficoltà e ostacoli strutturali nell’accesso alla salute, condizioni socio-economiche precarie e fattori culturali (preferiscono rivolgersi ai pronti soccorsi piuttosto che rivolgersi al medico di base)
Con riferimento alla presa in carico si registrano forti fenomeni di segregazione ed auto segregazione delle comunità RSC dalla società maggioritaria legate, in particolare, all’attuazione di politiche locali temporanee ed emergenziali, fondate sulla costruzione di “campi nomadi” che hanno condotto ad una esasperazione di quell’isolamento che ha impedito nel tempo il pieno godimento dei diritti fondamentali, alimentando forme di diffidenza reciproca fino alla stigmatizzazione e all’esclusione sociale.
Con riferimento alle condizioni occupazionali l’esclusione dei Rom è riconducibile ad una serie di concause quali: disagio abitativo, mancato accesso ai servizi, basso livello di istruzione, discriminazione ecc.. Le diverse concause portano ad una emarginazione dei Rom con conseguente difficoltà nell’inserimento occupazionale.
L’approccio compartimentale rispetto al problema ha portato a politiche finalizzate alla risoluzione di una causa singola (politiche abitative, inclusione scolastica o professionale ecc…), carenti di ricadute sul medio-lungo periodo.
Gli strumenti attuabili all’interno del PON sono conseguentemente:
- per l’istruzione: crescita del confronto tra famiglie RSC, Istituzioni Scolastica ed ambiente extrascolastico; migliore conoscenza dei contesti di vita specifici delle comunità RSC (abitativi-socio-economici-culturali) da parte degli addetti ai lavori e degli stakeholders;
- per la sanità: promuovere analisi, modelli e linee guida per il superamento degli ostacoli strutturali e socio-culturali nell’accesso ai servizi sanitari per le comunità rom e sinti; favorire la sperimentazione di modelli formativi, di mediazione interculturale e di cooperazione interistituzionale, per un più agevole accesso all’offerta sanitaria ordinaria per gli abitanti di insediamenti rom e sinti;
- per la presa in carico: integrare diversi interventi settoriali attraverso l’affiancamento e la presa in carico, la partecipazione e la mediazione dei conflitti;
- per l’occupazione: sperimentazione di progetti pilota volti ad aumentare l’occupabilità e la partecipazione al mercato del lavoro dei soggetti target.

Entrevista a María José Jiménez, feminista, gitana y candidata de Podemos al Congreso 

Entrevista a María José Jiménez, feminista, gitana y candidata de Podemos al Congreso | Ismael Cortés

venerdì 1 gennaio 2016

SU VIA IDRO

E tanto per cominciare mettiamo sul piatto la proposta di mediazione della Casa della Carità sulla questione via Idro....

Posted by Angela Catanzariti on Venerdì 1 gennaio 2016

A proposito di via Idro - la posizione di CeAS e Casa della Carità



 leggi qui:



A proposito di via Idro | CeAS

Rom e Sinti agli occhi degli altri | USC Shoah Foundation



Agli occhi degli altri | USC Shoah Foundation

Rom, sinti e camminanti (dal sito derl Cestim)

un mare di materiale:   



Rom, sinti e camminanti

Once Upon a Time there was Savorengo Ker, the Home of Everyone

mercoledì 30 dicembre 2015

BUONE FESTE E MILANO SGOMBERA

5° GRADI DI TEMPERATURA E DIVERSE FAMIGLIE ROM MILANESI, COMPRESI I VECCHI E I BAMBINI, BUTTATE PER STRADA DALLE RUSPE....

Posted by Alberto M. Melis on Mercoledì 30 dicembre 2015

lunedì 28 dicembre 2015

FONDAZIONE ROMANI'

Da qualche tempo alla fine dell'anno mi prometto di ridurre il tempo che dedico alla causa romanì, ma accade sempre il...

Posted by Romanipe Italia on Lunedì 28 dicembre 2015

domenica 27 dicembre 2015

DIKH HE NA BISTER

Lives for sale: Booming market for Bulgarian babies in Greece

Lives for sale: Booming market for Bulgarian babies in Greece

23 dicembre 1990, la strage di via Gobetti. 25 anni di amnesia razzista a Bologna - Giap

23 dicembre 1990, la strage di via Gobetti. 25 anni di amnesia razzista a #Bologna - Giap

Rom al lavoro nelle serre: progetto a Sassari





Rom al lavoro nelle serre: progetto a Sassari

I KILLER DELLA UNO BIANCA - LA STRAGE AL CAMPO NOMADI E LA TESTIMONIANZA CUI NON SI VOLLE CREDERE

23 DICEMBRE 1990: I KILLER DELLA UNO BIANCA, LA STRAGE AL CAMPO NOMADI DI VIA GOBETTI A BOLOGNA E LA TESTIMONIANZA A CUI...

Posted by Idea Rom Onlus on Mercoledì 23 dicembre 2015

TORINO: A NATALE SI SGOMBERA (SENZA PREAVVISO)

BUON NATALE DALLA TORINO DOVE LE STUDIANO TUTTEIl signor Stefan e sua sorella Aurica da anni vivevano a Torino nel...

Posted by Idea Rom Onlus on Giovedì 24 dicembre 2015

venerdì 18 dicembre 2015

SGOMBERI CHE RICORDANO AUSCHWITZ

SGOMBERI A TORINO - QUALI DIRITTI UMANI?

TORINO CELEBRA LA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI UMANI PROSEGUENDO LA CACCIA AI ROM: 2 SGOMBERI il 10 DICEMBRETorino...

Posted by Idea Rom Onlus on Giovedì 10 dicembre 2015

[ Firenze ] Rom artisti di strada contro le accuse di borseggio

[ Firenze ] Rom artisti di strada in Piazza del Duomo e Repubblica contro le accuse di borseggio | gonews.it

Milano, no del Tar al ricorso delle famiglie rom: dopo 30 anni, via allo sgombero del campo di via Idro

Milano, no del Tar al ricorso delle famiglie rom: dopo 30 anni, via allo sgombero del campo di via Idro - Repubblica.it

Naga - TAR: rigettata la richiesta di sospensiva dello sgombero del campo di via Idro

Naga - TAR: rigettata la richiesta di sospensiva dello sgombero del campo di via Idro

lunedì 14 dicembre 2015

The Roma and Open Society | Open Society Foundations (OSF)





The Roma and Open Society | Open Society Foundations (OSF)

1938 - 1940 - NAZI DEPORTATION OF ROMA AND SINTI


LEGGI QUI 
Before the Holocaust, Nazis targeted so-called 'Gypsies'

Roma families living in Germany for years may return to Kosovo



 leggi qui:



Roma families living in Germany for years may return to Kosovo

Musician's tale

SCHEDATURA SU BASE ETNICA

New Romalen: ID: etnico dimenticato: Oggi ripercorriamo a distanza di quasi sei anni, l'ho schedagio etnico nei confronti della popolazione romani residente in uno dei cam...

Rom, studenti di legge indagano sugli abusi compiuti durante gli sgomberi - Redattore Sociale

 leggi qui: Rom, studenti di legge indagano sugli abusi compiuti durante gli sgomberi - Redattore Sociale

domenica 13 dicembre 2015

Rom di via Idro, nuovo ricorso contro il comune di Milano

Rom di via Idro, nuovo ricorso contro il comune di Milano - Agenzia giornalistica






Il Giubileo dei rom: flash mob contro gli sgomberi forzati, con Zanotelli e Guzzanti

Il Giubileo dei rom: flash mob contro gli sgomberi forzati, con Zanotelli e Guzzanti - Agenzia giornalistica

Salvini e i rom: più che ruspe, informazione - YouTube



Salvini e i rom: più che ruspe, informazione - YouTube

venerdì 11 dicembre 2015

Strappano le radici a una comunità ben integrata

di Ernesto Rossi
Non, mancate, come si dice. Anche se la coloratissima locandina prosegue proclamando che “E’ l’ultima occasione di visitare il campo Rom di via Idro a Milano”. Anche questo si dice, pur di richiamare l’attenzione e (mi raccomando!) la presenza. O forse si tratta di scaramanzia: dirlo per allontanare la possibilità che succeda. Invece, per quanto ci risulta, il campo comunale di via Idro, uno dei più antichi di Milano; il più bello, con le sue casette immerse nel verde; il più attrezzato, con il suo centro sociale, ormai in rovina per eccesso di manutenzione; quello con più speranze, avendo una volta una cooperativa interna che gestiva serre di piantine e fiori per il Comune di Milano; l’unico difeso dal suo Consiglio di Zona; ma, soprattutto e comunque il più ‘integrato’: non solo scuola, lavori, amicizie, ma parte della festa di via Padova, con mostre, installazioni d’arte, spettacoli, proiezioni, musica… be’, il Comune di Milano lo chiude. Ci sarà un motivo, direte voi. Noi non lo abbiamo scoperto. Ad ogni buon conto, si ricorre al TAR. Un risultato c’è: le persone che lì sono cresciute, donne uomini bambini, insieme alle loro case, andando nelle scuole del quartiere, stringendo amicizie, trovando qualche lavoro, finiranno in un CES (l’acronimo è municipale): in container con altre famiglie, separate da tende, con qualche doccia, qualche cucina più o meno funzionante, sradicati da tutto, in condizioni emergenziali e provvisorie. Non c’è altro da aggiungere.
9 dicembre 2015 Condividi su OKNOtizie

Perché il Comune di Milano vuole chiudere il campo Rom di via Idro?

 leggi qui:



Perché il Comune di Milano vuole chiudere il campo Rom di via Idro?