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giovedì 10 aprile 2014

AMNESTY : L'EUROPA DEVE CONTRASTARE LA DISCRIMINAZIONE DI ROM E SINTI


Amnesty International: giornata internazionale rom e sinti


 Una donna rom tiene in braccio un bambino in un campo nomadi (©Getty Images)
Scritto da: Amnesty International Data: 08 aprile 2014 In: Comunicati StampaCultura E MediaDiritti UmaniNon DiscriminazioneNonviolenza. Pubblicato da Pressenza IPA.

Comunicato di Amnesty International
Roma, 8 aprile 2014 - In occasione della Giornata internazionale dei rom e dei sinti, che si celebra ogni anno l’8 aprile, Amnesty International ha denunciato che gli stati europei non stanno contrastando, e anzi in alcuni casi alimentano, la discriminazione, le intimidazioni e le violenze nei confronti dei rom.
In Europa, negli ultimi anni, vi è stata una rilevante crescita della violenza anti-rom. La risposta a questo fenomeno allarmante e’ stata clamorosamente inadeguata. E’ inaccettabile che nell’Europa moderna di oggi le comunità rom debbano vivere sotto la costante minaccia della violenza e di attacchi simili ai pogrom” – ha dichiarato John Dalhuisen, direttore del Programma Europa e Asia Centrale di Amnesty International.
Troppo spesso i leader europei si mostrano compiacenti verso i pregiudizi che alimentano la violenza contro i rom, definendoli persone asociali e indesiderate. Se da un lato, in generale, condannano i più gravi episodi di violenza contro i rom, dall’altro le autorità sono riluttanti a riconoscerne l’effettiva dimensione e sono lenti a contrastarla. Da parte sua, l’Unione europea si è mostrata restia a contestare agli stati membri la sistematica e fin troppo evidente discriminazione nei confronti dei rom” – ha aggiunto Dalhuisen.
In un rapporto diffuso oggi, intitolato “Chiediamo giustizia. L’Europa non protegge i rom dalla violenza razzista”, Amnesty International prende in esame la violenza e le intimidazioni motivate dall’odio compiute da rappresentanti dello stato e da comuni cittadini in Francia, Grecia e Repubblica Ceca, esempi di una situazione trasversale a tutto il continente.  
In molti casi, le autorità preposte al mantenimento dell’ordine pubblico non impediscono gli attacchi razzisti e non garantiscono che il movente di odio sia indagato adeguatamente e che gli autori di tali attacchi siano portati di fronte alla giustizia” – ha sottolineato Dalhuisen.
I governi europei non tutelano le comunità rom da piu’ punti di vista: discriminazione, sgomberi forzati, segregazione e un’istruzione al di sotto degli standard sono la norma in molti paesi.
L’Unione europea ha un complesso legislativo a sua disposizione per assicurare che la violenza discriminatoria e la discriminazione in quanto tale siano contrastate. Tuttavia la Commissione europea, che ha il compito di supervisionare l’applicazione della legislazione comunitaria negli stati membri, non si è ancora impegnata in un’azione chiara e decisiva per affrontare la violenza e la discriminazione nei confronti dei rom all’interno degli stati membri” – ha concluso Dalhuisen.
In occasione della Giornata internazionale dei rom e dei sinti, Amnesty International chiede ai governi nazionali e all’Unione europea un impegno visibile e tangibile per sradicare il flagello della discriminazione, dell’intolleranza e della violenza contro i rom nel continente.
Repubblica Ceca 
Nell’estate e nell’autunno del 2013, gruppi di estrema destra hanno organizzato proteste anti-rom in decine di citta’ e villaggi di tutto il paese, ricorrendo a sistematiche intimidazioni nei confronti delle comunita’ rom. Ad esempio, tra giugno e ottobre, estremisti di destra e abitanti hanno svolto marce a scadenza regolare in un quartiere di České Budějovice dopo una lite tra adulti rom e non rom in un campo da gioco per bambini.
Stefan, un rom, ha dichiarato ad Amnesty International: “Alcune persone non si rendono conto che [durante quelle manifestazioni, i rom] devono rimanere chiusi in un unico posto, che i bambini hanno paura. Durano tutto il giorno e ci lasciano traumatizzati. Nessuno merita di vivere un’esperienza del genere. È già successo durante la guerra e penso che oggi, nel 2013, nel XXI secolo, non dobbiamo provarlo di nuovo”.
Francia 
Dopo aver lasciato i loro paesi a causa della discriminazione, molti dei 20.000 rom che si trovano in Francia vivono in insediamenti informali dove raramente hanno accesso a servizi essenziali come quelli igienico-sanitari e l’acqua. Vengono spesso sottoposti a sgomberi forzati, intimiditi dalla polizia o da altri cittadini e a volte attaccati.
La sera del 22 novembre 2011, a Marsiglia, la polizia fece irruzione nell’insediamento informale vicino alla chiesa di St. Martin d’Arenc per eseguire lo sgombero forzato di 10 famiglie rom. Gli agenti lanciarono lacrimogeni dentro le tende dove i bambini stavano dormendo, per poi distruggerle insieme ad altri effetti personali.
R.  fu picchiato dagli agenti: “Volevo fuggire ma non riuscivo a vedere niente, a un certo punto ho visto un cancello ma quando stavo per raggiungerlo ho sentito come se mi si fosse rotta una gamba. Poi non ricordo piu’ nulla”. R. è stato operato per una frattura al femore e ha trascorso sei mesi in un centro di riabilitazione. 
Generalmente, i migranti rom di Marsiglia non denunciano i casi di intimidazione e di violenza perché non hanno fiducia nella polizia e temono ulteriori conseguenze. S., un assistente sociale rom che viveva in un campo informale, ha dichiarato ad Amnesty International: “I rom hanno davvero il terrore della polizia. Nel mio lavoro, mi capita regolarmente di accompagnare i bambini rom in ospedale per le cure mediche e appena vedono la polizia hanno paura”.
Grecia 
  
I 250 – 350.000 rom residenti in Grecia sono l’anello finale di una catena di trattamenti discriminatori che va avanti da generazioni.
Nel 2012 e nel 2013 la comunità rom di Etokilo, nella Grecia occidentale, ha subito una lunga serie di attacchi in stile pogrom.
Irini ha raccontato ad Amnesty International cosa è successo il 4 gennaio 2013, quando una settantina di persone lanciarono bombe molotov, pietre e travi di legno contro le abitazioni dei rom: “Quando li vidi arrivare, presi i miei figli e ci chiudemmo dentro casa. Loro piangevano, gridavano… Io ero terrorizzata. [Gli aggressori] li conoscevo quasi tutti, eravamo cresciuti insieme. Lanciarono una bottiglia di vetro contro la finestra e la casa prese fuoco”.
Quel giorno, sei case e quattro automobili vennero incendiate o danneggiate. Molti rom hanno raccontato ad Amnesty International di essersi sentiti traditi dalla polizia. Uno di loro ha detto: “Dall’interno della mia abitazione vedevo due agenti. Stavano lì fermi a osservare, chiedendo alle persone di smetterla. Non hanno fatto nient’altro”.
Ulteriori informazioni 
Il rapporto che Amnesty International pubblica oggi non menziona l’Italia ma ciò non significa che il paese sia estraneo ai crimini d’odio, anche, ma non solo, nei confronti dei rom. 
Tra gli episodi di cronaca degli ultimi anni, Amnesty International ricorda l’attacco al campo rom della Continassa nel quartiere Vallette di Torino, nel dicembre 2011; le massicce minacce e intimidazioni alla comunità rom di Pescara nel maggio 2012, quando a seguito di un omicidio compiuto da un rom, molti membri della comunità rimasero chiusi nelle loro case o si allontanarono dalla città per il timore di violenze; l’attacco con lanci di pietre contro il campo rom di Dione Cassio a Milano (nei pressi di viale Ungheria), nell’aprile 2013. 
 
Questi e altri precedenti attacchi sono stati spesso accompagnati da affermazioni discriminatorie da parte di autorita’ nazionali e locali, che stigmatizzavano i rom e li collegavano a problemi di sicurezza. 
Nonostante la legge Mancino-Reale tuteli le persone vittima di crimini di odio per motivi etnici e di razza, molto resta da fare per prevenire e rafforzare la tutela dei rom e non solo, come ha anche ricordato nel 2012 il Comitato delle Nazioni Unite per l’eliminazione della discriminazione razziale.
In occasione dell’8 aprile un gruppo di associazioni e organizzazioni non governative impegnate nella difesa dei diritti umani della comunità rom di Roma – tra cui Amnesty International Italia, Popica onlus, Rete Territoriale Roma Est, Cittadinanza e minoranze, ATD Quarto Mondo – ha scritto al sindaco Ignazio Marino chiedendo di fermare la segregazione abitativa dei rom nei campi autorizzati e che le risorse economiche destinate al rifacimento del “villaggio attrezzato” di via della Cesarina siano invece investite in progetti per la realizzazione del diritto a un alloggio adeguato e l’inclusione sociale per le famiglie rom attualmente accolte nel centro di accoglienza denominato “Best House Rom” e per le famiglie non rom in condizione di disagio abitativo.

mercoledì 9 aprile 2014

La memoria dimenticata, l’olocausto di Rom e Sinti


8 aprile, Giornata Internazionale dei Rom e Sinti
Nella sua strenua lotta contro negazionismo e tendenze neonaziste mal sepolte sotto la cenere del tempo, la Giornata della Memoria tralascia un tassello importante nella ricostruzione della follia razzista della Germania...
FRONTIERENEWS.IT

Mediazione culturale: tra dubbi e prospettive

Mediazione culturale: tra dubbi e prospettive
Di Fabrizio (del 09/04/2014 @ 09:01:02, in lavoro, visitato 71 volte)
 

immagine da Didaweb-mediazione culturale

Vorrei fare ragionamenti magari antipatici, ma realistici, da continuare anche in seguito se ci fosse interesse sull'argomento.
Lo scorso gennaio veniva lanciato ANCHE in Italia il programmaROMED2-ROMACT. Qualche giorno prima, stavo parlando con una romnì, mediatrice scolastica, già sottopagata e che da qualche mese non riceveva nessuno stipendio. Forse ingenuamente, mi chiedeva come mai lei non fosse stata interpellata e chi potesse far valere i suoi diritti.
Partirò da queste due facce della stessa medaglia per alcune considerazioni:
  1. Cominciando con la mia amica: è mediatrice scolastica (non mediatrice culturale) da decenni. Per quanto abbia ormai una più che discreta professionalità, con le sue competenze non saprebbe ricollocarsi sul mercato del lavoro. Quindi è "condannata" ad un lavoro magari utile professionalmente, magari persino appagante per chi altrimenti sarebbe disoccupata.
  2. Ho conosciuto in passato mediatrici sanitarie (non mediatrici culturali), che da tempo, per esaurimento delle convenzioni, hanno smesso di esserlo. Nessuna è mai riuscita a "riciclarsi" nei campi sanitario - infermieristico - assistenziale. Incapacità loro, formazione professionale insufficiente, o il vecchio paradigma che se sei rom ti chiudono comunque la porta in faccia (al di là della tua preparazione o della tua motivazione)?
  3. La somma dei primi due punti da come risultato un quasi-lavoro, che rischia di mantenerti nel tuo ambito di sempre (che può essere il campo-sosta, o la consorticola politico-intellettuale del padrinato socio-assistenziale), e l'illusione di avere un ruolo sociale attivo nell'emancipazione del tuo gruppo (o quantomeno personale). Ma col passare del tempo, quella che potrebbe essere una palestra per affrontare la società esterna e passare ad un'occupazione che interagisca con la società maggioritaria, diventa una gabbia autoreferenziale e parimenti ghettizzante.
Il primo interrogativo è puramente STATISTICO: quanti Rom e Sinti che in passato hanno svolto ruoli (retribuiti) di mediatori, hanno mantenuto l'occupazione sino a oggi? Con quali risultati (personali e collettivi)? Se oggi non lo sono più, cosa fanno? L'attuale rilancio della figura dei mediatori (culturali o no), tiene conto dei risultati precedenti?
La seconda questione riguarda l'aspetto politico-economico: in queste politiche
  • il gagio (o il rom "gagizzato") è un CONSULENTE;
  • il rom o il sinto è un MEDIATORE.
Non è solo un gioco di parole: il CONSULENTE mercanteggia il proprio compenso (alto o basso che sia), il MEDIATORE no.
Ciò detto, qual è il compenso di un mediatore, quale il suo orario, quali i suoi compiti? Le ultime due domande, purtroppo, si prestano alle risposte più varie: i compiti ognuno li interpreta come crede, e anche l'orario finisce per essere una cosa discrezionale. Quanto al compenso, se torno alle figure conosciute in passato, per quanto in periodi meno caratterizzati dalla crisi odierna potessero far gola ad una popolazione il cui tasso di disoccupazione rimane il più alto in Europa, quanti di loro se la passavano meglio facevano comunque conto su altre fonti di ingresso. Dal punto di vista economico, la figura di mediatore non significava in alcun modo l'AUTONOMIA.
Per il momento, non entro nelle questioni dei compiti, della corresponsabilizzazione e della formazione professionale.
Il mio parere (ma discutendone sono disposto a cambiarlo) è che OGGI la mediazione culturale è un business per chi la propone, per chi organizza e gestisce la fase di START UP, piuttosto che un'opportunità lavorativa che porti all'emancipazione.
Noto anche che l'Italia, arrivando buon'ultima anche in questo caso rispetto ad altre esperienze europee, può scegliere tra scimmiottare quanto sta già accadendo altrove o viceversa provare a ribaltare questa deriva propria dell'Unione Europea.
Soluzioni? Non ne ho, ecco il senso del discutere. A pelle, proprio guardando quanto sta GIA' ACCADENDO in Europa, ho l'impressione che quei fondi potrebbero essere spesi meglio se dedicati ad una pragmatica politica di scolarizzazione e di formazione lavoro. Ma, anche qua, discutiamone.
Se qualche lettore si fosse, a torto o ragione, impermalosito, non avevo l'intenzione di provocarlo, anche perché quando ho avuto l'occasione pure io ho partecipato a programmi di mediazione.

Approfondimenti:
#mediazioneculturale #europa

CeAS e @casadellacarita raccontano tre storie contro il pregiudizio

 Ritwittato da 

martedì 8 aprile 2014

GIORNATA INTERNAZIONALE DEI ROM E DEI SINTI: AMNESTY INTERNATIONAL CHIEDE GIUSTIZIA E PROTEZIONE DI FRONTE ALLA VIOLENZA

COMUNICATO STAMPA                                                                              
CS049-2014

GIORNATA INTERNAZIONALE DEI ROM E DEI SINTI: AMNESTY INTERNATIONAL CHIEDE GIUSTIZIA E PROTEZIONE DI FRONTE ALLA VIOLENZA

In occasione della Giornata internazionale dei rom e dei sinti, che si celebra ogni anno l’8 aprile, Amnesty International ha denunciato che gli stati europei non stanno contrastando, e anzi in alcuni casi alimentano, la discriminazione, le intimidazioni e le violenze nei confronti dei rom.

“In Europa, negli ultimi anni, vi e’ stata una rilevante crescita della violenza anti-rom. La risposta a questo fenomeno allarmante e’ stata clamorosamente inadeguata. E’ inaccettabile che nell’Europa moderna di oggi le comunita’ rom debbano vivere sotto la costante minaccia della violenza e di attacchi simili ai pogrom” – ha dichiarato John Dalhuisen, direttore del Programma Europa e Asia Centrale di Amnesty International.

“Troppo spesso i leader europei si mostrano compiacenti verso i pregiudizi che alimentano la violenza contro i rom, definendoli persone asociali e indesiderate. Se da un lato, in generale, condannano i piu’ gravi episodi di violenza contro i rom, dall’altro le autorita’ sono riluttanti a riconoscerne l’effettiva dimensione e sono lenti a contrastarla. Da parte sua, l’Unione europea si e’ mostrata restia a contestare agli stati membri la sistematica e fin troppo evidente discriminazione nei confronti dei rom” – ha aggiunto Dalhuisen.

In un rapporto diffuso oggi, intitolato “Chiediamo giustizia. L’Europa non protegge i rom dalla violenza razzista”, Amnesty International prende in esame la violenza e le intimidazioni motivate dall’odio compiute da rappresentanti dello stato e da comuni cittadini in Francia, Grecia e Repubblica Ceca, esempi di una situazione trasversale a tutto il continente.  

“In molti casi, le autorita’ preposte al mantenimento dell’ordine pubblico non impediscono gli attacchi razzisti e non garantiscono che il movente di odio sia indagato adeguatamente e che gli autori di tali attacchi siano portati di fronte alla giustizia” – ha sottolineato Dalhuisen.

I governi europei non tutelano le comunita’ rom da piu’ punti di vista: discriminazione, sgomberi forzati, segregazione e un’istruzione al di sotto degli standard sono la norma in molti paesi.

“L’Unione europea ha un complesso legislativo a sua disposizione per assicurare che la violenza discriminatoria e la discriminazione in quanto tale siano contrastate. Tuttavia la Commissione europea, che ha il compito di supervisionare l’applicazione della legislazione comunitaria negli stati membri, non si e’ ancora impegnata in un’azione chiara e decisiva per affrontare la violenza e la discriminazione nei confronti dei rom all’interno degli stati membri” – ha concluso Dalhuisen.

In occasione della Giornata internazionale dei rom e dei sinti, Amnesty International chiede ai governi nazionali e all’Unione europea un impegno visibile e tangibile per sradicare il flagello della discriminazione, dell’intolleranza e della violenza contro i rom nel continente.

Repubblica Ceca

Nell’estate e nell’autunno del 2013, gruppi di estrema destra hanno organizzato proteste anti-rom in decine di citta’ e villaggi di tutto il paese, ricorrendo a sistematiche intimidazioni nei confronti delle comunita’ rom. Ad esempio, tra giugno e ottobre, estremisti di destra e abitanti hanno svolto marce a scadenza regolare in un quartiere di ?eske’ Bud?jovice dopo una lite tra adulti rom e non rom in un campo da gioco per bambini.

Stefan, un rom, ha dichiarato ad Amnesty International: “Alcune persone non si rendono conto che [durante quelle manifestazioni, i rom] devono rimanere chiusi in un unico posto, che i bambini hanno paura. Durano tutto il giorno e ci lasciano traumatizzati. Nessuno merita di vivere un’esperienza del genere. E’ gia’ successo durante la guerra e penso che oggi, nel 2013, nel XXI secolo, non dobbiamo provarlo di nuovo”.

Francia

Dopo aver lasciato i loro paesi a causa della discriminazione, molti dei 20.000 rom che si trovano in Francia vivono in insediamenti informali dove raramente hanno accesso a servizi essenziali come quelli igienico-sanitari e l’acqua. Vengono spesso sottoposti a sgomberi forzati, intimiditi dalla polizia o da altri cittadini e a volte attaccati.

La sera del 22 novembre 2011, a Marsiglia, la polizia fece irruzione nell’insediamento informale vicino alla chiesa di St. Martin d’Arenc per eseguire lo sgombero forzato di 10 famiglie rom. Gli agenti lanciarono lacrimogeni dentro le tende dove i bambini stavano dormendo, per poi distruggerle insieme ad altri effetti personali.

R.  fu picchiato dagli agenti: “Volevo fuggire ma non riuscivo a vedere niente, a un certo punto ho visto un cancello ma quando stavo per raggiungerlo ho sentito come se mi si fosse rotta una gamba. Poi non ricordo piu’ nulla”. R. e’ stato operato per una frattura al femore e ha trascorso sei mesi in un centro di riabilitazione.

Generalmente, i migranti rom di Marsiglia non denunciano i casi di intimidazione e di violenza perche’ non hanno fiducia nella polizia e temono ulteriori conseguenze. S., un assistente sociale rom che viveva in un campo informale, ha dichiarato ad Amnesty International: “I rom hanno davvero il terrore della polizia. Nel mio lavoro, mi capita regolarmente di accompagnare i bambini rom in ospedale per le cure mediche e appena vedono la polizia hanno paura”.

Grecia
 
I 250 – 350.000 rom residenti in Grecia sono l’anello finale di una catena di trattamenti discriminatori che va avanti da generazioni.

Nel 2012 e nel 2013 la comunita’ rom di Etokilo, nella Grecia occidentale, ha subito una lunga serie di attacchi in stile pogrom.

Irini ha raccontato ad Amnesty International cosa e’ successo il 4 gennaio 2013, quando una settantina di persone lanciarono bombe molotov, pietre e travi di legno contro le abitazioni dei rom: “Quando li vidi arrivare, presi i miei figli e ci chiudemmo dentro casa. Loro piangevano, gridavano… Io ero terrorizzata. [Gli aggressori] li conoscevo quasi tutti, eravamo cresciuti insieme. Lanciarono una bottiglia di vetro contro la finestra e la casa prese fuoco”.

Quel giorno, sei case e quattro automobili vennero incendiate o danneggiate. Molti rom hanno raccontato ad Amnesty International di essersi sentiti traditi dalla polizia. Uno di loro ha detto: “Dall’interno della mia abitazione vedevo due agenti. Stavano li’ fermi a osservare, chiedendo alle persone di smetterla. Non hanno fatto nient’altro”.

Ulteriori informazioni

Il rapporto che Amnesty International pubblica oggi non menziona l’Italia ma cio’ non significa che il paese sia estraneo ai crimini d’odio, anche, ma non solo, nei confronti dei rom.

Tra gli episodi di cronaca degli ultimi anni, Amnesty International ricorda l’attacco al campo rom della Continassa nel quartiere Vallette di Torino, nel dicembre 2011; le massicce minacce e intimidazioni alla comunita’ rom di Pescara nel maggio 2012, quando a seguito di un omicidio compiuto da un rom, molti membri della comunita’ rimasero chiusi nelle loro case o si allontanarono dalla citta’ per il timore di violenze; l’attacco con lanci di pietre contro il campo rom di Dione Cassio a Milano (nei pressi di viale Ungheria), nell’aprile 2013.
 
Questi e altri precedenti attacchi sono stati spesso accompagnati da affermazioni discriminatorie da parte di autorita’ nazionali e locali, che stigmatizzavano i rom e li collegavano a problemi di sicurezza.

Nonostante la legge Mancino-Reale tuteli le persone vittima di crimini di odio per motivi etnici e di razza, molto resta da fare per prevenire e rafforzare la tutela dei rom e non solo, come ha anche ricordato nel 2012 il Comitato delle Nazioni Unite per l’eliminazione della discriminazione razziale.

In occasione dell’8 aprile un gruppo di associazioni e organizzazioni non governative impegnate nella difesa dei diritti umani della comunita’ rom di Roma – tra cui Amnesty International Italia, Popica onlus, Rete Territoriale Roma Est, Cittadinanza e minoranze, ATD Quarto Mondo - ha scritto al sindaco Ignazio Marino chiedendo di fermare la segregazione abitativa dei rom nei campi autorizzati e che le risorse economiche destinate al rifacimento del “villaggio attrezzato” di via della Cesarina siano invece investite in progetti per la realizzazione del diritto a un alloggio adeguato e l’inclusione sociale per le famiglie rom attualmente accolte nel centro di accoglienza denominato “Best House Rom” e per le famiglie non rom in condizione di disagio abitativo.

FINE DEL COMUNICATO                                                                                
Roma, 8 aprile 2014

Il rapporto “Chiediamo giustizia. L’Europa non protegge i rom dalla violenza razzista” e’ disponibile in lingua inglese all’indirizzo: http://www.amnesty.it/Giornata-internazionale-rom-e-sinti-giustizia-e-protezione-di-fronte-a-violenza e presso l’Ufficio Stampa di Amnesty International.

Per interviste:
Amnesty International Italia – Ufficio Stampa
Tel. 06 4490224 – cell. 348 6974361, e-mail: press@amnesty.it

lunedì 7 aprile 2014

8 aprile 2014, le associazioni dei Rom e dei Sinti lanciano la campagna nazionale

8 aprile 2014, le associazioni dei Rom e dei Sinti lanciano la campagna nazionale
8 aprile 2014 43° Giornata internazionale del popolo rom e sinto. Le associazioni dei Rom e dei Sinti lanciano la campagna nazionale per il riconoscimento giuridico della minoranza storico-linguistica rom e sinta in Italia


L’8 aprile cade la 43.ma ricorrenza del Romano Dives, la Giornata internazionale del popolo rom e sinto. In questa occasione la Federazione Rom e Sinti Insieme (formata da 27associazioni che operano a livello locale, regionale e interregionale) e le ass...Continua a leggere

Trois mois avec sursis requis pour avoir attaqué des Roms place de la République

Trois mois avec sursis requis pour avoir attaqué des Rroms place de la République à l'aide de javel. Il s'en était pris à des chats, c'était 10 ans ferme. La loi Chat machine.
Frase sospeso tre mesi per aver aggredito di Piazza della Repubblica Roma utilizzando la candeggina. Egli è stato preso per i gatti, era 10 anni chiuso. La macchina CAT Act. (Tradotto da Bing)
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6/4 ROMA: CONSIGLIO NAZIONALE ROM A CONGRESSO

Luca Klobas ha condiviso la foto di Associazione Nazione Rom.
Roma 6 aprile 2014

ROMA CAPITALE: CONSIGLIO NAZIONALE ROM a CONGRESSO

un nuovo Governo in Italia, tra Strategia di Inclusione e Liberazione dal Razzismo

Il 4 aprile 2014, negli uffici del Campidoglio di Roma Capitale si è tenuto un incontro tra i dirigenti dell’Amministrazione di Roma ed una delegazione del Consiglio Nazionale Rom. Dal mese di luglio 2013 è stata avviata una trattativa tra una Rappresentanza della Società Civile Rom e le Istituzioni Capitoline per garantire una sede idonea per la convocazione del primo Congresso del Consiglio Nazionale Rom. Dopo una estenuante trattativa è stato deciso che il Comune di Roma accoglierà l’importante assise congressuale nella più importante e prestigiosa sala della Capitale d’Italia. Il 21 giugno 2014, all’interno della Sala Protomoteca, nel cuore del Campidoglio, trecento delegati discuteranno le tesi del “Programma di Liberazione dal Razzismo” e la formazione del Nuovo Governo previsto dalla Strategia Nazionale di Inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Caminanti. La Strategia Nazionale è un concreto e preciso impegno, che lo Stato Italiano ha assunto in sede Europea, tramite gli accordi sottoscritti dai Capi di Stato e di Governo il 5 aprile 2011 a Bruxelles: la Società Civile Rom è composta da dodici milioni di cittadini. Esclusi, emarginati, sottoposti a persecuzioni e stermini nel periodo degli Stati Razzisti rappresentano, insieme ai cittadini immigrati, la possibile uscita positiva dalla crisi economica, morale e politica in atto.

Negli ultimi giorni si sono tenuti tre importanti incontri Europei e Nazionali: Il primo è stato l’ Assemblea Nazionale convocata a Napoli il 31 marzo 2014, nella sede dell’Università Federico II, dalla Rappresentanza Italiana della Commissione Europea sul tema dell’ “Europa e le Politiche di Migrazione”. L’Assemblea, composta da una autorevole componente Istituzionale Europea, Governativa e della Società Civile tra cui Philippe Fargues direttore del Migration Policy Center, Lucio Battistotti direttore della rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Luigi De Magistris Sindaco di Napoli, Laura Corrado - Capo Unità agli Affari Interni della Commissione Europea, Benedetto Della Vedova - Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri, Paolo Naldini - Fondazione Pistoletto Città dell’Arte, Luis Benjaminn Forum Antirazzista della Campania, Alex Valentino - Forum Campano Rom, l’Ambasciatrice Khadija Zouari - Associazione Donne Cartagine nel Mediterraneo, Antonella Zarrilli - Garibaldi 101, Luciana De Pascale e Antonella Avolio dell’ Università Federico II - Dipartimento Scienze Politiche, l’ Avvocato Liana Nesta, Marcello Zuinisi legale rappresentante dell’Associazione Nazione Rom, è stata un passaggio di confronto e scambio concreto di prospettive costruttive. Particolarmente applaudito l’ intervento di un rappresentante del Consiglio Nazionale Rom che ha sottolineato come “l’inclusione di ogni essere umano rappresenti fattore determinante per l’economia: escludere produce barbarie, razzismo, morte, includere produce ricchezza, cultura e civiltà”.

http://www.libera.tv/videos/5803/firenze--i-rom-rovinano-il-decoro-cacciati-dalla-stazione.html

Il secondo incontro è stato convocato a Roma dall’Associazione 21 Luglio, all’interno dell’Università Tre – Facoltà di Architettura, dal 3 al 5 aprile 2014. Il Convegno Italia/Romanì ha visto interventi e partecipazione di importanti personalità dello Stato Italiano e della Società Civile: il Presidente della Camera Laura Boldrini, il direttore di Unar Marco de Giorgi, il Senatore Francesco Palermo, il deputato della Camera Cecile Kyenge (ex Ministra per l’Integrazione), il Sindaco di Messina Renato Accorinti ed esponenti di rilievo del Mondo Universitario, Accademico, Associazionismo Rom e pro Rom, Curia Romana, l’attore Moni Ovadia, Attivisti Rom, Teatro Valle Occupato. Tre giorni di confronto serrato sulla Strategia Nazionale di inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti, lotta all’Aparthed ed al Razzismo anti Rom, prospettive di costruzione e di inclusione per la casa,la salute, la scuola, il lavoro e l’affermazione dei diritti umani.

Il terzo incontro si è tenuto a Bruxelles ed ha visto la partecipazione di 500 delegati della Commissione Europea, tra cui il Presidente Manuel Jose Barroso, il Vice Presidente Viviane Reading, rappresentanti dei 28 Stati membri Eu e della Società Civile Rom Europea. Il “ROMA SUMMIT” ha riaffermato l’improcastinabile esigenza di avanzare rapidamente verso l’inclusione della principale minoranza etnica dell’Europa, dodici milioni di cittadini e cittadine. Solo attraverso questo percorso l’Unione Europea potrà uscire dalla crisi economica, morale ed umana in corso da anni.

L’ Italia è in ritardo nell’applicare concretamente gli accordi quadro eu. Soltanto nella Regione Liguria è correttamente garantita la Strategia Nazionale di Inclusione e gli schemi di governante elaborati da Unar e dal Consiglio dei Ministri. Le Associazioni Romnì Esmeralda, Nazione Rom e Rom Anticamente, componenti istituzionali del Tavolo, decidono alla pari, con Regione, Province, Comuni e Prefetture percorsi e strade per garantire la piena accoglienza per tutti, nessuno escluso. La necessità di estendere “le buone prassi” nelle città di Roma, Napoli, Milano, Torino, Venezia, ed in tutte le Regioni dello Stato Italiano è necessità non più rimandabile. Questi i motivi della convocazione del primo CONGRESSO NAZIONALE del CONSIGLIO NAZIONALE ROM. Nell’epoca di crisi, non basta stare a guardare e di conseguenza subire scelte e decisioni altrui: c’è uno sforzo che vale la pena di fare da parte di tutti i cittadini europei ed immigrati. È la partecipazione informata ed attiva alla sfera politica europea e nazionale. E’ tempo di costruire democrazia. E’ tempo di costruire un nuovo Governo che non escluda nessuno. E’ tempo di Autodeterminazione ed Interculturalità. E’ il tempo dell’affermazione dell’UMANITA’ e della CIVILTA’.

ASSOCIAZIONE NAZIONE ROM

tel +39 3281962409 +39 3209489950

email nazione.rom@gmail.com

domenica 6 aprile 2014

Don Mario Riboldi : IO PRETE DEGLI ZINGARI

Don Mario Riboldi IO PRETE DEGLI ZINGARI http://t.co/E2aXz9iG9s
Don Mario Riboldi IO PRETE DEGLI ZINGARI
sivola.net

MAHALLA NL - Informazioni dai Rom, Sinti e Kale' nel mondo


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Informazioni dai Rom, Sinti e Kale' nel mondo 6 aprile 2014
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In rilievo:
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Aggiornamento settimanale:
Gente da spazzatura del 31/03/2014 @ 09:07:57 - Immagine da deviantart.net Questo e' un post difficile da leggere, ma ancora di piu' da scrivere. ROMA DAILY NEWS e' un blog su Wordpress, ma non solo...
Pirandello era un dilettante del 01/04/2014 @ 09:03:15 - Ignoro quanti miliardi di persone, per le ragioni piu' varie, siano iscritti a Facebook. Forse la mia e' una domanda da aristocratico, ma quando le cifre sono simili, esiste una buona parte di ge...
Da: Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione del 02/04/2014 @ 09:02:05 - 26.03.2014 - Sul Corriere della Sera pubblicata la prima sentenza italiana in cui si riconosce espressamente il carattere discriminatorio del c.d. "censimento Rom" da parte dello Stato italiano. A distanza di piu' di 10 mesi...
La Svezia come Hitler: "Zingari discriminati e sterilizzati" del 03/04/2014 @ 09:01:40 - March 31, 2014 di Maurizio Stefanini - nota a margine di Mahalla Il governo svedese chiede scusa agli zingari per un secolo di discriminazioni, vessazioni e abusi che...
Certe sere in Consiglio di Zona (a quattro mani) del 04/04/2014 @ 09:05:20 - La prima volta che vidi, ero seduto accanto a loro, dei Rom durante lo svolgimento di un Consiglio di Zona fu nei primissimi anni '90, e la cosa mi fece un effetto strano: beceri, urlanti e litigiosi...
Le identita' nascoste del 05/04/2014 @ 09:03:04 - Sergio Bontempelli - 31 marzo 2014 su Corriere delle migrazioni Andrea e' un giovane rom italiano. E' nato e cresciuto a Roma, e non ha mai vissuto in un "campo nomadi": ci tiene a dirlo...
Don Mario Riboldi IO PRETE DEGLI ZINGARI del 06/04/2014 @ 09:06:53 - Don Mario, "nomade tra i nomadi". Foto di Diego Zanetti - CREDERE, Testo di Stefano Pasta Da oltre quarant'anni vive in un...
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Un documento storico, con foto e testi che altrimenti sarebbero andati perduti. Un pezzo importante – secondo me – che: * restituisce un'immagine niente affatto stereotipata di una delle..

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sabato 5 aprile 2014

Assetto Variabile, 06 04 2014


Assetto Variabile, 06 04 2014: http://t.co/dR4tX1KeT3 tramite @YouTube
In questo numero: 00'24" Mahalla - 02'36" Mahallina: Dijango e i cartoni animati - 03'57" Cronache dall'Italia e dall'estero - 05'23" Agenda: cose da fare, v...
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