COMUNICATO STAMPA
CS049-2014
GIORNATA INTERNAZIONALE DEI ROM E
DEI SINTI: AMNESTY INTERNATIONAL CHIEDE GIUSTIZIA E PROTEZIONE DI FRONTE
ALLA VIOLENZA
In occasione della Giornata internazionale
dei rom e dei sinti, che si celebra ogni anno l’8 aprile, Amnesty International
ha denunciato che gli stati europei non stanno contrastando, e anzi in
alcuni casi alimentano, la discriminazione, le intimidazioni e le violenze
nei confronti dei rom.
“In Europa, negli ultimi anni, vi e’
stata una rilevante crescita della violenza anti-rom. La risposta a questo
fenomeno allarmante e’ stata clamorosamente inadeguata. E’ inaccettabile
che nell’Europa moderna di oggi le comunita’ rom debbano vivere sotto
la costante minaccia della violenza e di attacchi simili ai pogrom” –
ha dichiarato John Dalhuisen, direttore del Programma Europa e Asia Centrale
di Amnesty International.
“Troppo spesso i leader europei si
mostrano compiacenti verso i pregiudizi che alimentano la violenza contro
i rom, definendoli persone asociali e indesiderate. Se da un lato, in generale,
condannano i piu’ gravi episodi di violenza contro i rom, dall’altro
le autorita’ sono riluttanti a riconoscerne l’effettiva dimensione e
sono lenti a contrastarla. Da parte sua, l’Unione europea si e’ mostrata
restia a contestare agli stati membri la sistematica e fin troppo evidente
discriminazione nei confronti dei rom” – ha aggiunto Dalhuisen.
In un rapporto diffuso oggi, intitolato
“Chiediamo giustizia. L’Europa non protegge i rom dalla violenza razzista”,
Amnesty International prende in esame la violenza e le intimidazioni motivate
dall’odio compiute da rappresentanti dello stato e da comuni cittadini
in Francia, Grecia e Repubblica Ceca, esempi di una situazione trasversale
a tutto il continente.
“In molti casi, le autorita’ preposte
al mantenimento dell’ordine pubblico non impediscono gli attacchi razzisti
e non garantiscono che il movente di odio sia indagato adeguatamente e
che gli autori di tali attacchi siano portati di fronte alla giustizia”
– ha sottolineato Dalhuisen.
I governi europei non tutelano le comunita’
rom da piu’ punti di vista: discriminazione, sgomberi forzati, segregazione
e un’istruzione al di sotto degli standard sono la norma in molti paesi.
“L’Unione europea ha un complesso
legislativo a sua disposizione per assicurare che la violenza discriminatoria
e la discriminazione in quanto tale siano contrastate. Tuttavia la Commissione
europea, che ha il compito di supervisionare l’applicazione della legislazione
comunitaria negli stati membri, non si e’ ancora impegnata in un’azione
chiara e decisiva per affrontare la violenza e la discriminazione nei confronti
dei rom all’interno degli stati membri” – ha concluso Dalhuisen.
In occasione della Giornata internazionale
dei rom e dei sinti, Amnesty International chiede ai governi nazionali
e all’Unione europea un impegno visibile e tangibile per sradicare il
flagello della discriminazione, dell’intolleranza e della violenza contro
i rom nel continente.
Repubblica Ceca
Nell’estate e nell’autunno del 2013,
gruppi di estrema destra hanno organizzato proteste anti-rom in decine
di citta’ e villaggi di tutto il paese, ricorrendo a sistematiche intimidazioni
nei confronti delle comunita’ rom. Ad esempio, tra giugno e ottobre, estremisti
di destra e abitanti hanno svolto marce a scadenza regolare in un quartiere
di ?eske’ Bud?jovice dopo una lite tra adulti rom e non rom in un campo
da gioco per bambini.
Stefan, un rom, ha dichiarato ad Amnesty
International: “Alcune persone non si rendono conto che [durante quelle
manifestazioni, i rom] devono rimanere chiusi in un unico posto, che i
bambini hanno paura. Durano tutto il giorno e ci lasciano traumatizzati.
Nessuno merita di vivere un’esperienza del genere. E’ gia’ successo
durante la guerra e penso che oggi, nel 2013, nel XXI secolo, non dobbiamo
provarlo di nuovo”.
Francia
Dopo aver lasciato i loro paesi a causa
della discriminazione, molti dei 20.000 rom che si trovano in Francia vivono
in insediamenti informali dove raramente hanno accesso a servizi essenziali
come quelli igienico-sanitari e l’acqua. Vengono spesso sottoposti a sgomberi
forzati, intimiditi dalla polizia o da altri cittadini e a volte attaccati.
La sera del 22 novembre 2011, a Marsiglia,
la polizia fece irruzione nell’insediamento informale vicino alla chiesa
di St. Martin d’Arenc per eseguire lo sgombero forzato di 10 famiglie
rom. Gli agenti lanciarono lacrimogeni dentro le tende dove i bambini stavano
dormendo, per poi distruggerle insieme ad altri effetti personali.
R. fu picchiato dagli agenti:
“Volevo fuggire ma non riuscivo a vedere niente, a un certo punto ho visto
un cancello ma quando stavo per raggiungerlo ho sentito come se mi si fosse
rotta una gamba. Poi non ricordo piu’ nulla”. R. e’ stato operato per
una frattura al femore e ha trascorso sei mesi in un centro di riabilitazione.
Generalmente, i migranti rom di Marsiglia
non denunciano i casi di intimidazione e di violenza perche’ non hanno
fiducia nella polizia e temono ulteriori conseguenze. S., un assistente
sociale rom che viveva in un campo informale, ha dichiarato ad Amnesty
International: “I rom hanno davvero il terrore della polizia. Nel mio
lavoro, mi capita regolarmente di accompagnare i bambini rom in ospedale
per le cure mediche e appena vedono la polizia hanno paura”.
Grecia
I 250 – 350.000 rom residenti in Grecia
sono l’anello finale di una catena di trattamenti discriminatori che va
avanti da generazioni.
Nel 2012 e nel 2013 la comunita’ rom
di Etokilo, nella Grecia occidentale, ha subito una lunga serie di attacchi
in stile pogrom.
Irini ha raccontato ad Amnesty International
cosa e’ successo il 4 gennaio 2013, quando una settantina di persone lanciarono
bombe molotov, pietre e travi di legno contro le abitazioni dei rom: “Quando
li vidi arrivare, presi i miei figli e ci chiudemmo dentro casa. Loro piangevano,
gridavano… Io ero terrorizzata. [Gli aggressori] li conoscevo quasi tutti,
eravamo cresciuti insieme. Lanciarono una bottiglia di vetro contro la
finestra e la casa prese fuoco”.
Quel giorno, sei case e quattro automobili
vennero incendiate o danneggiate. Molti rom hanno raccontato ad Amnesty
International di essersi sentiti traditi dalla polizia. Uno di loro ha
detto: “Dall’interno della mia abitazione vedevo due agenti. Stavano
li’ fermi a osservare, chiedendo alle persone di smetterla. Non hanno
fatto nient’altro”.
Ulteriori informazioni
Il rapporto che Amnesty International
pubblica oggi non menziona l’Italia ma cio’ non significa che il paese
sia estraneo ai crimini d’odio, anche, ma non solo, nei confronti dei
rom.
Tra gli episodi di cronaca degli ultimi
anni, Amnesty International ricorda l’attacco al campo rom della Continassa
nel quartiere Vallette di Torino, nel dicembre 2011; le massicce minacce
e intimidazioni alla comunita’ rom di Pescara nel maggio 2012, quando
a seguito di un omicidio compiuto da un rom, molti membri della comunita’
rimasero chiusi nelle loro case o si allontanarono dalla citta’ per il
timore di violenze; l’attacco con lanci di pietre contro il campo rom
di Dione Cassio a Milano (nei pressi di viale Ungheria), nell’aprile 2013.
Questi e altri precedenti attacchi sono
stati spesso accompagnati da affermazioni discriminatorie da parte di autorita’
nazionali e locali, che stigmatizzavano i rom e li collegavano a problemi
di sicurezza.
Nonostante la legge Mancino-Reale tuteli
le persone vittima di crimini di odio per motivi etnici e di razza, molto
resta da fare per prevenire e rafforzare la tutela dei rom e non solo,
come ha anche ricordato nel 2012 il Comitato delle Nazioni Unite per l’eliminazione
della discriminazione razziale.
In occasione dell’8 aprile un gruppo
di associazioni e organizzazioni non governative impegnate nella difesa
dei diritti umani della comunita’ rom di Roma – tra cui Amnesty International
Italia, Popica onlus, Rete Territoriale Roma Est, Cittadinanza e minoranze,
ATD Quarto Mondo - ha scritto al sindaco Ignazio Marino chiedendo di fermare
la segregazione abitativa dei rom nei campi autorizzati e che le risorse
economiche destinate al rifacimento del “villaggio attrezzato” di via
della Cesarina siano invece investite in progetti per la realizzazione
del diritto a un alloggio adeguato e l’inclusione sociale per le famiglie
rom attualmente accolte nel centro di accoglienza denominato “Best House
Rom” e per le famiglie non rom in condizione di disagio abitativo.
FINE DEL COMUNICATO
Roma, 8 aprile 2014
Il rapporto “Chiediamo giustizia. L’Europa
non protegge i rom dalla violenza razzista” e’ disponibile in lingua
inglese all’indirizzo: http://www.amnesty.it/Giornata-internazionale-rom-e-sinti-giustizia-e-protezione-di-fronte-a-violenza
e presso l’Ufficio Stampa di Amnesty International.
Per interviste:
Amnesty International Italia – Ufficio
Stampa
Tel. 06 4490224 – cell. 348 6974361,
e-mail: press@amnesty.it
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martedì 8 aprile 2014
lunedì 7 aprile 2014
8 aprile 2014, le associazioni dei Rom e dei Sinti lanciano la campagna nazionale
8 aprile 2014, le associazioni dei Rom e dei Sinti lanciano la campagna nazionale
8
aprile 2014 43° Giornata internazionale del popolo rom e sinto. Le
associazioni dei Rom e dei Sinti lanciano la campagna nazionale per
il riconoscimento giuridico della minoranza storico-linguistica rom e
sinta in ItaliaL’8 aprile cade la 43.ma ricorrenza del Romano Dives, la Giornata internazionale del popolo rom e sinto. In questa occasione la Federazione Rom e Sinti Insieme (formata da 27associazioni che operano a livello locale, regionale e interregionale) e le ass...Continua a leggere
Trois mois avec sursis requis pour avoir attaqué des Roms place de la République
Trois mois avec sursis requis pour avoir attaqué des Rroms place de la République à l'aide de javel. Il s'en était pris à des chats, c'était 10 ans ferme. La loi Chat machine.
Frase sospeso tre mesi per aver aggredito di Piazza della Repubblica Roma utilizzando la candeggina. Egli è stato preso per i gatti, era 10 anni chiuso. La macchina CAT Act. (Tradotto da Bing)
6/4 ROMA: CONSIGLIO NAZIONALE ROM A CONGRESSO
Luca Klobas ha condiviso la foto di Associazione Nazione Rom.
Roma 6 aprile 2014
ROMA CAPITALE: CONSIGLIO NAZIONALE ROM a CONGRESSO
un nuovo Governo in Italia, tra Strategia di Inclusione e Liberazione dal Razzismo
Il 4 aprile 2014, negli uffici del Campidoglio di Roma Capitale si è tenuto un incontro tra i dirigenti dell’Amministrazione di Roma ed una delegazione del Consiglio Nazionale Rom. Dal mese di luglio 2013 è stata avviata una trattativa tra una Rappresentanza della Società Civile Rom e le Istituzioni Capitoline per garantire una sede idonea per la convocazione del primo Congresso del Consiglio Nazionale Rom. Dopo una estenuante trattativa è stato deciso che il Comune di Roma accoglierà l’importante assise congressuale nella più importante e prestigiosa sala della Capitale d’Italia. Il 21 giugno 2014, all’interno della Sala Protomoteca, nel cuore del Campidoglio, trecento delegati discuteranno le tesi del “Programma di Liberazione dal Razzismo” e la formazione del Nuovo Governo previsto dalla Strategia Nazionale di Inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Caminanti. La Strategia Nazionale è un concreto e preciso impegno, che lo Stato Italiano ha assunto in sede Europea, tramite gli accordi sottoscritti dai Capi di Stato e di Governo il 5 aprile 2011 a Bruxelles: la Società Civile Rom è composta da dodici milioni di cittadini. Esclusi, emarginati, sottoposti a persecuzioni e stermini nel periodo degli Stati Razzisti rappresentano, insieme ai cittadini immigrati, la possibile uscita positiva dalla crisi economica, morale e politica in atto.
Negli ultimi giorni si sono tenuti tre importanti incontri Europei e Nazionali: Il primo è stato l’ Assemblea Nazionale convocata a Napoli il 31 marzo 2014, nella sede dell’Università Federico II, dalla Rappresentanza Italiana della Commissione Europea sul tema dell’ “Europa e le Politiche di Migrazione”. L’Assemblea, composta da una autorevole componente Istituzionale Europea, Governativa e della Società Civile tra cui Philippe Fargues direttore del Migration Policy Center, Lucio Battistotti direttore della rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Luigi De Magistris Sindaco di Napoli, Laura Corrado - Capo Unità agli Affari Interni della Commissione Europea, Benedetto Della Vedova - Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri, Paolo Naldini - Fondazione Pistoletto Città dell’Arte, Luis Benjaminn Forum Antirazzista della Campania, Alex Valentino - Forum Campano Rom, l’Ambasciatrice Khadija Zouari - Associazione Donne Cartagine nel Mediterraneo, Antonella Zarrilli - Garibaldi 101, Luciana De Pascale e Antonella Avolio dell’ Università Federico II - Dipartimento Scienze Politiche, l’ Avvocato Liana Nesta, Marcello Zuinisi legale rappresentante dell’Associazione Nazione Rom, è stata un passaggio di confronto e scambio concreto di prospettive costruttive. Particolarmente applaudito l’ intervento di un rappresentante del Consiglio Nazionale Rom che ha sottolineato come “l’inclusione di ogni essere umano rappresenti fattore determinante per l’economia: escludere produce barbarie, razzismo, morte, includere produce ricchezza, cultura e civiltà”.
http://www.libera.tv/videos/5803/firenze--i-rom-rovinano-il-decoro-cacciati-dalla-stazione.html
Il secondo incontro è stato convocato a Roma dall’Associazione 21 Luglio, all’interno dell’Università Tre – Facoltà di Architettura, dal 3 al 5 aprile 2014. Il Convegno Italia/Romanì ha visto interventi e partecipazione di importanti personalità dello Stato Italiano e della Società Civile: il Presidente della Camera Laura Boldrini, il direttore di Unar Marco de Giorgi, il Senatore Francesco Palermo, il deputato della Camera Cecile Kyenge (ex Ministra per l’Integrazione), il Sindaco di Messina Renato Accorinti ed esponenti di rilievo del Mondo Universitario, Accademico, Associazionismo Rom e pro Rom, Curia Romana, l’attore Moni Ovadia, Attivisti Rom, Teatro Valle Occupato. Tre giorni di confronto serrato sulla Strategia Nazionale di inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti, lotta all’Aparthed ed al Razzismo anti Rom, prospettive di costruzione e di inclusione per la casa,la salute, la scuola, il lavoro e l’affermazione dei diritti umani.
Il terzo incontro si è tenuto a Bruxelles ed ha visto la partecipazione di 500 delegati della Commissione Europea, tra cui il Presidente Manuel Jose Barroso, il Vice Presidente Viviane Reading, rappresentanti dei 28 Stati membri Eu e della Società Civile Rom Europea. Il “ROMA SUMMIT” ha riaffermato l’improcastinabile esigenza di avanzare rapidamente verso l’inclusione della principale minoranza etnica dell’Europa, dodici milioni di cittadini e cittadine. Solo attraverso questo percorso l’Unione Europea potrà uscire dalla crisi economica, morale ed umana in corso da anni.
L’ Italia è in ritardo nell’applicare concretamente gli accordi quadro eu. Soltanto nella Regione Liguria è correttamente garantita la Strategia Nazionale di Inclusione e gli schemi di governante elaborati da Unar e dal Consiglio dei Ministri. Le Associazioni Romnì Esmeralda, Nazione Rom e Rom Anticamente, componenti istituzionali del Tavolo, decidono alla pari, con Regione, Province, Comuni e Prefetture percorsi e strade per garantire la piena accoglienza per tutti, nessuno escluso. La necessità di estendere “le buone prassi” nelle città di Roma, Napoli, Milano, Torino, Venezia, ed in tutte le Regioni dello Stato Italiano è necessità non più rimandabile. Questi i motivi della convocazione del primo CONGRESSO NAZIONALE del CONSIGLIO NAZIONALE ROM. Nell’epoca di crisi, non basta stare a guardare e di conseguenza subire scelte e decisioni altrui: c’è uno sforzo che vale la pena di fare da parte di tutti i cittadini europei ed immigrati. È la partecipazione informata ed attiva alla sfera politica europea e nazionale. E’ tempo di costruire democrazia. E’ tempo di costruire un nuovo Governo che non escluda nessuno. E’ tempo di Autodeterminazione ed Interculturalità. E’ il tempo dell’affermazione dell’UMANITA’ e della CIVILTA’.
ASSOCIAZIONE NAZIONE ROM
tel +39 3281962409 +39 3209489950
email nazione.rom@gmail.com
ROMA CAPITALE: CONSIGLIO NAZIONALE ROM a CONGRESSO
un nuovo Governo in Italia, tra Strategia di Inclusione e Liberazione dal Razzismo
Il 4 aprile 2014, negli uffici del Campidoglio di Roma Capitale si è tenuto un incontro tra i dirigenti dell’Amministrazione di Roma ed una delegazione del Consiglio Nazionale Rom. Dal mese di luglio 2013 è stata avviata una trattativa tra una Rappresentanza della Società Civile Rom e le Istituzioni Capitoline per garantire una sede idonea per la convocazione del primo Congresso del Consiglio Nazionale Rom. Dopo una estenuante trattativa è stato deciso che il Comune di Roma accoglierà l’importante assise congressuale nella più importante e prestigiosa sala della Capitale d’Italia. Il 21 giugno 2014, all’interno della Sala Protomoteca, nel cuore del Campidoglio, trecento delegati discuteranno le tesi del “Programma di Liberazione dal Razzismo” e la formazione del Nuovo Governo previsto dalla Strategia Nazionale di Inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Caminanti. La Strategia Nazionale è un concreto e preciso impegno, che lo Stato Italiano ha assunto in sede Europea, tramite gli accordi sottoscritti dai Capi di Stato e di Governo il 5 aprile 2011 a Bruxelles: la Società Civile Rom è composta da dodici milioni di cittadini. Esclusi, emarginati, sottoposti a persecuzioni e stermini nel periodo degli Stati Razzisti rappresentano, insieme ai cittadini immigrati, la possibile uscita positiva dalla crisi economica, morale e politica in atto.
Negli ultimi giorni si sono tenuti tre importanti incontri Europei e Nazionali: Il primo è stato l’ Assemblea Nazionale convocata a Napoli il 31 marzo 2014, nella sede dell’Università Federico II, dalla Rappresentanza Italiana della Commissione Europea sul tema dell’ “Europa e le Politiche di Migrazione”. L’Assemblea, composta da una autorevole componente Istituzionale Europea, Governativa e della Società Civile tra cui Philippe Fargues direttore del Migration Policy Center, Lucio Battistotti direttore della rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Luigi De Magistris Sindaco di Napoli, Laura Corrado - Capo Unità agli Affari Interni della Commissione Europea, Benedetto Della Vedova - Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri, Paolo Naldini - Fondazione Pistoletto Città dell’Arte, Luis Benjaminn Forum Antirazzista della Campania, Alex Valentino - Forum Campano Rom, l’Ambasciatrice Khadija Zouari - Associazione Donne Cartagine nel Mediterraneo, Antonella Zarrilli - Garibaldi 101, Luciana De Pascale e Antonella Avolio dell’ Università Federico II - Dipartimento Scienze Politiche, l’ Avvocato Liana Nesta, Marcello Zuinisi legale rappresentante dell’Associazione Nazione Rom, è stata un passaggio di confronto e scambio concreto di prospettive costruttive. Particolarmente applaudito l’ intervento di un rappresentante del Consiglio Nazionale Rom che ha sottolineato come “l’inclusione di ogni essere umano rappresenti fattore determinante per l’economia: escludere produce barbarie, razzismo, morte, includere produce ricchezza, cultura e civiltà”.
http://www.libera.tv/videos/5803/firenze--i-rom-rovinano-il-decoro-cacciati-dalla-stazione.html
Il secondo incontro è stato convocato a Roma dall’Associazione 21 Luglio, all’interno dell’Università Tre – Facoltà di Architettura, dal 3 al 5 aprile 2014. Il Convegno Italia/Romanì ha visto interventi e partecipazione di importanti personalità dello Stato Italiano e della Società Civile: il Presidente della Camera Laura Boldrini, il direttore di Unar Marco de Giorgi, il Senatore Francesco Palermo, il deputato della Camera Cecile Kyenge (ex Ministra per l’Integrazione), il Sindaco di Messina Renato Accorinti ed esponenti di rilievo del Mondo Universitario, Accademico, Associazionismo Rom e pro Rom, Curia Romana, l’attore Moni Ovadia, Attivisti Rom, Teatro Valle Occupato. Tre giorni di confronto serrato sulla Strategia Nazionale di inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti, lotta all’Aparthed ed al Razzismo anti Rom, prospettive di costruzione e di inclusione per la casa,la salute, la scuola, il lavoro e l’affermazione dei diritti umani.
Il terzo incontro si è tenuto a Bruxelles ed ha visto la partecipazione di 500 delegati della Commissione Europea, tra cui il Presidente Manuel Jose Barroso, il Vice Presidente Viviane Reading, rappresentanti dei 28 Stati membri Eu e della Società Civile Rom Europea. Il “ROMA SUMMIT” ha riaffermato l’improcastinabile esigenza di avanzare rapidamente verso l’inclusione della principale minoranza etnica dell’Europa, dodici milioni di cittadini e cittadine. Solo attraverso questo percorso l’Unione Europea potrà uscire dalla crisi economica, morale ed umana in corso da anni.
L’ Italia è in ritardo nell’applicare concretamente gli accordi quadro eu. Soltanto nella Regione Liguria è correttamente garantita la Strategia Nazionale di Inclusione e gli schemi di governante elaborati da Unar e dal Consiglio dei Ministri. Le Associazioni Romnì Esmeralda, Nazione Rom e Rom Anticamente, componenti istituzionali del Tavolo, decidono alla pari, con Regione, Province, Comuni e Prefetture percorsi e strade per garantire la piena accoglienza per tutti, nessuno escluso. La necessità di estendere “le buone prassi” nelle città di Roma, Napoli, Milano, Torino, Venezia, ed in tutte le Regioni dello Stato Italiano è necessità non più rimandabile. Questi i motivi della convocazione del primo CONGRESSO NAZIONALE del CONSIGLIO NAZIONALE ROM. Nell’epoca di crisi, non basta stare a guardare e di conseguenza subire scelte e decisioni altrui: c’è uno sforzo che vale la pena di fare da parte di tutti i cittadini europei ed immigrati. È la partecipazione informata ed attiva alla sfera politica europea e nazionale. E’ tempo di costruire democrazia. E’ tempo di costruire un nuovo Governo che non escluda nessuno. E’ tempo di Autodeterminazione ed Interculturalità. E’ il tempo dell’affermazione dell’UMANITA’ e della CIVILTA’.
ASSOCIAZIONE NAZIONE ROM
tel +39 3281962409 +39 3209489950
email nazione.rom@gmail.com
domenica 6 aprile 2014
Don Mario Riboldi : IO PRETE DEGLI ZINGARI
Don Mario Riboldi IO PRETE DEGLI ZINGARI http://t.co/E2aXz9iG9s
Don Mario Riboldi IO PRETE DEGLI ZINGARI
sivola.net
MAHALLA NL - Informazioni dai Rom, Sinti e Kale' nel mondo
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#ROMA CULTURAL MAGAZINE
Questo link è per chi è convinto dice che le persone rom oneste e lavoratrici sono poche.
www.harlemstudios.it/documenti/ROMA_numero03_STAMPA.pdf
www.harlemstudios.it/documenti/ROMA_numero03_STAMPA.pdf
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harlemstudios.it
sabato 5 aprile 2014
Assetto Variabile, 06 04 2014
Assetto Variabile, 06 04 2014: http://t.co/dR4tX1KeT3 tramite @YouTube
In questo numero: 00'24" Mahalla - 02'36" Mahallina: Dijango e i cartoni animati - 03'57" Cronache dall'Italia e dall'estero - 05'23" Agenda: cose da fare, v...
YOUTU.BE
venerdì 4 aprile 2014
AMNESTY AL SINDACO DI ROMA: STOP ALLA DISCRIMINAZIONE DEI ROM
press@amnesty.it
A stampa@amnesty-ml.amnesty.it
Oggi alle 12:31 PM
COMUNICATO STAMPA
CS047-2014
ALLA VIGILIA DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE DEI ROM E SINTI AMNESTY INTERNATIONAL SOLLECITA NUOVAMENTE IL SINDACO DI ROMA A PORRE FINE ALLA DISCRIMINAZIONE DEI ROM NELL’ACCESSO ALLE CASE POPOLARI
A pochi giorni dalla Giornata internazionale dei rom e dei sinti dell’8 aprile, Amnesty International ha nuovamente sollecitato il sindaco di Roma, Ignazio Marino, a dialogare con l’associazione e a porre fine alla discriminazione dei rom nell’accesso a un alloggio adeguato.
“Le violazioni dei diritti umani dei rom da parte delle autorita’ italiane, incluse quelle di Roma, continuano: sgomberi forzati, segregazione in campi in condizioni abitative gravemente inadeguate ed esclusione dall’edilizia residenziale pubblica stanno proseguendo sotto l’amministrazione del sindaco Marino” – ha ricordato John Dalhuisen, direttore del Programma Europa e Asia Centrale di Amnesty International, appena giunto a Roma.
Dalhuisen interverra’, domani, al convegno “Italiaromani’” organizzato dall’Associazione 21 luglio, in corso in questi giorni a Roma.
“Amnesty International aveva auspicato un cambio di rotta da parte della giunta Marino dopo gli anni del “Piano Nomadi” della giunta Alemanno. Lo scorso ottobre avevamo accolto con favore l’impegno della giunta Marino a ritirare misure chiaramente discriminatorie nei confronti delle famiglie rom residenti nei campi autorizzati nell’accesso alle case popolari” – ha ricordato Dalhuisen.
“Ad oggi il sindaco Marino non ha mantenuto quegli impegni ne’ ha risposto alla nostra lettera del 14 febbraio scorso, in cui esprimevamo profondo rammarico per il fatto che la graduatoria per l’assegnazione delle case popolari riferita al bando pubblico del 31 dicembre 2012 non fosse stata ancora pubblicata e che l’attribuzione del punteggio a ciascuna domanda venisse ancora compiuta in applicazione dei criteri previsti nella circolare del dipartimento Politiche abitative del 18 gennaio 2013” – ha sottolineato Dalhuisen.
“Insieme ad Amnesty International, anche il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa Nils Muižnieks aveva evidenziato il carattere discriminatorio di quella delibera, che impedisce ai rom residenti nei campi autorizzati di veder riconosciuto il proprio stato abitativo gravemente disagiato e dunque riduce enormemente le loro probabilita’ di vedersi assegnata una casa popolare” - ha ricordato Dalhuisen.
“Chiediamo al sindaco Marino anche di fare chiarezza su come intenda impiegare i fondi recentemente messi a disposizione dalla Regione Lazio per la cosiddetta ‘emergenza abitativa’. Non possiamo accettare che quest’operazione ancora una volta si concluda con l’esclusione delle famiglie rom residenti nei campi, oltre che di altri cittadini che hanno fatto domanda per un alloggio residenziale pubblico in base alla graduatoria del 31 dicembre 2012” – ha concluso Dalhuisen.
A Roma, nell’ambito di una grave emergenza abitativa dovuta alla scarsa disponibilita’ di alloggi pubblici, dei 50.000 nuclei familiari che vivono nelle case popolari della capitale gestite dall’Ater, solo lo 0,02 per cento e’ costituito da rom, sebbene i rom costituiscano oltre lo 0,2 per cento della popolazione totale della citta’.
FINE DEL COMUNICATO
Roma, 4 aprile 2014
Per interviste:
Amnesty International Italia – Ufficio Stampa
Tel. 06 4490224 – cell. 348 6974361, e-mail: press@amnesty.it
CS047-2014
ALLA VIGILIA DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE DEI ROM E SINTI AMNESTY INTERNATIONAL SOLLECITA NUOVAMENTE IL SINDACO DI ROMA A PORRE FINE ALLA DISCRIMINAZIONE DEI ROM NELL’ACCESSO ALLE CASE POPOLARI
A pochi giorni dalla Giornata internazionale dei rom e dei sinti dell’8 aprile, Amnesty International ha nuovamente sollecitato il sindaco di Roma, Ignazio Marino, a dialogare con l’associazione e a porre fine alla discriminazione dei rom nell’accesso a un alloggio adeguato.
“Le violazioni dei diritti umani dei rom da parte delle autorita’ italiane, incluse quelle di Roma, continuano: sgomberi forzati, segregazione in campi in condizioni abitative gravemente inadeguate ed esclusione dall’edilizia residenziale pubblica stanno proseguendo sotto l’amministrazione del sindaco Marino” – ha ricordato John Dalhuisen, direttore del Programma Europa e Asia Centrale di Amnesty International, appena giunto a Roma.
Dalhuisen interverra’, domani, al convegno “Italiaromani’” organizzato dall’Associazione 21 luglio, in corso in questi giorni a Roma.
“Amnesty International aveva auspicato un cambio di rotta da parte della giunta Marino dopo gli anni del “Piano Nomadi” della giunta Alemanno. Lo scorso ottobre avevamo accolto con favore l’impegno della giunta Marino a ritirare misure chiaramente discriminatorie nei confronti delle famiglie rom residenti nei campi autorizzati nell’accesso alle case popolari” – ha ricordato Dalhuisen.
“Ad oggi il sindaco Marino non ha mantenuto quegli impegni ne’ ha risposto alla nostra lettera del 14 febbraio scorso, in cui esprimevamo profondo rammarico per il fatto che la graduatoria per l’assegnazione delle case popolari riferita al bando pubblico del 31 dicembre 2012 non fosse stata ancora pubblicata e che l’attribuzione del punteggio a ciascuna domanda venisse ancora compiuta in applicazione dei criteri previsti nella circolare del dipartimento Politiche abitative del 18 gennaio 2013” – ha sottolineato Dalhuisen.
“Insieme ad Amnesty International, anche il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa Nils Muižnieks aveva evidenziato il carattere discriminatorio di quella delibera, che impedisce ai rom residenti nei campi autorizzati di veder riconosciuto il proprio stato abitativo gravemente disagiato e dunque riduce enormemente le loro probabilita’ di vedersi assegnata una casa popolare” - ha ricordato Dalhuisen.
“Chiediamo al sindaco Marino anche di fare chiarezza su come intenda impiegare i fondi recentemente messi a disposizione dalla Regione Lazio per la cosiddetta ‘emergenza abitativa’. Non possiamo accettare che quest’operazione ancora una volta si concluda con l’esclusione delle famiglie rom residenti nei campi, oltre che di altri cittadini che hanno fatto domanda per un alloggio residenziale pubblico in base alla graduatoria del 31 dicembre 2012” – ha concluso Dalhuisen.
A Roma, nell’ambito di una grave emergenza abitativa dovuta alla scarsa disponibilita’ di alloggi pubblici, dei 50.000 nuclei familiari che vivono nelle case popolari della capitale gestite dall’Ater, solo lo 0,02 per cento e’ costituito da rom, sebbene i rom costituiscano oltre lo 0,2 per cento della popolazione totale della citta’.
FINE DEL COMUNICATO
Roma, 4 aprile 2014
Per interviste:
Amnesty International Italia – Ufficio Stampa
Tel. 06 4490224 – cell. 348 6974361, e-mail: press@amnesty.it
giovedì 3 aprile 2014
8/4 Giornata Internazionale del popolo rom
Nazzareno Guarnieri ha aggiunto 2 nuove foto.
Il
giorno 8 aprile a Rovereto (TN) presso il Colle Miravalle sede della
campagna dei caduti per la pace, dove sventola la bandiera rom insieme
alle bandiere di tutte le nazioni, CELEBRAZIONE della Giornata
Internazionale del popolo rom organizzato da Associazione rom kosovari
del trentino e da Fondazione romanì Italia con il sostegno della Provincia di Trento e la Fondazione Opera della Campagna dei caduti per la pace.
La celebrazione politico/istituzionale inizia alle ore 9.00 e si concluderà alle ore 12,30 con l'emozionante l'alza bandiera ed i 100 rintocchi della campana più grande del mondo. Il pomeriggio dalle ore 15,00 alle ore 19,00 laboratori culturali ed interculturali.
La celebrazione politico/istituzionale inizia alle ore 9.00 e si concluderà alle ore 12,30 con l'emozionante l'alza bandiera ed i 100 rintocchi della campana più grande del mondo. Il pomeriggio dalle ore 15,00 alle ore 19,00 laboratori culturali ed interculturali.
La Svezia come Hitler: "Zingari discriminati e sterilizzati"
La Svezia come Hitler: "Zingari discriminati e sterilizzati"
Il governo svedese chiede scusa agli zingari per un secolo di discriminazioni, vessazioni e abusi che sono arrivati fino all'estremo delle sterilizzazioni di massa, per impedire che crescesse troppo una minoranza classificata come "incapacitati sociali". Non solo è una bella botta allo stereotipo sulla multiculturalità e sulla tolleranza scandinava: anche se probabilmente cose anche peggiori sono accadute e accadono in tanti altri Paesi, senza che nessuno chieda scusa allo stesso modo. Il dato ancora più spiazzante, appunto dando retta agli stereotipi, e che è il governo di centrodestra del premier Fredrik Reinfeldt a chiedere scusa per abusi che furono compiuti soprattutto dai governi socialdemocratici, secondo i quali l'intervento eugenetico per ridurre il peso degli elementi "parassitari" era una condicio sine qua non irrinunciabile dello Stato sociale, per abbatterne i costi.
"La situazione che vivono gli zingari oggi ha a che vedere con la discriminazione storica cui sono stati sottomessi", afferma il Libro Bianco sulle violazioni dei diritti di questa minoranza dal 1900 in poi che è stato presentato a Stoccolma.
"Un periodo oscuro e vergognoso della storia svedese", è stato definito dal ministro dell'Integrazione, il liberale Erik Ullenhag. Forse non conclusosi del tutto, visto che una delle testimoni rom invitata a dare testimonianza si è vista negare l'ingresso dal personale di quell'Hotel Sheraton dove il rapporto veniva presentato. E lo scorso settembre ci fu lo scandalo della polizia della Scania che aveva schedato una lista di 4000 rom. Ma il clou fu tra 1934 e il 1974: cioè, quasi l'intero periodo di quel lungo predominio socialdemocratico al governo che durò dal 1932 al 1976. Non ci sono cifre ufficiali, ma secondo le testimonianze almeno una famiglia consultata su quattro era a conoscenza di casi di sterilizzazione o aborto forzato. Inoltre i bambini venivano spesso sottratti alle famiglie: neanche qui ci sono cifre ufficiali, ma secondo il Ministero durante i freddi inverni svedesi la pratica era sistematica, con il pretesto di sottrarre i piccoli ai rigori del clima.
Sempre durante i governi socialdemocratici, fino al 1964 fu proibito agli zingari di entrare in Svezia. Anche durante quegli anni della Seconda Guerra Mondiale in cui rom e sinti nell'Europa occupata dai nazisti venivano sistematicamente mandati nei campi di sterminio. Porajmos, "devastazione", è chiamata quella versione zingara della Shoà in cui morirono oltre 600.000 persone. Anche per chi risiedeva in Svezia in molti municipi era inoltre proibito agli zingari insediarsi in modo permanente, nelle scuole i bambini erano segretati in aule speciali e in generale i servizi sociali erano loro preclusi. Come ha spiegato il Ministero, "l'idea era di rendere loro la vita impossibile perché se ne andassero dal Paese". Per il momento, il Libro Bianco non contempla la possibilità di risarcimenti agli zingari, che in Svezia sono 50.000 su una popolazione di 9 milioni e mezzo di persone. Però l'apertura degli archivi e le scuse ufficiali ne pongono probabilmente le premesse.
Nota
Occorreva un quotidiano di destra perché sulla stampa emergesse questa storia. Che è ancora incompleta: non fu soltanto la Germania nazista a perseguire quelle politiche - i colpevoli sono da tutte le sponde politico-ideologiche - ci fu la democratica Svizzera tra gli anni '50 e gli anni '70, ma anche la comunistissima Cecoslovacchia del dopo Dubcek, con processi di risarcimento che si trascinano ancora oggi. E la Svezia socialdemocratica.
Cosa può legare tra loro regimi così diversi? Direi, il tentativo di stabilire il primato dello stato, che deve essere non solo forte (anche se ogni stato intende la forza in una sua maniera diversa), ma deve anche intervenire nel "plasmare" l'identità dei propri popoli. Qualcuno con la forza, altri con una sorta di "moral suasion". Facendo valere la forza soprattutto sulle fasce più deboli ed esposte della popolazione.
Cosa aggiungere sulla socialdemocrazia (svedese)? Che nei medesimi anni, i Rom e Sinti venivano schedati e i dati raccolti in schedari segreti di cui solo l'anno scorso si è venuto a conoscenza. Nel frattempo, la Svezia ha virato a destra, e questi episodi di chiarezza sul suo passato vanno in corto circuito con pulsioni che prima erano più rare: è di settimana scorsa la notizia, lanciata dalla testata THE LOCAL e ripresa anche all'estero, di un ristorante della catena Sheraton ha rifiutato di servire un proprio cliente perché di etnia rom.
Nel contempo, nella Serbia che per gli "occidentali" rimane un posto esotico e selvaggio, si è concluso il processo contro un Mc Donald che si era reso colpevole di un comportamento simile a quello svedese.
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mercoledì 2 aprile 2014
SENTENZA: IL CENSIMENTO DEI ROM FU DISCRIMINATORIO
Fabrizio Casavola e MAHALLA international hanno condiviso un link.
26.03.2014 - Sul Corriere della Sera pubblicata la prima sentenza italiana in cui si riconosce espressamente il carattere discriminatorio del c.d. "censimento Rom" da parte dello Stato italiano...
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lunedì 31 marzo 2014
Mahalla - Informazioni dai Rom, Sinti e Kale' nel mondo
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