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giovedì 25 settembre 2025

SEPPELLITEMI IN PIEDI - LIBRO DI ISABEL FONSECA

 



"Seppellitemi in piedi" di Isabel Fonseca è un libro significativo che raccoglie reportage sull'esperienza delle comunità rom in Europa. L'autrice ha vissuto per quattro anni a stretto contatto con queste comunità, documentando la loro vita quotidiana, le vessazioni subite, e la ricchezza culturale fatta di canti, riti, tradizioni e superstizioni millenarie. Il libro cerca di offrire uno sguardo interno alla realtà rom, contro gli stereotipi, dando voce alla loro filosofia di vita e ai racconti prosaici e poetici che la compongono.

Il titolo esprime l'appello e la resistenza di un popolo stanco delle discriminazioni: "Seppellitemi in piedi. Sono restato in ginocchio per tutta la vita." Il testo contiene anche ritratti di figure indimenticabili come la poetessa Papusza. Sebbene il libro in italiano sia fuori catalogo da tempo, è ancora reperibile in formato usato e si trova disponibile in inglese in versione ebook e cartacea.

L'opera è considerata un testo importante per comprendere la complessità della condizione rom con un taglio narrativo-affettivo, lontano sia dall'esotismo sia dal pregiudizio.

domenica 21 settembre 2025

LA SCOZIA SI SCUSA (SENZA RISARCIMENTI) PER LE VIOLENTE POLITICHE DI ASSIMILAZIONE CONTRO I ROM ITINERANTI

Il titolo sopra è mio.


L'articolo è di Djimi Bajrami (nella foto)


SCUSE SENZA GIUSTIFICAZIONI
Notizia Rom
Scozia

Il governo scozzese ha finalmente chiesto scusa alle vittime dei famigerati "esperimenti Tinker" – programmi di assimilazione forzata dei Rom itineranti che durarono dagli anni '40 agli anni '80.

Il 25 giugno, nel parlamento, il primo ministro John Swinney ha riconosciuto:
"Gli esperimenti non avrebbero mai dovuto accadere. Quelle politiche erano sbagliate e hanno lasciato profonde ferite. A nome della Scozia, ci scusiamo."

Questi esperimenti avevano lo scopo di interrompere con la forza lo stile di vita nomade, costringendo intere famiglie a trasferirsi in campi controllati. I genitori venivano ricattati con minacce di sottrazione dei figli se non avessero abbandonato la loro tradizione.

Un rapporto con accuse gravi
Contemporaneamente è stato pubblicato un rapporto preparato dall’Università di St Andrews, che rivela una discriminazione istituzionale sistematica definita dagli autori come "genocidio culturale". Vi si descrive la sottrazione dei bambini, il loro collocamento in scuole industriali e l’invio in colonie – politiche con conseguenze devastanti per la comunità.

L’attivista Rosanna McPhee, che ha vissuto lei stessa in un ex campo, testimonia:
"I miei genitori furono costretti a smettere di viaggiare. Vivevamo in baracche senza elettricità né acqua, studiavamo alla luce di una candela e abbiamo sempre subito discriminazioni. Ancora oggi è difficile trovare lavoro e vivere senza pregiudizi."

Scuse senza risarcimenti
Sebbene le scuse siano state accolte, è motivo di critica il fatto che il governo non abbia offerto un piano di risarcimenti. La dott.ssa Lynn Tommy-Conelly, autrice del rapporto iniziale, ha avvertito:
"La mancanza di un impegno per il risarcimento è preoccupante. Le vittime meritano più che parole."

D’accordo con questo è anche Claire McGilivray dell’organizzazione "Realizzazione dei diritti", che ricorda come le Nazioni Unite abbiano già raccomandato misure concrete per affrontare l’eredità dell’assimilazione forzata.

Il ministro Swinney ha dichiarato che per il momento non sono previsti piani di risarcimento, ma ha annunciato un "ulteriore dialogo" con la comunità Rom.

La storia degli "esperimenti Tinker" è un monito che le ingiustizie istituzionali e il genocidio culturale non possono essere cancellati con un semplice "ci dispiace". Le scuse rappresentano un passo, ma senza misure concrete e risarcimenti, le ferite rimangono aperte – e la giustizia irraggiungibile.

di DzIMI

venerdì 19 settembre 2025

Seminario e programma di studi dedicati alla lingua e cultura Rom (Romanes). (Repubblica Ceca)



Il Dipartimento di Studi di Traduzione della Charles University, in collaborazione con l'Università di Pardubice, organizza un seminario e un programma di studi dedicati alla lingua e cultura Rom (Romanes). Questo programma, chiamato Central European Studies: Romani Studies (Středoevropská studia: Romistika), offre approfondimenti sulla realtà storica, linguistica e socioculturale delle comunità Rom, specialmente nell'area ceco-slovacca. Il seminario e il corso mirano a fornire una comprensione ampia della cultura Rom e della lingua Romanes, offrendo anche la possibilità di acquisire una padronanza della lingua stessa.

Gli studenti, inclusi i madrelingua Romanes, possono approfondire la struttura del proprio idioma e applicarsi come insegnanti o traduttori. La Charles University è uno dei pochi istituti al mondo che offre uno studio così approfondito e strutturato sulla lingua e cultura Rom, con possibilità di scambi e collaborazioni con università in altri paesi europei. Il programma è anche un'opportunità per studenti rom e non rom di comprendere meglio le differenze culturali e sociali.

Il seminario ha inoltre uno spirito inclusivo e offre opportunità di ricerca e studio sul campo con le comunità Rom, creando un ambiente di apprendimento stretto e collaborativo tra studenti e docenti.

Ecco alcuni link utili relativi al corso e al suo organizzatore:

  1. Informazioni dettagliate sul programma "Central European Studies: Romani Studies" presso la Charles University, con specifiche sul seminario e contenuti del corso:
    https://romea.cz/en/czech-republic/czeech-republic-charles-university-apos-s-romani-studies-seminar-accepting-applications/

  2. Pagina ufficiale del programma di studi "Central European Studies with specialisation in Romani" presso la Charles University:
    https://explorer.cuni.cz/programme/345:64?lang=en

  3. Documento approfondito che parla dell'insegnamento della lingua Romani in Repubblica Ceca, con dettagli sulla Charles University e il suo Seminario di Romani Studies:
    https://www.uibk.ac.at/iup/buch_pdfs/roma-und-travellers/10.152032936-95-0-11.pdf

  4. Ulteriori informazioni sul programma di studi interdisciplinare "East and Central European Studies" che include anche la Romani Studies, offerto dalla Facoltà di Arti della Charles University:
    https://www.ff.cuni.cz/home/international-students/programmes/eces-east-and-central-european-studies/

Il corso è organizzato dal Dipartimento di Studi di Traduzione (Central European Studies Department) della Charles University in collaborazione con l'Università di Pardubice.


giovedì 18 settembre 2025

STORIA DELLA LETTERATURA ROM

di Đimi Bajrami

La letteratura rom, che per secoli si è trasmessa oralmente, ha cominciato a svilupparsi significativamente in forma scritta solo negli ultimi cento anni. Le prime rassegne sistematiche sono rare. Opera chiave è il libro di Rajko Đurić "La letteratura dei Rom e dei Sinti" (2002), la prima ampia storia della letteratura rom. Successivamente si è aggiunto il lavoro di Sofija Zahova "Storia della letteratura rom" (2014), ampliato nel 2023 con il titolo "Letteratura rom".

Da traduzioni religiose a un periodo d'oro nell'URSS

I primi testi scritti in lingua rom erano traduzioni religiose nel XIX secolo, senza contenuti originali. Il vero sviluppo arriva negli anni '20 e '30 in URSS, quando il sostegno statale permette la pubblicazione di numerosi libri. In quel periodo emergono nomi come Aleksandar German, Nina Dudarova, Nikolaj Pankov, Olga Pankova. Successivamente uno sviluppo simile avviene anche in Jugoslavia, con autori come Slobodan Berberski, Rajko Đurić, Alija Krasnići, Šemso Avdić, Šaip Jusuf, Trajko Petrovski, Muharem Serbezovski, Ljatif Demir e altri.

In Polonia si distingue Papuša, nella Repubblica Ceca Tera Fabianova, in Bulgaria Hristo Kjucukov, Usin Kerim, e in Ungheria Bari Karoli e Menihert Lakatós. In Francia Marcel Courtiade. In Occidente il primo testo rom è pubblicato solo nel 1980.

Internazionalizzazione e tendenze contemporanee

Dopo la caduta del muro di Berlino, le comunicazioni e le tecnologie favoriscono uno scambio più rapido e festival, e la letteratura rom si internazionalizza. Le opere contemporanee continuano con i temi tradizionali – origine dall’India, passato nomade, Samudaripen, emarginazione – ma acquisiscono anche una nuova dimensione digitale. Zahova sottolinea l’importanza della varietà di generi, della letteratura per bambini e delle traduzioni dal e verso la lingua rom.

Valore politico e universale

La conclusione è chiara: la letteratura rom è una "letteratura minoritaria" nello spirito di Deleuze e Guattari – fortemente politica e di significato universale. Essa riflette il rapporto della società con le sue minoranze, misura la sua maturità e democrazia.

La letteratura rom non è solo un patrimonio di un popolo – è una voce che ci ricorda che la vera forza della cultura sta nella diversità e nel rispetto di ogni minoranza.