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lunedì 8 aprile 2019

SAVERIO TOMMASI: TUTTO QUELLO CHE SAI SUI ROM È FALSO

8 Aprile 2019 - Giornata mondiale Rom e Sinti. La testimonianza di Paolo Basso

In questa giornata che dovrebbe essere di festa raccolgo da Facebook la voce di Paolo che ringrazio perché mi autorizza alla pubblicazione. Datevi la briga di leggerla fino in fondo. Non servono commenti.
ciao io sono Paolo ho 37 anni sono sposato ho tre figli E sono di Padova . io sono italiano ma di etnia sinto (la mia famiglia erano ex circensi e giostrai) . sin da piccolo alle elementari ero vittima di bullismo nessun compagno giocava con me . mi dicevano sempre :"sporco zingaro". Anche se vivevo in una roulotte avevamo acqua e luce quindi ci lavavamo. Lo stesso alle medie . tutti che mi evitavano o prendevano in giro . io soffrivo molto per sta cosa anche se cercavo di tutto per integrarmi non riuscivo . purtroppo poi mi ammalai e non ho potuto frequentare le superiori. da piccolo i miei genitori hanno comprato un pezzo di terra agricolo non edificabile e ci abbiamo messo dei bungalow da campeggio per viverci non permettendoci una casa. Sono cresciuto senza amici ,sempre solo e questo mi portava ad isolarmi sempre di più. Da grande ho cominciato a lavorare e ho cambiato parecchi lavori . alcuni erano stagionali altri per dei picchi. Altri appena se ne accorgevano che ero un sinto (zingaro ) non mi rinnovavano il contratto. Altri colloqui di lavoro lo stesso "di dove sei ? Sei italiano? Ok le faremo sapere. Lo stesso nel cercare casa. anche se mi potevo permettere di pagarmi un affitto se si accorgevano che ero un sinto mi dicevano le facciamo sapere. Non sempre quello che si vede sui giornali è vero sui sinti molti lavorano onestamente e si fanno un mazzo così. Però per colpa di qualcuno ci vanno di mezzo tutti .Ora continuo a vivere in questo bungalow e ci vivo io con mia moglie e con tre bambini . io dovrei iniziare a lavorare in un corriere espresso a giorni .mia moglie pure lavo per un ditta di pulizie con un contratto a chiamata .ma nonostante la nostra onestà e i nostri sforzi per integrarci (io non ho mai truffato ne derubato nessuno) ma la società non ci accetta lo stesso.Purtroppo vedo quello che sta facendo la Lega e tutta la politica di dx contro rom e sinti . vivo con l'ansia perché ho paura che tra un giorno all'altro ci mandano fuori dal nostro terreno perché agricolo. Viviamo perseguitati nonostante molti di noi pagano tasse dichiarano redditi e paghiamo le utenze (compreso il sottoscritto) . nonostante tutto ci chiamano zingari di merda . quello che mi distrugge dentro e che nonostante che faccio tutto il possibile per essere accettato la società mi guarda con occhi diffidenti come se avessi la peste bubbonica. Sono arrivato Adirittura ad odiarmi perché non sono italiano al 100% perché sono di entia sinto .io non ce la faccio più a vivere in queste condizioni .ma cerco di darmi forza per via della mia famiglia. Ho i mie due figli più grandi ,uno ha 13 e una da 10 anni mi chiedono :"papà perché molti politici e molta gente ci odiano? E uno di 4 anni il più piccolo. I miei figli stessi non sono mai stati invitati ad una festa di compleanno dei loro compagni o a casa loro solo per giocare.Abbiamo fatto domanda per la casa popolare e stiamo aspettando. Perché come ho detto prima neanche pagando nessun privato o agenzia ci danno una casa in affitto.Di recente ho fatto una visita psichiatrica perché faccio fatica a dormire e il dottore mi ha prescritto un farmaco per dormire.perché questa situazione mi fa vivere nell'ansia. Spero di uscire da questo incubo .ma purtroppo ci sono anche i politici di dx che incitano all'odio razionale. Spero che un giorno finisca tutto questo.

sabato 6 aprile 2019

INTERVISTA A LUIGI BEVILACQUA

https://www.mixcloud.com/RadioRomaCapitale/luigi-bevilacqua-venerd%C3%AC-5-aprile/?fbclid=IwAR2yAOyS_kSS9xDi7C2IF6YHTzCqKuyMo_Wv8wOwWpCKrfjPvsncZBZD7vQ

AVETE LEVATO IL PANE AI ROM...


di Daniel di Schuler

Avete levato il pane ai rom
e tutti vi "comprendono". Perché sareste poveri. Perché sareste esasperati. Mi sarebbe facile unirmi a quei cori; dimostrare il mio "equilibrio". Sono capacissimo di scrivere "ma anche" e capisco bene i principi del cerchiobottismo. Preferisco, invece, parlarvi di due che erano molto più poveri e disperati di voi. Si chiamavano Luigi e Rosetta. Quando li ho conosciuti, però, avevano più di ottant'anni e quella povertà e quella disperazione erano ormai lontane. Distanti come gli ultimi anni di guerra. Quando la Rosetta aveva aiutato a salvare ebrei e comunisti. Quando il Luigi aveva rischiato la pelle per distribuire l'Unità clandestina. Rosetta e Luigi che il Venticinque aprile si trovavano alla Ca' Morta; una grande cascina alle porte di Como, lungo la statale che porta a Milano. Una strada invasa dai tedeschi in ritirata. Prima da reparti ancora inquadrati. Poi da sbandati. Vecchi e ragazzini. Gli scarti della Wermacht. Ormai disarmati. Malconci. Stremati. Nemici cui Rosetta e Luigi diedero da mangiare, assieme agli altri contadini di quel cascinale. Solo patate lesse, perché non avevano altro, ma per due o tre giorni. Un gesto incomprensibile. Rosetta e Luigi avevano perso casa e tutto. A Legnano, in un bombardamento. Con loro, a lessare un calderone di patate dopo l'altro, dei brianzoli dal cuore notoriamente duro; capaci di tirar fuori il coltello per una parola storta. Perché lo avevano fatto? "O bella". Ricordo gli occhi divertiti di Rosetta e la sua risposta: "Perché quelli là avevano fame e noi mica eravamo delle bestie." Una frase con cui vi saluto. A voi domandarvi cosa siete e cosa, o chi, vi abbia ridotto così.

mercoledì 6 marzo 2019

L'ESERCITO NEI CAMPI ROM?

L’ESERCITO NEI CAMPI ROM ?
Apprendiamo con sorpresa, indignazione e sgomento la notizia che il prefetto e la sindaca di Roma vogliono rispondere all’abbandono, al degrado, alla vergogna dei campi rom con l’iniziativa meno adeguata e più sterile: quella di inviare un presidio di militari in due campi, quello di Salviati a Tor Sapienza e quello di Castel Romano.
In questo modo risulta ancora più evidente la mancanza di comprensione delle dinamiche che caratterizzano i campi rom della capitale, le cause del loro degrado e delle illegalità che li caratterizzano.
Innanzitutto quello che dopo tanti anni ancora non si capisce a livello istituzionale è che il nocciolo del problema risiede nella necessità di inclusione e che la mera repressione non produrrà alcun risultato come l’esperienza del passato recente e meno recente ha ampiamente dimostrato.
Innanzitutto va detto senza tergiversare che i “campi” si presentano come repellenti baraccopoli, quali una società civile non può permettersi senza disonorarsi. All’inizio di febbraio sono venute in Italia due delegazioni di importanti organismi internazionali (Ohchr – Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani – organismo dell’ONU, e CESE – Comitato Europeo economico e sociale –organismo dell’UE) che sono rimaste semplicemente esterrefatte della condizione dei Campi Rom.
L’Italia è l’unico paese al mondo che ha stabilito che i Rom e Sinti debbano vivere nei cosiddetti “Campi Sosta” in nome di un nomadismo che non esiste più da decenni. Questi campi fin dall’inizio (metà degli anni ’80) hanno assunto la reale configurazione di luoghi di segregazione razziale perché predisposti per una sola etnia.
Tutti ricordano i recenti eventi di “Mafia Capitale” laddove si scoprì il bubbone della vasta corruzione proliferata attorno agli stanziamenti destinati ai campi Rom ma dei quali ai Rom e Sinti non arrivarono che le briciole tanto che è passata alla storia l’intercettazione di uno dei protagonisti colto mentre diceva che sui Campi Rom si guadagnava più che sulla droga.
Da allora i finanziamenti comunali per i Rom precipitarono attuandosi il classico getto del bambino con l’acqua sporca. Il progetto di scolarizzazione affidato con bando ad associazioni del terzo settore fu loro tolto e la conseguenza da un anno all’altro è stato il crollo della frequenza (del 50%!). I presidi h12 e h24 installati in vari campi furono soppressi e ne è conseguita l’emersione di famiglie dominanti.
La Strategia Nazionale di inclusione sociale di Rom sinti e caminanti, approvata dal Governo nel 2012, indica giustamente i pilastri ineludibili per una reale integrazione: Casa, lavoro, salute, istruzione corredando la segnalazione con adeguate proposte concrete. Non sembra che al Comune di Roma e alla Regione Lazio abbiano letto il documento governativo.
I Campi Rom sono baraccopoli fatiscenti infestate dai ratti che dall’imbrunire scorrazzano in branchi famelici, la disoccupazione è altissima. Molti rom, prima di dedicarsi ad attività al limite se non oltre la legalità le provano tutte per mantenere sé stessi e famiglie assai numerose, ma il mercato del lavoro condivide la radicata ostilità che si riscontra ovunque. La società maggioritaria, spesso grondante pregiudizi, discrimina ed esclude. Vivere in una baracca senza lavoro con 10 figli è vivere ? come si fa a sopravvivere ?. E’ compito delle istituzioni e della società maggioritaria, includere, offrire una mano di aiuto a chi non ce la fa soprattutto perché odiato, discriminato, osteggiato. I cosiddetti social grondano manifestazioni violente di odio contro Rom e Sinti. Dove sono le istituzione cui ne competerebbe il contrasto ?
L’abbandono, l’ostilità, la segregazione sono vissute con rassegnazione e paura e la risposta inconsapevole ma reale è spesso l’illegalità ma l’illegalità del povero, dell’emarginato, per quanto condannabile non può avere lo stesso peso della violazione dei diritti umani perpetrata dalle istituzioni.
ALLEANZA ROMANI
MOVIMENTO KETHANE
ASSOCIAZIONE UPRE ROMA
CONSULTA ROM E SINTI MILANO
CITTADINANZA E MINORANZE

martedì 26 febbraio 2019

RomArchive

importante!
The RomArchive collection contains items from ten archive sections: Visual Art, Dance, Film, Flamenco, Theatre & Drama, Literature, Music, Romani Civil Rights Movement, Politics of Photography and Voices of the Victims. Focusing on self-representation, the objects have been collected from private collections, museums, archives and libraries around the world.

leggi qui:
RomArchive

venerdì 4 gennaio 2019

COMUNICATO STAMPA - ATTENTATO AI SINTI DI LONATO (BS)

COMUNICATO STAMPA
La notte tra il primo e il 2 di gennaio circa all’una e mezzo la famiglia di Costantino Cari, una famiglia Sinta che alloggiava in due roulotte parcheggiate su un terreno agricolo a Lonato in provincia di Brescia, è stata vittima di un attentato. Una o due persone hanno prima sparso benzina sulle roulotte incendiandole, e quando Luca Cari, il figlio di Costantino si è svegliato e, preoccupato per i genitori che dormivano nell’altra roulotte, è uscito è stato colpito a bruciapelo da un colpo di fucile da caccia.
La famiglia racconta che Luca è in ospedale, rischia di perdere l’utilizzo del braccio e che ha visto l’attentatore. Raccontano che da tempo sono vittime di minacce da parte di un abitante della zona che gli ha esplicitamente detto: vi brucio e vi sparo. Raccontano che un altro abitante della zona dopo l’attentato ha detto che uno con una Punto nera e con il fucile da caccia il giorno prima si informava da lui dove è il campo nomadi.
Per quello che a tutti gli effetti risulta essere un crimine d’odio, le associazioni Rom e Sinte Italiane sono indignate della disattenzione dei media come se fosse normale la caccia allo “zingaro”; si augurano che le indagini portino a identificare prima possibile il o i responsabili, riservandosi di costituirsi parte civile nei suoi confronti; promuovono una campagna d solidarietà a sostegno delle famiglie colpite che non si devono sentire sole; si aspettano infine che le forze dell’ ordine e la procura della repubblica garantiscano la sicurezza di questa e di altre famiglie Sinte sul territorio.
Per info 3397608728
Alleanza Romanì, Associazione Upre Roma, associazione Sucar Drom, Associazione Sinti Italiani di Prato, Associazione Sinti italiani, Associazione New Romalen, Villaggio delle Rose, Sinti di Rimini, Accademia Europea di Arte Romanì, Associazione Stay Human, Federazione Rom e Sinti Insieme, Federazione FederArteRom, Associazione Nazionale Them Romano, Associazione Nevo Drom, Associazione Rom in Progress Isernia, cooperativa Romano Drom, Associazione Amalipe Romanò, Associazione FutuRom, Associazione Euro Drom Pavia

Rom e Sinti, la minoranza più discriminata d’Europa | riforma.it

Rom e Sinti, la minoranza più discriminata d’Europa | riforma.it

mercoledì 2 gennaio 2019

CORSO DI LINGUA ROMANI' - INDICATIVO PRESENTE

Mentre provo a cimentarmi vi metto a disposizione i miei appunti. Il lavoro che uso rappresenta un tentativo di mettere per scritto non il romanès parlato concretamente nelle sue numerose varianti ma una specie di lingua standard riconoscibile da tutti.  Poi io non sono un linguista per cui mi interessa più l'efficacia comunicativa che la correttezza filologica.
Ciao
Paolo Teruzzi



lunedì 17 dicembre 2018

SEI ZINGARO

Sei "zingaro", questo è il nome che ti hanno dato gli altri. Per te gli altri, hanno sempre da parte due scuse che useranno all'occorrenza.
La prima è che sei troppo selvaggio per il loro mondo e quindi, ti odiano e non ti vogliono. Questa scusa dà forza a tutto quello che loro avranno in mente di fare.
La seconda è che se scoprono che in fin dei conti non sei così tanto selvaggio come immaginavano e, anzi vuoi essere partecipe della società, comunque, sei sempre "zingaro" e prima, secondo loro, ci devono essere gli altri.
Tu, comunque che sei quello chiamato "zingaro", hai una cosa che gli altri mai avranno.
Nonostante tutto, secoli di persecuzione e costrizione a una vita nomade senza una duratura possibilità di stabilirti, la consapevolezza che gli altri ti considerano non meritevole di alcun diritto, ti sei sempre alzato, solo contro tutti. Hai subìto, hai visto distruggere tutto ciò che avevi, hai visto i soprusi, sei stato cacciato, schiavizzato e disprezzato.
Ti sei sempre alzato, anche quando hanno provato a sterminarti e a farti patire tremende torture.
Sei "zingaro"!!

mercoledì 10 ottobre 2018

MONZA : VIA OFFELERA - UN BUSINES ILLEGALE CHE PROLIFERA DA ANNI (ALTRO CHE ROM)!

COMITATO DI QUARTIERE S.ALBINO (MONZA) : VIA OFFELERA - UN BUSINES ILLEGALE CHE PROLIFERA D...: Sul Corriere della Sera e ora su Monza News appare un articolo che denuncia la preoccupazione di alcuni residenti per i campi rom in Via...

venerdì 3 agosto 2018

venerdì 13 luglio 2018

Censimento in Lombardia, forte disappunto di Sant’Egidio

Censimento in Lombardia, forte disappunto di Sant’Egidio: chiesadimilano, chiesa, diocesi milano, Mario Delpini, Angelo Scola, Dionigi Tettamanzi, Carlo Maria Martini, parrocchie, orari messe, vita consacrata, curia milano, milano, diocesi, matrimonio, libretto nozze, sacramenti, duomo, oratorio, catechismo, catechesi, religiose, collegi arcivescovili, irc, religione cattolica, pastorale giovanile, milano sette, il segno, rito ambrosiano, seminario, decanati, preghiere fedeli, santo, vangelo, vangelo audio, photogallery, videogallery, audiogallery

mercoledì 11 luglio 2018

Rom: Comunità Sant'Egidio contro mozione per censimento in Lombardia (2) - Il Dubbio

Rom: Comunità Sant'Egidio contro mozione per censimento in Lombardia (2) - Il Dubbio: (AdnKronos) - "La Lombardia - sostiene - potrebbe fare molto per favorire il benessere dei minori, cambiando radicalmente alcuni provvedimenti approvati dalla Regione negli ultimi anni. Nelle scorse settimane molti bambini rom e sinti, che vivono in situazioni di povertà ma frequentano le scuole secondarie, [...]

Pogrom d’Italia | Umanità Nova

Pogrom d’Italia | Umanità Nova: Il censimento dei Rom, con tanto di schedatura a partire dai bambini, è uno dei cavalli di battaglia della Lega (ancora quando era Nordista e secessionista). Ci aveva provato già Maroni quando rive…

giovedì 5 luglio 2018

Finanziamenti per promuovere l'integrazione dei Rom | CSV Lombardia

Finanziamenti per promuovere l'integrazione dei Rom | CSV Lombardia: La Commissione Europea finanzia progetti nazionali o transnazionali volti a promuovere il principio di non discriminazione tra le persone e l'integrazione dei

ME SEM ROM

giovedì 28 giugno 2018

Censimento rom: intervista a Sead Dobreva

Censimento rom: intervista a Sead Dobreva

La Fondazione romanì Italia querela Salvini per istigazione all'odio razziale - Iacchite.com

La Fondazione romanì Italia querela Salvini per istigazione all'odio razziale - Iacchite.com

Raid in un campo rom: otto giovani arrestati | Il Mattino

Raid in un campo rom: otto giovani arrestati | Il Mattino

In Spagna si manifesta contro Salvini

SPAGNA • Centinaia di persone in piazza da Madrid a Barcellona contro le dichiarazioni del ministro degli Interni italiano sul censimento della popolazione rom
Gitani contro Salvini
Luca Tancredi Barone
BARCELLONA
Centinaia di persone ieri hanno marciato in centro a Barcellona al grido di «Stop antigitanismo» e «Salvini dimissioni». Il popolo gitano ha reagito riempiendo le strade di molte città spagnole, tra cui Madrid e molte città dove vivono le comunità romanì da più di 600 anni, «sei secoli di persecuzione», hanno ricordato i manifestanti.
La piccola marcia nella capitale catalana si è mossa dalla sede della commissione europea, nel centrale Passeig de Gràcia, fino al consolato italiano, in carrer Mallorca, dove sono stati ricevuti dalla console Gaia Danese.
Martedì era stato l’ambasciatore italiano a Madrid Sannino a ricevere una delegazione dei manifestanti impegnandosi a trasmettere il contenuto del manifesto alle autorità italiane. Nel documento, presentato anche alla delegazione Ue, si specifica che «le dichiarazioni di Salvini sono inaccettabili» e si citano gli articoli 3 e 54 della costituzione italiana: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge» e tutti devono rispettare la costituzione e le leggi, «con disciplina e onore».
Alla manifestazione ha partecipato un piccolo gruppo di italiani dietro un cartello «Non in nostro nome» e la bandiera dell’associazione AltraItalia. C’erano il sindacato Ugt, qualche politico di Esquerra Republicana e l’assessora del comune di Barcellona all’immigrazione, interculturalità e diversità Lola López. E un ritratto di Salvini vestito come Hitler con un cartello: «No al nazismo – che non si ripeta la stessa storia».
Secondo stime europee, la popolazione rom spagnola conta circa 700mila persone, di cui quasi la metà in Andalusia, contro i 100mila che si stima vivano in Italia.

giovedì 21 giugno 2018