Sul campo rom di via reggio calabria le ultime novità sono le seguenti:
Sono in corso degli incontri singoli tra il capo gabinetto,signor Molinari,e le famiglie di via reggio calabria.
Non essendo mai stato chiamato non ho presenziato a questi incontri.
Da quello che mi hanno riportato la loro proposta si sta concretizzando
in un affitto pagato per 5 anni prorogabili per altri 5 anni.
Questa era una delle proposte che avevamo presentato anche noi.
Ovviamente non chiedevamo solo questo.
Chiedevamo anche un accompagnamento di queste famiglie per dare loro
gli strumenti necessari affinchè diventassero completamente autonome,con
dei percorsi di sviluppo personali e di comunità.
Una volta che
avevamo capito che questa amministrazione non aveva nessun intenzione di
puntare a percorsi di sviluppo per questa comunità abbiamo rinunciato a
collaborare con loro.
Come abbiamo sempre detto non basta dare la casa per dire di aver risolta la problematica.
I campi rom sono frutto di decenni di politiche fallimentarI e non
esistE una bacchetta magica per far si che si risolva in pochi mesi.
C'e' bisogno di programmazione e persone con competenze specifiche che
avviino dei percorsi che facciano sviluppare questa comunità.
Quello che abbiamo ottenuto a Cosenza negli ultimi 6-7 anni è decisamente soddisfacente.
Avere tre ragazzi rom,tra i più preparati e attivi dell'intera nazione,che gestiscono un associazione-fondazione.
Avere 4-5 ragazzi laureati e altrettanti laureandi dopo che per 6 secoli non ce ne sono stati.
Siamo nettamente in ritardo e indietro,ma siamo sicuri che questi tipo
di percorsi possono dare,nel giro di un decennio,quello sviluppo
necessario a questa comunità,affinchè cresca nel suo insieme,che è
mancato nei decenni passati
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giovedì 21 settembre 2017
IL PUNTO DI LUIGI BEVILACQUA
Ho postato diversi video dei campi rom che sono presenti in Calabria.
Sono dei ghetti etnici in cui viverci è praticamente impossibile.
Sono tutti campi rom abitati da cittadini Italiani.
Rom di antico insediamento presenti nel territorio Italiano dal 1400 circa.
Io mi chiedo:
Come è possibile che in 6 secoli abbondanti si è arrivati a queste conclusioni?
Colpe delle politiche,che applicano politiche differenziate e discriminatorie.
Colpa dei rom e del loro poco attivismo.
Soluzioni nell'immediato?
Più attivismo da parte della comunità romanes e politiche di vera inclusione sociali con dei percorsi,da fare con persone che abbiano competenza specifiche,di sviluppo per la comunità.
Sono dei ghetti etnici in cui viverci è praticamente impossibile.
Sono tutti campi rom abitati da cittadini Italiani.
Rom di antico insediamento presenti nel territorio Italiano dal 1400 circa.
Io mi chiedo:
Come è possibile che in 6 secoli abbondanti si è arrivati a queste conclusioni?
Colpe delle politiche,che applicano politiche differenziate e discriminatorie.
Colpa dei rom e del loro poco attivismo.
Soluzioni nell'immediato?
Più attivismo da parte della comunità romanes e politiche di vera inclusione sociali con dei percorsi,da fare con persone che abbiano competenza specifiche,di sviluppo per la comunità.
Aleksandr Vyacheslavovich “Germano”, padre de la literatura gitana – ¡Pretendemos gitanizar el mundo!
mercoledì 20 settembre 2017
SGOMBERI E INTERESSI PRIVATI
Il Dottor Fiore, Rom laureato in umanità propulsiva
martedì 19 settembre 2017
ROMA: PREOCCUPAZIONI E DUBBI SULLA CHIUSURA DEL PRIMO "CAMPO NOMADI" -
Vesna Baxtali Vuletic ha condiviso il post di Idea Rom Onlus.
ROMA: PREOCCUPAZIONI E DUBBI SULLA CHIUSURA DEL PRIMO "CAMPO NOMADI" - COMUNICATO STAMPA
L'associazione di promozione sociale CITTADINANZA E MINORANZE ha inviato alla Sinda Raggi e all'Assessora Baldassarre la seguente lettera con la quale si richiama l'Amministrazione di Roma Capitale all'osservanza delle norme del Diritto Internazionale ricordando che in caso di violazioni può intervenire l Corte Europea dei Diritti Umani, come avvenuto in passato.
Signora Sindaca, Signora Assessora,
apprendiamo con molta preoccupazione che sarebbe stata fissata al prossimo 30 Settembre la chiusura del Campo River. I motivi di preoccupazione sono almeno tre.
Il primo e più assillante riguarda la futura collocazione delle numerose famiglie che risiedono nel campo. Non è noto né quale sarebbe, né con quali criteri e procedure sia stata individuata e se e come gli/le interessate, cioè le oltre 400 persone che vi abitano, siano state coinvolte nella decisione. Non vorremmo, ma temiamo, che il trasferimento avvenga con il solito deprecato metodo del “prendere o lasciare” come se non si trattasse di cittadini e cittadine, cui la Carta Sociale Europea, La Carta dei Diritti Umani e la Costituzione Italiana riconoscono ben individuati diritti.
E’ ben noto che tale metodo è illegale, tant’è che la Corte Europea dei Diritti Umani lo persegue.
La nostra preoccupazione è aggravata dal fatto – ed è questo il secondo motivo del nostro allarme - che la chiusura del River è presentata come uno dei primi atti di attuazione del “Piano di indirizzo di Roma Capitale per l’inclusione delle Popolazioni Rom, Sinti e Caminanti”. Ma non risulta che essa rientri in un percorso posto in essere per la riabilitazione dei componenti delle famiglie residenti e la loro responsabilizzazione; percorso imprescindibile se si vuole davvero operare per la inclusione sociale di persone costrette a vivere per un lungo periodo in condizioni di apartheid. La chiusura del campo, avulsa da una strategia volta ad integrare pienamente nei diritti di cittadinanza minoranze che ne sono state sinora escluse, fa apparire il superamento dei “campi” previsto dal Piano dell’Amministrazione, come ispirato da motivi di decoro e di ordine pubblico e dall’ opportunità di rispondere alla comprensibile esigenza di “sicurezza” della società maggioritaria, piuttosto che dall’obiettivo di promuovere uno scatto di civiltà dell’intera comunità cittadina, ponendo fine a vergognose pratiche di discriminazione razziale.
Non sono questi gli obiettivi della la Strategia Nazionale cui il Piano Comunale dice di ispirarsi.
Un terzo motivo di preoccupazione riguarda la mancanza di una seria presa in carico da parte del Comune del ruolo e delle responsabilità che l’attuazione della Strategia comporterebbe. Lo attesta il fatto che il Tavolo Comunale, del quale era stata annunciata la costituzione, in realtà è inoperante,sicché è preclusa la partecipazione sia delle comunità Rom Sinti e Caminanti, sia dell’as-sociazionismo e dei Municipi ad una approfondita discussione per la messa a punto delle azioni da svolgere per l’attuazione a livello comunale della Strategia Nazionale,
Sono in ballo dunque questioni di enorme importanza, quali il rispetto del Diritto Internazionale, l’attuazione di valori fondativi della nostra Costituzione, la qualità stessa della nostra democrazia. Per quel che ci riguarda saremmo disponibili ad una seria e fattiva collaborazione qualora se ne presentassero le condizioni che allo stato non appaiono; faremo comunque di tutto per impedire che problemi di esclusione e di emarginazione continuino ad essere affrontati in termini di ordine pubblico.
(Fonte: Cittadinanza e Minoranze)
Molotov contro il delegato sindacale - IL CASO A ROVIGO Escalation allarmante. Venerdì notte gli hanno rovinato l'auto, domenica notte il lancio della bottiglia incendiaria contro la vettura. Nuova denuncia - RovigoOggi.it, quotidiano online di informazioni su Rovigo e provincia. News ed aggiornamenti dal Polesine di cronaca, politica, sport, eventi, cultura
Chiusura di camping river
lunedì 18 settembre 2017
CROWDFUNDING PROMOSSO DA PAUL POLANSKI
Rovigo -Vandalizzata l'auto di Sead Dobreva, delegato sindacale e attivista Rom
Museo del viaggio, Luca Klobas 2/2
domenica 17 settembre 2017
I CAMPI ROM SONO LAGER
Luigi Bevilacqua
9 h ·
Sono uno dei pochi rom a Cosenza che ha vissuto in tutte e tre i campi e nelle case popolari e private.
Sono nato in una baracca a via reggio calabria,l'ho detto spesso nei miei post.
All'età di 6 anni hanno dato la casa a mio padre,nonostante avesse 25 anni,avendo già 4 figli,aveva uno dei punteggi più alti in graduatoria,a vaglio lise.
Li ci ho vissuto per circa 18 anni,fino al 2000.
Ho avuto una parentesi brevissima a via gergeri e successivamente per circa 13 anni ho vissuto al villaggio rom di via degli stadi.
Ho avuto una parentesi di due anni alle spalle di vaglio lise e adesso da un anno ho comprato un appartamento su via popilia.
Questa in sintesi la mia storia abitativa.
Avendole vissute tutte in prima persona sono in grado di captarne le differenze e i vari aspetti psicologici collegabili a tali condizioni.
Vivere in un campo,l'ho fatto per la metà della mia vita,è inumano e inconcepibile.
un non luogo in cui i diritti/doveri non esistono e non sono prevedibili.
Una politica differenziata per soli rom,accettata,oramai,dai rom come una cosa di assoluta normalità.
Vivere fuori da un campo ti da la possibilità di comprendere ancora meglio il lager del campo rom.
Attualmente sono delegato regionale della fondazione romanì italia-delegazione Calabria-
Nel momento in cui affermo che è essenziale superare i campi e creare politiche/percorsi di sviluppo,lo dico perchè li ho vissuti e superati proprio nel momento in cui ho avuto gli strumenti e la forza per farlo.
giovedì 14 settembre 2017
Porrajmos: The Romani and the Holocaust with Ian Hancock - Holocaust Living History - YouTube
Roma - Chiusura del campo Camping River: fidarsi è bene, ma...
Chiusura del campo Camping River: i rom non hanno fiducia negli interlocutori del Comune di Roma quando parlano di inclusione abitativa e lavorativa. Di questo sono incolpati.
Nelle ultime settimane uno dei principali interlocutori che rappresenta il Comune di Roma è un soggetto molto conosciuto dai rom. Quando lo hanno rivisto a Camping River tutti si sono messi le mani nei capelli.
Lui è stato presente in quasi tutti gli sgomberi realizzati sotto Alemanno, Marino, Tronca. Per anni, inoltre è stato il responsabile della gestione del centro di raccolta di via Visso, dove centinaia di famiglie rom hanno vissuto in condizione di segregazione e marginalità in "loculi" (la definizione fu del senatore Manconi) privi di finestre e sotto costante ricatto. "Non ho mai visto una cosa simile!" - dichiarò nel corso di una visita la senatrice 5Stelle Manuela Serra.
Lui è stato presente in quasi tutti gli sgomberi realizzati sotto Alemanno, Marino, Tronca. Per anni, inoltre è stato il responsabile della gestione del centro di raccolta di via Visso, dove centinaia di famiglie rom hanno vissuto in condizione di segregazione e marginalità in "loculi" (la definizione fu del senatore Manconi) privi di finestre e sotto costante ricatto. "Non ho mai visto una cosa simile!" - dichiarò nel corso di una visita la senatrice 5Stelle Manuela Serra.
Oggi è lui a suggerire ai rom di fidarsi delle istituzioni.
mercoledì 13 settembre 2017
L’appello della reduce nella clinica dell’orrore nazista: «Il razzismo non è finito, è nelle case» - Corriere.it
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#STEFANOPASTA
Monza - L'assessore Arena all' attacco dei nomadi
Le intenzioni dell'Assessore non sono un gran che ma anche l'articolo...
Boscherona, ancora camper abusivi: nomadi allontanati dai vigili
Boscherona, ancora camper abusivi: nomadi allontanati dai vigili
lunedì 11 settembre 2017
domenica 10 settembre 2017
sabato 9 settembre 2017
venerdì 8 settembre 2017
giovedì 7 settembre 2017
LA STRADA GIUSTA
Da quando ho iniziato ad occuparmi di associazionismo mi sono posto degli obiettivi da raggiungere.
da quel giorno sono passati circa 6-7 anni,e devo dire che alcuni si sono avverati e altri ci dobbiamo lavorare.
Avevamo bisogno di una qualità superiore da portare ai tavoli istituzionali per essere credibili per avviare dei percorsi di qualità.
A questo abbiamo aggiunto una etica e una moralità di assoluta qualità,accompagnate da una competenza specifica più che soddisfacente.
Avevamo bisogno di ragazzi/e che finissero le scuole per innalzare la qualità generale della comunità.
Se 6-7 anni fa una sola ragazza della provincia era laureata,adesso ne abbiamo 4-5 e altri 3-4 laureandi e altrettanti potenziali per i prossimi 2-3 anni.
Non sono numeri giganti ma sono di assoluto aiuto per far crescere la comunità.
Dobbiamo iniziare ad essere ambiziosi e cercare di inserirci maggiormente nei luoghi istituzionali e sociali,non più con ruoli marginali ma da protagonisti.
Abbiamo le capacità e le competenze per farlo.
Il mio sogno rimane quello di vedere un Sindaco,oppure altri ruoli istituzionali,di etnia rom,un giudice,un avvocato,un ingegnere,un architetto,un insegnante,un medico di etnia rom.
Adesso questo può sembrare un utopia,lo era anche quello di vedere ragazzi/e di etnia rom laurearsi,ma tra 5-10 anni,magari,potrà essere un assoluta normalità.......
da quel giorno sono passati circa 6-7 anni,e devo dire che alcuni si sono avverati e altri ci dobbiamo lavorare.
Avevamo bisogno di una qualità superiore da portare ai tavoli istituzionali per essere credibili per avviare dei percorsi di qualità.
A questo abbiamo aggiunto una etica e una moralità di assoluta qualità,accompagnate da una competenza specifica più che soddisfacente.
Avevamo bisogno di ragazzi/e che finissero le scuole per innalzare la qualità generale della comunità.
Se 6-7 anni fa una sola ragazza della provincia era laureata,adesso ne abbiamo 4-5 e altri 3-4 laureandi e altrettanti potenziali per i prossimi 2-3 anni.
Non sono numeri giganti ma sono di assoluto aiuto per far crescere la comunità.
Dobbiamo iniziare ad essere ambiziosi e cercare di inserirci maggiormente nei luoghi istituzionali e sociali,non più con ruoli marginali ma da protagonisti.
Abbiamo le capacità e le competenze per farlo.
Il mio sogno rimane quello di vedere un Sindaco,oppure altri ruoli istituzionali,di etnia rom,un giudice,un avvocato,un ingegnere,un architetto,un insegnante,un medico di etnia rom.
Adesso questo può sembrare un utopia,lo era anche quello di vedere ragazzi/e di etnia rom laurearsi,ma tra 5-10 anni,magari,potrà essere un assoluta normalità.......
mercoledì 6 settembre 2017
IU pide a la UE que investigue si McDonald’s discrimina a sus clientes gitanos y rumanos
IU pide a la UE que investigue si McDonald’s discrimina a sus clientes gitanos y rumanos: La portavoz, Marina Albiol, presenta una pregunta escrita a la Comisión Europea tras la publicación ...
ROMANI AN INDIAN LOST LANGUAGE
I ROM E LA FOBIA DI CERTA (PESSIMA) STAMPA
Milano, ai rom che occupano le case il Comune paga un villaggio: fondo da 384mila euro
L’ultima vergogna della sinistra: premiati i rom che occupano le case
lunedì 4 settembre 2017
domenica 3 settembre 2017
sabato 2 settembre 2017
giovedì 31 agosto 2017
mercoledì 30 agosto 2017
martedì 29 agosto 2017
POLITICHE PER I ROM (O NO?)
Sento dire spesso che la tematica rom e' complicatissima.
Per la competenza e esperienza che ho affermo che e' complicata ma non complicatissima.
Le politiche adottate negli ultimi decenni sulla tematica sono assolutamente fallimentari e inefficaci.
Da questo si potrebbe partire per cambiare le cose.
Non avrebbe senso continuare con politiche che si sono dimostrate non idonee.
Un altro grande problema e' che mancano figure professionali con delle competenze specifiche nella materia.
In Italia c'e' ne sono pochi e nella maggior parte dei casi anche ostacolati.
Spesso le amministrazioni preferiscono appoggiarsi a figure che non hanno nessun tipo di competenza,piuttosto che attingere da chi ne ha.
E come se per costruire un palazzo ci si affidi ad un fruttivendolo piuttosto che a un ingegnere.
Ovvio che le probabilita' che il palazzo crolli sono pressocche' certe.
C'e' bisogno di intervenire efficaciamente nella comunita' per dare la possibilita',ai tanti ragazzi presenti che hanno capacita incredibili,di avere quelle competenze specifiche che al momento non hanno.
Ci vogliono dei percorsi,dei processi di sviluppo che facciano crescere l'intera comunita'.
Ovviamente questo deve essere accompagnato anche da una conoscenza storica della comunita',che preservi la lingua,le tradizioni e la cultura.
Qualsiasi popolo che con il tempo non riesce ad evolversi e a svilupparsi,e' avviato inesorabilmente a "morire".
Per la competenza e esperienza che ho affermo che e' complicata ma non complicatissima.
Le politiche adottate negli ultimi decenni sulla tematica sono assolutamente fallimentari e inefficaci.
Da questo si potrebbe partire per cambiare le cose.
Non avrebbe senso continuare con politiche che si sono dimostrate non idonee.
Un altro grande problema e' che mancano figure professionali con delle competenze specifiche nella materia.
In Italia c'e' ne sono pochi e nella maggior parte dei casi anche ostacolati.
Spesso le amministrazioni preferiscono appoggiarsi a figure che non hanno nessun tipo di competenza,piuttosto che attingere da chi ne ha.
E come se per costruire un palazzo ci si affidi ad un fruttivendolo piuttosto che a un ingegnere.
Ovvio che le probabilita' che il palazzo crolli sono pressocche' certe.
C'e' bisogno di intervenire efficaciamente nella comunita' per dare la possibilita',ai tanti ragazzi presenti che hanno capacita incredibili,di avere quelle competenze specifiche che al momento non hanno.
Ci vogliono dei percorsi,dei processi di sviluppo che facciano crescere l'intera comunita'.
Ovviamente questo deve essere accompagnato anche da una conoscenza storica della comunita',che preservi la lingua,le tradizioni e la cultura.
Qualsiasi popolo che con il tempo non riesce ad evolversi e a svilupparsi,e' avviato inesorabilmente a "morire".
lunedì 28 agosto 2017
A Ciambra, il film prodotto da Martin Scorsese sui rom di Gioia Tauro
Concorso Amico Rom 2017
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