8 aprile, giornata internazionale dei Rom e Sinti. È tempo di proibire la pratica dei campi segregati in Italia http://t.co/q5egg3NAAY
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venerdì 11 aprile 2014
#Rom e Sinti. È tempo di proibire la pratica dei campi segregati in Italia
giovedì 10 aprile 2014
Case, pane e lavoro contro i pregiudizi
Grazie a Daniele per l'articolo
da http://www.vita.it/societa/immigrazione/case-pane-e-lavoro-contro-i-pregiudizi.html
di Daniele Biella
Si celebra oggi la Giornata internazionale di rom e sinti: ecco tre video realizzati da Ceas onlus e Casa della carità che puntano a ribaltare il sentimento negativo che spesso prende piede verso queste persone. "Nessuno è cattivo solo per le sue origini"
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"Nessuna persona è brava o cattiva solamente per le sue
origini. Sembra banale dirlo, ma la realtà della minoranza rom oggi
impone di ribadirlo. Nessuno di noi ha diritto, in un modo o nell’altro,
di etichettare qualcuno come membro di una minoranza, qualunque essa
sia". Con questa decisa considerazione l'associazione italiana, Ceas onlus, parte delle rete europea del progetto Pairs, celebra oggi 8 aprile la Giornata internazionale di rom e sinti.
"Con circa 10-12 milioni di persone che vivono in Europa, quella rom è
la più grande minoranza del continente. Per decenni queste persone sono
state vittime pregiudizio e discriminazioni. In alcuni momenti storici,
hanno subito anche la schiavitù, le deportazioni e un vero e proprio
sterminio, il porrajmos, nel corso della Seconda Guerra
Mondiale. Sono state spesso ai margini della società e anche oggi molte
di loro, purtroppo, lo sono ancora", spiegano Ceas e gli enti di Pairs
in un comunicato congiunto. "In un mondo in cui i confini sono sempre
più deboli, anche i cittadini della Terra dovrebbero superare i
pregiudizi per vivere in maniera sempre più libera. In molti stati
dell’Europa, anche se non sempre ce ne rendiamo conto, vivono persone
rom che sono studenti e insegnanti, dottori e infermiere, avvocati e
ingegneri, musicisti e artisti".
Per rendere ancora più efficace il proprio messaggio, Ceas e Fondazione Casa della carità hanno diffuso tre video in cui presentano altrettante situazioni simboliche di integrazione, legate alla casa, al cibo e al lavoro.
"Un Paese, qualunque Paese europeo, non può pensare di vivere nella prosperità se migliaia di suoi cittadini sono esclusi dalla società, tagliati fuori da ogni chance di sviluppo. Il potenziale di ciascun cittadino dovrebbe avere la possibilità di dare frutto. Ciascuno dovrebbe essere messo nelle condizioni di contribuire al proprio benessere e a quello dell’intera collettività. Per farlo e per vivere in maniera davvero libera non possiamo continuare a fidarci dei nostri pregiudizi, di paure legate alla religione o all’etnia. Dobbiamo impegnarci in prima persona per abbattere i muri di quelle prigioni mentali che si sono costruite nell’arco di anni, decenni, secoli. Pairs lavora per questo".
Nota: Pairs (qui
la pagina facebook), il cui motto è “condividere le esperienze,
incoraggiare l’inclusione”, è un progetto biennale che coinvolge realtà
di cinque differenti paesi europei (Albania, Bulgaria, Italia, Romania e
Ungheria). L’obiettivo è studiare le buone pratiche continentali per
l’inclusione della popolazione rom, valutarle, migliorarle e diffonderle
per avere un positivo impatto politico a livello locale, nazionale ed
europeo. Per rendere ancora più efficace il proprio messaggio, Ceas e Fondazione Casa della carità hanno diffuso tre video in cui presentano altrettante situazioni simboliche di integrazione, legate alla casa, al cibo e al lavoro.
"Un Paese, qualunque Paese europeo, non può pensare di vivere nella prosperità se migliaia di suoi cittadini sono esclusi dalla società, tagliati fuori da ogni chance di sviluppo. Il potenziale di ciascun cittadino dovrebbe avere la possibilità di dare frutto. Ciascuno dovrebbe essere messo nelle condizioni di contribuire al proprio benessere e a quello dell’intera collettività. Per farlo e per vivere in maniera davvero libera non possiamo continuare a fidarci dei nostri pregiudizi, di paure legate alla religione o all’etnia. Dobbiamo impegnarci in prima persona per abbattere i muri di quelle prigioni mentali che si sono costruite nell’arco di anni, decenni, secoli. Pairs lavora per questo".
La Giornata mondiale del popolo Rom e Sinto, da oltre cinque secoli cittadini italiani discriminati

Bezzecchi Giorgio consiglia un articolo su la Repubblica.
Federazione rom e sinti insieme
AMNESTY : L'EUROPA DEVE CONTRASTARE LA DISCRIMINAZIONE DI ROM E SINTI
Amnesty
International: giornata internazionale rom e sinti
Una
donna rom tiene in braccio un bambino in un campo nomadi (©Getty
Images)
Scritto
da: Amnesty
International Data: 08
aprile 2014 In: Comunicati
Stampa, Cultura
E Media, Diritti
Umani, Non
Discriminazione, Nonviolenza.
Pubblicato da Pressenza IPA.
Comunicato
di Amnesty International
Roma,
8 aprile 2014 -
In occasione della Giornata internazionale dei rom e dei sinti, che
si celebra ogni anno l’8 aprile, Amnesty International ha
denunciato che gli stati europei non stanno contrastando, e anzi in
alcuni casi alimentano, la discriminazione, le intimidazioni e le
violenze nei confronti dei rom.
“In
Europa, negli ultimi anni, vi è stata una rilevante crescita della
violenza anti-rom. La risposta a questo fenomeno allarmante e’
stata clamorosamente inadeguata. E’ inaccettabile che nell’Europa
moderna di oggi le comunità rom debbano vivere sotto la costante
minaccia della violenza e di attacchi simili ai pogrom” – ha
dichiarato John Dalhuisen, direttore del Programma Europa e Asia
Centrale di Amnesty International.
“Troppo
spesso i leader europei si mostrano compiacenti verso i pregiudizi
che alimentano la violenza contro i rom, definendoli persone asociali
e indesiderate. Se da un lato, in generale, condannano i più gravi
episodi di violenza contro i rom, dall’altro le autorità sono
riluttanti a riconoscerne l’effettiva dimensione e sono lenti a
contrastarla. Da parte sua, l’Unione europea si è mostrata restia
a contestare agli stati membri la sistematica e fin troppo evidente
discriminazione nei confronti dei rom” – ha aggiunto Dalhuisen.
In
un rapporto diffuso oggi, intitolato “Chiediamo giustizia. L’Europa
non protegge i rom dalla violenza razzista”, Amnesty International
prende in esame la violenza e le intimidazioni motivate dall’odio
compiute da rappresentanti dello stato e da comuni cittadini in
Francia, Grecia e Repubblica Ceca, esempi di una situazione
trasversale a tutto il continente.
“In
molti casi, le autorità preposte al mantenimento dell’ordine
pubblico non impediscono gli attacchi razzisti e non garantiscono che
il movente di odio sia indagato adeguatamente e che gli autori di
tali attacchi siano portati di fronte alla giustizia” – ha
sottolineato Dalhuisen.
I
governi europei non tutelano le comunità rom da piu’ punti di
vista: discriminazione, sgomberi forzati, segregazione e
un’istruzione al di sotto degli standard sono la norma in molti
paesi.
“L’Unione
europea ha un complesso legislativo a sua disposizione per assicurare
che la violenza discriminatoria e la discriminazione in quanto tale
siano contrastate. Tuttavia la Commissione europea, che ha il compito
di supervisionare l’applicazione della legislazione comunitaria
negli stati membri, non si è ancora impegnata in un’azione chiara
e decisiva per affrontare la violenza e la discriminazione nei
confronti dei rom all’interno degli stati membri” – ha concluso
Dalhuisen.
In
occasione della Giornata internazionale dei rom e dei sinti, Amnesty
International chiede ai governi nazionali e all’Unione europea un
impegno visibile e tangibile per sradicare il flagello della
discriminazione, dell’intolleranza e della violenza contro i rom
nel continente.
Repubblica
Ceca
Nell’estate
e nell’autunno del 2013, gruppi di estrema destra hanno organizzato
proteste anti-rom in decine di citta’ e villaggi di tutto il paese,
ricorrendo a sistematiche intimidazioni nei confronti delle comunita’
rom. Ad esempio, tra giugno e ottobre, estremisti di destra e
abitanti hanno svolto marce a scadenza regolare in un quartiere di
České Budějovice dopo una lite tra adulti rom e non rom in un
campo da gioco per bambini.
Stefan,
un rom, ha dichiarato ad Amnesty International: “Alcune persone non
si rendono conto che [durante quelle manifestazioni, i rom] devono
rimanere chiusi in un unico posto, che i bambini hanno paura. Durano
tutto il giorno e ci lasciano traumatizzati. Nessuno merita di vivere
un’esperienza del genere. È già successo durante la guerra e
penso che oggi, nel 2013, nel XXI secolo, non dobbiamo provarlo di
nuovo”.
Francia
Dopo
aver lasciato i loro paesi a causa della discriminazione, molti dei
20.000 rom che si trovano in Francia vivono in insediamenti informali
dove raramente hanno accesso a servizi essenziali come quelli
igienico-sanitari e l’acqua. Vengono spesso sottoposti a sgomberi
forzati, intimiditi dalla polizia o da altri cittadini e a volte
attaccati.
La
sera del 22 novembre 2011, a Marsiglia, la polizia fece irruzione
nell’insediamento informale vicino alla chiesa di St. Martin
d’Arenc per eseguire lo sgombero forzato di 10 famiglie rom. Gli
agenti lanciarono lacrimogeni dentro le tende dove i bambini stavano
dormendo, per poi distruggerle insieme ad altri effetti personali.
R.
fu picchiato dagli agenti: “Volevo fuggire ma non riuscivo a
vedere niente, a un certo punto ho visto un cancello ma quando stavo
per raggiungerlo ho sentito come se mi si fosse rotta una gamba. Poi
non ricordo piu’ nulla”. R. è stato operato per una frattura al
femore e ha trascorso sei mesi in un centro di riabilitazione.
Generalmente,
i migranti rom di Marsiglia non denunciano i casi di intimidazione e
di violenza perché non hanno fiducia nella polizia e temono
ulteriori conseguenze. S., un assistente sociale rom che viveva in un
campo informale, ha dichiarato ad Amnesty International: “I rom
hanno davvero il terrore della polizia. Nel mio lavoro, mi capita
regolarmente di accompagnare i bambini rom in ospedale per le cure
mediche e appena vedono la polizia hanno paura”.
Grecia
I 250 – 350.000 rom residenti in Grecia sono l’anello finale di una catena di trattamenti discriminatori che va avanti da generazioni.
I 250 – 350.000 rom residenti in Grecia sono l’anello finale di una catena di trattamenti discriminatori che va avanti da generazioni.
Nel
2012 e nel 2013 la comunità rom di Etokilo, nella Grecia
occidentale, ha subito una lunga serie di attacchi in stile pogrom.
Irini
ha raccontato ad Amnesty International cosa è successo il 4 gennaio
2013, quando una settantina di persone lanciarono bombe molotov,
pietre e travi di legno contro le abitazioni dei rom: “Quando li
vidi arrivare, presi i miei figli e ci chiudemmo dentro casa. Loro
piangevano, gridavano… Io ero terrorizzata. [Gli aggressori] li
conoscevo quasi tutti, eravamo cresciuti insieme. Lanciarono una
bottiglia di vetro contro la finestra e la casa prese fuoco”.
Quel
giorno, sei case e quattro automobili vennero incendiate o
danneggiate. Molti rom hanno raccontato ad Amnesty International di
essersi sentiti traditi dalla polizia. Uno di loro ha detto:
“Dall’interno della mia abitazione vedevo due agenti. Stavano lì
fermi a osservare, chiedendo alle persone di smetterla. Non hanno
fatto nient’altro”.
Ulteriori
informazioni
Il
rapporto che Amnesty International pubblica oggi non menziona
l’Italia ma ciò non significa che il paese sia estraneo ai crimini
d’odio, anche, ma non solo, nei confronti dei rom.
Tra
gli episodi di cronaca degli ultimi anni, Amnesty International
ricorda l’attacco al campo rom della Continassa nel quartiere
Vallette di Torino, nel dicembre 2011; le massicce minacce e
intimidazioni alla comunità rom di Pescara nel maggio 2012, quando a
seguito di un omicidio compiuto da un rom, molti membri della
comunità rimasero chiusi nelle loro case o si allontanarono dalla
città per il timore di violenze; l’attacco con lanci di pietre
contro il campo rom di Dione Cassio a Milano (nei pressi di viale
Ungheria), nell’aprile 2013.
Questi e altri precedenti attacchi sono stati spesso accompagnati da affermazioni discriminatorie da parte di autorita’ nazionali e locali, che stigmatizzavano i rom e li collegavano a problemi di sicurezza.
Questi e altri precedenti attacchi sono stati spesso accompagnati da affermazioni discriminatorie da parte di autorita’ nazionali e locali, che stigmatizzavano i rom e li collegavano a problemi di sicurezza.
Nonostante
la legge Mancino-Reale tuteli le persone vittima di crimini di odio
per motivi etnici e di razza, molto resta da fare per prevenire e
rafforzare la tutela dei rom e non solo, come ha anche ricordato nel
2012 il Comitato delle Nazioni Unite per l’eliminazione della
discriminazione razziale.
In
occasione dell’8 aprile un gruppo di associazioni e organizzazioni
non governative impegnate nella difesa dei diritti umani della
comunità rom di Roma – tra cui Amnesty International Italia,
Popica onlus, Rete Territoriale Roma Est, Cittadinanza e minoranze,
ATD Quarto Mondo – ha scritto al sindaco Ignazio Marino chiedendo
di fermare la segregazione abitativa dei rom nei campi autorizzati e
che le risorse economiche destinate al rifacimento del “villaggio
attrezzato” di via della Cesarina siano invece investite in
progetti per la realizzazione del diritto a un alloggio adeguato e
l’inclusione sociale per le famiglie rom attualmente accolte nel
centro di accoglienza denominato “Best House Rom” e per le
famiglie non rom in condizione di disagio abitativo.
Leggi
il rapporto Chiediamo
giustizia. L’Europa non protegge i rom dalla violenza razzista in
inglese.
mercoledì 9 aprile 2014
La memoria dimenticata, l’olocausto di Rom e Sinti
8 aprile, Giornata Internazionale dei Rom e Sinti
Nella sua strenua lotta contro negazionismo e tendenze neonaziste mal sepolte sotto la cenere del tempo, la Giornata della Memoria tralascia un tassello importante nella ricostruzione della follia razzista della Germania...
FRONTIERENEWS.IT
Mediazione culturale: tra dubbi e prospettive
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Mediazione culturale: tra dubbi e prospettive
immagine da Didaweb-mediazione culturale
Vorrei fare ragionamenti magari antipatici, ma realistici, da continuare anche in seguito se ci fosse interesse sull'argomento.
Lo scorso gennaio veniva lanciato ANCHE in Italia il programmaROMED2-ROMACT. Qualche giorno prima, stavo parlando con una romnì, mediatrice scolastica, già sottopagata e che da qualche mese non riceveva nessuno stipendio. Forse ingenuamente, mi chiedeva come mai lei non fosse stata interpellata e chi potesse far valere i suoi diritti.
Partirò da queste due facce della stessa medaglia per alcune considerazioni:
Il primo interrogativo è puramente STATISTICO: quanti Rom e Sinti che in passato hanno svolto ruoli (retribuiti) di mediatori, hanno mantenuto l'occupazione sino a oggi? Con quali risultati (personali e collettivi)? Se oggi non lo sono più, cosa fanno? L'attuale rilancio della figura dei mediatori (culturali o no), tiene conto dei risultati precedenti?
La seconda questione riguarda l'aspetto politico-economico: in queste politiche
Non è solo un gioco di parole: il CONSULENTE mercanteggia il proprio compenso (alto o basso che sia), il MEDIATORE no.
Ciò detto, qual è il compenso di un mediatore, quale il suo orario, quali i suoi compiti? Le ultime due domande, purtroppo, si prestano alle risposte più varie: i compiti ognuno li interpreta come crede, e anche l'orario finisce per essere una cosa discrezionale. Quanto al compenso, se torno alle figure conosciute in passato, per quanto in periodi meno caratterizzati dalla crisi odierna potessero far gola ad una popolazione il cui tasso di disoccupazione rimane il più alto in Europa, quanti di loro se la passavano meglio facevano comunque conto su altre fonti di ingresso. Dal punto di vista economico, la figura di mediatore non significava in alcun modo l'AUTONOMIA.
Per il momento, non entro nelle questioni dei compiti, della corresponsabilizzazione e della formazione professionale.
Il mio parere (ma discutendone sono disposto a cambiarlo) è che OGGI la mediazione culturale è un business per chi la propone, per chi organizza e gestisce la fase di START UP, piuttosto che un'opportunità lavorativa che porti all'emancipazione.
Noto anche che l'Italia, arrivando buon'ultima anche in questo caso rispetto ad altre esperienze europee, può scegliere tra scimmiottare quanto sta già accadendo altrove o viceversa provare a ribaltare questa deriva propria dell'Unione Europea.
Soluzioni? Non ne ho, ecco il senso del discutere. A pelle, proprio guardando quanto sta GIA' ACCADENDO in Europa, ho l'impressione che quei fondi potrebbero essere spesi meglio se dedicati ad una pragmatica politica di scolarizzazione e di formazione lavoro. Ma, anche qua, discutiamone.
Se qualche lettore si fosse, a torto o ragione, impermalosito, non avevo l'intenzione di provocarlo, anche perché quando ho avuto l'occasione pure io ho partecipato a programmi di mediazione.
Approfondimenti:
#mediazioneculturale #europa
|
CeAS e @casadellacarita raccontano tre storie contro il pregiudizio
Ritwittato da Casa della carità
#8aprile Giornata internazionale dei #rom. CeAS e @casadellacarita raccontano tre storie contro il pregiudizio http://us3.campaign-archive1.com/?u=ce351ec8511d79eed51630db3&id=e4512326fe&e=d0316a3858 …
martedì 8 aprile 2014
GIORNATA INTERNAZIONALE DEI ROM E DEI SINTI: AMNESTY INTERNATIONAL CHIEDE GIUSTIZIA E PROTEZIONE DI FRONTE ALLA VIOLENZA
COMUNICATO STAMPA
CS049-2014
GIORNATA INTERNAZIONALE DEI ROM E DEI SINTI: AMNESTY INTERNATIONAL CHIEDE GIUSTIZIA E PROTEZIONE DI FRONTE ALLA VIOLENZA
In occasione della Giornata internazionale dei rom e dei sinti, che si celebra ogni anno l’8 aprile, Amnesty International ha denunciato che gli stati europei non stanno contrastando, e anzi in alcuni casi alimentano, la discriminazione, le intimidazioni e le violenze nei confronti dei rom.
“In Europa, negli ultimi anni, vi e’ stata una rilevante crescita della violenza anti-rom. La risposta a questo fenomeno allarmante e’ stata clamorosamente inadeguata. E’ inaccettabile che nell’Europa moderna di oggi le comunita’ rom debbano vivere sotto la costante minaccia della violenza e di attacchi simili ai pogrom” – ha dichiarato John Dalhuisen, direttore del Programma Europa e Asia Centrale di Amnesty International.
“Troppo spesso i leader europei si mostrano compiacenti verso i pregiudizi che alimentano la violenza contro i rom, definendoli persone asociali e indesiderate. Se da un lato, in generale, condannano i piu’ gravi episodi di violenza contro i rom, dall’altro le autorita’ sono riluttanti a riconoscerne l’effettiva dimensione e sono lenti a contrastarla. Da parte sua, l’Unione europea si e’ mostrata restia a contestare agli stati membri la sistematica e fin troppo evidente discriminazione nei confronti dei rom” – ha aggiunto Dalhuisen.
In un rapporto diffuso oggi, intitolato “Chiediamo giustizia. L’Europa non protegge i rom dalla violenza razzista”, Amnesty International prende in esame la violenza e le intimidazioni motivate dall’odio compiute da rappresentanti dello stato e da comuni cittadini in Francia, Grecia e Repubblica Ceca, esempi di una situazione trasversale a tutto il continente.
“In molti casi, le autorita’ preposte al mantenimento dell’ordine pubblico non impediscono gli attacchi razzisti e non garantiscono che il movente di odio sia indagato adeguatamente e che gli autori di tali attacchi siano portati di fronte alla giustizia” – ha sottolineato Dalhuisen.
I governi europei non tutelano le comunita’ rom da piu’ punti di vista: discriminazione, sgomberi forzati, segregazione e un’istruzione al di sotto degli standard sono la norma in molti paesi.
“L’Unione europea ha un complesso legislativo a sua disposizione per assicurare che la violenza discriminatoria e la discriminazione in quanto tale siano contrastate. Tuttavia la Commissione europea, che ha il compito di supervisionare l’applicazione della legislazione comunitaria negli stati membri, non si e’ ancora impegnata in un’azione chiara e decisiva per affrontare la violenza e la discriminazione nei confronti dei rom all’interno degli stati membri” – ha concluso Dalhuisen.
In occasione della Giornata internazionale dei rom e dei sinti, Amnesty International chiede ai governi nazionali e all’Unione europea un impegno visibile e tangibile per sradicare il flagello della discriminazione, dell’intolleranza e della violenza contro i rom nel continente.
Repubblica Ceca
Nell’estate e nell’autunno del 2013, gruppi di estrema destra hanno organizzato proteste anti-rom in decine di citta’ e villaggi di tutto il paese, ricorrendo a sistematiche intimidazioni nei confronti delle comunita’ rom. Ad esempio, tra giugno e ottobre, estremisti di destra e abitanti hanno svolto marce a scadenza regolare in un quartiere di ?eske’ Bud?jovice dopo una lite tra adulti rom e non rom in un campo da gioco per bambini.
Stefan, un rom, ha dichiarato ad Amnesty International: “Alcune persone non si rendono conto che [durante quelle manifestazioni, i rom] devono rimanere chiusi in un unico posto, che i bambini hanno paura. Durano tutto il giorno e ci lasciano traumatizzati. Nessuno merita di vivere un’esperienza del genere. E’ gia’ successo durante la guerra e penso che oggi, nel 2013, nel XXI secolo, non dobbiamo provarlo di nuovo”.
Francia
Dopo aver lasciato i loro paesi a causa della discriminazione, molti dei 20.000 rom che si trovano in Francia vivono in insediamenti informali dove raramente hanno accesso a servizi essenziali come quelli igienico-sanitari e l’acqua. Vengono spesso sottoposti a sgomberi forzati, intimiditi dalla polizia o da altri cittadini e a volte attaccati.
La sera del 22 novembre 2011, a Marsiglia, la polizia fece irruzione nell’insediamento informale vicino alla chiesa di St. Martin d’Arenc per eseguire lo sgombero forzato di 10 famiglie rom. Gli agenti lanciarono lacrimogeni dentro le tende dove i bambini stavano dormendo, per poi distruggerle insieme ad altri effetti personali.
R. fu picchiato dagli agenti: “Volevo fuggire ma non riuscivo a vedere niente, a un certo punto ho visto un cancello ma quando stavo per raggiungerlo ho sentito come se mi si fosse rotta una gamba. Poi non ricordo piu’ nulla”. R. e’ stato operato per una frattura al femore e ha trascorso sei mesi in un centro di riabilitazione.
Generalmente, i migranti rom di Marsiglia non denunciano i casi di intimidazione e di violenza perche’ non hanno fiducia nella polizia e temono ulteriori conseguenze. S., un assistente sociale rom che viveva in un campo informale, ha dichiarato ad Amnesty International: “I rom hanno davvero il terrore della polizia. Nel mio lavoro, mi capita regolarmente di accompagnare i bambini rom in ospedale per le cure mediche e appena vedono la polizia hanno paura”.
Grecia
I 250 – 350.000 rom residenti in Grecia sono l’anello finale di una catena di trattamenti discriminatori che va avanti da generazioni.
Nel 2012 e nel 2013 la comunita’ rom di Etokilo, nella Grecia occidentale, ha subito una lunga serie di attacchi in stile pogrom.
Irini ha raccontato ad Amnesty International cosa e’ successo il 4 gennaio 2013, quando una settantina di persone lanciarono bombe molotov, pietre e travi di legno contro le abitazioni dei rom: “Quando li vidi arrivare, presi i miei figli e ci chiudemmo dentro casa. Loro piangevano, gridavano… Io ero terrorizzata. [Gli aggressori] li conoscevo quasi tutti, eravamo cresciuti insieme. Lanciarono una bottiglia di vetro contro la finestra e la casa prese fuoco”.
Quel giorno, sei case e quattro automobili vennero incendiate o danneggiate. Molti rom hanno raccontato ad Amnesty International di essersi sentiti traditi dalla polizia. Uno di loro ha detto: “Dall’interno della mia abitazione vedevo due agenti. Stavano li’ fermi a osservare, chiedendo alle persone di smetterla. Non hanno fatto nient’altro”.
Ulteriori informazioni
Il rapporto che Amnesty International pubblica oggi non menziona l’Italia ma cio’ non significa che il paese sia estraneo ai crimini d’odio, anche, ma non solo, nei confronti dei rom.
Tra gli episodi di cronaca degli ultimi anni, Amnesty International ricorda l’attacco al campo rom della Continassa nel quartiere Vallette di Torino, nel dicembre 2011; le massicce minacce e intimidazioni alla comunita’ rom di Pescara nel maggio 2012, quando a seguito di un omicidio compiuto da un rom, molti membri della comunita’ rimasero chiusi nelle loro case o si allontanarono dalla citta’ per il timore di violenze; l’attacco con lanci di pietre contro il campo rom di Dione Cassio a Milano (nei pressi di viale Ungheria), nell’aprile 2013.
Questi e altri precedenti attacchi sono stati spesso accompagnati da affermazioni discriminatorie da parte di autorita’ nazionali e locali, che stigmatizzavano i rom e li collegavano a problemi di sicurezza.
Nonostante la legge Mancino-Reale tuteli le persone vittima di crimini di odio per motivi etnici e di razza, molto resta da fare per prevenire e rafforzare la tutela dei rom e non solo, come ha anche ricordato nel 2012 il Comitato delle Nazioni Unite per l’eliminazione della discriminazione razziale.
In occasione dell’8 aprile un gruppo di associazioni e organizzazioni non governative impegnate nella difesa dei diritti umani della comunita’ rom di Roma – tra cui Amnesty International Italia, Popica onlus, Rete Territoriale Roma Est, Cittadinanza e minoranze, ATD Quarto Mondo - ha scritto al sindaco Ignazio Marino chiedendo di fermare la segregazione abitativa dei rom nei campi autorizzati e che le risorse economiche destinate al rifacimento del “villaggio attrezzato” di via della Cesarina siano invece investite in progetti per la realizzazione del diritto a un alloggio adeguato e l’inclusione sociale per le famiglie rom attualmente accolte nel centro di accoglienza denominato “Best House Rom” e per le famiglie non rom in condizione di disagio abitativo.
FINE DEL COMUNICATO
Roma, 8 aprile 2014
Il rapporto “Chiediamo giustizia. L’Europa non protegge i rom dalla violenza razzista” e’ disponibile in lingua inglese all’indirizzo: http://www.amnesty.it/Giornata-internazionale-rom-e-sinti-giustizia-e-protezione-di-fronte-a-violenza e presso l’Ufficio Stampa di Amnesty International.
Per interviste:
Amnesty International Italia – Ufficio Stampa
Tel. 06 4490224 – cell. 348 6974361, e-mail: press@amnesty.it
CS049-2014
GIORNATA INTERNAZIONALE DEI ROM E DEI SINTI: AMNESTY INTERNATIONAL CHIEDE GIUSTIZIA E PROTEZIONE DI FRONTE ALLA VIOLENZA
In occasione della Giornata internazionale dei rom e dei sinti, che si celebra ogni anno l’8 aprile, Amnesty International ha denunciato che gli stati europei non stanno contrastando, e anzi in alcuni casi alimentano, la discriminazione, le intimidazioni e le violenze nei confronti dei rom.
“In Europa, negli ultimi anni, vi e’ stata una rilevante crescita della violenza anti-rom. La risposta a questo fenomeno allarmante e’ stata clamorosamente inadeguata. E’ inaccettabile che nell’Europa moderna di oggi le comunita’ rom debbano vivere sotto la costante minaccia della violenza e di attacchi simili ai pogrom” – ha dichiarato John Dalhuisen, direttore del Programma Europa e Asia Centrale di Amnesty International.
“Troppo spesso i leader europei si mostrano compiacenti verso i pregiudizi che alimentano la violenza contro i rom, definendoli persone asociali e indesiderate. Se da un lato, in generale, condannano i piu’ gravi episodi di violenza contro i rom, dall’altro le autorita’ sono riluttanti a riconoscerne l’effettiva dimensione e sono lenti a contrastarla. Da parte sua, l’Unione europea si e’ mostrata restia a contestare agli stati membri la sistematica e fin troppo evidente discriminazione nei confronti dei rom” – ha aggiunto Dalhuisen.
In un rapporto diffuso oggi, intitolato “Chiediamo giustizia. L’Europa non protegge i rom dalla violenza razzista”, Amnesty International prende in esame la violenza e le intimidazioni motivate dall’odio compiute da rappresentanti dello stato e da comuni cittadini in Francia, Grecia e Repubblica Ceca, esempi di una situazione trasversale a tutto il continente.
“In molti casi, le autorita’ preposte al mantenimento dell’ordine pubblico non impediscono gli attacchi razzisti e non garantiscono che il movente di odio sia indagato adeguatamente e che gli autori di tali attacchi siano portati di fronte alla giustizia” – ha sottolineato Dalhuisen.
I governi europei non tutelano le comunita’ rom da piu’ punti di vista: discriminazione, sgomberi forzati, segregazione e un’istruzione al di sotto degli standard sono la norma in molti paesi.
“L’Unione europea ha un complesso legislativo a sua disposizione per assicurare che la violenza discriminatoria e la discriminazione in quanto tale siano contrastate. Tuttavia la Commissione europea, che ha il compito di supervisionare l’applicazione della legislazione comunitaria negli stati membri, non si e’ ancora impegnata in un’azione chiara e decisiva per affrontare la violenza e la discriminazione nei confronti dei rom all’interno degli stati membri” – ha concluso Dalhuisen.
In occasione della Giornata internazionale dei rom e dei sinti, Amnesty International chiede ai governi nazionali e all’Unione europea un impegno visibile e tangibile per sradicare il flagello della discriminazione, dell’intolleranza e della violenza contro i rom nel continente.
Repubblica Ceca
Nell’estate e nell’autunno del 2013, gruppi di estrema destra hanno organizzato proteste anti-rom in decine di citta’ e villaggi di tutto il paese, ricorrendo a sistematiche intimidazioni nei confronti delle comunita’ rom. Ad esempio, tra giugno e ottobre, estremisti di destra e abitanti hanno svolto marce a scadenza regolare in un quartiere di ?eske’ Bud?jovice dopo una lite tra adulti rom e non rom in un campo da gioco per bambini.
Stefan, un rom, ha dichiarato ad Amnesty International: “Alcune persone non si rendono conto che [durante quelle manifestazioni, i rom] devono rimanere chiusi in un unico posto, che i bambini hanno paura. Durano tutto il giorno e ci lasciano traumatizzati. Nessuno merita di vivere un’esperienza del genere. E’ gia’ successo durante la guerra e penso che oggi, nel 2013, nel XXI secolo, non dobbiamo provarlo di nuovo”.
Francia
Dopo aver lasciato i loro paesi a causa della discriminazione, molti dei 20.000 rom che si trovano in Francia vivono in insediamenti informali dove raramente hanno accesso a servizi essenziali come quelli igienico-sanitari e l’acqua. Vengono spesso sottoposti a sgomberi forzati, intimiditi dalla polizia o da altri cittadini e a volte attaccati.
La sera del 22 novembre 2011, a Marsiglia, la polizia fece irruzione nell’insediamento informale vicino alla chiesa di St. Martin d’Arenc per eseguire lo sgombero forzato di 10 famiglie rom. Gli agenti lanciarono lacrimogeni dentro le tende dove i bambini stavano dormendo, per poi distruggerle insieme ad altri effetti personali.
R. fu picchiato dagli agenti: “Volevo fuggire ma non riuscivo a vedere niente, a un certo punto ho visto un cancello ma quando stavo per raggiungerlo ho sentito come se mi si fosse rotta una gamba. Poi non ricordo piu’ nulla”. R. e’ stato operato per una frattura al femore e ha trascorso sei mesi in un centro di riabilitazione.
Generalmente, i migranti rom di Marsiglia non denunciano i casi di intimidazione e di violenza perche’ non hanno fiducia nella polizia e temono ulteriori conseguenze. S., un assistente sociale rom che viveva in un campo informale, ha dichiarato ad Amnesty International: “I rom hanno davvero il terrore della polizia. Nel mio lavoro, mi capita regolarmente di accompagnare i bambini rom in ospedale per le cure mediche e appena vedono la polizia hanno paura”.
Grecia
I 250 – 350.000 rom residenti in Grecia sono l’anello finale di una catena di trattamenti discriminatori che va avanti da generazioni.
Nel 2012 e nel 2013 la comunita’ rom di Etokilo, nella Grecia occidentale, ha subito una lunga serie di attacchi in stile pogrom.
Irini ha raccontato ad Amnesty International cosa e’ successo il 4 gennaio 2013, quando una settantina di persone lanciarono bombe molotov, pietre e travi di legno contro le abitazioni dei rom: “Quando li vidi arrivare, presi i miei figli e ci chiudemmo dentro casa. Loro piangevano, gridavano… Io ero terrorizzata. [Gli aggressori] li conoscevo quasi tutti, eravamo cresciuti insieme. Lanciarono una bottiglia di vetro contro la finestra e la casa prese fuoco”.
Quel giorno, sei case e quattro automobili vennero incendiate o danneggiate. Molti rom hanno raccontato ad Amnesty International di essersi sentiti traditi dalla polizia. Uno di loro ha detto: “Dall’interno della mia abitazione vedevo due agenti. Stavano li’ fermi a osservare, chiedendo alle persone di smetterla. Non hanno fatto nient’altro”.
Ulteriori informazioni
Il rapporto che Amnesty International pubblica oggi non menziona l’Italia ma cio’ non significa che il paese sia estraneo ai crimini d’odio, anche, ma non solo, nei confronti dei rom.
Tra gli episodi di cronaca degli ultimi anni, Amnesty International ricorda l’attacco al campo rom della Continassa nel quartiere Vallette di Torino, nel dicembre 2011; le massicce minacce e intimidazioni alla comunita’ rom di Pescara nel maggio 2012, quando a seguito di un omicidio compiuto da un rom, molti membri della comunita’ rimasero chiusi nelle loro case o si allontanarono dalla citta’ per il timore di violenze; l’attacco con lanci di pietre contro il campo rom di Dione Cassio a Milano (nei pressi di viale Ungheria), nell’aprile 2013.
Questi e altri precedenti attacchi sono stati spesso accompagnati da affermazioni discriminatorie da parte di autorita’ nazionali e locali, che stigmatizzavano i rom e li collegavano a problemi di sicurezza.
Nonostante la legge Mancino-Reale tuteli le persone vittima di crimini di odio per motivi etnici e di razza, molto resta da fare per prevenire e rafforzare la tutela dei rom e non solo, come ha anche ricordato nel 2012 il Comitato delle Nazioni Unite per l’eliminazione della discriminazione razziale.
In occasione dell’8 aprile un gruppo di associazioni e organizzazioni non governative impegnate nella difesa dei diritti umani della comunita’ rom di Roma – tra cui Amnesty International Italia, Popica onlus, Rete Territoriale Roma Est, Cittadinanza e minoranze, ATD Quarto Mondo - ha scritto al sindaco Ignazio Marino chiedendo di fermare la segregazione abitativa dei rom nei campi autorizzati e che le risorse economiche destinate al rifacimento del “villaggio attrezzato” di via della Cesarina siano invece investite in progetti per la realizzazione del diritto a un alloggio adeguato e l’inclusione sociale per le famiglie rom attualmente accolte nel centro di accoglienza denominato “Best House Rom” e per le famiglie non rom in condizione di disagio abitativo.
FINE DEL COMUNICATO
Roma, 8 aprile 2014
Il rapporto “Chiediamo giustizia. L’Europa non protegge i rom dalla violenza razzista” e’ disponibile in lingua inglese all’indirizzo: http://www.amnesty.it/Giornata-internazionale-rom-e-sinti-giustizia-e-protezione-di-fronte-a-violenza e presso l’Ufficio Stampa di Amnesty International.
Per interviste:
Amnesty International Italia – Ufficio Stampa
Tel. 06 4490224 – cell. 348 6974361, e-mail: press@amnesty.it
lunedì 7 aprile 2014
8 aprile 2014, le associazioni dei Rom e dei Sinti lanciano la campagna nazionale
8 aprile 2014, le associazioni dei Rom e dei Sinti lanciano la campagna nazionale
8
aprile 2014 43° Giornata internazionale del popolo rom e sinto. Le
associazioni dei Rom e dei Sinti lanciano la campagna nazionale per
il riconoscimento giuridico della minoranza storico-linguistica rom e
sinta in ItaliaL’8 aprile cade la 43.ma ricorrenza del Romano Dives, la Giornata internazionale del popolo rom e sinto. In questa occasione la Federazione Rom e Sinti Insieme (formata da 27associazioni che operano a livello locale, regionale e interregionale) e le ass...Continua a leggere
Trois mois avec sursis requis pour avoir attaqué des Roms place de la République
Trois mois avec sursis requis pour avoir attaqué des Rroms place de la République à l'aide de javel. Il s'en était pris à des chats, c'était 10 ans ferme. La loi Chat machine.
Frase sospeso tre mesi per aver aggredito di Piazza della Repubblica Roma utilizzando la candeggina. Egli è stato preso per i gatti, era 10 anni chiuso. La macchina CAT Act. (Tradotto da Bing)
6/4 ROMA: CONSIGLIO NAZIONALE ROM A CONGRESSO
Luca Klobas ha condiviso la foto di Associazione Nazione Rom.
Roma 6 aprile 2014
ROMA CAPITALE: CONSIGLIO NAZIONALE ROM a CONGRESSO
un nuovo Governo in Italia, tra Strategia di Inclusione e Liberazione dal Razzismo
Il 4 aprile 2014, negli uffici del Campidoglio di Roma Capitale si è tenuto un incontro tra i dirigenti dell’Amministrazione di Roma ed una delegazione del Consiglio Nazionale Rom. Dal mese di luglio 2013 è stata avviata una trattativa tra una Rappresentanza della Società Civile Rom e le Istituzioni Capitoline per garantire una sede idonea per la convocazione del primo Congresso del Consiglio Nazionale Rom. Dopo una estenuante trattativa è stato deciso che il Comune di Roma accoglierà l’importante assise congressuale nella più importante e prestigiosa sala della Capitale d’Italia. Il 21 giugno 2014, all’interno della Sala Protomoteca, nel cuore del Campidoglio, trecento delegati discuteranno le tesi del “Programma di Liberazione dal Razzismo” e la formazione del Nuovo Governo previsto dalla Strategia Nazionale di Inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Caminanti. La Strategia Nazionale è un concreto e preciso impegno, che lo Stato Italiano ha assunto in sede Europea, tramite gli accordi sottoscritti dai Capi di Stato e di Governo il 5 aprile 2011 a Bruxelles: la Società Civile Rom è composta da dodici milioni di cittadini. Esclusi, emarginati, sottoposti a persecuzioni e stermini nel periodo degli Stati Razzisti rappresentano, insieme ai cittadini immigrati, la possibile uscita positiva dalla crisi economica, morale e politica in atto.
Negli ultimi giorni si sono tenuti tre importanti incontri Europei e Nazionali: Il primo è stato l’ Assemblea Nazionale convocata a Napoli il 31 marzo 2014, nella sede dell’Università Federico II, dalla Rappresentanza Italiana della Commissione Europea sul tema dell’ “Europa e le Politiche di Migrazione”. L’Assemblea, composta da una autorevole componente Istituzionale Europea, Governativa e della Società Civile tra cui Philippe Fargues direttore del Migration Policy Center, Lucio Battistotti direttore della rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Luigi De Magistris Sindaco di Napoli, Laura Corrado - Capo Unità agli Affari Interni della Commissione Europea, Benedetto Della Vedova - Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri, Paolo Naldini - Fondazione Pistoletto Città dell’Arte, Luis Benjaminn Forum Antirazzista della Campania, Alex Valentino - Forum Campano Rom, l’Ambasciatrice Khadija Zouari - Associazione Donne Cartagine nel Mediterraneo, Antonella Zarrilli - Garibaldi 101, Luciana De Pascale e Antonella Avolio dell’ Università Federico II - Dipartimento Scienze Politiche, l’ Avvocato Liana Nesta, Marcello Zuinisi legale rappresentante dell’Associazione Nazione Rom, è stata un passaggio di confronto e scambio concreto di prospettive costruttive. Particolarmente applaudito l’ intervento di un rappresentante del Consiglio Nazionale Rom che ha sottolineato come “l’inclusione di ogni essere umano rappresenti fattore determinante per l’economia: escludere produce barbarie, razzismo, morte, includere produce ricchezza, cultura e civiltà”.
http://www.libera.tv/videos/5803/firenze--i-rom-rovinano-il-decoro-cacciati-dalla-stazione.html
Il secondo incontro è stato convocato a Roma dall’Associazione 21 Luglio, all’interno dell’Università Tre – Facoltà di Architettura, dal 3 al 5 aprile 2014. Il Convegno Italia/Romanì ha visto interventi e partecipazione di importanti personalità dello Stato Italiano e della Società Civile: il Presidente della Camera Laura Boldrini, il direttore di Unar Marco de Giorgi, il Senatore Francesco Palermo, il deputato della Camera Cecile Kyenge (ex Ministra per l’Integrazione), il Sindaco di Messina Renato Accorinti ed esponenti di rilievo del Mondo Universitario, Accademico, Associazionismo Rom e pro Rom, Curia Romana, l’attore Moni Ovadia, Attivisti Rom, Teatro Valle Occupato. Tre giorni di confronto serrato sulla Strategia Nazionale di inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti, lotta all’Aparthed ed al Razzismo anti Rom, prospettive di costruzione e di inclusione per la casa,la salute, la scuola, il lavoro e l’affermazione dei diritti umani.
Il terzo incontro si è tenuto a Bruxelles ed ha visto la partecipazione di 500 delegati della Commissione Europea, tra cui il Presidente Manuel Jose Barroso, il Vice Presidente Viviane Reading, rappresentanti dei 28 Stati membri Eu e della Società Civile Rom Europea. Il “ROMA SUMMIT” ha riaffermato l’improcastinabile esigenza di avanzare rapidamente verso l’inclusione della principale minoranza etnica dell’Europa, dodici milioni di cittadini e cittadine. Solo attraverso questo percorso l’Unione Europea potrà uscire dalla crisi economica, morale ed umana in corso da anni.
L’ Italia è in ritardo nell’applicare concretamente gli accordi quadro eu. Soltanto nella Regione Liguria è correttamente garantita la Strategia Nazionale di Inclusione e gli schemi di governante elaborati da Unar e dal Consiglio dei Ministri. Le Associazioni Romnì Esmeralda, Nazione Rom e Rom Anticamente, componenti istituzionali del Tavolo, decidono alla pari, con Regione, Province, Comuni e Prefetture percorsi e strade per garantire la piena accoglienza per tutti, nessuno escluso. La necessità di estendere “le buone prassi” nelle città di Roma, Napoli, Milano, Torino, Venezia, ed in tutte le Regioni dello Stato Italiano è necessità non più rimandabile. Questi i motivi della convocazione del primo CONGRESSO NAZIONALE del CONSIGLIO NAZIONALE ROM. Nell’epoca di crisi, non basta stare a guardare e di conseguenza subire scelte e decisioni altrui: c’è uno sforzo che vale la pena di fare da parte di tutti i cittadini europei ed immigrati. È la partecipazione informata ed attiva alla sfera politica europea e nazionale. E’ tempo di costruire democrazia. E’ tempo di costruire un nuovo Governo che non escluda nessuno. E’ tempo di Autodeterminazione ed Interculturalità. E’ il tempo dell’affermazione dell’UMANITA’ e della CIVILTA’.
ASSOCIAZIONE NAZIONE ROM
tel +39 3281962409 +39 3209489950
email nazione.rom@gmail.com
ROMA CAPITALE: CONSIGLIO NAZIONALE ROM a CONGRESSO
un nuovo Governo in Italia, tra Strategia di Inclusione e Liberazione dal Razzismo
Il 4 aprile 2014, negli uffici del Campidoglio di Roma Capitale si è tenuto un incontro tra i dirigenti dell’Amministrazione di Roma ed una delegazione del Consiglio Nazionale Rom. Dal mese di luglio 2013 è stata avviata una trattativa tra una Rappresentanza della Società Civile Rom e le Istituzioni Capitoline per garantire una sede idonea per la convocazione del primo Congresso del Consiglio Nazionale Rom. Dopo una estenuante trattativa è stato deciso che il Comune di Roma accoglierà l’importante assise congressuale nella più importante e prestigiosa sala della Capitale d’Italia. Il 21 giugno 2014, all’interno della Sala Protomoteca, nel cuore del Campidoglio, trecento delegati discuteranno le tesi del “Programma di Liberazione dal Razzismo” e la formazione del Nuovo Governo previsto dalla Strategia Nazionale di Inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Caminanti. La Strategia Nazionale è un concreto e preciso impegno, che lo Stato Italiano ha assunto in sede Europea, tramite gli accordi sottoscritti dai Capi di Stato e di Governo il 5 aprile 2011 a Bruxelles: la Società Civile Rom è composta da dodici milioni di cittadini. Esclusi, emarginati, sottoposti a persecuzioni e stermini nel periodo degli Stati Razzisti rappresentano, insieme ai cittadini immigrati, la possibile uscita positiva dalla crisi economica, morale e politica in atto.
Negli ultimi giorni si sono tenuti tre importanti incontri Europei e Nazionali: Il primo è stato l’ Assemblea Nazionale convocata a Napoli il 31 marzo 2014, nella sede dell’Università Federico II, dalla Rappresentanza Italiana della Commissione Europea sul tema dell’ “Europa e le Politiche di Migrazione”. L’Assemblea, composta da una autorevole componente Istituzionale Europea, Governativa e della Società Civile tra cui Philippe Fargues direttore del Migration Policy Center, Lucio Battistotti direttore della rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Luigi De Magistris Sindaco di Napoli, Laura Corrado - Capo Unità agli Affari Interni della Commissione Europea, Benedetto Della Vedova - Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri, Paolo Naldini - Fondazione Pistoletto Città dell’Arte, Luis Benjaminn Forum Antirazzista della Campania, Alex Valentino - Forum Campano Rom, l’Ambasciatrice Khadija Zouari - Associazione Donne Cartagine nel Mediterraneo, Antonella Zarrilli - Garibaldi 101, Luciana De Pascale e Antonella Avolio dell’ Università Federico II - Dipartimento Scienze Politiche, l’ Avvocato Liana Nesta, Marcello Zuinisi legale rappresentante dell’Associazione Nazione Rom, è stata un passaggio di confronto e scambio concreto di prospettive costruttive. Particolarmente applaudito l’ intervento di un rappresentante del Consiglio Nazionale Rom che ha sottolineato come “l’inclusione di ogni essere umano rappresenti fattore determinante per l’economia: escludere produce barbarie, razzismo, morte, includere produce ricchezza, cultura e civiltà”.
http://www.libera.tv/videos/5803/firenze--i-rom-rovinano-il-decoro-cacciati-dalla-stazione.html
Il secondo incontro è stato convocato a Roma dall’Associazione 21 Luglio, all’interno dell’Università Tre – Facoltà di Architettura, dal 3 al 5 aprile 2014. Il Convegno Italia/Romanì ha visto interventi e partecipazione di importanti personalità dello Stato Italiano e della Società Civile: il Presidente della Camera Laura Boldrini, il direttore di Unar Marco de Giorgi, il Senatore Francesco Palermo, il deputato della Camera Cecile Kyenge (ex Ministra per l’Integrazione), il Sindaco di Messina Renato Accorinti ed esponenti di rilievo del Mondo Universitario, Accademico, Associazionismo Rom e pro Rom, Curia Romana, l’attore Moni Ovadia, Attivisti Rom, Teatro Valle Occupato. Tre giorni di confronto serrato sulla Strategia Nazionale di inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti, lotta all’Aparthed ed al Razzismo anti Rom, prospettive di costruzione e di inclusione per la casa,la salute, la scuola, il lavoro e l’affermazione dei diritti umani.
Il terzo incontro si è tenuto a Bruxelles ed ha visto la partecipazione di 500 delegati della Commissione Europea, tra cui il Presidente Manuel Jose Barroso, il Vice Presidente Viviane Reading, rappresentanti dei 28 Stati membri Eu e della Società Civile Rom Europea. Il “ROMA SUMMIT” ha riaffermato l’improcastinabile esigenza di avanzare rapidamente verso l’inclusione della principale minoranza etnica dell’Europa, dodici milioni di cittadini e cittadine. Solo attraverso questo percorso l’Unione Europea potrà uscire dalla crisi economica, morale ed umana in corso da anni.
L’ Italia è in ritardo nell’applicare concretamente gli accordi quadro eu. Soltanto nella Regione Liguria è correttamente garantita la Strategia Nazionale di Inclusione e gli schemi di governante elaborati da Unar e dal Consiglio dei Ministri. Le Associazioni Romnì Esmeralda, Nazione Rom e Rom Anticamente, componenti istituzionali del Tavolo, decidono alla pari, con Regione, Province, Comuni e Prefetture percorsi e strade per garantire la piena accoglienza per tutti, nessuno escluso. La necessità di estendere “le buone prassi” nelle città di Roma, Napoli, Milano, Torino, Venezia, ed in tutte le Regioni dello Stato Italiano è necessità non più rimandabile. Questi i motivi della convocazione del primo CONGRESSO NAZIONALE del CONSIGLIO NAZIONALE ROM. Nell’epoca di crisi, non basta stare a guardare e di conseguenza subire scelte e decisioni altrui: c’è uno sforzo che vale la pena di fare da parte di tutti i cittadini europei ed immigrati. È la partecipazione informata ed attiva alla sfera politica europea e nazionale. E’ tempo di costruire democrazia. E’ tempo di costruire un nuovo Governo che non escluda nessuno. E’ tempo di Autodeterminazione ed Interculturalità. E’ il tempo dell’affermazione dell’UMANITA’ e della CIVILTA’.
ASSOCIAZIONE NAZIONE ROM
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domenica 6 aprile 2014
Don Mario Riboldi : IO PRETE DEGLI ZINGARI
Don Mario Riboldi IO PRETE DEGLI ZINGARI http://t.co/E2aXz9iG9s
Don Mario Riboldi IO PRETE DEGLI ZINGARI
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