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venerdì 10 ottobre 2025

Attività di promozione e advocacy sui Rom e Sinti a livello internazionale



Ecco alcune fonti straniere autorevoli per le attività di promozione e advocacy sui Rom e Sinti a livello internazionale:

Organizzazioni Internazionali

  • European Roma Rights Centre (ERRC)
    È una ONG internazionale con sede a Bruxelles, attiva nel contrasto al razzismo e alla discriminazione contro Rom e Sinti, tramite azioni legali strategiche, advocacy internazionale e collaborazioni dirette con le istituzioni ONU, Consiglio d’Europa e Helsinki Federation for Human Rights.

  • Open Society Foundations – Roma Initiatives
    Open Society Foundations, tramite il Roma Initiatives Office e ora attraverso una nuova fondazione autonoma gestita da leader Rom, ha stanziato finanziamenti considerevoli per progetti in Europa e sostiene varie iniziative transnazionali con partnership operative in Germania, Italia, Spagna e i Balcani.

  • OSCE ODIHR – Roma and Sinti Contact Point
    L’OSCE, con l’Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR), promuove la piena partecipazione e la tutela dei diritti di Rom e Sinti tramite un apposito Punto di contatto dedicato.

Altre Reti e Consorzi

Progetti e Attività Tematiche

  • TernYpe International Roma Youth Network
    Rete europea che organizza seminari, campagne e programmi di advocacy per la leadership giovanile Rom.

  • Genocide of the Roma – Holocaust Remembrance Projects
    Progetti di educazione e memoria su genocidio, antisemitismo e diritti delle minoranze Rom nel contesto internazionale.

  • Voices – Rights of Roma, Sinti and Yenish
    Campagne coordinate contro l’antiziganismo per rafforzare l’uguaglianza in paesi come Svizzera, Germania, Austria.

Queste fonti forniscono documentazione aggiornata, report ufficiali, best practices e informazioni utili per la promozione di politiche, campagne e progetti internazionali di inclusione per Rom e Sinti.

venerdì 3 ottobre 2025

Berlino - i Rom nel festival del cinema

 Đimi Bajrami




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AKE DIKhEA? …
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mondo - Roma news cultura
Berlino - Germania
È possibile? Festival del cinema che quest'anno si terrà per la nona volta. Il tema è ispirato da una grande commemorazione storica - 80 anni dalla liberazione di Auschwitz, il luogo dove migliaia di rom e Synth furono uccisi durante l'Olocausto. Discriminazione, persecuzione e traumi tramandati da generazioni restano temi centrali nei film.
Il festival si terrà dal 9 al 12 ottobre, si apre giovedì con il film di Carmen Chaplin "Chaplin: The Wanderer's Spirit", che esplora l'eredità rom del famoso Charlie Chaplin e mostra filmati d'archivio unici.
Nei tre giorni del festival, nove film si contenderanno premi nelle categorie corto e lungometraggio, e il programma sarà arricchito da proiezioni e discussioni speciali. La cerimonia di chiusura e premiazione si terranno l'11 ottobre nel Salone Verde.
I luoghi principali del festival sono il Babilonia Cinema e Grüner Salon / Volksbühne nel cuore di Rosa-Lussemburgo-Platz. Gli organizzatori esprimono la loro gratitudine per il sostegno del Dipartimento per la Cultura del Senato e del Fondo Internazionale di Visegrad.
È possibile? non è solo un festival cinematografico, è una piattaforma che porta il cinema rom alla ribalta, evidenziando la lotta contro le disuguaglianze sistemiche nell'industria cinematografica europea. Con storie di tradizione, identità ed emancipazione, il festival apre spazio al dialogo e chiede maggiore inclusione e giustizia sociale.
CON QUESTA EDIZIONE, AKE DIKHEA? riafferma ancora una volta la sua missione: conservare i ricordi, rafforzare l'identità culturale e creare nuove visioni per il futuro attraverso l'arte.
✒️ di DzIMI

martedì 30 settembre 2025

QUANDO MUORE UN VECCHIO BRUCIA UNA BIBLIOTECA - L' EREDITA' DI FIORE MANZO

Condoglianze di cuore

 


------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Un grazie di cuore a tutti coloro che, con un messaggio, una telefonata o un pensiero sui social, mi hanno fatto sentire la loro vicinanza. Con nonna Vincenza se ne va un punto di riferimento: una donna mite ma al tempo stesso fiera e posata, sempre con il sorriso, pronta a regalare parole buone. Una mamma amorevole, che ha cresciuto undici figli con dedizione e coraggio. Una donna forte, legata alle sue radici, orgogliosa della lingua romanì che ha voluto trasmettermi. Quando nel 2010 ho iniziato a interessarmi al romanès, lei ha accolto la mia curiosità con entusiasmo. Parlare quella lingua insieme le dava gioia, come se riaprisse una porta rimasta chiusa troppo a lungo. Oggi, i parlanti romanès in Calabria si contano sulle dita di una mano, eppure grazie a lei ho potuto registrare ore di dialoghi, racconti, ricordi: frammenti preziosi di una memoria che altrimenti sarebbe andata persa. Nonna Vincenza ha avuto un ruolo importante nella riscoperta del romanès calabrese. Prima con Pierluigi Grottola, poi con Giovanni Agresti, che la intervistò insieme a Nazareno Guarnieri. Nel 2021 ha partecipato al documentario 'Il tempo rimasto" di Daniele Gaglianone. L’intera intervista che le fu fatta è stata poi depositata presso l’archivio dell’Istituto Luce. Solo pochi mesi fa, a maggio, è stata intervistata anche da Andrea Scala. Tra aprile e maggio ho raccolto materiale per una grammatica del romanès calabrese. Ogni volta che andavo a trovarla, mi ringraziava. Anche pochi giorni fa, nell’ultima visita, abbiamo parlato in romanès. Quelle parole adesso risuonano dentro di me con una forza nuova. Porterò con me la sua lingua, e farò in modo che possa continuare a vivere in chiunque vorrà conoscerla e parlarla. Laćho drom (buon viaggio) nonna FIORE MANZO

(23) Echoes of Memory, Episode 6: The Memory of Roma Holocaust in Contemporary Art - YouTube




(23) Echoes of Memory, Episode 6: The Memory of Roma Holocaust in Contemporary Art - YouTube

venerdì 26 settembre 2025

GIOVANNI PRINCIGALLI, REGISTA - LE SUE OPERE SU ROM E SINTI

 



il nome Giovanni Princigalli è collegato a opere importanti sui Rom, tra cui una trilogia di documentari intitolata "Quaderni Gitani". Questo cofanetto comprende tre filmati realizzati da Giovanni Princigalli che raccontano la vita della comunità Rom nel rione Japigia di Bari, con temi che spaziano dai matrimoni alle lotte e ai sogni di questa comunità ai margini della società. Al cofanetto è anche associato un libro con scritti di docenti, critici cinematografici, personalità rom e delle istituzioni, che approfondiscono il tema della comunità Rom.

I titoli dei filmati sono:

  • Japigia Gagi (2003): documentario sulla vita in un campo illegale a Bari

  • La mela rossa (2014): docufiction su un primo giorno di scuola e un primo amore tra ragazzini Rom

  • Ligia (2014): ritratto di una donna Rom, moglie del portavoce della comunità, con testimonianze sulla vita nei campi e la detenzione della figlia

Questa opera di Princigalli è un riferimento importante per capire la cultura e le esperienze dei Rom in Italia e viene venduta anche con il libro che ne approfondisce gli aspetti scritti e critici.

Giovanni Princigalli è nato a Bari il 24 agosto 1968, attualmente risiede a Montréal ed è attivo come regista cinematografico e ricercatore di antropologia e storia. Nel 2024 ha realizzato e presentato diversi documentari significativi, tra cui "Porajmos. In memory of the Roma and Sinti Holocaust" e il lungometraggio "La Canzone di Aida", che sono stati proiettati in festival internazionali. Nel 2025 sono stati programmati in festival cinematografici in diversi paesi come Cile, Francia e Polonia.

Ecco alcuni link dedicati al suo lavoro:


https://www.balcanicaucaso.org/Appuntamenti/Porajmos.-In-memory-of-the-Roma-and-Sinti-Holocaust

https://rivistaetnie.com/uscito-quaderni-gitani-trilogia-documentari-sui-rom-rumeni-bari/

https://www.youtube.com/feeds/videos.xml?channel_id=UCthKxVlHGpgyVIR4kccB5eA

https://www.progetto-radici.it/2024/03/22/proiezione-gratuita-al-bifest-di-due-documentari-sui-rom-uno-dedicato-al-sociologo-franco-cassano-e-in-memoria-dellolocausto-dei-rom-durante-il-nazi-fascismo/

https://www.cinemaitaliano.info/news/17443/i-documentari-di-giovanni-princigalli-in.html



Il centrodestra chiede di chiudere i campi rom, ma a Milano quello più grande è stato aperto proprio da loro





Il centrodestra chiede di chiudere i campi rom, ma a Milano quello più grande è stato aperto proprio da loro

Opinioni | Un ministro rom, la svolta di Bucarest | Corriere.it




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giovedì 25 settembre 2025

SEPPELLITEMI IN PIEDI - LIBRO DI ISABEL FONSECA

 



"Seppellitemi in piedi" di Isabel Fonseca è un libro significativo che raccoglie reportage sull'esperienza delle comunità rom in Europa. L'autrice ha vissuto per quattro anni a stretto contatto con queste comunità, documentando la loro vita quotidiana, le vessazioni subite, e la ricchezza culturale fatta di canti, riti, tradizioni e superstizioni millenarie. Il libro cerca di offrire uno sguardo interno alla realtà rom, contro gli stereotipi, dando voce alla loro filosofia di vita e ai racconti prosaici e poetici che la compongono.

Il titolo esprime l'appello e la resistenza di un popolo stanco delle discriminazioni: "Seppellitemi in piedi. Sono restato in ginocchio per tutta la vita." Il testo contiene anche ritratti di figure indimenticabili come la poetessa Papusza. Sebbene il libro in italiano sia fuori catalogo da tempo, è ancora reperibile in formato usato e si trova disponibile in inglese in versione ebook e cartacea.

L'opera è considerata un testo importante per comprendere la complessità della condizione rom con un taglio narrativo-affettivo, lontano sia dall'esotismo sia dal pregiudizio.

domenica 21 settembre 2025

LA SCOZIA SI SCUSA (SENZA RISARCIMENTI) PER LE VIOLENTE POLITICHE DI ASSIMILAZIONE CONTRO I ROM ITINERANTI

Il titolo sopra è mio.


L'articolo è di Djimi Bajrami (nella foto)


SCUSE SENZA GIUSTIFICAZIONI
Notizia Rom
Scozia

Il governo scozzese ha finalmente chiesto scusa alle vittime dei famigerati "esperimenti Tinker" – programmi di assimilazione forzata dei Rom itineranti che durarono dagli anni '40 agli anni '80.

Il 25 giugno, nel parlamento, il primo ministro John Swinney ha riconosciuto:
"Gli esperimenti non avrebbero mai dovuto accadere. Quelle politiche erano sbagliate e hanno lasciato profonde ferite. A nome della Scozia, ci scusiamo."

Questi esperimenti avevano lo scopo di interrompere con la forza lo stile di vita nomade, costringendo intere famiglie a trasferirsi in campi controllati. I genitori venivano ricattati con minacce di sottrazione dei figli se non avessero abbandonato la loro tradizione.

Un rapporto con accuse gravi
Contemporaneamente è stato pubblicato un rapporto preparato dall’Università di St Andrews, che rivela una discriminazione istituzionale sistematica definita dagli autori come "genocidio culturale". Vi si descrive la sottrazione dei bambini, il loro collocamento in scuole industriali e l’invio in colonie – politiche con conseguenze devastanti per la comunità.

L’attivista Rosanna McPhee, che ha vissuto lei stessa in un ex campo, testimonia:
"I miei genitori furono costretti a smettere di viaggiare. Vivevamo in baracche senza elettricità né acqua, studiavamo alla luce di una candela e abbiamo sempre subito discriminazioni. Ancora oggi è difficile trovare lavoro e vivere senza pregiudizi."

Scuse senza risarcimenti
Sebbene le scuse siano state accolte, è motivo di critica il fatto che il governo non abbia offerto un piano di risarcimenti. La dott.ssa Lynn Tommy-Conelly, autrice del rapporto iniziale, ha avvertito:
"La mancanza di un impegno per il risarcimento è preoccupante. Le vittime meritano più che parole."

D’accordo con questo è anche Claire McGilivray dell’organizzazione "Realizzazione dei diritti", che ricorda come le Nazioni Unite abbiano già raccomandato misure concrete per affrontare l’eredità dell’assimilazione forzata.

Il ministro Swinney ha dichiarato che per il momento non sono previsti piani di risarcimento, ma ha annunciato un "ulteriore dialogo" con la comunità Rom.

La storia degli "esperimenti Tinker" è un monito che le ingiustizie istituzionali e il genocidio culturale non possono essere cancellati con un semplice "ci dispiace". Le scuse rappresentano un passo, ma senza misure concrete e risarcimenti, le ferite rimangono aperte – e la giustizia irraggiungibile.

di DzIMI