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domenica 28 gennaio 2018

Rom e Sinti. Il genocidio dimenticato

Rom e Sinti. Il genocidio dimenticato

Dove cadono le ombre: intervista all'attrice protagonista Federica Rosellini - Empire Italia

sull'Olocausto degli Jenish



Dove cadono le ombre: intervista all'attrice protagonista Federica Rosellini - Empire Italia

Il giorno della memoria, nessuno dimentichi - Tempo Libero - La Provincia Pavese

Il giorno della memoria, nessuno dimentichi - Tempo Libero - La Provincia Pavese

Vignolo Gargini: "Quanta memoria corta sull'Olocausto e sui rom e omosessuali uccisi"

Vignolo Gargini: "Quanta memoria corta sull'Olocausto e sui rom e omosessuali uccisi": "Il maggior successo del genocidio, progettato e praticato dai nazisti fino alla fine del secondo conflitto mondiale, sta proprio nel fatto che a dist...

Giorno Memoria: si piange anche per sterminio Rom e Sinti - Abruzzo - ANSA.it

Giorno Memoria: si piange anche per sterminio Rom e Sinti - Abruzzo - ANSA.it

martedì 23 gennaio 2018

STORIA DIMENTICATA: IL POPOLO JENISCH

http://www.tellusfolio.it/index.php?prec=%2Findex.php&cmd=v&id=21824

La Giornata della Memoria celebra anche la sua più grossa amnesia, quella dei sinti uccisi dai nazifascisti - Il Fatto Quotidiano

La Giornata della Memoria celebra anche la sua più grossa amnesia, quella dei sinti uccisi dai nazifascisti - Il Fatto Quotidiano

"Porrajmos"; a palazzo Ducale una mostra sullo sterminio di rom e sinti - NoiTV

"Porrajmos"; a palazzo Ducale una mostra sullo sterminio di rom e sinti - NoiTV: LUCCA - E' stata inaugurata in Sala Accademia, a Palazzo Ducale, a Lucca, la mostra "Porrajmos, altre tracce sulla strada per Auschwitz", incentrata sul tema dello sterminio di rom e sinti nel corso della seconda guerra mondiale.

Giorno della memoria 2018, ricordati anche rom e sinti: il programma

Giorno della memoria 2018, ricordati anche rom e sinti: il programma: Le notizie della provincia di Roma e Frosinone

Termoli: «Il Porrajmos, la Shoah dei rom e sinti»

Termoli: «Il Porrajmos, la Shoah dei rom e sinti»

Ad Auschwitz

lunedì 22 gennaio 2018

domenica 21 gennaio 2018

ReteRom Milano

25 aprile 2016 - le ruspe salviniane liberano Milano

alle volte il ridicolo può essere più efficace dell'indignazione (ReteRom Milano)
La liberazione di Milano non fu il 25 aprile del 1945 come sostengono alcuni storici di parte, ma avvenne il 25 aprile 2016 grazie alla rivolta del popolo leghista contro l’occupazione del territorio milanese da parte di alcune case vuote di rom italiani che vi avevano abitato regolarmente dal 1989 al 2016.
Dagli scranni del consiglio comunale il capomanipolo Luca Lepore aveva annunciato baldanzoso:
“Il 25 aprile alle ore 10 faremo la vera liberazione. Basta capannoni e bivacchi, liberiamo Milano dalla delinquenza e dai clandestini”.
Dalle parole ai fatti. Il 25 aprile alle 10 in punto il manipolo degli eroici leghisti guidati da Luca Lepore, forte della sua esperienza in sistemi aerospaziali, atterra con azione fulminea che sorprende le truppe di terra dell’assessore alla sicurezza, Marco Granelli, incaricate della difesa delle postazioni, nel campo di via Idro. Superati d’un balzo gli agguerriti presidi comunali, gli eroi si lanciano muniti solo di sassi e martelli contro le case vuote, che dopo una tenace resistenza cadono sotto l’impeto dei petti padani. Le feroci pareti legno e i potenti vetri delle finestre cedono rapidamente alla furia della ruspa padana.
Milano è finalmente libera.
Alcune immagini dell’epica battaglia.
1) novello Balilla, scaglia il suo sasso contro l’agguerrito nemico, una lastra di vetro
2) una pattuglia di eroici leghisti, che sprezzanti del pericolo e della soverchiante superiorità in uomini e mezzi del nemico, espugna la casamatta avversaria, una robusta persiana di legno.
3) i nostri eroi in posa, in prima fila il capomanipolo Luca Lepore e il suo fido vice Samuele Piscina, l’espressione fiera e soddisfatta di chi ha sconfitto, dopo asperrima battaglia, un nemico terribile, il rom, che corrompeva e infestava la grande metropoli lombarda, ora finalmente ripulita da ogni infiltrazione criminale e mafiosa, da ogni illegalità ma non ancora dal senso del ridicolo, che sarà oggetto di una prossima campagna.
Intanto i due eroi attendono che il comandante supremo, Matteo Salvini, gli appunti sul petto la Ruspa di ghisa, supremo ordine alla viltà padana.

martedì 16 gennaio 2018

RILESSIONI DI "UNO ZINGARO" SULLA GIORNATA DELLA MEMORIA

Dalla pagina FB di Manuel Innocenti
1 h ·

Si sta avvicinando il 27 gennaio, giorno della memoria e prima, durante e dopo questo giorno, si ricorderanno anche di noi zingari, degli zingari sterminati nei campi di concentramento. Come ogni anno ci saranno degli eventi per ricordare questa tragedia.
Mi dispiace dirlo, ma questo argomento negli anni è diventato solo un appuntamento, un cerimoniale che appena finito, tutto è come prima.
Come prima, nel senso che noi zingari, per la maggior parte delle persone, non dovremmo neanche esistere. Non interessa sei sei una brava persona, sei zingaro e questo gli basta.
Se sei zingaro e commetti la stessa cosa sbagliata che commette un non zingaro, tu zingaro sarai più malvisto e più da condannare del non zingaro e in più, ti abbonano il fatto che oltre a condannare te, giudicheranno male anche tutti gli altri zingari che non c'entrano niente.
Mentre invece il non zingaro che ha commesso il tuo stesso sbaglio o anche peggio, sarà più scusato di te.
Non ci fu nessun processo verso i carnefici che sterminarono gli zingari nei campi di concentramento e da questo si capisce quanto gliene frega la gente di questa tragedia.
Per i cinquecentomila o forse più di un milione di zingari torturati e sterminati in quei campi e fuori, ci sono solo cerimonie, piccole, non pubblicizzate, nascoste quando a queste vi partecipa anche qualcuno delle istituzioni.
Si sa, mettersi a fianco degli zingari è scomodo e questo non fa altro che alimentare da parte di chi, sa che non siamo il male assoluto e che partecipa anche a queste cerimonie, a questo ricordo, il fatto del credere comune, che noi zingari siamo il male.
Nessuno parla del normale che esiste tra gli zingari, nessuno parla del positivo, di quello che di bello anche c'è.
Nessuno, neanche chi li conosce o chi dice di combattere per loro nella battaglia contro il pregiudizio negativo nei loro confronti.
A cosa serve ricordare ?

martedì 9 gennaio 2018

Rom, i bimbi incontrano 'Eugema' in 'Fiabe per l'Epifania'

Rom, i bimbi incontrano 'Eugema' in 'Fiabe per l'Epifania': Ordine e sicurezza pubblica da sempre sono stati i “campi” nei quali la vicenda umana rom si è  sempre consumata,  quasi a scandire nel tempo gli ...

Opre Roma! film completo (gratis)

domenica 7 gennaio 2018

ESSERE ROM

Luigi Bevilacqua
3 h ·
Il far parte della Comunità Romanes l'ho concepito verso i 6-7 anni,in corrispondenza della scuola elementare.
Fino ad allora ero convinto di essere un semplice bambino.
Il primo anno di scuola l'ho perso perchè c'era una bambina che aveva dei problemi di natura psicologica che mi aveva preso di mira,picchiandomi ripetutamente.
I miei genitori decisero di interrompere la frequentazione,facendomela riprendere l'anno successivo.
Causa anche il mio comportamento timido ed introverso mi sono sempre ritrovato all'ultimo banco e poco propenso al socializzare con l'intero gruppo.
Quando capitava che i miei compagni e/o amici mi etichettavano "zingaro" ho capito che non potevo essere "uguale" agli altri.
Ho sempre avvertito la diffidenza verso la mia persona(tranne poche eccezioni) e verso la mia Comunità.
Con il tempo ho provato a capire meglio questa situazione.
L'ho sperimentata nelle cose in cui le parole servono a poco e a nulla.
Ho visto che al calcio tutto sommato quello che riuscivano a fare gli altri riuscivamo a farlo anche noi in modo pressocchè simile.
All'esame di patente mi sono riuscito a preparare in modo simile e infatti feci zero errori,consegnando la scheda in meno di un minuto.
Alla fine mi sono fatto l'idea di non essere "diverso" e/o inferiore agli altri.
Ho le mie qualità,cosi' come i miei difetti,come tutti gli altri.
La scelta finale poteva essere quella di continuare a sentirsi discriminato ed emarginato,oppure quella di rimboccarsi le maniche ed utilizzare questi falsi miti facendoli diventare punti di forza e non punti deboli.
Gioco molto su questi falsi miti e sui paradossi che devo ascoltare di volta in volta.
Cerco di girarli sull'altro in modo da far uscire fuori tutto il suo controsenso.

mercoledì 3 gennaio 2018

Alfreda Markowska - Wikipedia

Alfreda Markowska - Wikipedia

How many Roma people live in Romania?

How many Roma people live in Romania?

ROMA: LA RAGGI PAGA IL BENSERVITO AI ROM


Il titolo sopra è mio. Paolo 


Fiore Manzo
13 h
Rispetto al nostro sindaco la Raggi è andata oltre aumentando i soldi e proponendo l'affitto nel paese di origine. Mah
Dal buono casa al buono viaggio. Di sola andata. Per mantenere la promessa di smantellare le fatiscenti baraccopoli dei rom, il Campidoglio pentastellato è pronto…
ILMESSAGGERO.IT
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Rispondi13h
Luigi Bevilacqua Di cosa ti meravigli? L'incompetenza,purtroppo,non ha colori politici.Hanno gridato a tutta Italia che quella praticata a Cosenza fosse una buona pratica per smembrare(ho detto smembrare e non superare volutamente) i campi rom.L'incompetenza produce danni inimmaginabili per questa comunità.Mettiamoci il silenzio delle minoranze politiche,dei cittadini comuni e dei "leader dei diritti civili e il dado è tratto.A livello nazionale pensano a litigare per chi deve contare di più e chi deve gestire più progetti,invece di pensare come organizzare un organismo politico che possa contrastare dall'interno questi scempi.Pensa se fosse attivo l'osservatorio e il Garante.Tutte queste proposte,frutto di incompetenze nella materia,sarebbero state bocciate e fermate sul nascere.

giovedì 28 dicembre 2017

LA PERSECUZIONE DEGLI JENISCH IN SVIZZERA

dalla pagina FB di Paolo Cagna Ninchi
22 h · 
Oggi, 27 dicembre 2017, Mariella Mehr compie 70 anni. Jenisch svizzera, è una delle tante vittime della follia eugenetica che nella Svizzera del cioccolato e delle banche ha colpito il popolo jenisch, una comunità nomade che dal 1926 al 1976 (!!!) è stata vittima di una persecuzione volta a estirpare il "Wandertrieb", il gene del nomadismo. Per 50 anni, nonostante il processo di Norimberga, nel mondo dei Beatles, della ribellione del '68, si è continuato a sottrarre i figli alle madri che venivano sterilizzate per non procreare altri esseri inadatti al levigato mondo svizzero. Mariella ha subito la stessa sorte di sua madre, avuto un figlio a 18 anni è stata sterilizzata, il figlio le è stato tolto. Protagonista della lotta che ha costretto la Confederazione svizzera a chiedere scusa, a risarcire le vittime, a consentire agli jenisch il nomadismo, ha trasformato la sua rabbia e il suo dolore in poesia, in versi e racconti intensi, lancinanti che ci mantengono vigili contro l'assuefazione alla sofferenza che subiscono gli ultimi nei nostri giorni.