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mercoledì 6 dicembre 2017
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mercoledì 22 novembre 2017
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LUISA VUOLE STUDIARE!
Etichette:#rom, #roma, #sinti, #culturaromsinti
#associazionefabriziocasavola,
#FABRIZIOCASAVOLA
domenica 19 novembre 2017
LETTERA APERTA ALLA CULTURA E ALLA POLITICA
LETTERA APERTA ALLA CULTURA E ALLA POLITICA
Chi fa una cosa per me, senza di me è contro di me
Mahatma Gandhi
Mahatma Gandhi
Il 22 e 23 Novembre a Lecce si svolgerà un importante convegno organizzato dall’ ICISMI. Tema: Inclusione, esclusione e diseguaglianze sociali - Politiche interventi pubblici e processi socio-economici nel contesto europeo - Il caso dei gruppi rom.
Autorevoli i relatori e importante la partecipazione politica. Manca solo la voce “dei gruppi rom”, ridotti a “caso”, come sempre. Utilizziamo perciò questa occasione per richiamare l’attenzione della cultura, della politica e dell’informazione su un tema per noi fondamentale: la partecipazione di rom e sinti al dibattito e al confronto pubblico culturale e politico.
In questi anni le comunità romanì italiane stanno facendo lo sforzo di uscire dalla condizione di marginalità nella quale sono state costrette da oltre trent’anni di politiche assistenziali. Relegato ai margini anche fisici della società, costretto a occupare gli interstizi di un mondo ostile nel quale la caccia allo “zingaro” è diven-tato vantaggio politico, il popolo romanì ha costruito momenti di aggregazione e di organizzazione, con fa-tica e difficoltà per la stessa propria articolazione e complessità e per il pesante svantaggio culturale di de-cenni di assistenzialismo avvantaggia gli assistenti e deprime gli assistiti.
E delle cose sono successe: sono nate associazioni e federazioni rom e sinte, cresce un’Alleanza romanì, rete di giovani, presso l’UNAR è stato costituito il Forum RSC che raggruppa le associazioni rom e sinte, dalle università escono laureati delle nostre comunità, a livello europeo è stato costituito un Istituto di cul-tura romanì, tutti percorsi per sviluppare consapevolezza di sé e del valore della nostra cultura e della ne-cessità di un suo riconoscimento istituzionale. Un percorso non facile né lineare ma chiaro su un punto: l’autodeterminazione sia del percorso sia delle scelte che lo devono accompagnare.
In questo arco di tempo sono stati infiniti i convegni e i dibattiti organizzati da personalità della cultura e della politica più o meno illustri sulla “questione rom” che hanno visto sistematicamente esclusa la voce di rom e sinti, per non parlare delle trasmissioni televisive condotte da “giornalisti” unicamente rivolte a de-monizzare le comunità rom e sinti. Averlo segnalato e denunciato non è servito a molto perché ancora in occasioni come questa, nonostante molti dei partecipanti hanno seguito e sanno del percorso in atto tra le nostre comunità, sembra ripetersi il rito di quelli che “sanno” che spiegano a quelli che “non sanno”.
Noi sappiamo benissimo che ogni battaglia di emancipazione ha bisogno di alleati anche nel campo degli oppressori e che solo la coscienza collettiva del diritto all’esistenza di una minoranza rende questo diritto praticabile, ma sappiamo altrettanto bene che nessuna emancipazione è possibile senza il protagonismo di i chi è oppresso.
Noi sappiamo che la condizione del popolo romanì è a una svolta, allo sterminio fisico tentato nel corso dei secoli si è sostituita una forma di sterminio culturale che assume forme diverse: da chi pretende l’assimilazione del nostro popolo, a chi ci nega il riconoscimento della storia e della cultura, al logoramento e al degrado morale di chi vive segregato ai margini fisici e spirituali della società.
Noi ci opponiamo a questo e lo facciamo con le nostre forze e con il sostegno di chi condivide il nostro ten-tativo. Per questo non accettiamo che ci siano convegni con “dotti” che ci spiegano chi siamo, o che, per analisi pure importanti, ci utilizzino come oggetti da catalogare definendo a quale gruppo apparteniamo e dove collocarci nella scala dell’evoluzione sociale. Anche quando si parla di inclusione ed esclusione dob-biamo renderci conto che il primo percorso che ostacola l’inclusione è proprio quello di escluderci come interlocutori e diciamo pure anche come “esperti” delle condizioni in cui noi siamo.
Vorremmo perciò che si evitasse il rischio dell’esercizio autoreferenziale e soprattutto vogliamo impedire che questo esercizio condizioni, come purtroppo si rischia su temi cruciali (dagli attacchi alle leggi regionali, al riconoscimento della minoranza, alla questione della segregazione), la nostra esistenza e il nostro futuro.
Per questo ci rifiutiamo di essere oggetti di studio, e chiediamo di condividere percorsi che si incrocino e si confrontino sia sull’analisi generale, sia sui singoli aspetti che riguardano la condizione delle comunità ro-manì e il loro futuro nel contesto nazionale ed europeo.
Autorevoli i relatori e importante la partecipazione politica. Manca solo la voce “dei gruppi rom”, ridotti a “caso”, come sempre. Utilizziamo perciò questa occasione per richiamare l’attenzione della cultura, della politica e dell’informazione su un tema per noi fondamentale: la partecipazione di rom e sinti al dibattito e al confronto pubblico culturale e politico.
In questi anni le comunità romanì italiane stanno facendo lo sforzo di uscire dalla condizione di marginalità nella quale sono state costrette da oltre trent’anni di politiche assistenziali. Relegato ai margini anche fisici della società, costretto a occupare gli interstizi di un mondo ostile nel quale la caccia allo “zingaro” è diven-tato vantaggio politico, il popolo romanì ha costruito momenti di aggregazione e di organizzazione, con fa-tica e difficoltà per la stessa propria articolazione e complessità e per il pesante svantaggio culturale di de-cenni di assistenzialismo avvantaggia gli assistenti e deprime gli assistiti.
E delle cose sono successe: sono nate associazioni e federazioni rom e sinte, cresce un’Alleanza romanì, rete di giovani, presso l’UNAR è stato costituito il Forum RSC che raggruppa le associazioni rom e sinte, dalle università escono laureati delle nostre comunità, a livello europeo è stato costituito un Istituto di cul-tura romanì, tutti percorsi per sviluppare consapevolezza di sé e del valore della nostra cultura e della ne-cessità di un suo riconoscimento istituzionale. Un percorso non facile né lineare ma chiaro su un punto: l’autodeterminazione sia del percorso sia delle scelte che lo devono accompagnare.
In questo arco di tempo sono stati infiniti i convegni e i dibattiti organizzati da personalità della cultura e della politica più o meno illustri sulla “questione rom” che hanno visto sistematicamente esclusa la voce di rom e sinti, per non parlare delle trasmissioni televisive condotte da “giornalisti” unicamente rivolte a de-monizzare le comunità rom e sinti. Averlo segnalato e denunciato non è servito a molto perché ancora in occasioni come questa, nonostante molti dei partecipanti hanno seguito e sanno del percorso in atto tra le nostre comunità, sembra ripetersi il rito di quelli che “sanno” che spiegano a quelli che “non sanno”.
Noi sappiamo benissimo che ogni battaglia di emancipazione ha bisogno di alleati anche nel campo degli oppressori e che solo la coscienza collettiva del diritto all’esistenza di una minoranza rende questo diritto praticabile, ma sappiamo altrettanto bene che nessuna emancipazione è possibile senza il protagonismo di i chi è oppresso.
Noi sappiamo che la condizione del popolo romanì è a una svolta, allo sterminio fisico tentato nel corso dei secoli si è sostituita una forma di sterminio culturale che assume forme diverse: da chi pretende l’assimilazione del nostro popolo, a chi ci nega il riconoscimento della storia e della cultura, al logoramento e al degrado morale di chi vive segregato ai margini fisici e spirituali della società.
Noi ci opponiamo a questo e lo facciamo con le nostre forze e con il sostegno di chi condivide il nostro ten-tativo. Per questo non accettiamo che ci siano convegni con “dotti” che ci spiegano chi siamo, o che, per analisi pure importanti, ci utilizzino come oggetti da catalogare definendo a quale gruppo apparteniamo e dove collocarci nella scala dell’evoluzione sociale. Anche quando si parla di inclusione ed esclusione dob-biamo renderci conto che il primo percorso che ostacola l’inclusione è proprio quello di escluderci come interlocutori e diciamo pure anche come “esperti” delle condizioni in cui noi siamo.
Vorremmo perciò che si evitasse il rischio dell’esercizio autoreferenziale e soprattutto vogliamo impedire che questo esercizio condizioni, come purtroppo si rischia su temi cruciali (dagli attacchi alle leggi regionali, al riconoscimento della minoranza, alla questione della segregazione), la nostra esistenza e il nostro futuro.
Per questo ci rifiutiamo di essere oggetti di studio, e chiediamo di condividere percorsi che si incrocino e si confrontino sia sull’analisi generale, sia sui singoli aspetti che riguardano la condizione delle comunità ro-manì e il loro futuro nel contesto nazionale ed europeo.
Alleanza Romanì, Federazione Federarte Rom, Federazione Rom e Sinti Insieme, Associazione Romano Glaso, Associazione nazionale Them Romanò, Associazione Nevo Drom, Associazione New Romalen, Associazione Sinti italiani Prato, Associazione Stay Human, Accademia europea d’arte romanì, Associazione FutuRom, Associazione Upre Roma, Cooperativa Romano Drom, Amici del beato Zefferino, Associazione Romano Krlo, Museo del viaggio Fabrizio De Andre, Associazione Liberi, Associazione Sucar Drom.
sabato 18 novembre 2017
A milestone for Roma rights: the election of the first Roma Vice-President of the European Parliament
| Brussels 17 November 2017 - On 15 November 2017, the Roma MEP Lívia Járóka has been appointed as one of the European Parliament’s Vice-Presidents. This day marks a milestone in the Roma rights movement. Throughout her career as an MEP for over a decade (2004-2014 and since September 2017), Lívia Járóka has been actively engaged in advancing the rights of Roma and in gender equality issues. She has been a key figure leading to Roma related European policy breakthroughs such as the European Framework of National Roma Integration Strategies. Her work has been recognised and valorised by the several awards she obtained such as the Member of the European Parliament of the Year (2006 and 2013) under the Justice and Fundamental Rights category among several others. ERIO congratulates Lívia Járóka for reaching such a significant position and for being, once more, a symbol of hope for those working on Roma issues but mostly for the millions of Roma across Europe. Empowering Roma, in particular Roma women, to become democratic and participatory leaders in the creation of a more inclusive European project is vital. Read the full press release online here. |
| Best regards, |
| ERIO team |
venerdì 17 novembre 2017
Rising to the Top | Alina Serban | Without Education There Is No Window,...
Associazione 21 Luglio "Non ho l'età" - Il nuovo report sui matrimoni precoci nelle baraccopoli romane
Etichette:#rom, #roma, #sinti, #culturaromsinti
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#rom,
#roma,
#sinti
giovedì 16 novembre 2017
I ROM A COSENZA: "NO ASSISTENZIALISMO"
Il Casinista: CALABRIA. "NO ASSISTENZIALISMO. I ROM A COSENZA PO...: di Luigi Bevilacqua * I rom "Italiani" presenti a Cosenza appartengono alla prima ondata di rom arrivati in Italia (circa 7 se...
martedì 14 novembre 2017
domenica 12 novembre 2017
domenica 5 novembre 2017
Bari, approvato il piano per l'inclusione sociale di rom, sinti e caminanti
giovedì 2 novembre 2017
Le parole dell'odio - Vorrei | Rivista non profit di cultura, ambiente e politica
Rom: dopo l'"emergenza" a che punto siamo?
mercoledì 1 novembre 2017
SULLA "TEMATICA ROM"
Luigi Bevilacqua (FB)
1 h ·
Ho sempre detto che la tematica rom non e' facile da trattare.
Se nel 2017 abbiamo decine di campi rom (Rom Italiani) in Calabria, un motivo deve esserci.
Colpe della politica che non e' riuscita a creare dei veri percorsi di integrazione al posto delle politiche fallimentari, assistenzialiste e/o discriminatorie.
Colpe dei rom e del pochissimo attivismo atto al superamento dei ghetti.
Colpe di chi se ne e' occupato, noi compresi, che hanno pensato più' alle prestazioni che ad avviare dei processi di sviluppo.
Le comunita' romanes, ancora oggi, vengono viste come persone che devono essere rappresentati dagli altri.
Quasi mai si punta all'auto rappresentazione ma si preferisce rappresentarli e/o farsi rappresentare.
Si continua a fare prestazioni personali ostacolando e/o rinunciando a costruire processi.
Cambiare questi meccanismi non e' facile, ma sta a noi insistere fermamente su queste posizioni.
Passeremo per deboli,per irascibili,per vittime,per carnefici,per persone che sono in cerca di visibilita'.
Queste critiche devono essere una carica ancora maggiore nell'andare avanti.
Significa che siamo sulla strada giusta.
1 h ·
Ho sempre detto che la tematica rom non e' facile da trattare.
Se nel 2017 abbiamo decine di campi rom (Rom Italiani) in Calabria, un motivo deve esserci.
Colpe della politica che non e' riuscita a creare dei veri percorsi di integrazione al posto delle politiche fallimentari, assistenzialiste e/o discriminatorie.
Colpe dei rom e del pochissimo attivismo atto al superamento dei ghetti.
Colpe di chi se ne e' occupato, noi compresi, che hanno pensato più' alle prestazioni che ad avviare dei processi di sviluppo.
Le comunita' romanes, ancora oggi, vengono viste come persone che devono essere rappresentati dagli altri.
Quasi mai si punta all'auto rappresentazione ma si preferisce rappresentarli e/o farsi rappresentare.
Si continua a fare prestazioni personali ostacolando e/o rinunciando a costruire processi.
Cambiare questi meccanismi non e' facile, ma sta a noi insistere fermamente su queste posizioni.
Passeremo per deboli,per irascibili,per vittime,per carnefici,per persone che sono in cerca di visibilita'.
Queste critiche devono essere una carica ancora maggiore nell'andare avanti.
Significa che siamo sulla strada giusta.
venerdì 27 ottobre 2017
È magnifico essere zingari! - Valeriu Nicolae - Internazionale
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#rom,
#roma,
#sinti,
#valeriunicolae
ME SEM ROM - film completo (part 1/4)
Parte 2 : https://www.youtube.com/watch?v=d6uZCKHs_bM
Parte 3 - https://www.youtube.com/watch?v=T-xI8WW9jf4
Parte 4 - https://www.youtube.com/watch?v=6brSreTKAL4
Intervista a Laura Halilovic regista "Io rom romantica"
Io, la mia famiglia Rom e Woody Allen [Laura Halilovic,2009] - YouTube
Papù - Alizio Spada - Parte 2
Grazie a Anema Longa (fb) x la segnalazione
Vedi prima qui la Parte 1: http://culturaromsinti.blogspot.it/2017/10/papu-alizio-spada-parte-1.html
Vedi prima qui la Parte 1: http://culturaromsinti.blogspot.it/2017/10/papu-alizio-spada-parte-1.html
Papù - Alizio Spada - Parte 1
VEDI QUI ANCHE LA PARTE 2:
http://culturaromsinti.blogspot.it/2017/10/papu-alizio-spada-parte-2.html
martedì 24 ottobre 2017
Opinion | Ioana Spataru | Racism – the lifestyle choice – romblog.at
Jonas Carpignano a Rende con “A Ciambra” | Cosenza Page CosenzaPage
Il fallimento del Piano Rom della Raggi si chiama Camping River - neXt Quotidiano
Cosenza, gli "zingari": un'inquietante prossimità. Caos e panico dopo sei secoli di convivenza - Iacchite.com
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#roma
lunedì 23 ottobre 2017
STORIA E LINGUA ROMANI'
Domani secondo incontro...
Parole e luoghi. Gli imprestiti linguistici nel romanès Cosentino.
L'incontro si terrà presso via De Rada n° 18 Cs
Parole e luoghi. Gli imprestiti linguistici nel romanès Cosentino.
L'incontro si terrà presso via De Rada n° 18 Cs
venerdì 20 ottobre 2017
'Il quotidiano che non è ovvio' Una mostra fotografica sul campo nomadi
giovedì 19 ottobre 2017
El racismo no da risa - Diario16
martedì 17 ottobre 2017
articoli su Rom e Sinti
Roma, Ass. 21 luglio: deserta gara Comune superamento campi Rom
askanews2 lotti funzionali, per l'affidamento del Progetto di inclusione sociale per le persone rom, sinti e caminanti e superamento dei campi rom La Barbuta e ...
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Interscambio REYN 17-19 novembre: esperienze educative a confronto
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