Enrico Olivieri E
poi sempre in quel giorno...odivo orde.... di F16 sorvolare il campo
.... e bombardare con missili tomahawk.... senza alcun preavviso ....
fortunatamente i fumi sprigionati dai fuochi benedetti ..offuscavano la
vista.degli esperti piloti ... e ci donavano il,tempo di metterci
in,salvo .... e vissero tutti felici e contenti
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martedì 13 giugno 2017
lunedì 12 giugno 2017
zingari - NEVERENDINGPHOTOMASTERCLASS
domenica 11 giugno 2017
Torino. A un passo dal pogrom | Contropiano
TORINO, A UN PASSO DAL POGROM
da Idea Rom
Al grido di “vi uccidiamo”, “siete animali”, “vi cacceremo via”, tre
giorni fa, il 6 giugno, i comitati anti-rom hanno manifestato a ridosso
del campo nomadi di Strada dell’Aeroporto a Torino.
Improvvisamente e senza preavviso una colonna di persone, animate da isteria collettiva e odio razziale e munite di torce accese, è spuntata minacciosa dall’oscurità: rituali che, purtroppo, si ripetono sempre più frequentemente in una “ordinarietà” che li sta progressivamente svuotando della loro essenza criminosa. Nel cielo notturno le fiaccole erano puntate come dei riflettori. Poi alcune sono state lanciate in direzione del campo, fortunatamente troppo lontano per poter essere raggiunto, provocando il panico generale.
“Nessuno aveva preavvisato le famiglie del campo a proposito della manifestazione – racconta Vesna Baxtali Vuletic, presidente di Idea Rom Onlus – con il risultato che alcune donne erano sole al campo con i bambini. Nessun veicolo delle forze dell’ordine era presente preventivamente all’ingresso del campo nomadi per presidiare eventuali situazioni di emergenza.”
Alcune frange del corteo si sono poi staccate, dirigendosi verso le abitazioni più isolate e costringendo molte persone alla fuga in mezzo ai rovi e in direzione del fiume. I bambini sono fuggiti a piedi lungo la tangenziale, tra le macchine che sfrecciavano ad altissima velocità. Molti di loro si sono persi e sono stati poi ritrovati dopo alcune ore, pieni di graffi causati, durante la fuga, dagli arbusti.
C’è una sola parola che restituisce efficacemente quanto accaduto: pogrom, metastasi di un sistema che criminalizza rom, migranti, senza casa, poveri, disoccupati e che esercita il potere in modo sadico, al punto da modificare anche la percezione che i più deboli hanno di sé e della realtà, riducendoli a un sentimento d’impotenza, di fragilità, di solitudine, la condizione dei “sottouomini”.
Il razzismo e la xenofobia possono dare impulso ad accessi di violenza collettiva, a vere e proprie “liturgie” di massa scandite sulla dialettica amico/nemico, a scenari sinistri di cui, purtroppo, la nostra storia è costellata. Gli psicologi delle masse spesso hanno spiegato l’adesione a rituali xenofobi collettivi, riconducendoli alla ricerca di un rifugio di fronte al senso di smarrimento. “Il cerimoniale permette a un gruppo di comportarsi in un modo simbolicamente ordinato così da dare l’impressione di rivelare un universo ordinato; ogni particella acquista la sua identità mediante la semplice interdipendenza con le altre” (Erik Erikson).
Eppure varrebbe la pena interrogarsi non solo sul “perché” le cose accadono ma anche sul “come”.
Quel “come” non è riconducibile solo agli aspetti irrazionali. Sono i dispositivi politici, le strutture giuridiche e le macchine amministrative che fanno apparire accettabile, “ordinario”, se non addirittura socialmente giustificabile, il volto della persecuzione. È quanto si sta verificando col nuovo decreto Minniti – Orlando che rappresenta la “normalizzazione” di una politica che criminalizza i deboli e gli antagonisti e rivela, senza grattare troppo il fondo del barile, un processo in atto di fascistizzazione della società.
(Fonte: Patrizia Buffa - Contropiano)
Improvvisamente e senza preavviso una colonna di persone, animate da isteria collettiva e odio razziale e munite di torce accese, è spuntata minacciosa dall’oscurità: rituali che, purtroppo, si ripetono sempre più frequentemente in una “ordinarietà” che li sta progressivamente svuotando della loro essenza criminosa. Nel cielo notturno le fiaccole erano puntate come dei riflettori. Poi alcune sono state lanciate in direzione del campo, fortunatamente troppo lontano per poter essere raggiunto, provocando il panico generale.
“Nessuno aveva preavvisato le famiglie del campo a proposito della manifestazione – racconta Vesna Baxtali Vuletic, presidente di Idea Rom Onlus – con il risultato che alcune donne erano sole al campo con i bambini. Nessun veicolo delle forze dell’ordine era presente preventivamente all’ingresso del campo nomadi per presidiare eventuali situazioni di emergenza.”
Alcune frange del corteo si sono poi staccate, dirigendosi verso le abitazioni più isolate e costringendo molte persone alla fuga in mezzo ai rovi e in direzione del fiume. I bambini sono fuggiti a piedi lungo la tangenziale, tra le macchine che sfrecciavano ad altissima velocità. Molti di loro si sono persi e sono stati poi ritrovati dopo alcune ore, pieni di graffi causati, durante la fuga, dagli arbusti.
C’è una sola parola che restituisce efficacemente quanto accaduto: pogrom, metastasi di un sistema che criminalizza rom, migranti, senza casa, poveri, disoccupati e che esercita il potere in modo sadico, al punto da modificare anche la percezione che i più deboli hanno di sé e della realtà, riducendoli a un sentimento d’impotenza, di fragilità, di solitudine, la condizione dei “sottouomini”.
Il razzismo e la xenofobia possono dare impulso ad accessi di violenza collettiva, a vere e proprie “liturgie” di massa scandite sulla dialettica amico/nemico, a scenari sinistri di cui, purtroppo, la nostra storia è costellata. Gli psicologi delle masse spesso hanno spiegato l’adesione a rituali xenofobi collettivi, riconducendoli alla ricerca di un rifugio di fronte al senso di smarrimento. “Il cerimoniale permette a un gruppo di comportarsi in un modo simbolicamente ordinato così da dare l’impressione di rivelare un universo ordinato; ogni particella acquista la sua identità mediante la semplice interdipendenza con le altre” (Erik Erikson).
Eppure varrebbe la pena interrogarsi non solo sul “perché” le cose accadono ma anche sul “come”.
Quel “come” non è riconducibile solo agli aspetti irrazionali. Sono i dispositivi politici, le strutture giuridiche e le macchine amministrative che fanno apparire accettabile, “ordinario”, se non addirittura socialmente giustificabile, il volto della persecuzione. È quanto si sta verificando col nuovo decreto Minniti – Orlando che rappresenta la “normalizzazione” di una politica che criminalizza i deboli e gli antagonisti e rivela, senza grattare troppo il fondo del barile, un processo in atto di fascistizzazione della società.
(Fonte: Patrizia Buffa - Contropiano)
12 commenti
Commenti
Idea Rom Onlus Questo
s****** che parla di legalità è un avanzo di galera, va a fare il
cretino allo stadio e chiede la liberazione di Speziale, l'assassino del
carabiniere Raciti ucciso nello stadio di Catania.
Gazmen Gazmen Berisha E
un diritto sacrosanto diffendersi sia dall fummo tosico che brucciano
sia contro l'anientamento dai nazifascisti,creare immediatamente una
forza di combatenti pronti all martirio e eliminare sta feccia
italofascista,sono dei sottoumani,creare il pron...Altro...
Idea Rom Onlus Gazmen Gazmen Berisha
scusa ma noi siamo assolutamente contrari ad ogni azione o reazione
violenta. Non crediamo sia quello il modo per poter ottenere dignità e
diritti. Ti preghiamo di evitare commenti di questo tipo sulla nostra
pagina. Puoi fare tutte le critiche che vuoi, anche contro di noi, ma
non incitare per favore alla violenza. Spero tu possa capirci.
Sasha Petternik Meno
male ché qualcuno e fato gusta cosa! Si poveri voi tutti sono rasisti
vi odiano a voi poveri bravi solo rubate case nostre! Mi viene voglia
piangere! Maledeti delikventi!
Idea Rom Onlus Sasha
se vuoi perdere tempo a scrivere stupidaggini forse è meglio che vai
sulla pagina di Forza Nuova. Quelli sono un po' più simile a te, un po'
scemi un po' fascisti!
Flavia de Paoli Le forze dell'ordine devono proteggere le persone.

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sabato 10 giugno 2017
L'INCIVILTA' E IL RAZZISMO AVANZANO
IERI SERA A TORINO
Manifestazione dei comitati a ridosso del campo nomadi di strada Aeroporto a Torino.
Non sono state lanciate molotov, ma solo alcune fiaccole accese, in direzione del campo nomadi ma fortunatamente a molta distanza da questo.
... Altro...
Manifestazione dei comitati a ridosso del campo nomadi di strada Aeroporto a Torino.
Non sono state lanciate molotov, ma solo alcune fiaccole accese, in direzione del campo nomadi ma fortunatamente a molta distanza da questo.
... Altro...
Commenti
4 di 85
Vesna Baxtali Vuletic Manifestanti,
fascisti e tranquilli cittadini, molti sparpagliati all'interno dei
comitati di quartiere, che bloccano gli interventi dei vigili del fuoco.
In questi giorni vanno tutti sotto le bandiere di Forza Nuova......Altro...
In questi giorni vanno tutti sotto le bandiere di Forza Nuova......Altro...
Massimo Ugolini Non
si fanno le manifestazioni per una persona uccisa in un incidente
automobilistico. Se l'investitore ha sbagliato pagherà. Se ha sbagliato
per dolo pagherà per quello, se ha sbagliato per colpa pagherà per
quello. Ogni anno in italia i morti per inc...Altro...
Noemi Beganovic andate voi a fanculo sbrutti stronzi italiani
Roberto Malini Oltre
al razzismo, male ormai fuori controllo in Italia, si leggono in questa
sequenza di commenti minacce gravi che andrebbero quantomeno
stigmatizzate, se non segnalate all'autorità. Bisogna opporsi
all'intolleranza, ma in nessun caso con manifestazioni di odio e
violenza assolutamente censurabili. Bisogna combattere il razzismo,
invece, con le ragioni del diritto e della civiltà.

Scrivi un commento...
mercoledì 31 maggio 2017
Il blog delle stelle - A Roma inizia il superamento dei campi rom
Etichette:#rom, #roma, #sinti, #culturaromsinti
#beppegrillo,
#m5stelle,
#rom,
#roma,
#sinti,
#virginiaraggi
martedì 30 maggio 2017
ROM - LAGER E DINTORNI
Ieri
mi chiedevo cosa avrebbero detto la politica "democratica" e la stampa
"indipendente" se questo fatto fosse accaduto qualche anno fa, sotto
l'amministrazione di centrodestra. Ma è accaduto ora, sotto
l'amministrazione di centrosinistra, che peraltro ho contribuito a
eleggere. E in questa giunta c'è ancora Granelli, eroe di molte imprese,
e Carmela Rozza, che non vuole "luoghi franchi". Però va bene se questa
città è franca dall'informazione e, quando si tratta di rom, anche
dalla compassione.
[Grazie a U Velto per aver ripreso il comunicato e averlo reso anche più leggibile.]
[Grazie a U Velto per aver ripreso il comunicato e averlo reso anche più leggibile.]
Inaugurazione
del CES Ieri notte, 28 Maggio 2017, davanti al cancello del CES (centro
di emergenza sociale) di via Sacile, M. , una d...
sucardrom.blogspot.com
Commenti
Paolo Melissi Granelli sarebbe meglio smettesse
Valeria Vaccari bisogna destituirlo perché smetta
Antonio Piazzi Non
pagherà nessuno per questa morte. E quel che è peggio è che le cose
continueranno esattamente come prima: il Ces di via Sacile continuerà ad
essere un luogo privo di civiltà ed inadatto ad ospitare esseri umani
per periodi lunghi, l'assessore Rozza
continuerà a "fare pulizia" nei luoghi dove i disperati provano a
"imbastire uno straccio di vita" e i "corpi speciali" della Polizia
Locale continueranno ad eseguire gli ordini aggiungendo un bel po' di
brutalità.
SINTI E MICROAREE
Internet è pieno di articoli, blog e commenti che trattano questo tema.
Questo mi ha aiutato nel corso del tempo, a capire, chi veramente si prodiga in questa lotta e, veramente rispetta il volere di queste persone riguardo al destino della propria vita.
Un argomento che ho avuto sempre a cuore e il quale sostengo, sono le micro aree.
È risaputo che la stragrande maggioranza dei sinti vuole andare verso questa soluzione abitativa.
Visto che ormai da anni, la vita da sinti che facevamo prima non è più possibile viverla per diverse cause.
Insieme a diverse amministrazioni si sta cercando di attuare questo progetto abitativo che rispecchia ed è più vicino al mondo sinto. Sono state fatte leggi in merito per far si che sia una cosa regolare nel rispetto di tutti i cittadini.
Quindi è una cosa fattibile il progetto microaree.
Quello che mi ha sempre meravigliato invece, è il fatto che, mentre i sinti sono per le microaree, certe associazioni e persone che lottano anche per i diritti dei sinti, sono contrarie a queste microaree.
Questo per me significa, che se non si sostengono i sinti in questa cosa che loro cercano di realizzare, è inutile da parte di organizzazioni e persone dire che lottano anche per i diritti dei sinti.
Se si è contrari alle microaree, non si sta sostenedo il diritto dei sinti di decidere il proprio destino abitativo, che ricordo è fattibile e regolato da leggi, le micro aree.
Quindi, è una grandissima contraddizione bella e buona dire che si sta con i sinti e nello stesso tempo non li si ascolta e non li si sostiene in questo.
La morte di una rom a Milano dopo uno sgombero diventa un caso - DIRE.it
lunedì 29 maggio 2017
E' morta. Ieri. 28 maggio 2017. Era una Zingara.
Bezzecchi Giorgio ha condiviso il post di Alberto M. Melis nel gruppo: Terni Bori - Marry When You Are Ready.
E' morta. Ieri. 28 maggio 2017. Era una Zingara.
Alberto M. MelisE' morta. Ieri. 28 maggio 2017. Era una Zingara.
__________________________________________
Paolo Cagna Ninchi ha scritto: Morte di una “zingara”
Ieri notte, 28 Maggio 2017, davanti al cancello del CES (centro di emergenza sociale) di via Sacile, M. , una donna rom di 42 anni, è morta. Lascia i genitori, il marito e 3 figli. Dormiva su un materasso all’aperto, dopo che la mattina di venerdì 26 la polizia locale aveva sgomberato – distruggendo tutte le loro cose - il gruppo di famiglie che si era accampato nel boschetto a fianco del Centro. Erano per lo più parenti degli ospiti del CES, come M. che nel centro aveva la sorella. Alcune di queste famiglie, tra le quali quella di M., si erano accampate alla bell’e meglio davanti all’ingresso del centro.
Ieri sera, di fronte a parenti e ospiti, questa donna ha avuto un attacco cardiaco e ha agonizzato in attesa dell’ambulanza, che giungeva solo dopo oltre mezz’ora perché chi in quel momento era responsabile del Centro non si peritava di rispondere alle richieste di aiuto.
Di fronte a questa vicenda, per la quale mancano le parole per descriverne l’infinita miseria e l’infinita disumanità, poche domande si devono porre all’amministrazione.
Perché è stato deciso questo sgombero in contraddizione con tutte le prescrizioni - senza preavviso, senza assistenti sociali e senza proposte alternative -, ma soprattutto in contrasto con il più banale sentimento umano?
Perché la persona del Centro presente non ha chiamato immediatamente l’ambulanza nonostante le insistenti, pressanti e disperate richieste degli ospiti del Centro?
Perché nessuno dei solerti tutori dell’ordine e della sicurezza cittadina autori dello sgombero ha tenuto conto dei documenti esibiti da M. a testimonianza del suo stato di salute?
Infine, in questa tragedia si specchia la situazione di abbandono delle comunità rom, resa emblematica dalle condizioni di un Centro che avrebbe dovuto accogliere per includere e che nell’attuale assenza di una strategia diventa solo un luogo di segregazione e di sofferenza.
Sono domande penose alle quali però siamo certi si devono risposte, così come siamo certi si cercheranno eventuali responsabilità di questa morte, per il rispetto dovuto a una donna che aveva una sola colpa, essere una “zingara”.
ReteRom (Associazione ApertaMente di Buccinasco, Associazione Upre
Roma, Associazione di Promozione sociale Fabrizio Casavola, GRT, NAGA)
sabato 27 maggio 2017
Fuori dai Campi
Etichette:#rom, #roma, #sinti, #culturaromsinti
#FUORIDAICAMPI,
#microaree,
#rom,
#roma,
#sinti
mercoledì 24 maggio 2017
ROM IMPEGNATI IN CALABRIA
Welcome in Tziganie : a journey into gypsy music
Local authorities implicated in fatal attack on Roma residents in Kharkiv oblast - Human Rights in Ukraine
Giornata delle comunità nomadi svizzere
Giornata delle comunità nomadi svizzere: Le comunità nomadi svizzere contano circa 30 mila persone, in massima parte Jenisch, più qualche centinaio di Sinti-Manouche. Di ...
lunedì 22 maggio 2017
A PROPOSITO DELLA STRAGE DI CENTOCELLE: ALLEANZA O PROPAGANDA?
Prendo da Facebook. Il titolo sopra è mio. Il contenuto sotto è di Idea Rom Onlus
Idea Rom Onlus con Sead Dobreva e altre 47 persone.
2 h ·
ALLEANZA O PROPAGANDA?
Dopo la tragica uccisione delle bambine a Roma, finita sotto gli occhi di tutto il mondo, è stata realizzata una manifestazione che dichiarava alcuni obiettivi, ma ne nascondeva altri.
Tant'è che all'indomani è stata lanciata la nascita di una nuova organizzazione Rom con tanto di sponsorizzazioni già accordate. Tutto già pronto da tempo...
Dopo la tragica uccisione delle bambine a Roma, finita sotto gli occhi di tutto il mondo, è stata realizzata una manifestazione che dichiarava alcuni obiettivi, ma ne nascondeva altri.
Tant'è che all'indomani è stata lanciata la nascita di una nuova organizzazione Rom con tanto di sponsorizzazioni già accordate. Tutto già pronto da tempo...
Avevo aderito alla manifestazione in segno di solidarietà con la
famiglia delle vittime, schiacciata dal dolore per quanto avvenuto e
spaventata dalla crescita dell'intolleranza nei nostri confronti.
Ma oggi me ne vergogno.
Qualcuno aveva suggerito il silenzio, in segno di rispetto, ma altri avevano risposto che si trattava di una tragedia che poteva colpire qualsiasi nostra famiglia....
Eppure non si è avuto alcuna pietà per le lacrime di quella madre. E per qualcuno anche questa occasione è stata buona per mettersi nuovamente in mostra e fare le solite foto sorridenti, come ad una festa. Ci mancava solo la fisarmonica o la performance teatrale.
Ma io dico, non si poteva aspettare qualche giorno, separando nettamente le due questioni, proprio per non dar neanche minimamente l'idea di voler strumentalizzare la morte di quelle creature?
E' proprio per questo che oggi non posso stare in silenzio, neppure di fronte ad altri Rom, soprattutto di fronte ad altri Rom, per la vergogna di aver usato questa triste vicenda per altri scopi.
Ci vuole più rispetto e non si possono affrontare i problemi del nostro popolo usando le peggiori tragedie per altri scopi. Eppure vedo fotografie e inni pieni di orgoglio, anzichè un po' di vergogna.
Incredibili, non potevo crederci, eppure succede, mentre a me vengono i brividi pensando a dove si può arrivare con questi metodi.
Vesna Vuletic
Presidente IDEA ROM Onlus, Torino
Ma oggi me ne vergogno.
Qualcuno aveva suggerito il silenzio, in segno di rispetto, ma altri avevano risposto che si trattava di una tragedia che poteva colpire qualsiasi nostra famiglia....
Eppure non si è avuto alcuna pietà per le lacrime di quella madre. E per qualcuno anche questa occasione è stata buona per mettersi nuovamente in mostra e fare le solite foto sorridenti, come ad una festa. Ci mancava solo la fisarmonica o la performance teatrale.
Ma io dico, non si poteva aspettare qualche giorno, separando nettamente le due questioni, proprio per non dar neanche minimamente l'idea di voler strumentalizzare la morte di quelle creature?
E' proprio per questo che oggi non posso stare in silenzio, neppure di fronte ad altri Rom, soprattutto di fronte ad altri Rom, per la vergogna di aver usato questa triste vicenda per altri scopi.
Ci vuole più rispetto e non si possono affrontare i problemi del nostro popolo usando le peggiori tragedie per altri scopi. Eppure vedo fotografie e inni pieni di orgoglio, anzichè un po' di vergogna.
Incredibili, non potevo crederci, eppure succede, mentre a me vengono i brividi pensando a dove si può arrivare con questi metodi.
Vesna Vuletic
Presidente IDEA ROM Onlus, Torino
venerdì 19 maggio 2017
IN MEMORIA DI UN VILLAGGIO ROM NEL CUORE DI MILANO
Preambolo: Io e Fabrizio Casavola siamo stati amici virtuali ma piuttosto assidui per un bel po'. Mi aveva nauseato la politica degli sgomberi e così diedi vita a questo blog. Un po' per imparare fissando in un luogo materiale interessante sulla vita e la cultura dei Rom, un po' per far girare informazioni meno stereotipate. Poi finalmente l'ho incontrato di persona (ricordo folgorante) e gli ho confessato che avrei chiuso il blog offrendogli magari la mia (modesta) collaborazione a "Mahalla". Lui invece mi disse: "No, vai avanti! Siamo già così pochi!".
Spesso nei link che rilancio su Facebook torna l'immagine di Fabrizio Casavola. In realtà è un meccanismo che sfugge al mio controllo. Non ho ancora capito come correggerlo. Ma a me piace pensare che Fabrizio, sornione come sempre, abbia deciso di non lasciarmi in pace...
Fabrizio vive!
LEGGI QUI:
https://www.passeggiatedautore.it/2017/05/19/memoria-un-villaggio-rom-nel-cuore-milano/
L’orrenda strage di Centocelle: finalmente la sinistra si mobilita - micromega-online - micromega
giovedì 18 maggio 2017
C’è il circo nel Dna di Virginia Raffaele: ecco le foto
Rimini, lanciato un monito ai razzisti
U Velto - Il Mondo, notizie ed immagini dai mondi sinti e rom: Rimini, lanciato un monito ai razzisti: Ad Auschwitz Birkenau nello Zigeunerlager vennero divorati migliaia e migliaia di #sinti e #rom, ma il 16 maggio 1944 le circa quattromila ...
Le ‘familien-Zigeunerlager‘ d'Auschwitz II - Birkenau
Etichette:#rom, #roma, #sinti, #culturaromsinti
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#sinti,
#ZIGEUNERLAGER
mercoledì 17 maggio 2017
lunedì 15 maggio 2017
''Salvini tornatene a casa'': Elio Germano spiega la Lega ai bambini rom - Repubblica Tv - la Repubblica.it
domenica 14 maggio 2017
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