C'è chi fruga per miseria e bisogno e chi rimesta la peggiore immondizia culturale per una mera speculazione politica.
Per i primi provo pena e il disagio dei privilegiati.
Per i secondi provo ribrezzo.
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Fondazione romanì Italia
esprime solidarietà al Dott. Francesco Spano, dimissionario direttore
generale di UNAR, e lo facciamo con convinzione anche se la nostra
organizzazione da diversi anni, con chiarezza e senza alcuna forma di
personalismo
o interessi, critica propositivamente alcune scelte di questa
Istituzione, in particolare in merito alla Strategia Nazionale per
l'inclusione delle
comunità romanès.
Una trasmissione televisiva ha denunciato un presunto uso improprio dei fondi pubblici da parte di UNAR – Ufficio nazionale antidiscriminazione razziale – ed il presunto coinvolgimento del direttore generale dott. Francesco Spano. La notizia è entrata nel tritacarne mediatico e della propaganda razzista per indebolire una importante Istituzione dell'Italia multiculturale che è necessario rafforzare affinche recepisca TUTTI i principi della direttiva europea n. 2000/43 CE, che invece fin dalla costituzione di UNAR (decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215) non sono stati recepiti. |
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Fondazione romanì ItaliaVia Rigopiano n. 10/B - 65124 Pescara tel. 085 9155070 numero verde gratuito 800587705email: fondazioneromani.italia@gmail.com web: www.fondazioneromani.eu | ||

Da: Comunicazione UfficioStampa <Comunicazione.UfficioStampa@comune.milano.it>
Data: 24 gennaio 2017 15:51:30 CET
A: roldano.radaelli@tiscali.it
Oggetto: MILANO È MEMORIA. DOMANI L'ASSESSORE LIPPARINI ALL'INIZIATIVA PUBBLICA "L'OLOCAUSTO DEL POPOLO ROM"
Rispondi a: Comunicazione UfficioStampa <Comunicazione.UfficioStampa@comune.milano.it>
MILANO È MEMORIA. DOMANI L'ASSESSORE LIPPARINI ALL'INIZIATIVA PUBBLICA "L'OLOCAUSTO DEL POPOLO ROM"Milano, 24 gennaio 2017 – Domani, mercoledì 25 gennaio, alle ore 17 in Sala Alessi, l'assessore alla Partecipazione, Cittadinanza attiva e Open Data Lorenzo Lipparini parteciperà all'iniziativa pubblica "L’olocausto del popolo rom: un riconoscimento che valga per l’oggi".Interverranno Dijana Pavlovic, portavoce Consulta Rom e Sinti di Milano, Paolo Cagna Ninchi, presidente associazione Upre Roma, Giorgio Bezzecchi, presidente Museo del viaggio Fabrizio De Andrè e Davide Romano, assessore alla cultura della Comunità ebraica di MilanoAl termine del dibattito sarà proiettato il documentario "Opre Roma!" di Paolo Bonfanti, che racconta le storie esemplari di alcuni giovani che hanno affrontato lo stigma dello “zingaro” realizzando il loro sogno. Nel corso dell'evento saranno anche presentati due libri che raccontano lo sterminio attraverso la storia di Johann “Rukeli” Trollmann, il pugile sinto a cui il nazismo tolse il titolo di campione e la vita ma non la dignità, e la storia di Else, la bambina di “sangue misto” strappata ai genitori adottivi e sopravvissuta ad Auschwitz per la determinazione del padre adottivo.Segreteria Ufficio Stampa - Comune di MilanoTel +39 02 884 50150
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Per
tanto tempo, negli anni passati, abbiamo tutti denunciato gli errori
degli attivisti, degli esperti e dalle
associazioni pro rom per le scelte politiche sbagliate verso la
minoranza romanì, per un disastroso modello di sviluppo degli interventi
i cui
fallimenti sono ben documentati, e per l'assenza di volontà ad un
radicale cambiamento.
Tutti abbiamo sempre denunciato gli ostacoli per la partecipazione attiva del rom nelle attività e nelle iniziative destinate alla minoranza romanì. Da diversi anni la partecipazione attiva del rom inizia ad essere un fatto concreto e dobbiamo porci diverse domande. Cresce la partecipazione attiva del rom e non è visibile un miglioramento delle condizioni della minoranza romanì, è evidente che qualche cosa non funziona correttamente. Oggi per le comunità romanès non è cambiato quasi nulla rispetto al passato, anche se da diversi anni tante persone/associazioni rom gestiscono progetti ed iniziative oppure collaborano alla loro realizzazione. Potrei citare i progetti gestiti con la presenza di persone/associazioni rom che non hanno prodotto alcun tipo di benificio alle comunità romanès, e potrei motivare i limiti ed i danni delle attività realizzate, ma in questa sede voglio invitare ad una riflessione con la propria coscienza. La partecipazione attiva e qualificata del rom, specifica e non esclusiva, è fondamentale per migliorare le condizioni delle comunità romanès, ma siamo degli irresponsabili se non comprendiamo che la partecipazione attiva del rom senza specifiche conoscenze-competenze professionali ed esperienza è molto pericolosa perchè implementa stereotipi e pregiudizi, legittima l'istigazione all'odio razziale e radicalizza la discriminazione. Essere rom non vuol dire essere automaticamente un esperto. In Italia gran parte dei progetti e delle iniziative realizzate con la partecipazione attiva di persone/associazioni rom dimostrano che il modello di partecipazione attiva del rom, spesso voluto e sostenuto dalle istituzioni, non ha prodotto (e nemmeno proposto) un radicale cambiamento utile per migliorare le condizioni sociali, culturali e politiche della minoranza romanì. Si intende continuare con l'attuale modello di partecipazione? Nella Fondazione romanì Italia abbiamo scelto un modello di partecipazione attiva e qualificata del rom, specifica e non esclusiva, laddove i requisiti prefessionali, morali ed etici sono fondamenti imprescindibili; con questa strategia la nostra fondazione da alcuni anni realizza la propria visione politica. Nei prossimi giorni Fondazione romanì Italia emanerà un bando ( sarà disponibile nel sito web: www.fondazioneromani.eu), per selezionare n. 12 persone rom più 03 uditori per partecipare al corso di formazione professionale di “Esperto di sviluppo di comunità”. Si tratta di una delle attività del progetto “Romanipè 2.0” finanziato da UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazione razziale e finalizzato ad implementare la visione politica strategica di Fondazione romanì Italia per strutturare un modello di sviluppo degli interventi per le comunità romanès diverso dal passato ed elaborare una nuova romanipè. Concludo invitando a sostenere la campagna di adesione 2017 di Fondazione romanì con l'adesione quale socio sostenitore dalla home page del sito web: www.fondazioneromani.eu Nazzareno Guarnieri – presidente Fondazione romanì Italia |
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Fondazione romanì ItaliaVia Rigopiano n. 10/B - 65124 Pescara tel. 3299135259 - 3277393570 |
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