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giovedì 18 febbraio 2016
#ROM IN ITALIA - LA RISPOSTA DI RENZI ALLE CRITICHE DEL COMMISSARIO EUROPEO
European Commissioner for Human Rights - Letter to Mr Matteo RENZI
European countries must stop forced evictions of Roma - View
Il Commissario europeo scrive a molti governi (compreso quello italiano)
European countries must stop forced evictions of Roma - View
Update on Via Idro: evictions postponed until court decides!
Petition update
Update on Via Idro: evictions postponed until court decides!
ERGO Network
Feb 16, 2016 — The Roma from via Idro, Consulta Rom e Sinti di Milan and other organisations and supporters succeeded to have a court case to avoid the eviction! The case at the Administrative Tribunal (TAR) is due on March 3rd. Until then the evictions are postponed. But we still fear that before the upcoming elections the eviction will take place. We hope we can count on your support.
CoE Commissioner for Human Rights, Nils Muižnieks, wrote a firm letter on the evictions to the Italian prime Minister, but also to Albania, Bulgaria, Serbia, France, Hungary and Sweden! See more on http://bit.ly/1SQbG5Y. Thanks you Mr. Muižnieks.
Thanks again for your commitment and support!!
The Roma from via Idro, Consulta Rom e Sinti di Milan and ERGO Network
CoE Commissioner for Human Rights, Nils Muižnieks, wrote a firm letter on the evictions to the Italian prime Minister, but also to Albania, Bulgaria, Serbia, France, Hungary and Sweden! See more on http://bit.ly/1SQbG5Y. Thanks you Mr. Muižnieks.
Thanks again for your commitment and support!!
The Roma from via Idro, Consulta Rom e Sinti di Milan and ERGO Network
mercoledì 17 febbraio 2016
MEDIOS DE COMUNICACIÓN: POTENCIADORES DE LA VIOLENCIA SOBRE LAS MUJERES GITANAS | Voces Gitanas
Toulouse: Quand de jeunes Roms font leur service civique et balaient les préjugés
Pubblicata l'ordinanza che condanna Roma su La Barbuta
Update on Via Idro: evictions postponed until court decides!
Il Consiglio d'Europa critica l'Italia per gli sgomberi dei Rom, in particolare per Milano e Roma.
Luigi Colaianni a Via Idro, che fare?
Il Consiglio d'Europa critica l'Italia per gli sgomberi dei Rom, in particolare per Milano e Roma.
Servizio su TG3 regionale ore 14.00 (dal minuto 11.00) in cui Granelli difende le scelte generali di sgombero – in quanto i «campi non permettono l'integrazione» – rispetto alle osservazioni del Consiglio d'Europa in merito. Milano vicina all'Europa...
Servizio su TG3 regionale ore 14.00 (dal minuto 11.00) in cui Granelli difende le scelte generali di sgombero – in quanto i «campi non permettono l'integrazione» – rispetto alle osservazioni del Consiglio d'Europa in merito. Milano vicina all'Europa...
LA TRAGEDIA DI LETY (di Paul Polansky)
martedì 16 febbraio 2016
La comunità europea critica le politiche dell'Italia su Rom, Sinti e Camminanti
Rom, nuovo “eco-villaggio” a Giugliano: “Ennesimo ghetto etnico” - Redattore Sociale
Romani women of the Balkans: battling intersectional oppression | openDemocracy
lunedì 15 febbraio 2016
18/2 "GITANISTAN" AL CIRCOLO ARCI SCUOTIVENTO DI MONZA
Questo giovedì torna la rassegna cinematografica, in collaborazione con UCCA: vi aspettiamo con
GITANISTAN | Lo Stato immaginario delle famiglie Rom-Salentine di Pierluigi De Donno e Claudio ‘Cavallo’ Giagnotti
Gitanistan non parla di persone emarginate, non racconta storie di persone con abitudini totalmente diverse dai canoni contemporanei tanto da rendere impossibile una serena convivenza. Un esempio per quei Rom che si ostinano a voler essere marginali, un esempio per quelle persone che vedono nella diversità fonte di guai e destabilizzazione.
GITANISTAN | Lo Stato immaginario delle famiglie Rom-Salentine di Pierluigi De Donno e Claudio ‘Cavallo’ Giagnotti
Gitanistan non parla di persone emarginate, non racconta storie di persone con abitudini totalmente diverse dai canoni contemporanei tanto da rendere impossibile una serena convivenza. Un esempio per quei Rom che si ostinano a voler essere marginali, un esempio per quelle persone che vedono nella diversità fonte di guai e destabilizzazione.
Amarò Foro: i bambini rom e la nostra città
UN ALTRO CAMPIONE ROM
#IROMVANNONACIFRAQUETANNO Un altro ROM soleva un trofeo prestigioso titolo europeo A SOLI 19 ANNI ...UN VERO FUORI CLASSE
Pubblicato da Fiorello Miguel Lebbiati su Lunedì 15 febbraio 2016
Ecovillaggio rom, individuato il terreno: quasi 30mila mq in zona Ponte Riccio - Il Meridiano News
Antiziganismus: Vortrag von Gernot Haupt
Conferenza sulla discriminazione dei Rom
dROMa-Blog | Weblog zu Roma-Themen | Antiziganismus: Vortrag von Gernot Haupt
dROMa-Blog | Weblog zu Roma-Themen | Antiziganismus: Vortrag von Gernot Haupt
Miskolc Mayor Remains Defiant on Roma Evictions Despite Latest Court Ruling
THE WINNER IS...A SWISS TRAVELLER
Vojislav Stojanovic e Marko D. Knudsen hanno condiviso il post di Sinti Nel Mondo Robert-Gabrielli.
Sinti Nel Mondo Robert-Gabrielli
....Da qualche parte, fuori dall'Italia, vengono date delle possibilità....
Ensuring Access to Rights for Roma and Travellers – The Role of the European Court of Human Rights | Dosta!
domenica 14 febbraio 2016
Rom e integrazione, la storia della comunità di Marano. Niente campi degradati ma abitazioni, studio e lavoro - InterNapoli.it
Giugliano, le associazioni per i diritti dei rom contro l'ecovillaggio - Il Meridiano News
Sul web nasce il Tg dei rom - La Stampa
sabato 13 febbraio 2016
venerdì 12 febbraio 2016
Pubblicata la sentenza che condanna il Comune di Roma per discriminazione contro i Rom
Per il campo La Barbuta
leggi qui:
Sul Corriere della Sera pubblicata la sentenza che condanna il Comune di Roma per discriminazione - Asgi
Per approfondire
leggi qui:
Sul Corriere della Sera pubblicata la sentenza che condanna il Comune di Roma per discriminazione - Asgi
Per approfondire
Etichette:#rom, #roma, #sinti, #culturaromsinti
#discriminazione anti rom,
#LA BARBUTA,
#rom
Czech Republic: ROMEA trains police on working in excluded localities - Romea.cz
OsservAzione - "Eco" o "Solidali", sempre ghetti sono
L’UNIVERSITA’ DI TERAMO IN PRIMA LINEA PER IL RINCONOSCIMENTO DEI ROM COME MINORANZA LINGUISTICA – Certa Stampa
giovedì 11 febbraio 2016
RICONOSCIMENTO MINORANZA ROMANI'
Roma,
Camera deputati 11 Febbraio 2016. Una bellissima giornata. Grazie a
tutti coloro (presenti ed assenti) che hanno collaborato per la sua
realizzazione.
Riconoscimento lingua romanì - Conferenza stampa di Gianni Melilla
CONFERENZA STAMPA PROPOSTA DI LEGGE MINORANZA LINGUISTICA ROMANI'
Vesna Baxtali Vuletic ha condiviso il post di Idea Rom Onlus.


Idea Rom Onlus ha aggiunto 3 nuove foto.
PROPOSTA DI LEGGE STATALE PER IL RICONOSCIMENTO DELLA MINORANZA LINGUISTICA ROMANI'
Giovedì 11 febbraio 2016 alle ore 14.30, presso la Sala stampa della Camera dei Deputati (Piazza Montecitorio - Roma), si svolgerà la conferenza stampa di presentazione della Proposta di legge statale per il riconoscimento della minoranza linguistica romanì e della ricerca universitaria che la sostiene, "Le rappresentazioni sociali del romanés" (Roma, Aracne editrice)
La proposta di
legge, elaborata da un gruppo di studiosi dell'Università degli Studi di
Teramo insieme con la Fondazione romanì Italia e l'Associazione
LEM-Italia (Lingue d'Europa e del Mediterraneo), a lungo divulgata
presso le comunità romanì d'Italia, è stata fatta propria dalla sfera
politica e depositata alla Camera dall'On. Gianni Melilla, primo
firmatario, e da altri venti parlamentari
(http://www.camera.it/leg17/126…).
Alla conferenza stampa interverranno: On. Gianni Melilla, Deputato dell'Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati; On. Arturo Scotto, Presidente del gruppo SEL e SI - Camera dei Deputati; Prof. Luciano D'Amico, Magnifico Rettore Università degli Studi di Teramo; Prof. Giovanni Agresti, Università degli Studi di Teramo; Dott. Pierfranco Bruni, Ministero dei beni artistici, culturali e del turismo; Prof. Vincenzo Pepe, Presidente Nazionale Fare Ambiente; Vesna Vuletic, Associazione Idea rom onlus; Dott.ssa Corsina Depalo, Associazione Eugema onlus; Enzo Abruzzese, Associazione Lav romanò; Dott. Bruno Morelli, Artista rom; Dott. Nazzareno Guarnieri, Fondazione romanì Italia.
(http://www.camera.it/leg17/126…).
Alla conferenza stampa interverranno: On. Gianni Melilla, Deputato dell'Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati; On. Arturo Scotto, Presidente del gruppo SEL e SI - Camera dei Deputati; Prof. Luciano D'Amico, Magnifico Rettore Università degli Studi di Teramo; Prof. Giovanni Agresti, Università degli Studi di Teramo; Dott. Pierfranco Bruni, Ministero dei beni artistici, culturali e del turismo; Prof. Vincenzo Pepe, Presidente Nazionale Fare Ambiente; Vesna Vuletic, Associazione Idea rom onlus; Dott.ssa Corsina Depalo, Associazione Eugema onlus; Enzo Abruzzese, Associazione Lav romanò; Dott. Bruno Morelli, Artista rom; Dott. Nazzareno Guarnieri, Fondazione romanì Italia.
IL PREGIUDIZIO, LA DISCRIMINAZIONE E LE BUFALE RAZZISTE GIRANO IN RETE
Una comunicazione improntata al pregiudizio che capovolge la realtà di una persecuzione
Mi è dispiaciuto trovarla - condivisa - in una pagina Facebook frequentata da persone che dovrebbero conoscere gli esiti della persecuzione razziale e della propaganda intollerante. Questo genere di informazioni non veritiere e improntate a porre un popolo sotto una cattiva luce è l'equivalente moderno dei "Protocolli dei Savi Anziani di Sion".
A Milano e in Italia vive una gente perseguitata, la cui speranza di vita media a causa dell'emarginazione, dell'indigenza e dei continui sgomberi è scesa a 45 anni, contro gli 80 degli italiani.
Eppure, si afferma l'opinione errata che le istituzioni li sostengano e combattano il loro disagio sociale. "Villette ai rom a soli 90 euro al mese": i media principali hanno accolto e diffuso questa notizia. Vogliamo scherzare? - Scrivo nella pagina in cui è stato postato l'articolo, seguito da commenti indignati e offensivi contro i rom e non contro le istituzioni -
Si tratta di un numero esiguo di strutture prefabbricate di bassa qualità concesse a poche famiglie (ottanta individui in tutto), a fronte dello sgombero di migliaia di persone rom che ora sono in marcia verso il nulla. E' un progetto messo in atto per gettare fumo negli occhi dell'Unione europea, che ha stanziato fondi ingenti per l'integrazione dei rom colpiti da indigenza, disagio ed esclusione. Gli "ospiti" pagheranno un affitto da casa popolare, ma saranno controllati come carcerati, giorno e notte, e soggetti ad allontanamemto in base al giudizio di chi li controlla. Nessuna libertà, nessuna dignità, nessuna parità con i vicini. Le famiglie hanno sottoscritto il patto solo perché hanno bambini e malati e non vedono alternative di sopravvivenza. Prima di giudicare un'etnia e un gruppo sociale emarginato e vessato bisognerebbe quantomeno andare a conoscerlo personalmente e verificare la qualità dell'esistenza cui è costretto.
Mi è dispiaciuto trovarla - condivisa - in una pagina Facebook frequentata da persone che dovrebbero conoscere gli esiti della persecuzione razziale e della propaganda intollerante. Questo genere di informazioni non veritiere e improntate a porre un popolo sotto una cattiva luce è l'equivalente moderno dei "Protocolli dei Savi Anziani di Sion".
A Milano e in Italia vive una gente perseguitata, la cui speranza di vita media a causa dell'emarginazione, dell'indigenza e dei continui sgomberi è scesa a 45 anni, contro gli 80 degli italiani.
Eppure, si afferma l'opinione errata che le istituzioni li sostengano e combattano il loro disagio sociale. "Villette ai rom a soli 90 euro al mese": i media principali hanno accolto e diffuso questa notizia. Vogliamo scherzare? - Scrivo nella pagina in cui è stato postato l'articolo, seguito da commenti indignati e offensivi contro i rom e non contro le istituzioni -
Si tratta di un numero esiguo di strutture prefabbricate di bassa qualità concesse a poche famiglie (ottanta individui in tutto), a fronte dello sgombero di migliaia di persone rom che ora sono in marcia verso il nulla. E' un progetto messo in atto per gettare fumo negli occhi dell'Unione europea, che ha stanziato fondi ingenti per l'integrazione dei rom colpiti da indigenza, disagio ed esclusione. Gli "ospiti" pagheranno un affitto da casa popolare, ma saranno controllati come carcerati, giorno e notte, e soggetti ad allontanamemto in base al giudizio di chi li controlla. Nessuna libertà, nessuna dignità, nessuna parità con i vicini. Le famiglie hanno sottoscritto il patto solo perché hanno bambini e malati e non vedono alternative di sopravvivenza. Prima di giudicare un'etnia e un gruppo sociale emarginato e vessato bisognerebbe quantomeno andare a conoscerlo personalmente e verificare la qualità dell'esistenza cui è costretto.
mercoledì 10 febbraio 2016
Appalto campi rom. Terra del Fuoco: "Il Comune sapeva degli alloggi ed approvò" - ArticoloTre | ArticoloTre - Quotidiano online indipendente e di inchiesta
CHI MONITORAVA "CITTA' POSSIBILE" SAPEVA DELLE CASE FATISCENTI DI PROPRIETA' DEL "RAS" DELLE SOFFITTE
CHI MONITORAVA "CITTA' POSSIBILE" SAPEVA DELLE CASE FATISCENTI DI PROPRIETA' DEL "RAS" DELLE SOFFITTE
A proposito dell'autoassoluzione di alcune istituzioni che oggi dichiarano di essere parte lesa di eventuali atti illegali connessi alla gestione del progetto "Città Possibile" appena concluso a Torino.
Ecco di seguito un articolo di stampa in cui emergono retroscena appena intravisti nelle prime notizie riportate dai media sull'inchiesta per turbativa d'asta nell'appalto per i campi Rom di Torino:
-----
Terra del Fuoco: “Il Comune sapeva degli alloggi ed approvò”
Al Comune di Torino sapevano che la soluzione per sistemare i nomadi sgomberati dal campo di lungo Stura Lazio erano gli alloggi di Giorgio Molino, personaggio noto alle cronache giornalistiche come il 'ras delle soffitte'.
E’ quanto emerso nella conferenza stampa convocata da Terra del Fuoco, presso lo studio dell’avvocato Giampaolo Zancan, che assiste Oliviero Alotto, presidente dell’associazione e indagato dalla procura per turbativa d’asta.
"Nei tavoli di coordinamento del progetto – ha affermato Matteo Saccani, esponente dell'associazione – è stata proposta la disponibilità di 16 appartamenti ed è stato fatto notare che la proprietà era di Molino. I rappresentanti del Comune non ebbero nulla a che eccepire, hanno detto che andava bene e di andare avanti”.
Inoltre la proposta degli alloggi di Molino non è stata avanzata da Terra del Fuoco, ma da Aizo (Associazione Italiana Zingari Oggi).
La procura sostiene che quei sedici appartamenti messi a disposizione dall’immobiliarista Giorgio Molino, fossero privi dei requisiti di abitabilità.
Il presidente di Terra del Fuoco, Oliviero Alotto ha sottolineato che "noi ci siamo sempre opposti al trasferimento in alloggi perchè la soluzione non era nello spirito del progetto; quindi ci siamo via via defilati".
La vicenda. Nel 2012 venne firmata una convenzione tra Città e Prefettura per recuperare le risorse stanziate già dal Ministro Maroni per l’emergenza rom in alcune città, decadute dopo un ricorso e quindi reintegrate grazie al prezioso lavoro svolto dalla Città, in collaborazione con Prefettura e Ministero.
La convenzione prevedeva la progettazione delle azioni da compiere e stabilito di sottoporre ogni intervento all’esame preventivo della Prefettura, con una verifica mensile su documentazione e avanzamento lavori.
Nel dicembre 2013 venne istituito un Comitato di indirizzo per definire priorità e coinvolgere pubblico e privato sociale con esperienze specifiche. Un comitato interassessorile che ha coinvolto Polizia Municipale, Assessorato all’Integrazione, Lavori pubblici, Ambiente, Sistema educativo, Prefettura, Regione Piemonte, Questura, Diocesi, Chiesa ortodossa, Compagnia di San Paolo, ecc. Fu confermata la priorità del superamento del sito di Lungo Stura Lazio, oggetto di un’azione specifica, per criticità igienico-sanitarie, rischio idrogeologico e provvedimento di sequestro dell’area.
Nell’ottobre 2013 nella Gazzetta Ufficiale Europea venne pubblicato il bando per il progetto Città possibile, che prevedeva il superamento totale del campo rom di Lungo Stura Lazio, considerando 600 beneficiari (su 800 censiti) e fissando la scadenza del contratto a dicembre 2015.
Durante la scrittura del progetto per la partecipazione alla gara d’appalto, la Rete temporanea di Imprese aveva previsto che Terra del Fuoco si occupasse degli auto recuperi e autodistruzioni, però con il trascorrere del tempo l’associazione si rese conto che il Comune e RTI stavano impostando il progetto emarginando tale direzione, emergeva anche l’assenza di coraggio politico e il progetto perdeva efficacia.
Pertanto Terra del Fuoco decise di rinunciare a parti di appalto preventivamente concordate, rinunciando di conseguenza ai relativi fondi, in quanto si era snaturato lo spirito dell’intervento.
Chiaramente il caso è del tutto politico e come sostiene l’avvocato Zancan “Non si è perseguito neppure l’interesse economico”.
Sta di fatto che Terra del Fuoco non è stata capofila, ruolo dell’associazione Valdocco, del progetto Citta Possibile, inoltre ha gestito una percentuale di fondi minima, lavorando esclusivamente al Dado di Settimo e rinunciando spontaneamente a parti di un appalto già vinto
Un risultato comunque ottenuto è sotto gli occhi di tutti, lo sgombero del campo rom di Lungo Stura Lazio, modello di inclusione sociale, apprezzato e preso ad esempio dal ministero delle Politiche Sociali.
Falso anche che Terra del Fuoco abbia colpevolmente taciuto lo stato delle cose.
Oliviero Alotto aggiunge “Queste cose le abbiamo dette diverse volte e in tempi non sospetti. , in particolare con la lettera appello del 2 ottobre 2014. Pensiamo che se il Comune avesse risposto al nostro appello le cose sarebbero andate diversamente”.
E ancora “Non siamo usciti dal raggruppamento perché questa azione avrebbe causato l’interruzione dell’appalto, con il conseguente danno diretto alle famiglie rom a alla città, impedendo di fatto il superamento del campo di Lungo Stura Lazio. Ci siamo ridimensionati lavorando solamente su ciò che ritenevamo produttivo”.
Infine la frecciata dell’avvocato Giampaolo Zancan alla procura “Le notizie sul procedimento a carico di Oliviero Allotto le abbiamo ottenute da fonti mediatiche, speriamo che i magistrati ritengano opportuno convocarci”.
(Fonte: Articolo Tre)
A proposito dell'autoassoluzione di alcune istituzioni che oggi dichiarano di essere parte lesa di eventuali atti illegali connessi alla gestione del progetto "Città Possibile" appena concluso a Torino.
Ecco di seguito un articolo di stampa in cui emergono retroscena appena intravisti nelle prime notizie riportate dai media sull'inchiesta per turbativa d'asta nell'appalto per i campi Rom di Torino:
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Terra del Fuoco: “Il Comune sapeva degli alloggi ed approvò”
Al Comune di Torino sapevano che la soluzione per sistemare i nomadi sgomberati dal campo di lungo Stura Lazio erano gli alloggi di Giorgio Molino, personaggio noto alle cronache giornalistiche come il 'ras delle soffitte'.
E’ quanto emerso nella conferenza stampa convocata da Terra del Fuoco, presso lo studio dell’avvocato Giampaolo Zancan, che assiste Oliviero Alotto, presidente dell’associazione e indagato dalla procura per turbativa d’asta.
"Nei tavoli di coordinamento del progetto – ha affermato Matteo Saccani, esponente dell'associazione – è stata proposta la disponibilità di 16 appartamenti ed è stato fatto notare che la proprietà era di Molino. I rappresentanti del Comune non ebbero nulla a che eccepire, hanno detto che andava bene e di andare avanti”.
Inoltre la proposta degli alloggi di Molino non è stata avanzata da Terra del Fuoco, ma da Aizo (Associazione Italiana Zingari Oggi).
La procura sostiene che quei sedici appartamenti messi a disposizione dall’immobiliarista Giorgio Molino, fossero privi dei requisiti di abitabilità.
Il presidente di Terra del Fuoco, Oliviero Alotto ha sottolineato che "noi ci siamo sempre opposti al trasferimento in alloggi perchè la soluzione non era nello spirito del progetto; quindi ci siamo via via defilati".
La vicenda. Nel 2012 venne firmata una convenzione tra Città e Prefettura per recuperare le risorse stanziate già dal Ministro Maroni per l’emergenza rom in alcune città, decadute dopo un ricorso e quindi reintegrate grazie al prezioso lavoro svolto dalla Città, in collaborazione con Prefettura e Ministero.
La convenzione prevedeva la progettazione delle azioni da compiere e stabilito di sottoporre ogni intervento all’esame preventivo della Prefettura, con una verifica mensile su documentazione e avanzamento lavori.
Nel dicembre 2013 venne istituito un Comitato di indirizzo per definire priorità e coinvolgere pubblico e privato sociale con esperienze specifiche. Un comitato interassessorile che ha coinvolto Polizia Municipale, Assessorato all’Integrazione, Lavori pubblici, Ambiente, Sistema educativo, Prefettura, Regione Piemonte, Questura, Diocesi, Chiesa ortodossa, Compagnia di San Paolo, ecc. Fu confermata la priorità del superamento del sito di Lungo Stura Lazio, oggetto di un’azione specifica, per criticità igienico-sanitarie, rischio idrogeologico e provvedimento di sequestro dell’area.
Nell’ottobre 2013 nella Gazzetta Ufficiale Europea venne pubblicato il bando per il progetto Città possibile, che prevedeva il superamento totale del campo rom di Lungo Stura Lazio, considerando 600 beneficiari (su 800 censiti) e fissando la scadenza del contratto a dicembre 2015.
Durante la scrittura del progetto per la partecipazione alla gara d’appalto, la Rete temporanea di Imprese aveva previsto che Terra del Fuoco si occupasse degli auto recuperi e autodistruzioni, però con il trascorrere del tempo l’associazione si rese conto che il Comune e RTI stavano impostando il progetto emarginando tale direzione, emergeva anche l’assenza di coraggio politico e il progetto perdeva efficacia.
Pertanto Terra del Fuoco decise di rinunciare a parti di appalto preventivamente concordate, rinunciando di conseguenza ai relativi fondi, in quanto si era snaturato lo spirito dell’intervento.
Chiaramente il caso è del tutto politico e come sostiene l’avvocato Zancan “Non si è perseguito neppure l’interesse economico”.
Sta di fatto che Terra del Fuoco non è stata capofila, ruolo dell’associazione Valdocco, del progetto Citta Possibile, inoltre ha gestito una percentuale di fondi minima, lavorando esclusivamente al Dado di Settimo e rinunciando spontaneamente a parti di un appalto già vinto
Un risultato comunque ottenuto è sotto gli occhi di tutti, lo sgombero del campo rom di Lungo Stura Lazio, modello di inclusione sociale, apprezzato e preso ad esempio dal ministero delle Politiche Sociali.
Falso anche che Terra del Fuoco abbia colpevolmente taciuto lo stato delle cose.
Oliviero Alotto aggiunge “Queste cose le abbiamo dette diverse volte e in tempi non sospetti. , in particolare con la lettera appello del 2 ottobre 2014. Pensiamo che se il Comune avesse risposto al nostro appello le cose sarebbero andate diversamente”.
E ancora “Non siamo usciti dal raggruppamento perché questa azione avrebbe causato l’interruzione dell’appalto, con il conseguente danno diretto alle famiglie rom a alla città, impedendo di fatto il superamento del campo di Lungo Stura Lazio. Ci siamo ridimensionati lavorando solamente su ciò che ritenevamo produttivo”.
Infine la frecciata dell’avvocato Giampaolo Zancan alla procura “Le notizie sul procedimento a carico di Oliviero Allotto le abbiamo ottenute da fonti mediatiche, speriamo che i magistrati ritengano opportuno convocarci”.
(Fonte: Articolo Tre)
ANCORA SU "LA CITTA' POSSIBILE"
CHI MONITORAVA "CITTA' POSSIBILE" SAPEVA DELLE CASE FATISCENTI DI PROPRIETA' DEL "RAS" DELLE SOFFITTEA proposito dell'...
Pubblicato da Idea Rom Onlus su Mercoledì 10 febbraio 2016
Pozzuolo, danneggiate in cimitero cinque tombe di un nucleo rom - Cronaca - Messaggero Veneto
isernianews - Gli abiti di Sara Cetty sfilano a Sanremo
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