Translate
martedì 12 gennaio 2016
La zanzara su Via Idro
pessimo giornalismo
Marina Braidich, campo rom via Idro: "Se ci sgomberano vogliamo case migliori" - La zanzara
Marina Braidich, campo rom via Idro: "Se ci sgomberano vogliamo case migliori" - La zanzara
lunedì 11 gennaio 2016
Milano, tema collettivo in III A per salvare la compagna dallo sgombero: "Pisapia aiuta Elyson"
19/1 ROM E SINTI: DENTRO O FUORI LA CITTADINANZA?
Etichette:#rom, #roma, #sinti, #culturaromsinti
#riconoscimentominoranzaromanì,
#ROM #SINTI
Gerard Ferrer : "Gitanie"
domenica 10 gennaio 2016
Rom, sgomberi e abbandoni scolastici: i "frutti amari" della politica di Milano
sabato 9 gennaio 2016
"Una casa per la nostra compagna rom": i bimbi delle elementari scrivono a Pisapia
Etichette:#rom, #roma, #sinti, #culturaromsinti
#PISAPIA,
#redattore sociale,
#ROM #SINTI,
#VIA IDRO
Campo rom di via Idro, contro lo sgombero appello delle famiglie: 1000 firme
venerdì 8 gennaio 2016
VIA IDRO - I COMPAGNI DI ELYSON SCRIVONO AL SINDACO PISAPIA
Pavlovic Dijana ha condiviso il post di Mara Zucchi.
Mara Zucchi a Via Idro, che fare?
Al Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia
Milano, 8 Gennaio 2016
Gentile signor sindaco,
siamo i bambini della classe 3A della scuola elementare “Russo-Pimentel” e vorremmo parlarle del problema di una bambina, Elyson.
Elyson è una nostra compagna che vive nel campo di via Idro. Là ha la sua casa, i suoi cagnolini, Nebbia e Fiocco, e un grande pino che il suo nonno aveva piantato quando si erano stabiliti lì, più di 25 anni fa.
Prima delle vacanze la maestra ci ha chiesto cosa desideravamo per Natale. Ognuno di noi ha detto cosa aveva scritto nella letterina a Babbo Natale, ma poi Elyson si è messa a piangere e così abbiamo saputo che lei stava passando un brutto Natale perché doveva abbandonare la sua casetta e andare a vivere in un container.
Noi abbiamo capito che un container è una specie di grande scatola di metallo...ma Elyson non è una bambola che può stare in una scatola!
Elyson è una compagna gentile, generosa, sempre sorridente e amichevole.Fin dalla prima è diventata la compagna preferita di Christopher, un nostro compagno speciale che non parla, ma che sta volentieri con lei.E quindi se Elyson se ne va, come potrà fare Christopher a stare con noi senza il suo aiuto? Anche lui soffrirà tantissimo!
La nostra classe è come un puzzle: ogni tanto si ingrandisce perché si uniscono nuove tessere, ma se nee perdiamo una, il puzzle non potrà più essere completo.
Abbiamo imparato che nessuno può vivere da solo e allora uniamo le nostre forze e le nostre voci per chiederle di lasciare Elyson e gli altri bambini del campo nelle loro case almeno finché non ce ne sarà un'altra pronta, ma vicina alla scuola, in modo che Elyson possa continuare a crescere con noi.
Signor sindaco ci aiuti, per favore, a mantenere unito il puzzle della nostra classe.
I compagni di Elyson
Sashmitha, Alessandro, Margherita, Jun Jie, Joele, Sarah, Sagar, Davide, Gaia, Biva, Paolo, Dian, Nika, Sunnane, Clyde, Youssef, Virginia, Marim, Mohamed, Lovely, Arthur, Nicole, Christopher.
siamo i bambini della classe 3A della scuola elementare “Russo-Pimentel” e vorremmo parlarle del problema di una bambina, Elyson.
Elyson è una nostra compagna che vive nel campo di via Idro. Là ha la sua casa, i suoi cagnolini, Nebbia e Fiocco, e un grande pino che il suo nonno aveva piantato quando si erano stabiliti lì, più di 25 anni fa.
Prima delle vacanze la maestra ci ha chiesto cosa desideravamo per Natale. Ognuno di noi ha detto cosa aveva scritto nella letterina a Babbo Natale, ma poi Elyson si è messa a piangere e così abbiamo saputo che lei stava passando un brutto Natale perché doveva abbandonare la sua casetta e andare a vivere in un container.
Noi abbiamo capito che un container è una specie di grande scatola di metallo...ma Elyson non è una bambola che può stare in una scatola!
Elyson è una compagna gentile, generosa, sempre sorridente e amichevole.Fin dalla prima è diventata la compagna preferita di Christopher, un nostro compagno speciale che non parla, ma che sta volentieri con lei.E quindi se Elyson se ne va, come potrà fare Christopher a stare con noi senza il suo aiuto? Anche lui soffrirà tantissimo!
La nostra classe è come un puzzle: ogni tanto si ingrandisce perché si uniscono nuove tessere, ma se nee perdiamo una, il puzzle non potrà più essere completo.
Abbiamo imparato che nessuno può vivere da solo e allora uniamo le nostre forze e le nostre voci per chiederle di lasciare Elyson e gli altri bambini del campo nelle loro case almeno finché non ce ne sarà un'altra pronta, ma vicina alla scuola, in modo che Elyson possa continuare a crescere con noi.
Signor sindaco ci aiuti, per favore, a mantenere unito il puzzle della nostra classe.
I compagni di Elyson
Sashmitha, Alessandro, Margherita, Jun Jie, Joele, Sarah, Sagar, Davide, Gaia, Biva, Paolo, Dian, Nika, Sunnane, Clyde, Youssef, Virginia, Marim, Mohamed, Lovely, Arthur, Nicole, Christopher.
1000 signatures for Via Idro - già più di 1000 firme per Via Idro
More than 1000 sign-ups for petition 'Stop Eviction of Roma from Via Idro'!!!
giovedì 7 gennaio 2016
Idro in Milan asks you for help (Romareact.org)
The Brussels Times - Roma in EU: families in Milan threatened by eviction
FURIO COLOMBO: I ROM (REGOLARI) DI VIA IDRO CHIEDONO AIUTO
I say gladly to the mayor of Milan,
person I know and I appreciate since
we were together parliamentarians,
that I add my name to the letter, sure
that he will face this issue (so serious
and so delicate because it touches so
many lives of people without power)
with the cautious attention to the life
and feelings of human beings, which
is his way of doing politics. I add, not
for mayor of Milan from which I expect
a reassuring intervention, but also for
all those who unwittingly or
unknowingly may still have slag
ancient prejudices against "gypsies",
which, unfortunately, the intersection
between local bureaucracies and
politics (including the national policy
that always forgets the weakest)
always leads to a typical and ugly solution: proceed with evictions (that make the news, especially in
the proximity of election periods) more quickly as possible, but without having a ready solution for the
people involved, for entire villages of families who have never broken the law. Nothing is more sad,
depressing and alarming of an eviction of a Roma camp, often in ways that are terrorizing the children.
Never happened to me, in many occasions when I have tried to be present, to be able to accompany
the Roma and Sinti evicted in new, decent places where to live appropriately prepared before the
eviction. What I learned when I was in charge of the Parliamentary Committee for Human Rights is
that evictions are organized not in relation to the life of the inhabitants of the camp, not because it
came to fruition a project of inclusion, but because it comes to relationships between parties that have
nothing to do with the interests and lives of those Italian citizens called Roma and Sinti treated as
mysterious bulky strangers which does not have the same rights as everyone. For all these reasons,
and because Giuliano Pisapia is still mayor of Milan, I am certain to get a quick answer to a peaceful
and humane solution to the problem via Idro camp in Milan.
Furio Colombo
Etichette:#rom, #roma, #sinti, #culturaromsinti
#FURIO COLOMBO,
#IL FATTO QUOTIDIANO,
#ROM #SINTI,
#VIA IDRO
Jehk Kham Jehk Sel
20 italiansko Romane familie ka oven paldime taro ple khera an o Milano
martedì 5 gennaio 2016
The Brussels Times - Roma in EU: families in Milan threatened by eviction
U Velto - Milano, diamo una mano ai rom residenti in via Idro
lunedì 4 gennaio 2016
Via Idro - Urgent: Protest Eviction of Italian Roma living in Milan
Urgent: Protest Eviction of Italian Roma living in Milan
Radio Chiriklo (Ukraine) received an urgent e-mail with the request to disseminate the information about eviction of Italian Roma living in Milan.
Please see the information below:
We are the 20 families who immediately after Christmas holidays will be evicted from the regular Roma camp of via Idro in Milan in which we’re living regularly since 26 years. We are well included in the neighborhood in which we live, our children go regularly to school. Many of our ancestors during the Second World War were interned in Italian fascists concentration camps. We are Italian citizens and we do not understand why we have to leave our homes, why our children have to lose the school, their belongings, their friends.
As an alternative solution the Milan municipality offers us the containers of the Social Emergency Centers and Housing Autonomy Centres where the municipality already host the families evicted from the slums (they should be put out on street and leave their place to us after our eviction from our regular homes). In any case, these are temporary, precarious structures (containers of 12-15 square meters for families of 4-5 or more people). We could stay there for mostly one year and in this year the municipality should offer inclusion. We have serious doubts that this could happen (no one Roma family admitted to these centers in the last two years had a job or a house and they ended up on the street). Finally, who rejects the Emergency Centers would only have the forced eviction, the destruction of his house with all his stuff.
We ask the Milan municipality not to destroy our homes until there are no concrete housing and job solutions for us.
We ask you to support us in our efforts to maintain our dignity, to help us not to lose everything, not to be forced to start our lives all over again.
Please send a e-mail BEFORE 10 JANUARY to the Mayor of Milan, Mr Giuliano Pisapia: sindaco.pisapia@comune.milano.it.
In copy to: Marco Granelli, Deputy Major for the Security: Assessore.Granelli@comune.milano.it; Prefect of Milan: ugo.taucer@interno.it; Roma Comunity of via Idro: romviaidro@gmail.com
Radio Chiriklo (Ukraine) received an urgent e-mail with the request to disseminate the information about eviction of Italian Roma living in Milan.
Please see the information below:
We are the 20 families who immediately after Christmas holidays will be evicted from the regular Roma camp of via Idro in Milan in which we’re living regularly since 26 years. We are well included in the neighborhood in which we live, our children go regularly to school. Many of our ancestors during the Second World War were interned in Italian fascists concentration camps. We are Italian citizens and we do not understand why we have to leave our homes, why our children have to lose the school, their belongings, their friends.
As an alternative solution the Milan municipality offers us the containers of the Social Emergency Centers and Housing Autonomy Centres where the municipality already host the families evicted from the slums (they should be put out on street and leave their place to us after our eviction from our regular homes). In any case, these are temporary, precarious structures (containers of 12-15 square meters for families of 4-5 or more people). We could stay there for mostly one year and in this year the municipality should offer inclusion. We have serious doubts that this could happen (no one Roma family admitted to these centers in the last two years had a job or a house and they ended up on the street). Finally, who rejects the Emergency Centers would only have the forced eviction, the destruction of his house with all his stuff.
We ask the Milan municipality not to destroy our homes until there are no concrete housing and job solutions for us.
We ask you to support us in our efforts to maintain our dignity, to help us not to lose everything, not to be forced to start our lives all over again.
Please send a e-mail BEFORE 10 JANUARY to the Mayor of Milan, Mr Giuliano Pisapia: sindaco.pisapia@comune.milano.it.
In copy to: Marco Granelli, Deputy Major for the Security: Assessore.Granelli@comune.milano.it; Prefect of Milan: ugo.taucer@interno.it; Roma Comunity of via Idro: romviaidro@gmail.com
Etichette:#rom, #roma, #sinti, #culturaromsinti
#ROM #SINTI,
#roma virtual network,
#VIA IDRO
VIA IDRO: PETIZIONE SU CHANGE.ORG
Bisogna
dare a queste persone un'alternativa dignitosa superando la
segregazione razziale che è un crimine contro l’umanità! !!!! Basta
Mafia Capitale nazionale! !!! Firmate l'appello! !!! Basta omertà! !!
On
January 10th, 20 Roma families will be evicted from the regular camp
called Via Idro in Milan The are Italian citizens that lived there since
26 years. They have good relations with the neighborhood and send their
children regularly to…
www.change.org
Etichette:#rom, #roma, #sinti, #culturaromsinti
#alexian santino spinelli,
#bastasgomberi,
#ROM #SINTI,
#stop evictions,
#VIA IDRO
domenica 3 gennaio 2016
IDEA ROM SULLO SGOMBERO DI VIA IDRO
da Idea Rom Onlus nel gruppo: ROMANIPEN ITALIA.
Idea Rom Onlus ha aggiunto 5 nuove foto.
DISUMANI ALL'OPERA ANCHE A MILANO: DIAMO UNA MANO AI ROM DI VIA IDRO
Subito dopo le feste natalizie i Rom del campo regolare di via Idro di Milano, nel quale vivono da 26 anni, saranno sgomberati. In 26 anni si sono inseriti, hanno costruito rapporti con il quartiere nel quale vivono regolarmente, i loro figli vanno a scuola. Sono tutti cittadini italiani, molti di loro discendono dai Rom internati nei campi di concentramento nazifascisti italiani. Dovranno abbandonare le loro case, le loro attività, i loro beni e affetti, i loro figli dovranno abbandonare le scuole che frequentano.
Subito dopo le feste natalizie i Rom del campo regolare di via Idro di Milano, nel quale vivono da 26 anni, saranno sgomberati. In 26 anni si sono inseriti, hanno costruito rapporti con il quartiere nel quale vivono regolarmente, i loro figli vanno a scuola. Sono tutti cittadini italiani, molti di loro discendono dai Rom internati nei campi di concentramento nazifascisti italiani. Dovranno abbandonare le loro case, le loro attività, i loro beni e affetti, i loro figli dovranno abbandonare le scuole che frequentano.
Come soluzione
alternativa il Comune di Milano offre loro i container dei Centri di
Emergenza Sociale e di Centri di Autonomia Abitativa nei quali sono già
ospitate le famiglie rom sgomberate dai campi irregolari (che dovrebbero
lasciare il loro posto alle famiglie di via Idro senza nessuna
soluzione). In ogni caso l’ospitalità in questi centri è temporanea, in
strutture precarie (container di 12-15 metri quadri per le famiglie di
minimo 4-5 membri). Potrebbero stare lì al massimo un anno e in
quest’anno il Comune di Milano dovrebbe offrire loro i percorsi di
integrazione e di autonomia. Abbiamo seri dubbi che questi percorsi
possono realizzarsi in un anno visti i precedenti con molte altre
famiglie ospitate già in questi centri che non hanno avuto nessun
percorso e sono finite per strada. Non si capisce poi perché questi
percorsi non vengono effettuati direttamente dal campo nel quale le
persone hanno già una loro casa evitando tra l’altro anche i costi di
permanenza nei centri del Comune.
IL CENTRO DI AUTONOMIA ABITATIVA DEL COMUNE DI MILANO: CONTAINER E LA CUCINA COMUNE
Il “superamento dei campi Rom” deve essere una decisione condivisa e concordata con le famiglie e deve essere una scelta con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita delle famiglie, non di peggiorarle. Non si può ridurre alla chiusura del campo e alla deportazione nei centri temporanei senza nessuna certezza per il futuro loro e dei loro figli.
Il comune di Milano ha speso quasi 6 milioni di euro di soldi pubblici negli ultimi 3 anni e questi soldi non hanno portato nessun miglioramento per le comunità Rom di Milano perchè sono stati usati esclusivamente per gli sgomberi, per i Centri di emergenza sociale e per la loro gestione.
Insieme alle famiglie Rom di via Idro chiediamo al Comune di Milano di non sgomberare il campo di via Idro finchè non siano definite le soluzioni concrete di inserimento abitativo e lavorativo per gli abitanti. Solo allora la chiusura del campo di via Idro, come di ogni altro campo, può avere un senso: dare una prospettiva di inclusione sociale e di miglioramento delle condizioni di vita delle persone.
Vi chiediamo di aiutare gli abitanti del campo di via Idro nel loro sforzo di mantenere la dignità e di non essere costretti di iniziare la propria vita da capo, perdendo tutto. Vi chiediamo di perdere qualche minuto del vostro tempo e scrivere entro l’11 Gennaio al Sindaco di Milano Giuliano Pisapia.
Grazie per il vostro appoggio
Famiglie di via Idro, Consulta Rom e Sinti di Milano.
Se siete d’accordo inviate questa e mail al Sindaco di Milano sindaco.pisapia@comune.milano.it:
Illustre Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia
Non sgomberi le persone dal campo di via Idro fino a quando non ci sono le soluzioni concrete e durature per il loro inserimento abitativo e lavorativo.
Per conoscenza a :
Marco Granelli, Assessore alla siccurezza: Assessore.Granelli@comune.milano.it ;
Prefetto di Milano: ugo.taucer@interno.it;
La comunità di via Idro: romviaidro@gmail.com;
Idea Rom Onlus: idea.rom@gmail.com
Per favore, condividete questa lettera
IL CENTRO DI AUTONOMIA ABITATIVA DEL COMUNE DI MILANO: CONTAINER E LA CUCINA COMUNE
Il “superamento dei campi Rom” deve essere una decisione condivisa e concordata con le famiglie e deve essere una scelta con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita delle famiglie, non di peggiorarle. Non si può ridurre alla chiusura del campo e alla deportazione nei centri temporanei senza nessuna certezza per il futuro loro e dei loro figli.
Il comune di Milano ha speso quasi 6 milioni di euro di soldi pubblici negli ultimi 3 anni e questi soldi non hanno portato nessun miglioramento per le comunità Rom di Milano perchè sono stati usati esclusivamente per gli sgomberi, per i Centri di emergenza sociale e per la loro gestione.
Insieme alle famiglie Rom di via Idro chiediamo al Comune di Milano di non sgomberare il campo di via Idro finchè non siano definite le soluzioni concrete di inserimento abitativo e lavorativo per gli abitanti. Solo allora la chiusura del campo di via Idro, come di ogni altro campo, può avere un senso: dare una prospettiva di inclusione sociale e di miglioramento delle condizioni di vita delle persone.
Vi chiediamo di aiutare gli abitanti del campo di via Idro nel loro sforzo di mantenere la dignità e di non essere costretti di iniziare la propria vita da capo, perdendo tutto. Vi chiediamo di perdere qualche minuto del vostro tempo e scrivere entro l’11 Gennaio al Sindaco di Milano Giuliano Pisapia.
Grazie per il vostro appoggio
Famiglie di via Idro, Consulta Rom e Sinti di Milano.
Se siete d’accordo inviate questa e mail al Sindaco di Milano sindaco.pisapia@comune.milano.it:
Illustre Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia
Non sgomberi le persone dal campo di via Idro fino a quando non ci sono le soluzioni concrete e durature per il loro inserimento abitativo e lavorativo.
Per conoscenza a :
Marco Granelli, Assessore alla siccurezza: Assessore.Granelli@comune.milano.it ;
Prefetto di Milano: ugo.taucer@interno.it;
La comunità di via Idro: romviaidro@gmail.com;
Idea Rom Onlus: idea.rom@gmail.com
Per favore, condividete questa lettera
Storia di Rom e Sinti
L'histoire
des Roms. Depuis leur entrée en Europe, les Roms ont été proscrits,
esclaves, chassés, torturés, et assassinés. Depuis l'époque de
l'Slobuzenja (abolition de l'esclavage Romani) en 1856, à nos jours, les
Roms ont lutté pour leurs droits simplement sociaux et humains, en
grande partie face aux oreilles sourdes de gouvernements du monde entier
et un public indifférent.
430-443.
The Persian poet Firdawsi reports in the Shah-Nameh (Book of Kings),
written c.1000, how the Persian Shah Bahram Gur persuades the Indian
King Shangul to send him 10,000 Luri musicians to be distributed to the
various parts of the Persian kingdom.
www.reocities.com|Di Patrin © 1996-2000
LUIGI COLAIANNI: IDEE PER IL TERZO GIORNO DELL'ANNO (A PROPOSITO DI INTEGRAZIONE DI ROM, SINTI E CAMMINANTI)
Dalla pagina Facebook di Luigi Colaianni
Idee per il terzo giorno dell'anno.
POR PROGRAMMA OPERATIVO NELL'AMBITO DELL'OBIETTIVO "INVESTIMENTI IN FAVORE DELLA CRESCITA E DELL'OCCUPAZIONE"
1. STRATEGIA PER IL CONTRIBUTO DEL PROGRAMMA OPERATIVO ALLA STRATEGIA DELL'UNIONE PER UNA CRESCITA INTELLIGENTE, SOSTENIBILE E INCLUSIVA E AL RAGGIUNGIMENTO DELLA COESIONE ECONOMICA, SOCIALE E TERRITORIALE
...
ii. Il sostegno alla Strategia di integrazione dei Rom, alle politiche per le pari opportunità, la non discriminazione e l’integrazione dei migranti.
Gli obiettivi generali
Gli obiettivi della Strategia EU 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva si declinano anche attraverso una strategia di intervento destinata al rafforzamento del principio di pari opportunità e non discriminazione che coinvolge quei destinatari nei confronti dei quali vengono attuate violenze o comportamenti discriminatori, che incidono sul godimento dei propri diritti e sulle opportunità offerte e disponibili, contribuendo a determinare condizioni di vulnerabilità, se non di vera e propria esclusione dalla vita attiva.
Tra i diversi gruppi di persone che sono esposti al rischio di discriminazione, il PON Inclusione Sociale rivolge un’attenzione particolare alle seguenti categorie: ROM, Sinti e Caminanti; donne vittime di violenza e persone vittime di grave sfruttamento, sia questo sessuale e/o lavorativo, e di fenomeni di tratta; altre vittime di discriminazione; beneficiari di protezione internazionale, sussidiaria ed umanitaria e i minori stranieri non accompagnati; detenuti. In tutti i casi, si tratta di potenziali destinatari che, per le condizioni in cui versano, risultano particolarmente esposti e vulnerabili rispetto ai rischi di esclusione sociale, intesa come esclusione non solo dalle risorse economiche ma dal complesso sistema di norme, regole, prassi e relazioni informali, che generalmente regolano e sostengono l’inclusione delle persone nella società a cui appartengono.
Alle problematiche citate, lesive della possibilità, per chi ne viene coinvolto, di poter agire pienamente i propri diritti e di poter partecipare, in condizioni di pari opportunità, ai sistemi che ne agevolino l’inclusione attiva, il PON Inclusione intende fornire una risposta in maniera complementare e sussidiaria rispetto a quanto intrapreso attraverso le politiche ordinarie, in coordinamento con gli interventi attuati nei territori anche attraverso i POR .
I Rom, i Sinti e i Caminanti (RSC)
Il Consiglio d’Europa ritiene che il tasso numerico delle popolazioni Rom in Europa si attesti introno alle 11.155.000 unità, mentre in Italia se ne contano circa 140.000, comunque comprese tra le 110.000 e le 180.000 presenze , corrispondenti allo 0,23% della popolazione totale, senza tenere conto degli irregolari presenti sul territorio nazionale.
L’inadeguato livello di istruzione media nei cittadini di origine Rom, Sinti e Caminanti è una delle principali cause della loro precaria condizione di vita e delle difficoltà di accesso al mercato del lavoro. Gli alunni RSC, iscritti nei diversi ordini e gradi di scuola (scuole statali e non), nell’anno scolastico 2010/2011 sono stati 12.377. Sussiste un alto tasso di abbandono scolastico (il 42% circa nel I ciclo) che determina un alto livello di analfabetismo nell’intera popolazione. Le problematiche che emergono nella scolarizzazione dei RSC sono legate a una serie di fattori ricorrenti quali ad esempio il disagio abitativo, le difficoltà economiche familiari, barriere nell’accesso e nell’inserimento scolastico dovute a pregiudizi e scarsa conoscenza dei bisogni e delle potenzialità dei RSC, la insufficiente partecipazione delle famiglie al percorso scolastico dei figli, nonché una scarsa alfabetizzazione degli stessi adulti [12] .
Sotto il profilo sanitario, si segnala una scarsa conoscenza dei livelli di salute delle comunità rom e sinte e delle loro modalità di accesso ai servizi, ma anche pregiudizi nei loro confronti e l’esistenza di barriere connesse alla complessità delle procedure di fruizione dei servizi sanitari pubblici. Molti RSC, infatti, pur essendo in regola con le norme sul permesso di soggiorno, non esercitano il loro diritto di scelta del medico di base. Secondo l’indagine riportata nell’ “EU Inclusive”- Rapporto nazionale sull’inclusione lavorativa e sociale dei Rom in Italia, il 26% del campione intervistato risultava privo della tessera sanitaria. Vi è un sostanziale accordo nel considerare tale popolazione ad alto rischio sanitario. Sia le comunità nomadi sia quelle stanziali vivono in condizioni di povertà e di degrado abitativo. I RSC hanno più bassa aspettativa di vita e più alti tassi di mortalità infantile rispetto alla popolazione maggioritaria
Un’analisi dell’ambito lavorativo rivela che negli ultimi anni non sono stati molti i tentativi di inserimento dei Rom all’interno dei circuiti lavorativi differenti dalle loro attività tradizionali. I Rom molto spesso vedono ristrette le possibilità lavorative collegate ad attività manuali. Non pochi tra loro hanno trovato delle difficoltà con riguardo all’inserimento professionale, per inadeguato compenso o difficoltà legate alla struttura organizzativa del lavoro. All’interno del citato rapporto sull’inclusione lavorativa e sociale dei Rom, solo un intervistato su tre risulta occupato, mentre il 27,2% degli intervistati risulta disoccupato ed il restante 37,8% del campione risulta inattivo.
Le cause della difficile integrazione dei RSC in Italia vanno individuate in modo separato per ciascuno dei quattro ambiti: istruzione, sanità, presa in carico e occupazione.
Con riferimento all’istruzione esistono barriere nell’accesso e nell’inserimento scolastico dovute a: pregiudizi e scarsa conoscenza dei bisogni e delle potenzialità dei RSC; scarsa partecipazione delle famiglie al percorso scolastico dei figli; scarsa alfabetizzazione degli adulti; assenza di modelli di successo scolastico nelle comunità RSC.
Con riferimento alla sanità è possibile identificare una serie di concause che intrecciano difficoltà e ostacoli strutturali nell’accesso alla salute, condizioni socio-economiche precarie e fattori culturali (preferiscono rivolgersi ai pronti soccorsi piuttosto che rivolgersi al medico di base)
Con riferimento alla presa in carico si registrano forti fenomeni di segregazione ed auto segregazione delle comunità RSC dalla società maggioritaria legate, in particolare, all’attuazione di politiche locali temporanee ed emergenziali, fondate sulla costruzione di “campi nomadi” che hanno condotto ad una esasperazione di quell’isolamento che ha impedito nel tempo il pieno godimento dei diritti fondamentali, alimentando forme di diffidenza reciproca fino alla stigmatizzazione e all’esclusione sociale.
Con riferimento alle condizioni occupazionali l’esclusione dei Rom è riconducibile ad una serie di concause quali: disagio abitativo, mancato accesso ai servizi, basso livello di istruzione, discriminazione ecc.. Le diverse concause portano ad una emarginazione dei Rom con conseguente difficoltà nell’inserimento occupazionale.
L’approccio compartimentale rispetto al problema ha portato a politiche finalizzate alla risoluzione di una causa singola (politiche abitative, inclusione scolastica o professionale ecc…), carenti di ricadute sul medio-lungo periodo.
Gli strumenti attuabili all’interno del PON sono conseguentemente:
- per l’istruzione: crescita del confronto tra famiglie RSC, Istituzioni Scolastica ed ambiente extrascolastico; migliore conoscenza dei contesti di vita specifici delle comunità RSC (abitativi-socio-economici-culturali) da parte degli addetti ai lavori e degli stakeholders;
- per la sanità: promuovere analisi, modelli e linee guida per il superamento degli ostacoli strutturali e socio-culturali nell’accesso ai servizi sanitari per le comunità rom e sinti; favorire la sperimentazione di modelli formativi, di mediazione interculturale e di cooperazione interistituzionale, per un più agevole accesso all’offerta sanitaria ordinaria per gli abitanti di insediamenti rom e sinti;
- per la presa in carico: integrare diversi interventi settoriali attraverso l’affiancamento e la presa in carico, la partecipazione e la mediazione dei conflitti;
- per l’occupazione: sperimentazione di progetti pilota volti ad aumentare l’occupabilità e la partecipazione al mercato del lavoro dei soggetti target.
POR PROGRAMMA OPERATIVO NELL'AMBITO DELL'OBIETTIVO "INVESTIMENTI IN FAVORE DELLA CRESCITA E DELL'OCCUPAZIONE"
1. STRATEGIA PER IL CONTRIBUTO DEL PROGRAMMA OPERATIVO ALLA STRATEGIA DELL'UNIONE PER UNA CRESCITA INTELLIGENTE, SOSTENIBILE E INCLUSIVA E AL RAGGIUNGIMENTO DELLA COESIONE ECONOMICA, SOCIALE E TERRITORIALE
...
ii. Il sostegno alla Strategia di integrazione dei Rom, alle politiche per le pari opportunità, la non discriminazione e l’integrazione dei migranti.
Gli obiettivi generali
Gli obiettivi della Strategia EU 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva si declinano anche attraverso una strategia di intervento destinata al rafforzamento del principio di pari opportunità e non discriminazione che coinvolge quei destinatari nei confronti dei quali vengono attuate violenze o comportamenti discriminatori, che incidono sul godimento dei propri diritti e sulle opportunità offerte e disponibili, contribuendo a determinare condizioni di vulnerabilità, se non di vera e propria esclusione dalla vita attiva.
Tra i diversi gruppi di persone che sono esposti al rischio di discriminazione, il PON Inclusione Sociale rivolge un’attenzione particolare alle seguenti categorie: ROM, Sinti e Caminanti; donne vittime di violenza e persone vittime di grave sfruttamento, sia questo sessuale e/o lavorativo, e di fenomeni di tratta; altre vittime di discriminazione; beneficiari di protezione internazionale, sussidiaria ed umanitaria e i minori stranieri non accompagnati; detenuti. In tutti i casi, si tratta di potenziali destinatari che, per le condizioni in cui versano, risultano particolarmente esposti e vulnerabili rispetto ai rischi di esclusione sociale, intesa come esclusione non solo dalle risorse economiche ma dal complesso sistema di norme, regole, prassi e relazioni informali, che generalmente regolano e sostengono l’inclusione delle persone nella società a cui appartengono.
Alle problematiche citate, lesive della possibilità, per chi ne viene coinvolto, di poter agire pienamente i propri diritti e di poter partecipare, in condizioni di pari opportunità, ai sistemi che ne agevolino l’inclusione attiva, il PON Inclusione intende fornire una risposta in maniera complementare e sussidiaria rispetto a quanto intrapreso attraverso le politiche ordinarie, in coordinamento con gli interventi attuati nei territori anche attraverso i POR .
I Rom, i Sinti e i Caminanti (RSC)
Il Consiglio d’Europa ritiene che il tasso numerico delle popolazioni Rom in Europa si attesti introno alle 11.155.000 unità, mentre in Italia se ne contano circa 140.000, comunque comprese tra le 110.000 e le 180.000 presenze , corrispondenti allo 0,23% della popolazione totale, senza tenere conto degli irregolari presenti sul territorio nazionale.
L’inadeguato livello di istruzione media nei cittadini di origine Rom, Sinti e Caminanti è una delle principali cause della loro precaria condizione di vita e delle difficoltà di accesso al mercato del lavoro. Gli alunni RSC, iscritti nei diversi ordini e gradi di scuola (scuole statali e non), nell’anno scolastico 2010/2011 sono stati 12.377. Sussiste un alto tasso di abbandono scolastico (il 42% circa nel I ciclo) che determina un alto livello di analfabetismo nell’intera popolazione. Le problematiche che emergono nella scolarizzazione dei RSC sono legate a una serie di fattori ricorrenti quali ad esempio il disagio abitativo, le difficoltà economiche familiari, barriere nell’accesso e nell’inserimento scolastico dovute a pregiudizi e scarsa conoscenza dei bisogni e delle potenzialità dei RSC, la insufficiente partecipazione delle famiglie al percorso scolastico dei figli, nonché una scarsa alfabetizzazione degli stessi adulti [12] .
Sotto il profilo sanitario, si segnala una scarsa conoscenza dei livelli di salute delle comunità rom e sinte e delle loro modalità di accesso ai servizi, ma anche pregiudizi nei loro confronti e l’esistenza di barriere connesse alla complessità delle procedure di fruizione dei servizi sanitari pubblici. Molti RSC, infatti, pur essendo in regola con le norme sul permesso di soggiorno, non esercitano il loro diritto di scelta del medico di base. Secondo l’indagine riportata nell’ “EU Inclusive”- Rapporto nazionale sull’inclusione lavorativa e sociale dei Rom in Italia, il 26% del campione intervistato risultava privo della tessera sanitaria. Vi è un sostanziale accordo nel considerare tale popolazione ad alto rischio sanitario. Sia le comunità nomadi sia quelle stanziali vivono in condizioni di povertà e di degrado abitativo. I RSC hanno più bassa aspettativa di vita e più alti tassi di mortalità infantile rispetto alla popolazione maggioritaria
Un’analisi dell’ambito lavorativo rivela che negli ultimi anni non sono stati molti i tentativi di inserimento dei Rom all’interno dei circuiti lavorativi differenti dalle loro attività tradizionali. I Rom molto spesso vedono ristrette le possibilità lavorative collegate ad attività manuali. Non pochi tra loro hanno trovato delle difficoltà con riguardo all’inserimento professionale, per inadeguato compenso o difficoltà legate alla struttura organizzativa del lavoro. All’interno del citato rapporto sull’inclusione lavorativa e sociale dei Rom, solo un intervistato su tre risulta occupato, mentre il 27,2% degli intervistati risulta disoccupato ed il restante 37,8% del campione risulta inattivo.
Le cause della difficile integrazione dei RSC in Italia vanno individuate in modo separato per ciascuno dei quattro ambiti: istruzione, sanità, presa in carico e occupazione.
Con riferimento all’istruzione esistono barriere nell’accesso e nell’inserimento scolastico dovute a: pregiudizi e scarsa conoscenza dei bisogni e delle potenzialità dei RSC; scarsa partecipazione delle famiglie al percorso scolastico dei figli; scarsa alfabetizzazione degli adulti; assenza di modelli di successo scolastico nelle comunità RSC.
Con riferimento alla sanità è possibile identificare una serie di concause che intrecciano difficoltà e ostacoli strutturali nell’accesso alla salute, condizioni socio-economiche precarie e fattori culturali (preferiscono rivolgersi ai pronti soccorsi piuttosto che rivolgersi al medico di base)
Con riferimento alla presa in carico si registrano forti fenomeni di segregazione ed auto segregazione delle comunità RSC dalla società maggioritaria legate, in particolare, all’attuazione di politiche locali temporanee ed emergenziali, fondate sulla costruzione di “campi nomadi” che hanno condotto ad una esasperazione di quell’isolamento che ha impedito nel tempo il pieno godimento dei diritti fondamentali, alimentando forme di diffidenza reciproca fino alla stigmatizzazione e all’esclusione sociale.
Con riferimento alle condizioni occupazionali l’esclusione dei Rom è riconducibile ad una serie di concause quali: disagio abitativo, mancato accesso ai servizi, basso livello di istruzione, discriminazione ecc.. Le diverse concause portano ad una emarginazione dei Rom con conseguente difficoltà nell’inserimento occupazionale.
L’approccio compartimentale rispetto al problema ha portato a politiche finalizzate alla risoluzione di una causa singola (politiche abitative, inclusione scolastica o professionale ecc…), carenti di ricadute sul medio-lungo periodo.
Gli strumenti attuabili all’interno del PON sono conseguentemente:
- per l’istruzione: crescita del confronto tra famiglie RSC, Istituzioni Scolastica ed ambiente extrascolastico; migliore conoscenza dei contesti di vita specifici delle comunità RSC (abitativi-socio-economici-culturali) da parte degli addetti ai lavori e degli stakeholders;
- per la sanità: promuovere analisi, modelli e linee guida per il superamento degli ostacoli strutturali e socio-culturali nell’accesso ai servizi sanitari per le comunità rom e sinti; favorire la sperimentazione di modelli formativi, di mediazione interculturale e di cooperazione interistituzionale, per un più agevole accesso all’offerta sanitaria ordinaria per gli abitanti di insediamenti rom e sinti;
- per la presa in carico: integrare diversi interventi settoriali attraverso l’affiancamento e la presa in carico, la partecipazione e la mediazione dei conflitti;
- per l’occupazione: sperimentazione di progetti pilota volti ad aumentare l’occupabilità e la partecipazione al mercato del lavoro dei soggetti target.
Entrevista a María José Jiménez, feminista, gitana y candidata de Podemos al Congreso
sabato 2 gennaio 2016
La deportazione di Rom e Sinti: Milka torna ad Agnone
Etichette:#rom, #roma, #sinti, #culturaromsinti
#deporatazione di rom e sinti,
#porrajmos,
#rom e sinti
MEMORS - la testimonianza di Francesco Brajdic sulla deportazione nazista di Rom e Sinti
Memors. Il primo museo virtuale del Porrajmos in Italia. La persecuzione dei Rom e dei Sinti nel periodo fascista
Etichette:#rom, #roma, #sinti, #culturaromsinti
#persecuzione fascista di rom e sinti,
#porrajmos,
#ROM #SINTI
venerdì 1 gennaio 2016
SU VIA IDRO
E tanto per cominciare mettiamo sul piatto la proposta di mediazione della Casa della Carità sulla questione via Idro....
Posted by Angela Catanzariti on Venerdì 1 gennaio 2016
A proposito di via Idro - la posizione di CeAS e Casa della Carità
Rom e Sinti agli occhi degli altri | USC Shoah Foundation
Rom, sinti e camminanti (dal sito derl Cestim)
Once Upon a Time there was Savorengo Ker, the Home of Everyone
giovedì 31 dicembre 2015
ROMANI AN INDIAN LOST LANGUAGE
Dicembre 2011: il pogrom della Continassa di Torino.
mercoledì 30 dicembre 2015
BUONE FESTE E MILANO SGOMBERA
5° GRADI DI TEMPERATURA E DIVERSE FAMIGLIE ROM MILANESI, COMPRESI I VECCHI E I BAMBINI, BUTTATE PER STRADA DALLE RUSPE....
Posted by Alberto M. Melis on Mercoledì 30 dicembre 2015
martedì 29 dicembre 2015
Che succede a raccontare balle sulla propria famiglia - Valeriu Nicolae
lunedì 28 dicembre 2015
FONDAZIONE ROMANI'
Da qualche tempo alla fine dell'anno mi prometto di ridurre il tempo che dedico alla causa romanì, ma accade sempre il...
Posted by Romanipe Italia on Lunedì 28 dicembre 2015
domenica 27 dicembre 2015
23 dicembre 1990, la strage di via Gobetti. 25 anni di amnesia razzista a Bologna - Giap
Rom al lavoro nelle serre: progetto a Sassari
I KILLER DELLA UNO BIANCA - LA STRAGE AL CAMPO NOMADI E LA TESTIMONIANZA CUI NON SI VOLLE CREDERE
23 DICEMBRE 1990: I KILLER DELLA UNO BIANCA, LA STRAGE AL CAMPO NOMADI DI VIA GOBETTI A BOLOGNA E LA TESTIMONIANZA A CUI...
Posted by Idea Rom Onlus on Mercoledì 23 dicembre 2015
TORINO: A NATALE SI SGOMBERA (SENZA PREAVVISO)
BUON NATALE DALLA TORINO DOVE LE STUDIANO TUTTEIl signor Stefan e sua sorella Aurica da anni vivevano a Torino nel...
Posted by Idea Rom Onlus on Giovedì 24 dicembre 2015
giovedì 24 dicembre 2015
Per cambiare le cose provo a lavorare dentro il sistema - Valeriu Nicolae
Iscriviti a:
Post (Atom)











